Archivio for gennaio, 2011

Bologna: migliaia di metalmeccanici in piazza con la Fiom

Metalmeccanici in sciopero contro il modello Marchionne, sfilano anche gli studenti medi e universitari. Landini: “La confederazione vada allo sciopero generale”. Camusso: “Difenderemo sempre il contratto nazionale”. Venerdì si replica nel resto d’Italia.

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http://www.rassegna.it/articoli/2011/01/27/70758/bologna-30mila-in-piazza-con-fiom-e-cgil

Mandiamoli a casa

28_gennaio_3

Programma serata per la Memoria del giorno 27 gennaio, presso la Coop. Portalupi

Programma serata per la Memoria del giorno 27 gennaio, presso la Coop. Portalupi

Nella serata del 27 gennaio, presso la cooperativa Portalupi la sez. vigevanese di Punto Rosso proporrà alcuni filmati per ricordare la Giornata della memoria.

Dopo una breve sequenza di un’intervista al mortarese Aldo Mascherpa, recentemente scomparso,  deportato al lager di Bolzano, verranno proiettati brani dal documentario “Shoah” di Claude Lanzmann. L’autore, attraverso ricerche durate 11 anni con 350 ore di ripresa, è riuscito a ricostruire l’indicibile. Con interviste a sopravvissuti, a storici, ai contadini e ai ferrovieri polacchi che furono indiretti testimoni della deportazione, e agli stessi nazisti, è riuscito a ricostruire il dramma dei deportati ebrei mandati nei campi di Auschwitz e Treblinka. Una grande preoccupazione dei nazisti è stata cancellare tutte le tracce, ma non hanno abolito tutte le memorie e, sotto mimetizzazioni, ricordi spezzati dal pianto, fredde ricostruzioni, Lanzmann ha saputo rivelare e farci rivivere quelle orribili realtà.

I nazisti fecero di tutto per disumanizzare le proprie vittime: foto in 3 pose come per i criminali, un numero al posto del nome, tute a strisce, falsi certificati di morte, è questa l’immagine delle persone internate e uccise dietro il filo spinato. Stuchen, pezzi, venivano chiamati

Ma ognuno di loro era una entità umana, unica, irripetibile, parte di una comunità religiosa, o nazionale, di una cerchia di amici, parte di una famiglia.

Per completare il quadro della storia della deportazione, e far luce anche sugli aspetti di lotta contro la disumanizzazione che avvennero anche nei campi, alla fine della serata verranno proposti brani di interviste filmate a tre deportati politici. Sono piccoli esempi, ma significativi di resistenza morale, avvenuti in 3 diversi campi: Mauthausen, Dachau, Flossenburg, testimoniati evidentemente da sopravvissuti, che possano però incarnare i pensieri di tutte quelle vittime dei lager, cui non fu possibile lasciare dopo di sé qualche espressione del proprio umano sconforto e del proprio amore per ogni cosa e ogni persona che era stata loro cara e amata.

Complessa è la vicenda delle vittime, che pur nella degradazione in cui furono spinte, cercarono spesso di salvaguardare la loro umanità con pericolosissime azioni di sabotaggio sul lavoro, con la costituzione di gruppi clandestini di resistenza, fino a evasioni dagli stessi campi di concentramento.

La deportazione fu anche un momento importante di resistenza. Vi fu un’opposizione al nazismo anche nei campi, che si esplicò non tanto nei pochi episodi di rivolta aperta o di sabotaggio dichiarato quanto nella difficile, quotidiana difesa contro la spersonalizzazione. Il comportamento nei lager, il rifiuto dell’abbrutimento, dell’essere ridotto a numero fu un grande esempio prima di tutto di strenua affermazione d’una dignità umana calpestata e negata, d’una solidarietà che veniva praticata anche in situazioni estreme.

Anche una voce spezzata può dar senso a una storia “di tutti”, proprio perché è storia di gente normale (resistenti ed ebrei, giovani e anziani, donne e bambini), e può ancora dimostrarsi viva e vitale, con le sue scelte, i suoi drammi, le sue passioni, ma, soprattutto, con i suoi interrogativi sulle radici individuali e collettive del razzismo e dell’antisemitismo, del conformismo e della xenofobia, dell’ossequio passivo e amorale alle gerarchie.

La Shoah è figlia del nostro tempo e della nostra civiltà: è questa la sconvolgente verità che ogni giorno Auschwitz ci rammenta sinistramente.  L’insegnamento di Auschwitz non può prescindere dalla discesa in quei “gironi della responsabilità” in cui possono essere collocati tutti coloro che, a vario titolo, si macchiarono di correità con il regime nazista, dagli esecutori materiali ai burocrati, dai persecutori convinti ai conformisti, dai testimoni più o meno prossimi a quegli spettatori distaccati, su cui hanno pesato non pochi silenzi e titubanze.

Auschwitz non può essere confinato in un passato lontano e irripetibile, ma irrompe con veemenza nella contemporaneità, venendo a turbare le nostre coscienze. Se è vero che i tempi sono radicalmente mutati, resta il fatto che gli “ingredienti” alla base del micidiale innesco: l’apparato tecnico-industriale, l’efficienza burocratica, l’ideologia, la manipolazione mediatica del consenso delle masse sono tutt’altro che scomparsi. Nuove congiunture storiche potrebbero riavviare il processo deflagrante. Su di noi, abitatori del XXI sec, ancora incombe l’ombra di Auschwitz.

Berlusconi, specchio del paese peggiore

Berlusconi, specchio del paese peggiore

di Annamaria Rivera

Non vedo la tv da molti anni. Ma, grazie al video pubblicato in rete, ho potuto valutare la portata enorme dell’irruzione del Caimano nella trasmissione di ieri di Gad Lerner. Al quale rivolgo solidarietà e ammirazione per la lezione di signorilità, tanto indignata quanto composta, che ha dato al volgare parvenu che si crede dio. Solo se si è ciechi, sordi e insensati si può non comprendere che in quella incursione è concentrato tutto il senso del berlusconismo, la sua patologia psicologica e comportamentale, ancor prima che politica. Ormai Papi ha perso la testa: è in preda a un delirio di onnipotenza che confligge con l’ancor vaga percezione della decadenza e della fine. E’ questa percezione indistinta che lo induce alla furia compulsiva con cui, feticisticamente, consuma corpi e immagini femminili nelle notti di Arcore allietate da ospiti prezzolate, nel tentativo vano di esorcizzare la vecchiaia, l’impotenza, la perdita di potere. Ma, quanto più questa percezione va facendosi strada nel subconscio, tanto più egli reagisce con gesti degni di un despota mediocre e grossolano: da Repubblica delle Banane, come troppe volte si è detto con una metafora inappropriata. Perfino il grezzo Ben Ali -costretto dalla rivolta popolare a una fuga precipitosa e disonorevole, nondimeno incapace di resistere alla tentazione di portarsi dietro la cassa come un qualsiasi furfante- ci appare più composto del Caimano. Il quale svillaneggia e minaccia, strepita e ricatta con stile degno del venditore di spazzole qual è stato. L’irruzione ne “L’Infedele”, dicevo, contiene per intero il senso del fenomeno Berlusconi. Anzitutto, la concezione proprietaria non solo della politica, bensì di qualsiasi entità, materiale o immateriale, egli pensa sia alla sua portata: le istituzioni repubblicane, gli alleati, la magistratura, le forze dell’ordine, la comunicazione, l’elettorato, i corpi e le menti femminili…Esemplare è l’ingiunzione rivolta all’eurodeputata Iva Zanicchi ad abbandonare “l’incredibile postribolo televisivo”. L’inventore della tv postribolare e dei postriboli imperiali, il corruttore di minorenni e di magistrati, è persuaso che anche i parlamentari della sua maggioranza, soprattutto se donne, siano cose di sua proprietà. Tutto gli appartiene, tutto deve essere posto al suo servizio. E quando qualcosa o qualcuno sfuggono al suo dominio, si mette a strillare come un bambino al quale sia stata sottratta la marmellata che ha cercato di rubare. Questo impasto di dispotismo, sovversivismo, sessismo maniacale, qualunquismo, ignoranza dei fondamenti della storia, della democrazia, delle istituzioni repubblicane (avrà mai letto la Costituzione?) non è – come ho detto – un fenomeno esotico da Repubblica delle Banane, né regge la metafora abusata del “sultanato”. Che piaccia o no, Berlusconi è lo specchio del Paese. E’ il precipitato perverso, tradotto nel linguaggio moderno della società dello spettacolo e del neoliberismo, dell’italietta che non ha mai fatto i conti per davvero con l’eredità del fascismo e con la cultura del qualunquismo; che s’illude di dominare i processi di modernizzazione e di globalizzazione con i vecchi espedienti dell’individualismo e del cinismo, dell’arrangiarsi e del delegare i propri interessi a un capo o capetto. E’ questo, insieme alla debolezza suicida dell’opposizione, che spiega come mai il crepuscolo grottesco non solo del despota ma dell’Italia intera non susciti ancora moti di piazza. D’altronde, non siamo mica in Tunisia…

in data:26/01/2011 Liberazione

Jazz alla Cooperativa Portalupi. Divertimento assicurato!!

venerdì 4 febbraio alle ore 22.30 –

05 febbraio alle ore 0.30

Maggiori informazioni 😆

Stefano Sernagiotto (ten. sax)
Angelo Bifezzi (piano)
Roby Perissin (d.bass)
Paolo Traino (drums)

jazz alla Portalupi

I nipoti di Mubarak

http://www.youtube.com/watch?v=pu5NJdukjRU&feature=player_embedded

1991 – 2011: vent’anni di attività dell’associazione culturale Punto Rosso

1991 – 2011: vent’anni di attività dell’associazione culturale Punto Rosso

1991-2011: VENT’ANNI DI ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE PUNTO ROSSO, DI CULTURA E DI POLITICA A SINISTRA, DALLA PARTE DEL PENSIERO CRITICO E DELLA GIUSTIZIA SOCIALE E AMBIENTALE GLOBALE.
NON DISPERDIAMO QUESTO PATRIMONIO E AIUTIAMO IL PUNTO ROSSO A CONTINUARE

Alla fine del novembre 1991 veniva costituita e iniziava le sue attività l’Associazione Culturale Punto Rosso. Con il convegno
“Intellettuali e rinnovamento della prospettiva comunista in Italia”, tenutosi al Teatro Franco Parenti di Milano e con la partecipazione di molti studiosi ed esponenti politici.
Da allora molto si è realizzato: numerose iniziative e convegni, moltissimi corsi di formazione della Lup, molti libri e molta
aggregazione di persone, compagne e compagni di tutte le età, sia come associati/e sia come partecipanti alle iniziative, al lavoro del Punto Rosso ecc. Numerosi Punto Rosso locali, primo fra tutti il Punto Rosso Carrara e poi via via gli altri, nel frattempo sono sorti e hanno svolto, spesso con enormi difficoltà economiche e tuttavia con grande generosità e intelligenza, il lavoro prezioso di proporre aggregazione, cultura e politica nei vari luoghi dell’Italia.
Dopo l’estate 2011, tra settembre e novembre, celebreremo l’anniversario con iniziative e dibattiti di cui vi informeremo nel
corso della primavera.
Ora, giunti a questo punto, facciamo appello a chi ancora non ha sottoscritto per la campagna di sopravvivenza 2010-2011 di muoversi, di superare l’inerzia e la pigrizia, e di procedere. Siamo ancora ben lontani dall’obiettivo posto. Facciamo in modo che il Punto Rosso possa continuare a svolgere le proprie attività, a superare questo difficile momento, nel ventennale della propria esistenza. Invitiamo chi si è associato direttamente al proprio Punto Rosso locale di riferimento di sostenerlo e di sottoscrivere per farlo sopravvivere.
Grazie.

Associazione Culturale Punto Rosso

http://www.puntorosso.it/

Mappa degli scioperi del 28 gennaio della Fiom

Clicca sul Link sotto:

http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&gl=it&ie=UTF8&msa=0&msid=208459861660532272403.00049a33de10fdb03523b&z=6

“In direzione ostinata e contraria”

“In direzione ostinata e contraria”

Il circolo di Rifondazione Comunista di Mortara, vara l’iniziativa di incontri mensili “In direzione ostinata e contraria”. Primo appuntamento sulla non violenza il 28/01/2010 con la mortarese Veronica Trevisan

Oggi nel mondo aumentano sempre piu’ conflitti tra nazioni ma anche conflitti sociali. Nei nostri paesi , nella nostra vita quotidiana sempre più assistiamo a fenomeni di razzismo , a violenze “civili”, ad un aumento di -criminalità organizzata, a disintegrazione sociale e anche alla diffusione nelle nostre scuole, di fenomeni di «bullismo», o di «mobbismo» nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro. Tutti questi fenomeni ci portano a riflettere su come nascono e si sviluppano i conflitti , ai modi per trasformarli e risolverli in positivo, al ruolo della nonviolenza cosi poco considerata ma cosi anche oggi attuale?

Quali autori , quali metodi quali studi , quali esperienze personali possiamo mettere in campo per creare situazioni migliori di vita e di conseguenza creare la percezione di un futuro meno spaventoso?

Venerdi 28/01/2011 nella sede di Rifondazione Comunista a Mortara in Via Cadorna 5 alle ore 21.

Ne parleremo con la Dott. Veronica Trevisan laureata in Cooperazione e Sviluppo a Pavia e con alle spalle studi sulla mediazione e trasformazioni dei conflitti conseguiti presso l’università di Pisa.

L’iniziativa sarà la prima di una serie di incontri mensili che rubando le parole a Fabrizio De Andre’ abbiamo chiamato “ In direzione ostinata e contraria” , nei quali inviteremo persone che hanno la capacità di approfondire i meccanismi della modernità e che sono capaci di prefigurare narrazioni diverse dell’esistente non più assediate dal consumo, dall’esclusione sociale, dal profitto.

Tutta la cittadinanza è invitata

Il turbocapitalismo di Veltroni senza l’ossessione per la gnocca

Il turbocapitalismo di Veltroni senza l’ossessione per la gnocca

Riunita al Lingotto la corrente dell’ex sindaco di Roma. Con Bersani che cerca di cancellare le differenze

Veltroni: «Basta con il Novecento, viva Marchionne e il federalismo»

Maurizio Pagliassotti

Torino

«Sono grato a Veltroni, faremo tesoro della sua disponibilità, abbiamo già avviato contatti con l’opposizione e il confronto inizierà già dalla fine di questa settimana». Silvio Berlusconi, aprile 2008. «Per primi abbiamo fatto scelte coraggiose e innovative». Walter Veltroni, stesso periodo. Il risultato della rivoluzione veltroniana che distrusse la sinistra e legittimò Berlusconi come mai prima lo possiamo leggere nelle cronache scollacciate di questi giorni. Una persona normale di fronte ad una cantonata così sarebbe fuggito lontano, magari a fare volontariato in Africa. Veltroni e il suo pezzo di partito no. Si chiamano Modem: i democratici moderati e si sono incontrati ieri a Torino al Lingotto. Differiscono dai pericolosi estremisti di Bersani perché odiano la sinistra. Perché i mesi passano, gli anni passano ma il problema di Veltroni rimane sempre la sinistra. Perché non è sufficiente demolirla politicamente, è necessario abbattere anche quanto costruito in cinquant’anni. Soprattutto a Torino dove lo spauracchio di Airaudo, candidato sindaco alternativo a Fassino, diventa un pericoloso passaggio da contrastare. Certo oggi Berlusconi è un uomo politicamente morto e quindi anche Veltroni e suoi possono coraggiosamente sparargli addosso. Ma nuovi padroni da inseguire sono all’orizzonte: la Lega con il federalismo, Marchionne e la demolizione del contratto nazionale, Fini, Casini…

Così Veltroni al Lingotto di Torino rilancia il suo rivoluzionario progetto alternativo: superare ciò che rimane del Novecento. Lo dice anche lo slogan che sovrasta le teste dei relatori: “Fuori dal novecento.” Uno slogan che in questa città, dove la Fiat demolisce la contrattazione sindacale figlia della Costituzione (anch’essa da buttare perché fatta nello scorso secolo?) fa paura. Ecco, è questa la grande differenza tra il Pd che ieri ha mostrato i muscoli al Lingotto e quello di due anni fa. Oggi Veltroni e compagni incutono timore perché vogliono spingersi dove nemmeno Berlusconi ha osato.

Così ieri a due passi dagli uffici di Marchionne si sono celebrati due revival di clamorose sconfitte. Quella del 2008 quando l’idea del partito interclassista ebbe come unico effetto distruggere la sinistra e regalare il paese al compulsivo presidente del consiglio attuale, e la convention pro Tav, che solo nove mesi fa riuscì a far perdere alla Bresso trentamila voti che poi hanno fatto vincere il leghista Cota. E’ uno schema classico così composto: venire a Torino, dilagare nel terreno della destra, perdere. Al Partito Democratico piace così, piace infangare la sinistra per fare vincere la destra.

Ieri la sala gialla del Lingotto era gremita di uomini di partito incravattati, circa un migliaio. In quella blu il popolo dei capelli bianchi, quelli che rimangono fedeli alla linea del partito dei tempi che furono. Nella sala bella il trionfo di Veltroni è stato evidente. In quella blu, disadorna e fredda, gli applausi maggiori sono andati al dimenticato Soru e ad altri personaggi minori.

Nel partito che non è mai chiaro nei contenuti, come dice Rita, docente di inglese, capitata un po’ per caso al Lingotto («dobbiamo cambiare!» Che cosa? come? «Dobbiamo stare vicino!» A chi? Come?), non tutti hanno il coraggio di dire cosa significhi “fuori dal novecento.” Ci pensa panzer Chiamparino che ha il grande pregio di non essere vago e fumoso. Dice il sindaco nella chiosa del suo discorso: «E’ necessario guardare a chi non crede più in Berlusconi.» E poi due esempi di nuove cose di “sinistra” post novecento: «Non è più tempo di beni comuni intoccabili. Ad esempio: è la gestione di risorse come l’acqua ad essere un bene comune, non il bene comune in sé.» E’ chiaro dove sta andando questo partito? Traduzione: l’acqua si può privatizzare. E per non lasciare spazio a dubbi oltre all’acqua il sindaco di Torino, cita, in maniera meno netta però, gli asili. Il tutto perché, come al solito, ci sono intrallazzatori nelle partecipate che rendono inefficace la gestione dei famosi beni comuni. Applausi nella sala gialla e profusione. E’ il turbocapitalismo senza l’ossessione per la gnocca.

E poi ovviamente al Lingotto è tutto un sì al federalismo della Lega, a Marchionne, al bipolarismo. Rispetto la Fiat Veltroni dice in sostanza che la politica non può fare nulla se non stare dietro al più forte. Ma ha fatto la voce grossa chiedendo nuove relazioni sindacali, dimenticando che i sindacati in Italia con l’assenso del Pd vengono aboliti con referendum fatti vergognosamente sulla pelle di 5500 uomini e donne sotto ricatto. Perché per Veltroni non c’è nulla da difendere ma tutto da cambiare: «Dobbiamo avere il coraggio dell’innovazione, il motto dei democratici non può essere difendere ma cambiare. Questo non è nuovismo, è realismo. In un mondo nel quale tutto cambia velocemente se i democratici si chiudono in difesa non potranno impedire il cambiamento.» Il povero Bersani ha commentato: «L’intervento di Walter è stato molto bello, non vedo lontananze, sul piano programmatico è possibile una sintesi di Torino.» Oliviero Diliberto, ieri a Torino per un incontro organizzato dalla Fds, ha commentato: «Uscire dal Novecento? E’ una sciocchezza pericolosa, un suicidio. L’operazione di Marchionne indebolisce in maniera drammatica la contrattazione e quindi i diritti dei lavoratori.

E’ questo uscire dal Novecento?»

23/01/2011 Liberazione

Parona: sprechi di soldi pubblici per la Multiservizi

Parona - Piazza Nuova

Parona - Piazza Nuova

Tratto dal sito Web: www.nuovastagione.eu

Da: Soffritti Renato (ex Candidato Sindaco della Nuova Stagione di Parona)

OGGETTO: Comunicato Stampa di risposta all’articolo sulla Multiservizi

Egregio Direttore,

le ricordo il confronto tra i candidati Sindaci di Parona da Lei organizzato, le vorrei far notare che la questione Combitalia e Multiservizi S.p.A. è stato un tema di discussione sui programmi dei contendenti.

In base all’articolo allegato Lei può constatare che “La Nuova Stagione” era l’unica Lista che contemplava nel suo programma la questione della liquidazione delle società. Le riporto solo la sintesi del programma  pubblicato all’indirizzo:

http://www.nuovastagione.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=17&Itemid=102&limitstart=3

riguardo la copertura di Bilancio dicevamo:

Copertura finanziaria

Per la copertura delle spese elencate nel nostro programma amministrativo prevediamo la messa in liquidazione della Multiservizi S.p.A. Per un paese di ridotte dimensioni come il nostro, riteniamo che i costi di questa società non si rapportino ai benefici. Tramite uno studio con un legale stabiliremo la fattibilità e le tempistiche. Affideremo a primaria società Fiduciaria di Revisione il compito di analizzare a fondo i bilanci della società per stabilire l’entità delle risorse attualmente sprecate e predisporre la chiusura della società stessa. Riteniamo che i servizi forniti da questa società possano essere gestiti consorziandoci con altri comuni, come suggeriscono gli analisti per ridurre le spese. Sarà necessario analizzare il Pro Capite delle spese amministrative (risultano più simile ai costi di una provincia che di un comune di 2000 abitanti), per capire come recuperare o economizzare risorse da destinare ai servizi al cittadino quali il sociale, la cultura, l’assistenza e l’ambiente.

Se confermeranno i propositi contenuti nel vostro articolo, possiamo sostenere che fino ad oggi hanno perso solo dei soldi e del tempo perché come Governo Ombra avevamo suggerito in netto anticipo, cosa era corretto fare

vedere link:

Governo Ombra = ( http://www.nuovastagione.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=147&Itemid=189 )

Società = ( http://www.nuovastagione.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=148&Itemid=190 )

Suggerimenti = (http://www.nuovastagione.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=149&Itemid=191 )

Non posso non fare una critica anche ai gruppi di minoranza che non hanno preso in considerazione i suggerimenti della “Nuova Stagione”, avrebbero fatto sicuramente più bella figura se presentavano le interpellanze che noi avevamo loro suggerito ad inizio legislatura (come consigliere non ho mai avuto questa fortuna). Ma il sito www.nuovastagione.eu e i fatti di oggi, confermano il nostro intuito e dimostrano che avevamo ancora una volta ragione. Per assurdo l’amministrazione e il Sindaco Colli, pur decidendo tardivamente, passano addirittura per chi risolveranno il problema degli sprechi di queste Società (non possiamo nemmeno dire che non ci hanno ascoltato, visto che stanno andando in questa direzione).  Per questo caso, le minoranze non hanno certo brillato in tempismo e strategia. Vi garantisco che avremmo preferito sostenere il contrario, ma oggi aumentare il consenso è un problema loro, non della Nuova Stagione. Imparare a fare opposizione non è mai troppo tardi, questo vale anche per tanti partiti nazionali figuriamoci per loro.

Fonte: La Lomellina il Settimanale della Gente – 19 Gennaio 2011

Multiservizi: rivoluzione in vista?

La Multiservizi, un serbatoio negativo nell’economia del paese! Con la questione Combitalia in via di definizione, in settimana dovrebbe arrivare la relazione dei legali che hanno preso in esame le due offerte pervenute; offerte che si aggirano attorno al 1.200.000 euro, quindi un valore non di molto inferiore a quello richiesto con il bando di gara poi andato non aggiudicato, l’attenzione dell’Amministrazione si sposta sulla Multiservizi spa.

Quella che era nata come braccio destro ed operativo del Comune, si è trasformata, strada facendo, in un  peso per l’amministrazione comunale e, come già accennato in uno degli ultimi consigli comunali del 2010, l’amministrazione dovrà seriamente prendere in esame una revisione delle strategie della Multiservizi, alla quale fanno capo tra gli altri alcuni importanti servizi, come la gestione della Casa per l’Anziano, il ciclo dell’acqua, la gestione del verde e dello spazzamento neve solo per citare alcuni dei settori in cui è impegnata la società. Una revisione delle strategie che non esclude uno scioglimento della stessa Multiservizi. “Adesso abbiamo un quadro particolareggiato della situazione – afferma il Sindaco Colli – dal quale si evince che la Multiservizi, che doveva essere il braccio destro dell’amministrazione, presenta un quadro economicamente negativo in tutti i settori. Questo, ci porterà, entro breve tempo, a rivedere tutto il meccanismo Multiservizi, a ridisegnarne le strategie affinché non sia più un serbatoio negativo per l’economia del paese. Nata con ben altri scopi oggi la Multiservizi non riesce più a soddisfare quelli che erano gli intenti iniziali. Ci troveremo anche con le minoranze ed analizzeremo a fondo il problema trovando la soluzione migliore”.  All’orizzonte sembrano non esserci grandi margini di manovra nel ridisegnare le strategie se non quella di uno scioglimento della Multi servizi e di una diversa gestione delle aree di sua competenza.

Intanto anche l’iter della formazione dei gruppi di lavoro è stato portato a termine, con la definizione di tutti i componenti di ogni singolo gruppo; gruppi di lavoro, che saranno al più presto resi noti ed inizieranno ad operare e, sui quali, l’amministrazione sembra contare molto.

Il comunicato stampa è stato pubblicato con un link direttamente in Home Page perché la “Nuova Stagione” è tra i siti più visitati della Provincia ed è in continua crescita per gli argomenti ambientali che tratta. Per quanto riguarda la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, mi sto rendendo conto di non combattere più contro i mulini a vento, questi risultati valgono molto di più di tutte le battaglie fatte come consigliere comunale nel passato, perchè è questa l’informazione obiettiva, ironica e provocatoria che in internet piace leggere. Nel bene o nel male, Parona è sempre più conosciuta, di conseguenza chi si occupa di questo paese, si espone sempre di più ad  un giudizio critico dell’opinione pubblica.

Vedi: Rank Mondiale Alexa di oggi = 221.599

Vedi: Rank Italiano di Oggi = 5.021 (Quella di oggi è la migliore prestazione di sempre per il nostro sito)


Sito Web: www.nuovastagione.eu

Elezioni Amministrative. Le proposte di Rifondazione Comunista e della Fed. della sinistra

Un marxista poco… ortodosso

Un marxista poco… ortodosso

(Nella foto: Marx e Engels tra i lavoratori)

:roll: Intervistatore. Pronto signor Marx?

😆 Marx. Quale Marx? Purtroppo Karl è morto, e tutti lo rimpiangiamo, io sono Groucho, un lontano parente

Intervistatore. Ma non era morto anche lei?

Marx. Sono lieto di affermare che sono vivo, sebbene per motivi di salute lo sia solo dalle 14 in poi.

Intervistatore. Allora mi può concedere un’intervista?

Marx. Sì, venga pure domani, ma le chiedo la cortesia di non arrivare in anticipo, meglio qualche minuto dopo che prima.

Intervistatore. Scusi allora, visto che il domani è incerto e potrei essere morto io prima delle 14, posso intervistarla al telefono ora, che sono le 15? La chiamo dall’Italia per un articolo sulla rivista satirica: Bertoldo e Bertoldino. Non so se l’ha mai sentita nominare?

Marx. Ho sentito di un comico italiano che ha il nome che inizia con la B. ma il nome non lo ricordo esattamente.

Intervistatore. Ah quello è insuperabile, a parte lei naturalmente, ma in questi ultimi tempi il suo indice di gradimento è leggermente in discesa…

Marx. In difesa?

Intervistatore. Be’, anche quella: ha un bel collegio di difesa, poveretto, deve sempre difendersi da magistrati inquisitori, donnine delatrici e mafiosetti pentiti.

Marx. Tanti nemici, tanto rumore, mi è quasi simpatico anche se non lo conosco bene: ho sentito che ama le barzellette.

Intervistatore. Sì è forte, ma sa, chi governa dovrebbe astenersi da certe battute

Marx. Cosa sarà mai una freddurina? Voi in Italia – mi scusi ma siete ancora una nazione… unita? – voi in Italia, dicevo, vi scandalizzate per una  storiella un po’ spinta?

Intervistatore. Non sa che lui non risparmia neppure gli ebrei?

Marx. Allora non sarebbe tenero con me che oltre ad essere ebreo sono anche…. marxista

Intervistatore. Ah il comunismo è il suo spettro, per lui ci vorrebbe ancora la Guerra Fredda…

Marx. Senta, se pensa che si possa fare una guerra a base di freddure io sono pronto

Intervistatore. Parliamo un po’ di lei

Marx. Perché non parliamo invece di lei

Intervistatore. Dovrei essere io ad avere il ruolo di intervistatore.

Marx. A me è piaciuto invertire i ruoli tutta la vita. Mi dica, visto che io mi sono già sputtanato, lei è marxista?

Intervistatore. A parte che lo sputtanamento è altrove, io… a dir la verità amo tutti i Marx…. ma non sono proprio ortodosso

Marx. Allora protesta il suo protestantesimo?

Intervistatore. No sono cattolico ateo

Marx. Guardi che il comico qui sono io, o vuole invertire i ruoli?

Intervistatore. No dicevo battezzato cattolico, maturato ateo…

Marx. E marcito come? E che razza di marxista non religioso è, si può sapere?

Intervistatore. Io, a dir la verità, preferisco sposare la scuola marxiana…

Marx. Per accasarsi sarebbe disposto a sposare anche una marziana?

Intervistatore. Ma cosa ha capito? Ah ho capito: ha detto una freddura. Ma guardi che io sono già sposato

Marx. Da quanti anni è sposato?

Intervistatore. Da dieci anni meravigliosi

Marx. Lasciamo stare gli anni meravigliosi: da quanti anni schifosi?

Intervistatore. Nessuno, come si permette? Da quando ho conosciuto mia moglie mai e poi mai…

Marx. E dove l’ha incontrata la prima volta?

Intervistatore. Dunque mi faccia pensare: in una pasticceria…

Marx. Ed era dolce?

Intervistatore. No, ricordavo male, in una gastronomia…

Marx. Ed era appetitosa?

Intervistatore. Io guardavo la bellezza interiore, le leggevo dentro

Marx. Dentro le interiora è troppo scuro per leggere

Intervistatore. Ma cos’ha capito? Ah ho capito…

Marx. E lei legge molto?

Intervistatore. A parte che le domande le volevo fare io, sì leggo abbastanza e lei? Qual è l’ultimo libro che ha letto?

Marx. Io? Un libro divertentissimo

Intervistatore. Qual era il titolo… l’autore?

Marx. Non ricordo in questo momento, sa ultimamente ho grossi problemi di memoria.

Intervistatore. Almeno di dov’era l’autore

Marx. Ah, adesso ricordo perfettamente, l’autore era in alto in piccolo, invece il titolo era bello grosso in mezzo alla copertina.

Intervistatore. E cosa le è piaciuto del libro?

Marx. Dal momento che l’ho preso in mano fino al momento che l’ho rimesso al suo posto, ho continuato a ridere. Un giorno ho intenzione di leggerlo.

Intervistatore. Non faccia il modesto so che anche lei ha scritto libri

Marx. Sì, qualcosa. Mi dica il mio Beds l’hanno tradotto nel suo paese?

Intervistatore.Letti, l’ho letto

Marx. E ha avuto successo?

Intervistatore. Temo di no, io l’ho trovato usato

Marx. Anche qui in America la gente piuttosto che comprare i miei Letti preferisce restare nei suoi, e piuttosto che prenderli usati dorme in piedi.

Intervistatore. Io l’ho trovato molto spassoso, certo non come i suoi film.

Marx. Lì la mia voce e i miei gesti contribuiscono all’effetto comico, invece sulla carta si perde l’80% almeno. Scrivere cose buffe è un affare troppo serio, per i miei gusti.

Intervistatore. Non credo, comunque se mi permette di continuare l’intervista vorrei chiederle se lei si è mai sposato?

Marx. Sì, cioè no, adesso tocca a me porre le domande, lei ne ha già fatte abbastanza. Mi racconti del suo di matrimonio

Intervistatore. Come faccio… sarebbe troppo lungo…

Marx. Ho capito si è stufato e vuole troncarlo

Intervistatore. No il nostro amore era grande come il mare

Marx. E poi appena scesi dall’altare siete naufragati

Intervistatore. No, c’è stata qualche burrasca, ma si va ancora a gonfie vele

Marx. Avete le scialuppe di salvataggio?

Intervistatore. Non la capisco ‘sta volta…

Marx. Ho capito che galleggiate appena, vi conviene mettervi il giubbotto gonfiabile che alla prossima mareggiata…

Intervistatore. Come si permette, lei non sa…

Marx. Io non so, ma deduco: è lei che ha iniziato con le metafore marinaresche…

Intervistatore. Sì, ma per dire della profondità del nostro amore…

Marx. Ah siete già andati a fondo?

Intervistatore. No, noi navighiamo perfettamente

Marx. A vista?

Intervistatore. Ma lei cosa ne vuol sapere? Io voglio far felice mia moglie.

Marx. Cioè? Le concede il divorzio?

Intervistatore. Cambiamo argomento che è meglio. Ora tocca me interrogarla. Visto che è stato impertinente con me, voglio porle una domanda imbarazzante

Marx. Io sono molto imbarazzato, specie ai bronchi

Intervistatore. Allora posso farle una certa domanda?

Marx. Domande certe, risposte incerte

Intervistatore. Qual è stata la prima volta che ha baciato una donna?

Marx. Credevo che mi chiedesse del sesso. Per un bacio e anche una toccatina cosa vuole… ho cominciato da giovanissimo

Intervistatore. A che età ha iniziato?

Marx. Avevo il pannolino

Intervistatore. E con chi?

Marx. Con mia mamma

Intervistatore. Con sua mamma?!!
Marx. Sì la sbaciucchiavo e le succhiavo i capezzoli…

Intervistatore. Allora lei, freudianamente, pensa all’amore edipico, al desiderio verso il genitore dell’altro sesso? Guardi che oggi Freud è superato

Marx. Sì, lo so, i giovani d’oggi desiderano cose artificiali…

Intervistatore. Bambole di plastica?

Marx. No tettarelle di gomma

Intervistatore. E lei è mai stato interessato alle donne?

Marx. In certi momenti passeggeri della mia vita sì. Sono le donne che non si interessavano di me. Sa, io non sono mai stato molto bello: ho preso solo tre mogli…

Intervistatore. E quali altri interessi ha avuto?

Marx. Tutti e nessuno: la pesca, il solletico, il gioco delle biglie, i sigari…

Intervistatore. Non ha nominato il cinema, Hollywood…

Marx. Lo faccio di rado, a meno che non mi pestino un piede

Intervistatore. Ma come? Il suo successo è iniziato coi film, per proseguire poi con la radio e la televisione…

Marx. Sì loro mi hanno arricchito… fuori, nel portafoglio, ma non dentro… dovevo sempre fare la parte  del pagliaccio, anche quando ero triste, anche quando ero depresso

Intervistatore. Ridi pagliaccio… quando il pubblico ti investe di un ruolo…

Marx. Ecco perché mi piace invertire i ruoli

Intervistatore. Allora si sentiva stretto l’abito che le ha cucito addosso la TV?

Marx. La televisione narcotizza la gente… entra in casa e mette in scena una specie di teatro domestico, una corte dei miracoli dove un’immagine spazza via la precedente senza lasciar traccia, tutto in scala ridotta, anche le emozioni…

Intervistatore. Ma lei mi sorprende: adesso fa la parte del serio e del riflessivo…

Marx. Rifletta anche lei: quel piccolo rettangolo di vetro riflette male le immagini della famiglia quando è spento, figuriamoci quando è acceso.

Intervistatore. Lei è molto profondo, sapesse oggi, qui da noi, come siamo caduti in basso con gli show televisivi…

Marx. Show down!

Intervistatore. Adesso la riconosco, e vorrei chiederle un’ultima una cosa, se non è troppo tardi…

Marx. Scusi, ma devo interrompere, o sono morto oppure mi si è fermato l’orologio.

Marco Visita

Una bella giornata

giornaleBella giornata, quasi quasi chiamo Checco Zalone. I comunisti hanno ragione e sono pure belli trasparenti, moralmente a posto. Incredibile, a dirlo – anzi a pubblicarlo a chiare lettere in apposito e ben titolato riquadro (qui da noi riprodotto a fianco) – è, non ci credereste mai, il Giornale, sì sì, avete capito bene, proprio quello di proprietà berlusconiana. L’inconfondibile quotidiano del caso Boffo, tanto per citare. I comunisti hanno ragione e sanno il fatto loro in materia di rigore morale e civile: va bene, il Giornale lo deve ammettere anche perché il giudice gli ha dato torto, riconoscendo la fondatezza della querela a suo tempo sporta da Paolo Ferrero nella veste di ministro del Welfare.

Qualunquemente, il servizio a suo tempo dedicatogli dal foglio berlusconiano non era propriamente da gentiluomini, anzi diffamatorio in senso stretto e sotto un duplice profilo: Ferrero dissipatore in quanto ministro, e ruffiano in quanto politico che beneficia gli “amici”, ovviamente con denaro pubblico elargito ad libitum (secondo il famoso sistema che tanto paga pantalone…). All’uopo era stata dedicata – mercoledì 9 marzo 2008 – una intera paginata a colori, con testatina in bella evidenza, tabelle rosso e blu e una grande foto di Ferrero medesimo a tutto campo. Accusato di aver elargito soldi a gò gò, ancorché all’Arci, per esempio all’Opera nomadi, all’associazione Libera di don Ciotti (addirittura!), alla Pax Christi, ai Bambini di Chernobyl, alle case alloggio per i malati di Aids, persino all’Arcigay, persino alle Acli! Benefattore di amici con soldi non suoi, ma benefattore peloso, anzi “corrotto”; infatti la testatina-galeotta del Giornale recitava: «Verso le elezioni»; e il sommario sottolineava che «i contributi a pioggia per gli amici» erano elargiti «a poche settimane dal voto» (il governo Prodi era infatti caduto).

Paginata inutile, ancorché a colori: dopo «le opportune verifiche» – ma perché non le fanno prima, le verifiche? – hanno scoperto che non era vero niente. Elargizioni a regola d’arte, secondo precise disposizioni della Finanziaria anno 2007.

E poiché Dio non paga solo il sabato, la pubblica smentita al Giornale è toccata di venerdì 21 gennaio. Che è una bella data. Un bell’anniversario.

mrc

Paolo Ferrero diffamato dal “Giornale”

«E’ particolarmente gratificante che, proprio nell’anniversario della fondazione del Partito comunista italiano, Il Giornale della famiglia Berlusconi debba riconoscere l’esistenza di un segno di rigore morale e civile che ha contraddistinto la mia attività in qualità di ministro comunista della Solidarietà sociale». Il segretario nazionale del Prc/Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, commenta con queste parole «le scuse» pubblicate oggi dal Giornale su disposizione dell’autorità giudiziaria a seguito della querela sporta dallo stesso Ferrero in veste di ministro nei confronti del quotidiano, che il 19 marzo 2008 aveva titolato: «E Ferrero regala 16 milioni a nomadi, gay e cinema Arci».

22/01/2011 Liberazione

Giorno della memoria

Giorno della memoria

memoria2011finale copia

Mozione relativa alla Società ECHOVIT in Comune di Voghera.

Pavia, lì 21/01/2011

PROVINCIA DI PAVIA

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Gruppo Consiliare

P.R.C.

rifiuti-tossici Al Presidente

della Provincia di Pavia

Vittorio POMA

S E D E

Al Presidente del

Consiglio provinciale

Bassanese Luigi

S E D E

OGGETTO: Mozione relativa alla Società ECHOVIT in Comune di Voghera.

I sottoscritti Consiglieri provinciali Forti Teresio e Invernizzi Giuseppe:

considerato che in Comune di Voghera  si vuole installare un impianto di stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi e non, derivanti da processi chimici organici e inorganici, pari a 2.700 tonnellate di rifiuti stoccabili all’anno;

visto che l’impianto verrà installato in una zona di Voghera già abbastanza compromessa dal punto di vista ambientale;

rilevato che i cittadini hanno espresso forte preoccupazione al progetto;

ritenuto che, la Provincia è competente in tutto l’iter autorizzativo e che attualmente l’autorizzazione è in fase di  procedura di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale)

considerata la pregressa mancanza di una corretta programmazione pubblica, l’unica via d’uscita da una situazione che vede la giusta protesta dei cittadini, sia il blocco di ogni nuovo impianto di questo tipo;

chiedono

che nel prossimo Consiglio provinciale sia discussa la seguente

mozione

“Il Consiglio provinciale impegna l’Amministrazione a rivedere l’autorizzazione alla Soc.tà ECHOVIT ed a decidere il blocco  di tutti i nuovi impianti di questo tipo, in quanto il nostro territorio è già oltre ogni limite consentito”.

I Consiglieri di P.R.C.

Forti Teresio

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Invernizzi Giuseppe

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La fantasia stupratoria del signor B.

La fantasia stupratoria  del signor B.

Lidia Menapace

Per la vicenda più recente di Berlusconi non ci sono parole, ma del resto il discorso per me era già chiuso da due episodi che sono pubblici e non negati né smentiti: quando disse che Eluana poteva generare, a me venne subito in mente che nessuna donna, per quanto priva di volontà e autodeterminazione come Eluana era diventata da anni, poteva sfuggire alla sua fantasia stupratoria senza vergogna; e quando, trovandosi all’Aquila in una cerimonia dietro un panchetto dove c’era una vigile del fuoco, disse mimando la presa a mani nude dietro le sue spalle :«Si può palpare?», tanto che la vigile trentina di ritorno protestò e la cosa ebbe un certo rilievo sulla stampa locale, dato che lei era anche una consigliera comunale. Anche nel bel mezzo della tragedia aquilana Berlusconi pensava alle natiche della prima donna che gli capitava sotto mano, letteralmente. Uno così o è malato o è malato: comunque a me fece venire in mente subito quei vecchietti porcelli che un tempo toccavano il culo alle ragazze sui tram prendendo di rimando gomitate nella pancia e strattoni. Fin qui fa pietà, nel senso popolare del termine. Ma la vicenda in cui B. è incorso ora è altra cosa, perchè avere un rapporto sessuale a pagamento non è reato, la prostituzione non è reato, ma indurre donne minorenni a un rapporto sessuale pagato sì, e di questo è accusato Berlusconi e vorremmo sapere se lo ha commesso.

In questa miseria non perdiamo di vista il punto di fondo: per lo Stato e il diritto, che uno abbia una sessualità disordinata o incoercibile non conta, conta se la esercita in un modo che il codice definisce reato, ad esempio se è violento, ad esempio se la esercita a pagamento con una minorenne o un minorenne.

Sotto questo profilo chi davvero non capisce niente (o finge? e di ciò andrà a confessarsi?) è la Binetti che gli consiglia di andare a confessarsi a Pasqua. Orbene la confessione sacramentale rimette i peccati e a Pasqua assolve anche il precetto, non ha influenza alcuna sui reati e di quelli si deve rispondere davanti alla sia pur imperfetta legge umana: chi non lo sa o finge di non saperlo o parla con restrizione mentale, non merita la rappresentanza politica in uno stato laico: ma l’Italia è ancora uno stato laico?

20/01/2011 Liberazione

Il lavoro è un bene comune

Il lavoro è un bene comune

Ricordiamo Giuseppino Castoldi a fianco dei lavoratori all’interno della Cgil di Vigevano

Ricordiamo Giuseppino Castoldi a fianco dei lavoratori all’interno della Cgil di Vigevano

A sedici anni dalla tragica scomparsa di Giuseppino Castoldi, avvenuta il 19 gennaio 1995, ancora una volta ricordiamo con commozione il costante impegno di Giuseppino a fianco dei lavoratori all’interno della Cgil e la sua militanza politica prima nel Pdup, poi nel Pci e infine in Rifondazione Comunista. Un impegno ed una militanza davvero genuini, che rappresentano – oggi come ieri – un significativo esempio per quanti vogliono costruire una società libera dalle ingiustizie e dallo sfruttamento.

Così come ricordiamo con grande affetto tutto ciò che Giuseppino ha lasciato in termini di umanità e di amicizia e per questo il suo ricordo resterà sempre vivo in chi lo ha conosciuto ed apprezzato per il rigore morale e politico che ha caratterizzato tutta la sua esistenza.

Le compagne e i compagni del Circolo del Partito della Rifondazione Comunista “Lucio Libertini” di Vigevano

Caro Riccardo Agostini, siamo addolorati per la tua morte

Caro Riccardo Agostini, siamo addolorati per la tua morte

Caro Riccardo, siamo addolorati per la tua morte.

Abbiamo indugiato assai prima di renderti questo piccolo ma doveroso “omaggio” in forma pubblica, per pudore e perché si rischia di incorrere nella retorica. Ma il nostro vuole essere nient’altro che un atto di affetto e di stima.

Abbiamo sempre apprezzato la tua intelligenza fine, la tua capacità di ascolto e la tua disponibilità a relazionarti con tutti.

A noi piace ricordarti per il tuo impegno professionale costante e appassionato, sempre a fianco dei più deboli e degli indifesi: quando, negli anni 70, come medico responsabile del Servizio di Medicina Ambiente di Lavoro, ti sei impegnato con i lavoratori ed i loro Consigli di Fabbrica nella lotta per la prevenzione della salute nei luoghi di lavoro (Vigevano, oltre che la “capitale calzaturiera”, deteneva anche il primato delle polinevriti da solventi, benzolo e omologhi presenti nei collanti, una malattia professionale cronica degenerativa di più organi); quando successivamente, come psichiatra, ti sei occupato del disagio psichico o ti sei fatto promotore di concrete forme di auto-aiuto per chi era affetto da dipendenza da alcool.

Pur con percorsi e da approdi diversi, abbiamo sempre apprezzato la tua onestà intellettuale per cui non hai rinnegato la tua militanza giovanile in Lotta Continua e per cui, proprio in virtù di quella straordinaria stagione di vita, hai continuato il tuo impegno sociale e civile, nelle istituzioni e nell’associazionismo, con riconoscimento unanime di serietà e correttezza.

Abbiamo il rammarico di non aver potuto proseguire quel lavoro comune “dal basso” nell’accezione nobile ed etica che abbiamo dell’impegno politico, al di fuori dei politicismi e dei tatticismi- per cercare di ragionare insieme e di unificare realmente il popolo della sinistra anche a Vigevano.

Oltre ad un compagno, caro Riccardo, pensiamo di aver perso un uomo di valore.

Siamo vicini ai tuoi figli e a chi ti ha voluto bene.

Le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista e del Punto Rosso di Vigevano