Archivio for aprile, 2011

Corteo antifascista del 25 aprile 2011 a Voghera

Programma in sintesi

Layout 1

Occorre cambiare rotta contro la politica degli affari

Manifesto1

L’alternativa a sinistra c’è con Teresio forti

teresio manifesto

I nostri candidati della Federazione della sinistra di Vigevano e Gambolò

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Vladimiro Lionello

Sempre ribelli! Sempre comunisti!

Candidato collegio Vigevano

“CENTRO”

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Alessio Galli

Il sol dell’avvenir

Candidato collegio Vigevano

“Milano”

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Roberto Guarchi

Hasta la victoria sempre

Candidato collegio Vigevano

“Torino”

Tonino

Antonio Linfanti

Candidato collegio di Gambolò

Layout 1

29 aprile: incontro pubblico con Teresio Forti alla Coop Portalupi – Vigevano

29 aprile: incontro pubblico con Teresio Forti alla Coop Portalupi – Vigevano

teresio 29

I Partigiani a Voghera il 25 aprile 2011

I Partigiani a Voghera il 25 aprile 2011

1° maggio per il lavoro e contro la guerra

COORDINAMENTO 2 APRILE

Le persone, le organizzazioni e le associazioni che in questo periodo hanno sentito la necessità,

attraverso appelli, prese di posizioni e promozione di iniziative, di levare la propria voce

  • CONTRO LA GUERRA E LA CULTURA DELLA GUERRA

  • PER FERMARE I MASSACRI, I BOMBARDAMENTI E PER IL CESSATE IL FUOCO IN LIBIA

  • PER SOSTENERE LE RIVOLUZIONI E LE LOTTE PER LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA DEI POPOLI MEDITERRANEI E DEI PAESI ARABI

  • PER L’ACCOGLIENZA E LA PROTEZIONE DEI PROFUGHI E DEI MIGRANTI

  • CONTRO LE DITTATURE, I REGIMI, LE OCCUPAZIONI MILITARI, LE REPRESSIONI IN CORSO

  • PER IL DISARMO, UN’ECONOMIA ED UNA SOCIETÀ GIUSTA E SOSTENIBILE

ESPRIMONO

LA LORO NETTA OPPOSIZIONE AL COINVOLGIMENTO DELL’ITALIA

NEI BOMBARDAMENTI IN LIBIA

alla luce

  • dell’articolo 11 della nostra Costituzione

  • del passato coloniale del nostro paese e delle stragi ad esso collegate
  • del sostegno e delle armi dati al regime di Gheddafi fino all’ultimo momento

  • del non impegno per il cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari per i profughi
  • della ripresa dei respingimenti dei migranti
  • della mancanza di una dignitosa politica di accoglienza
  • del silenzio colpevole e gravissimo contro la strage di oppositori disarmati in Siria

  • del disimpegno totale sulla transizione democratica in Tunisia e in Egitto
  • della complicità con la occupazione militare in Palestina e con l’assedio a Gaza

NON C’E’ NIENTE DI UMANITARIO NELLE BOMBE ITALIANE IN LIBIA

C’E’ SOLO LA DIFESA DI INTERESSI ECONOMICI, ENERGETICI, STRATEGICI

La popolazione libica schiacciata dalla guerra e dalla dittatura e i popoli di tutto il mondo arabo

hanno bisogno di un’altra politica italiana ed europea

METTIAMO IN CAMPO TUTTE LE INIZIATIVE POSSIBILI DI DENUNCIA E SOLIDARIETA’

PER IL CESSATE IL FUOCO

PER DIFENDERE E AFFERMARE DAVVERO

LA DEMOCRAZIA, LA PACE E LA GIUSTIZIA, TUTTI I I DIRITTI UMANI, SOCIALI E CIVILI

http://coordinamento2aprile.blogspot.com/

Prime adesioni

Sud, ACS, Altra Agricoltura, ARCI, Associazione Amici della Mezzaluna Rossa, Associazione Culturale Punto Rosso, Associazione Mediterranea, Associazione Obiettori Nonviolenti, Associazione per la pace, Associazione Rinnovamento Sinistra, Associazione Ya Basta Italia, Attac Italia, Centro Balducci, CIPAX, CISDA, COBAS, Comitato Difesa Scuola Pubblica, Comitato Piazza Carlo Giuliani, Coordinamento Studentesco Universitario, European Alternatives Italia, Fiom-Cgil, Forum Ambientalista, Lunaria, Movimento Nuovi Profili, Rete della Conoscenza, Rete Internazionale Donne per la Pace, Rete Studenti Medi, Senzaconfine, Sinistra Euromediterranea – Rete@Sinistra, Unione degli Universitari, WILPF, Associazione Culturale Casa Rossa – Spoleto, Associazione Yakaar Italia Senegal, Casa per la pace – Milano, Centro Solidarietà Alta Maremma, Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra, Comitato Italia Amig@s Sem Terra, Comitato Pace Rachel Corrie, Convergenza delle Culture, Genova Laica, Genova Popolo Viola, Gruppo Sconfinate, Rete Antirazzista IV Municipio Roma, Stelle Cadenti – Artisti per la pace, Tavola Pace e Cooperazione – Pontedera, Usciamo dal Silenzio e Restiamo Umani –Genova

FdS; PdCI, Prc, SeL, Sinistra Critica

Mimmo Pantaleo, Elettra Deiana, Luciano Favaro, Eugenio Melandri, Silvana Pisa e molti altri.

Per aderire: coordinamento2aprile@gmail.com

25 aprile 2011 – festa della Liberazione a Voghera

25 aprile 2011 – festa della Liberazione a Voghera

Concerto – spettacolo dei Cantosociale a Busto Garolfo

1° maggio festa dei lavoratori

ore 15.00 BUSTO GAROLFO (MI)

CA’ MIA Circolo ACLI Via

Najmiller 3

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ORE 21.30 CREMONA

Centro Sociale KAVARNA

al WORKING CLASS 2011

il concerto- spettacolo dei

CANTOSOCIALE

Cantada par al

LAVUR

Da Filande, Risaie, Uffici e Officine,Storie, Canti e…

Discanti dei Lavori di Ieri e dei Non Lavori di Oggi

Il canto della fatica, gli scherni, gli amori e le lotte insieme ai compagni di lavoro a far rivivere la civiltà contadina e dei fabbriconi della pianura lombardo-piemontese.

I problemi di ieri e di oggi nei versi popolari e nelle canzoni d’autore

CANTADA di ricordo, di festa e perché no propiziatoria per ritrovare il LAVORO perduto, questo spettacolo di musica ,risate e divertimento ma anche storie di passioni , di recupero delle tradizioni, del dialetto, dei balli e dei canti di un tempo, espressioni di civilta dei campi e delle grandi fabbriche, tra risaie e ciminiere nelle nebbie della pianura lombardo-piemontese. Cantata anche di testimonianza della cultura del lavoro che era tutt’uno con la socialità, la comunità, il territorio.

Un percorso di recupero della memoria del lavoro collettivo e artigianale attraverso il canto che accompagnava la gestualità quotidiana ma anche un richiamo all’oggi alle diverse precarietà con storie e canzoni di non lavoro. Non mancano nello spettacolo in forma di brevi monologhi , i racconti di autentica vita vissuta ,recuperati dai racconti appassionati di contadini, operai e artigiani. Così viene riproposto il senso della cultura contadina, il rapporto con la terra ,le stagioni; si ridà così voce al mondo dei paisan: i cavalant ,i famej, i perdapè.. si ricordano lavori ormai scomparsi : al mulitta,al magnan, al caretè….persino i raccoglitori di sassi del Ticino

A poco a poco emergono le storie,gli amori,le passioni collettive raccontate dai canti di lavoro delle filande e dei fabbriconi della pianura lombarda-piemontese che insieme alle canzoni originali del gruppo rievocheranno anche le vite “grame” dei lavoratori e delle lavoratrici immerse per ore e ore nella catena di montaggio, i primi scioperi per il salario, per la cassa mutua e persino le manifestazioni contro le guerre che portavan via alla famiglia il marito e di conseguenza ” il pane”. Una parte importante l’avranno le canzoni di Risaia tratte dal ricco repertorio raccoltoi in quasti anni dal gruppo anche attraverso accurate ricerche orali. Non mancheranno infine riferimenti alla stretta attualità di lavori a scadenza e di Fabbriche chiuse. Le storie dei lavoratori di ieri si intreccerennoai lavoratori di oggi cos’ come i canti popolari si alterneranno alle canzoni di importanti “cantautori sociali” come Ivan Della Mea, Fausto Amodei ma anche ad originali “recuperi” dal repertorio di Enzo Jannacci, Gualtiero Bertelli. Canti e Canzoni appositamente riarrangiati mantenendo il rispetto verso le musiche dell’epoca e naturalmente verso i testi accompagnati da interpretazioni intense e appassionate come è nel dna dei Cantosociale.

Carcano Piero : voce, armonica a bocca, kazoo, animazione, recitazione

Grisolia Vittorio :violino,baghèt,flauti popolari,ocarine,organetto diatonico

Rota Gianni:chitarra acustica ed elettrica ,flauto, percussioni,voce

Anzaldi Cristian: fisarmonica, basso,chitarra acustica, banjo

Buratti Davide: contrabbasso, basso elettrico, chitarre

www.cantosociale.it cell piero:3335740348 email: pierocarcano3@tiscali.it;pierocarcano3@gmail.com

facebook : cantosociale

GIOVANNA MARTURANO – A.N.P.I. – FESTA DELLA LIBERAZIONE. ROMA, 25.04.11

http://www.youtube.com/watch?v=Ln_IIPfRbH8&feature=uploademail

Programma concerti “Corte dei miracoli”

CORTE DEI MIRACOLI: La Banda del Folk
.: Dall’Irish alle pizziche pugliesi, dalle Mondine ai Partigiani…la musica della Resistenza, della Memoria, della Lotta :.

IL “MINI-TOUR RESISTENTE” CONTINUA…

Dopo la bella serata di sabato all’Arci Metromondo, torniamo con 3 giorni di concerti per continuare la FESTA DELLA LIBERAZIONE il 29 e 30 aprile, proseguendo con la FESTA DEI LAVORATORI il 1° maggio.

VENERDI’ 29 aprile @ COOPERATIVA PORTALUPI (Sforzesca di Vigevano – PV)
Set-acustico * inizio concerto ore 22:00

SABATO 30 aprile @ FESTA A.N.P.I. CASTIGLIONE D’ADDA (Lodi)
P.zza dell’Assunzione * inizio concerto ore 22:00

DOMENICA 1° MAGGIO – FESTA DEI LAVORATORI @ SPAZIO MUSICA (Pavia)
Via Faruffini, 5 * inizio concerto ore 22:30
L’UNICO CONCERTO PAVESE CON IL GIUSTO “SPIRITO RESISTENTE”… VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!
*Alle 16:00 piccola presenza al concerto in piazza a Siziano (PV)

*** PROSSIMI CONCERTI ***
Sabato 14 maggio @ NOTTE ROSA (P.zza Vittoria – Pavia)
Martedì 7 giugno @ CHE FESTIVAL (Genova)
Domenica 12 giugno @ FESTA DI RIFONDAZIONE (Torrevecchia Pia – PV)
Giovedì 16 giugno @ Incontro con Giovanni Impastato a Busnago (MB) *set-acustico
Sabato 18 giugno @ FESTA A.N.P.I. di Busnago (MB)
Martedì 21 giugno @ Serata di beneficenza per l’associazione “IL SOGNO DI VILLA GAIA” (Rea Po – PV) *set-acustico
Sabato 25 giugno @ “FESTIVAL per i 25 ANNI DI SPAZIO MUSICA” (Castello Visconteo – Pavia)


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Maggiori info, video Live e tutti i concerti su:
Sito: http://www.cortedeimiracoli.net
Youtube: http://www.youtube.com/cortefolk
MySpace: http://www.myspace.com/cortedeimiracoliband

Iscriviti alla “Piccola Grande Famiglia della Corte”, il nostro spazio web dedicato agli amici ed ai fans…
Facebook Fans Page: http://www.facebook.com/group.php?gid=64166946367

Foto 25 aprile a Voghera

Foto 25 aprile a Voghera

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Tunisi accolti a Voghera

Tunisini accolti a Voghera

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I funerali di VITTORIO ARRIGONI

http://www.youtube.com/watch?v=Vz1Ngmhr91M&feature=player_embedded

“Siamo i partigiani della Costituzione”

Incontro pubblico dei candidati alla Provincia a Pavia

incontro teresio a pavia

Acqua pubblica, ancora più di prima: tutti al voto

Acqua pubblica, ancora più di prima: tutti al voto

Sfidando ogni senso del ridicolo, il governo Berlusconi ha dichiarato la propria guerra senza quartiere ai referendum dei prossimi 12/13 giugno. Il tentativo, piuttosto maldestro, di “congelare” il rilancio del nucleare in Italia dimostra una verità inequivocabile: la maggioranza del Paese continua, ventiquattro anni dopo, ad essere profondamente antinucleare e vuole un’altra politica energetica per un’altra società.
Stupefacente la “nemesi” che sottende a questo gioco a rimpiattino: proprio il governo che, ad ogni difficoltà del premier, tenta di legittimarne gli atti e le dichiarazioni richiamandosi alla volontà popolare, quando quest’ultima può finalmente esprimersi la teme come il peggiore degli incubi. Non sappiamo come si pronuncerà la Corte di Cassazione in merito, ma da subito va rivendicato il diritto delle donne e degli uomini di tutto il paese a poter decidere sulla politica energetica, tema essenziale per la presente e per le future generazioni.
E con ancor più decisione va intensificata la campagna referendaria per i 2 Sì ai quesiti per la ripubblicizzazione dell’acqua. Perché è una battaglia portata avanti da uno straordinario movimento che in questi anni, attraverso la reticolarità e la diffusione in ogni territorio, ha costruito una nuova consapevolezza sull’acqua come bene comune e diritto umano universale e sulla necessità di sottrarne la gestione al mercato e al profitto dei privati.
Un movimento che ha costruito la più grande coalizione sociale degli ultimi decenni e che nella campagna di raccolta firme della scorsa primavera ha raccolto oltre 1,4 milioni di firme, senza grandi finanziamenti, senza forti sponsorizzazioni politiche e nel più totale silenzio dei mass media.
Un movimento che ha già ottenuto due vittorie: è riuscito ad imporre il tema dell’acqua e dei beni comuni nell’agenda politica del Paese, rompendo l’autistica separatezza con cui il Palazzo si è autoescluso dalla società, ed è riuscito a creare un precedente costituente, ovvero il fatto che, su ciò che a tutti appartiene, tutte e tutti devono poter decidere.
Ora si tratta di passare dall’indubitabile vittoria culturale ad un’altrettanto sonora vittoria politica: con la vittoria dei Sì ai due referendum sull’acqua, per la prima volta dopo decenni, le politiche liberiste possono essere sconfitte attraverso un voto democratico e popolare, invertendo la rotta e modificando, ben aldilà del tema specifico, i rapporti di forza politici e culturali in questo Paese.
E’ una battaglia decisiva, che il movimento per l’acqua e il comitato referendario possono vincere ricorrendo alla propria ricchezza più preziosa: la diffusione territoriale e la capacità di aver coinvolto in questa vera e propria battaglia di civiltà moltissime donne e uomini alla loro prima esperienza di attivismo, costruendo un grande anticorpo sociale per un’uscita dalla crisi alternativa alla consegna dell’intera vita delle persone alle leggi del mercato. Aprendo la strada alla ripubblicizzazione dell’acqua, ma anche alla ridefinizione di un nuovo modello di pubblico, fondato sulla partecipazione sociale.
Se il governo e i poteri forti trasversali, con la mossa sul nucleare (cui ci aspettiamo ne seguiranno altre sull’acqua) pensa di poter ancora una volta contare sulla passivizzazione e sull’assuefazione delle persone, è il momento di dimostrare l’esatto contrario con una partecipazione di massa al voto referendario.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia. E perché solo la partecipazione è libertà.

Marco Bersaniin data:21/04/2011

Liberazione

Voghera: 25 aprile, manifestazione provinciale per il 66.mo Anniversario della Liberazione

Voghera: 25 aprile, manifestazione provinciale per il 66.mo Anniversario della Liberazione

A Voghera da ottobre dello scorso anno davanti al Castello Visconteo – già prigione cittadina, luogo di detenzione degli antifascisti e per alcuni prima tappa verso la deportazione – è stata installata una targa in ricordo di sei effettivi di formazioni militari della Rsi, quali Brigata Nera e Sicherheits.

Nonostante l’impegno della Associazioni partigiane – dell’Anpi in particolare – e la costante azione del Comitato unitario “per dignità non per odio”, al quale è affidato il coordinamento dei molteplici livelli di sensibilizzazione e protesta, la targa non è ancora stata rimossa.

Questo rende necessario un impegno straordinario di noi tutti affinché Voghera non sia lasciata sola a celebrare il 25 aprile con un’amministrazione comunale che ha la responsabilità di aver inferto, autorizzando la posa della targa, una così profonda ferita ai suoi cittadini e alle genti dell’Oltrepo che non possono dimenticare la violenza e le crudeltà di cui furono responsabili le Brigate Nere della nostra provincia e la famigerata Sicherheits di Alfieri e Fiorentini.

L’Anpi provinciale di Pavia, raccogliendo l’appello del Comitato Unitario “per dignità non per odio”, insieme alle altre Associazioni Partigiane (Fivl, Apc, Fiap) e – auspichiamo – all’Aned ha sceltoVoghera quale sede per la manifestazione provinciale del 25 aprile.

Gli aspetti organizzativi sono in via di definizione, ma l’appuntamento è sin d’ora fissato per il pomeriggio di lunedì 25 aprile alle ore 15,30. Nel frattempo è necessario che tutte le sezioni Anpi della provincia di Pavia si mobilitino per garantire il maggior risalto e la piena riuscita della manifestazione, a cui siamo certi non mancherà il sostegno anche di delegazioni provenienti dal resto della Lombardia e da altre regioni.

L’organizzazione della manifestazione sarà gestita dal comitato unitario “per dignità non per odio” che è reperibile ai seguenti recapiti: cellulare 348.2791051; email: liberisiam@tiscali.it

Adesioni, messaggi di solidarietà, odg dei consigli comunali (che vanno sollecitati in tal senso!) devono tempestivamente essere fatti tutti pervenire al Comitato.

Ai presidenti delle sezioni Anpi raccomandiamo di sollecitare ed assicurare la presenza alla manifestazione a Voghera delle insegne dei rispettivi Comuni di appartenenza e di competenza territoriale.

Tullio Montagna presidente Anpi provinciale Pavia

21/04/2011

“Vittorio Arrigoni è stato un non-eroe, mite e positivo

“Vittorio Arrigoni è stato un non-eroe, mite e positivo

Anche noi dell’Associazione Culturale Punto Rosso ci uniamo nel dolore per la tragica scomparsa di Vittorio Arrigoni. In primo luogo della famiglia e poi di tutti coloro i quali sentono l’offesa recata ai popoli oppressi e angariati come oltraggio recato a sé. Come gli ulivi della cara terra di Palestina restiamo fermi e tenaci nel monito e nel profondo bisogno di pace e di giustizia. Per il popolo palestinese.

Associazione Culturale Punto Rosso

Associazione Culturale “Rosa Luxemburg” sezione di Vigevano

Seguendo il poeta palestinese Mahmoud Darwish avevamo “coltivato la speranza”.

Vittorio Arrigoni è stato un non-eroe, mite e positivo, che ha percorso ogni luogo della Striscia di Gaza con la sua umanità densa e intensa.

“Gaza. Restiamo umani” deve diventare il breviario di ogni attivista per i diritti umani.

Il suo nome si iscrive nel solco dei martiri palestinesi e degli internazionali come Rachel Corrie e Tom Hurndall, come i nove

attivisti turchi uccisi dall’esercito israeliano sulla Mavi Marmara il 31 maggio 2010, tra i quali il giovanissimo Furkan Doğan.

A noi tutte/i il compito di non lasciar cadere la eredità umana, morale, culturale e politica di Vittorio.

La responsabilità morale e politica della sua morte è del governo israeliano e dei suoi complici, non solo occidentali, tra i quali brilla per cinismo e servilismo il governo italiano.

Siamo colpiti, non tanto e non solo come attivisti dell’International Solidarity Movement, ma come donne e uomini di

coscienza che sono dalla parte dei mondi offesi e dei popoli oppressi. Dalla parte dei diritti umani.

Ora dobbiamo unirci al dolore dei genitori e dei familiari.

Il silenzio deve caratterizzare il nostro cordoglio.

La determinazione a proseguire il nostro dovere.

Alfredo Tradardi

ISM-Italia

Palestina News – voce di ISM (International Solidarity Movement)

Italia http://www.ism-italia.org

Don Milani scrive al Presidente Napolitano

Don Milani scrive al Presidente Napolitano

(Clicca sul sito per aderire )

http://www.altreconomia.it/site/

Questo è il testo della lettera che gli allievi di don Lorenzo Milani hanno indirizzato all’attenzione del Presidente della Repubblica. Il testo è pubblicato sul sito www.altreconomia.it attraverso il quale è possibile aderire all’appello. L’Associazione Culturale Punto Rosso ha aderito con alcuni suoi esponenti.

Per informazioni e interviste: Francesco Gesualdi, coord@cnms.it – tel. 050.82.63.54

Lettera aperta al Presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano

11 Aprile 2011

Signor Presidente,

lei non può certo conoscere i nostri nomi: siamo dei cittadini fra tanti di quell’unità nazionale che lei rappresenta.

Ma, signor Presidente, siamo anche dei “ragazzi di Barbiana”. Benchè nonni ci portiamo dietro il privilegio e la responsabilità di essere cresciuti in quella singolare scuola, creata da don Lorenzo Milani, che si poneva lo scopo di fare di noi dei “cittadini sovrani”. Alcuni di noi hanno anche avuto l’ulteriore privilegio di partecipare alla scrittura di quella Lettera a una professoressa che da 44 anni mette in discussione la scuola italiana e scuote tante coscienze non soltanto fra gli addetti ai lavori.

Il degrado morale e politico che sta investendo l’Italia ci riporta indietro nel tempo, al giorno in cui un amico, salito a Barbiana, ci portò il comunicato dei cappellani militari che denigrava gli obiettori di coscienza. Trovandolo falso e offensivo, don Milani, priore e maestro, decise di rispondere per insegnarci come si reagisce di fronte al sopruso. Più tardi, nella Lettera ai giudici, giunse a dire che il diritto – dovere alla partecipazione deve sapersi spingere fino alla disobbedienza: “In quanto alla loro vita di giovani sovrani domani, non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste ( cioè quando avallano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate”.

Questo invito riecheggia nelle nostre orecchie, perché stiamo assistendo ad un uso costante della legge per difendere l’interesse di pochi, addirittura di uno solo, contro l’interesse di tutti. Ci riferiamo all’attuale Presidente del Consiglio che in nome dei propri guai giudiziari punta a demolire la magistratura e non si fa scrupolo a buttare alle ortiche migliaia di processi pur di evitare i suoi.

In una democrazia sana, l’interesse di una sola persona, per quanto investita di responsabilità pubblica, non potrebbe mai prevalere sull’interesse collettivo e tutte le sue velleità si infrangerebbero contro il muro di rettitudine contrapposto dalle istituzioni dello stato che non cederebbero a compromesso. Ma l’Italia non è più un paese integro: il Presidente del Consiglio controlla la stragrande maggioranza dei mezzi radiofonici e televisivi, sia pubblici che privati, e li usa come portavoce personale contro la magistratura. Ma soprattutto con varie riforme ha trasformato il Parlamento in un fortino occupato da cortigiani pronti a fare di tutto per salvaguardare la sua impunità.

Quando l’istituzione principe della rappresentanza popolare si trasforma in ufficio a difesa del Presidente del Consiglio siamo già molto avanti nel processo di decomposizione della democrazia e tutti abbiamo l’obbligo di fare qualcosa per arrestarne l’avanzata.

Come cittadini che possono esercitare solo il potere del voto, sentiamo di non poter fare molto di più che gridare il nostro sdegno ogni volta che assistiamo a uno strappo. Per questo ci rivolgiamo a lei, che è il custode supremo della Costituzione e della dignità del nostro paese, per chiederle di dire in un suo messaggio, come la Costituzione le consente, chiare parole di condanna per lo stato di fatto che si è venuto a creare.

Ma soprattutto le chiediamo di fare trionfare la sostanza sopra la forma, facendo obiezione di coscienza ogni volta che è chiamato a promulgare leggi che insultano nei fatti lo spirito della Costituzione.

Lungo la storia altri re e altri presidenti si sono trovati di fronte alla difficile scelta: privilegiare gli obblighi di procedura formale oppure difendere valori sostanziali. E quando hanno scelto la prima via si sono resi complici di dittature, guerre, ingiustizie, repressioni, discriminazioni.

Il rischio che oggi corriamo è lo strangolamento della democrazia, con gli strumenti stessi della democrazia. Un lento declino verso l’autoritarismo che al colmo dell’insulto si definisce democratico: questa è l’eredità che rischiamo di lasciare ai nostri figli. Solo lo spirito milaniano potrà salvarci, chiedendo ad ognuno di assumersi le proprie responsabilità anche a costo di infrangere una regola quando il suo rispetto formale porta a offendere nella sostanza i diritti di tutti.

Signor Presidente, lasci che lo spirito di don Milani interpelli anche lei.

Nel ringraziarla per averci ascoltati, le porgiamo i più cordiali saluti

Francesco Gesualdi, Adele Corradi, Nevio Santini, Fabio Fabbiani, Guido Carotti, Mileno Fabbiani, Nello Baglioni, Franco Buti, Silvano Salimbeni, Enrico Zagli, Edoardo Martinelli, Aldo Bozzolini