Archivio for febbraio, 2012

Vicini a Luca Abbà e al Movimento No Tav

Vicini a Luca Abbà e al Movimento No Tav

(Nella foto: macchina di giornalisti in Val di Susa dotati di sirena blu)

Vicini a Luca Abbà e al Movimento No Tav

notavIl Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua è vicino in queste difficili giornate di lotta ai cittadini della Val Susa e al Movimento No Tav, vittime ancora una volta di un linciaggio mediatico che vuole inquadrare le mobilitazioni popolari della Valle come laboratorio di violenze, all’unico scopo di negarne la profonde ragioni di merito.

Ancora una volta si tenta l’associazione tra attivismo e terrorismo, perpetrando il discredito della partecipazione e delle lotte dal basso.

La Val di Susa è da anni vittima e non carnefice di violenze sul territorio e sulle persone.

Governo e istituzioni, dimostrano sempre più ricorrentemente di avere in spregio la volontà popolare, pertanto il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua chiede l’immediato stop degli espropri e della militarizzazione della valle che rappresenta per altro un enorme spreco di risorse che potrebbe essere meglio impiegato per interventi necessari per il “bene comune”, cioè acquedotti, fognature e impianti di depurazione.

La storia del Movimento No Tav ci insegna come la difesa del territorio e dei beni comuni sappia resistere ad ogni tipo di attacco con determinazione, volontà, generosità.

Gli attivisti del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sono particolarmente vicini a Luca Abbà, che dopo aver lottato per la propria terra e per la democrazia reale, oggi lotta per la vita e che presto contiamo di ritrovare tra noi. Rinnoviamo inoltre solidarietà agli attivisti ancora in carcere o agli arresti domiciliari.

Il 9 marzo tutti/e in piazza con la Fiom

Il 9 marzo tutti/e in piazza con la Fiom
http://www.youtube.com/watch?v=2ybmgkljzns

volantino x 9 marzo

Cattur9 marzo 2

Quale Italia senza immigrati?

Quale Italia senza immigrati?

migrantimigranti 2

http://primomarzo2010.blogspot.com/2009/10/chi-siamo.html

PARONA E LE DIOSSINE PRIMI RISULTATI DELLO STUDIO DELL’ISTITUTO MARIO NEGRI

PARONA E LE DIOSSINE PRIMI RISULTATI DELLO STUDIO DELL’ISTITUTO MARIO NEGRI

(Tratto da  Alda La Rosa
Presidente dell’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina
http://sites.google.com/site/futurosostenibileinlomellinait/
futurosostenibilelom@tiscali.it)



Castello d’Agogna 25 febbraio 2012



Dopo la rassicurante serata di giovedì 23 febbraio, durante la quale sono stati illustrati i primi risultati dello Studio dell’Istituto Mario Negri, i paronesi, tutti noi lomellini e lombardi possiamo dormire sonni tranquilli, perché si sa la scienza non è esatta e soprattutto bisogna aspettare la conclusione dello Studio prevista per il 2014.
Dubito che giovedì notte chi c’era abbia riposato bene ripensando alla rabbia che ha provato nel sentire snocciolare solo numeri e sigle e nel sentirsi dire che l’effetto psicologico è importante.
E anche quando tra quei numeri si evidenziava che a Parona le diossine erano più alte si è cercato di glissare, di tranquillizzare, di minimizzare, ma le persone che gremivano la sala non avevano bisogno di una seduta psicoanalitica, avevano bisogno di risposte a un problema impellente. Molti si sono chiesti se il progetto finanziato dal Clir, Consorzio di comuni per l’Incenerimento dei Rifiuti, comprenderà anche uno studio epidemiologico assolutamente indispensabile per capire che cosa si nasconde nei meandri della bomba a orologeria che è diventata Parona, e non solo, con le molteplici industrie presenti sul territorio.
La diossina, TCDD, tetraclorodibenzoparadiossina è stata definita da chi l’ha studiata “the chemical scythe”, la falce chimica, con ovvio riferimento all’iconografia della Morte. Durante i lavori di bonifica seguiti all’incidente di Seveso, è stato riconosciuto che, come per le radiazioni nucleari, non esiste in realtà un livello minimo di sicurezza della concentrazione di TCDD. E infatti durante quei lavori sono state adottate le stesse misure precauzionali usate per i siti contaminati da radiazioni. Si è assunto un valore limite considerando che comunque la diossina è presente nell’ambiente, soprattutto con gli inceneritori.
Minimizzare è molto pericoloso perché l’intossicazione acuta è solo uno dei pericoli e neanche il peggiore.
La TCDD non è solo cancerogena, è teratogena. Danneggia il feto, causa malformazioni ed è fortemente sospettata di essere mutagena, interferisce cioè con il DNA e quindi può indurre mutazioni della specie.
E’ responsabile che la classe politica continui non preoccuparsi che i limiti fissati non siano rispettati?  Siccome la vita media della diossina nell’ambiente è lunghissima e la produzione continua, questa concentrazione non può che aumentare nel tempo.
Si possono evitare ulteriori emissioni ?
Sì, evitando di bruciare prodotti contenenti cloro o bruciando solo in condizioni ottimali di pressione e temperatura.
Quali impianti sul nostro territorio bruciano in condizioni ottimali?
A queste domande la classe politica è chiamata a rispondere pretendendo da ARPA Lombardia, dalle ASL controlli ferrei, improvvisi e costanti. Una volontà politica che abbia la forza di dire no a impianti di combustione dannosi e spesso sovradimensionati. Volontà che, soprattutto a livello dei singoli comuni, continua a non manifestarsi, quando si pensa di utilizzare con le persone che percepiscono la gravità e l’urgenza dell’insalubrità ambientale la politica del tira e molla, la politica del minimizzare, accontentandosi di ordinare Analisi e Studi a Istituti prestigiosi ma temporeggiando sulle soluzioni da prendere per migliorare i pessimi dati già registrati.
Ciò non rispecchia il dovere della Politica. La Politica, quella che ha cuore la vita, la salute dei propri cittadini, è ben altro.

Val di Susa: forza Luca

Val di Susa: forza Luca

di Stefano Galieni

È mezzogiorno quando Luca viene dichiarato fuori pericolo di vita dai medici del Cto di Torino. Per 3 interminabili ore si è temuto il peggio, si era arrampicato su un traliccio, sfuggendo ai controlli, per impedire che, con largo anticipo e con incredibile dispendio di mezzi, le forze di occupazioni militari iniziassero l’esproprio dei terreni e l’allargamento del cantiere presso la baita di Clarea a Chiomonte. Ha preso una scarica elettrica ed è caduto da oltre 10 mt, l’ambulanza che lo ha condotto nel punto da cui poteva partire l’elisoccorso è giunta mezz’ora dopo…

Chiomonte, Maddalena, Bussoleno, da paesini sconosciuti della Val Susa, sono divenuti ormai luoghi simbolo di resistenza, contro un opera inutile dal punto di vista del miglioramento dei trasporti, dannosa dal punto di vista ambientale, efficace solo per sperperare denaro pubblico e arricchire speculatori e investitori. Una battaglia che non conosce fine e che domenica ha visto sfilare pacificamente decine di migliaia di valligiani. Alla loro testa gli amministratori locali, che mille volte hanno spiegato in ogni occasione le ragioni della loro opposizione. Una grande manifestazione che ha ridimostrato quanto ampio e radicato sia questo movimento che non parla solo ad una piccola valle ma pone una questione di democrazia che non ha confini. Contro questo movimento e contro chi lo sostiene è in atto da sempre una campagna mediatica, politica e giudiziaria senza paragoni. Chi contesta il cantiere è considerato criminale in partenza, proto terrorista, “camorrista” (qualcuno si è spinto a dire). La giunta comunale di Torino di centro sinistra e quella regionale a guida leghista, non vogliono più ostacoli, non importa che si tratti di dilapidare miliardi di euro per velocizzare di 15 minuti il tratto ferroviario Torino – Lione mentre contemporaneamente si mandano a morire i treni dei pendolari, si utilizza al 30% la linea già esistente, si ignorano le esigenze degli abitanti dei territori. Con il governo Monti, è bene ricordarlo, chi si avvicina troppo ai cantieri rischia condanne pesanti, detenzione fino ad 1 anno, nelle aree circostanti ormai girano i mezzi militari utilizzati in realtà di guerra come l’Afghanistan, ne sono stati fotografati anche recanti ancora sulle fiancate i contrassegni delle Nazioni Unite. Si è decisa insomma una guerra e si è deciso scientemente di interrompere la democrazia in nome dell’Alta Velocità: arresti, intimidazioni, cariche ad ogni manifestazione con il pretesto sempre più flebile della presenza di “infiltrati”. Lo si è visto domenica al termine della manifestazione quando alla stazione di Porta Nuova a Torino, centinaia di manifestanti che tornavano a casa sono stati caricati a freddo dalle forze dell’ordine, lo si è visto stamattina con l’operazione spettacolare per impadronirsi definitivamente della valle e annientare le sacche di resistenza. Ma la lotta in Val di Susa, l’intero movimento No Tav sono ormai divenuti rappresentativi di un disagio e di una avversione condivisa in tutto il Paese. Dopo l’attacco non previsto di questa mattina a centinaia sono state le persone che si sono riversate a bloccare strade, binari, autostrada, ad organizzare in fretta e in furia una manifestazione per il pomeriggio di oggi con la richiesta immediata della sospensione delle operazioni. «Nell’esprimere la speranza che Luca Abbà possa rapidamente rimettersi – ha dichiarato Paolo Ferrero, presente alla manifestazione di domenica – voglio denunciare con forza che il suo ferimento è il frutto diretto della sconsiderata azione delle forze dell’ordine. L’esecuzione dell’esproprio di un terreno diventa un’azione militare in cui le regole d’ingaggio dei militari e della polizia sono molto più aggressive di quelle utilizzate in Afghanistan dai militari italiani. Luca Abbà è rimasto fulminato e caduto a terra, inseguito su per un traliccio dell’alta tensione mentre protestava per l’esproprio dei suoi terreni: è una cosa mai accaduta in Italia. Invito tutti i cittadini a riflettere sul fatto che in Val di Susa le forze dell’ordine si comportano come un esercito di occupazione con l’unico compito di “conquistare il territorio” anche a scapito della vita delle persone. Si tratta di un fatto grave e chiedo una volta ancora che il governo abbandoni quest’opera inutile e dannosa e sospenda immediatamente l’esproprio». Ezio Locatelli, segretario del Prc di Torino ha chiesto in aggiunta la rimozione dei dirigenti di polizia che hanno gestito le operazioni e il ritiro delle truppe.

http://www.youtube.com/watch?v=74RlA52cDRA&feature=player_embedded

http://www.notav.info/top/la-diretta-di-luca-a-radio-black-out-prima-di-cadere/

No Tav

No Tav

Ezio Locatelli

Ci hanno provato anche questa volta i fautori dell’alta velocità e delle grandi opere a dipingere i valsusini e i No Tav, venuti da molte parti d’Italia, come pericolosi eversivi ”inclini alla violenza antisistema”. La manifestazione di oggi, partecipatissima e variopinta come non mai (circa 70mila persone, molto nutrita e visibile la partecipazione delle compagne e dei compagni di Rifondazione Comunista) svoltasi sui 10 km che collegano Bussoleno a Susa tappezzati da scritte, bandiere e manifesti No Tav, è stata la migliore risposta a queste irresponsabili prese di posizione.
Ma proprio perché la manifestazione e andata a gonfie vele la polizia in tarda serata non ha trovato di meglio che far scattare la solita provocazione da dare in pasto alla stampa, caricando i manifestanti che stavano raggiungendo i treni.
Evidente l’intento di fomentare la repressione e la criminalizzazione di una protesta che dura da 20 anni (lo si è visto ultimamente con gli arresti del 26 gennaio).
Una protesta sacrosanta e legittima di una comunità contro la distruzione di un territorio perpetrata dal progetto di un’opera inutile e affaristica. Un  progetto dannoso non soltanto per chi vive lungo il percorso dell’alta velocità, ma anche per tutti coloro che vivono lungo il percorso di un’economia, di un modello sociale e di sistema di mobilità  improntato agli interessi di un blocco politico affaristico. La Tav ha costi spaventosi, comporta  un gigantesco consumo di territorio, comporta altresì un disinvestimento e una marginalizzazione del trasporto pubblico ordinario, usato dalla stragrande maggioranza della popolazione. A maggior ragione in un momento di crisi economica, di taglio delle pensioni e dello stato sociale, di grave disoccupazione, sprecare decine e decine di miliardi nell’alta velocità è una scelta semplicemente insensata. Molto applaudito l’intervento a conclusione della manifestazione del segretario nazionale Paolo Ferrero, sul palco insieme, tra gli altri, a Maurizio Landini, Giorgio Cremaschi, i sindaci valsusini e gli esponenti No Tav.

RIFONDAZIONE: SOSTEGNO ALLO SCIOPERO GENERALE DELLA FIOM, CONTRO L’ATTACCO AL MONDO DEL LAVORO

RIFONDAZIONE: SOSTEGNO ALLO SCIOPERO GENERALE DELLA FIOM, CONTRO L’ATTACCO AL MONDO DEL LAVORO

Il Partito della Rifondazione Comunista è impegnato fortemente per la riuscita dello sciopero generale di venerdì 9 marzo indetto a livello nazionale dai metalmeccanici della Fiom-Cgil. La cancellazione dei diritti dei lavoratori e del contratto nazionale di lavoro iniziata con Pomigliano dal precedente governo Berlusconi e portata avanti in modo più radicale, oggi, da Monti e dal suo governo rappresentano un disegno ben preciso del tipo di società che “lor signori” hanno intenzione di creare nel nostro Paese. La “riforma” delle pensioni, la cancellazione della rappresentanza sindacale non allineata alle politiche padronali, i tentativi di rendere precaria l’intera società invece di combattere ogni forma di precariato ed infine la controriforma del lavoro con la ciliegina sulla torta dell’articolo 18 sono infatti lì a ricordarci che la posta in gioco è molto alta, e richiede una grande mobilitazione per battere le politiche neoliberiste.
Ma sarebbe limitativo, nonché deleterio alla comprensione della situazione di crisi attuale, limitare la riflessione esclusivamente all’Italia, in quanto non sono gli Stati di per sé ad essere in crisi ma è il sistema produttivo capitalista mondiale ad essere giunto al collasso. Ciò a cui stiamo assistendo oggi in Italia ed in Europa è quindi una durissima lotta di classe che viene portata avanti dall’altra parte (imprenditori, banchieri, speculatori) con lo scopo di aumentare i propri profitti ed assicurarsi un continuo prelievo di risorse da immettere nei mercati finanziari attraverso il ricatto permanente del debito pubblico. Tutto ciò passa attraverso una soppressione dei diritti dei lavoratori, dei giovani e più in generale dei cittadini e della democrazia. E il governo Monti è espressione di questo “fondamentalismo” ultra-liberista, così come si può dire lo stesso del suo alter-ego greco Papademos… giusto per comprendere come la natura di questo progetto vada ben oltre i confini nazionali.
Alla lotta di classe portata avanti dai poteri forti si può solo rispondere con un’altrettanto dura ed organizzata lotta di classe portata avanti dal popolo. Altre soluzioni non esistono.
Per questo Rifondazione Comunista sarà presente allo sciopero generale accanto alla Fiom, insieme ai metalmeccanici, ai lavoratori, ai precari e agli studenti per dimostare come sia viva e pulsante l’opposizione sociale a queste scellerate politiche.
Alessio Galli
Segretario del circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista

Risposta del Forum acqua bene comune al Presidente Senatore Bosone

Risposta del Forum acqua bene comune al Presidente Senatore Bosone

Gentile Presidente Daniele Bosone,

abbiamo letto le comunicazioni da Lei diramate a seguito delle rimostranze manifestate dal Comitato Pavese 2Si per l’Acqua Bene Comune circa l’emendamento da Lei proposto al decreto del Governo attualmente in discussione in Parlamento. Per massima chiarezza, riportiamo qui di seguito il testo dell’emendamento,:

«a-bis) limitatamente ai servizi idrici integrati, l’affidamento della gestione dei servizi avviene

esclusivamente a favore di:

1) società a capitale misto pubblico privato nelle quali l’ente locale detenga una partecipazione di controllo e il socio privato sia scelto attraverso l’espletamento di gare con procedure ad evidenza

pubblica, nel rispetto delle norme« interne e comunitarie in materia di concorrenza e della disciplina dell’Unione europea in materia di appalti pubblici e di servizi pubblici, secondo le linee di indirizzo emanate dalle autorità competenti;

2) a società a capitale interamente pubblico, partecipate dall’ente locale, che hanno i requisiti prescritti dall’ordinamento comunitario per la gestione diretta ’’in house’’».

Non vi è dubbio che quanto proposto nel Suo emendamento si pone in palese contrasto di quanto sancito con il voto referendario. E’ esattamente con emendamenti di questo genere che si cerca di impedire la modalità di gestione in house, mediante azienda di diritto pubblico, per i servizi pubblici locali e segnatamente per il servizio idrico integrato.

Rileviamo che le Sue opinioni circa la gestione del sistema idrico integrato non coincidono con le nostre. In particolare troviamo censurabile la Sua affermazione che l’affidamento del servizio ad una Società di capitali vada nella direzione auspicata dal Referendum. Anche l’analogia da Lei supposta fra una Società consortile a totale capitale pubblico e un’Azienda Pubblica è priva di fondamento giuridico. La differenza c’è, ed è sostanziale, come evidenziato, ad esempio, dalla Corte Costituzionale nella sentenza 320/2011 della quale riportiamo di seguito un breve estratto:

“La disposizione regionale censurata prevede, sia pure con riferimento alle sole infrastrutture idriche, un caso di cessione ad un soggetto di diritto privato – la società patrimoniale d’ambito a capitale pubblico incedibile – di beni demaniali e, perciò, incide sul regime giuridico della proprietà pubblica.”

Contestiamo la Sua affermazione secondo la quale “non esiste altra formula societaria possibile che quella votata in modo unanime dal nostro Consiglio Provinciale” .

Le nostre convinzioni sono suffragate da direttive europee, da norme di legge in vigore, sia ante che post referendum, da valutazioni formulate dalla Corte Costituzionale in sede di ammissione dei quesiti. Precisamente

a) La direttiva europea, contrariamente a quanto ancora oggi molti insistono a far credere, non vincola la gestione dei servizi pubblici locali alle regole della concorrenza, anzi, l’art. 106 comma 2 del TFUE recita, al contrario, “ Le imprese incaricate della gestione dei servizi di interesse economico generale o aventi carattere di monopolio fiscale sono sottoposte alle norme del presente trattato e in particolare alle regole di concorrenza, nei limiti in cui l’applicazione di tali norme non osti all’adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica missione loro affidata.

b) La Legge 267/2000 art. 114 stabilisce: “L’azienda speciale è ente strumentale dell’ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio comunale o provinciale”.

c) La Corte Costituzionale con sentenza 24/2011 “….appare evidente che l’obiettiva ratio del quesito n. 1 va ravvisata, come sopra rilevato, nell’intento di escludere l’applicazione delle norme, contenute nell’art. 23-bis, che limitano, rispetto al diritto comunitario, le ipotesi di affidamento diretto e, in particolare, quelle di gestione in house di pressoché tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica (ivi compreso il servizio idrico)”.

Perciò, Signor Presidente esistono, sono legittime e attuabili (anche in ambiti provinciali) modalità di gestione dei Servizi Pubblici Locali tramite affidamento diretto a soggetti di diritto pubblico.

Deduciamo, da quanto Lei scrive, che gli orientamenti emersi nel Consiglio Provinciale di Pavia sono dettati dalla esigenza di ‘mettere insieme’, ai fini della gestione, diverse società di più comuni. Le sarà certamente di conforto la condivisione in tal senso del Comitato Pavese 2Si per l’Acqua Bene Comune che da sempre sostiene la validità del servizio offerto dalle ex Municipalizzate e paventa la dispersione del patrimonio fisico e di know how costruito dai cittadini e dai comuni nel secolo scorso. La dispersione di tale patrimonio è stato avviato nello scorso decennio con la trasformazione delle Aziende in Spa. Il Forum Italiano e i Comitati che lo compongono, in stretta e diretta coerenza alla finalità propugnata con la raccolta di firme per i Referendum, ripropongono con forza un percorso di ripubblicizzazione del servizio Idrico, a partire dalla ri-trasformazione delle singole Spa in singole Aziende Speciali, o,parimenti, dalla ri-trasformazione e fusione in unica Azienda Speciale.

Sperando di averLe fornito utili elementi di riflessioni circa le modalità di gestione possibili in quanto legittime, e circa le scelte politiche che i rappresentanti nelle istituzioni sono chiamati compiere in adempimento e attuazione dell’esito dei Referendum, distintamente La salutiamo.

Comitato Pavese 2Si per l’Acqua Bene Comune – – Antonietta Bottini- Viale Damiano Chiesa 2, Pavia – antoniettabottini@gmail.com

Coordinamento del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – Segreteria operativa – Paolo Carsetti

Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma Tel. 06 6832638; Fax. 06 68136225
www.acquabenecomune.orgwww.referendumacqua.it

Incontro dibattito: il Venezuela e l’America Latina oggi

Incontro dibattito: il Venezuela e l’America Latina oggi

venezuela_vigevano

“Premiati per la lunga militanza in Cgil Vigevano e Mortara”

“Premiati per la lunga militanza in Cgil Vigevano e Mortara”

Ho letto da “SPI INSIEME” di Pavia  N°1 – Febbraio 2012 – che:

Cattura cgil pavia

Arrigoni Rino

Marsiglia: Forum mondiale alternativo dell’acqua dal 14 al 17 marzo

Marsiglia: Forum mondiale alternativo dell’acqua dal 14 al 17 marzo

DIP. AMBIENTE

Care compagne, cari compagni,

la lotta per i beni comuni e per un’alternativa di società non può e non deve certo fermarsi dentro i confini nazionali.

Dal 14 al 17 marzo 2012 a Marsiglia si terrà il Forum mondiale alternativo dell’acqua (FAME).

Il Forum ha l’obiettivo di costruire un’alternativa concreta al 6° Foro Mondiale dell’Acqua (FME) organizzato dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, organo delle imprese multinazionali e della Banca Mondiale che pretende arrogarsi il governo mondiale dell’acqua.

Nell’ambito della tre giorni (clicca qui per consultare il programma) è previsto anche un seminario organizzato dalla Sinistra Europea.

La Sinistra Europea ci offre la possibilità di organizzare 1 o 2 pullman per la manifestazione che si terrà a Marsiglia il pomeriggio di sabato 17 marzo, quindi le spese di viaggio non saranno a carico dei partecipanti.

I pullman potrebbero avere come sedi di partenza Milano (con fermata intermedia a Torino) e Roma (con fermate intermedie a Firenze e a Genova), naturalmente si tratta solo di un’ipotesi da verificare sulla base delle richieste di partecipazione.

Il rientro è previsto alla fine della manifestazione.

Ci occorre, quindi, sapere al più presto un numero indicativo di adesioni dai territori.

Vi invito pertanto a far girare tra gli iscritti la presente comunicazione, e a fornire il numero di adesioni a davide.pappalardo@rifondazione.it tassativamente entro mercoledì 29 febbraio.

Cari saluti,

Rosa Rinaldi

Resp. Ambiente, Territorio e Beni Comuni Prc

Presidio e risoluzione vertenza Elnagh – Trivolzio – Pavia

Presidio e risoluzione vertenza Elnagh – Trivolzio – Pavia

(Riceviamo da Edmondo  Posa – rappresentante sindacale unitario Elnagh – la sintesi della vertenza che volentieri pubblichiamo integralmente. Invitiamo i nostri lettori a commentare le conclusioni.)
Ciao Rino,
ti scrivo come da mia promessa due righe riguardanti il presidio e la risoluzione della vertenza Sea Elnagh Trivolzio, poi a te il compito di sintetizzare o correggere la mia bozza.
Premetto nulla si sarebbe raggiunto senza l’appoggio del Sindaco di Trivolzio, del PRC di Pavia e Vigevano, della cittadinanza di Trivolzio e di tutti coloro che anno fatto visita al presidio e l’hanno sostenuto.
La divido in due punti :
1) Presidio dalla SEA-Elnagh di Trivolzio (PV) dal 5 Dicembre 2011Come sapete Bridgepoint ha deciso di chiudere lo stabilimento lombardo, cancellando 130 posti di lavoro. L’amministratore delegato Di Costanzo ci ha lasciati a casa da un giorno all’altro aprendo una procedura di mobilità in data 05/12/2011.
Abbiamo reagito a questa decisione unilaterale dell’azienda creando un presidio permanente, costituito da due tende e un container, dove ogni notte a turno rimane qualcuno di
noi.
Questo presidio rappresenta il nostro urlo per la difesa del posto di lavoro, stiamo davanti ai cancelli 24 ore su 24 perché non lasceremo spegnere dall’oggi al domani una azienda che nel territorio progetta e costruisce camper e le roulotte dà più di 60 anni, dal 5 Dicembre pretendiamo un contratto di solidariètà e delle risposte dall’azienda sui motivi di continue scelte finalizzate alla chiusura del sito produttivo di Trivolzio.
Fino a questo momento tutti gli incontri con l’azienda sono stati inconcludenti, l’unica cosa a cui sembrano interessati è la chiusura.
Sono state fatte delle proposte per evitare i licenziamenti come l’applicazione di un contratto di solidarietà (lavorare meno, lavorare tutti) ma oggi l’obiettivo di Bridgepoint è chiaro: chiudere Trivolzio. Era comparso un possibile compratore per il marchio, ma sembrava interessato solo a quello.In questi anni di difficoltà sia i lavoratori sia il sindacato che li rappresenta hanno dato fiducia alla realizzazione di un piano industriale in cui lo stabilimento di Trivolzio doveva essere un polo produttivo ad alto contenuto tecnologico e di modello del gruppo SEA.
Credevamo nell’Azienda Elnagh era per tutti noi il futuro nostro e delle nostre famiglie.
Per affrontare le situazioni di difficoltà economiche del gruppo come lavoratori di questo sito abbiamo pagato:
  • Un anno Cigs per il trasferimento dello stabilimento dalla sede storica di Zibido S.G.(Mi) a Trivolzio (PV)
  • Due procedure di mobilità volontarie con l’uscita di 70 lavoratori per la prima e 13 per la seconda.
  • Perdita della realizzazione dei reparti di falegnameria e di pannelleria interni.
  • Congelamento del premio di Produzione fino al 2009 poi mai più ripristinato.
  • Esternalizzazione della mensa interna.
  • Trasferimento in toscana dell’ufficio tecnico e sviluppo prodotto.
  • Esternalizzazione del magazzino service del gruppo.

Con questi sacrifici i soldi per strapagare i manager o per spericolate e fallimentari operazioni finanziarie si sono sempre trovati.
Ora servirebbero investimenti per superare una crisi, sembra invece che stiano chiedendo finanziamenti per chiudere.
Si preferisce chiudere uno stabilimento dove in questi anni ci siamo impegnati, anche con lotte sindacali importanti, ad elevare le condizioni di sicurezza, di qualità, di professionalità e a fermare il precariato.Il Presidio ha dimostrato anche che con la crisi, la SEA potrebbe tenere in piedi tutti e tre gli stabilimenti utilizzando gli ammortizzatori sociali, invece di pagare 130 lavoratori al 100% fino ad oggi senza lavorare
In un momento di crisi, è naturale pensare prima alle proprie famiglie,eppure abbiamo ricevuto una grande solidarietà da parte di altri lavoratori ,di gente comune, il nostro presidio è diventato un punto di riferimento per tutti quelli che stanno lottando per difendere il lavoro; tanti ci hanno portato sostegno e non solo con le parole, sono stati con noi al freddo, ci hanno aiutato a rafforzare il presidio. Hanno capito che se noi teniamo duro, sarà più difficile per gli speculatori passare sopra le vite di altri.Se Trivolzio chiude, forse si salverà Poggibonsi e S. Giustino? Se Trivolzio chiude, forse chiuderà anche Poggibonsi e rimarrà solo S.Giustino?
Forse il futuro di SEA è un unico grosso sito dove il sindacato e quindi i diritti dei lavoratori non esistono?
Il Presidio rappresenta non solo un appello alla solidarietà verso chi è più in difficoltà, ma è anche un appello all’unità tra i vari stabilimenti contro una direzione aziendale incapace e avida.In questi 75 giorni i 130 lavoratori di Elnagh hanno dimostrato due cose:
1. Lottare per il posto di lavoro.
2. Lottare con tenacia e perseveranza senza utilizzare nessuna forma di violenza.
Chiunque è venuto a trovaci a Trivolzio PV in Via dell’industria 5 ne ha avuto la prova .
Saluto di lotta a tutti.
2) Mobilità dalla SEA-Elnagh di Trivolzio (PV) avviata il 5 Dicembre 2011

Dopo il presidio e i vari incontri in prefettura senza aver raggiunto nessuna intesa si è arrivati al primo incontro in Regione Lombardia in data 16 Febbraio alle ore 14,30
Nel primo incontro l’azienda non aveva intenzione di concedere 12 mesi di Cigs, avevano l’esigenza di chiudere lo stabilimento di Trivolzio e il totale trasferimento delle attività negli altri stabilimenti del gruppo.
La posizione dell’azienda non soddisfava le richieste dei sindacati e delle Rsu nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
Il rappresentante della Regione Lombardia si è subito reso conto delle difficoltà e ha diviso i tavoli separando le parti in due stanze da uan parte l’azienda e dall’altra il sindacato e le RSU.
Il rappresentante della regione decide un aggiornamento per le 16 al giorno successivo visto l’impossibilità di decisioni imminenti delle parti.
La mattina seguente assemblea con tutti i lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento di Trivolzio dove con votazione si decide di smantellare parte del presidio come gesto di buona volontà per trovare una intesa.
Alle 16,00 del 17 Febbraio 2012 in regione il legale dell’azienda presenta, visto il segnale positivo dei lavoratori di liberare i cancelli,la bozza di un accordo dove si prospetta un 12 mesi di CIGS e poi la deroga del termine della mobilità al 26 Febbraio 2013.
La bozza viene rivista e corretto in alcune parti sia dai sindacati che dall’azienda e alle 19,00 circa viene definito il testo definitivo.
L’importante era definire e chiudere “positivamente” per 130 lavoratori..
Alle ore 22,00 circa si è arrivati alla chiusura CON LE FIRME DEL VERBALE DI ESAME CONGIUNTO della procedura.
In sintesi per:
  • i 130 lavoratori 12 mesi di CIGS e la mobilità volontaria fino al 26 Febbraio 2013 poi la mobilità per tutti i restanti
  • per la SEA chiusura dello stabilimento di Trivolzio e risoluzione della procedura di mobilità per tutti i 130 lavoratori.
Rino fammi sapere se ti sono sufficienti queste mie due righe e quando e dove posso venire a trovarti.
Il mio contatto email e cell l’avete se è necessario sostegno per lottare e salvare i posti di lavoro sono disponibile.
Saluto tutti e a presto.
Edmondo Posa.


A proposito di Ici e Chiesa

A proposito di Ici e Chiesa

Lidia Menapace

La faccenda degli sgravi fiscali alla  chiesa cattolica  bolle sordamente in pentola da un po’. Ricordo che negli anni ’60 albergatori e titolari di pensionati e ristoranti romani  lamentavano la concorrenza sleale di parrocchie conventi  monasteri nel fornire  cibo e alloggio a pagamento senza essere sottoposti a un qualsiasi regime fiscale, nè all’osservanza di regole amministrative e/o igienico-sanitarie.  Di  un famoso episodio  furono protagoniste  suore residenti in qualche storico palazzo di proprietà  della chiesa e adibito ad albergo: protestavano dicendo che avevano scelto  di servire il Signore, non più o meno facoltosi  turisti americani. Anche varie cliniche sollevarono proteste, sempre di suore che lavoravano senza salario come infermiere e volevano la paga sindacale prevista.

La richiesta aveva un fondamento molto drammatico, perchè se al momento di rinnovare i voti, qualcuna di loro avesse voluto lasciare la vita conventuale, non avendo mai preso nulla  se non il mantenimento e non avendo perciò nè una pensione nè un gruzzolo, era obbligata a restare suora, per non finire  nella miseria. Gli episodi citati venivano descritti, facevano il loro bel botto e poi ricadevano nel silenzio e non se ne sapeva più nulla. In effetti della forma dello stato pontificio non si sa quasi nulla: persino clamorosi fatti di sangue si svolgono processualmente in modo occulto: vi ricordate la storia della guardia svizzera che uccise il suo capitano? ancora non si sa come sia finita, dopo che fu sollevata dalla madre appunto della guardia. E lasciamo stare i preti pedofili , lo Ior  e gli affari di don Verzé. Dunque è inutile che giornali più papisti del papa levino scandali e gridino all’anticlericalismo se avvengono fatti così. Se fosse per l’anticlericalismo o laicismo di un qualche pezzo di società italiana, sarebbe già morto e sepolto con grande segretezza  e riserbo. Il  fatto è che la stranezza del regime fiscale esistente tra stato italiano e stato vaticano è stata sollevata dall’Europa che aveva avviato una procedura di infrazione verso l’Italia. E’ naturale che Monti, che deve essere irreprensibile verso l’Europa non può insabbiare la molesta faccenda.

Vediamo un po’ di che si tratta: la chiesa cattolica è proprietaria nel nostro paese di un ingentissimo patrimonio immobiliare, fatto di chiese cappelle e basiliche   e altri luoghi di culto, monasteri e conventi e poi ancora scuole ospedali  alberghi ristoranti  ecc.ecc., come è ovvio in una storia  lunga solenne e fastosa. Il tentativo  più importante di denunciare il fatto fu il convegno sul “Sacco di Roma” organizzato da Giovanni Franzoni prima del Concilio.  Insomma Monti ha ben presto  dichiarato che se ne sarebbe occupato soggiungendo che non si tratta di materia concordataria: è vero e meno male, perchè le modifiche o nuove  applicazioni del Concordato chiedono procedure molto complicate, mentre se si tratta solo di distinguere che cosa è di Cesare e che cosa di Dio, secondo la nota frase evangelica, é molto  più facile trovare scappatoie. Insomma alla fine il Governo ha deciso che le norme fiscali della Repubblica italiana si applicano anche alle proprietà della chiesa sul nostro territorio, che non siano direttamente ed esclusivamente adibite ad atti di culto. Bene, Il Vaticano,  per bocca della CEI  ha dichiarato che pagheranno tutto. Si può chiedere di sapere con precisione  di quanto denaro si tratta?   E se una revisione non debba essere applicata anche all’ottopermille e alla distribuzione alla chiesa dell’intero cespite che arriva allo stato italiano dalle tasse pagate dai cittadini e dalle cittadine, molti/e dei quali non  dichiarano a chi vogliono sia versato l’ottopermille. Inoltre su tutta la faccenda delle nuove tasse campeggia la dichiarazione rilasciata dal card. Bagnasco che chiede di “non dimenticare il Terzo settore”. Che significato ha questa sibillina espressione? il Terzo settore è fatto per lo più di onlus molte delle quali cattoliche. Si può leggere -maliziosamente- così: “Ricordatevi che ciò che ci prendete, può esserci ridato attraverso contributi alle onlus del Terzo settore”.  Ricordo che Lazzati era solito dire: ” a pensar male, si fa peccato, ma s’indovina”.

Presidente – Senatore Bosone: 212.177 elettori della provincia di Pavia hanno votato si al referendum.

Presidente – Senatore Bosone: 212.177 elettori della provincia di Pavia hanno votato si al referendum.
Carissimi e Carissime dell’ACQUA BENE COMUNE
da tempo siamo diventati insofferenti verso chi si sciacqua la bocca parlando di ‘acqua pubblica’ e assume poi atteggiamenti contradditori.
Ora vediamo che il nostro Presidente-Senatore si è esibito in un salto carpiato triplo presentando un emendamento subdolo e pericolosissimo per il futuro della gestione pubblica vera dell’acqua e degli altri servizi pubblici locali (vedi nota e linck da ‘Il Fatto’).
Cosa ci sarà nella Azienda Speciale Pubblica che tanto spaventa il nostro Presidente-Senatore, da volerne cancellare anche le tracce dalla normativa? Sarà perché ha la coda di paglia avendo già prefigurato in provincia di Pavia una gestione tramite SOCIETA’ anziché tramite AZIENDA?
Si ricordi caro Presidente-Senatore Bosone che 212.177 elettori della provincia di Pavia hanno votato SI al referendum proprio per mantenere in campo la possibilità di gestire l’acqua (e i servizi locali) tramite AZIENDE SPECIALI pubbliche per davvero. Tenga presente caro Presidente-Senatore che la gestione tramite AZIENDE DI DIRITTO PUBBLICO è perfettamente coerente anche con la normativa europea.
Ma quando mai riusciremo ad esigere dai nostri rappresentanti nelle istituzioni di essere perlomeno onesti nel dichiarare le vere intenzioni che sottendono le loro scelte?
E il PD della provincia di Pavia, che ha sostenuto prima la raccolta firme e poi la campagna referendaria, che cosa intende veramente e chiaramente per ‘Acqua Pubblica’, forse un BENE COMUNE da trasformare in merce e affidare a qualche Società che faccia affari di ‘alta’ finanza con la compravendita delle quote? E come intende prospettare – dopo i referendum – la gestione dei servizi pubblici locali il PD della provincia di Pavia? E SEL, che sta nella maggioranza in Provincia, che ne pensa?
Leggete gente, leggete.
Antonietta Bottini  referente del Comitato Pavese 2SI per l’Acqua Bene Comune

E’ firmato dal senatore Daniele Bosone, Pd, un altro emendamento che ripropone una norma contenuta nella bozza del decreto Monti, poi cassata dopo l’opposizione del movimento per l’acqua pubblica. L’emendamento 25.105 prevede in sostanza che i servizi idrici possono essere gestiti solo da società di capitale, azzerando di fatto l’esperienza della giunta De Magistris, che nei mesi scorsi ha deliberato la creazione di un ente non economico – Abc Napoli – per sostituire la Arin Spa nella gestione dell’acqua.

“A Parona c’è l’aria buona”

“A Parona c’è l’aria buona”

I

Venite spensierate e vaghe
giovinette

voi che avete ben sode le
tette

voi che amate i bei bocconi

e gli uomini forniti di
ispidi baffoni

voi che avete in odio spolverare

e preferite di giorno e di
notte ben danzare

venite tutte che andiamo a Parona

dove, com’è noto, c’è l’aria
buona.

II

Vivono uomini soletti in
questo luogo

e vi san scaldar il cuor
d’amoroso fuoco

sanno inquinare fuori e la
casa pulire

sanno stirare e farvi ben
gioire.

Nessuna di voi mai sola
resterà

sempre una bella festa ci
sarà

e quando alla fine stanche
vorrete dormire

come regine vi faranno
sentire.

III

Con un po’ di polveri a
vostro gusto potrete stare

e tra amorevoli sollazzi
riposare

Son tutti giovani di
vent’anni

E non tengono conto dei
vostri anni

Sono sodi, muscolosi e belli

Sopra di voi si leveran canti
di fringuelli

Vi stupiranno con il lor
parlar cortese

Con lor vorrete stare almeno
un altro mese.

IV

Ci sono tavole d’ogni ben di
Dio fornite

con ricche portate imbandite

dovunque vi volgete vi son
capponi

cucinati con gli intingoli
più buoni

torte confetti e uova alla
diossina

potrete gustarle già in
cucina

vino sopraffino in compagnia
del budino

non vi farà ingrassare
neppure un pochino.

V

Spezzate le catene del vostro
cuore

e libere volate sulle ali
dell’amore

ridete e cantate, sentitevi
un po’ fate

all’ombra dell’inceneritore danzate

I vostri polmoni possiate odiare

e fumatrici di voi stesse
diventare.

Così la cuccagna non
scomparirà

ogni vostro sogno si avvererà

… e PM10 ogni giorno ci sarà.

I giovani di Parona

Una scuola di cultura popolare.

Una scuola di cultura popolare.

Abbiamo creato un primo gruppo di lezioni come Associazione in

“In direzione ostinata e contraria”, associazione che fa riferimento alla

cultura politica di Rifondazione Comunista di Mortara, che ha proposto in

questi mesi diversi incontri su temi di attualità..

La scuola di cultura popolare che apriremo a partire dal mese di febbraio

vuole riprendere l’antica tradizione delle scuole quadri popolari e ha come

obiettivo quello di fare conoscere e dibattere realtà complesse ma

importanti.

Il primo modulo viene tenuto da Giuseppe Abbà molto conosciuto sul

territorio lomellino , appassionato di storia, di tradizione, di umanità.

Il tema saranno le grandi rivoluzioni del ‘900.

Perché ‘ parlare di un epoca e di cose che sembrano ormai appartenere a un

tempo ormai concluso?

Semplicemente perchè pensiamo che parlare e studiare quello che è successo

” prima” sia decisamente importante e attuale ancora oggi, un epoca dove

la memoria storica e’ stata praticamente abolita , dove si vive in un

eterno presente senza radici e nel quale il futuro appare incerto e scevro

di idealità.

Per questo ci interessa conoscere le esperienze delle lotte e delle

rivoluzioni precedenti per capire come i popoli hanno saputo, in certe

epoche storiche, prendere improvvisamente in mano il loro destino e

partendo da esse capire come, anche oggi, sia possibile operare per un

profondo cambiamento.

Le conferenze dureranno cinque mercoledì e si terranno alle ore 21 presso la

sede di Rifondazione in Via Cadorna, 5 a Mortara.

In particolare parleremo della:

  • – rivoluzione russa in data 8/2/2012
  • – rivoluzione cinese in data 15/2/2012
  • – rivoluzione vietnamita in data 22/2/2012
  • – rivoluzione cubana in data 29/2/2012
  • Con un appendice in data 7/3/2012 per raccontare la grande contestazione del ’68.

Sarà distribuito materiale e bibliografia inerente agli argomenti trattati

Le serate saranno arricchiti da recitazione e pezzi musicali

La proposta è aperta a tutti e gratuita.

Info e adesioni allo 340/0667971

Rifondazione Comunista Mortara

Rif: Adriano Arlenghi: tel. 0384/92896

L’abbandono di bambini in Grecia

L’abbandono di bambini in Grecia
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In Grecia sono decuplicati i casi di abbandono di bambini, e non solo quelli appena nati, lasciati ad istituti di carità dai genitori non più in grado di sostenerli. A causa della politica dei tagli imposta dall’Europa e dalla Bce in Grecia è stato fortemente ridotto il servizio di mensa scolastica nelle scuole dell’obbligo. Il risultato è che lo stesso ministro della pubblica istruzione ha dovuto riconoscere lo stato di profonda indigenza e il moltiplicarsi del fenomeno della sottoalimentazione nei scolari greci. La Grecia è la culla della civiltà europea eppure viene massacrata ogni giorno senza pietà dalle ricette neoliberiste e dai piani draconiani di taglio dello stato sociale. Il trattato firmato il 30 gennaio a Bruxelles accentuerà ancora di più la spinte alla grande depressione. Si salvano le banche e si affondano le nuove generazioni nella miseria.

La piaga. Nuovo brano di Alex Di Maio

La piaga. Nuovo brano di Alex Di Maio

La piaga è qui nascosta sotto il mio cappello
confusa nella nebbia e dall’ottusità
di quei tuoi occhi sbriciolati su un cartello
di prorompente reggipetto e vanità

La piaga è putrida e odorosa di rancori
sepolti nellinconscio e dalla fantasia
di certi miei pensieri tra le tue ginocchia
padri ubriachi di possesso e gelosia

La piaga come una falena spunterà
su un fiore appassito di poesia
La piaga come un temporale arriverà
e in un istante tutto apparirà…. sincero

La piaga è il covo di un serpente avvelenato
arrotolato nel sipario dell’oblio
dei miei sospiri condensati col tuo fiato
corto e malato nel momento delladdio

La piaga è ribollente di frutta ammuffita
per concimare solitudine e follia
odio, amore e la commedia della vita
che danzano liberi su questa melodia

La piaga come un gatto nero apparirà
su un prato di sterpaglie di poesia
La piaga come un temporale scoppierà
e in un istante tutto apparirà…. sincero

La piaga come una civetta canterà
sul davanzale dell’ipocrisia
La piaga come un temporale esploderà
e in un istante tutto apparirà…
sincero
sincero

Se si tocca l’articolo 18: SCIOPERO GENERALE

Se si tocca l’articolo 18: SCIOPERO GENERALE

articolo 18