Archivio for dicembre, 2011

Brindisi rosso

Brindisi rosso

Circolo “Lucio Libertini” del Partito della Rifondazione Comunista

Via Boldrini, 1 Vigevano

Care/i compagne/i,

venerdì 23 dicembre 2011, al termine della riunione (breve) di Circolo, brinderemo insieme al nuovo anno, ai nuovi impegni ed alle rinnovate sfide.

SIETE TUTTI INVITATI!

C’è bisogno della vostra partecipazione. C’è bisogno di impegno da parte di tutti!

Iscrivetevi e sostenete Rifondazione! Il Partito siete voi! Fate proselitismo anche! Acquistate e leggete Liberazione – giornale comunista!

Socialismo o barbarie!

Compagne/i di Rifondazione Comunista Vigevano

P.S.: il vino, brut o bonarda, lo offriamo noi: voi portate il “companatico”.

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Borghesi e proletari

Borghesi  e proletari

(Nella foto: vogliamo passare le feste natalizie così)

C’è qualcosa di pateticamente sconfortante nella dichiarazione con cui Pierluigi Bersani ha provato a scrollarsi di dosso l’imbarazzante affondo di Elsa Fornero contro l’articolo 18.

«Abbiamo appena digerito la manovra sulle pensioni – ha mugugnato – ci si lasci almeno passare in serenità il Natale».

Giusto, rimandiamo tutto a dopo l’Epifania, che tutte le feste le porta via. Dopo, si potranno mettere le mani anche lì. E vedrete che una resistenza dei Democrats sarà al dunque alquanto blanda.

Perché? Per la semplice ragione che quando pensi ai lavoratori e agli imprenditori non già come a portatori di interessi di parte, ma come ad una comunità solidale che opera sotto la luminosa stella del capitale; quando fai tua, senza riserve, la cultura d’impresa; quando attribuisci ad essa una funzione quasi demiurgica, finisci per guardare con sospetto, diffidenza, se non con aperta ostilità, a tutto quanto rappresenta per essa un impaccio: dai diritti individuali dei lavoratori ai vincoli contrattuali, fino allo stesso sindacato, ove questo non si acconci a trasformarsi in docile strumento aziendale.

Diceva Vazquez Montalban che il livello più alto della lotta di classe si verifica quando la classe dei proprietari nega perfino l’esistenza della classe dei proletari. Qualcuno avverta Bersani.

21/12/2011 Liberazione

Ribellione dei Sindaci a Cremona. Vittoria spettacolare!

Cremona

Cremona. Palazzo Municipale

A Cremona Sindaci determinatissimi riescono a sventare i progetti di privatizzazione dell’acqua.

Ribellione dei sindaci di Cremona!!!!!!!!!!!!!

E’ successo quello che non osavamo sperare!!!

Il presidente dell’Amministrazione Provinciale Salini con pressioni enormi esercitate in questi giorni sui sindaci di tutto il territorio ha cercato disperatamente di far mancare il numero legale oggi alla Conferenza dei Comuni, convocata l’ultimo giorno possibile per l’espressione del parere obbligatorio e vincolante. Purtroppo per lui ha fatto i conti senza l’oste, ovverosia la correttezza di alcuni sindaci (pochi ma buonissimi) della sua stessa parte politica. Che si sono presentati ugualmente, garantendo così il RAGGIUNGIMENTO DEL NUMERO LEGALE! Certificata la presenza iniziale di 62 sindaci su 115 i lavori sono iniziati, un sindaco è scappato (evidentemente era una “lepre”) e si è persa un’ora di dibattimento preliminare poiché il presidente della Conferenza, sindaco Leni, sosteneva che non raggiungendo i sindaci presenti con la sommatoria delle loro quote la maggioranza qualificata (50 per cento più uno degli abitanti della provincia, pari a 362.061/2=181.031) necessaria per votare l’approvazione del piano d’ambito era inutile votare. Alla fine, siccome di fronte a lui c’era una assemblea ferma nel pretendere la messa ai voti dei punti all’ordine del giorno, ha tentato il colpo basso e ha dichiarato conclusa l’assemblea, scappando letteralmente dalla sala con una invero mirabile accelerazione, accompagnato da risate, sguardi allibiti e improperi dei colleghi e degli astanti. A quel punto l’intera assemblea, ribellatasi al sopruso inaudito (poiché il gioco era ormai scoperto), ha continuato la sessione regolarmente registrando l’uscita (meglio la fuga) di un sindaco (Leni) e ha messo ai voti il piano d’ambito, che ha riscosso l’UNANIMITA’ di voti CONTRARI!!!

E’ stata in seguito messa ai voti ed approvata all’unanimità la destituzione del presidente della Conferenza sindaco Leni ed immediatamente dopo approvata all’unanimità anche la destituzione del cda dell’Ufficio d’Ambito.

Non abbiamo mai visto tanti sindaci così arrabbiati e compatti: e però le ragioni c’erano tutte, poiché il comportamento del presidente Leni, spalleggiato vanamente dal direttore generale dott. Boldori, era la letterale goccia che ha fatto traboccare un vaso riempito di tanti soprusi e comportamenti antidemocratici e lesivi della dignità di sindaci e cittadini succedutisi nelle ultime settimane. Molte persone stasera hanno commentato che non avevano mai assistito a una indegnità simile.

Tornando al piano d’ambito: la votazione finale non raggiunge in peso ponderale la quota necessaria a bocciarlo ufficialmente, ma (secondo le valutazioni dei più, noi compresi) non importa poiché:

1) i sindaci si sono espressi in una assemblea validamente convocata entro i termini previsti, corroborata dal numero legale previsto dalle norme (anzi superato di due unità) ed hanno espresso un parere che deve essere dunque considerato vincolante: questo impedirà al presidente Salini di invocare la norma del silenzio-assenso;

2) la legge regionale prevede che il piano d’ambito per essere approvato riceva il 50 per cento +1 di voti a favore. Questo piano d’ambito ha avuto (in ordine di tempo) 102 sindaci che ne chiedevano unanimemente la revoca e, una settimana più tardi, l’unanime contrarietà di 60 sindaci per un totale di più di 137.000 voti/abitante. Voti a favore: 0.

Tecnicamente il presidente Salini potrebbe arrampicarsi sui vetri e portare ugualmente il piano d’ambito in Regione, appellandosi al fatto che quel piano non è stato ufficialmente bocciato. E probabilmente lo farà, poiché per lui ottenere la privatizzazione del servizio per qualche ragione che cominciamo ad intuire bene (e come noi l’hanno intuito molti sindaci) è vitale. Ma dovrà dimostrare che quel piano è stato approvato, senza poter portare neppure mezzo voto a favore. E trovandosi di fronte a sbarrargli la strada, da stasera, 60 sindaci letteralmente indignati e inviperiti.

Il presidente Salini dopo questa sera ha perso la faccia ed ogni credibilità politica.

Si tratta di una VITTORIA SPETTACOLARE!!!!!!!!!!!! Noi stessi eravamo quasi certi che i sindaci non sarebbero stati presenti in numero sufficiente perché sappiamo che le pressioni che hanno ricevuto sono state terrificanti. E invece i sindaci della provincia di Cremona questa sera hanno dato una sonora, storica, brillante, commovente lezione di democrazia a tutti i loro colleghi assenti (a cominciare dai sindaci dei due centri più popolosi della provincia, pure loro ormai squalificati e delegittimati agli occhi dei loro amministrati) e hanno dimostrato ai cittadini che non si fanno mettere i piedi in testa. Hanno lasciato l’aula della Conferenza tra due ali di popolo dell’acqua che li applaudiva fragorosamente!

Questa è una grande serata per l’acqua pubblica, aperta da un corteo partecipatissimo e accompagnata da un presidio come sempre numeroso, chiassoso e allegro.

La vittoria di questa sera è senz’altro dei sindaci del territorio, ma non sarebbe stata possibile senza la meravigliosa risposta corale e la spinta commovente di centinaia di cittadini.

A tutti loro va il grazie dell’intero popolo dell’acqua nazionale.

Siamo contenti di poter dire che a Cremona questa sera i sindaci si sono riuniti ai loro cittadini.

Da domani si lavora al percorso successivo, questa sera si festeggia.

Dedichiamo questa nuova vittoria a Umberto Chiarini, che ci ha lasciato questa estate e sarebbe stato sicuramente con noi ad esultare questa sera.

NO AL PAGAMENTO DEL DEBITO: NOI NON LO ABBIAMO CREATO E NOI NON LO DOBBIAMO PAGARE!

NO AL PAGAMENTO DEL DEBITO: NOI NON LO ABBIAMO CREATO E NOI NON LO DOBBIAMO PAGARE!

LA STANGATA DI MONTI IMPOVERISCE IL PAESE PER FAVORIRE IL CAPITALE FINANZIARIO

Ecco il frutto della “tecnocrazia” di derivazione europea:

  • PENSIONI: estensione del metodo contributivo (in pratica le pensioni future saranno ridotte), aumento dell’età pensionabile di vecchiaia, aumento dell’età per le pensioni di anzianità, blocco dell’indicizzazione per le pensioni al di sopra dei 936 euro lordi.
  • IVA: dal secondo semestre del 2012 aumento dell’Iva dal 21% al 23%.
  • ICI: reintroduzione dell’Ici sulla prima casa con forti aumenti in seguito alla rivalutazione degli estimi catastali (più del 60%), mentre, ad esempio, il Vaticano continuerà a non pagare per le proprie attività commerciali.
  • BENZINA E GASOLIO: aumento dell’accise sui carburanti.
  • IRPEF: aumento dell’addizionale regionale Irpef (tassa che pagheranno quasi esclusivamente lavoratori dipendenti e pensionati).
  • ENTI LOCALI, SERVIZI E TRASPORTI: ancora tagli forsennati agli enti locali con il conseguente aumento del costo dei servizi, nonché un taglio terribile dei trasporti che colpirà soprattutto i lavoratori pendolari.

Una manovra iniqua e decisamente recessiva finalizzata esclusivamente a prelevare liquidità da immettere nei mercati finanziari, attraverso il ricatto permanente del debito pubblico. Inoltre, come annunciato da Monti, seguirà un “secondo tempo” per colpire i diritti dei lavoratori seguendo il modello FIAT-MARCHIONNE. I “tecnici-montiani”, con le lacrime agli occhi (non solo tecnici, anche teatranti!) ci vengono a dire che era l’unica soluzione possibile… lo è davvero??? …DECISAMENTE NO!!!

UNA MANOVRA EQUA E NEL VERO INTERESSE DEL PAESE È POSSIBILE SE SI REALIZZANO I SEGUENTI OBIETTIVI:

  • TASSA SUI GRANDI PATRIMONI AL DI SOPRA DEL MILIONE DI EURO
  • DRASTICI TAGLI ALLE SPESE MILITARI: I SOLDI RISPARMIATI VANNO UTILIZZATI PER LA SCUOLA E L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
  • NO ALLE GRANDI ED INUTILI OPERE COME LA TAV ED IL PONTE SULLO STRETTO; UTILIZZO DELLE RISORSE RISPARMIATE PER UNA RICONVERSIONE DELL’ECONOMIA IN SENSO ECOLOGICO E COMPATIBILE CON L’AMBIENTE
  • PESANTE TASSAZIONE PER TUTTI I CAPITALI  SCUDATI TORNATI IN ITALIA
  • DIMEZZAMENTO DEGLI STIPENDI DELLA “CASTA” ED IMPOSIZIONE DI UN TETTO PER GLI STIPENDI DEI MANAGER
  • RIPRISTINO DELLA SCALA-MOBILE
  • NO AL PAGAMENTO DEL DEBITO: NOI NON LO ABBIAMO CREATO E NOI NON LO DOBBIAMO PAGARE!

Partito della Rifondazione Comunista – Giovani Comunisti

Federazione della Sinistra

Circolo “Lucio Libertini” -  Via Boldrini 1 – Vigevano

Fip 15 dicembre 2011

Nuova stangata in vista per le famiglie italiane: da gennaio le tariffe di luce e gas potrebbero aumentare, rispettivamente, del 4,8% e del 2,7%, con una maggiore spesa annua di oltre 53 euro

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Nuova stangata in vista per le famiglie italiane: da gennaio le tariffe di luce e gas potrebbero aumentare, rispettivamente, del 4,8% e del 2,7%, con un maggiore spesa annua di oltre 53 euro. Lo anticipa Nomisma Energia nelle sue stime, in attesa dell’aggiornamento dell’Authority per l’energia atteso entro fine anno. Dal primo gennaio le tariffe elettriche dovrebbero crescere del 4,8%, con un aumento di 0,8 centesimi al chilowattora che – spiega Davide Tabarelli, esperto tariffario di Nomisma Energia – per una famiglia “tipo” (2.400 chilowattora consumati l’anno e 3 kw di potenza impegnata) si tradurrebbero in un aumento di 21,5 euro su base annua. Per il gas, invece, è atteso un aumento del 2,7%. Vale a dire 2,3 centesimi al metro cubo che per la stessa famiglia “tipo” (1.400 metri cubi di metano consumati in un anno) comporterà un aggravio di quasi 32 euro annui. Un aggravio quello atteso per il gas nel primo trimestre dell’anno che, sommato a quello previsto per la luce, rischia di tradursi in una vera e propria stangata pari a oltre 53 euro l’anno per le famiglie, spiega Tabarelli sottolineando che a “spingere” i nuovi rincari giocano le quotazioni del greggio – schizzate negli ultimi mesi ai record di 110 dollari al barile – ma anche dai maggiori costi legati alle fonti rinnovabili e ai prezzi di trasmissione. «Dopo la stangata sui prezzi della benzina, che l’hanno spinta nei distributori italiani ai massimi d’Europa, arriva un’altra batosta con le tariffe di luce e gas, a conferma che l’Energia è il bene più tartassato per i consumatori finali», sottolinea l’esperto di Nomisma Energia.

Se poi aggiungiamo l’aumento delle tariffe fatte dalla giunta Leghista di Vigevano come: l’aumento dell11% delle tasse sull’immondizia, l’aumento delle tariffe del De Rodolfi, la messa in vendita di beni immobili pubblici. L’aumento degli abbonamenti ferroviari. Il quadro è completo. Aumenterà la miseria e la povertà per molti, diminuiranno i consumi dei beni di prima necessità e la crisi aggraverà l’inflazione, la recessione e chi ha patrimoni inestimabili non vengono toccati. La manovra del Governo Monti è iniqua e distruttiva per la già precaria economia italiana. La stangata colpisce i redditi dei soliti noti. Lavoratori, pensionati, precari, disoccupati e studenti. Bisogna respingerla con la lotta.

18/12/2011

Libertà di stampa non esiste più. “Liberazione” sospende la pubblicazione dal 1 gennaio 2012

RM1612-PRI01-1Dal primo gennaio Liberazione sospenderà le pubblicazioni. Lavoratori e lavoratrici in assemblea permanente

di Le lavoratrici e i lavoratori di Liberazione, il Comitato di redazione, la Rappresentanza Sindacale Unitaria

La Mrc, società editrice di Liberazione, ci ha comunicato che dal prossimo primo gennaio, il giornale sospenderà in via cautelativa le pubblicazioni. E’ questo il risultato immediato, spiega l’editore, della cancellazione retroattiva del finanziamento pubblico per i giornali cooperativi, di idee e di partito decisa dal governo Berlusconi e confermata dal governo Monti. Questo colpisce una redazione già provata da una pesante ristrutturazione: 23 esuberi di giornalisti su 30 e 14 esuberi di poligrafici su 20. Ora tutti e 50, con le nostre famiglie, restiamo senza futuro. E la testata, piccola ma con vent’anni di storia alle spalle, vede spegnersi la propria voce. Il nostro è il primo di una serie di giornali, le stime dicono almeno cento, che se il finanziamento non verrà ripristinato immediatamente, sono destinati a morire. I lavoratori e le lavoratrici a rischio sono oltre 5mila, a cui vanno aggiunti quelli dell’indotto. Sappiamo perfettamente di essere una goccia nell’oceano, siamo solidali con tutti i lavoratori, pensionati e precari colpiti dalla crisi e dalle ricette inique del governo Monti: di loro raccontiamo tutti i giorni sulle nostre pagine. Vogliamo però che sia chiaro a tutti che sono in campo da tempo diverse proposte alternative che permetterebbero di reperire le risorse necessarie senza gravare sui conti dello Stato. Intervenire subito per salvare la nostra e le altre testate, i nostri e tutti i posti di lavoro oggi minacciati è ancora possibile. E’ però una questione di giorni, anzi di ore. C’è bisogno di scelte politiche chiare e operative per non consegnare tutta l’informazione nelle mani di pochi colossi editoriali, com’è successo per le televisioni. L’appello del Presidente Napolitano in difesa del pluralismo dell’informazione è ancora in attesa di una risposta. Da oggi i lavoratori e le lavoratrici di Liberazione sono in assemblea permanente e impegnati in iniziative di sensibilizzazione e di lotta. E fanno appello ai lavoratori delle altre testate, ai lettori, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, ai movimenti, ai cittadini per costruire insieme, subito, momenti di mobilitazione.

Le lavoratrici e i lavoratori di Liberazione il Comitato di redazione la Rappresentanza sindacale unitaria

Roma, 16 dicembre 2012

in data:16/12/2011

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Non lasciamo soli i lavoratori della Elnagh

Non lasciamo soli i lavoratori della Elnagh
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Discarica di amianto alla Frazione Belcreda di Gambolò

Discarica di amianto alla Frazione Belcreda di Gambolò

Notizia recente, in quel di Gambolò, è la presa in considerazione, da parte dell’amministrazione comunale, della possibilità che venga insediata alla frazione Belcreda una discarica di amianto.

Tutti noi conosciamo il dramma della fabbrica “Eternit” di Casale Monferrato, oggi famosa come la “fabbrica del cancro”: non si ammalavano solo gli operai, ma anche i familiari che venivano a contatto con gli indumenti di lavoro e che respiravano le particelle di cui essi erano ricoperti. Il mesotelioma, la malattia tumorale determinata dall’inalazione delle microfibre dell’amianto, ancora oggi miete vittime fra quella gente.
E qui (quale alzata di genio, si presume per fare cassa da parte dell’amministrazione cittadina…) si pensa di accettare una tale discarica sul nostro territorio.
Le casse dei Comuni languono, è vero… Ma questo avviene anche grazie alla “lungimirante” decisione del precedente governo nazionale di centrodestra di eliminare l’Ici sulla prima casa (un bello spot elettorale…), per vedercela ora rientrare dalla finestra triplicata per le inique manovre finanziarie varate dal governo Monti. Senza parlare dei continui tagli sulle erogazioni statali alle amministrazioni locali.
Possibile che si debbano sempre cercare scorciatoie facili e oltretutto dannose per fare quadrare il bilancio? Invece di distruggerlo con cementificazione selvaggia e discariche, non si potrebbe valorizzarlo, il nostro territorio?
Che dire poi degli abitanti della Belcreda, trattati come cittadini di serie B che già hanno dovuto “sorbirsi” la discarica di rifiuti urbani. Senza contare la svalutazione che, si può presumere, avranno gli immobili della frazione se si dovesse realizzare la discarica di amianto.
Come spesso accade, si rassicurerà la popolazione che la sua realizzazione avverrà con tutti i criteri di massima sicurezza, come se fosse possibile prevenire ogni eventualità. Ma la centrale atomica saltata in Giappone a causa del terremoto dovrebbe ricordare a tutti che ci sono forze su cui noi mortali non abbiamo giurisdizione.
Oltretutto, Gambolò si trova nel Parco del Ticino e questo dovrebbe essere di per sé un vincolo in grado di fare desistere dall’attuare progetti così poco salubri.
Dietro tante discariche esiste un business notevole, e qui a Gambolò si parla di decine di milioni di euro che garantirebbero di sicuro forti profitti alla Acta Srl, l’impresa privata che dovrebbe gestire l’intervento, ma molto poco ai cittadini ai quali resterebbero, al massimo, solo i rischi.
Come cittadino di Gambolò spero che gli amministratori recedano da questa sventurata iniziativa.
Antonio Linfanti
Gruppo di Rifondazione Comunista di Gambolò

Foto del pranzo per autofinanziamento del circolo Prc di Vigevano alla Coop Portalupi

Foto del pranzo per autofinanziamento del circolo Prc di Vigevano alla Coop Portalupi
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E’ stata una bella iniziativa, pienamente riuscita in tutti gli aspetti: partecipazione, qualità politica, socializzazione.

Lidia Menapace ci ha restituito una dimensione collettiva di “altra politica”, etica, concreta, quotidiana, che passa attraverso la costruzione di rapporti personali ed interpersonali diversi, quella che ci appartiene e che ci deve contraddistinguere, quella per cui “Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente”. Grazie Lidia.

Grazie al compagno Marco Villani che ci ha scaldato i cuori con il suo appassionato repertorio di canzoni di lotta.

Grazie a voi, carissimi compagne e compagni, che siete intervenuti numerosi e che avete reso possibile anche il successo dell’autofinanziamento.

E grazie –ma non per ultimi- alle compagne ed ai compagni della Cooperativa Portalupi –in particolare alla compagna Carla ed al compagno Tonino- che hanno reso possibile questa iniziativa politica. Perché tutte/i loro stanno svolgendo, concretamente, uno straordinario lavoro politico-culturale-sociale; perché stanno costruendo e riempiendo di sempre nuovi contenuti questo spazio di incontro e di aggregazione, di democrazia allargata, di autogestione e di partecipazione che è la Portalupi.

Siamo contenti! Un abbraccio a tutte/i, alla prossima.

Per il Comunismo, sempre!

Le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista :lol:

Storia di un impiegato

Storia di un impiegato (thcinema@libero.it)

Il documentario ricostruisce l’azione politica di Luigi Cipriani, deputato di Democrazia Proletaria e membro della Commissione Parlamentare Stragi. Attraverso il racconto di quanti lo hanno conosciuto, la vicenda di Luigi si intreccia con gli sviluppi delle lotte operaie nella Milano degli anni Sessanta/Settanta, fino alla dissoluzione della Milano da bere e la fine del craxismo.
Luigi Cipriani, diplomato alla scuola professionale della Pirelli, entra come tempista della catena di montaggio degli stabilimenti Bicocca alla fine degli anni Cinquanta. Nel decennio successivo, seguendo un personale percorso di autoformazione, approfondendo la lettura di Marx, sarà tra i protagonisti dell’incontro tra operai e studenti all’indomani del 68. Mantenendo costante il suo impegno nello studio, attraversa gli anni Settanta diventato uno dei punti di riferimento del movimento milanese. Conquisterà un seggio in Parlamento candidandosi con Democrazia Proletaria, il partito nato dalla trasformazione di Avanguardia Operaia, che a sua volta affondava le radici nei Comitati Unitari Base Pirelli.

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