Archivio for ottobre, 2009

NOI IL BAVAGLIO NON LO VOGLIAMO. DA NESSUNO!

Silvio Berlusconi e la maggioranza di destra stanno tentando l’assalto finale alla libertà di informazione, con l’obiettivo di eliminare nel paese ogni spazio di critica all’operato del governo.
La critica secondo la destra è elemento da eliminare, da zittire.
Sta partendo l’epurazione di RaiTre. Gli attuali direttori di Tg3 e RaiTre, Antonio Di Bella e Paolo Ruffini, sono ritenuti da tutti ottimi professionisti, fra i migliori della Rai.
Hanno ottenuto sia in qualità che in quantità d’ascolti eccellenti risultati.
Danno però fastidio. Devono perciò essere sostituiti per arrivare ad eliminare dalla rete un gruppo di programmi amati e, per Berlusconi, pericolosi. Si tratta anzitutto di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio e di “Report” di Milena Gabanelli, quindi dei salotti di Serena Dandini e di Daria Bignardi, “Parla con me” e “L’era glaciale”.
Si aggiunge poi la querela e il tentativo di zittire il quotidiano La Repubblica. Silvio Berlusconi ha deciso di portare in tribunale le dieci domande di Repubblica, per chiedere
ai giudici di fermarle, in modo che non sia più possibile chiedergli conto di vicende che non ha mai saputo chiarire.
Si vuole insabbiare così – almeno in Italia – la pubblica vergogna di comportamenti privati che sono al centro di uno scandalo internazionale e lo perseguitano politicamente.
Stupisce che in un paese libero, un uomo politico fa causa alle domande che gli vengono rivolte.
Stupisce ancora di più l’indegno attacco al direttore di Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, reo anch’esso di aver criticato il nostro presidente
del consiglio. L’intimidazione arriva da Il Giornale, quotidiano di proprietà di Silvio Berlusconi e diretto dal neo direttore, da lui voluto, Vittorio Feltri.
Attacco che segue di poco le parole della Padania di Bossi che suggerivano alla Chiesa Cattolica di non insistere con le critiche al governo pena la revisione del concordato tra stato e chiesa.
Siamo vicini ad un punto di non ritorno per la democrazia italiana.

MOBILITIAMOCI
PER LA LIBERA INFORMAZIONE!

Il volantino in pdf da scaricare:
volantino_informazione09

I “COLPEVOLI” PER GENOVA 2001

I “COLPEVOLI” PER GENOVA 2001

Fonte: Indymedia Italia

C’hanno messo 8 anni per ribaltare la storia, la nostra storia, riscrivendola a modo loro. A 48 ore dall’ambigua assoluzione del gran capo bipartisan della polizia, lo stato si vendica e condanna a 100 anni di carcere 11 attivist* facendo leva strumentalmente sul reato di “devastazione e saccheggio” e su un all’argato concetto di concorso morale, ignorato nei processi alla forze dell’ordine. Sono loro che hanno messo a ferro e fuoco Genova, attraverso cariche, pestaggi, violenze, le torture della Bolzaneto come la mattanza della Diaz, fino all’omicidio di Carlo Giuliani. E’ una vendetta nei confronti di quel movimento che nel luglio del 2001 espresse radicalità diffusa e rispose in maniera determinata alla sospensione dei diritti perpetrata da PS, CC, GOM e GDF. Ora è rimasta solo la Cassazione, se il verdetto verrà confermato, per 10 di noi si apriranno le porte del carcere: non lasciamoli soli, la memoria è un ingranaggio collettivo.

War on democracy

War on Democracy è il primo film per il cinema realizzato da John Pilger, giornalista pluripremiato, autore e realizzatore di documentari, che ha cominciato la sua carriera nel 1958 nella sua terra natale, l’Australia, prima di trasferirsi a Londra negli anni 60. E’ stato corrispondente e reporter di guerra in prima linea, a partire dalla guerra del Vietman nel 1967. E’ un critico spassionato delle avventure militari ed economiche all’estero dei governi occidentali.
“E’ troppo facile per i giornalisti occidentali – dice Pilger – valutare l’umanità in termini di utilità ai ‘nostri’ interessi e seguire le agende dei governi che definiscono tiranni buoni e cattivi, vittime degne di nota e non, e presentano le ‘nostre’ politiche come sempre benevole, quando di solito è vero il contrario. Il lavoro del giornalista, prima di tutto, è guardare la propria società nel suo stesso specchio”.
Pilger crede anche che un gornalista dovrebbe essere guardiano della memoria pubblica e spesso cita Milan Kundera: “La lotta della gente contro il potere è la lotta della memoria contro l’oblio”. Pilger ha passato diverse settimane a girare in Venezuela e la pellicola contiene un’intervista esclusiva al presidente venezuelano Hugo Chavez.
In questa pagina la prima parte del documentario, e al seguente link troverete gli altri contributi.

LA ROSA D’INVERNO. L’ATTUALITA’ DI ROSA LUXEMBURG

LA ROSA D’INVERNO. L’ATTUALITA’ DI ROSA LUXEMBURG

“Là dove ci sono grandi cose, là dove il vento soffia sul volto, voglio stare nel pieno del temporale…della routine quotidiana ne ho abbastanza…” Rosa Luxemburg a Klara Zetkin, Wronke, 1 luglio 1917, contro ogni burocratismo.

convegno

LA ROSA D’INVERNO
L’attualità di Rosa Luxemburg

“Là dove ci sono grandi cose, là dove il vento soffia sul volto, voglio stare nel pieno del

Milano – sabato 24 ottobre 2009 Sala degli Affreschi della Provincia – Corso Monforte 35

ore 9.30-13
seminario di approfondimento
coordina Giorgio Riolo
interventi di
Lidia Menapace – Chi ha paura di Rosa Luxemburg?
Rosangela Pesenti – Da Rosa a noi: il personale è politico
Luisa Zanotelli e Maria Grazia Francescati – La lettera come comunicazione politica
Imma Barbarossa – “Il socialismo non si fa per decreto”
Giovanna Capelli – Rosa Luxemburg e la rivoluzione
Jörn Schütrumpf (direttore Dietz Verlag Berlin) – Rosa Luxemburg in Germania
Sonia Previato – Rosa Luxemburg e la vitalità del conflitto
Pasquale Voza – Tra spontaneità e direzione consapevole: la presenza di Rosa in
Gramsci

ore 13-14 pausa

ore 14-16 Tavola Rotonda
Rosa Luxemburg e i problemi del nostro tempo

coordina Imma Barbarossa
partecipano
Paolo Ferrero, Jörn Schütrumpf, Lidia Menapace
segue dibattito

organizzano
Forum delle Donne Prc-Se, Area della conoscenza del Prc-Se, Associazione Culturale Punto Rosso,

Fondazione Rosa Luxemburg – Berlino

in collaborazione con Gruppo Consigliare Lista Civica Un’Altra Provincia-Prc-Pdci

Gli organizzatori invitano tutti a partecipare alla marcia per il lavoro della Cgil che si terrà a Milano nel pomeriggio di sabato 24 ottobre.

Sciopero generale del sindacalismo di base

Sciopero generale del sindacalismo di base
Adesione alla manifestazione nazionale del sindacalismo di base del 23 ottobre 2009.

Care compagne, cari compagni,
Lo sciopero generale del sindacalismo di base del 23 ottobre è un passaggio importante nella costruzione dell’opposizione al governo Berlusconi, che con la controriforma della contrattazione, con i tagli a scuola, sanità, enti locali, sta portando avanti un attacco senza precedenti al lavoro, allo stato sociale, alla democrazia. Un disegno tanto regressivo sul piano sociale, quanto autoritario sul terreno della democrazia.

Blocco dei licenziamenti e generalizzazione delle tutele per tutti i lavoratori, contrasto alla precarietà e riduzione dell’orario di lavoro, aumento di salari e pensioni, intervento pubblico in economia per salvaguardare le produzioni e avviarne la riconversione nel segno della sostenibilità ecologica, sono gli obiettivi che condividiamo della giornata di mobilitazione del 23.
Il Partito della Rifondazione Comunista aderisce perciò allo sciopero del 23 ottobre e invita i propri iscritti e simpatizzanti a partecipare alla piena riuscita dello sciopero e della manifestazione.

Fraterni saluti,

Paolo Ferrero

Lavoro – Domani a Milano le proposte di legge

Nota stampa a cura dell’ufficio stampa del Prc.

Domani, sabato 24 ottobre, alle ore 11.30, presso la Sala “Tavolo Rotondo” di Palazzo Isimbardi (via Vivaio 1), a Milano, Rifondazione Comunista presenterà alla stampa le sue proposte di legge che mirano a garantire e tutelare il lavoro e l’occupazione.

In particolare, verranno presentate:

• Proposte di legge regionali che prevedono: la continuità produttiva per le piccole e medie imprese e per la riqualificazione tecnologica ed ecologica, il contrasto alla delocalizzazione e l’istituzione del reddito sociale.

• Proposte alla Regione da presentare al Parlamento e al Governo che prevedono: il blocco dei licenziamenti, l’estensione e il rafforzamento degli ammortizzatori sociali per tutte le lavoratrici e i lavoratori e l’abolizione della precarietà.

La presentazione delle proposte di legge fa parte della campagna di Rifondazione Comunista “Primo il lavoro!” che prevede iniziative e banchetti in tutto il nord Italia per sensibilizzare i cittadini sul tema del lavoro e raccogliere le firme in calce alle proposte di legge stesse.

Alla conferenza stampa di domani mattina 24 ottobre a Milano parteciperanno:

Ugo Boghetta, Segretario regionale del Prc;
Matteo Gaddi, Responsabile Dipartimento Nord del Prc;
Antonello Patta, Segretario Provinciale di Milano del Prc;
Paolo Ferrero, Segretario Nazionale del Prc.

Per ogni informazione, chiarimento e contatto si può fare riferimento a:
Federico Gamberini Prc – Federazione di Milano – Ufficio stampa: cell. 333.40.14.517 – e-mail: ufficiostampaprcmilano@gmail.comIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Niente da archiviare

Genova, 20 luglio 2001. Documentario sul G8 e sulla morte di Giuliano, avvenuta insieme alle repressioni e alle violenze su innocenti della scuola Diaz, sotto il governo Berlusconi. “Nel Luglio del 2001 a Genova si è verificata la più vasta e cruenta repressione di massa, una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente” Amnesty International

Un patto insalubre per la sanità

Un patto insalubre per la sanità

E’ entrato in una fase di acceso confronto, tra Regioni e Governo, il cosiddetto “patto per la salute”, in cui dovrebbero essere scritte regole e modalità per l’erogazione dei servizi sanitari dentro un quadro di finanziamenti certi. Le Regioni, con un durissimo documento, hanno già bocciato il patto proposto dal Governo e non solo perché mancano 7 miliardi di euro sul biennio 2010-2011 ma perché i contenuti regressivi sono pesantissimi.

E’ entrato in una fase di acceso confronto, tra Regioni e Governo, il cosiddetto “patto per la salute”, in cui dovrebbero essere scritte regole e modalità per l’erogazione dei servizi sanitari dentro un quadro di finanziamenti certi. Le Regioni, con un durissimo documento, hanno già bocciato il patto proposto dal Governo e non solo perché mancano 7 miliardi di euro sul biennio 2010-2011 ma perché i contenuti regressivi sono pesantissimi.

La proposta del patto contiene finanziamenti nel biennio di 104 e 106 miliardi a fronte di una necessità stimata dalle Regioni di 108 e 110. Il governo vuole ridurre i posti letto per acuti dal 3,8 al 3,3 per mille (7-10 mila posti letto in meno), arrivando ad ipotizzare persino accordi interregionali sulla mobilità per cui ad ogni cura eseguita in un’altra regione dovrà corrispondere analoga riduzione di posti letto nella regione di appartenenza.

Pesante intervento anche sul personale attraverso ipotesi di organico standard con ridimensionamento dei fondi per i contratti integrativi e conseguente riduzione degli organici nelle strutture semplici e complesse.

Introduzione di ticket: in caso di squilibrio già definito nel secondo trimestre dell’anno in corso, scatto obbligatorio di ticket sulla farmaceutica e sulle cure specialistiche con superamento e cancellazione di ogni tutela sociale attraverso l’annullamento di tutte le esenzioni.

Obbligo di introdurre il ticket sulla parte alberghiera per le prestazioni medico-chirurgiche in day hospital o in ricovero ospedaliero, introduzione di un incremento della tariffa a carico dei cittadini per le prestazioni in intramoenia. Per la riabilitazione nelle strutture accreditate, scatto della totale o parziale compartecipazione a partire dal 45° giorno anziché dal 60° come attualmente in vigore.

Piani di rientro: scatteranno inderogabilmente con massimo della tassazione per i cittadini a partire da uno scostamento del 7% rispetto alla spesa per il finanziamento ordinario, il cui calcolo sarà prodotto dal meccanismo dei costi standard, probabilmente della regione migliore in termini di bilancio.

Tutte queste misure contenute nella proposta del patto sono inaccettabili nella sostanza e nel metodo.

Nella sostanza perché piegate ad una logica di esasperato economicismo in cui si comprimono i servizi e si cancellano i diritti, anziché colpire privilegi, sprechi e connessioni malavitose insite nel sistema, con appalti e gestioni esternalizzate a vantaggio di amici degli amici. Nel metodo perché il sistema amministrativo nonché la programmazione e la progettazione del funzionamento dei sistemi sanitari regionali sono costituzionalmente affidati alla competenza delle Regioni, le quali – in virtù di accordi di questo tipo – non potranno più operare per garantire qualità e quantità delle prestazioni sanitarie ai propri cittadini, e dovranno anche cancellare ogni ipotesi di prevenzione.

E’ di decisiva importanza dunque che le Regioni mantengano la posizione di netta contrarietà al “patto per la salute”.

E’ altrettanto necessario che su questi temi si riattivi iniziativa, riflessione, mobilitazione.

Il dibattito pubblico, anche a sinistra, coglie giustamente tutta la centralità del diritto alla salute quando si parla di quanto avviene oltreoceano, nell’America di Obama.

Ci pare necessario che il livello di attenzione su quanto sta avvenendo da noi si alzi significativamente, provando a rompere meccanismi di delega, specialismi, a cui troppo spesso viene consegnata la riflessione e l’iniziativa su questi temi.

Il governo non sta solo compiendo l’ennesimo intervento pro-crisi, riducendo l’occupazione e peggiorando la condizione delle fasce sociali più deboli. Sta attaccando pesantissimamente la sanità pubblica con un progetto preciso e dichiarato.

Sviluppare il “terzo pilastro” cioè consegnare al sistema a capitalizzazione e ai privati la sanità. Sanità che dovrebbe diventare uno dei perni di sviluppo della “bilateralità”, l’affidamento di intere parti di stato sociale alla gestione congiunta di imprese e sindacati secondo un modello esplicito tanto nella riforma della contrattazione quanto nei vari Libri Verdi e Bianchi sul futuro del modello sociale.

Ce n’è abbastanza per provare a rimettere in piedi iniziativa e mobilitazione con tutti coloro che ritengono che l’universalità del diritto alla salute sia decisiva per i livelli di civiltà di un paese.

Roberta Fantozzi e Marco Nesci
Segreteria nazionale PRC Responsabile Sanità PRC