La Fiat chiude Termini Imerese e ridimensiona Pomigliano.
Marchionne, amministratore delegato della Fiat, all’incontro con Governo e Sindacati, ha esordito con lingua biforcuta dicendo che: “noi dobbiamo conciliare la responsabilità sociale coi costi industriali”. Tradotto terra, terra. Chiusura di Termini Imerese (stabilimento con 1.500 operai più indotto). Per Pomigliano (qui si parla di 5.000 dipendenti) la fiat ha intenzione di spostare la produzione della nuova Panda.
Le prime reazioni a caldo.
Epifani, segretario della Cgil: “Non ci può essere disparità con le politiche degli altri paesi europei che sostengono molto di più le produzioni nazionali”.
Cremaschi, segretario della Fiom: “Non si apre nessuna trattativa con chi vuole chiudere Termini Imerese”.
Le tute blu in piazza al sit-in a Roma davanti a Montecitorio.
Gli operai, molto arrabbiati commentano così: … ”a Termini Imerese rischiamo la chiusura. Ma si tratta di scelte che metterebbero in ginocchio un intero territorio. Ho due figli. Una è laureata ma disoccupata. L’unico che porta a casa lo stipendio sono solo io. Ed ora? Lavoriamo di nuovo prima del 31 poi tre settimane di cassa integrazione. E’ davvero durissima. Io da 33 anni che sono in Fiat. Alla mia età che posso fare?”.
Altro operaio: “Sono stato assunto alla Fiat di Pomigliano nel 1989: E’ stato il mio primo lavoro. Ho 45 anni e 4 figli. Mia moglie è disoccupata. Come pensano che possiamo andare avanti? A questa età siamo completamente fuori dal mercato. Troppo giovani per non lavorare, troppo vecchi per trovare un altro impiego”.
Questi sono i regali della Fiat e del Governo. I difensori delle famiglie e del popolo!!
Il Governo cerca di mettere qualche toppa senza proporre uno straccio di piano industriale, in alcuni casi risponde con dure repressioni manganellando con la polizia le numerose proteste che si sviluppano nel paese.
Ai licenziamenti e cassa integrazione, aggiungono le gabbie salariali, i respingimenti dei profughi, la privatizzazione dell’acqua che farà aumentare le tariffe, finanziamenti per la guerra in Afganistan, il raddoppio della base Usa a Vicenza, il ponte sullo stretto di Messina, l’alta velocità, mentre lasciano andare allo sfascio le linee dei pendolari, nuove centrali nucleari senza specificare i siti prima delle elezioni regionali, i blocco dei salari e delle pensioni e l’oscuramento mediatico delle forze della sinistra fuori dal Parlamento.
Di fronte a questa drammatica realtà delle condizioni del paese, il Pd non partecipa al no b day del 5 dicembre scorso, fa una finta opposizione e ripropone un bell’inciucio per salvare Berlusconi dalle sue beghe con la giustizia, mentre continua uno strisciante golpe a tutti livelli, facendo carta straccia della Costituzione.
Con questi “regali” ci sarà molta serenità e gioia nelle categorie sociali a reddito basso. Sarà assicurato il divertimento ai bambini di queste famiglie,
il relax e la tranquillità!
Grazie Fiat e Governo della vostra illimitata generosità.




