Archivio for giugno, 2010

Il più vegetariano della festa di Rifondazione – Vigevano -

Il più vegetariano della festa di Rifondazione – Vigevano -

Immagini della nostra festa. In seguito saranno pubblicati anche dei video.

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L'esperto della birra

L'esperto della birra

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Non si deve rispondere, alle giuste proteste dei pendolari, con le denunce e la repressione.

Non si deve rispondere, alle giuste proteste dei pendolari, con le denunce e la repressione.

E’ a tutti noto lo stato disastroso delle Ferrovie addette al trasporto dei pendolari: guasti, ritardi enormi, vagoni vecchi, sporchi ed inadeguati.

La provincia di Pavia risente in modo particolare di questa situazione, in quanto, a causa della deindustrializzazione del nostro territorio, decine di migliaia di lavoratori pendolari lasciano la nostra provincia, soprattutto in direzione Milano.

Le cause della situazione di disagio sono ben note, il Governo preferisce investire sull’alta velocità e sacrifica le linee ferroviarie normali.

Questa situazione provoca le giuste proteste, in atto da anni, dei pendolari. Ricordiamo, ad esempio, che nel Consiglio provinciale del 22 Aprile 2010, su espressa richiesta del nostro Gruppo consiliare, è stata approvata una Mozione su questo problema.

Ora apprendiamo che Venerdi’ 25 Giugno 2010, Elisa, pendolare di Stradella, lavoratrice e madre di famiglia, ha ricevuto notifica di una denuncia per “interruzione di pubblico servizio” a seguito dell’occupazione di binari a Bressana Bottarone il 22 Giugno scorso.

Ricordiamo che la protesta dei pendolari sia in quell’occasione che in altre, è più che giustificata. Non è possibile pretendere “calma ed aplomb” a lavoratori esasperati da perdite di salario per i continui ritardi, da una qualità della vita molto bassa per le ore e ore passate sui treni in condizioni che tutti conoscono.

Inoltre Elisa è stata denunciata per evidente rappresaglia, in quanto non è stato possibile individuarla, a detta della stessa POLFER come occupante di binari.

Esprimiamo quindi il massimo appoggio e solidarietà ad Elisa.

Chiediamo che la denuncia venga immediatamente ritirata.

A tale scopo chiederemo un immediato incontro con il Prefetto.

Pavia, 30 Giugno 2010

Teresio Forti                        - Capogruppo provinciale del Partito della Rifondazione Comunista-

Federazione della Sinistra

Giuseppe Invernizzi            – Consigliere provinciale del Partito della Rifondazione Comunista-

Federazione della Sinistra

Giuseppe Abbà                    - Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

L’appello. Sinistra in piazza contro il Governo

L’appello. Sinistra in piazza contro il Governo

giIPRI0cds0120100626A margine della manifestazione che ha sfilato venerdì scorso per le vie di Napoli in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil, il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, ha proposto alle forze di sinistra di costruire insieme una manifestazione nazionale contro le politiche sociali ed economiche del Governo e di Confindustria.
I risultati del referendum di Pomigliano e la lezione di dignità impartita dai lavoratori hanno ricostruito una speranza, come testimoniano non solo la partecipazione allo sciopero, ma il fatto che la vicenda di Pomigliano abbia rotto il muro dell’isolamento delle condizioni di lavoro, guadagnando la ribalta dei media, l’attenzione e la solidarietà di settori sempre più vasti di popolazione. è come se il caso dello stabilimento campano della Fiat avesse scoperchiato e fatto “tracimare” il malessere sociale compresso per decenni dall’ideologia liberista e dal suo egoismo.
Il plebiscito mancato sull’accordo separato, la consistenza dei “no” al ricatto esercitato dalla Fiat, il valore generale e non particolare che ha assunto il voto dentro e fuori i cancelli dello stabilimento campano sono la dimostrazione che vi sono milioni di persone arrabbiate che affermano la loro disponibilità a lottare fino in fondo contro le politiche del governo e del padronato.
Questa rabbia e questa domanda di cambiamento trovano però una difficoltà a esprimersi compiutamente, ed è per questo che anche da Vigevano rilanciamo l’invito alle altre forze di sinistra a costruire insieme una manifestazione nazionale contro governo e Confindustria, perché solo un messaggio unitario delle forze di sinistra può dare oggi il segnale necessario per coagulare il disagio sociale in un grande movimento di lotta. Diamolo insieme.
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di Vigevano

Intervista a Luca, della Brigata Solidarietà Attiva, presente alla Festa di Rifondazione Vigevano

Intervista a Luca, della Brigata Solidarietà Attiva, presente alla Festa di Rifondazione Vigevano
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Avanti Brigata

Contatti:

Brigata di Bergamo    Roberta 347 4882313

Brigata di Milano        Tiziana  3453532830

Brigata di Pavia           Giuseppe  335 7284479

Cilavegna, operai in fila per il pane

(tratto da “La Provincia Pavese”)

CILAVEGNA. Almeno quaranta persone ogni settimana bussano alla porta della parrocchia per ricevere il pacco alimentare. Negli uffici della Camera del Lavoro si presentano i giovani per chiedere di essere aiutati a trovare un posto. Qualche offerta c’è: aziende di Vercelli cercano un capo cantiere, un elettricista e un pasticciere. Una ditta di Casale ha bisogno di un programmatore. Altre imprese offrono lavoro a Vigevano, Gambolò, Corsico. Ma la bacheca dell’Informagiovani in piazza Garibaldi è lo specchio dei tempi. Oggi anche i giovani di Cilavegna per lavorare devono andare altrove. E’ una sorte comune nei distretti industriali in declino. A Cilavegna è stata la chiusura della Cagi a dare il colpo di grazia al polo della maglieria, che negli anni Settanta occupava 1.200 persone (basti dire che oggi Cilavegna ha circa 5.600 abitanti per capire le dimensioni assunte allora dallo sviluppo industriale). L’emorragia di posti di lavoro è stata in parte assorbita da una rete diffusa di servizi. Molti ex-operai della Cagi lavorano all’istituto per anziani Casa Serena.
L’industria oggi sopravvive nella Comez, l’azienda meccanica che sta cercando di resistere per tra molte difficoltà, in qualche calzaturificio che regge puntando sulla qualità, e in due maglifici superstiti, la “Pisani Carlo laboratorio maglierie”, di cui è titolare l’ex-sindaco Carlo Pisani e il “Maglificio Sant’Anna”. «A lavorare nella maglieria oggi saranno sì e no 30 addetti – dice Pisani -. Tra noi e il Sant’Anna mettiamo assieme una ventina di dipendenti, il resto è in piccole ditte che fanno bande elastiche. Ha resistito il prodotto di qualità, ma si sono persi tanti posti e tante professionalità. Il dramma è per i 40/50enni, più difficili da ricollocare. La Provincia ha organizzato corsi di riqualificazione, ma manca il lavoro».

Federico Vanini ha lavorato 27 anni alla Cagi, è stato delegato sindacale e ora presta opera di volontario alla Camera del Lavoro. «Quando la Cagi, due anni fa, ha cominciato a smantellare lo stabilimento di Cilavegna e a trasferire la produzione a Motta Visconti è stato un dramma – spiega – ma il declino dell’industria è iniziato negli anni Ottanta con il passaggio generazionale dai fondatori delle fabbriche ai figli che sceglievano altre professioni». La globalizzazione ha fatto il resto. «Io – continua Vanini – ho lavorato alla Cagi fino all’aprile 1995, sono stato in mobilità qualche mese, poi sono andato in pensione. Oggi il paese offre pochi sbocchi. Tanti giovani sono disoccupati e si rivolgono alla Camera del Lavoro per chiedere di essere aiutati a trovare occupazione. Dispiace dover dire che, al massimo, possiamo solo inoltrare le loro richieste».
Il sindaco Giuseppe Colli, a capo di una giunta di centrodestra che ha interrotto l’egemonia delle amministrazioni di sinistra in carica dal dopoguerra, ha fatto del rilancio industriale un cavallo di battaglia. «In paese resistono punte di eccellenza industriale, ma la crisi del lavoro c’è – afferma -. Per questo il Piano di governo del territorio prevede aree per insediamenti produttivi e abbiamo già raccolto l’interessamento di alcune ditte».
Si guarda al futuro e intanto si fanno i conti con il presente. «Sono parroco da tanti anni – ricorda don Mario Tarantola – e non ho mai visto una crisi così drammatica. Ogni settimana distribuiamo pacchi alimentari a una quarantina di persone e aiutiamo altri a pagare le bollette. Sono tutti italiani, cassintegrati. Cerchiamo di fare il possibile perchè i poveri vengono prima di tutto».

(29 giugno 2010) La Provincia Pavese

Manovra del Governo: sciopero generale

PRC LOMBARDIA ADERISCE ALLO SCIOPERO DEL 25 GIUGNO

COMUNICATO STAMPA

ADERIAMO ALLO SCIOPERO GENERALE DI VENERDI’: CI SAREMO CONTRO LA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO E CONTRO L’ATTACCO DELLA FIAT E DI CONFINDUSTRIA AI DIRITTI FONDAMENTALI DEI LAVORATORI.

Il Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia aderisce allo sciopero generale indetto dalla Cgil per venerdì prossimo. Le politiche economiche e sociali del governo Berlusconi picchiano in un’unica direzione: contro i lavoratori, i pensionati e il “Paese reale”. La manovra economica proposta dal governo non mette un euro a disposizione del processo necessario di ridistribuzione del reddito; lascia intatti i patrimoni dei ricchi; taglia brutalmente il welfare; blocca i contratti e punta apertamente al massacro sociale. La manovra economica è un tassello del disegno più complessivo della destra politica e economica di abbattere i diritti garantiti costituzionalmente e dallo Statuto dei lavoratori. Ciò che sta avvenendo a Pomigliano, con l’offensiva padronale della Fiat, è infatto il “corrispettivo” sul piano delle relazioni industriali e sindacali di ciò che il governo prova a fare in Parlamento, con la cancellazione dei diritti e di tutti quelli che dissentono e si oppongono. Per tutto questo venerdì saremo a Milano alla manifestazione, a fianco dei lavoratori e di chi si oppone a Berlusconi e a Confindustria. Chiediamo che sia solo l’inizio e che il resto dell’opposizione si svegli e scenda in piazza.

Un diluvio di firme. 10 mila firme raccolte in provincia di Pavia

imagefetch.ashxRagazzi non sto scherzando, 100 qua, 200 là stiamo davvero arrivando a cumulare ben diecimila firme raccolte in provincia di Pavia. E’ davvero un diluvio!

Per chiudere in bellezza e in festa la campagna che ha coinvolto un fracco di gente che si è smazzata moduli e firme, vogliamo ritrovarci tutti in piazza della Vittoria a Pavia domenica prossima fra le ore 16 e le ore 22. (v. volantino allegato)

Potremo raccogliere ancora le firme dei ritardatari e prepararci alle prossime iniziative già in ballo come, te pareva, la raccolta firme sul progetto di legge contro il nucleare “Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima”.

Stiamo invitando per domenica tutte le Associazioni e gruppi ambientalisti ad essere presenti con i loro colori e i loro progetti – fate girare la voce.

Arrivederci a tutti
Antonietta

“L’acqua del Sindaco”

“L’acqua del Sindaco”

Si al referendum, no alla bottiglia

La prossima volta che andate al ristorante, fate un utile esperimento. Questa la sceneggiatura. Appena seduti, il cameriere, premuroso, vi chiederà subito cosa volete bere. Risponderete: “Acqua”. La successiva domanda concernerà l’acqua che desiderate: “Gasata o naturale?”. E vi mostrerà, speranzoso, l’invitante rastrelliera in cui sfolgorano bottiglie d’acqua minerale delle marche più famose. “Vorrei l’acqua del rubinetto”. A questo punto la scena si divide. Il cameriere italiano, esperto e consapevole, vi guarderà con sufficienza, convinto di trovarsi di fronte a un pezzente. E vi dirà “non gliela consiglio”. Invece un cameriere di recente acquisizione (in genere asiatico o africano) verrà preso dal panico e vi ripeterà la domanda, indicandovi le bottiglie di acqua non gasata. Alla vostra decisa reiterazione, finalmente arriverà sulla tavola una piccola caraffa dell’ottima “acqua del sindaco” proveniente da un pubblico acquedotto. O, se sono “scafati”, vi recapiteranno una grande brocca d’acqua del loro impianto di depurazione e filtraggio (proprio per confermare la contestazione dell’acqua così come sgorga dal rubinetto). Ecco, se a tutti noi, ecologi responsabili, pretendessimo, senza falsi pudori, l’acqua pubblica, rifiutando, anche platealmente, le bottiglie (soprattutto quello di plastica) forse riusciremmo a migliorare l’immagine di un prodotto in difesa del quale si stanno raccogliendo firme per un referendum. Io ho già firmato.

FULCO PRATESI (Presidente onorario del WWF Italia)

(articolo tratto dalla rivista dei soci wwf.PANDA n° 4 maggio 2010)

“Abbiamo raggiunto un milione di firme”

“Abbiamo raggiunto un milione di firme”
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. Castalda Musacchio
«Abbiamo raggiunto un milione di firme». I referendum contro la privatizzazione dell’acqua si faranno, e Marco Bersani ha ragione ad esprimere tutta la sua soddisfazione. «E’ davvero un risultato straordinario. Sia da un un punto di vista quantitativo, perché nessun referendum ha raggiunto tante firme in così poco tempo, sia da un punto di vista qualitativo, perché questa è la risposta di una grande coalizione sociale, senza padrini politici, senza mass media, senza grandi finanziatori. E rappresenta davvero un segnale importante della società civile, ormai unico anticorpo della democrazia». «Adesso – aggiunge non senza ironia – il problema sarà passare da un milione di firmatari ad almeno 25 milioni di votanti» ma c’è tempo, ancora un anno, e comunque questa battaglia fa ben sperare. In campo, contro il decreto Ronchi, sono scesi artisti, enti locali; ma, soprattutto, il popolo della Rete con iniziative che si sono susseguite con un tam tam mediatico di luogo in luogo confermando che si è trattato davvero di un risveglio di partecipazione democratica. Nonostante chi ha costantemente bombardato i mass media portando avanti le motivazioni a favore della cosiddetta “privatizzazione” dei servizi idrici.
L’ultima parola? Non poteva che esprimerla Marcegaglia. «Nel settore idrico?. C’e bisogno di un radicale cambio di approccio. La gestione del servizio non deve essere mestiere esclusivo degli enti locali, ma delle imprese scelte secondo le regole del mercato e operanti con logiche industriali». La gestione, dunque, deve necessariamente passare al mercato come se il servizio pubblico fosse, appunto, una fabbrica di automobili. Come se la logica da seguire fosse quella di perseguire il lucro a tutti i costi, anche tentando la mercificazione di un bene comune, come l’acqua. Lo spiega chiaramente il vice di Marcegaglia, Cesare Trevisani: «Il decreto Ronchi? E’ il primo segnale di una vera apertura al mercato anche per il settore idrico. Si agisce sulla leva degli affidamenti per rimuovere le distorsioni del mercato e aprire ai privati la gestione dei servizi». Certo che Confindustria vorrebbe attuare il decreto Ronchi, fonte di tutti i mali. Così come, del resto, vuole venga accolto positivamente il referendum sull’intesa raggiunta a Pomigliano, per restare nella metafora della fabbrica. Per poter passare indifferente, in nome di quel libero mercato, su diritti conquistati a fatica, ed ora anche su beni comuni e dunque “di tutti”. Eppure, proprio la società civile non ci sta.

20/06/2010 Liberazione

Assemblea a Milano contro la crisi e la manovra del Governo il 28 giugno

Il giorno 28 giugno alle ore 20.30 sala Congressi della Provincia  via Corridoni ci sarà un’importante iniziativa della Federazione della Sinistra contro la crisi e la manovra del Governo.

Interverranno rappresentanti di partiti della sinistra europea, tra cui la capogruppo della Linke al parlamento europeo.

Sono previsti anche interventi delle  più importanti situazioni  di lotta di Milano e provincia.

Interverranno : Fabio Amato(Resp.Esteri Nazionale PRC

P. Sallustri del PdCI

concluderà           Cesare Salvi      attuale portavoce FdS.

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