Archivio for maggio, 2012

RIFORMA LAVORO, FERRERO (PRC): IL PD SI VERGOGNI! SEL E IDV ANCORA A INSEGUIRE BERSANI O VOGLIONO FARE LA SINISTRA COME IN ALTRI PAESI?

RIFORMA LAVORO, FERRERO (PRC): IL PD SI VERGOGNI! SEL E IDV ANCORA A INSEGUIRE BERSANI O VOGLIONO FARE LA SINISTRA COME IN ALTRI PAESI?

Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc, non nasconde il suo sdegno per il voto decisivo del Pd al Senato a favore della riforma del lavoro. “La manomissione dell’articolo 18 decisa oggi dal Senato ci dice una cosa sola: questo è un governo servo dei banchieri e di Confindustria. Vergognoso il comportamento del PD che 10 anni fa era con noi in piazza e oggi vota a favore della sua manomissione. Dove non era arrivato il governo Berlusconi è arrivato il governo Monti con i voti decisivi del PD: vergogna, vergogna, vergogna!”. Ferrero lancia anche un appello ai leader di Idv e Sel: “Dopo questo voto, Vendola e Di Pietro continueranno ad inseguire Bersani con il cappello in mano o si decideranno a dare una mano a costruire la sinistra? Nell’aderire alle giornate di mobilitazione promosse dalla Fiom per il 13 e 14 giugno, riproponiamo la necessità di unire le forze della sinistra come hanno in Francia con il Front de Gauche, in Spagna con Izquierda Unida o in Grecia con Syriza”.

Fiom: comunicato sul terremoto in Emilia Romagna

Fiom: comunicato sul terremoto in Emilia Romagna

Comunicato sul terremoto in Emilia-Romagna

La Segreteria nazionale della Fiom esprime profondo cordoglio per le vittime del nuovo gravissimo terremoto in Emilia-Romagna.

La Fiom è vicina ai cittadini, alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti dal sisma e si stringe intorno alle famiglie delle vittime.

La Fiom intende evidenziare le gravi responsabilità rispetto alla inadeguatezza delle strutture industriali che si sono dimostrate non adatte a resistere in casi di terremoti di tali dimensioni e il cui crollo sta determinando tante vittime.

E’ gravissimo che si sia ripreso a lavorare dopo il primo evento sismico senza aver verificato le condizioni di sicurezza degli edifici industriali ben sapendo che le scosse sarebbero continuate.

Per queste ragioni, riteniamo indispensabile che la ripresa del lavoro avvenga solo quando, dopo le necessarie e opportune verifiche, si sia certi che i capannoni industriali siano in sicurezza. A tal fine chiediamo alle Istituzioni e alle imprese di garantire che la ripresa avvenga solo dopo accurati controlli di sicurezza.

La Fiom valuterà in rapporto con i delegati e i territori coinvolti dall’evento le opportune iniziative per aiutare e sostenere le lavoratrici, i lavoratori e le popolazioni colpite.

Segreteria nazionale Fiom


Roma, 29 maggio 2012

http://www.youtube.com/watch?v=JBc2YOFTH4U

I soldi della parata del 2 giugno ai terremotati: scriviamo al Presidente della Repubblica

I soldi della parata del 2 giugno ai terremotati: scriviamo al Presidente della Repubblica

Egregio Presidente Giorgio Napolitano

Lei ha chiesto ai giovani di aprire porte e finestre, anche qualora le trovassero chiuse.
Le chiediamo con tutto il rispetto di dare l’esempio: apra porte e finestre alla solidarietà; trasformi il 2 giugno da festa della Repubblica militare a festa della Repubblica solidale.
Annulli la parata, che l’anno scorso era costata 4,4 milioni di euro e che secondo il ministero della Difesa quest’anno costerà quasi 3 milioni di euro.
Quei denari siano investiti in opere di solidarietà con la popolazione stremata dal terremoto e quei contingenti chiamati a sfilare vengano utilizzati nelle zone bisognose di aiuti.

#sipuòfare: nel 1976 la parata fu sospesa in occasione del terremoto del Friuli.

INVIAMO UNA MAIL A:
presidenza.repubblica@quirinale.it
https://servizi.quirinale.it/webmail/

COME VOLEVASI DIMOSTRARE: CHI FARA’ L’OPPOSIZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE A MORTARA? NESSUNO.

COME VOLEVASI DIMOSTRARE: CHI FARA’ L’OPPOSIZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE A MORTARA?  NESSUNO.

Mortara 28 maggio 2012

COME VOLEVASI DIMOSTRARE: CHI FARA’ L’OPPOSIZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE A MORTARA? NESSUNO.

È indubitabile che la democrazia funziona se esiste una maggioranza ed un’opposizione. A quanto pare, nel nuovo consiglio comunale di Mortara, non esiste più un’opposizione. Se, nel quinquennio precedente, l’unica vera opposizione è stata esercitata da Guzzi e Forti, oggi, con l’esclusione della sinistra a causa (non ci stancheremo mai di ripeterlo) di leggi elettorali antidemocratiche è venuta meno ogni voce contraria.

Il gruppo del Pdl e Robecchi si astengono, mentre il gruppo Furlano-Barbieri ha votato addirittura a favore degli “indirizzi di governo” della Lega. Fatto grave se si considera che gli “indirizzi” della Lega sono antitetici rispetto agli intendimenti (quantomeno quelli dichiarati) di una forza politica come il Pd, principale partito sostenitore della “Lista Furlano”.

Pensiamo, per esempio, alla recente presa di posizione del Pd provinciale contro l’autostrada Broni-Mortara, ben presente invece nel programma leghista. Questo non ci stupisce, perché è l’ovvio risultato della politica di “apertura a destra” del Pd locale, apertura sponsorizzata dai “bosoniani” che sperimentano eventuali equilibri futuri ad altri livelli. Difatti si è voluto a Mortara escludere ogni forza di sinistra o, comunque, non compatibile con l’alleanza Pd-Fli-Lista Poma-Udc. Non solo sono stati esclusi i soliti “trinariciuti” comunisti, ma anche l’Idv, Sel e i Socialisti. Per approdare a che? I due eletti in consiglio comunale della “Lista Furlano” non sono iscritti al Pd (Barbieri è del Fli di Fini) e appoggiano, con un voto importante come quello sugli indirizzi amministrativi, la Lega correndo “in soccorso del vincitore” che, peraltro, non ne ha alcun bisogno. Sarebbe questo il “nuovo che avanza”? Noi pensiamo che la politica degli “inciuci” non porterà da nessuna parte, anzi porta di fatto ad un ulteriore restringimento della democrazia.

Inoltre siamo esterrefatti di fronte ad alcune aperture di credito verso la nuova Giunta. Ma non sono gli stessi che hanno amministrato Mortara assieme a Robecchi con esiti che molti giudicano negativi? Noi non crediamo alla favola di una Lega frenata dai robecchiani.

Poi, per favore, si evitino le cadute di stile da parte di esponenti (leghisti e non) che evocano improbabili “maghi” e, addirittura, parlano di “leggi Merlin”. Suvvia…, ma forse è troppo pretendere da costoro un atteggiamento più consono.

Prendiamo atto negativamente di tutto ciò e continueremo nella Città la nostra opera di opposizione.

Gianni De Paoli – segretario del circolo “A. Mascherpa” del Partito della Rifondazione Comunista

Giuseppe Abbà – segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Il Sindaco incontra, ma rimane “sordo”

Il Sindaco incontra, ma rimane “sordo”

In questi giorni molti cittadini vigevanesi stanno ricevendo una lettera del Sindaco con il seguente oggetto: “Voce ai miei cittadini. Il Sindaco ascolta”. Tale lettera annuncia l’avvio di «una serie di incontri con le diverse realtà della mia città, al fine di ascoltare e raccogliere dai cittadini i problemi grandi e piccoli presenti nelle diverse vie». Gli incontri saranno organizzati presso i locali delle parrocchie.
Con stupore e rabbia ci chiediamo: come mai il Sindaco della Lega Nord non ha mai ascoltato in passato (anche quando era assessore…) le proposte dei cittadini della “sua” città sui problemi emersi nel corso del tempo? Per rinfrescare la memoria citiamo i casi più eclatanti.
Prima di tutto la questione della possibile costruzione di una centrale ad olio di palma alla frazione Morsella (condivisa per lungo tempo dalla Lega) che ha visto i cittadini impegnati contro tale ipotesi con assemblee, raccolte di firme e manifestazioni in piazza ed in consiglio comunale.
E, ancora: lo smantellamento dei comitati di quartiere, svuotati completamente di ogni potere decisionale ben prima che entrasse in vigore una specifica legge nazionale, e tutto ciò nonostante fossero strumenti di partecipazione attiva che permettevano il contatto diretto con i cittadini, persone che volontariamente e senza “costi” proponevano soluzioni ai problemi, spesso senza essere ascoltati dal Comune.
Per non parlare del fatto che il Sindaco ha sempre testardamente ignorato le oltre 5.500 firme raccolte contro il possibile abbattimento del PalaBasletta (con le adesioni “eccellenti” di intellettuali, sportivi e tecnici di prestigio), nonché molte delle proposte avanzate dalle forze politiche d’opposizione presenti in consiglio comunale e fuori.
Sono solo alcuni esempi per non dimenticare di quale “pasta” è fatto il Sindaco… E così il vecchio proverbio “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” continua ad essere valido.
Sono ben altre le iniziative che il Sindaco dovrebbe assumere per garantire l’effettivo coinvolgimento dei cittadini nelle scelte del Comune!
Rifondazione Comunista insiste nel proporre l’adozione del metodo della “progettualità partecipata” per coinvolgere, oltre ai diversi soggetti sociali, la cittadinanza in tutte le sue articolazioni. In particolare, questo metodo dovrebbe essere utilizzato per tutte le iniziative di trasformazione urbana e per i principali progetti legati ai servizi alla persona. Inoltre, occorre sperimentare il “bilancio partecipativo” che consentirà l’individuazione, da parte della cittadinanza, di alcune priorità di spesa.
Infine, sottolineiamo che le circoscrizioni hanno rappresentato per la nostra città un punto di riferimento importante per cittadini ed associazioni. Occorre quindi che il Comune “costruisca” spazi di partecipazione che rispondano alle esigenze precedentemente soddisfatte dalle circoscrizioni.
Insomma, invece degli incontri nelle parrocchie che sanno tanto di demagogia e di propaganda, sarebbe proprio il caso che il Sindaco aprisse le porte del Palazzo ai cittadini soprattutto sulle questioni che davvero contano.
Circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista

“Una marea di bici colorate e festose” per la pace e la difesa dell’ambiente

“Una marea di bici colorate e festose” per la pace e la difesa dell’ambiente

In diciotto. Da Mortara e dalla Lomellina accompagnati da una leggera
brezza di primo mattino e da un cielo carico di pioggia al ritorno.

Da Abbiategrasso i militanti di Legambiente “Il colibri” si sono immessi
nel serpentone di centinaia di bici che da diversi punti della Lombardia e
del Piemomte sono confluiti a Turbigo per la trentesima edizione di
bicipace. Una iniziativa a sostegno dell’uso della bici come mezzo
attualissimo di trasporto, che ha rivendicando piste ciclabili e una
maggiore attenzione alla mobilità dolce.

Ma anche per manifestare contro quel vergognoso spreco di risorse di una
scelta che prevede l’acquisto da parte del nostro Paese di 131
cacciabombardieri. Che costano un mare di soldi.Diciotto miliardi di euro.
Uno spreco inutile per un’Italia in cui la poverta’ e l’esclusione sociale
galoppano sempre piu’.

Un progetto questo di opposizione sostenuto in Italia dalla Tavola della
Pace, un mix di associazioni eco pacifiste , promotrice tra l’altro della
storica marcia Perugia- Assisi.

Un parola per definire la faticosa ma piacevole passeggiata quasi tutta su
piste ciclabili e in luogo di grande interesse urbanistico e paesaggistico
che ci ha fatto attraversare i paesi di Robecco, Magenta , Boffalora prima
di terminare a Turbigo: stupore.

Stupore per quella marea di bici colorate e festose che ha invaso le
strade, e poi i sorrisi e le facce felici dei loro conducenti .Il ritorno e’
avvenuto alle ore 19.

Tutti i concerti di giugno della Corte

Tutti i concerti di giugno della Corte
CORTE DEI MIRACOLI: La Banda del Folk
Dall’Irish alle pizziche pugliesi, dalle Mondine ai Partigiani… la musica della Resistenza, della Memoria, della Lotta

Ciao!
Ecco tutti i concerti di giugno… VI ASPETTIAMO!
FOOOOOOOLK!!!

2 giugno @ FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA (Bruxelles – Belgio)

Organizzato dal CASI-UO (Centro d’Azione Sociale Italiano – Università Operaia)

c/o ZINNEMA THEATER – Rue Veewyede, 24
ore 21:30

7 giugno @ CHE FESTIVAL (Genova)
Organizzato da MUSIC FOR PEACE – CREATIVI DELLA NOTTE

Via Balleydier, 60 (area elicoidale zona San Benigno)
ore 21:30

10 giugno @ Recupero concerto FESTA DEI LAVORATORI (Siziano – PV)
Organizzato dal Comune di Siziano *Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili

c/o P.zza del Mercato
ore 21:30

15 giugno @ FESTA DELLA BIRRA (Turano Lodigiano – LO)
Organizzato dalla Cooperativa Edera Ass. Dilettantistica & Pro Loco
c/o Campo Sportivo Comunale
ore 21:30

16 giugno @ RESISTENZE IN FESTA (Castelvetro Piacentino – PC)
Organizzato da A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Piacenza, Cremona, Monticelli e Castelvetro

c/o Parco Coop di Castelvetro Piacentino
ore 21:30

17 giugno @ FESTA DI RIFONDAZIONE (Torrevecchia Pia – PV)
Organizzato da P.R.C. di Torrevecchia Pia

P.zza del Popolo
ore 22:00

23 giugno @ NOTTE ROSA (Pavia)
Organizzato da Sportello Donna Pavia

P.zza Vittoria
ore 22:00

30 giugno @ Casa Circondariale “Torre del Gallo” (Pavia)
Un percorso di ascolto, analisi, discussione sulla musica ma anche e soprattutto di condivisione di esperienze, ricordi,
progetti

ore 13:30
*per ovvi motivi questo è un concerto particolare che non sarà aperto al pubblico


Maggiori info, video Live e tutti i concerti su:
Sito: http://www.cortedeimiracoli.net
Youtube: http://www.youtube.com/cortefolk

Iscriviti al
Gruppo Ufficiale su Facebook
: http://www.facebook.com/groups/cortedeimiracoliband

Festa e memoria a Voghera promossa da: ” Comitato per dignità non per odio”

Festa e memoria a Voghera promossa da: ” Comitato per dignità non per odio”

Catturfesta e memoria Voghera

Il giovane Gramsci e l’ipotesi della democrazia operaia

Il giovane Gramsci e l’ipotesi della democrazia operaia

gramsci_puntorosso

Sull’impresa “Bocca” di Vigevano

Sull’impresa “Bocca” di Vigevano

Vigevano 25 maggio 2012

Sull’impresa “Bocca” di Vigevano

Nel quadro delle varie ristrutturazioni e crisi aziendali che mettono in difficoltà moltissimi lavoratori, una storica impresa di Vigevano (la “Bocca”, un’impresa di costruzioni stradali) mette in pericolo il posto di lavoro di 40 dipendenti. Difatti l’impresa Bocca, oltre ad annunciare la liquidazione dell’azienda, non anticipa la Cassa Integrazione e, addirittura, è in arretrato con gli stipendi maturati.

Si parla di difficoltà di liquidità in quanto gli Enti Pubblici (dei quali la Bocca è fornitrice) non pagano quanto dovuto. Teresio Forti e Giuseppe Invernizzi (ex consiglieri provinciali e della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista) hanno a questo proposito incontrato l’assessore provinciale ai lavori pubblici Visponetti  il quale ha loro dichiarato che la Provincia di Pavia deve alla Bocca circa 800 mila euro che sarebbero immediatamente devoluti se l’Impresa ne avesse necessità per salvaguardare i posti di lavoro. I circa 80 mila euro che, alla data odierna, risultano dovuti ai lavoratori sarebbero in tal modo abbondantemente coperti. Come sarebbe parimenti coperto l’anticipo da parte della ditta della Cassa Integrazione che, peraltro, sarebbe poi recuperata dall’Inps.

Non vorremmo che, con la scusa della liquidità, si mettano in atto sulla pelle dei lavoratori oscure manovre societarie con la “consorella IVCES”  e con società finanziarie.

Ecco perché riteniamo che debba essere fatta la necessaria chiarezza creando un tavolo tra Provincia di Pavia, altri enti pubblici, l’impresa, i lavoratori ed i sindacati con l’obiettivo di salvaguardare tutti i posti di lavoro e di assicurare nel contempo ai lavoratori il pagamento degli arretrati e l’anticipo della Cassa Integrazione da parte della Ditta.

Esprimiamo piena vicinanza ed appoggio ai lavoratori della “Bocca”.

Circolo “L. Libertini” di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista

Segreteria Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

4^ festa di Rifondazione Comunista di Vigevano

4^ festa di Rifondazione Comunista di Vigevano

A BREVE PUBBLICHEREMO IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA FESTA

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Il voto non intercettato e il crescente disagio sociale

Il voto non intercettato e il crescente disagio sociale

(tratto dall’ultimo documento politico del 22 maggio 2012 della direzione nazionale di Rifondazione Comunista)

“Il voto amministrativo ha registrato un vero terremoto politico. Una ulteriore riduzione della partecipazione al voto. La proliferazione di liste civiche che hanno raccolto oltre il 35% del totale dei voti espressi. La forte avanzata delle Liste 5 stelle, in particolare nel centro nord. Il pesante arretramento della Lega Nord e del PdL (hanno perso 2/3 dei voti in relazioni alle ultime regionali). Il significativo arretramento del PD (ha perso 1/3 dei voti in relazione alle ultime regionali). La disarticolazione del centro. Il pesante arretramento delle forze che sostengono il governo Monti.
In questo contesto, la Federazione della sinistra ha avuto un risultato di tenuta, positivo tenendo conto del terremoto che è avvenuto, ma che segnala però la nostra inadeguatezza nell’intercettare il crescente disagio sociale.”

Documento della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista del 22 maggio 2012

Documento della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista del 22 maggio 2012

Direzione del 22 maggio 2012 – Documento approvato

La Direzione nazionale di Rifondazione Comunista ringrazia tutti i compagni e le compagne che hanno messo tutto il loro impegno nella campagna elettorale delle amministrative e nella piena riuscita della manifestazione del 12 maggio. Non si tratta di un ringraziamento rituale ma della piena consapevolezza che la nostra forza risiede nella libera adesione e nel lavoro gratuito che migliaia e migliaia di compagni e compagne danno al nostro partito.
Il risultato della tornata elettorale e la drammatica situazione in cui versa il paese ci chiedono un deciso salto di qualità nel lavoro politico. Il risultato elettorale di tenuta e l’ottima riuscita della manifestazione del 12 maggio ci permettono di affrontare questo compito con maggiore serenità e con la necessaria determinazione.
Il dato elettorale.
Il voto amministrativo ha registrato un vero terremoto politico. Una ulteriore riduzione della partecipazione al voto. La proliferazione di liste civiche che hanno raccolto oltre il 35% del totale dei voti espressi. La forte avanzata delle Liste 5 stelle, in particolare nel centro nord. Il pesante arretramento della Lega Nord e del PdL (hanno perso 2/3 dei voti in relazioni alle ultime regionali). Il significativo arretramento del PD (ha perso 1/3 dei voti in relazione alle ultime regionali). La disarticolazione del centro. Il pesante arretramento delle forze che sostengono il governo Monti.
In questo contesto, la Federazione della sinistra ha avuto un risultato di tenuta, positivo tenendo conto del terremoto che è avvenuto, ma che segnala però la nostra inadeguatezza nell’intercettare il crescente disagio sociale.
Gli elementi di fondo che emergono sono due:
In primo luogo, il disagio sociale determinato dalla crisi e dalle politiche del governo, assume le caratteristiche di una complessiva critica del sistema dei partiti e del sistema politico. Questo elemento è sovra determinante le stesse differenze tra le forze politiche in particolare nel cento Nord, in un contesto in cui il più forte fattore di produzione di antipolitica e di forme populiste è proprio il governo Monti. Si tratta di una situazione che ha qualche superficie di contatto con la situazione tedesca , dove il partito dei pirati ha raccolto larghe parti di criticità giovanile e che si differenzia molto dai risultati ottenuti in Grecia, Francia e Spagna dalle forze della sinistra di alternativa. La richiesta di cambiamento radicale – che si esprime attraverso le culture che vi sono a disposizione nella società – è vissuta in primo luogo come la richiesta di rovesciamento del sistema dei partiti e solo in seconda battuta come utilizzo dei partiti della sinistra per cambiare l’esistente.
In questo contesto assistiamo alla disarticolazione delle forme in cui erano aggregate e definite le forze di centro e di destra.
La situazione attuale
Ci troviamo quindi in una situazione in cui la crisi economica si intreccia con la crisi sociale e con la crisi del sistema politico. Una crisi organica del sistema in cui tutto cambia e in cui in particolare vengono oggi messi in discussione gli strumenti tradizionali dell’agire politico. Ecco così che la critica della casta e della politica assume un aspetto totalizzante che mette in secondo piano il tema delle scelte di politica economica. Così appare più radicalmente antisistema chi critica i partiti piuttosto che chi critica le banche. Se – come abbiamo detto più volte – la crisi è una crisi costituente che determinerà una trasformazione sociale, culturale e politica della profondità di una guerra, stiamo assistendo ai primi violenti scossoni di questa grande trasformazione. La situazione si è messa in veloce movimento e decisiva è la nostra capacità di aggiornare passo passo la nostra posizione al fine di essere efficaci nella battaglia politica per determinare una uscita da sinistra dalla crisi.
Dal Congresso ad oggi abbiamo seguito una linea politica corretta che ha messo al centro l’opposizione al governo Monti, il tema della costruzione del partito sociale e delle lotte, l’unità a sinistra.
E’ però evidente che quanto abbiamo fatto è stato utile e corretto ma non è sufficiente. Siamo in una fase di guerra di movimento e non di guerra di posizione e quindi non è sufficiente tenere la posizione ma è necessario muoversi rapidamente. A partire da questa consapevolezza dobbiamo sviluppare la nostra azione politica al fine di ottenere quella efficacia nel rapporto di massa che è per noi decisivo. E’ infatti del tutto evidente che la pura prosecuzione dell’azione politica sin qui condotta non è sufficiente a raccogliere il disagio sociale su un progetto di alternativa.
La riprogettazione della nostra azione deve avere tre indirizzi di fondo:
Occorre partire dalla critica della politica per arrivare alla critica dell’economia politica. Si tratta di connettere i due terreni e non di pensare di sostituire il secondo al primo. La critica della politica è oggi così forte da assumere un carattere non aggirabile per rendere efficace la critica del sistema economico. Questa critica riguarda anche noi e siamo chiamati ad una risposta in avanti. La critica del sistema dei partiti ha infatti una dimensione tale da rappresentare un punto di non ritorno: il nodo è se questa critica approderà alla demolizione della democrazia in nome della gestione tecnica degli interessi forti oppure se sfocerà in una rinnovata democrazia partecipata.
Sul terreno della critica della politica come attività separata noi siamo stati ad oggi molto timidi. Anche le giuste intuizioni hanno avuto difficoltà a trasformarsi in pratiche politiche ed in una nuova identità adeguata alla fase. Assumiamo troppo spesso un tratto difensivo di chi ha giustamente paura che venga gettato il bambino con l’acqua sporca ma in questo modo rischiamo di avere una pratica politica poco efficace. Basti pensare al tema della corruzione su cui non abbiamo insistito abbastanza, delle retribuzioni degli eletti e dello stesso tema del finanziamento pubblico dell’attività politica, che abbiamo accettato si restringesse al finanziamento pubblico dei partiti. Basti pensare alla Federazione della Sinistra che abbiamo proposto e praticato con l’intento di intrecciare pratiche sociali, culturali e politiche ma la cui realizzazione concreta non è che una copia sbiadita dell’obiettivo che ci siamo posti. Non è in primo luogo un problema di linea politica ma di forme concrete di un processo di effettiva riaggregazione della sinistra.
Il primo terreno di riflessione e ricerca è quindi quello di come costruire un effettivo spazio pubblico della sinistra che faccia fino in fondo i conti con la critica della politica e dell’economia politica. Uscire da ogni politicismo per avviare un processo costituente di una sinistra di alternativa e di una terza repubblica basata sulla democrazia partecipata. Questo è l’obiettivo che ci poniamo, che poniamo ai compagni e alle compagne con cui abbiamo costruito la Federazione della Sinistra, che poniamo al complesso delle forze e degli uomini e delle donne che vogliono costruire una sinistra antiliberista nel nostro paese. La costruzione di un processo inclusivo e partecipato che costituisca il terreno della partecipazione politica unitaria a sinistra è obiettivo non rinviabile.
In secondo luogo dobbiamo rafforzare enormemente la nostra capacità di produrre una demistificazione delle spiegazioni dominanti della crisi e delle ricette che vengono messe in campo e nello stesso tempo dobbiamo avanzare una proposta compiuta e comprensibile di una politica economica radicalmente alternativa. In questo quadro decisivi sono i terreni della formazione e della elaborazione partecipata del programma per uscire a sinistra dalla crisi.
In terzo luogo dobbiamo riorganizzare il partito al fine di renderlo più efficace nella costruzione del conflitto e nella costruzione delle pratiche mutualistiche e del partito sociale. La nostra risposta alla critica della politica non deve concedere nulla ad una idea di delega al leader o alla personalizzazione della politica. Noi dobbiamo costruire una risposta alla critica della politica basata sull’autorganizzazione dei soggetti sociali su tutti i terreni: sociale, culturale, politico. Questa è la frontiera che oggi deve porsi un partito comunista per essere protagonista dello scontro sociale.
A tal proposito individuiamo i seguenti terreni di sviluppo del concreto lavoro politico:
1) Prosecuzione e intensificazione della mobilitazione per impedire la riforma del lavoro, la manomissione dell’articolo 18 e proponendo il reddito sociale. Occorre determinare la visibilità a livello di massa della nostra ferma opposizione, annunciando il referendum su queste norme.
2) Costruzione di una campagna per abolire l’IMU e sostituirla con la Patrimoniale.
3) Costruzione di una campagna contro il Fiscal Compact con l’obiettivo di impedirne l’approvazione a parte del Parlamento.
4) Lancio nel mese di luglio di una campagna sulle emergenze sociali e democratiche con la raccolta di firme su leggi di iniziativa popolare su cui raccogliere le firme durante l’estate.
5) Costruzione di una bozza di programma da far discutere nel corso dell’estate e su cui costruire un confronto largo con le forze della sinistra di alternativa e a livello di massa.

Approvato con 3 voti contrari

La Direzione ha votato anche la proroga per lo svolgimento dei Congressi regionali all’8 luglio 2012 (approvato all’unanimità) e la messa in vendita della sede della federazione di Reggio Emilia (approvata con 3 astenuti).

Marletta Sindaco, notte di festa a Palagonia. I cittadini: “Finalmente ci siamo liberati”

Marletta Sindaco, notte di festa a Palagonia. I cittadini: “Finalmente ci siamo liberati”

Il giovane di Rifondazione comunista ha vinto al ballottaggio contro lo sfidante Francesco Di Stefano, triplicando le sue preferenze. Una vittoria attesa in paese, che ha reagito comunque con incredulità e gioia. Occupando simbolicamente l’aula consiliare del municipio «troppo spesso un’istituzione chiusa ai palagonesi». Lacrime, abbracci e cori da pomeriggio fino a sera. Il nuovo primo cittadino: «Adesso però dobbiamo pensare subito a lavorare»

«Valerio uno di noi!». Sembra uno stadio e invece è l’aula consiliare del municipio di Palagonia. E’ questa la prima immagine di festa nel Comune in provincia di Catania all’arrivo dei risultati definitivi del ballottaggio di ieri: Valerio Marletta, 32 anni, di Rifondazione comunista, è il nuovo sindaco. Ha vinto al ballottaggio con il 73,43 per cento delle preferenze contro il 26,57 per cento dello sfidante Francesco Di Stefano, commercialista cinquantenne. C’è chi si abbraccia e chi piange, chi intona Bella ciao e chi sventola bandiera rossa. Bastano pochi minuti perché la folla si riversi attorno al chiosco gestito dai genitori del nuovo primo cittadino, proprio di fronte alla sede del Comune. I palagonesi sfilano rumorosi e fanno il loro ingresso nel palazzo: «un’istituzione che abbiamo sempre visto come chiusa e che pensa per sé», spiega un ragazzo. Applausi per le scale, cori in sala. Qualcuno cerca di riportare il silenzio: «Ora a parrari u sinnucu», urla. Ma Marletta riuscirà a dire solo poche parole: «Questo Comune ritornerà ad essere dei cittadini». E scatta l’ovazione in sala. Una festa che durerà fino a notte, con il comizio serale in piazza, i caroselli per il paese, i canti e i balli dei giovani e non solo.

Una rivoluzione dal basso per il Comune della piana catanese appena passato dalla gestione di due diversi commissari e, prima ancora, «dal potere di una sola famiglia», ammette qualcuno a mezza voce. I Fagone: ex sindaco il nonno, il padre e il figlio. Nessuno di loro, però, ha mai triplicato il risultato degli avversari, raccontano i palagonesi ancora increduli. «Una cosa del genere non è mai successa – dice un pubblico ufficiale che preferisce restare anonimo – Noi siamo otto vigili e in sei abbiamo votato per lui. Solo così le cose possono cambiare. È un momento storico». «Nei giorni scorsi avevamo detto che c’era paura, pensando alla responsabilità che stavate per affidarci – dice il nuovo sindaco dal palco – Adesso la paura è finita. Siamo pronti». L’intenzione è quella di iniziare a lavorare subito. Una volta smaltita la burocrazia, «ripescare dal cassetto le difficili delibere che ci hanno lasciato i nostri predecessori», continua Marletta.

E poi, aprire la strada al cambiamento. Con passi semplici «ma che possano ridare fiducia alla gente». La raccolta differenziata, una più equa distribuzione delle tasse comunali, una maggiore presenza di giunta e consiglieri sul territorio. A ogni punto tra il pubblico in piazza, venuto per ascoltare il primo comizio di Marletta sindaco, scoppia un applauso. «Non permetteremo a nessuno di rimettere le mani su questo paese», promette il nuovo primo cittadino. «Si finieru i cannola!» urla in risposta un anziano signore tra la folla. Il riferimento è ai festeggiamenti dell’ex governatore siciliano Totò Cuffaro – condannato per favoreggiamento con l’aggravante mafiosa – per aver evitato l’accusa di concorso esterno alla criminalità organizzata. Un sentire comune distante da quello dell’ex sfidante Di Stefano che, a pochi giorni dal ballottaggio, dichiarava convinto: «Non credo proprio che a Palagonia esista un’influenza mafiosa».

Un lavoro duro quello che spetta alla nuova giunta. E con pochi mezzi, considerato il buco da più di venti milioni di euro delle casse comunali. Un’emergenza a cui Valerio Marletta risponde con la fiducia nella sua squadra: «Li vedete – dice indicando consiglieri e assessori alle sue spalle mentre sorride – Il nostro non sarà più il consiglio dei ricatti». Facce per lo più giovani, tutte pulite. C’è chi a stento riesce a trattenere le lacrime. Lo stesso sindaco sembra provato: è stanco da una campagna elettorale lunga e complicata, sempre in giro tra la gente. E’ emozionato: durante il comizio fa lunghe pause, si morde le labbra, passa la mano nervosamente sui pantaloni. «Sappiamo cosa ci aspetta – dice – Ma vi preghiamo solo di una cosa: non lasciateci soli». La piazza sembra non averne alcuna intenzione. Si balla e si canta fino a notte, nessuno vuole smettere di festeggiare. «Ormai – dicono i cittadini – ci siamo liberati».

Emergenza terremoto

Emergenza terremoto

I compagni e le compagne del PRC dell’Emilia organizzano da subito una cassa di resistenza per dare solidarietà attiva alle famiglie degli operai le cui fabbriche sono state distrutte dal terremoto. Facciamo appello a tutti i GAP ed a tutte le strutture di attivarsi da subito portando generi alimentari e soldi. Il punto di raccolta è Ferrara e le compagne Elisa Corridoni e Irene Bregola si occuperanno dell’accoglienza. info 347 1340481 – 3334379450 compagni e compagne, nel terremoto della crisi e nella crisi del terremoto la solidarietà è la nostra bandiera, non lasciamo soli i nostri fratelli. Attiviamoci!

“Bici-festazione” di Legambiente Lomellina

“Bici-festazione” di Legambiente Lomellina
Il 27 maggio 2012 tutti in bici con Legambiente Lomellina

Bicipace, ora alla 30 edizione, non è una semplice pedalata, ma una vera e propria bici-festazione, nata dall’idea che per un mondo migliore, senza fame, senza guerre, senza inquinamento, non basti delegare e che solo tutti insieme si possa alimentare la speranza di un cambiamento.
Sotto questa spinta da oltre un quarto di secolo migliaia di persone in bicicletta dall’Olona al Ticino, attraversano festosamente 50 comuni tra le province di Varese, Milano e Novara, fino all’arrivo previsto alla Colonia Fluviale di Turbigo, dove è possibile, oltre che rifocillarsi, condividere e sostenere i progetti ambientali e di solidarietà proposti ogni anno.
Temi centrali di questa speciale edizione sono la mobilità sostenibile, la tutela del territorio, l’educazione alla pace e il disarmo. In particolare rivendicheremo più spazio per le piste ciclabili e per la mobilità lenta, aderiremo alla campagna promossa da “Tavola per la Pace” per non far acquistare al nostro paese 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter F-35 con un costo di circa 15 miliardi di euro e sosterremo due progetti di solidarieta’ in Kenia e a Vernazza.

Legambiente attraverso il Circolo “Il Colibri” in Lomellina promuove e partecipa in forze a questa iniziativa.
Per chi desidera partecipare, l’appuntamento è in bici a Mortara domenica 27/5 alle ore 8,30 in Via Lomellina, davanti al supermercato Penny. Adesione obbligatoria. Qui con un furgone trasferiremo le bici ad Abbiategrasso, dove inizierà la pedalata attraverso luoghi di grande bellezza paesaggistica. Il Ritorno a Mortara è previsto verso le ore19.

Info

Stefano 3349041706
Adriano 3400667971

Jazz alla Coop Portalupi con “Brasil Project” sabato 26 maggio 2012

Jazz alla Coop Portalupi con “Brasil Project” sabato 26 maggio 2012

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ALBERTO TAVA & PIETRO BONELLI

BRASIL  PROJECT

Il progetto nasce dall’incontro dei due artisti a Pavia, i quali coniugano la loro grande passione per la Bossa-Nova e il samba.

Questa via estetica prende forma, in virtù del consolidato feeling dei  musicisti che riescono a creare una magica  atmosfera ad ogni appuntamento a cui sono chiamati.

L’impatto, da questo punto di vista è assolutamente coinvolgente e solare,

grazie all’unione di tecnica ed espressività dei singoli i quali cercano  costantemente la comunicazione con il pubblico che partecipa ai loro concerti.

Il progetto è sostanzialmente un tributo alla musica di A.C.Jobim arricchito da brani scritti da altrettanti straordinari compositori Brasiliani più contemporanei come Djavan,Joao Bosco,etc…

Lotte Macao. Sostegno di Basilio Rizzo

Lotte Macao. Sostegno di Basilio Rizzo

CENTRI ESTIVI E DISABILI: LE SOLUZIONI CI SONO, IL CONSIGLIO COMUNALE INTERVENGA

CENTRI ESTIVI E DISABILI: LE SOLUZIONI CI SONO, IL CONSIGLIO COMUNALE INTERVENGA
Rifondazione Comunista contesta la giunta e sollecita risposte per difendere i diritti dei minori e delle loro famiglie
Non accettiamo che scenda un velo di silenzio sulla questione della mancata accoglienza ai centri estivi del Comune di Vigevano dei bambini con più di 12 anni anche nel caso si tratti di soggetti con disabilità o disagio grave.
L’assessore competente si è giustificato affermando che l’attuale giunta leghista vuole il rispetto dei regolamenti, senza alcuna deroga.
In verità, non esiste nei regolamenti comunali alcuna norma specifica che possa essere richiamata per giustificare una simile scelta. Al contrario: in tutti i regolamenti del Comune relativi all’ambito educativo ed ai servizi alla persona è prevista espressamente la possibilità che il Dirigente responsabile assuma provvedimenti in deroga alle norme abitualmente in vigore. Si tratta di un’indicazione di buon senso, per andare incontro a situazioni specifiche ed a casi particolari non previsti nelle norme generali.
L’assessore ha anche sostenuto che l’applicazione di deroghe renderebbe tutto molto aleatorio. A parte il fatto che questa affermazione sottintende l’idea che il Comune debba essere una “macchina” composta da burocrati che non ragionano con la propria testa e completamente separati dalle necessità delle persone, ci vengono in mente almeno due criteri di buon senso. Prevedere la deroga per bambini con più di 12 anni che, a causa del loro disagio, frequentano ancora le scuole elementari. Prevedere la deroga per gli stessi soggetti nel caso abbiano diritto alle attività di sostegno nell’ambito scolastico che frequentano.
Quindi, come sempre, la questione è politica: la giunta comunale vuole o no garantire il diritto dei bambini con disabilità o disagio a crescere bene (anche in estate…) insieme ad altri bambini? La giunta comunale vuole o no offrire aiuto e sostegno alle famiglie che vivono quotidianamente con il disagio o la disabilità?
Dalle ultime elezioni amministrative Rifondazione Comunista non è più presente in consiglio comunale a Vigevano, ma ritiene indispensabile che su questa vicenda le forze politiche presenti in Comune si esprimano al più presto “indicando” alla giunta come risolvere tale inaccettabile situazione, visto che gli attuali amministratori leghisti sono “fermi” ai cavilli burocratici.
Le soluzioni ci sono, il silenzio è complicità. Non si possono minare alle fondamenta i diritti dei minori, non si possono abbandonare i genitori.
Roberto Guarchi
già consigliere comunale
del Partito della Rifondazione Comunista
al Comune di Vigevano
(Lettere tratte dall’Informatore di Vigevano di giovedì 24 maggio 2012)

La reazione/1
Per i bambini disabili i centri sono utili

Egregio direttore, scrivo questa lettera in riferimento al breve articolo dal titolo “Centri estivi nella bufera” pubblicato sull’Informatore di giovedì 17 maggio.
Come giustamente evidenziava tale articolo, il Comune di Vigevano pone delle restrizioni, come da regolamento, circa l’età che i bambini normodotati o disabili medio-gravi devono avere per poter accedere al servizio dei centri estivi. La conseguenza di ciò è che parte dei bambini disabili che frequentano ancora la scuola primaria hanno ricevuto il ben servito e i loro genitori sono stati invitati a portare i loro figli altrove. Sì, ma dove? Il nostro assessore alle politiche sociali risponde di rivolgersi all’apposito servizio che si occupa di minori disabili senza fornire un’alternativa concreta e soddisfacente a bambini che di fatto traggono giovamento da un servizio di cui hanno in passato sempre fruito.
Attenersi alla lettera al regolamento significa inserire il pilota automatico circa una questione che meriterebbe un’attenzione e una sensibilità diversa, visto che i destinatari del servizio sono persone. L’assessore continua dicendo che «le persone conoscono le regole solo quando da esse vengono toccate personalmente…». Io direi che le persone cercano di cambiare le regole quando da esse vengono penalizzate nei propri diritti. Un regolamento dovrebbe avere caratteristiche dinamiche tali per cui un cambiamento non rappresenta un venir meno alle regole, ma semplicemente andare in contro alle esigenze di problematiche presenti nel territorio.
Alcuni bambini disabili risultano fuori età pur frequentando ancora la scuola primaria poiché non hanno ancora raggiunto gli obiettivi minimi per poter accedere al grado scolastico successivo. Quindi, chi l’ha detto che l’aver superato di soli sei mesi il dodicesimo anno di età possa mettere in condizione un disabile di non poter socializzare con altri bambini?
Preciso quella che ritengo sia un’ovvietà per chi, come me, lavora con questi bambini… Molte volte l’età cronologica non corrisponde all’età cognitiva del bambino. Per cui anche se il bambino che abbiamo davanti sembra un dodicenne “attempato” in realtà cognitivamente risulta essere molto più piccolo. Durante l’anno scolastico i bambini disabili inseriti nelle classi, pur avendo qualche anno in più rispetto ai compagni, si sono inseriti positivamente nel contesto divenendone parte integrante. Proprio l’integrazione è il perno delle attività su cui gira il lavoro di insegnanti e genitori, che desiderano dare a questi bambini gli strumenti per diventare parte della società in maniera dignitosa.
I centri estivi non dovrebbero essere un discorso a parte ma un’occasione di crescita e di sperimentazione in un contesto differente. Invece la rigidità con cui si pensa a questo servizio rischia di tramutarlo in un parcheggio dove piazzare i propri figli al termine della scuola… Un parcheggio, che a differenza di altri presenti nel territorio, non ha nemmeno un grande ritorno economico.
Lettera firmata

La reazione/2
Disabilità: un mondo tutto da scoprire
In questo mese stanno avendo luogo in tutta la nazione (Vigevano inclusa) seminari di informazione utili a chiarire il ruolo della psicologia nei confronti della disabilità. Questa manifestazione (denominata “Mip”) è alla sua quinta edizione annuale, e oltre mille psicologi e psicoterapeuti stanno erogando e erogheranno (fino al 31 maggio) colloqui gratuiti a tema psicologico in tutta la nazione. In Lombardia i professionisti coinvolti in questa interessante iniziativa sono trecento, e quindici sono di Vigevano. Il tema conduttore di questa edizione, “Il concetto di energia psichica”, denota il punto chiave per aprire la porta del mondo invisibile dei disabili. Infatti in questi incontri gratuiti viene valorizzata l’intenzione, attuata dai professionisti del settore, di fare comprendere che i disabili fanno parte del mondo e non devono essere considerati un mondo a parte.
Cambiando soggetto ma restando in argomento, sarebbe interessante che nel convegno “Vivi Vigevano” (che avrà luogo venerdì 25 maggio, dalle 8,30 alle 12,30 al cinema Odeon sito a Vigevano) oltre ai diversi argomenti già in programma possa anche essere descritto l’argomento “disabilità” in modo che i giovani studenti possano comprendere il disagio della disabilità (in ogni forma di presenza) e fare entrare la stessa nel loro programma inerente ad un futuro migliore della città di Vigevano. In questo modo studenti e non potranno anche capire che una persona disabile oltre che con i problemi comuni deve convivere e lottare contro le difficoltà pratiche e morali indotte con prepotenza da questo disagio.
Evitando in questo modo di ripetere situazioni analoghe a quella del bambino disabile a cui è stata negata la possibilità di frequentare i centri estivi comunali solo perchè aveva superato di sei mesi l’età prevista.
Relazione di un uomo disabile.
Gianluca Castelbuono

Mobilitazione popolare contro le barbarie del terrorismo

Mobilitazione popolare contro le barbarie del terrorismo

Paolo Ferrero

BRINDISI: INVITIAMO ALLA MOBILITAZIONE POPOLARE.

Contro la barbarie del terrorismo che vuole spaventare invitiamo alla mobilitazione popolare. Se gli assassini che mettono le bombe e uccidono ragazze inermi vogliono seminare il terrore, spaventare, spingere la gente a chiudersi in casa, noi dobbiamo reagire, manifestare e discutere collettivamente. Invitiamo i circoli di Rifondazione, le organizzazioni democratiche, i sindacati, i sindaci democratici a indire manifestazioni e assemblee pubbliche in tutti i comuni d’Italia. I terroristi hanno come obiettivo il popolo, il popolo deve ritrovarsi