Crescita o sostenibilità?
(nella solita classe delle superiori)
Giulietta. Prof, ha sentito il governo? Monti ha detto che ora passa alla fase due quella della crescita.
Prof. Non ha detto proprio così, comunque. Però noi dobbiamo passare alla fase due dell’anno scolastico quindi…
Giuliano. Ma lei, prof., è per la crescita?
Prof. Io? Non saprei, forse moderata tanto per uscire dalla crisi e abbassare la disoccupazione, stando alle condizioni attuali.
Candido. Perché tu, Giuly, hai mica il coraggio di essere per la crescita zero?
Giuliano. No io sono per la decrescita felice.
Candido. Spiega un po’ cosa sarebbe ‘sta cosa che ci renderebbe tutti felici.
Giuliano. No, è l’unica scelta che ci permetterà di rimanere vivi.
Candido. Ecco il solito profeta di sventura.
Claudio. Non essere così raffinato, gli ambientalisti sono dei menagramo che godrebbero se andassimo tutti male. Per loro tanto peggio, tanto meglio. Più c’è inquinamento, più loro sono contenti.
Fatima. Non sarà il contrario?
Candido. No ha ragione lui.
Claudio. Tu, Faty, che ne sai della nostra politica? Così poi loro dicono: “avete visto, avevamo ragione noi”.
Vanessa. Così però gli dai ragione tu.
Candido. Non capisci un ca… volo anche tu.
Prof. Non è che chi lancia un allarme sul futuro indica la necessità di cambiare?
Claudio. Lei prof non si schieri, che voglio proprio vedere che argomenti hanno ‘sti catastrofisti.
Candido. E poi, anche ammesso che su qualche cosina abbiate ragione, adesso con la crisi, l’ambiente è diventato un lusso. La gente comune non sa che farsene…
Vanessa. Ma se i sondaggi dicono che è una delle maggiori preoccupazioni delle gente.
Claudio. Più dei soldi… e delle tasse?
Candido. Più del lavoro?
Giuliano. Dall’ambiente viene non solo ogni forma di vita ma anche ogni attività economica.
Candido. Anime belle, non sapete che il cambiamento è un sacrificio, e la gente i sacrifici li fa solo se è costretta.
Giuliano. Lo ammetto, ma il cambiamento è anche sfida, e ora è diventato urgente, necessaria.
Claudio. Per fermare lo spread?
Candido. Poi, animucce buoniste, non sapete che se fermate la crescita impedite ai poveri di progredire.
Giuliano. C’è crescita e crescita, non è possibile che tutti raggiungano i livelli di consumo di noi occidentali.
Claudio. Vuoi star bene solo tu?
Candido. Non vedi che tutti ci imitano, vengono fino a casa nostra, il nostro è il miglior mondo possibile.
Ilir. No, è che altri mondi sono impossibili!
Giuliano. E poi questo tipo di mondo, di società sta per finire, abbiamo superato l’impronta ecologia della Terra, la capacità di carico del pianeta.
Claudio. Parla come mangi. Ci sarebbe da lasciare una bella impronta nel sedere a tutti questi clandestini poi vedresti come staremmo bene.
Fatima. Lei prof lascia dire certe cose, non interviene?
Prof. Voglio vedere dove si va a finire.
Giuliano. Non per fare la Cassandra, ma andiamo verso il collasso, ci hanno già scritto diversi libri.
Vanessa. Sì ci stiamo buttando giù dal burrone e nessuno fa niente, poi vi accorgerete di chi aveva ragione.
Candido. Non darti troppa pena, per un po’ di crisi… Vedrai che con la ripresa tutto si metterà a posto.
Vanessa. Ogni crescita è cattiva!
Giuliano. No Vany, ci vuole lo sviluppo non la crescita. Uno sviluppo sostenibile.
Candido. Ecco lì ti aspettavo e sapresti spiegarcelo questo ossimoro? Ho detto giusto prof?
Prof. Bravo Candido, la forma è giusta, ma in questo modo daresti ragione a Giuliano, affermando che ogni crescita non è sostenibile.
Vanessa. Come avevo detto io.
Giuliano. Io non sarei così drastico, per ora. Io per sostenibilità intenderei, lo dicono i libri, la capacità dell’umanità di dare il tempo alla Terra di ricreare le risorse che consumiamo e di eliminare i rifiuti che facciamo.
Claudio. Pazzo, ma se per il carbone e il petrolio ci vogliono milioni di anni.
Giuliano. Appunto, bisogna lasciare i combustibili fossili e passare alle rinnovabili.
Claudio. Lasciarli a chi?
Giuliano. Alle future generazioni…
Claudio. Ma non basta una generazione o due, scemo.
Vanessa. Magari i nostri figli o nipoti, useranno il petrolio solo per la chimica e non come combustibile.
Candido. Comunque la tecnologia vedrete risolverà tutto.
Vanessa. La tecnologia ha solo creato problemi.
Claudio. Vedi che sei in contraddizione, oca! Se non hai la tecnologia come fai a usare i pannelli solari?
Candido. Che poi cosa fa un pannellino?
Giuliano. Ma milioni? Se ogni casa diventasse produttrice di energia…
Claudio. Sì andate nell’isola di Utopia dove tutto è rinnovabile e riciclabile, non ci sarà mai, allocchi.
Vanessa. Allora siete voi in contraddizione, oconi. La tecnologia può tutto meno le rinnovabili, il riciclaggio dei materiali, il risparmio energetico…
Candido. Comunque, mettetela come volete, ma il mercato sistemerà automaticamente tutto.
Ilir. Come adesso, come per le bolle.
Claudio. Senti l’ex-comunista; bel mondo avete fatto voi.
Ilir. A parte che io sono nato dopo che è caduto il muro di Berlino… o non ti è ancora giunta la notizia?
Candido. Certo dove c’era l’economia di stato c’è già stato collasso.
Claudio. Sono gli ambientalisti che sono la causa di questa crisi, con il loro allarmismo che influenza le borse, l’economia…
Giuliano. Magari, ma in un prossimo futuro sarà nelle cose.
Candido. Vuoto ottimismo.
Claudio. No il loro è un pessimismo senza scampo.
Ilir. Chi è che si contraddice?
Fatima. Fatemi capire, voi ambientalisti cosa proponete?
Giuliano. Cambiare mentalità, riconoscere che questa è una crisi strutturale del nostro modello di sviluppo. La crescita è ancora cercata anche se siamo già entrati ormai nell’insostenibilità del pianeta. Ma vedrete: con altri anni di crisi ve ne rendere conto.
Fatima. E come possiamo fermarsi?
Giuliano. Come in macchina: frenando per tempo o andando a sbattere.
Fatima. E allora che cosa proponi?
Giuliano. Di avere il coraggio di cambiare.
Fatima. Ma in concreto?
Claudio. La rivoluzione… dell’araba fenice.
Giuliano. Seriamente passare a fonti di energia rinnovabili, a materiali riciclabili, a una produzione che riduca al minimo emissioni e rifiuti, a un’agricoltura che produca cibi incontaminati…
Claudio. Vai tu poi a fare il contadino?
Giuliano. Sì, perché no, io all’università voglio fare agraria.
Candido. Vedrai cosa ti insegnano, altrochè le tue belle idee.
Giuliano. Cambieranno anche loro, se non l’hanno già fatto. Ma sai di quanti pianeta Terra abbiamo avuto bisogno dal 2010? due! Due Terre, non ce ne basta più una.
Candido. Vedi che sei fuori. Che i vostri dati sono allarmistici e senza senso. Allora abiteremmo sulla Luna se avessimo consumato non una ma, addirittura – mi scappa da ridere – due Terre.
Claudio. Su rispondi se sei capace, utopista dei cavoli amari!
Giuliano. Se in bagno, lo scarico svuota più di quanto il rubinetto riempie, magari hai ancora l’acqua ma per poco. E poi, anche se è misurata in ettari, l’impronta ecologica umana misura la capacità delle risorse naturali di riformarsi o di assorbire per esempio l’anidride carbonica.
Claudio. E l’impronta ecologica canina, non la conti? Guarda che se la pesti sei ben… inquinato.
Vanessa. Ma prof li sente? Si scherza sull’orlo del burrone.
Claudio. C.v.d.: come volevasi dimostrare: catastrofismo allo stato puro. Non è che ‘sto collasso viene nel 2012? Perché se no l’avrebbero già previsto i Maya.
Giulietta. Parlate solo voi, ma io prof volevo fare una riflessione. Non so chi ha ragione, però faccio il paragone con le malattie. Sapete che mio padre è morto. I medici ci hanno detto che se fosse stato preso in tempo… Non voglio dare la colpa a nessuno, però ho un pensiero che perseguita sempre: ma noi abbiamo la percezione dei mali che ci aspettano?
Claudio. Qui sono tutte menagramo!
Prof. Lasciala finire, non banalizzare sempre.
Giulietta. Secondo me o non abbiamo i mezzi, gli strumenti per calcolare i rischi, oppure non li vogliamo usare o peggio ascoltare.
Prof. Dante, e tu non parli oggi?
Dante. So-sono stato ad ascoltare e vorrei trarre una mia conclusione prima che suoni il campanello, se faccio in tempo.
Claudio. So-sostienei anche tu la so-sostenibilità?
Prof. Prego, non interrompetelo.
Dante. Non c’è stata assolutamente unanimità oggi in classe, eppure non c’è neppure sostenibilità se non è condivisa, giusto?
Fatima. Non ti capisco, ma va’ avanti
Dante. Quello che volevo dire è come capire e far capire che stiamo produciamo un’impronta troppo grossa? Dobbiamo crescere, ma di consapevolezza e di capacità di leggere il futuro. Dobbiamo cambiare mentalità, ha ragione Giuliano. Dobbiamo pensare all’economia non è come a un fine, ma come a un mezzo; è l’ecologia che dobbiamo considerarla non un mezzo ma un fine!
(sostenibile arriva il suono dell’intervallo)


