Archivio for settembre, 2011
Bella notizia da Napoli!!!
Il 23 settembre la Giunta del Comune di Napoli ha deliberato per la trasformazione dell’Arin da Società per azioni in Azienda di diritto pubblico. Nasce quindi “Acqua Bene Comune Napoli”, il primo, importante passo verso la ripubblicizzazione del servizio idrico nella città partenopea.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, insieme al Comitato Acqua Pubblica Napoli, esprime soddisfazione e si augura che l’esempio napoletano venga al più presto seguito da tutte quelle amministrazioni che ad oggi non stanno dando seguito alla volontà degli italiani chiaramente espressa il 12 e 13 giugno scorso: no alle società di capitali, sì alla gestione pubblica del servizio idrico.
La delibera che sancisce la nascita della nuova azienda pubblica porta anche la firma di uno degli estensori dei quesiti referendari, oggi Assessore ai Beni Comuni, Alberto Lucarelli.
I prossimi passi sono la discussione in Consiglio Comunale ed il coinvolgimento della cittadinanza e dei lavoratori del servizio idrico, attraverso meccanismi di democrazia partecipativa che incidano nel percorso di approvazione ed eventuali modifiche della delibera, sempre nella direzione indicata dagli esiti referendari.
Se tutto ciò accadrà, e ci auguriamo avvenga quanto prima, Napoli sarà la prima delle tante città per l’acqua bene comune, traguardo per il quale sin dal 2004 il Comitato napoletano e il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua si sono battuti.
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Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano Movimenti per l’Acqua
ufficiostampa@acquabenecomune.org
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Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma
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Manovra e crisi. Incontro pubblico con RAMON MANTOVANI (Prc) e GIANCARLO SACCOMAN (Cgil) il 6 ottobre a Vigevano
La Coop. Portalupi promuove l’8 ottobre, un incontro dibattito sulla NO TAV
Dibattito sull’esperienza di Nardo: Lavoro nero e caporalato. San Martino Siccomario, giovedì 29 settembre.
LE VARIE “MANOVRE” IMPOVERISCONO I LAVORATORI E LE MASSE POPOLARI E AGGRAVANO LA CRISI
LE VARIE “MANOVRE” IMPOVERISCONO I LAVORATORI E LE MASSE POPOLARI E AGGRAVANO LA CRISI
Da anni, e particolarmente negli ultimi tempi, i lavoratori e le masse popolari sono chiamate a “pagare la crisi finanziaria”. La grande stampa, i mezzi di comunicazione di massa, quasi tutte le forze politiche presentano questa situazione come se fosse caduta dal cielo. I vari governi, tra i quali quello di Berlusconi-Lega, impongono manovre che fanno aumentare i prezzi (come l’aumento dell’IVA), colpiscono i poveri con i tagli agli Enti locali (alla faccia del federalismo, strombazzato dalla Lega Nord, sempre più un’impostura per ingannare i cittadini), colpiscono i diritti dei lavoratori (arti. 8), peggiorano la situazione pensionistica, demoliscono i beni pubblici con le privatizzazioni.
QUESTE MANOVRE NON RISOLVERANNO LA CRISI, ANZI LA PEGGIORERANNO SEMPRE DI PIU’, IN QUANTO, TOGLIENDO RISORSE, DIRITTI, REDDITO ALLE CLASSI PIU’ POVERE, L’ECONOMIA REALE SPROFONDERA’ SEMPRE DI PIU’.
Ma, a “lorsignori” nulla importa di questo perché, attraverso la speculazione finanziaria e lo strumento monetario hanno messo in piedi un dispositivo economico, politico e mediatico per attuare un ulteriore grande spostamento di ricchezza a vantaggio di pochi oligarchi.
Per uscire da questa situazione occorre proprio il contrario di quello che si fa adesso. Dalla cosiddetta crisi finanziaria, che non è che l’ennesimo capitolo della guerra del capitale contro il lavoro, si può uscire soltanto con una politica redistributiva della ricchezza che restituisca il ”maltolto” cominciando ad esempio con il colpire le grandi ricchezze ed i grandi patrimoni, nonché il meccanismo della speculazione finanziaria.
In tutto il mondo si cerca di mobilitarsi contro questa situazione, dal movimento degli “indignados” agli scioperi generali.
NEL QUADRO DI UNA GIORNATA EUROPEA DI LOTTA
SABATO 15 OTTOBRE 2011
Si terrà una grande
MANIFESTAZIONE A ROMA
Promossa da un vasto arco di forze, tra le quali la Federazione della Sinistra.
Dato che intendiamo partecipare anche dalla provincia di Pavia indichiamo alcuni riferimenti per le adesioni: email: invernizzi54@libero.it – 335.7284479 – 333.7476446 – 328.1028046
Federazione della Sinistra, provincia di Pavia
C.i.p. Co.so Garibaldi 38 Pavia, 22/09/2011
PERUGIA – ASSISI: 25 settembre 2011. Cammineremo in tanti insieme a voi
Le donne e gli uomini che aderiscono alla Federazione della Sinistra cammineranno insieme a voi domenica prossima da Perugia ad Assisi per rivendicare la pace e i diritti umani per tutti.
Cammineremo in tanti e grideremo forte la nostra indignazione contro i nuovi soprusi, le nuove guerre, i nuovi saccheggi di diritti e beni comuni con cui il liberismo sta gestendo in Italia e nel mondo la sua profonda e devastante crisi strutturale. Contro l’impresentabile Governo di questo Paese che nello squallore del sovrano incarna il primato del denaro e del potere sulla dignità della persona.
Cammineremo per rilanciare, nel 50° anniversario della Marcia e nel 150° dell’unità d’Italia, il progetto di società, civile democratico e solidale, scritto nelle pagine della Costituzione Repubblicana che nel ripudio della guerra, violato ancora una volta dal nostro Parlamento, ha una delle sue colonne portanti.
Cammineremo insieme per fare di questa splendida Marcia un tratto della strada verso l’alternativa al modello liberista, al suo “pensiero unico” che, accettato da larga parte dello schieramento politico italiano ed europeo, rappresenta la vera causa della barbarie imperante. Una strada che proseguirà per gli stessi fini, il prossimo 15 Ottobre diramandosi per le strade d’Europa piene di tanta rinnovata speranza e forte desiderio di cambiare il mondo.
Massimo Rossi
Portavoce Nazionale della Federazione della Sinistra
«Di cosa mi accusano? La Tav non serve a niente». Intervista a Luca Mercalli
Poche battute sulla Tav durante la trasmissione di Fazio sono bastate a sollevare un’ondata di polemiche su Luca Mercalli. Il meteorologo – ospite abituale del programma di Fabio Fazio – è finito nel mirino di Pdl e Pd solo per essersi dichiarato «indignato» per l’arresto di due attiviste del movimento No-Tav, due donne incensurate, finite in carcere per porto abusivo di maschere antigas (in realtà comunissimi filtri da verniciatore usati per difendersi dai lacrimogeni). Abbiamo raggiunto Luca Mercalli al telefono.
Se l’aspettava tutte queste polemiche per un paio di osservazioni sulla Tav?
Una sorpresa, non direi. Sapevo che qualcuno se ne sarebbe risentito. Ma che si fosse arrivati a tanto, no, non me l’aspettavo. E’ bastato un minuto. Questa è la prova che c’è qualcosa di anomalo. In nessun’altra del mondo per una banale opera pubblica a base di cemento e tondini si arriverebbe a sferrare un attacco di questo genere. Tra l’altro, io non ho parlato neppure dell’opera in sé. Ho solo sollevato qualche dubbio sull’arresto delle due attiviste No-Tav. Mi hanno accusato di abusare della libertà d’informazione. In tutti i comunicati che sono usciti non c’è una parola sul merito dell’opera. Nessuno sa spiegare perché la Tav Torino-Lione sarebbe utile. Da più di quindici anni quest’opera viene imposta alla popolazione locale senza darne una motivazione tecnica. Abbiamo sentito solo discorsi retorici. Vogliamo numeri, argomenti. In questi anni i consulenti scientifici degli enti locali – dai Comuni alle comunità montane – che hanno esaminato il progetto, hanno spiegato che quest’opera non serve a nulla.
Dalle reazioni pare che non abbiano digerito la sua «indignazione» per l’arresto delle due attiviste, no?
In questo paese mi sembra che di reati ben più gravi ce ne siano parecchi. Il procuratore capo Caselli si è risentito per le mie dichiarazioni. Converrà che in Italia i politici si macchiano di reati palesi ma non si fanno un giorno di carcere. Due donne incensurate che non hanno ammazzato nessuno, invece, vengono arrestate senza tanti complimenti. Mi sembra che ci sia un accanimento, che si voglia dare una lezione esemplare.
Non la stupiscono gli attacchi dal Pd? L’accusa è la stessa che viene dagli esponenti dal Pdl. Dicono che lei sia fazioso…
L’accusa di politicizzazione arriva da tutte le parti, è bipartisan, Pd e Pdl. Che poi l’accusa sia rivolta a una tramissione di Raitre rende la situazione ancora più grottesca. C’è sotto qualcosa. Io non mi sento politicizzato, sono laico e non ho tessere di partito in tasca. Posso sentirmi vicino alle ragioni dei Verdi, ma nulla di più.
Possibile che sulla televisione pubblica non si possa parlare laicamente della Tav? Ha senso un’opera del genere in un paese che avrebbe bisogno di treni per pendolari e scuole sicure?
Questo è il problema. Ci sono tante altre priorità. Io non sono un nemico della tecnologia, ci mancherebbe, visto il lavoro che faccio. Se qualcuno mi dimostra, smentendo i numeri di cui ho parlato, che quest’opera è davvero utile, io vado a inaugurare il cantiere con la bottiglia di champagne. Ma non posso tollerare questo conflitto esasperato con la popolazione locale – di cui io, peraltro, faccio parte. La comunità valsusina è sotto stress e ciononostante è riuscita a costruire una forma di lotta civile. E’ successa solo qualche scaramuccia finora che è stata molto amplificata. Purtroppo, invece, ci sono ambiguità nel comportamento delle forze dell’ordine. Io rispetto le forze dell’ordine, ma credo che siano sotto ostaggio di qualcuno che gli dice cosa fare. Perché non ci mettiamo a discutere del merito dell’opera: quanto costa, perché farla, su quali modelli di simulazione si basa? Rischiamo la bancarotta e dovremmo buttare 17 miliardi di euro in un’opera che richiederebbe almeno dieci-quindici anni di lavori? Di questo i giornali dovrebbero parlare. Invece, qui sembra che la Tav sia un’opera calata dal cielo, voluta da Dio. Perché dovremmo credere che è tutto perfetto e sotto controllo? Abbiamo dimenticato che siamo in Italia? Il Ponte sullo Stretto fa ridere tutto il mondo.
Non le chiedo di Fazio. Ha ricevuto solidarietà?
Moltissimo, anche da parte della redazione. Lo scoppio d’ira per un minuto in televisione è davvero spropositato. Alla fine sarà un boomerang. La gente si sveglierà. Chi mi segue non può pensare che tutto a un tratto sono diventato un pericoloso sovversivo.
Tonino Bucci
in data:21/09/2011 Liberazione
Patrimoniale day. In 100 piazze l’iniziativa della FdS
Altro che “Patrimoniale day”, quella che si sta mettendo in piedi nella Federazione della Sinistra, a partire dai singoli territori, è una campagna iniziata già alla fine di agosto e che attraverserà l’intero autunno. E ha ragione Nando Mainardi, segretario regionale Prc dell’Emilia Romagna quando commenta : «Dal 1994 la stessa parola “patrimoniale” sembrava essere impronunciabile, quasi una iattura perché evocava l’idea di una tassazione indiscriminata. Oggi, in un momento acuto della crisi, dopo che è stata varata l’ennesima manovra che munge sempre le stesse tasche, sono in molti a considerare fondamentale che i grandi patrimoni, quelli sopra il milione di euro, subiscano un prelievo». E dal Piemonte alla Sicilia si susseguono iniziative, anche diversificate per raccogliere le firme sulla petizione in tal senso. La firma, dicono in molti, diviene un’occasione per parlare e per ritrovarsi a cercare una soluzione comune che salvaguardi le fasce più deboli del Paese.
«La manovra varata dal Governo Berlusconi su suggerimento della Bce – sottolineano Armando Petrini e Vincenzo Chieppa della Federazione della Sinistra del Piemonte – impoverisce il Paese e demolisce la democrazia; traduce in legge le richieste della Fiat di smantellare il contratto nazionale, taglia pesantemente i trasferimenti agli enti locali che non saranno più in grado di garantire i livelli di servizi sociali, essenziali, attacca i lavoratori pubblici (a cui “sequestra” il tfr per due anni) e la scuola, aumenta l’età pensionabile delle donne». Continua Petrini: «Ieri siamo stati in Piazza Castello a raccogliere le firme e abbiamo messo un banchetto anche alla festa della Fiom, per noi – e questo è un leit motiv che giunge da molti territori- si lavora meglio il sabato, infatti siamo stati a Alba e Cuneo, oltre che a Torino. La domenica ci sono poche persone in giro. Comunque continueremo la raccolta nei giorni feriali, almeno in tutti i capoluoghi». A Milano – racconta Nello Patta, segretario provinciale Prc – si sta lavorando in tutti i circoli anche della provincia. «Nel Veneto – ci dice Renato Cardazzo, segretario regionale dello stesso partito – ci sono almeno una cinquantina di tavoli attivi: siamo tra l’altro riusciti a far coincidere questa giornata con la raccolta delle tre leggi di iniziativa popolare regionale con cui chiediamo lo stop alle delocalizzazioni, il reddito sociale e il blocco dei licenziamenti. Tre proposte sottoscritte già da un centinaio di dirigenti sindacali. Faremo poi due giorni di mobilitazione in ottobre». «In Liguria siamo partiti da prima – dice Sergio Olivieri, segretario regionale Prc – e andremo avanti anche in ottobre. Fra le tante, una iniziativa che partirà la prossima settimana e che farà discutere la faremo a La Spezia». In Emilia Romagna la campagna è effervescente. Piacenza, Imola, Bologna, Cesena, Forlì, Ferrara e poi Comacchio, Reggio Emilia, Casalgrande e Correggio: pochi davvero i luoghi non raggiunti dal tam tam. «C’è un’attività intensa e che sta dando ottimi risultati – riprende Mainardi – io ho fatto il banchetto al mio circolo a Fiorenzuola e sono state tante le persone che si sono fermate. Molti i pensionati e, a voler firmare, soprattutto le donne. Vicino a noi c’era un banchetto dell’Idv per la loro proposta sulla riforma elettorale, ma le persone non vogliono solo la riforma e non vogliono solo cacciare Berlusconi, chiedono politiche diverse, a partire dal fatto che chi più ha più paghi. Noi lavoreremo molto durante la settimana, nei pressi dei mercati. Penso che serva andare nei posti dove le persone si recano tutti i giorni, intanto utilizzeremo anche le nostre feste come quella di Mirandola (Modena) e di Russi (Piacenza) anche perché l’idea sta entrando nella testa delle persone.
Discorso simile fa Stefano Cristiano, segretario regionale toscano del Prc: «Noi abbiamo la festa regionale in corso e qui si stanno raccogliendo molte firme, intanto però nelle altre federazioni ci si sta attivando con banchetti e volantinaggi, sapendo bene che non è la domenica che si raccolgono le firme». Nelle Marche si sono svolte numerose iniziative ieri, in almeno 4 federazioni su 5, a Pesaro c’è il banchetto nella centrale piazza del Popolo, conferma il segretario regionale Prc Sabelli, ad Ascoli si è svolta una iniziativa con il portavoce nazionale della FdS Massimo Rossi. Attive anche Umbria e Lazio, in particolare a Roma e Viterbo, racconta Loredana Fraleone, segretaria regionale del Lazio. Nella capitale si sono mobilitati quasi tutti i circoli raccogliendo ad ogni uscita fra le 150 e le 200 firme, conferma Fabio Alberti, segretario provinciale. A Napoli, a tenere i banchetti stanno provvedendo soprattutto i giovani comunisti, racconta il segretario provinciale Prc Antonio D’Alessandro: «Come altri abbiamo iniziato il 6 settembre con tavoli alla partenza e all’arrivo dei due cortei (Cgil e sindacati di base) e stiamo continuando. Un banchetto è a Piazza Garibaldi e poi stiamo utilizzando le feste a Marano e a Pozzuoli». «A livello regionale partiremo in maniera massiccia la prossima settimana – annuncia il segretario regionale di Rifondazione Francesco Nappo – la prossima domenica si apre la festa a Caserta, ma staremo anche sugli altri territori». In Puglia si confermano tavoli a Bari, (Piazza Ferrarese) Brindisi e Lecce, comunica il segretario regionale Nicola Cesaria; in Calabria a Catanzaro e Reggio, gli fa eco il suo omologo Rocco Tassone, ma si partirà anche a Cosenza. «Da noi c’è anche l’emergenza del taglio alle ferrovie e alle ditte di trasporto pubblico – racconta il segretario – lavoratori che protestano e che, come alla Lirosi, sono stati repressi brutalmente. Faremo coincidere la raccolta firme con le iniziative sul lavoro». Complesso il lavoro in Sicilia, dice Mimmo Cosentino, responsabile regionale d’organizzazione del Prc: «Si stanno facendo banchetti in alcuni circoli di Catania e di Palermo (Via Roma) a Messina, Vittoria, Milazzo, Favara. Ma c’è anche una discussione in corso fra di noi e alcuni sostengono che la patrimoniale sia inutile. Una posizione che la maggioranza di noi però non condivide». Paolo Ferrero chiosa in maniera netta: «Saremo oggi in almeno 100 piazze come Federazione della Sinistra, questa tassa può dare un gettito di 20 miliardi di euro ed è accompagnata dalla proposta di dimezzare le spese militari e gli stipendi dei parlamentari e di fermare le grandi opere come la Tav in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto».
Stefano Galieni
in data:17/09/2011




