Archivio for marzo, 2011

Il saluto dell’ANPI Nazionale alla manifestazione del 2 aprile indetta da Emergency

Lampedusapubblicata da A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia il giorno mercoledì 30 marzo 2011 alle ore 16.57

L’Anpi è senza esitazione dalla parte dei popoli che si liberano da quei regimi dittatoriali e oppressivi che giungono a sparare sui propri concittadini. Il Mediterraneo e il Medio Oriente possono essere all’alba di una nuova stagione. Per questo sono assai grandi le responsabilità delle organizzazioni democratiche, dei governi, degli organismi sovranazionali.

Prendiamo atto della risoluzione dell’ONU per la Libia, in difesa di quel popolo, ma siamo fermamente convinti che “l’Italia ripudia la guerra come mezzo per la soluzione delle controversie internazionali.” Non si esce dalle crisi attuali e nemmeno si aiuta la costruzione di nuove realtà statuali democratiche né con la guerra dall’alto né dal basso.

Devono tornare pienamente in campo la diplomazia, la politica e la cooperazione internazionale, colpevolmente assenti finora, per responsabilità dei governi UE – Italia in prima fila – che pure si erano impegnati per favorire la creazione di una area di cooperazione economica e istituzionale. Questo processo va ripreso e messo al centro di una nuova politica nel Mediterraneo. A questa politicapotranno collegarsi i nuovi gruppi dirigenti che quei Paesi e quei popoli sceglieranno in piena autonomia e libertà.

Roma, il 30 marzo 2011

Censura contro i comunisti

Berlusconi, io minorenne, ti chiedo di non ricandidarti mai più – l’appello di Mariluna..

Verso la mobilitazione nazionale del 2 aprile contro la guerra Le ragioni della pace si riprendono le città

Verso la mobilitazione nazionale del 2 aprile contro la guerra  Le ragioni della pace  si riprendono le città

Checchino Antonini

Contro la guerra per sostenere le lotte per la libertà dei popoli mediterranei, per l’accoglienza dei profughi, contro le occupazioni militari, per il disarmo e un’economia più giusta, per fermare i bombardamenti sulla Libia e aprire la strada a una soluzione politica coerentemente democratica. Per tutto questo ci sarà una mobilitazione diffusa sabato prossimo, a Roma e in tantissime altre piazze d’Italia. Per tutto questo si sta già manifestando e si farà ancora dopo il 2 aprile. L’elenco delle adesioni alla giornata di mobilitazione è lunghissimo: dai partiti della sinistra alle reti di centri sociali e sindacati di base, dai collettivi studenteschi alla Fiom fino alle grandi associazioni Libera, Arci, Emergency. Ieri, a Trapani e Roma si sono tenute due manifestazioni no war.

Al grido di “Trapani non é in guerra. Riaprite l’aeroporto civile di Birgi”, un corteo è partito da Marsala per la piena riattivazione dello scalo civile chiuso dal 21 marzo per consentirne l’uso al 37mo Stormo dell’Aeronautica militare per i bombardamenti in Libia e di fronte al quale, nei giorni scorsi, c’è stato un presidio promosso da Rifondazione. Riferisce Marco Santopadre, direttore di Radio Città Aperta di Roma, che la protesta di ieri è stata organizzata da un comitato spontaneo composto da «operatori turistici e dipendenti aeroportuali. Massiccia la partecipazione di esponenti politici, amministratori locali, di rappresentanti della Camera di commercio e della Confcommercio. A manifestare anche studenti, tassisti, albergatori e lavoratori penalizzati dalla chiusura al traffico civile come i dipendenti dell’Airgest in presidio permanente». I No War romani si sono incontrati nel pomeriggio di fronte alla Bocca della Verità: «La vera protezione da garantire è quella per gli immigrati in fuga da guerre e miseria», spiegano i promotori del Coordinamento Romano “Niente sangue per il petrolio” che si prepara, insieme alle altre forze mobilitate nel resto d’Italia, sia alle piazze di sabato, sia ad un’altra giornata di lotta prevista per il prossimo 9 aprile.

Sul fronte della diplomazia dal basso, Carlo Petrini, fondatore di Slow food, immagina di mettere a un tavolo pescatori tunisini, egiziani, libici, marocchini e algerini a fare la pace con quelli italiani dopo tanti anni di competizione. Ieri Petrini ha sollecitato Genova a ospitare a fine maggio almeno 50 pescatori nordafricani in occasione di Slow fish. Non è un caso che Slow food faccia parte del percorso per il decennale delle giornate del Genoa social forum. Restando sotto la Lanterna bisogna ricordare le pacifiste e i pacifisti che da undici anni, da 461 mercoledì, contestano la guerra “umanitaria” in Afghanistan sui gradini del palazzo Ducale di Genova. Succederà anche oggi quando i pacifisti genovesi riproporranno dieci domande che smontano il senso comune bellicista e che volentieri riproduciamo:

Perché solo ora la comunità internazionale si accorge che Gheddafi è a capo di un regime autoritario?

Chi sono gli insorti libici, e chi rappresentano?

Perchè il Parlamento italiano non ha disdetto il Trattato economico e militare con la Libia?

Perchè l’Italia ha venduto le armi alla Libia?

Quali sono stati gli effetti dei più recenti interventi militari “umanitari”?

Perchè il Consiglio di Sicurezza ha votato un documento generico che consente a chiunque di bombardare la Libia anzichè inviare osservatori e forze di interposizione a difesa dei civili?

Perché l’Onu schiera a difesa degli insorti i paesi ex coloniali con grossi interessi economici in Libia;

e perchè coinvolge la Nato e non paesi veramente “terzi”?

Perché gli insorti libici provocano l’indignazione internazionale mentre altri massacri (Palestina, Bahrein, Sudan) sono di serie B?

Perché l’Arabia Saudita si è schierata a fianco degli insorti libici ma reprime ogni tentativo interno di democratizzazione e ha spedito soldati a reprimere le proteste in Bahrein

(45 morti)?

Perché l’Italia respinge i barconi con i profughi, se ha a cuore le sorti delle vittime della guerra?

Perché i sinceri difensori della nostra Costituzione non scendono in piazza a difendere l’articolo 11?

Chi ha proposto Barack Obama per il Nobel per la pace?

30/03/2011 Liberazione

Sabato 2 aprile 2011: giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra

Sabato 2 aprile 2011: giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra

STOP AI BOMBARDAMENTI E

👿 CESSATE IL FUOCO IN LIBIA! 👿

La guerra “umanitaria” è l’ennesima guerra imperialista che il capitalismo mondiale (Fondo monetario, Banca internazionale, Organizzazione per il commercio) utilizza per giustificare la volontà di appropriarsi di ricchezze naturali altrui (petrolio e gas) e per il controllo di una zona rivoluzionata da straordinari movimenti popolari

Il governo Berlusconi-Bossi-Marchionne, con la benedizione di Napolitano e la complicità dell’“opposizione responsabile” del Pd e dell’Idv, e con l’ennesima violazione dell’articolo 11 della Costituzione che impegna l’Italia a “ripudiare la guerra”, ha messo a disposizione basi militari e armamenti, dopo che per anni il nostro Paese ha stipulato patti d’amicizia con Gheddafi, affidandogli il “contenimento” violento dei migranti nonché azioni e capitali delle principali aziende italiane, in primis l’Eni petrolifera.

Il Partito della Rifondazione Comunista e l’Associazione Culturale Punto Rosso si mobilitano:

■ contro la guerra e la cultura della guerra

■ contro le dittature, i regimi reazionari, le occupazioni militari, le repressioni in corso

■ per sostenere le rivoluzioni e le lotte dei popoli mediterranei e dei paesi arabi per la libertà, la giustizia sociale, la democrazia, la dignità, l’eguaglianza

■ per sostenere il movimento delle donne che rivendicano la non esclusione dai processi politici di trasformazione in corso e che promuovono il cambiamento verso la parità dei diritti, contro ogni forma di discriminazione di genere

■ per l’accoglienza, la protezione e l’asilo dei profughi e dei migranti

■ contro la retorica razzista dell’“invasione” e le politiche di respingimento nel Mediterraneo

■ contro il commercio delle armi e per il disarmo

■ per un’economia equa, solidale e sostenibile, basata sulle energie rinnovabili – non sul petrolio e sul nucleare – e sull’“acqua bene pubblico”

per la fuoriuscita dell’Italia dalla Nato e la restituzione delle basi militari Nato alla sovranità nazionale

sabato 2 aprile 2011 – dalle ore 16 alle 19

in piazza Ducale – Vigevano

PRESIDIO PACIFISTA

MOBILITIAMOCI PER LA PACE E CONTRO LA PARTECIPAZIONE DELL’ITALIA ALLA GUERRA, PER APRIRE LA STRADA AD UNA SOLUZIONE DIPLOMATICA E POLITICA COERENTEMENTE DEMOCRATICA

Partito della Rifondazione Comunista

GIOVANI COMUNISTE/I

Circolo “Lucio Libertini”

Associazione Culturale Punto Rosso

Sezione “Rosa Luxemburg” Via Boldrini, 1 – Vigevano

www.rifondazionevigevano.it

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La censura anticomunista come metodo

La censura anticomunista come metodo

Per il servizio televisivo pubblico, per la Rai, il Prc, la Federazione della Sinistra, i suoi esponenti non si devono né vedere né sentire. E’ un imperativo categorico, un mandato editoriale ferreo. I dati ufficiali che documentano questa totale cancellazione sono di tale spettacolare evidenza da non ammettere repliche.

La crociata anticomunista, che dopo l’89 e ancor più dopo l’uscita della sinistra dal Parlamento ha assunto le dimensioni di uno tsunami, è divenuta, nel tempo, il viatico di un oscuramento sostenuto da una compulsiva campagna di disinformazione. Tanto la maggioranza quanto la minoranza parlamentare, avvinte dal modello bipolare prodotto dal sistema elettorale maggioritario, condividono solidalmente questa conventio ad excludendum. Con poche sostanziali differenze: l’una parte perché caratterizzata da una viscerale avversione per tutto ciò che sa di sinistra, l’altra perché impegnata a dimostrare di essersi depurata di tutte le scorie della precedente appartenenza politica. Questa convergenza di intenti ha agito potentemente, condizionando i media e permettendo che fosse eretta una vera e propria cortina, un insuperabile sbarramento utile ad ostruire qualsiasi visibilità a tutte le iniziative che hanno per protagonista la sinistra comunista.

Per non stare sul vago e non inclinare nel vittimismo basta un esempio, il più recente a portata di mano: la grande manifestazione di sabato scorso per l’acqua pubblica. Non vi è orbo che possa esserlo al punto di non essersi accorto della consistente presenza in piazza dei comunisti e dei loro dirigenti, già protagonisti – insieme a tante persone e soggetti collettivi – della formidabile campagna che consentì di raggiungere l’inedito traguardo di un milione e 400mila firme a sostegno del referendum che si svolgerà nel prossimo mese di giugno per impedire la mercificazione del più essenziale dei beni comuni. Questa vistosa presenza è stata deliberatamente ignorata ed espunta dalle cronache e dai commenti di tutti i giornali. Anche da parte di Repubblica, in prima fila contro le leggi “bavaglio” e a difesa del pluralismo dell’informazione. Pluralismo che, come si vede, vive chiuso in un ben delimitato perimetro, oltre il quale scatta, come una mannaia, la censura. Poi, capita che la sorte ci metta lo zampino e la grande foto che nel quotidiano progressista illustra lo straordinario evento faccia giustizia di una così clamorosa omissione, ma tant’è.

Sia ben chiaro, in queste ostinate rimozioni non c’è involontarietà o leggerezza. C’è dolo. Ed una notevole pervicacia nel praticare l’obiettivo. Prima si costruisce la ribalta e si moltiplicano le comparsate dei protagonisti chiamati ad animarla, confidando sul fatto che i giornali e soprattutto la tv hanno il potere di creare la realtà, omettendo scrupolosamente di documentarla. Poi, puntuali, arrivano i sondaggi, come profezie che si autodeterminano in un campo prima sapientemente arato e seminato. Fino a dove il reale possa essere sostituito (stravolto) dal virtuale lo ha proprio ieri rivelato Stefania Pezzopane, assessore alla cultura del comune dell’Aquila che, in una lettera-esposto, ha raccontato come la signora spacciata per terremotata del capoluogo abruzzese, chiamata ad una nota trasmissione di Canale 5 per magnificare l’opera di ricostruzione della sua città ad opera del governo, fosse in realtà persona del tutto estranea ai fatti, reclutata e pagata per raccontare la fraudolenta storiella.

Ecco, così van le cose. In questo modo il falso ottunde il vero. E il reale scompare. E’ il mondo di Matrix, dove nulla è ciò che sembra e dove tutto può essere manipolato.

Dino Greco

in data:29/03/2011 Liberazione

Con i Lampedusani e gli immigrati e contro il governo delle bombe

Video manifestazione nazionale contro la privatizzazione dell’acqua. Roma 26 marzo 2011

http://www.youtube.com/watch?v=toqhqWjy_wY&p=9DC281DFCDCDF0D7 http://www.youtube.com/view_play_list?p=9DC281DFCDCDF0D7

IL PIACERE DI LEGGERE

Un invito allo spettacolo del RODARI CLUB TRIO
e al 3′ Festival
IL PIACERE DI LEGGERE

Il festival è organizzato  DA Assessorato alla Valorizzazione culturale Città di Vigevano
Biblioteca dei Ragazzi “Gianni Cordone” – Associazione “Gianni Cordone” Per informazioni e prenotazioni:
Biblioteca dei Ragazzi | Via Boldrini | Vigevano
tel. 0381690754 | email: ragazzi@comune.vigevano.pv.it
Associazione Gianni Cordone | c/o Scuola Regina Margherita Vigevano tel 3401604891 | 3484562772 | associazionecordone@interfree.it
per il Rodari Club trio cell 3335740348
info FB: Rodari club Trio
VIGEVANO | CAVALLERIZZA DEL CASTELLO
“Il piacere di leggere”
da  Venerdi 1 a Sabato 8 aprile
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DOMENICA 3 APRILE ENTRATA LIBERA
——————————————————————————————-ore 16
A30 anni dalla scomparsa del più grande autore per ragazzi,
Il Rodari Club Trio:
Piero Carcano: animazione,canto,percussioni e kazoo…
Gianni Rota: voce,flauto,chitarra acustica, percussioni…
Cristian Anzaldi chitarra, banjo, basso, tastiere.
Ospite Buratti Davide: abbassocontrabasso con ruote
Presenta un omaggio al grande poeta ,scrittore giornalista…
Ciao Gianni Rodari!
Filastrocche e fiabe da cantare,leggere, giocare e ballare con i bambi-ni a ritmo di country,blues,rap, soul e..Rock & Roll. Uno spettacolo concerto per bambini di tutte le età
Spettacolo di animazione musicale-teatrale alla lettura che parte dalle filastrocche e dalle fiabe di Gianni Rodari.
Grazie alla loro straordinaria freschezza e modernità si parte per un viaggio a tappe fatto di  progressive trasformazioni ed adattamenti a ritmi, musiche e animazioni legate al nostro tempo e alle “nostre” musiche .Ma non solo, l’omaggio al grande autore prevede alternanza di vere e proprie canzoni che lo stesso autore aveva scritto per i big  della canzone degli anni 70 e la proiezionie di interessanti filmati, veri cult, dove lui parla con i bambini,commenta con gli amici come Luzzati, Einaudi e alla fine legge una fiaba.
Ne scaturisce uno scoppiettante spettacolo-animazione  a tratti multimediale  con una prima parte a base di  Filastrocche “giocate e suonate”in chiave moderna e di Fiabe animate e “suonate” utilizzando le rime di Rodari come lui invitava a fare, Muoversi qua e là recitare, cantare, ballare liberamente nel contesto di una animazione guidata, questo è alla base dello spettacolo dai ritmi molto serrati. Dal rock classico al soul,dal rythm and blues al jazz, dal blues al  rap al country, dal boogie woogie al rock’n’roll, il RODARICLUB   si è divertito a rivestire  musicalmente le filastrocche ispirandosi ai classici della musica rock-pop…
Nello spettacolo particolarmente coinvolgente si alterneranno brani da ascoltare e cantare insieme costruiti spesso unendo diverse  filastrocche : Re Federico, Il dromedario e il cammello, A inventare i numeri… e altri : I colori e gli odori dei mestieri,  a inventare le storie, La famiGlia punto e virgola..animati con  balli, un pizzico di teatro gestuale e molto gioco.
Nella seconda parte poi  le rime e le poesie di Gianni Rodari verranno proposte in forma di canzone. Quelli del Rodari Club in collaborazione con i CANTOSOCIALE(gruppo di ricerca e riproposta di canzoni e musiche di matrice popolare) ci faranno riscoprire il valore “cantautorale” di Rodari,  riproponendo brani che hannoa vuto le grandi interpretazioni di artisti come Sergio Endrigo, Vinicious De Moraes, Virgilio Savona e Lucia Mannucci (storici fondatori del  mitico Quartetto Cetra ). Ma fianco della celeberrima “ Ci vuole un fiore “ l’Arca di Noè”, “La Casa ”  Il gatto inverno”proporranno anche inedite e originali  nuove canzoni da loro elaborate  come ”l’Accento sulla A”, “La Luna Bambina”, “L’uomo che vendeva le  stelle del cielo”…
Uno spettacolo quindi adatto a un pubblico non solo di bambini come dimostra anche il vorticoso “danzato” Girotondo di tutto il mondo finale con musiche popolari dei diversi popoli  che riunirà i bambini di oggi e quelli “di ieri” “ con le mani nelle mani sui paralleli e sui meridiani”.

CONTRO LA GUERRA, CONTRO L’IMPERIALISMO E IL COLONIALISMO

logo fed. della sinistra

L’attacco delle potenze occidentali alla Libia, condotto con centinaia di missili e di bombe (tra l’altro all’uranio impoverito) non ha lo scopo di creare democrazia, come afferma la loro propaganda.

Lo scopo di questo attacco è sempre il solito, come lo è stato per l’Iraq, l’Afghanistan, la Jugoslavia: quello del controllo, da parte di potenti multinazionali, del petrolio e dei corridoi di comunicazione delle risorse energetiche.

Inoltre, di fronte al grande sommovimento del mondo arabo, dall’Atlantico al Golfo Persico, che rischia di mettere in discussione il controllo dell’Occidente sull’intera area, quale migliore occasione per le vecchie potenze coloniali (Francia ed Inghilterra, ma anche gli Stati Uniti) di cercare di ripristinare il loro dominio?

DIFATTI L’OCCIDENTE NON E’ INTERVENUTO A GAZA DOVE IL GOVERNO ISRAELIANO, NELL’OPERAZIONE “PIOMBO FUSO” DEL 2009 HA PROVOCATO QUASI 2000 VITTIME CIVILI. L’OCCIDENTE NON INTERVIENE NEL BAHREIN, DOVE TRUPPE SAUDITE (STRETTE ALLEATE USA) INVADONO IL PAESE PER REPRIMERE I DIMOSTRANTI, NE’ INTERVIENE NELLO YEMEN (ANCHE QUESTO PAESE STRETTO ALLEATO DEGLI USA).

Il governo italiano, poi, mette a disposizione la catena di basi, nonché aerei e navi per partecipare all’attacco della Libia, quando Gheddafi, poche settimane fa, è stato ricevuto in pompa magna da Berlusconi, con modalità farsesche.

E’ ORA DI FINIRLA CON QUESTO CINISMO.

SOSTENIAMO LE LOTTE PER LA LIBERTA’, LA DEMOCRAZIA, IL PANE IN ATTO NEL MONDO ARABO.

DICIAMO DI NO ALL’INTERVENTO MILITARE CHE HA LO SCOPO DI RICACCIARE QUESTI POPOLI NEL CONTROLLO COLONIALISTA ED IMPERIALISTA.

SOSTENIAMO IL CESSATE IL FUOCO E L’APERTURA DI TRATTATIVE DI PACE TRA LE PARTI IN CAUSA IN LIBIA.

Federazione della Sinistra della provincia di Pavia

Partito della Rifondazione Comunista – Partito dei Comunisti Italiani –

Socialismo 2000 – Lavoro e Solidarietà

No all’autostrada Broni Mortara. Presidio domenica 27 marzo 2011.

No all’autostrada Broni Mortara. Presidio domenica 27 marzo 2011.

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Ferrero: contro la guerra per il petrolio. Gino Strada: “esiste una questione diritti umani anche in Cina? Facciamo una bombardatina anche li! E’ una follia militarista”

Il 26 marzo tutti in piazza per l’acqua bene comune

Il popolo dell’acqua torna in piazza con una grande Manifestazione promossa dal Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune e dal Forum dei Movimenti per l’Acqua, e alla quale stanno aderendo moltissime realtà rappresentanti dell’ampio arco sociale che si riconosce nella difesa dei beni comuni. Il corteo partirà da Piazza della Repubblica alle ore 14.00 per concludere in Piazza San Giovanni con il concerto degli artisti per l’acqua. Siamo convinti che una vittoria dei Sì ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, contro la privatizzazione dell’acqua, per fermare il nucleare e in difesa dei Beni Comuni. Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini a partecipare ad una manifestazione aperta, allegra e plurale.

Per dire che un’altra Italia è possibile.

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COMUNICATO STAMPA

Referendum 12 e 13 giugno. Il Governo non si illuda, vinceremo i referendum

Il Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune apprende che le date scelte per lo svolgimento dei referendum sono quelle del 12 e il 13 giugno. Quella del mancato accorpamento con le elezioni amministrative è una decisione sconcertante, che “brucia” 400 milioni di euro e di cui il Governo dovrà dar contro ai cittadini.

Non si illuda la maggioranza, porre i referendum a metà giugno non scoraggerà gli italiani dall’andare al voto. Il Comitato Referendario è certo del successo referendario, del raggiungimento del quorum e della vittoria dei Sì per l’acqua bene comune.

Sabato 26 marzo tutte le italiane e tutti gli italiani sono invitati alla grande manifestazione per l’acqua a Roma, per gridare a tutti che un’altra Italia è possibile.


Roma, 23 marzo 2011



Luca Faenzi
Ufficio Stampa Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune
ufficiostampa@acquabenecomune.org
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax. 06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00
www.acquabenecomune.org
www.referendumacqua.it

La svolta di Napoli per un futuro diverso

bassolino e immondiziaAntonio D’Alessandro*

Il quadro delle alleanze politiche per l’elezione del nuovo Consiglio Comunale di Napoli va delineandosi ora dopo ora con sempre maggiore chiarezza. Nonostante ci siano molti candidati in campo le opzioni sono ben riconoscibili. All’orizzonte una tornata elettorale che chiamerà i cittadini napoletani a scegliere tra una destra reazionaria e collusa con il malaffare, il riciclante nuovismo terzopolista, il Pd della riaggregazione intorno alla nomenclatura tanto cara a Bassolino e De Mita, ma che li metterà anche di fronte all’opportunità della svolta rappresentata da Luigi De Magistris.

Detta così appare un racconto di parte e probabilmente lo è. Ma sono i programmi che oggettivamente delineano il profilo alternativo di De Magistris e della coalizione a suo sostegno costituita dalla FdS, da IdV e da una lista civica dello stesso candidato a sindaco, che fanno la differenza rispetto agli altri.

Sui rifiuti è marcato il rigetto per quelle politiche tese a moltiplicare discariche ed inceneritori. Con De Magistris sindaco di Napoli non sarà costruito l’inceneritore di Napoli Est, ma si avvierà un ciclo industriale dei rifiuti che dice della progettazione di siti di compostaggio, dell’aumento della raccolta differenziata porta a porta e teso a spezzare il filo che unisce trasversalmente poteri forti e cattiva politica.

Anche sul versante dell’acqua la coalizione di sinistra ha parole chiare ed ineludibili: in nessun caso l’acqua né la sua gestione, sarà soggetta a processi di privatizzazione; poi c’è la questione dello sviluppo locale, il tema della sottrazione di Bagnoli e dell’area orientale alla speculazione edilizia ed infine la questione centrale della qualità della politica e dei suoi interpreti.

Insomma, un contesto di profonda discontinuità con la gestione del passato e di grande alterità al progetto delle destre. Un’opportunità, questa, sia per la città di Napoli sia per la sinistra napoletana che può così rilanciare un processo di partecipazione popolare a partire da elementi programmatici chiari, in grado di connettersi con il tema vero della ricostruzione di una sinistra moderna ed all’altezza della sfida.

In questo quadro la scelta di appoggiare Morcone operata da SeL, il cui profilo politico esce notevolmente ridimensionato dal referendum interno di domenica scorsa e che racconta di un appiattimento sulle posizioni del Pd, suona come una grande opportunità andata persa. Una scelta fatta a Roma, infatti, sottoposta ad un referendum “confermativo” e che nulla dice del profondo dissenso che attraversa il tessuto militante dello stesso partito di Vendola, rappresenta una mancata occasione per sostanziare un processo di riaggregazione a sinistra a partire da contenuti programmatici condivisi e per costruire concretamente a Napoli ed in Campania l’alternativa a quel sistema di potere che ha incarnato Bassolino in questi ultimi anni.

La Federazione della Sinistra ha lavorato convintamene in questi mesi per costruire una coalizione, la più ampia possibile, ed un programma in grado di assicurare alla città un governo capace di tirarla fuori dalle secche nelle quali è ormai incagliata. Il Pd dovendo scegliere tra questa possibilità e la soluzione dei problemi al proprio interno dopo l’esito disastroso delle primarie, ha scelto la seconda avanzando alla coalizione la proposta del prefetto Morcone buon amico di De Mita, il quale a sua volta costituisce l’altra faccia della medaglia dello stesso sistema di potere. SeL dal canto suo, accettando la proposta del Pd ha deciso di sacrificare sull’asse Vendola-Bersani e nella prospettiva delle primarie nazionali, ogni possibilità di aggregazione unitaria a sinistra. Entrambi i partiti con le rispettive scelte, legittime quanto discutibili per le divisioni che hanno procurato a sinistra e nel centrosinistra, rischiano di spianare la strada alle destre, qui più pericolose che altrove perché colluse con il malaffare, nella corsa verso palazzo San Giacomo.

Contribuire a dare vita ad una coalizione attorno a Luigi De Magistris, dunque, è stata per noi la scelta più naturale. Essa, infatti, risponde alla necessità di evitare che dopo Provincia e Regione anche Napoli cada in mano alle destre ed aggiunge un altro importantissimo tassello in quel processo di ricostruzione della sinistra, troppo presto svenduto da altri alle ragioni della governance.

*segretario federazione di Napoli

23/03/2011 Liberazione

Libertà, uguaglianza e pace per tutti i popoli Arabi

Libertà, uguaglianza e pace per tutti i popoli Arabi

Manifestazione nazionale contro tutte le guerre

Manifestazione nazionale contro tutte le guerre

Così si uccide il Risorgimento arabo

Così si uccide il Risorgimento arabo

L’interventismo democratico è un tarlo che scava nei cervelli e nelle coscienze delle persone. Lo ritrovi ad ogni occasione in cui bisogna rendere nobile la guerra e gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica. Sono armi di distrazione di massa con un unico obiettivo: oscurare le vere ragioni (gli interessi economici) per cui si muovano le truppe e si alzano in cielo i bombardieri. Così l’Italia è in guerra con la benedizione di chi dovrebbe custodire la Costituzione.

C’è l’Onu si dice, ma chi lo dice sa benissimo che le Nazioni Unite non possono proclamare la guerra, perché si straccerebbe la ragione sociale per cui sono state fondate. L’armamentario ideologico della guerra umanitaria è sempre lo stesso, ma tutte le volte prende vigore nelle penne dei giornalisti embedded (Concita docet) e nei discorsi dei politici che improvvisamente si accorgono che inermi sono massacrati da uno spietato dittatore. Se srotoliamo questo armamentario propagandistico dalla Restore Hope in poi, scopriamo le stesse frasi e gli stessi ingredienti ovunque la “civile” comunità occidentale ha scelto di recuperare la barbarie della guerra come strumento normale e accettabile della politica. C’è sempre un Siad Barre, un Saddam Hussein, un mullah Omar, un Milosevic da paragonare ad un Hitler moderno. Ci sono sempre popolazioni civili da salvare e democrazie da esportare. Poco importa se quelle popolazioni sono state per anni massacrate da armi ed eserciti addestrati dalle “coalizioni dei volenterosi” che intorno agli Usa e alla Nato via via, di volta in volta, si formano per l’abbisogna.

Si arriva all’assurdo, in questa nuova guerra di Libia, che tra la coalizione che vuole tutelare i civili ci sono anche alcuni paesi arabi che in casa loro sparano sulla folla che manifesta. Questa è l’ennesima guerra per il petrolio e il gas libico ma non solo. Si vuole riprendere l’egemonia e il controllo del mondo arabo messo in discussione dalle rivolte popolari. Le rivolte nel Maghreb sono in primo luogo rivolte sociali contro l’insostenibilità di uno scambio diseguale con il Nord ricco, bianco e cristiano del pianeta che da quelle parti era rappresentato per di più da regimi autoritari e corrotti.

Queste rivolte hanno sicuramente investito anche la Libia, ma la diversità di reddito e l’esiguità della popolazione autoctona (6 milioni a fronte di 1,5 milioni di immigrati) oltre al fatto di possedere uno dei più grandi giacimenti di petrolio del pianeta, rendono concreta e tutt’altro che fantasiosa l’esistenza di una regia esterna. Per questo non cadiamo nella trappola di chi dice: o stai con Gheddafi o stai con i bombardieri occidentali.

Noi stiamo dalla parte dell’umanità contro ogni dittatura ma anche contro questa vergognosa macchina da guerra.

Il nostro dissenso dal Presidente Napolitano è totale. Infatti, è la scelta di intervenire militarmente ad uccidere nella culla il Risorgimento arabo. Ogni Cruise lanciato su Tripoli è nuovo odio che i fondamentalisti religiosi mettono in cascina in tutto il mondo arabo. Perché nemici di multinazionali e fondamentalisti sono i popoli e la loro volontà di autodeterminarsi costruendo esperienze democratiche non più prigioniere del pensiero unico del mercato. Già lo si vede con le contestazioni in Egitto a Ban Ki Moon. Cosa può pensare un qualsiasi cittadino di un qualsiasi Paese arabo dello strabismo occidentale e della politica dei due pesi e due misure? Perché le risoluzioni dell’Onu valgono per la Libia e sono carta straccia per Israele che ogni settimana bombarda la popolazione inerme di Gaza? Perché nessuno frena i soldati sauditi che hanno invaso il Bahrein e che reprimono con la forza le manifestazioni popolari?

L’interventismo democratico è un tarlo che uccide la diversità della sinistra, assorbendola dentro una nuova ideologia neocoloniale. Il parlamento ridotto ad una caserma, con Di Pietro e il Pd che scavalcano a destra il governo per sostenere la bontà dei bombardamenti, segnala l’inconsistenza dell’attuale opposizione istituzionale. Il sì alla guerra della Cgil è un ulteriore segnale di imbarazzante omologazione al pensiero dominante. Occorre invertire questa tendenza suicida. Mobilitandosi subito contro la guerra senza se e senza ma, unendo tutte le forze che si oppongono all’intervento. Prima che le bombe uccidano insieme alle persone anche le idee e le speranze di un Mediterraneo diverso e migliore.

Alfio Nicotra

in data:22/03/2011 Liberazione

CORTE DEI MIRACOLI: La Banda del Folk

CORTE DEI MIRACOLI: La Banda del Folk
.: Dall’Irish alle pizziche pugliesi, dalle Mondine ai Partigiani…la musica della Resistenza, della Memoria, della Lotta :.

Ciao a tutti/e,
finalmente è on-line il primo singolo della CORTE!!!
Grazie a tutti coloro che ci hanno creduto, che ci hanno sostenuto e seguito ai concerti… e che hanno aspettato! 😉

Grazie ad Angelo per le registrazioni e la post-produzione ed a Elvio, Ricky e tutta la Gain Studios per il supporto e la collaborazione durante questi anni!

Link per ascoltarlo/vederlo (con il testo) su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=kCUxUSNkaZw

Link per ascoltare l’mp3: http://www.cortedeimiracoli.net/singolo/CORTE_DEI_MIRACOLI_PER_ANDARE_IN_PARLAMENTO.mp3

Link per scaricare l’mp3: http://www.cortedeimiracoli.net/singolo/CORTE_DEI_MIRACOLI_PER_ANDARE_IN_PARLAMENTO.zip


DIFFONDETE!!! 🙂

Vi aspettiamo ai prossimi concerti! e ovviamente……. FOOOOOOOLK!!!
POPO, SILVIA, BEPPE, CICCIO, PAOLO, MARTA, DODO, STEFANO, AGNESE, MAX, GIOVANNI.

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Sommovimento arabo tra speranza e delusioni

Sommovimento arabo tra speranza e delusioni

volantino nord africa

La guerra e’ iniziata. mobilitazione generale dei Giovani Comunisti.

La guerra e’ iniziata. mobilitazione generale dei Giovani Comunisti.

domenica 20 marzo 2011

La guerra è iniziata. Lo sapevamo, lo avevamo ampiamente previsto, mettendo in guardia rispetto alla rapida involuzione di un quadro che, purtroppo, lasciava poco spazio all’equivoco e all’immaginazione.

Ora siamo in guerra. Aerei francesi e americani hanno iniziato i bombardamenti e lo stesso faranno, a breve, gli aerei che stanno partendo dalle basi collocate sul suolo italiano.

E’ il giorno della rabbia e della vergogna. Rabbia per non essere stati in grado di fermare la barbarie. Vergogna per essere parte di un sistema di potere (economico, politico, militare) che da secoli non fa altro che uccidere tutto ciò che non si adegua ai suoi dettami.

Ma deve essere anche il giorno della reazione di massa e di popolo alla guerra neocoloniale contro la Libia.

E deve esserlo a partire da noi, dal nostro partito, dalla Federazione della Sinistra e, in particolare, dai Giovani Comunisti.

Da domani mattina tutte le nostre strutture territoriali si devono sentire investite dell’obbligo di organizzare iniziative di controinformazione, presidi di solidarietà, picchetti, sit-in, assemblee. Dall’obbligo di prendere per mano il movimento contro la guerra e farlo uscire da un torpore che in questi giorni ha già fatto molti danni.

Ogni mobilitazione, ogni iniziativa che riusciremo a mettere in campo sarà positiva, importante, fondamentale.

Nei prossimi giorni organizzeremo anche momenti nazionali. Sicuramente saremo davanti alle basi di Trapani e di Sigonella. Stiamo organizzando in queste ore manifestazioni, possibilmente permanenti.

Quello che vi chiedo è di coordinarci insieme, di lavorare in stretto contatto tra noi, di non disperdere le energie e di finalizzarle tutte nella stessa direzione.

Per questo è fondamentale tenere la barra sulla linea politica definita in questi giorni, senza ambiguità né tentennamenti.

Non abbiamo alcuna simpatia per il regime dispotico di Gheddafi (che non a caso ha intessuto con tante potenze neocoloniali in questi anni grandi rapporti di collaborazione e profitto, a partire dall’Italia). Le rivolte e la repressione di queste settimane ci fanno male, sollecitano la nostra coscienza. Ma l’attacco militare di questa notte definisce con chiarezza la nostra scala di priorità. Oggi la priorità è contrastare la guerra, riaffermare il principio di non ingerenza, il diritto all’autodeterminazione dei popoli e alla loro sovranità.

Prepariamoci al moltiplicarsi esponenziale delle menzogne della propaganda, che ancora di più che in queste ultime settimane parlerà di “intervento umanitario” per difendere il popolo dai crimini del dittatore. Agli Stati Uniti, all’Unione Europea, agli Stati colonialisti non interessa nulla del popolo libico. Interessa soltanto il suo petrolio, il suo gas naturale e la collocazione strategica del territorio libico.

Care compagne e cari compagni, la guerra imperialista contro la Libia è iniziata. Dimostriamo nel nostro Paese quanto grande può essere la solidarietà internazionalista dei comunisti.

Simone Oggionni