(tratto da Liberazione del 21 aprile 2010)
Finalmente è arrivata la sentenza che i lavoratori di Agile/ex – Eutelia aspettano dal 23 dicembre scorso, da quando cioè il Giudice Norelli si è pronunciato per la prima volta sulla richiesta di insolvenza. L’azienda è da ieri mattina dichiarata insolvente dal Tribunale fallimentare di Roma con conseguente estromissione della proprietà dalla gestione aziendale. Temevamo fortemente che l’azienda venisse ammessa al concordato preventivo, anche se ciò che era stato presentato la mattina del 31 marzo scorso al tribunale fallimentare di Roma era inamissibile.
L’azienda aveva presentato infatti un concordato ristrutturatorio con un progetto di affitto di lavoratori in attività ad un’azienda con un capitale sociale di appena 10.000 euro, iscritta alla Camera di Commercio la mattina stessa, e finanziato da una società di Agrigento sotto osservazione per riciclaggio di denaro.
Non ci siamo mai arresi, dal giorno in cui Eutelia ci ha ceduti ad Agile esclusivamente per scaricare i costi prodotti dalla speculazione finanziaria e ripulire i propri bilanci fallimentari e fraudolenti. Abbiamo vissuto nella nostra azsienda per sei mesi, giorno e notte, festivi e feriali, cercando di ostacolare in tutti i modi il progetto che Eutelia ed Agile avevano architettato. Sei mesi di vertenza durissima, con manifestazioni e presidi giorno e notte anche nelle piazze di Roma. Incontri istituzionali treroppo spesso deludenti, mesi e mesi senza alcuna forma di sostegno al reddito. Ma eravamo convinti di essere nel giusto e questo ci ha consentito di non arrenderci. La nostra vittoria è una vittoria di principio: non potevamo permettere che passasse al Paese il messaggio che dei malfattori potessero scaricare costi sulla collettività e privatizzare i loro loschi profitti calpestando i diritti e la dignità dei lavoratori. Spesso ci siamo trovati troppo soli dal punto di vista istituzionale e politico ma siamo andati aventi cercando di coinvolgere nella nostra vertenza altri lavoratori, e la società civile. La risposta per quanto riguarda la solidarietà è stata sorprendente anche economicamente: la gente ha sostenuto noi e la nostra lotta. Comincia ora un nuovo percorso che non può trovare altre giustificazioni. Va immediatamente convocato, così come promesso dal sottosegretario Letta, un tavolo istituzionale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che veda coinvolti tutti i soggetti, industriali e istituzionali, in grado di rilanciare l’azienda e utilizzare le professionalità esistenti, le esperienze importanti maturate in società come Edisontel, Olivetti e Bull.
Ci auguriamo che la nostra vertenza, che ha finalmente conquistato un atto di giustizia, possa essere considerato un patrimonio da tutte le lavoratrici e i lavoratori impegnati in battaglie di ripristino della legalità e in difesa di diritti troppo spesso calpestati per facili profitti. Ci auguriamo, ancora, che la giustizia completi il suo corso perseguendo i responsabili di questa colossale speculazione.
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno sofferto e gioito insieme a noi. Continuate a sostenerci.
Le lavoratrici e i lavoratori di Agile/ex-Eutelia.
Sul loro blog, i lavoratori esultano per “una vittoria che sentiamo tutta nostra, dal sapore tanto più dolce per il fatto che l’abbiamo ottenuta contro tutto e tutti”. Una vittoria che dimostra che “i lavoratori possono battere i poteri forti di politica e finanza” e che “in questo Paese c’è ancora spazio per giustizia e libertà”.
Entusiasmo condiviso, sul versante politico, da Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, e da Roberta Fantozzi, responsabile nazionale Prc area Lavoro e Welfare: “Come nel caso della Innse – sottolinea una nota congiunta – la tenacia e la determinazione dei lavoratori sono stati decisivi. Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori per la loro lunga resistenza, la Fiom per il ruolo decisivo che ha svolto, in una lotta che è un esempio per le mille altre vertenze che attraversano il Paese”. Una lotta, ricordano Ferrero e Fantozzi, “portata avanti per mesi durissimi in cui i lavoratori hanno dovuto resistere, senza stipendio, sottoposti a mille pressioni. Una lotta condotta in nome della dignità del lavoro e della legalità contro una proprietà truffaldina e banditesca”. Ora che la proprietà è stata estromessa, “è possibile rilanciare l’azienda, garantire l’occupazione e il futuro”. Per cui “diventa tanto più importante che si recuperino le commesse perse e che il Governo garantisca gli impegni presi e troppe volte non mantenuti”.
Per approfondimenti visita il sito:
http://www.eulav.net/










