Archivio for settembre, 2013

Un pullman da Vigevano per la manifestazione nazionale del 12 ottobre a Roma

Un pullman da Vigevano per la manifestazione nazionale del 12 ottobre a Roma

Un pullman da Vigevano per la manifestazione nazionale del 12 ottobre a Roma

Sabato 12 ottobre anche Rifondazione Comunista sarà presente a Roma alla manifestazione nazionale “Costituzione: la via maestra” promossa da Landini, Zagrebelsky, Rodotà, don Ciotti e Carlassare per la difesa e l’applicazione della Costituzione.

La Federazione di Pavia del Partito della Rifondazione Comunista vuole favorire la partecipazione a questa manifestazione ed ha quindi promosso un pullman, con un costo di 25 euro per partecipante (per disoccupati, studenti e precari il contributo è ridotto).

Il pullman partirà da Vigevano nelle primissime ore del mattino di sabato 12 ottobre, con rientro nella notte tra sabato e domenica.

Per adesioni è possibile contattare il numero di telefono 328-1028046, entro venerdì 4 ottobre.

Il nostro testo costituzionale, basato sulla difesa e sulla tutela del lavoro, dei diritti, del welfare e della democrazia, è visto dalla cosiddetta “troika” (Bce, Commissione Europea e Fmi) come un ostacolo agli interessi delle oligarchie finanziarie e del padronato europeo.

Dopo le continue disapplicazioni dei principi costituzionali, oggi questi “signori” si stanno spingendo oltre: se era già molto grave l’inserimento in Costituzione del pareggio di bilancio (introdotto dal Governo Monti con il sostegno di Pd e Pdl e che ci ha trasformato da una Repubblica “fondata sul lavoro” ad una repubblica piegata agli interessi della finanza), oggi il Governo Letta e le “larghe intese” stanno attaccando l’articolo 138, attraverso la cui modifica diventerà molto facile cambiare e “demolire” il testo costituzionale, anche nella sua prima parte. Come dire: se le regole del gioco ti stanno strette, allora cambiale! Il problema è che il “gioco” di cui stiamo parlando si chiama democrazia ed il “sogno proibito” del presidenzialismo è sempre più dietro l’angolo per chi mira a svuotare le funzioni del Parlamento e cancellare quindi il concetto di rappresentanza.

Centrodestra e centrosinistra sono concordi nell’applicare questo modello politico e nel continuare a scaricare i costi della crisi sul popolo italiano a suon di “austerity”, ratificando di fatto decisioni e diktat imposti dai poteri forti.

L’unica alternativa può essere solo una sinistra forte ed unita che sappia essere autonoma da un centrosinistra lontano ormai anni luce dalla gente, da un centrodestra troppo impegnato a difendere gli interessi di un delinquente, e che sappia frenare spinte nazionaliste e populiste che in realtà sono funzionali al mantenimento di questo sistema.

Il 12 ottobre può essere e deve essere un punto di partenza affinché si possa iniziare a costruire uno spazio di dialogo e confronto tra partiti, associazioni, movimenti e tutti quei soggetti consapevoli della necessità di un cambiamento. Il punto di partenza per un movimento costruito dal basso, e non con accordi verticistici, che si ponga come obiettivo immediato la difesa e l’applicazione della Costituzione.

Alessio Galli

Segretario del Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

 

 

La via maestra. Incontro pubblico a Voghera 7 ottobre 2013

La via maestra. Incontro pubblico a Voghera 7 ottobre 2013

dibattito Voghera

 

 

Filastrocche da Filare

Filastrocche da Filare

 

VIGEVANO PV Biblioteca dei Ragazzi in Via Boldrini

Sabato 5 OTTOBRE 2013

VIGEVANO PV

Presso la BIBLIOTECA DEI RAGAZZI G.CORDONE in Via Boldrini

Alle ore 15 ENTRATA LIBERA

nell’ambito della premiazione del LIBRIVORO 2013

IL RODARI CLUB TRIO

presenta :

Filastrocche da Filare

le filastrocche e le fiabe della tradizione popolare incontrano

quelle scritte dal grande GIANNI RODARI ed è una festa di rime ,

storie imprevedibili scoppiettanti grazie al TRIO che le fa

CANTARE,LEGGERE, GIOCARE e BALLARE a ritmo di FOLK , BLUES COUNTRY ,RAP,ROCK & ROLL…

le FILASTROCCHE POPOLARI in particolare della tradizione Lomellina da Trata burata, a Musèt litighin, al Babi, Crapa pelada ….incontrano i : Re Federico, Il dromedario e il cammello, A inventare i numeri, I colori e gli odori dei mestieri, A inventare le storie, La famiglia punto e virgola….

Uno spettacolo, un concerto, un ‘animazione per tutti ,grandi e bambini dove apprezzare ancora di più la grande attualità delle sue opere ,che partendo dalla tradizione hanno rinnovato i generi.

Gianni RODARI trattato come cantautore , bluesman con le sue RIME a dar lo spunto a divertenti ANIMAZIONI e originali CANZONI

RODARI CLUB TRIO e special guest

Piero Carcano:animazione,canto,percussioni e kazoo…

Gianni Rota: voce,flauto,chitarra acustica, percussioni…

Davide Buratti contrabbasso,…

e special guest ANZALDI Cristian chitarra, flauti, fisarmonica..

Ritorna il gruppo lomellino che da oltre 10 anni anima le letture dei più piccoli girando strade, biblioteche,Festivale e Feste del libro nelle case , nelle Scuole , nelle Fiere un po’ di tutta Italia.

Per questo spettacolo dal taglio particolarmente popolare in particolare lomellino, le animazioni musical-teatrali prendono linfa dalle filastrocche di ieri quelle che raccontavano i nostri nonni ai bambini fino ad arrivare a quelle di oggi del grande autore piemontese . Grazie alla loro straordinaria freschezza e modernità si parte per un viaggio a tappe fatto di progressive trasformazioni ed adattamenti a ritmi, musiche e animazioni legate al nostro tempo e alle “nostre” musiche .L’omaggio al grande autore prevede anche alcune sue canzoni che sono state interpretate dai grandi della canzone degli anni 70. Ne scaturisce uno scoppiettante spettacolo-animazione con una prima parte a base di Filastrocche “giocate e suonate”in chiave moderna e di Fiabe animate e “suonate” utilizzando le rime di Rodari come lui invitava a fare, Muoversi qua e là recitare, cantare, ballare liberamente nel contesto di una animazione guidata, dai ritmi serrati. Si parte dal FOLK per passare al ROCK classico al soul,dal rythm and blues al jazz, dal BLUES al rap al country, dal boogie woogie al rock’n’roll, il RODARICLUB si è divertito a rivestire musicalmente le filastrocche ispirandosi ai classici della musica rock-pop…

Nello spettacolo si alterneranno così brani da ascoltare e altri da cantare insieme “costruiti” dal Rodari club Trio anche unendo strofedi filastrocche diverse .animati con balli, un pizzico di teatro gestuale e molto gioco.

Uno spettacolo quindi adatto a un pubblico non solo di bambini come dimostra anche il vorticoso “danzato” Girotondo di tutto il mondo finale con musiche etniche che riunirà i bambini delle diverse parti del mondo, quelli di oggi e “di ieri” “ con le mani nelle mani sui paralleli e sui meridiani”.

info:pierocarcano3@tiscali.it tel: 3335740348 FB: Rodari Club Trio

Sul previsto nuovo centro commerciale in Viale Cappettini a Mortara

Sul previsto nuovo centro commerciale in Viale Cappettini a Mortara

Mortara, 28 settembre 2013

 Sul previsto nuovo centro commerciale in Viale Cappettini a Mortara

Risulta da articoli di stampa che l’amministrazione comunale di Mortara sta trattando per un nuovo centro commerciale in Viale Capettini nella zona degli ex magazzini generali. L’amministrazione comunale chiederebbe, in cambio, una rotonda e la sistemazione del controviale.

Una scelta di questo tipo è del tutto negativa per Mortara dove sono presenti già numerosi centri commerciali su una popolazione di soli 15.000 abitanti e con un consumo decisamente in ribasso a causa della crisi economica. Ci sarebbe una ulteriore cementificazione del territorio (sembra sia previsto un ulteriore insediamento residenziale a fianco del centro commerciale stesso) senza apprezzabili risultati.

L’unica zona, secondo noi, dove sarebbe necessario a Mortara creare un punto di vendita adeguato sarebbe il vasto quartiere di Corso Torino, rimasto privo del tutto di una adeguata struttura commerciale con conseguenti difficoltà per gli abitanti, soprattutto per gli anziani.

Questa è purtroppo la conseguenza di una mancata  giusta programmazione del territorio sia dal punto di vista urbanistico, sia dal punto di vista commerciale. Il Comune di Mortara ha un piano urbanistico sovradimensionato che prevede zone residenziali e commerciali ben al di sopra delle necessità, mentre la Provincia di Pavia se ne guarda bene di tirare fuori dal cassetto e approvare il piano commerciale già costato ben 125.000 euro. Da notare che l’attuale Sindaco Marco Facchinotti è stato fino  a poco tempo fa vicepresidente della giunta provinciale Poma e quindi corresponsabile delle mancate scelte.

Anche il Comune di Mortara se ne è ben guardato dal costruire un piano commerciale cittadino, classificando invece nell’attuale piano urbanistico la zona dei magazzini generali come commerciale – residenziale  ( scelta della precedente giunta Robecchi/Lega).

Questo vuol dire una sola cosa : in mancanza di regole si consente via libera ai grossi gruppi economici e alle speculazioni, con l’ovvia conseguenza di un ulteriore attacco al piccolo commercio e all’assetto urbanistico della città.

Rileviamo infine l’assoluta incoerenza di quelle forze politiche che , a parole, proclamano di voler difendere il territorio mentre, nei fatti, aiutano a stravolgerlo.

Teresio Forti

Ex consigliere comunale a Mortara

Della segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Gianni De Paoli

Segretario del circolo di Mortara“A. Mascherpa” del Partito della Rifondazione Comunista

Cantosociale lezione – concerto dedicata a Marcinelle

Cantosociale lezione – concerto dedicata a Marcinelle

Scuola Civica Arte & messaggio di Via GIUSTI 42 MILANO

Mercoledi’ 2 Ottobre ore 18.00 nell’ambito della

SETTIMANA della COMUNICAZIONE a Milano dal

29.9 al 5.10

Auditorium SCUOLA CIVICA ARTE & MESSAGGIO

Via GIUSTI 42 MILANO

Cantosociale lezione -concerto dedicata a Marcinelle,

I 2 storici fondatori del gruppo CANTOSOCIALE :Gianni Rota e Piero Carcano voci cantanti e recitanti , flauto,chitarra, kazoo, percussioni…per gli studenti e non solo terranno una lezione concerto sul tema EMIGRAZIONE-LAVORO e sicurezza sui posti di lavoro.

Partendo dalle storie realmente accadute di ordinaria insicurezza sul lavoro, e in particolare dalla tragedia di Marcinelle , una catastrofe avvenuta la mattina dell’8 agosto 1956 in una miniera di carbone, denominata Bois du Cazier, situata a Marcinelle, nei pressi di Charleroi, in Belgio.

L’incidente provocò 262 morti su un totale di 274 uomini presenti nella miniera.e morirono oltre 100 minatori.

Ii 2 raccontatori musicisti cantori attraverso monologhi e canti, canzoni insomma attraverso la “STORIA orale ” daranno un forte impatto sociale alle ricerche e ai lavori che gli studenti stanno già facendo da tempo. In particolare la loro realizzazione di un fumetto sulla tragedia di Marcinelle è in mostra proprio al Museo di Marcinelle, in Belgio, dal 8 agosto al 3 novembre di quest’anno.L’evento è inserito nella Settimana della Comunicazione che si terrà a Milano dal 29 settembre al 5 ottobre.

Ferrero: “Tenere gli occhi aperti affinchè nessuno possa sfasciare Rifondazione”

Ferrero: “Tenere gli occhi aperti affinchè nessuno possa sfasciare Rifondazione”

Ferrero: “Tenere gli occhi aperti affinchè nessuno possa sfasciare Rifondazione”

Pubblicato il 29 set 2013 di Paolo Ferrero

Cari compagni e compagne, nei giorni scorsi ho affermato pubblicamente, nella forma più visibile possibile, che i servizi segreti stanno operando per infiltrarci. Questo grido di allarme si basa sulle segnalazioni e sulla documentazione fornitaci da più parti.

Della situazione ne abbiamo ovviamente discusso in segreteria e abbiamo deciso di segnalare la questione alla Commissione di garanzia che dovrà svolgere i suoi compiti di magistratura interna.

Parallelamente però non sfugge a nessuno come a partire dal mese di ottobre avremo nel paese numerose manifestazioni, così come non sfugge a nessuno che il governo abbia messo in campo in questi mesi una strategia di criminalizzazione del dissenso molto estesa: dal movimento NO TAV della Val di Susa fino alle calunnie su Stefano Rodotà. In questo contesto e senza perdere nemmeno un minuto ho ritenuto opportuno rendere pubblico il problema in modo che se qualcuno avesse intenzione di utilizzare le mobilitazioni dell’autunno come occasione per coinvolgere Rifondazione in provocazioni, si sappia in anticipo chi è il mandante.

Il rendere visibile e pubblico il problema è l’unico modo per tutelare efficacemente il partito da eventuali provocazioni. Il senso di questo grido di allarme non ha quindi nulla a che vedere con l’apertura di una qualche assurda caccia alle streghe ma piuttosto con l’invito ad attuare collettivamente una forte attenzione in modo che non abbiano a succedere atti interni od esterni che possano permettere a chi ne fosse interessato di danneggiare Rifondazione e disgregarla.

Come abbiamo detto più volte Rifondazione Comunista se non ci fosse sarebbe da inventare, per questo bisogna tenere gli occhi aperti affinché nessuno possa sfasciarla.

 

La sfida finale del proto-dittatore che Napolitano volle al governo dell’Italia

La sfida finale del proto-dittatore che Napolitano volle al governo dell’Italia

POLITICA

La sfida finale del proto-dittatore che Napolitano volle al governo dell’Italia

 

Persino in un’Italia anestetizzata e rimbecillita da vent’anni di Tv berlusconiana, non c’è fesso talmente fesso da non aver compreso che il Caimano ha ordinato ai suoi ministri-famigli di abbandonare la bagnarola del governo non già perché deluso dal mancato rinvio dell’aumento dell’Iva, ma solo in quanto ormai persuaso – a torto o a ragione – che nulla e nessuno avrebbe potuto salvarlo dalla pena comminatagli in via definitiva dalla Suprema Corte. Berlusconi, dunque, rompe il fragile vaso delle “Grandi intese” e va alla guerra totale. Difficile immaginare che fatta la frittata si possa fra poco ritornare all’uovo. Berlusconi punta alle elezioni, poiché pensa che questo sia per lui lo scenario più favorevole (o meno sfavorevole) considerato che dall’altra parte della barricata c’è un Partito democratico sfibrato dall’irriducibile conflitto interno e da un’assenza di idee e di vera leadership. Ma prima ancora delle elezioni c’è un calcolo, cinicamente eversivo, coltivato con la protervia di uno scespiriano Riccardo III. La sfida che Berlusconi lancia, prima ancora che agli avversari politici, è allo Stato, alle Istituzioni, ai liberi cittadini di questa Repubblica. Berlusconi cala le carte e va a vedere quelle degli altri. “Provino ora ad arrestare il capo dell’opposizione, se ne hanno gli attributi” manda a dire, con toni da guerra civile, il pregiudicato, il proto-dittatore trasformato da Giorgio Napolitano e dal Partito democratico in alleato e fulcro del governo con cui concordare un’immonda “pacificazione”.

 

Servirebbe ora un sussulto di dignità, un colpo d’ala (ma chi ancora le possiede, le ali, in questa claustrofobica stagione post-democratica) per trattare Berlusconi e lo stuolo famelico dei suoi servi come meritano. Invece, ancora in queste ore, il presidente della Repubblica, con perfetto tempismo, parla di indulto, sacrosanto per i poveracci che affollano quei lager che sono le nostre carceri, indecente per il Caimano che pretende un salvacondotto per sè solo: un requiem definitivo per la Repubblica.

 

In queste ore, in questi giorni si gioca molto del futuro democratico del Paese. E’ dubbio che le forze politiche e i loro più che modesti capintesta ne abbiano la percezione. Anche per questo la mobilitazione di sabato 12 settembre per la difesa e l’attuazione della Costituzione si carica di un enorme significato. Tocca al popolo, ai suoi lavoratori, alle energie intellettuali ancora libere mettersi di traverso e impedire che la storia politica di questo paese precipiti in un nuovo buco nero.

Dino Greco

 

in data:29/09/2013

 

Solidarietà a Perino. Basta con la repressione in Val di Susa.

Solidarietà a Perino. Basta con la repressione in Val di Susa.

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Assurda è l’ipotesi di istigazione a delinquere formulata nei confronti di Alberto Perino a cui è stata anche perquisita l’abitazione in data odierna. Ormai è un continuo stillicidio di intimidazioni, denunce, provocazioni rivolte contro il movimento No Tav e i suoi esponenti più rappresentativi. Invece che il confronto aperto, democratico si continua a perseguire la strada della repressione.  Questa è ottusità allo stato puro che non produrrà alcuna normalizzazione sociale di una comunità che giustamente protesta contro la distruzione del proprio territorio. A Perino va la solidarietà mia e di Rifondazione Comunista. Detto ciò va data una risposta corale, sul piano della mobilitazione democratica al clima di caccia alle streghe che si è scatenato contro tutti gli oppositori del Tav in Val di Susa. In tal senso rinnoviamo il nostro impegno politico e di presenza”.

Torino, 27.09.2013

 

Casorate Primo, 8 ottobre: dibattito con Vittorio Agnoletto per applicare la Costituzione

Casorate Primo, 8 ottobre: dibattito con Vittorio Agnoletto per applicare la Costituzione

La Costituzione va attuata in ogni sua parte, invece di proporre modifiche!!!

In Italia, fin dalla sua nascita nel 1948, la Costituzione Repubblicana ha avuto nemici che hanno usato ogni mezzo per contrastarla.

costiuzioneLa Costituzione è cosa tua!

Tutte/tutti a Roma

Il 12 ottobre

per difendere

e applicare

la Costituzione

manifestazione promossa da Lorenza Carlasse, Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky

www.costituzioneviamaestra.it

MARTEDI’ 8 ottobre a Casorate Primo

 sala consiliare ore 21

dibattito con VITTORIO AGNOLETTO

simbolo

Rifondazione Comunista di zona

vuole favorire la partecipazione

alla manifestazione con un pullman,

per prenotazioni info 3402661344

MILANO 29 SETTEMBRE PER IL LAVORO LA VIA MESTRA : APPLICARE LA COSTITUZIONE

MILANO 29 SETTEMBRE PER IL LAVORO LA VIA MESTRA : APPLICARE LA COSTITUZIONE

MILANO 29 SETTEMBRE PER IL LAVORO LA VIA MESTRA : APPLICARE LA COSTITUZIONE

Il lavoro, la via mestra che riempie di contenuto la nostra Costituzione. Senza lavoro non c’è dignità e parità sociale. Senza lavoro non ci sono diritti perchè vince la regola del più forte. Domenica 29 settembre a Milano, in Via Valvassori Peroni 56, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 parleremo di questo preparando la manifestazione del 12 ottobre.

Insieme a diverse lavoratrici e lavoratori di fabbriche lombarde parleremo con:

STEFANO MASSON associazione “NonUnodiMeno”; ALESSANDRO BRAGA giornalista Radio Popolare; NADIA ROSA responsabile politiche del lavoro PRC Milano; ANDREA DI STEFANO economista; BRUNO CASATI già assessore al lavoro della Provincia di Milano; ROBERTA FANTOZZI responsabile nazionale lavoro-Welfare PRC

Introduce e coordina: Giovanna Capelli Segretaria Regionale PRC

Per chi usa mezzi pubblici fermata metropolitana LAMBRATE – linea 2 verde per chi usa la macchina uscita LAMBRATE – tangenziale Est

29settembre_OK

Presidio contro la gita a Predappio

Presidio contro la gita a Predappio

presido san martinoTratto da: “La provincia Pavese”

Cgil: “Giù le tasse sul lavoro”. Ma come si fa a farsi ascoltare se non si sciopera mai?

Cgil: “Giù le tasse sul lavoro”. Ma come si fa a farsi ascoltare se non si sciopera mai?

LAVORO

Ormai il sindacato di Corso d’Italia la lotta di classe la fa solo con i comunicati. Il muscolo del conflitto, lasciato inerte da tempo immemorabile, si è ormai atrofizzato. Così anche le parole aleggiano nell’aria come un confuso rumore di fondo. Nessuno le ascolta, tantomeno il governo che sa bene di poter contare sull’acquiescenza della Cgil, trasformatasi in un bizzarro animale , “il sindacato d’opinione”. Camusso, al termine del direttivo di Corso d’Italia, è tornata ad indicare la necessità di un cambiamento (ohibò!) della politica economica del Paese, ritenendo la legge di stabilità una cartina di tornasole. “Il dibattito che c’è non convince, per usare un eufemismo – afferma – sembra ci sia uno schema di galleggiamento, non ci si sta confrontando con il profilo del Paese e le esigenze dei cittadini. E non si aggredisce il nodo fondamentale, che è quello dell’ingiustizia nella distribuzione del reddito e della sovrabbondante tassazione sul lavoro dipendente e sulle pensioni. Questo sarà il nostro punto dirimente di giudizio dell’esecutivo. Se la legge di stabilità non scioglie questo nodo non si potrà che procedere con la mobilitazione. Senza risultati – ribadisce Camusso – si deve avviare una stagione unitaria di mobilitazione”. Dunque Camusso non si è accorta che la redistribuzione del reddito non sta neppure nei retropensieri del governo. La segretaria del più grande sindacato italiano, di fronte al colossale dissesto economico del paese, ad una mastodontica crescita della disoccupazione, ad un attacco ai salari senza precedenti, manda a dire che starà a vedere cosa ci sarà nel paniere del patto di stabilità stretto nei vincoli del pareggio di bilancio. Poi si vedrà. Eppure, secondo la segretaria generale della Cgil “le condizioni per fare una legge di stabilità con questa caratteristiche ci sono se c’è la volontà politica”. La volontà politica di chi? E quali sono le condizioni che renderebbero possibile – secondo Camusso – una buona ed equa legge finananziaria, magari orientata allo sviluppo e al sostegno dei redditi da lavoro? Che ne so: la disobbedienza ai patti europei? Manco a parlarne! Da quei vincoli non si schioda il governo e a noi non risulta che la Cgil proponga di farlo. Camusso conclude la sua esternazione ad uso della stampa  con la classica richiesta al governo di “convocare un tavolo con le parti sociali e iniziare la discussione” perché “riteniamo ci sia già un grande ritardo”. “O la legge di stabilità cambia passo o siamo destinati a declinare”, ha poi laconicamente concluso Camusso, perché “nessun meccanismo che ragioni di Iva e Imu raggiunge l’obiettivo” di ridistribuire il reddito e ridurre la tassazione su lavoratori dipendenti e pensionati. “Dal lavoro bisogna ripartire” conclude il leader della Cgil. Grande intuizione.

E gli scioperi? Dopo, dopo.

 

Dino Greco

in data:23/09/2013

Il Saccomanni

Il Saccomanni

il corsivo

Il Saccomanni

Lo diceva già Petrolini, «i soldi bisogna prenderli ai poveri, ne hanno pochi ma sono in tanti». E Saccomani da qui non si sposta di un baffo: l’Iva deve essere aumentata di un punto, dal 21 al 22%, perché l’Iva è una roba sicura, la pagano tutti, poveri compresi, che, appunto, sono tanti, tantissimi, hai voglia.

E, d’altra parte, non si sfugge, l’ha spiegato bello chiaro, anzi ne ha fatto una specie di Comma 22: se il governo non aumenta l’Iva qui e ora, lui, che è tanto di ministro dell’Economia, si dimette; se lui si dimette, crolla il governo; se crolla il governo, i mercati si arrabbiano, fanno salire lo Spread e aumentare il Debito. Quindi, l’Iva non si può non aumentare. E per tanti “buoni” motivi. C’è il tetto del 3% da rispettare costi quel che costi, ci sono i patti vanno mantenuti, c’è l’Ue che ci guarda, il Fmi che ci tiene nel mirino, la Merkel che ci dà i brutti voti con la matita rossa: quegli 1,6 miliardi che servono per il sacro Fiscal Compact devono uscire dall’Iva, poche storie.

Ma di quali altre vie, di quali altri mezzi per far pagare non i soliti poveri ma magari i ricchi, si va mai parlando? Assurdità. C’è una e una sola strada per mantenere «il rigore nei conti» e lui, il neo-ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, la conosce benissimo e si prende la briga di indicarla con esemplare chiarezza anche nella recentissima intervista concessa al Corriere della Sera: «È più serio il giovane re d’Olanda Willem-Alexander, che, commentando il bilancio pubblico, ha detto: lo stato sociale non è più compatibile, occupatevene seriamente prima che sia troppo tardi».

Più chiaro di così. Mica c’è solo l’Iva, una ripassatina allo stato sociale non sarebbe male…

Ma Saccomanni, chi era costui? Fabrizio Saccomanni (Roma, 22 novembre 1942) è ovviamente un bocconiano, già presidente e membro del direttorio integrato dell’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), membro del Bri (Banca dei Regolamenti Internazionali), supplente del governatore della Bce (Banca centrale europea). Nonché direttore generale della Banca d’Italia. Nonché Cavaliere di Gran Croce.

Nonché detentore di emolumenti annui di 838.596 €.

Un tipo così. Libero di dimettersi.

 

Maria R. Calderoni

 

in data:23/09/2013

 

Costituzione di un nuovo circolo a Milano “Giovanni Ardizzone” di Rifondazione Comunista

Costituzione di un nuovo circolo a Milano “Giovanni Ardizzone” di Rifondazione Comunista

 

dai territori

Milano: nasce il circolo interunivarsitario di Rifondazione Comunista

 

Il nuovo circolo interuniversitario del Partito della Rifondazione Comunista di Milano ha celebrato il suo congresso costitutivo nel pomeriggio di venerdì 20 settembre. Con la nascita di questa nuova organizzazione, il nostro Partito pone le basi per un netto progresso qualitativo del suo intervento nel movimento studentesco, condizione essenziale per riconquistare alla causa del progresso sociale un mondo giovanile sempre più segnato dal senso comune dominante e sempre più colpito, in termini materiali come esistenziali, dalle conseguenze della crisi di sistema che investe il capitalismo a livello planetario.

Un segnale fondamentale innanzitutto perché testimonianza di come i comunisti milanesi tornino a porsi l’obiettivo di organizzarsi e incidere non soltanto territorialmente, ma infine anche in quei fronti di lavoro di massa che, come l’università, sono i luoghi essenziali della socialità e del conflitto.

Negli ultimi vent’anni l’università italiana è andata rafforzando i propri meccanismi di selezione di classe. Dall’autonomia agli atenei alla riforma Gelmini, per giungere agli ultimi interventi del governo Monti, essa ha assunto connotati sempre più elitari, moltiplicando tanto il fenomeno del fuoricorso quanto quello dell’abbandono degli studi. Dall’amministrazione ai servizi, essa è stata investita pienamente dal furore privatistico condotto alle sue estreme conseguenze nel quadro del radicarsi ai vertici della società del modello neoliberista come espressione ultima, ideologica ed economica, del dogma del capitalismo concepito come “fine della storia”.

Il nostro circolo nasce dunque con il compito di contribuire, nella concreta realtà del mondo universitario milanese, a organizzare la risposta teorica e pratica a tutto questo. Esso comincia il suo lavoro in seno a un movimento studentesco piegato dalle sconfitte, disperso e segnato dalle divisioni, da settarismi che è urgente superare se ci si vuole proporre di far vivere nelle nostre facoltà la battaglia per un’educazione pubblica, gratuita e di qualità. Il contributo che noi offriamo agli studenti milanesi è la riproposizione della forma partito come strumento di lotta di decisiva utilità per raggiungere risultati concreti e difendere i nostri interessi e le nostre condizioni di vita e di studio.

In pari tempo, il circolo intende rivolgersi anche alle altre componenti del mondo universitario: il personale amministrativo, da anni vittima della precarizzazione dei rapporti di lavoro, e i ricercatori colpiti dalla politica di tagli dettata dalle logiche privatistiche e poi di austerità che hanno guidato l’azione degli esecutivi succedutisi nel corso della Seconda Repubblica. E ci rivolgiamo anche a quei docenti che non concepiscono la carriera accademica come occasione di potere o fonte di privilegio, ma come servizio agli studenti che sono incaricati di formare e alla società tutta, che nell’università ha uno strumento la cui efficacia risulta decisiva per potere anche solo ipotizzare un avvenire di progresso.

Costruttori di unità e moltiplicatori del conflitto, dunque, da comunisti consapevoli della validità del metodo di analisi e della prassi di lotta derivante dal marxismo e dal leninismo e decisi ad applicare l’uno e l’altra creativamente nelle condizioni presenti. Questo è il significato che attribuiamo alla parola d’ordine della “rifondazione comunista”, che è per noi molto di più del nome del Partito in cui militiamo o di un’astratta suggestione ideologica.

Il congresso costitutivo del nostro circolo ha voluto dedicare la nuova organizzazione alla memoria di Giovanni Ardizzone, studente comunista della Statale assassinato dalla polizia a Milano il 27 ottobre 1962 nel corso di una manifestazione contro l’aggressione imperialista nordamericana a Cuba. Una scelta dettata da due ragioni: da un lato dalla volontà di ricollegare la nostra azione alla lunga e imponente tradizione di lotta degli studenti comunisti milanesi, capaci dalla lotta antifascista fino a tempi recenti di offrire un contributo esemplare alla causa della costruzione di una nuova società; dall’altro, nel quadro della gravissima crisi internazionale intorno al conflitto siriano – una crisi non meno pericolosa di quella del 1962 – , dall’urgenza di confermare il nostro impegno internazionalista per la ricostruzione di un rinnovato movimento antimperialista e contro la guerra a difesa dell’avvenire dell’intera umanità.

Scriveva Alvaro Cunhal, straordinaria figura di dirigente comunista portoghese di cui si commemora quest’anno il centenario della nascita: «L’allegria di vivere e di lottare ci viene dalla profonda convinzione che è giusta, splendida e invincibile la causa per cui lottiamo». Parole che facciamo nostre nel cominciare il duro lavoro che ci attende, orgogliosi e grati di poterci così inserire nel movimento reale che abolisce l’ingiusto stato di cose presente.

Alessio Arena

 

in data:22/09/2013

 

Germania al voto, Merkel stravince e potrebbe avere la maggioranza assoluta

Germania al voto, Merkel stravince e potrebbe avere la maggioranza assoluta

Germania al voto, Merkel stravince e potrebbe avere la maggioranza assoluta

Urne chiuse alle diciotto. Sul vincitore – anzi, sulla vincitrice – non ci sono dubbi. Angela Merkel, numeri alla mano, si riconferma l’unica candidata alla Cancelleria per i prossimi quattro anni. Il suo partito, la Cdu, e la Csu ottengono oltre il 42 per cento dei consensi. La portavoce Ursula von Leyen esprime entusiasmo per un risultato che «da vent’anni non si ripeteva». «Ora abbiamo un mandato a governare inequivocabile». Rispetto alle precedenti elezioni per il Bundestag nel 2009 l’aumento è significativo, oltre otto punti. Rimane invece aperta la domanda su quale sarà la nuova maggioranza parlamentare. Se il nome della Cancelliera è cosa fatta, non altrettanto si può dire del futuro governo. A turbare il successo di Angela Merkel c’è la disfatta dei liberali della Fdp, che nella scorsa legislatura erano i suoi alleati nella coalizione di governo. La Fdp, infatti, non è riuscita a superare la soglia di sbarramento del 5 per cento e non entra in parlamento. Per la prima volta nella storia della Germania federale i liberali si fermano al 4,5-4,7 per cento e non saranno rappresentati nel Bundestag. La Fdp conferma così il pessimo risultato ottenuto la scorsa domenica alle elezioni regionali in Baviera, dove pure erano rimasti fuori dal Landtag. Sull’altro versante, la coalizione che avrebbe dovuto scalzare Angela Merkel dalla Cancelleria, vale a dire il tandem Spd e Verdi, chiaramente non ottiene i numeri necessari a formare una maggioranza. I socialdemocratici raggiungono il 26 per cento, mentre i Grünen si fermano a un deludente otto per cento. Niente da fare, quindi, per il candidato della Spd Peer Steinbrück che fino all’ultimo in campagna elettorale aveva escluso qualunque tipo di alleanza di governo con la Linke. Spd e Verdi, da soli, sono molto lontani dalla maggioranza assoluta. Quale sarà, quindi, la nuova coalizione di governo è difficile a dirsi. Steinbrück ha già dichiarato di non esseer disponibile a fare il ministro in un governo di grande coalizione. «Ora – sono le prime parole di Steinbrück – la palla sta ad Angela Merkel. Lei ha il compito di formare una nuova maggioranza». Il candidato socialdemocratico difende dalle critiche la campagna elettorale svolta: «Non è vero che è stata priva di contenuti». Quel che è certo, però, è che il partito avrà molto da riflettere su questo risultato elettorale. Sintomatico il commento del segretario della Spd, Sigmar Gabriel: «Siamo cresciuti, ma ci aspettavamo di più, non c’è dubbio». Ora la parola torna a lui e ai vertici del partito. La strada verso la grosse Koalition rimane una delle più probabili. Resta da vedere, come la prenderà la base.

A sinistra, invece, la Linke ottiene un buon risultato e conquista l’8,4 pr cento. Anche se la formazione di Gregor Gysi e Oskar Lafontaine perde voti rispetto al 2009 – allora conquistò l’11,9 per cento – in queste consultazioni si dimostra il terzo partito alle spalle di Cdu e Spd.

Si è, invce, sgonfiata la vicenda dei Pirati, che dopo alcuni eccellenti risultati nelle elezioni regionali degli scorsi anni hanno fallito l’ingresso nel Bundestag. Potrebbe invece farcela, a superare la soglia del cinque per cento, la nuova formazione politica antieuro e liberalpopulista “Alternativa per la Germania” (AfD), oscillante intorno al 4,9 per cento. Se questo partito dovesse entrare nel Bundestag si aprirebbero nuovi scenari per la formazione della nuova maggioranza. Negli ultimi giorni di campagna elettorale, quando ormai era nell’aria il fallimento dei liberali, la Cdu di Merkel ha manifestato qualche segnale di apertura per una coalizione con la AfD – un partito, quest’ultimo, che si è distinto per la campagna contro la moneta unica e i pacchetti di aiuti Ue ai paesi in crisi. Se così fosse, la linea politica della futura Germania nell’Unione europea potrebbe riservare delle soprese.

Tonino Bucci

Liberazione on-line

in data:22/09/2013

Per il segretario del Prc Paolo Ferrero “non cambiera’ nulla della sua sciagurata politica economica”. “L’unico segnale positivo delle elezioni tedesche – aggiunge Ferrero – e’ l’ottimo risultato della Linke che con oltre l’8% diventa il terzo partito tedesco, l’unico partito contro l’austerita’ e le politiche della Merkel. L’unica alternativa in Europa e’ la Sinistra Europea, di cui fanno parte la Linke, Syriza, il Front de gauche. Per questo Rifondazione Comunista – che fa parte della Sinistra Europea – lavora per costruire anche in Italia una sinistra unita che faccia riferimento alla Sinistra Europea”.

 

Tutti a Desio contro la Pedemontana

Tutti a Desio contro la Pedemontana

Riceviamo dalla Fed. Prc Brianza e volentieri pubblichiamo. Sono gli stessi problemi per la Broni – Mortara. Spreco di soldi pubblici, di territorio ed ulteriore inquinamento.

Il partito della Rifondazione Comunista-Federazione di Monza e Brianza aderisce ed invita i cittadini brianzoli a partecipare, il 22 settembre a Desio dalle ore 14:30, alla grande manifestazione contro la Pedemontana e le opere inutili (e dannose).

A distanza di un anno dalla prima grande manifestazione No Ped ci troviamo a riaffermare l’inutilità e i danni di un progetto che si materializza in un’autostrada di circa 157 km che dovrebbe collegare gli aeroporti di Malpensa e di Orio al Serio. Una striscia di cemento e asfalto, dal costo di 5 miliardi di euro, che occuperà, consumandolo, circa 12 km quadrati del già cementificato territorio brianzolo. Questa opera devasterà parte dei 5 parchi sovra comunali producendo ulteriore danno nel danno. Il traffico generato sarà causa di ulteriore inquinamento vanificando gli sforzi, che molti comuni stanno facendo, per la viabilità leggerà e sostenibile.

Come tutte le grandi opere c’è il rischio concreto che siano portatrici di malaffare e di infiltrazioni mafiose. Settant’anni di cementificazione che hanno sconvolto il nostro territorio e hanno fatto della Brianza la seconda provincia dopo Napoli come densità di popolazione e la ventunesima su 110 come popolazione. Con un trasporto pubblico e le linee ferroviarie ferme al 1800 e con uno sviluppo ferroviario capace di offrire un numero di chilometri irrisorio (stimato pari a 292 km) rispetto al totale di strade comunali-provinciali-nazionali e autostrade che si articolano nella Brianza (stimato pari a 3.528 km).

OPPORSI NON E’ SOLO UN FATTO DI CIVILTA’ MA SIGNIFICA LOTTARE PER UN MODELLO DI SVILUPPO ALTERNATIVO CHE STIMOLI L’USO DEL MEZZO PUBBLICO E DELLA FERROVIA.

Bisogna cioè intensificare le opere di connessione della Brianza al nord Milano (MM1 – MM2 e MM5) e riprendere il cosiddetto “protocollo del ferro” e lì investire. Ad esempio ripristinare senza ulteriori indugi (e minacce di non realizzare l’opera da parte di EXPO 2015) la metrotranvia Milano-Limbiate e la Milano–Seregno e disporre per i pendolari materiale rotabile decente, con maggiori frequenze ed in orario. I 5 Miliardi di euro previsti quale costo per l’opera siano risparmiati e destinati alla grave crisi occupazionale che attanaglia la Brianza con attenzione particolare verso gli esodati, i disoccupati giovani e meno giovani, lo stato delle nostre scuole pubbliche, le politiche abitative e un modello di sviluppo capace di rispettare l’ambiente.

Rifondazione Comunista è presente nel territorio brianzolo al fianco dei cittadini che lottano e non si rassegnano alla Pedemontana, ai lavori della TEM e di quanti si stanno mobilitando per chiedere l’interramento della RHO – MONZA.

Per questi validissimi motivi saremo a Desio il 22 Settembre con le nostre bandiere e le nostre proposte.

 

Prc, Federazione Brianza

 

in data:20/09/2013

 

Saccomanni: “O a ottobre aumenta l’Iva o resta la tassa sulla casa”

Saccomanni: “O a ottobre aumenta l’Iva o resta la tassa sulla casa”

Il compromesso Pd-Pdl sull’Imu si sta rivelando per quello che è: una soluzione a vantaggio dei ricchi che sarà pagata, salatamente, dai poveri. Se tra tredici giorni l’aliquota dell’Iva passerà al 22 per cento e sarà massicciamente applicata su un vastissimo paniere di prodotti di consumo di massa, a caricarsene il peso sul groppone saranno i ceti sociali mediobassi. D’altra parte è stato il premier Enrico Letta a dichiarare solo un paio di giorni fa che la partita dell’Iva “è complicata”. Una formula che lascia intendere come l’incremento sia difficilmente evitabile. E il titolare dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, la pensa, e non da oggi, nello stesso modo. Dunque dal primo ottobre l’aliquota al 21 per cento salirà al 22. È uno scenario che al ministero dell’Economia danno ormai pressoché per scontato. “O si finanzia l’abolizione dell’Imu – dicono fonti autorevoli di Via XX settembre – o si finanzia il blocco dell’aumento dell’Iva. Entrambe le cose non sono possibili”. I tecnici del ministero stanno cercando le coperture (per l’Iva serve un miliardo fino alla fine dell’anno), simulano le possibili soluzioni, ma la conclusione è sempre la stessa: i soldi non bastano. L’abolizione della seconda rata dell’Imu (2,4 miliardi circa) è del resto soltanto un impegno del governo. Non è scritta da nessuna parte mentre l’aumento dell’Iva, che riguarderà tantissimi prodotti, dal vino agli elettrodomestici, è già legge. Ma c’è un altro elemento che pesa sul piatto della bilancia: è la strategia, suggerita anche da Bruxelles, dagli organismi internazionali, dall’Ocse al Fondo monetario – e propagandata ai quattro venti dal presidente del Consiglio come ‘volano’ di una svolta economica in favore della crescita – di alleggerire il peso del fisco sul lavoro e le imprese per intercettare un po’ la ripresa ma anche per attrarre gli investimenti esteri. Tanto che proprio il taglio del cuneo è tra le 35 misure previste nel pacchetto “Destinazione Italia” che il Consiglio dei ministri dovrebbe varare venerdì con la costituzione di una società per azioni proprio per accompagnare gli investitori. Insomma, quel che bolle in pentola è che i circa quattro miliardi che sarebbero stati necessari per mantenere strutturalmente l’Iva al 21 per cento verranno dirottati alla riduzione del cuneo fiscale e contributivo. Poi sarà tutto da vedere come verrà realizzato il taglio e quali effettivi benefici una manovra di questa tutto sommato modesta entità porterà a lavoro e imprese. L’esperienza precedente del 2007 con il governo Prodi manda a dire che il taglio sarà difficilmente percepibile delle imprese e soprattutto dei lavoratori nelle loro buste paga. Per questo è possibile che si profili una soluzione molto light: riduzione del cuneo solo per i neo assunti a tempo indeterminato.

Di certo sull’Iva e sul cuneo si fronteggiano i due partiti delle larghe intese, con qualche accenno di trasversalità, e con relative lobby a fianco (industriali per il taglio del cuneo, commercianti per quello dell’Iva). Il Pdl vuole innanzitutto l’Iva. Anche in campagna elettorale criticò la proposta della Confindustria di spostare il carico fiscale dalle persone e le imprese alle cose. Il Pd ha sposato la linea Letta-Saccomanni per quanto con qualche dissenso. Per esempio quello del vice ministro dell’Economia, Stefano Fassina, a favore del blocco dell’aumento dell’Iva per i possibili effetti recessivi che altrimenti si determinerebbero, e invece freddo sul cuneo data la carenza delle risorse. Anche il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, si è mostrato più sensibile di altri alle posizioni delle lobby dei commercianti. Un braccio di ferro tra il partito dei consumi e quello dei produttori. Anche se – dice Mariano Bella, direttore dell’ufficio studi della Confcommercio – “l’Iva non è altro che il cuneo fiscale sui consumi”. “E comunque – aggiunge – se scatterà l’aumento dell’aliquota vorrà dire che “scomparirà” uno 0,1 per cento di consumi potenziali. Più che la ripresina vedremo una stagnazione”.

Come si vede la ‘tempesta’ sta tutta dentro un bicchiere d’acqua. Le misure che sarebbero necessarie per redistribuire il carico fiscale, sostenere i redditi più bassi, promuovere lo sviluppo, non sono nella disponibilità culturale e politica dell’esecutivo. La ‘patrimoniale’ è ormai argomento messo all’indice, la lotta all’evasione fiscale resta un argomento da propaganda elettorale, la perequazione di redditi e pensioni un tabù invincibile. E domina il mantra monetarista. Un vero cul de sac dal quale non si esce con qualche escogitazione da prestigiatori. La nave continua ad imbarcare acqua e le pompe non reggono più il ritmo.

 

in data:18/09/2013

 Liberazione on line

Sforzesca Live Jazz: 26 settembre con PIERO UMILIANI EXPERIENCE

Sforzesca Live Jazz: 26 settembre con PIERO UMILIANI EXPERIENCE

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Daniele Luttazzi – Monologo a Rai per una notte 25/03/2010

Daniele Luttazzi – Monologo a Rai per una notte 25/03/2010

NO ALLA GUERRA IN SIRIA SI’ AI DIRITTI UMANI E ALLA LEGALITA’

NO ALLA GUERRA IN SIRIA  SI’ AI DIRITTI UMANI E ALLA LEGALITA’

NO ALLA GUERRA IN SIRIA

SI’ AI DIRITTI UMANI E ALLA LEGALITA’

Gli iscritti al Circolo di Vigevano “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista chiedono con forza alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale di agire immediatamente per fermare ogni tentativo di intervento militare straniero contro la Siria e di favorire una vera mediazione svolta in buona fede. L’attuale imperdonabile negligenza non può continuare.

Com’è noto, nei mesi scorsi si è sviluppata una crescente campagna mediatica internazionale sugli eventi in Siria, spesso basata su resoconti parziali e non verificabili, com’è già successo nel caso della Libia. In questa campagna di disinformazione sistematica si sono distinti, come al solito, la stragrande maggioranza degli organi di informazione italiani.

Possibile che nessuno ricordi che la Francia, nazione che più spinge per l’intervento militare, è stata potenza coloniale in Siria e autrice di feroci repressioni nei confronti delle popolazioni locali tanto da arrivare nel 1926 al bombardamento e alla distruzione del centro storico di Damasco?

Quello che si sa con certezza è che sono in corso violenti scontri fra truppe governative e truppe di insorti dell’autoproclamato Esercito di Liberazione della Siria (con basi in Turchia al confine con la Siria) e gruppi numerosi e ben armati (principalmente dall’Arabia Saudita per i Salafiti e dal Qatar per i Fratelli Mussulmani) e che questo crescendo di violenze ha già provocato enormi perdite anche di civili, le prime vittime di ogni guerra. Inoltre questi scontri hanno esacerbato le differenze etniche e religiose che rappresentano da sempre la ricchezza culturale di quel Paese. Entrambe le parti armate hanno dunque responsabilità.

Ma l’intervento militare esterno non è assolutamente il modo giusto per proteggere i civili ed i diritti umani.

Vogliamo sottolineare che il cosiddetto “intervento militare umanitario” è la soluzione peggiore possibile e non può ritenersi legittimo in nessun modo: la protezione dei diritti umani non viene raggiunta dagli interventi armati. Al contrario le guerre portano, come inevitabili conseguenze, ad imponenti violazioni dei diritti umani (come si è visto nel caso della “guerra umanitaria” in Libia, e ancor prima in Iraq). Inoltre occorre affermare con forza che l’introduzione di armi dall’estero non fa che alimentare la “guerra civile” e pertanto dev’essere fermato. Non è tollerabile che si ripeta in Siria lo scenario libico, dove una “no-fly zone” si è trasformata in intervento militare diretto, con massacri di civili e violazioni dei diritti umani.

Condanniamo l’atteggiamento assunto dal Governo Letta-Alfano, che si sta comportando in modo molto ipocrita nella vicenda della possibile guerra contro la Siria. Ci sono ministri che “digiunano” per la pace, mentre lo stesso Governo di cui fanno parte firma documenti internazionali a favore dell’intervento armato! E non si può dimenticare che questo Governo insiste per l’acquisto dei cacciabombardieri F35 mentre la crisi economica e sociale mette in ginocchio le famiglie e le imprese. Così come si continuano a sostenere le ingenti spese per le missioni militari all’estero che non portano risultati, come sta avvenendo in Afghanistan e da cui occorre invece che l’Italia ritiri subito le sue truppe.

Alla luce di tutto ciò, riteniamo indispensabile che il Governo italiano, le Nazioni Unite e la comunità internazionale intervengano in modo deciso per favorire una mediazione neutrale tra le parti ed un cessate il fuoco. Ricordiamo che la proposta avanzata in questo senso da alcuni paesi latinoamericani del gruppo “Alba” è gradita anche all’opposizione non armata.

Occorrono inoltre una decisa azione per fermare l’interferenza militare e politica straniera, volta a destabilizzare il Paese, il reintegro della Siria nel “Blocco Regionale”, lo stop a tutte le sanzioni che attualmente minacciano il benessere dei civili, una missione d’indagine internazionale parallela da parte di paesi neutrali per accertare la verità, l’invio di osservatori internazionali che verifichino fatti e notizie che circolano attualmente privi di verifiche e di verificabilità, e la fuoriuscita dell’Italia dalla Nato per mettere così in discussione la logica dei blocchi contrapposti a livello internazionale e favorire un vero disarmo mondiale.

Circolo di Vigevano “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista