Archivio for ottobre 27th, 2009

Il caso Garigoldi

Torniamo sul “caso Garigoldi”, perché ci pare gravissimo che la maggioranza di centro-destra nel Consiglio Provinciale abbia respinto la nostra mozione che chiedeva il ritiro della delega assessorile.
Noi non siamo “giustizialisti”, ma quando appaiono notizie di una gravità estrema sul piano della moralità politica crediamo sia buon uso da parte di un amministratore pubblico farsi da parte.

Un conto cifrato a Montecarlo, uno dei paradisi fiscali, di ben 500.000 (cinquecentomila) euro (un miliardo delle vecchie lire) a cui si sono aggiunti più di 100.000 (centomila euro) di “guadagni” in un “affare” non meglio precisato condotto con l’imprenditore ed amico di famiglia Giuseppe Grossi (fra l’altro in rapporti economici con la Regione Lombardia e altre Amministrazioni Locali) non è una bazzecola.

Gravissime sono poi state le dichiarazioni della Sig.ra Gariboldi e del marito Giancarlo Abelli (noto “capo” del P.D.L.) dove si affermava “al massimo pagherò una multa per evasione fiscale” e anche che il Grossi, amico di famiglia con cui si va a caccia in Argentina (affermazione di Abelli) ha la “grande capacità di fare affari”, per cui gli si danno soldi che ritornano sul conto cifrato di Montecarlo aumentati di molto.

Solo l’arroganza del potere può permettere di fare dichiarazioni simili, oltretutto alla faccia di milioni di lavoratori e pensionati che faticano ad arrivare alla fine del mese e che le tasse le pagano, soprattutto in questo periodo di grave crisi economica, lavoratori e pensionati che non hanno conti cifrati nei paradisi fiscali, né vanno a caccia in Argentina…..
In Paesi con una borghesia un po’ più attenta all’etica, tali dichiarazioni sarebbero state sufficienti ad allontanare dalla gestione della “cosa pubblica” chi le avesse fatte.
Già, ma noi siamo in Italia, dove il Governo Berlusconi approva lo “scudo fiscale”, per i capitali all’estero, depennando scandalosamente anche i reati commessi.
Fino a quando l’opinione pubblica sopporterà tali comportamenti?
Per quanto riguarda il Presidente della Provincia di Pavia, che si erge a difensore della Signora Gariboldi sfidando a chiedere le sue dimissioni, in quanto è lui che sceglie gli Assessori, gli ricordiamo che a suo tempo il Gruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista ha presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti e dell’intera Amministrazione provinciale, mozione naturalmente respinta con il voto del centro-destra.

Teresio Forti
Giuseppe Invernizzi

Consiglieri provinciali del
Partito della Rifondazione Comunista

NOI IL BAVAGLIO NON LO VOGLIAMO. DA NESSUNO!

Silvio Berlusconi e la maggioranza di destra stanno tentando l’assalto finale alla libertà di informazione, con l’obiettivo di eliminare nel paese ogni spazio di critica all’operato del governo.
La critica secondo la destra è elemento da eliminare, da zittire.
Sta partendo l’epurazione di RaiTre. Gli attuali direttori di Tg3 e RaiTre, Antonio Di Bella e Paolo Ruffini, sono ritenuti da tutti ottimi professionisti, fra i migliori della Rai.
Hanno ottenuto sia in qualità che in quantità d’ascolti eccellenti risultati.
Danno però fastidio. Devono perciò essere sostituiti per arrivare ad eliminare dalla rete un gruppo di programmi amati e, per Berlusconi, pericolosi. Si tratta anzitutto di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio e di “Report” di Milena Gabanelli, quindi dei salotti di Serena Dandini e di Daria Bignardi, “Parla con me” e “L’era glaciale”.
Si aggiunge poi la querela e il tentativo di zittire il quotidiano La Repubblica. Silvio Berlusconi ha deciso di portare in tribunale le dieci domande di Repubblica, per chiedere
ai giudici di fermarle, in modo che non sia più possibile chiedergli conto di vicende che non ha mai saputo chiarire.
Si vuole insabbiare così – almeno in Italia – la pubblica vergogna di comportamenti privati che sono al centro di uno scandalo internazionale e lo perseguitano politicamente.
Stupisce che in un paese libero, un uomo politico fa causa alle domande che gli vengono rivolte.
Stupisce ancora di più l’indegno attacco al direttore di Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, reo anch’esso di aver criticato il nostro presidente
del consiglio. L’intimidazione arriva da Il Giornale, quotidiano di proprietà di Silvio Berlusconi e diretto dal neo direttore, da lui voluto, Vittorio Feltri.
Attacco che segue di poco le parole della Padania di Bossi che suggerivano alla Chiesa Cattolica di non insistere con le critiche al governo pena la revisione del concordato tra stato e chiesa.
Siamo vicini ad un punto di non ritorno per la democrazia italiana.

MOBILITIAMOCI
PER LA LIBERA INFORMAZIONE!

Il volantino in pdf da scaricare:
volantino_informazione09

I “COLPEVOLI” PER GENOVA 2001

I “COLPEVOLI” PER GENOVA 2001

Fonte: Indymedia Italia

C’hanno messo 8 anni per ribaltare la storia, la nostra storia, riscrivendola a modo loro. A 48 ore dall’ambigua assoluzione del gran capo bipartisan della polizia, lo stato si vendica e condanna a 100 anni di carcere 11 attivist* facendo leva strumentalmente sul reato di “devastazione e saccheggio” e su un all’argato concetto di concorso morale, ignorato nei processi alla forze dell’ordine. Sono loro che hanno messo a ferro e fuoco Genova, attraverso cariche, pestaggi, violenze, le torture della Bolzaneto come la mattanza della Diaz, fino all’omicidio di Carlo Giuliani. E’ una vendetta nei confronti di quel movimento che nel luglio del 2001 espresse radicalità diffusa e rispose in maniera determinata alla sospensione dei diritti perpetrata da PS, CC, GOM e GDF. Ora è rimasta solo la Cassazione, se il verdetto verrà confermato, per 10 di noi si apriranno le porte del carcere: non lasciamoli soli, la memoria è un ingranaggio collettivo.