Archivio for ottobre, 2011

Bosone e Renzi da “rottamare”

Bosone e Renzi da “rottamare”

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Di solito non si usa intervenire nel dibattito interno di altri partiti, ma, leggendo che il presidente della Provincia Sen. Daniele Bosone ha partecipato all’iniziativa dei “rottamatori” di Renzi, sindaco di Firenze, vogliamo fare alcune considerazioni.

Lasciamo stare lo stucchevole giovanilismo, parliamo di quanto, in effetti, sostiene Renzi. In sostanza il sindaco di Firenze sostiene, in compagnia di altri, come Veltroni e Chiamparino, una linea che di sinistra non ha nulla.

Difatti Renzi sostiene l’attacco alle pensioni, l’attacco all’articolo 18 e cioè la libertà di licenziare (peraltro in compagnia della proposta Ichino che, non a caso, viene utilizzata dal governo Berlusconi per un ulteriore attacco ai diritti dei lavoratori), le privatizzazioni, in sostanza tutto l’armamentario di capitalismo neoliberista che tanti danni ha già fatto ai lavoratori e alla grande maggioranza dei cittadini.

Se questo è “il nuovo che avanza” è un “nuovo” che arretra verso epoche passate.

Ora che Bosone sostenga con la sua presenza questa linea politica è illuminante anche per quanto accaduto nelle ultime elezioni provinciali. L’abbiamo ricordato altre volte: in provincia di Pavia non è avvenuto un vero rinnovamento come a Napoli o in altri centri, ma solo una manovra neocentrista, dimostrata dall’appoggio dell’ex presidente della Provincia Poma (tuttora nel Pdl, ma eletto Presidente del Consiglio Provinciale dal centrosinistra), dalla lista Fiamberti (che peraltro vota contro il bilancio) e anche, purtroppo, da Sel e Idv che non hanno tenuto in considerazione la portata trasformistica delle “alleanze” bosoniane.

A proposito di “pionieri e non reduci” o di “rottamazioni”

(tutte frasi di Renzi) constatiamo che il buon esempio lo dà proprio Bosone

che mantiene il doppio incarico di senatore e di presidente della Provincia.

Teresio Forti

Giuseppe Invernizzi

Giuseppe Abbà

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra di Pavia

Pavia, 31 ottobre 2011


Pietro Ichino, i licenziamenti e la linea (?) del Pd

di Dino Greco

La manifestazione dei pensionati, quanto mai tempestiva, ha nei fatti inaugurato la sequenza – che ci auguriamo intensa e crescente – delle mobilitazioni sociali contro la lettera del governo all’Ue. Che, come spero ognuno avrà capito, rappresenta un vincolo per l’oggi e per il domani, un solenne impegno di Stato, maturato sotto l’impulso e il sostanziale patrocinio del Presidente della Repubblica. Dunque, un lascito non facilmente esorcizzabile da parte di chi dovesse succedere a Berlusconi, qualunque sia la natura politica della coalizione in futuro abilitata a governare. E’ perciò di grande importanza conoscere ora – e nel dettaglio – cosa pensano le opposizioni. Tutte. A partire, ovviamente, dal Pd e a cominciare dal tema dei licenziamenti, primo discrimine di qualsiasi scelta politica. Come si è visto, Emma Marcegaglia si è affrettata a plaudire a quella che è una storica rivendicazione della borghesia industriale: unire alla flessibilità in entrata (già largamente acquisita attraverso un tripudio di lavori precari) quella in uscita. Del resto, non si poteva pretendere che i padroni (in ispecie quelli di casa nostra) rinunciassero ad un simile regalo, all’istituzionalizzazione cioè di un rapporto di potere, dentro i luoghi di lavoro, che consentirebbe loro di fare letteralmente quello che vogliono, nella più totale assenza di vincoli giuridici che ne limitino, anche labilmente, l’arbitrarietà. Quindi Confindustria incassa e ringrazia, seppellendo definitivamente (e questo non può che essere un bene) l’infelice connubio che aveva caratterizzato le relazioni sindacali con l’accordo del 28 giugno e la lettera congiunta di intenti sottoscritta il 4 agosto anche con le banche. Le stesse che qualche settimana dopo hanno chiesto al Paese, ai lavoratori e ai cittadini italiani di suicidarsi, pagando in solido un debito da loro non contratto. Berlusconi ha creduto di offrire ai lavoratori una spiegazione convincente, garantendo loro che il licenziamento, sebbene non più contestabile e dunque non annullabile per via giudiziaria, sarà tuttavia seguito dalla cassa integrazione. Così, la soppressione di un diritto sarà pagata (dallo Stato) con un pò di assistenza. Insomma, invece di promuovere le assunzioni si incentivano i licenziamenti: bizzarro modo per dare seguito e sostanza a quel passaggio della “Lettera” in cui con enfasi si dichiara l’impegno del governo a «trasformare le aree di crisi in aree di sviluppo». La cosa, naturalmente, non stupisce, essendo sin dall’inizio del tutto chiaro che il provvedimento ha una natura esclusivamente politica ed antisindacale, considerato che la disoccupazione non è mai stata un propellente per lo sviluppo e che la pratica indiscriminata dei licenziamenti, o anche la sola minaccia di ricorrervi, è sempre servita solo a trasformare i lavoratori in silenziosi muli da tiro. Ma il Pd cosa pensa a questo riguardo? E se pensa, cosa pensa di fare? Per ora conosciamo con certezza solo l’opinione di Pietro Ichino, che non è proprio così isolata se la proposta di legge in materia di licenziamenti che porta il suo nome ha raccolto il consenso di altri 54 sentatori: non proprio uno sparuto drappello. Ieri, su Il Sole 24 Ore Ichino ritorna sul suo argomento preferito, per dire che bisogna disfarsi dell’articolo 18, «soluzione troppo rigida» e discriminatoria nei confronti di quanti, lavorando in aziende con meno di 16 dipendenti, non ne possono beneficiare. La soluzione, per Ichino, è di una semplicità solare: i licenziamenti devono tornare prerogativa indiscutibile dell’impresa; essi saranno compensati «con la responsabilizzazione dell’impresa per la sicurezza economica e professionale del lavoratore licenziato». Detto in prosa: l’azienda monetizzerà il proprio diritto di tornare al licenziamento ad nutum (cioè “al cenno”). Il resto, comprese tutte le chiacchiere sulla flexsecurity (più un ossimoro che un virtuoso neologismo) servono a coprire, piuttosto maldestramente, l’idea di fondo secondo la quale l’impresa è e deve essere, nei rapporti sociali, il dominus assoluto, facendo essa, insieme al bene proprio, anche quello dei lavoratori, dell’economia e della patria. Ichino, però, non si ferma qui. E spiega che per addolcire la pillola e guadagnare il consenso necessario all’operazione si potrebbero applicare le nuove norme soltanto ai nuovi assunti, creando così un doppio regime: i lavoratori in forza rimarrebbero protetti dall’articolo 18, gli altri no. Una frattura, prima di tutto generazionale, davvero spaventosa, un mostro politico e giuridico che demolirebbe, insieme al sindacato, ogni vincolo solidale. Ichino ci informa infine che nel novembre dello scorso anno «il senato ha approvato quasi all’unanimità la mozione Rutelli, che impegna il governo a varare una riforma ispirata a quel progetto». Come si vede, tutto si tiene. Ecco perché lo sciopero, annunciato da tutti i sindacati, è cosa matura. Da farsi finché la partita è aperta. Non per celebrare il de profundis a cose fatte.

in data:29/10/2011 Liberazione

Aqua, fare come a Napoli

Aqua, fare come a Napoli

(clicca sul link per video Giunta di Napoli)

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Paolo Ferrero

L’approvazione della gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua a Napoli, votata pochi giorni fa quasi all’unanimità dal Consiglio comunale partenopeo, con l’istituzione dell’Abc (Azienda Bene comune Napoli) è un fatto politico di valore nazionale. È stato premiato l’impegno del movimento ambientalista che ha portato alla vittoria referendaria dello scorso giugno. Il provvedimento sottolinea inoltre il valore politico della svolta operata a Napoli con la vittoria di De Magistris e della coalizione che l’ha sostenuto. Si è decisa infatti la costituzione di un’azienda speciale integralmente pubblica che attua la ripubblicizzazione dell’intero ciclo, seguendo l’esperienza virtuosa di Parigi, con un soggetto pubblico che garantirà tra l’altro il diritto al minimo vitale di acqua – pari a 50 litri al giorno – per i cittadini in condizione di disagio sociale e la presenza di due esponenti del movimento ambientalista nel consiglio d’amministrazione. Il percorso per la totale ripubblicizzazione del ciclo integrato a Napoli ha visto la battaglia del Prc sin dal 2004.

All’epoca, sulla base della normativa vigente, per due volte l’Ato (Ambito territoriale ottimale) tentò di mettere a gara il servizio gestito dalla Arin (Azienda Risorse Idriche napoletane) Spa, e su iniziativa dei movimenti e di Rifondazione in giunta e nel consiglio, si riuscì a convincere il sindaco Jervolino a fermare la gara. Successivamente, nel 2009, si aprì una battaglia che puntava a realizzare un’azienda integralmente pubblica come ente di diritto pubblico. Tuttavia l’inconcludenza dell’amministrazione precedente non portò a nulla, al punto che nel settembre 2010 il rappresentante Prc nel consiglio dell’Arin si dimise per l’impossibilità di realizzare quanto concordato.

La delibera approvata negli scorsi giorni rappresenta dunque una grande innovazione giuridica e politica, perché, come si legge nello statuto, l’Abc è un ente di diritto pubblico, un’azienda speciale, che gestisce interamente il ciclo: dalla captazione alla depurazione, fino alla distribuzione, sciogliendo di fatto aziende preesistenti come l’Arin Spa e il consorzio della depurazione. È la prima volta in Italia che si attua pienamente lo spirito del referendum, in quanto l’abrogazione del famigerato articolo 23 bis del Decreto Ronchi rende possibile l’attuazione dell’azienda speciale proprio come ente di diritto pubblico. Questo è un punto fondamentale perché vuol dire che la battaglia fatta con il referendum – a cui il governo non vuol dare alcun seguito – può essere ripresa dai territori, dalle amministrazioni locali. Inoltre, nello statuto dell’Abc vi è il principio della democrazia partecipativa che prevede spazi per i movimenti per l’acqua pubblica sia nella fase di indirizzo (ovvero nel comitato di sorveglianza) che, come già spiegato, nella fase di gestione (con due membri nel Cda) e il principio della gratuità del minimo vitale quotidiano per i soggetti svantaggiati, come previsto dalla normativa europea.

La delibera di Napoli deve quindi essere solo un primo passo da estendere in tutta Italia. Occorre quindi rilanciare – a partire dalla manifestazione del 26 novembre prossimo – la battaglia per l’acqua pubblica, con una semplice parola d’ordine: fare come Napoli, che ha dimostrato che l’acqua pubblica non solo è necessaria ma è possibile. Utilizziamo l’esempio di Napoli per fare un passo in avanti e rompere quella sensazione di impotenza che rischia di anestetizzare la realtà sociale.

Liberazione 29 ottobre 2011



Edoardo Petrin si esibirà alla Coop. Portalupi il 5 novembre 2011

Edoardo Petrin si esibirà alla Coop. Portalupi il 5 novembre 2011

Jazz Petrini

(Articolo tratto da: “L’informatore” del 27 ottobre 2011)

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Urgenza volontari della Brigata Solidarietà Attiva nelle zone alluvionate

Urgenza volontari della Brigata Solidarietà Attiva nelle zone alluvionate

AVVISO IMPORTANTE

In accordo con Jacopo della  Federazione del Prc di La Spezia, coordino l’invio di volontari nella zona alluvionata come Brigate di Solidarietà Attiva ed altri volontari che vogliono partecipare.

Per chi vuole darci una mano vi invito a chiamarmi:

Invernizzi Giuseppe,

Cell. 335 7284479

email: invernizzi54@libero.it

onde evitare di intasare di chiamate i compagni spezzini.

Domani Giovedì dopo le ore 11 ci sarà qualcosa di definitivo.

Bsabsa-nazionale-la-liguria-ha-bisogno-di.html

www.rifondazionelaspezia.it

Comunicato Stampa della Nuova Stagione sulle diossine di Parona

Comunicato Stampa della Nuova Stagione sulle diossine di Parona

Comunicato Stampa della Nuova Stagione sulle diossine di Parona

Non è un caso che sulle uova contaminate da diossina, ora indaga anche la Regione, non è nemmeno una coincidenza che gli esami sulle diossine siano stati fatti in pollai vicini ad aree industriali come la nostra. I casi di alimenti contaminati da diossina stanno diventando sempre più frequenti in zone dove sono attivi impianti industriali e in particolare dove sono in funzione impianti d’incenerimento. A parte le analisi autonome concordate tra il Comitato Salute e Ambiente di Parona e il comune, che si possono anche fare, rimane la perplessità sul modo di agire di questa amministrazione. Se leggiamo sotto le dichiarazioni del Sindaco di Castegnato e del direttore dell’Arpa di Brescia, dicono circa le stesse cose che ha sostenuto il capogruppo di minoranza Trovati nel Consiglio Comunale del 30 settembre 2011, che condivido. L’Asl continua a sostenere che in “questi allevamenti ci sono delle pratiche agronomiche scorrette”, ma noi iniziamo a sospettare che le stesse procedure adottate da allevamenti in zone non contaminate, possano dare esiti diversi dagli attuali. Riguardo all’inquinamento del nostro piccolo paese di campagna, vorremmo fare notare che il giorno 21 ottobre 2011, in coincidenza dei forti odori che si sentivano in paese, abbiamo rilevato che la nostra centralina ha misurato 147 µg/m3 e oggi 78 µg/m3 di PM10. Ho scaricato i dati di tutte le centraline delle province della nostra regione, dal sito dell’ARPA della Lombardia e li ho salvati nel documento:

Arpa-PM10-Lombardia-22-Ottobre2011 (PDF 495Kb)

Dati PM10 di Parona dal 13 al 22 ottobre 2011

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Visti i dati, chiedetevi se oggi (22 ottobre) è normale che un paese di Campagna di circa 2000 abitanti abbia l’aria più inquinata della Lombardia e i nostri amministratori non fanno niente e dicono di non preoccuparci perché è una situazione generalizzata un po’ ovunque. E non è ancora finita, continuano a edificare e a toglierci il verde anche in aperta campagna, qualcuno si chiede: “com’è possibile fare tutto questo”. Aspetto con ansia il nuovo censimento per vedere cosa hanno ancora sottratto. Inutile ripetersi aggiungendo altro sulle diossine, perché tutto è già stato pubblicato sul sito della Nuova Stagione ed è di facile consultazione. Siamo graziati in primavera e in estate perché rispetto alle città siamo in campagna, sempre che non ci tolgono anche il poco verde che ci rimane.

BresciaOggi.it – Provincia – 10 Giugno 2011

Uova contaminate da diossina ora indaga anche la Regione

CASTEGNATO. Il Pirellone dispone nuovi test anche a Ospitaletto, Casto, Sarezzo e Montirone

Il sindaco Orizio soddisfatto a metà «Imbarazzante il silenzio dell’Asl» L’Arpa avverte: «Servono risorse per arrivare alla verità scientifica»

A otto mesi dall’esplosione del caso, la Regione ha deciso di indagare sulle cause delle uova alla diossina scoperte in sei allevamenti domestici privati della provincia. Con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia è diventata dall’altro ieri operativa la mozione presentata dal leghista Alessandro Marelli e approvata dal consiglio del Pirellone che impegna l’ente a varare nuovi controlli e analisi.

Anche se non risparmia un altro affondo alla Asl, esprime soddisfazione il sindaco di Castegnato, il paese dove i rossi tuorli delle ovaiole ruspanti dell’azienda agricola Gottardi contenevano concentrazioni di diossina fino a 5 volte superiori i limiti di legge. «Apprezzo che ci siano nuovi controlli – osserva Giuseppe Orizio – ma devo esprime tutta la mia delusione perché da metà febbraio, dopo che siamo venuti a conoscenza del fenomeno da un quotidiano locale, non ho più avuto nessuna informazione da parte dell’Asl. Non so se sul mio territorio stanno mangiando ancora uova alla diossina».

A fare le analisi dei terreni ci penserà Arpa Brescia, che però dovrà avere anche i mezzi economici e gli strumenti per affrontare queste indagini suppletive. Quindi la volontà politica del consiglio dovrà in tempi brevi essere sostenuta economicamente dall’assessorato all’Ambiente. Ma i tempi a dire il vero restano un’incognita.

POLLAI E INDUSTRIE. Gli allevamenti privati di Castegnato, Ospitaletto, Montirone, Brescia, Sarezzo e Casto si trovano tutti nelle vicinanze di grandi siti industriali, soprattutto impianti siderurgici. Non è un caso che le indagini Asl fossero andate a cercare pollai così vicini alle industrie: glielo aveva imposto un anno fa la direzione regionale Sanità, per indagare le possibili ricadute inquinanti dell’industria sulla filiera agricola. Ora: le uova inquinate si sono trovate nella nostra provincia, come in quella di Mantova e Pavia (un pollaio sospetto è vicino all’inceneritore di Parona).

Ma sulle possibili cause la risposta dell’Asl di Brescia è stata quanto meno semplicistica: la colpa dell’inquinamento sarebbe da imputarsi «alle scorrette pratiche agronomiche» degli allevatori: piccoli roghi di sacchi di plastica e legno verniciato sui terreni dove razzolano le galline, dispersione di oli, plastiche, polistirolo, l’utilizzo di mangiatoie in plastica. Ora invece, grazie alla Regione verranno approfondite le potenziali ricadute delle industrie vicine ai pollai privati.

L’ARPA DI BRESCIA, per bocca del suo direttore Giulio Sesana si dice disponibile a mettersi subito al lavoro.

«L’Asl ha evidenziato che in molti di questi allevamenti ci sono delle pratiche agronomiche scorrette – osserva Sesana -, ma indubbiamente ci sono aspetti di carattere territoriale che vanno approfonditi, a partire appunto da quelle zone della provincia dove insistono determinate realtà industriali. Ricordo che da tempo stiamo indagando le ricadute in termini ambientali delle aziende siderurgiche bresciane. Abbiamo iniziato con Odolo, siamo passati all’Alfa Acciai e adesso proseguiamo su altre zone della provincia, senza paura di dover nascondere nulla». Vero è che tutte queste analisi suppletive richiedono risorse umane e strutturali che si traducono in maggior costi.

«Spero che la Regione provveda a fornire una copertura economica alle indagini suppletive richieste dalla mozione» conclude Sesana.

Pietro Gorlani

la Provincia Pavese – 22 ottobre 2011

Parona, nuove analisi per la diossina

PARONA Il Comune farà analizzare due uova deposte da galline di allevamenti avicoli locali per capire se contengono diossine e policlorobifenili. La decisione è stata presa di concerto con il Comitato dei cittadini per la salute e l’ambiente al termine dell’ultimo consiglio comunale. Gli amministratori vogliono integrare i campioni esaminati quasi un anno fa dalla Regione Lombardia e dal Servizio veterinario dell’Asl di Pavia, dopo che erano stati rinvenuti residui di diossine e di pcb in uova deposte da galline di allevamenti avicoli rurali. «Abbiamo ritenuto di dover incrementare le analisi utilizzando un laboratorio di Bologna, in modo da rassicurare maggiormente la popolazione di Parona», riassume l’assessore al’Ambiente, Mauro Sommi. Nell’aprile scorso il dipartimento di Prevenzione veterinaria dell’Asl di Pavia aveva comunicato gli esiti delle prime indagini, secondo cui i campioni di latte erano risultati conformi alla normativa, mentre in due dei tre campioni di uova analizzati erano risultate concentrazioni di diossine superiori al limite consentito. «Gli accertamenti condotti dal dipartimento Asl avevano evidenziato condizioni preoccupanti sotto il profilo igienico-sanitario a danno della sicurezza per la comunità e, in modo particolare, per gli eventuali consumatori di uova deposte da galline di un nostro allevamento avicolo – commenta il sindaco Silvano Colli – Da accordi con il Comitato dei cittadini, il Comune è intenzionata a effettuare, autonomamente e indipendentemente dal lavoro svolto dall’Asl, una verifica qualitativa e quantitativa su dei campioni di uova prelevati dall’allevamento avicolo rurale in cui era stata riscontrata la presenza di diossine, sia per verificare il rispetto delle ordinanze che avevo emanato in primavera sia per avere ulteriori riscontri da sottoporre all’Asl». Umberto De Agostino

Saluti

Soffritti Renato (cell:333-6025582)

vicolo Andrea Costa,3

27020 Parona Lomellina

Sito Web: www.nuovastagione.eu

Cantosociale: concerto tematico a Crescenzago con l’Anpi

Cantosociale: concerto tematico a Crescenzago con l’Anpi

Domenica 30 ottobre 2011 Festa/Festival dell’Unità d’Italia Milano Turro Piazza Governo Provvisorio

Anpi di Crescenzago presenta alle Ore 15.0 Il concerto tematico dei C A N T O S O C I A L E

Via Risorgimento Corso Resistenza Piazza della Libertà…

Canti, Musiche,Storie di Risorgimenti, Resistenze, Diritti e LibertA’ dall’1800 al 2011 passando dal 1945

Dopo i numerosi spettacoli presentati negli ultimi anni nella nostra penisola i CANTOSOCIALE in occasione della festa del 25 Aprile nell’anno della ricorrenza dei 150 anni dalla proclamazione dell’Unità d’Italia propongono un nuovo spettacolo, che raccoglie le storie , le canzoni soprattutto le passioni risorgimentali e resistenti in un percorso tra 800’ e 900’ che lega in un filo i temi comuni che hanno caratterizzato le esperienze più alte del popolo italiano: Il RISORGIMENTO e La RESISTENZA,presenti ancora oggi nonostante tutto, non solo nelle vie e nelle piazze della nostra città,come recita il titolo dello spettacolo.

Il concerto-testimonianza in forma di recital propone canti, musiche affiancate a monologhi brevi che raccontano storie (da fonti orali) legate tra loro dall’esigenza di TESTIMONIARE la continuità tra le due più alte esperienze della storia Italiana :la resistenza al nazifascismo e l’opposizione ai diversi “padroni”dell’Italia dagli Austriaci, ai Francesi, dai Borboni ai Savoia ai Papi. Musiche e Testi che ricordano i valori che hanno mosso la gente italica alle lotte sia nell’800’ che nel 900: la ricerca della pace, della giustizia, della libertà che ancora oggi sono la dote lasciata in eredità alla nostra Repubblica e alla sua Costituzione. Un doveroso tributo non solo a chi ha combattuto ma anche a chi ha vissuto patendo la fame, la povertà e ha sofferto per i morti delle lotte e delle guerre, per la lontananza dei propri cari, per il lavoro duro e sfiancante e non ha mai smesso di pensare che la propria Nazione dovesse essere libera e giusta .

Questi temi forti saranno le tappe di un percorso guidato da monologhi brevi che rifuggono la facile retorica guidando con toni popolari il racconto degli avvenimenti storici verso il naturale sbocco nei versi delle canzoni.

Il repertorio dello spettacolo infatti è frutto di una accurata ricerca di canti sociali e storici :, talvolta celebrativi talvolta i irriverenti ,talvolta costruiti intorno a strofette oppure da fogli di cantastorie e dall’altra da veri e propri poemetti epici con musiche e versi mutuati dal melodramma. A queste si affiancano canzoni d’autore appositamente recuperate e altre originali scritte dal gruppo; le musiche tradizionali sono secondo lo stile del gruppo, trattate con rispetto seppur riarrangiate con sonorità e ritmi qua e là punteggiati di folk, rock , blues persino rap.

Voci e suoni che ci parlano di gente e luoghi ,di modi diversi con i quali è avvenuta la costruzione la successiva riconquista dell’unità italiana, per dar voce da una parte ai mazziniani,ai garibaldini, ai piemunteis ma anche ai briganti a dall’altra a chi a combattuto in montagna e si è opposto con coraggio appoggiando la resistenza e a quelli che con sacrificio lo hanno fatto anche nella vita quotidiana in pianura, nei propri paesi e città. Un filo conduttore interrotto e poi riannodato che lega i vari fratelli Cairoli con diversi i fratelli Cervi. Non è un caso che certi nomi ritornino anche nei canti dall” Inno Garibaldino” a quello partigiano delle “le Brigate Garibaldi” dai “Briganti della Montagna” e “Briganti se more”che certe melodie e testi siano addirittura molto simili “Oh Venezia che sei la più bella” e Oh Germania che sei la più forte”…

Nello spettacolo tra brani famosi e altri meno non mancheranno oltre ai i classici(Bella Ciao ,Dalle belle città, Fischia il vento…)anche “Camicie Rosse ” di Massimo Bubola , la Strehleriana “Ma mì”, le drammatiche Canto dei Deportati (Fausto Amodei) .

VIA RISORGIMENTO,CORSO RESISTENZA, PIAZZA DELLA LIBERTA’ è in definitiva una sorta di recital, secondo lo stile dei CANTOSOCIALE , gruppo attivo dal 1998 sul territorio nazionale con concerti, lezioni, animazioni culturali in vari contesti; dai teatri alle biblioteche dalle piazze ai centri sociali alle strade. Il quintetto partecipa spesso a feste popolari, rassegne e festival musicali ed è ben conosciuto anche nelle scuole di diverso grado, dalle materne alle superiori oltre che per gli spettacoli specifici su argomenti storici, anche per i numerosi laboratori di animazione alla lettura, di ricerca e teatralizzazione della cultura orale e popolare. In particolare il lavoro in questi anni realizzato su diversi eventi storici e sociali dalle Guerre mondiali alla Civiltà contadina dalla Deportazione fino alla Resistenza, appositamente diversificato sulla base di ricerche orali in diversi territori, li ha fatti apprezzare in tutto il Nord Italia.

Dei CANTOSOCIALE, gruppo ormai consolidato fanno parte Vittorio Grisolia , violinista e pluristrumentista (ocarine, baghèt, flauti popolari, mandolino, armonica a bocca…) di valore assoluto nel panorama del folk italiano. Fondamentale anche l’apporto di Christian Anzaldi, trentenne novarese , stimato maestro di chitarra è noto per la sua vivace attività musicale in gruppi rock, pop ,blues dell’area novarese –milanese. La sua molteplice versatilità strumentale dalla fisarmonica alle diverse chitarre acustiche ed elettriche oltre a dobro, banjo ha arricchito di colori e timbri la musica del gruppo.Recentemente ha arruicchito l’organico Davide Buratti apprezzato contrabassista di estrazione jazzistica ben conosciuto anche in ambito cantautorale. Il nucleo storico è composto dall’istrionico Piero Carcano che oltre a scrivere i testi, cantare, suonare kazoo e percussioni, recita e anima (quando è il caso)conducendo “empaticamente” per mano il gruppo in simbiosi con il pubblico. A fianco a lui Gianni Rota, l’inseparabile “fratello”artistico, grintoso, ritmico e sensibile accompagnatore con la chitarra acustica, suadente ricamatore di melodie al flauto traverso nonché cantante dalla voce ruvida e “nera”. Il bresciano è un vero e proprio “rambler” di strada al servizio del gruppo, capace di districarsi in ogni situazione. I Cantosociale pur privilegiando l’aspetto emotivo e sociale del canto e della musica con gli anni hanno affinato le interpretazioni riuscendo gradualmente a caratterizzarsi di un suono distintivo : un ” corposo, appassionato e contagioso folk” capace di permeare di forza emotiva e sensibilità le diverse situazioni performant

pierocarcano3@gmail.com               tel 3335740348                    su Facebook: Cantosociale                   sito: www.cantosociale.it

www.cantosociale.it

Foto manifestazione del 15 ottobre a Roma dei compagni/e della Federazione della Sinistra e Rifondazione Comunista Provincia di Pavia

Foto manifestazione del 15 ottobre a Roma dei compagni/e della Federazione della Sinistra e Rifondazione Comunista Provincia di Pavia

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Incontro-conferenza ” Droghe, le ragioni dell’antiproibizionismo”.

Incontro-conferenza ” Droghe, le ragioni dell’antiproibizionismo”.
Cari compagni siamo purtroppo costretti ad annullare la serata prevista per domani sera a Mortara sul tema della legalizzazione delle droghe in quanto la relatrice Dott. ssa Sterzi di Firenze a causa di un brutto malanno e’ impossibilitita a presenziare.
Ce ne scusiamo con gli interessati
Adriano
340/0667971

Venerdi 28/10/2011 nell’ambito delle serate culturali dal titolo “in Direzione ostinata e contraria” promosse

dal Circolo Mortarese di Rifondazione Comunista

proporremo presso la sala conferenze di

Palazzo Cambieri in Piazza del Teatro

l’incontro-conferenza ” Droghe, le ragioni dell’antiproibizionismo”.

Relatrice sara’ la Dott. Claudia Sterzi , sociologa,

a nome dell’ Associazione Radicale Antiproibizionista.

Si calcola che l’impatto annuale mondiale del commercio illegale della droga rappresenti il 10% del Prodotto interno lordo e che questo imponente trasferimento di ricchezza rappresenti l’80% degli introiti totali della malavita organizzata.

Noi pensiamo che il regime proibizionista oggi vigente contribuisca a creare danni sociali e personali ingenti:

un numero enorme di carcerati, famiglie divise, vagabondaggio, prostituzione, paura di uscire da soli la notte,

case sigillate per la paura.

La serata che proponiamo vuole essere una discussione franca e a tutto tondo delle motivazioni e della filosofia

aperta dalla proposta di legalizzazione delle droghe.

Ma sara’ anche l’occasione per entrare nella complessità del quotidiano e per analizzare le ragioni profonde che portano sempre più persone a estraniarsi dalla vita, approdando ai paradisi consolatori dell’eroina, della cocaina, dell’alcool, della nicotina, del gioco,del virtuale.

E quale sia l’uso e l’abuso di tutte queste sostanze o atteggiamenti anche nella nostra città.

Le nostre fonti parlano anche in Lomellina di un trend esponenziale in particolare nella fascia di età giovanile.

Cosa rischiano i nostri ragazzi dal punto di vista legale e da quello medico? L’incontro cercherà di fare emergere una realtà sotterranea molto sentita anche sul nostro territorio , realtà che molti fanno finta di non conoscere per tanti motivi: per convenienza, per favorire il controllo sociale per incapacità’ di molte istanze educative di tirare a galla temi decisamente scomodi.

Sono invitati medici e operatori sanitari. Ingresso libero

Fateci spazio e non fateci a pezzi!

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