Archivio for giugno, 2014

TISA: IL CONTRARIO DI PUBBLICO E’ SEGRETO

TISA: IL CONTRARIO DI PUBBLICO E’ SEGRETO

di Marco Bersani (Attac Italia)

Come se non bastasse il Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), ovvero il negoziato, condotto in assoluta segretezza, fra Usa e Ue per costituire la più grande area di libero scambio del pianeta, realizzando l’utopia delle multinazionali, un nuovo attacco ai beni comuni, ai diritti e alla democrazia è in corso con il TISA (Trade In Service Agreement), un nuovo trattato, della cui esistenza si è venuti a conoscenza solo grazie ai “fuorilegge” di Wikileaks..

Si tratta –per quel che sinora è filtrato dalle segrete stanze- di un negoziato, che riprende in molte parti il fallito Accordo generale sul commercio e i servizi (Agcs), discusso per oltre 10 anni e con durissime contestazioni di piazza all’interno dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Fallito quello che doveva essere un accordo globale, le grandi elite politico-finanziarie hanno da tempo optato per accordi tra singoli paesi o per aree, dove far rientrare dalla finestra, grazie all’assoluta opacità con cui vengono condotti gli stessi, ciò che le mobilitazioni sociali dei movimenti altermondialisti avevano cacciato dalla porta.

A sedere al tavolo delle trattative per il nuovo trattato sono i paesi che hanno i mercati del settore servizi più grandi del mondo: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Canada, i 28 paesi dell’Unione Europea, più Svizzera, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Israele, Turchia, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Pakistan, Panama, Perù, Paraguay, Cile, Colombia, Messico e Costa Rica. Con interessi enormi in ballo: il settore servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70 per cento del prodotto interno lordo globale; solo negli Stati Uniti rappresenta il 75 per cento dell’economia e genera l’80 per cento dei posti di lavoro del settore privato.

L’aspetto più incredibile di quanto rivelato dai documenti in possesso di Wikileaks è il fatto di come, non solo il negoziato si svolga in totale spregio di alcun diritto all’informazione da parte dei cittadini, bensì sia previsto, fra le disposizioni contenute, l’impegno da parte degli Stati partecipanti a non rivelare alcunché fino a cinque anni dopo la sua approvazione!

Una nuova ondata di liberalizzazioni e di privatizzazione di tutti i servizi pubblici si sta dunque preparando e, non a caso, la prima tappa di questa trattativa –avvenuta nell’aprile scorso e finita nelle provvidenziali mani di Wikileaks- ha riguardato la liberalizzazione dei servizi e prodotti finanziari, dei servizi bancari e dei prodotti assicurativi: non sia mai che la crisi, provocata esattamente dalle banche e dai fondi finanziari, rimetta in discussione la totale libertà di movimento e di investimento dei capitali finanziari in ogni angolo del pianeta.

Per quel che si è riusciti a sapere, proprio in questi giorni si sta svolgendo un secondo incontro ed è assolutamente evidente come ad ogni tappa verrà posta l’attenzione su un settore di servizi, fino a comprenderli tutti: dall’acqua all’energia, dalla sanità alla scuola, dai trasporti alla previdenza.

Un mondo da mettere in vendita, attraverso la trappola del debito pubblico e le politiche di austerità, attraverso il TTIP e il TISA, per permettere al modello capitalistico di uscire dalla crisi sistemica, con un rilancio dei mercati finanziari, che, dopo aver investito l’economia, ora hanno puntato gli occhi sulla società e la vita, sui diritti, i beni comuni e la natura.

Per farlo, devono sottrarsi ad ogni elementare regola di democrazia e rifugiarsi nella segretezza: ma come i vampiri della notte non reggono la luce del giorno, così i piani delle elite politico-finanziarie possono essere sconfitti da una capillare informazione e da una ampia e determinata mobilitazione sociale. E’ ora di muoversi.

In piazza la prima manifestazione contro Renzi: “Rottamiamo Renzi e i Trattati dell’Unione europea”

In piazza la prima manifestazione contro Renzi: “Rottamiamo Renzi e i Trattati dell’Unione europea”

Renzi lancia il semestre europeo? A Roma parte il «con­tro­se­me­stre popo­lare» con una mani­fe­sta­zione di 10mila per­sone che hanno sfi­lato ieri (28 giugno 2014) da piazza della Repub­blica fino a piazza Santi Apo­stoli.

Hanno partecipato, tra gli altri, l’Unione sin­da­cale di base (Usb), Rifon­da­zione Comu­ni­sta, il movi­mento per l’acqua pub­blica, la rete dei comu­ni­sti, Ross@ e la mino­ranza Cgil «Il sin­da­cato è un’altra cosa». Il cor­teo è stato «il primo tas­sello di sei mesi di con­te­sta­zioni». Una mani­fe­sta­zione con­tro l’Unione Euro­pea intesa come un «super-stato in for­ma­zione con metodi dispotico-oligarchici», distinta dall’Europa come insieme di «popoli e spa­zio geografico-culturale comune». Una dif­fe­renza riba­dita nel cor­teo aperto da espo­nenti della caro­vana dei migranti e dei rifu­giati pro­ve­nienti da Bruxelles.
La promessa è di vigilare, tenere sotto pressione e fare proposte alternative per tutta la durata del semestre europeo italiano. In testa alla manifestazione un grosso striscione, esposto da alcuni giovani immigrati africani, con su scritto «Rottamiamo Renzi e i Trattati dell’Unione europea» e accanto l’immagine del gufo che richiama simbolicamente l’affermazione più volte utilizzata dal premier nella campagna elettorale per le europee («prima c’erano falchi e colombe, ora gufi e sciacalli»).

E proprio Matteo Renzi è stato simbolicamente portato in corteo, assieme al ministro per le Riforme Marianna Madia, con due manichini vestiti da «apprendisti stregoni» con finte banconote da 80 euro attaccate al mantello nero. In piazza dai lavoratori dell’Ilva ai movimenti per la casa e per l’acqua bene comune, dai vigili del fuoco ai sostenitori delle cause della Palestina e dell’Ucraina. «Siamo ottomila», hanno detto gli organizzatori nel corso della manifestazione. Tra i numerosi striscioni anche uno dedicato al Pontefice: «Siamo con Francesco ma noi il paradiso lo vogliamo sulla terra».

Durante il tragitto un gruppo è salito sulla terrazza della Scalinata dei Borgia che affaccia su via Cavour, ha srotolato alcuni striscioni e acceso fumogeni. «No UE», recitava uno degli striscioni. Lungo il corteo anche bandiere No-Tav. Anche il leader di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, ha partecipato alla manifestazione di oggi. «Renzi sta mettendo in piedi un enorme teatro privo di contenuti – ha detto Ferrero – perché ha accettato i Trattati europei, ha chiesto la flessibilità ma non ha ottenuto nulla. È più cattivo di Berlusconi, con la Merkel stanno facendo il gioco delle parti».

Qualche attimo di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine c’è stato poco prima della conclusione della manifestazione quando una delegazione, all’arrivo in piazza Santi Apostoli, voleva raggiungere la sede italiana della Commissione europea di via IV Novembre, già imbrattata nei giorni scorsi. Ad impedirglielo un cordone di agenti in tenuta antisommossa e alcuni blindati. «Vergogna, vergogna», hanno urlato alcuni manifestanti che poco dopo indietreggiando hanno acceso diversi fumogeni. In piazza anche i migranti e i rifugiati della Carovana della dignità di ritorno da Bruxelles dove, spiegano gli organizzatori, hanno consegnato le loro istanze.

L’Usb, presente con tante e tanti lavoratori, ha dichiarato: “Oggi 10.000 manifestanti hanno percorso le strade di Roma nella prima iniziativa del Controsemestre popolare che così saluta il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Ma questa è stata anche la prima manifestazione contro il governo Renzi e le sue politiche antipopolari e di austerità. Usb c’era ed ha contribuito in modo evidente e sostanziale alla riuscita del corteo che e partito da piazza della Repubblica ed è terminato a piazza Santi Apostoli a pochi metri dagli uffici dell’Unione europea. È stato un segnale forte e chiaro che avvierà una serie di iniziative che si svilupperanno nei prossimi mesi”.
“Era dif­fi­cile mani­fe­stare, oltre tutto per chi va con­tro l’onda ren­ziana che tra­volge tutto c’è la cen­sura — ha dichiarato Gior­gio Cre­ma­schi — Da oggi con­tro il governo Renzi e il tra­sfe­ri­mento in Ita­lia del governo della signora Mer­kel, comin­cia un’opposizione con­ti­nua che andrà avanti per tutto il seme­stre. Con lotte e mobi­li­ta­zioni con­te­ste­remo alla radice il falso ideo­lo­gico che si sta costruendo ai danni dei lavo­ra­tori ita­liani, la seconda cavia d’Europa dopo la Grecia”.
“E’ chiaro che avreb­bero dovuto par­te­ci­pare tutti quelli che sono con­tro Renzi – ha aggiunto Cre­ma­schi in una dichia­ra­zione al quo­ti­diano online “Con­tro la crisi” — E che non ci sono. Que­sto vuol dire che dob­biamo pren­dere il toro per le corna e affron­tare le dif­fe­renze che pure ci sono, chiu­dendo con l’eccessiva con­cor­ren­zia­lità nella sini­stra anta­go­ni­sta e che non ci pos­siamo permettere”.

Presente anche il segre­ta­rio di Rifon­da­zione Comu­ni­sta Paolo Fer­rero: “Renzi sta facendo un enorme tea­tro privo di qual­siasi con­te­nuto – ha detto — ha otte­nuto un accordo con Junc­ker peg­giore di quello con­cesso qua­trro mesi fa: non ha otte­nuto nulla, lasciando fiscal com­pact e fles­si­bi­lità sostan­zial­mente immutate”.

Lettera di Pablo Iglesias per la sua candidatura alla presidenza Parlamento Europeo

Lettera di Pablo Iglesias per la sua candidatura alla presidenza Parlamento Europeo

Cari amici,

vi scrivo in qualità di candidato della Gauche Unitaire Européenne / Nordic Green Left alla presidenza del Parlamento Europeo.

L’eccezionale situazione politica odierna in Europa richiede una risposta eccezionale, e non il perdurare di politiche fallimentari. La lezione più importante che forse possiamo trarre dall’esito delle elezioni europee è che i cittadini europei hanno rigettato ovunque lo status quo. Si è preso atto che il modello economico neoliberista, basato sull’austerità, sui principi di libero mercato e sulla protezione ad ogni costo degli interessi finanziari, è responsabile della devastazione economica nei paesi periferici, in particolare nell’Europa del Sud, facendo piazza pulita delle faticose conquiste in materia di diritti sociali, principi democratici, eguaglianza e sovranità popolare.

Oggi noi tutti, membri eletti, abbiamo il dovere e la responsabilità di difendere tali conquiste, e fermare il modo in cui l’Europa viene governata alle spalle dei cittadini. Sappiamo tutti fin troppo bene che questi metodi non hanno funzionato: abbiamo un continente governato da un un gruppo auto-referenziale di élite finanziarie mentre la maggioranza della popolazione dei paesi meridionali continua a essere punita con la povertà, la diseguaglianza e la perdita di sovranità.

Abbiamo dinanzi a noi un’opportunità straordinaria per iniziare un nuovo capitolo di cambiamento politico, per difendere i nostri diritti sociali e per rendere il processo decisionale europeo più democratico e trasparente. Questa è la ragione della mia candidatura.

Mi appello a tutte le forze progressiste in Parlamento, e in particolare quelle elette nei paesi meridionali, Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Cipro, nonché Irlanda e Francia, in quanto conoscete la realtà delle conseguenze sociali ed economiche dei programmi di aggiustamento nei vostri stessi paesi.

L’austerità decisa da pochi ha falcidiato la democrazia, rovinato il tessuto sociale nei paesi meridionali e distrutto le norme di tutela del lavoro. Avete constatato che la sottomissione ai diktat della Troika è economicamente inefficiente e drammatica in relazione ai diritti umani e sociali e alla povertà.

Ora vi chiedo, avete intenzione di votare per i vostri paesi, per il vostro popolo, o di votare per lo status quo, per le stesse facce che ci hanno portato sull’orlo del baratro? Avete intenzione di schierarvi con la democrazia e di ascoltare la voce dell’elettorato che chiede giustizia sociale, o di schierarvi con i meccanismi fallimentari che tutti conosciamo fin troppo bene?

Grazie,

Pablo Iglesias.

“Noi, sinistra d’alternativa contro l’austerità”. Ferrero alla festa di Rifondazione attacca Ue e Renzi

“Noi, sinistra d’alternativa contro l’austerità”. Ferrero alla festa di Rifondazione attacca Ue e Renzi

Dall’Informatore di Vigevano di giovedì 26 giugno 2014
«Noi, sinistra d’alternativa contro l’austerità»
Ferrero alla festa di Rifondazione attacca Ue e Renzi
VIGEVANO – «Unire la sinistra d’alternativa per contrastare le politiche antipopolari dell’Europa e del Governo Renzi». è questo l’obiettivo indicato da Paolo Ferrero, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, nel suo intervento alla festa cittadina del Prc che si è tenuta nello scorso fine settimana alla cooperativa Portalupi della Sforzesca. Introdotto dal segretario cittadino Alessio Galli, Ferrero ha preso la parola nella serata di sabato davanti a circa duecento persone, ed ha più volte richiamato la necessità di «costruire un’altra Europa per costruire un’altra Italia».
Secondo il segretario nazionale del Prc «nella recente campagna elettorale italiana sulle europee abbiamo assistito a quella che sembrava una grande “disfida”. Poche settimane dopo, questi sono gli esiti concreti: Renzi governerà con Berlusconi ed Alfano eleggendo il democristiano Junker a presidente. è il governissimo riproposto per l’ennesima volta tra socialisti e popolari, alla faccia della differenza tra centrodestra e centrosinistra». Non solo: per Ferrero «Grillo, nonostante dica di non essere né di destra né di sinistra, entra in un gruppo di estrema destra che oltre a Farage mette insieme anche l’estrema destra lituana ed i sostenitori svedesi della superiorità dei bianchi».
L’esponente di Rifondazione ha quindi sottolineato che «gli unici che hanno tenuto fede alle parole dette in campagna elettorale siamo noi, visto che i deputati eletti nella lista “L’altra Europa con Tsipras” sono entrati nel gruppo unitario della sinistra e si batteranno contro le politiche neoliberiste e di austerità».
Ferrero ha poi rilanciato la proposta di dare vita a livello nazionale ad un “Piano per il lavoro e l’economia ecologica e solidale” per creare quasi due milioni di posti di lavoro. «Le risorse – ha affermato il segretario nazionale del Prc – ci sono, basta prenderle dai ricchi con una patrimoniale, mettendo il tetto a stipendi e pensioni e toglierli alla rendita, obbligando la Banca d’Italia a partecipare alle aste dei titoli di Stato per tenere bassi i tassi di interesse da pagare sul debito».
Ferrero ha inoltre puntato l’indice contro il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America, attualmente oggetto di negoziati: «Il Ttip – ha detto – è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale, è un attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria». Infine l’esponente di Rifondazione Comunista ha sottolineato la necessità di rilanciare la mobilitazione per la pace, davanti ai fatti che stanno scuotendo l’Est Europa ed i Paesi arabi.

Immagini della 6^ festa di RIFONDAZIONE COMUNISTA di Vigevano

Immagini della 6^ festa di RIFONDAZIONE COMUNISTA di Vigevano

Profondo cordoglio per la morte di Bianca Guidetti Serra, mai piegata ai voleri dei poteri forti

Profondo cordoglio per la morte di Bianca Guidetti Serra, mai piegata ai voleri dei poteri forti

Pubblicato il 24 giu 2014

di Paolo Ferrero – Voglio esprimere il profondo cordoglio mio e del Partito della Rifondazione comunista tutto per la morte avvenuta stamani a Torino di Bianca Guidetti Serra.  Aveva quasi 95 anni e la sua vita è stata interamente spesa nella lotta per la libertà e la giustizia. Partigiana e poi avvocato, mai piegata ai poteri forti, a partire da quel processo contro la Fiat per le schedature che l’azienda faceva sui suoi dipendenti, processo spostato a Napoli per favorire la Fiat. Processo, la cui storia raccontata in un libro da Bianca, libro già scritto e stampato, non venne mai messo in circolazione da Einaudi. Evidentemente Einaudi non voleva fare uno sgarbo alla Fiat e agli Agnelli e così il libro finì al macero: venne poi pubblicato da Rosenberg e Sellier, anch’essi editori in Torino ma meno genuflessi al potere. Poi Bianca accettò di candidarsi come indipendente per Democrazia Proletaria e fece sia la consigliera comunale a Torino che la Deputata al parlamento italiano. Ciao Bianca, siamo contenti di aver potuto condividere con te un po’ della tua lunga e buona vita.

Syriza italiana, “Il contributo No Tav per una nuova resistenza”. Intervista a Nicoletta Dosio

Syriza italiana, “Il contributo No Tav per una nuova resistenza”. Intervista a Nicoletta Dosio

Che valutazione dai della tua esperienza come candidata e della vicenda della lista Tsipras alle elezioni europee?
L’aspetto migliore di questa esperienza è stato proprio quello di continuare in fondo la mia militanza di sempre a contatto con la realtà di base e i problemi della gente. Ho avuto modo di vedere di persona che i problemi che incontriamo in valle ci sono in realtà dappertutto: dalle fabbriche del milanese, nei territori con le varie male-opere che stanno distruggendo quel che resta di boschi e campagne, ma anche abbattendo case, per portare devastazione dove c’era bellezza e socialità. Si spargono veleni e denaro pubblico. Ho incontrato la desolazione dei migranti come nelle campagne in provincia di Alessandria, impiegati come schiavi per dodici ore di lavoro a un’euro e mezzo all’ora e pure, in qualche caso, obbligata a fare servizi nelle case dei padroni. Gente costrettaa bere l’acqua stesa dell’irrigazione. E questo nel silenzio più generale. E anche di quelle forze che dovrebbero dare una mano. Ho visto la situazione delle scuole. A Vigevano c’è una scuola con due mense, quella di chi può pagare e viene servito al tavolo, e una specie di sottoscala dove ammassano, invece, i bambini con il panino. E anche la situazione degli ospedali ho incontrato. Molti chiusi come in val di Susa, o con i pronto soccorso ridimensionati. Il problema della casa è devastante. A Torino l’altro giorno hanno sgombrato famiglie e bambini da corso Traiano. E con la resposmabilità del Pd. Insomma, un Paese schiacciato dal fiscal compact come tutta l’Europa. L’esperienza migliore è stata proprio la rabbia profonda e la volontà di trovare compagni di strada con cui marciare veramente.
Manca ancora un’Europa esigibile, ovvero una idea di unità che solo la sinistra può costruire attraverso le lotte.
Sicuramente gli organi istituzionali non stanno dalla parte delle persone e, come va detto, andare nelle istituzioni vuol dire trovare uno strumento in più da mettere a disposizione delle lotte. E’ questo, credo, il senso della presenza della sinistra nel Parlamento europeo. Differentemente dai tempi passai non c’è una difesa collettiva, ma qualcosa sta nascendo. Quello che io penso è che ci deve essere una sinistra che non sia solo una etichetta ma una realtà utile ai bisogni e al futuro di tutti.

Il Governo ha cancellato la parata istituzionale dell’11 luglio. Che idea vi siete fatti?
Hanno capito benissimo che il conflitto si stava preparando e che tante realtà giovani si mettevano insieme proprio per creare questo clima che andrà avanti nel controsemestre. Hanno battuto in ritirata perché hanno capito che non c’è più solo rassegnazione. I giovani non sono inerti. Hanno capito che devono mettersi in piedi perché hanno trovato il deserto intorno.

Dicevamo della sinistra europea. Un orizzonte che non potrà non essere di lotta in tutto il vecchio continente.
Sinistra europea per una lotta europea. Delocalizzazione del lavoro e inquinamento sono i due punti più importanti. In Europa non ci si salva da soli. Una dimensione che dovrebbe essere non solo europea ma mondiale. Il senso dell’Altra Europa dovrebbe essere proprio quello. La memoria storica delle lotte dovrebbe aiutarci in questo. Il trattato che stanno portando avanti sempre meno segretamente tra Usa e Ue sarà presto un patto anche militare e richiede una conoscenza generalizzata ma anche un conflitto comune. Dobbiamo renderci conto che il potere delle multinazionali sovrasta quello pubblico.

Quale credi sia il vostro contributo alla ricostruzione della sinistra in Italia?
Intanto, la nostra lotta è fatta di tante storie individuali e di memoria storica. Esperienze diverse che sono diventate efficaci perché hanno trovato un elemento di unità non fondato sulla mediazione. Nella chiara certezza che si difende il diritto a vivere e al futuro di tutti. Lotte che hanno recuperato altre lotte della memoria storica. Noi abbiamo chiamato la nostra lotta una lotta per il diritto a resistere e per una nuova resistenza. Ed è chiaro il riferimento alla resistenza al nazifascismo. I partigiani hanno lottato per una democrazia nel vero senso della parola. Soltanto ponendosi dei punti alti e non pensando di trovare accordi con i propri nemici che si può vincere e ricostruire la solidarietà di base e l’unità che poi è il motore reale della lotta. Eravamo accusati di localismo ma partendo dai bisogni reali vai ben oltre questo.

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CHIEDIAMO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLA SITUAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO “ALCESTE CORTELLONA”

CHIEDIAMO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLA SITUAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO “ALCESTE CORTELLONA”

CHIEDIAMO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLA SITUAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO “ALCESTE CORTELLONA”

 

Da anni la situazione della casa di riposo “Alceste Cortellona” desta profonda preoccupazione.

Già abbiamo avuto modo di protestare l’anno scorso per l’aumento delle rette e per l’impiego del personale in quanto i turni erano stati rimaneggiati diminuendo le ore di lavoro della cooperativa esterna. Tutto ciò ha già comportato gravi disagi e difficoltà per il personale ad accudire adeguatamente gli anziani ricoverati. Di fronte a questa difficoltà come risponde il direttore dell’istituto Marzio Orti ? In un recente incontro ha ventilato la possibilità di esternalizzare l’intero servizio entro l’anno .

Questo vorrà dire che le lavoratrici fisse diventeranno precarie in quanto sarebbero “passate” a società o cooperative esterne. Con tutte le immaginabili e negative conseguenze per le lavoratrici stesse e le ovvie ricadute sui livelli di assistenza.

Fra l’altro, come mai il Direttore, in assenza del Presidente e del Consiglio di Amministrazione (tutti dimissionari per consentire non si sa quali “giochi” nelle nomine da parte del Sindaco), si permette di avanzare la prospettiva di intera esternalizzazione del servizio ? Evidentemente la manovra delle dimissioni serve anche per mandare avanti il disegno di esternalizzazione (privatizzazione) del servizio.

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON PUO’ SOTTRARSI ALLE PROPRIE RESPONSABILITA’ IN QUANTO NOMINA I COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (QUASI TUTTI DELLA MEDESIMA PARTE POLITICA DELLA GIUNTA COMUNALE, LA LEGA NORD) E DETERMINA GLI INDIRIZZI POLITICI DELL’ENTE.

La nostra posizione è la seguente:

1) No a qualsiasi esternalizzazione o privatizzazione del personale del “Cortellona”.

2) Eliminare i disagi nei turni di assistenza provocate dalle precedenti decisioni del consiglio di amministrazione.

3) Blocco di qualsiasi aumento delle rette. Se ci sono difficoltà di bilancio (comunque da verificare) il Comune dovrebbe fare la sua parte d’intervento.

Per questo sarebbe utile un confronto aperto con il personale, gli ospiti, i parenti degli anziani ricoverati e con l’intera cittadinanza. Chiediamo quindi un Consiglio Comunale aperto per discutere la situazione dell’istituto “Alceste Cortellona”.

Teresio Forti

del Partito della Rifondazione Comunista

Circolo di Mortara

Mortara, 20 giugno 2014

Protesta davanti a Eni per il lavoro

Protesta davanti a Eni per il lavoro

Tratto da: L’INFORMATORE del 19 giugno 2014

Disoccupati in corteo, ieri, dal centro alla Raffineria. Maggiore attenzione per il territorio. Undici sindaci, più Bosone e Centinaio, scrivono a Renzi a difesa delle maestranze locali.

SANAZZARO – In marcia, verso la Raffineria. Ieri mattina, mercoledì, lavoratori in mobilità, in cassa integrazione, disoccupati e semplici cittadini si sono dati appuntamento in Piazza del Popolo, a Sanazzaro, da cui è partito un corteo pacifico che è terminato di fronte ai cancelli del polo industriale del gruppo Eni, per manifestare un disagio che si fa sempre più evidente: la Raffineria non punta più alla manodopera locale, andando a pescare in tutta Italia.

Una scelta, che nella zona interessata, ha già avuto effetti devastanti, con ben due aziende storiche di Sanazzaro (Cimis e ComeCF), che hanno da sempre lavorato all’interno della Raffineria, in cassa integrazione: e, solo per loro, si parla di più di 150 lavoratori divisi tra cassa integrazione e mobilità. La decisione di protestare davanti agli impianti è nata venerdì sera, quando più di 300 lavoratori si sono dati appuntamento al teatro Soms di Sanazzaro per manifestare agli amministratori locali il loro disagio: e, dalla serata, è emerso un fronte compatto formato da undici sindaci, che hanno deciso, insieme al presidente della Provincia Daniele Bosone e al senatore Gian Marco Centinaio, di attivarsi fattivamente a difesa delle maestranze locali, esponendo le proprie ragioni al presidente del Consiglio, Matteo renzi, e al nuovo amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi.

Il primo passo sarà una lettera, che gli undici primi cittadini hanno sottoscritto ieri sera. Oltre ad illustrare le problematiche occupazionali del territorio, chiederanno un incontro ufficiale a Roma ad entrambi i destinatari per cercare di trovare una soluzione al problema del lavoro.

“Non potevamo non appoggiare la battaglia che i nostri lavoratori hanno deciso di intraprendere – commenta il sindaco di Sanazzaro Giovanni Maggi – ma, a mio avviso, noi sindaci, pur garantendo alle maestranze tutto il supporto possibile, dobbiamo muoverci negli ambiti istituzionali. Quella andata in scena ieri è la prima manifestazione di questo tipo sul nostro territorio, sintomo di una situazione mai vissuta prima, che porta a capire la rabbia e la frustrazione di chi non può o non riesce a lavorare. Dal punto di vista amministrativo, ieri sera io e i miei colleghi abbiamo definito il testo della lettera ufficiale che, a brevissimo, sarà inviata a Renzi e Descalzi, cui illustreremo le problematiche chiedendo che Eni, in sede di gara di appalto, abbia una maggiore attenzione per le imprese e le maestranze del nostro territorio: non riteniamo giusto doverci trovare al quotidiano confronto con una situazione ambientale che, negli anni, è stata fortemente condizionata dalla presenza del polo industriale senza trarne alcun vantaggio, e di cui oggi godono imprese che non fanno parte del nostro territorio”.

Luca Capizzi

Premio a Zanotelli, ma il Tribunale di Napoli gli nega l’auditorium

Premio a Zanotelli, ma il Tribunale di Napoli gli nega l’auditorium

Tratto da: CONTROLACRISI.ORG

Il tri­bu­nale di Napoli sbatte la porta in fac­cia ad Alex Zano­telli. Il padre com­bo­niano avrebbe dovuto rice­vere il pre­mio Nel­son Man­dela per l’impegno civile, etico e umano nella difesa dei diritti dei più deboli, della pace e della terra presso l’auditorium del Palazzo di giu­sti­zia. A Tony Ser­villo era indi­riz­zata una targa per il valore civile dell’impegno arti­stico. Pro­mo­tori dell’iniziativa l’Istituto ita­liano per gli studi delle poli­ti­che ambien­tali e l’Ordine degli avvo­cati, ini­zia­tiva col­la­te­rale al corso di Diritto ambien­tale. Lunedì però è arri­vata la revoca dell’autorizzazione da parte dell’ufficio spe­ciale del tri­bu­nale per vizi di carat­tere for­male e sostan­ziale. La richie­sta per l’utilizzo dello spa­zio da 400 posti era arri­vata mesi prima in forma gene­rica, nella domanda non si men­zio­na­vano Zano­telli e Ser­villo, ma poi era stata inviata una nota inte­gra­tiva una volta avuta la cer­tezza della loro par­te­ci­pa­zione. La moti­va­zione del vizio for­male for­ni­sce una chiave inter­pre­ta­tiva: la pre­mia­zione è incom­pa­ti­bile con le fina­lità isti­tu­zio­nali del luogo. In una sala dove si sono svolti buf­fet, ini­zia­tive poli­ti­che e pre­sen­ta­zioni di libri non si può pre­miare Zanotelli.

La ceri­mo­nia si è svolta ugual­mente nella saletta del con­si­glio dell’Ordine: una folla di per­sone accal­cate per ascol­tare la lec­tio magi­stra­lis di Zano­telli, che lo scorso set­tem­bre ha rice­vuto dall’università di Bari la lau­rea hono­ris causa in legge nella sede distac­cata di Taranto, per sot­to­li­neare nella città dell’Ilva il suo impe­gno per i diritti e l’ambiente. «E’ un atto grave con­tro di me, certo non con­tro Ser­villo — rac­conta Zano­telli -, in un momento sto­rico in cui la magi­stra­tura sta pesando sui movi­menti di base come i No Tav. Erri De Luca verrà por­tato in tri­bu­nale per reato di opi­nione. Un fatto estre­ma­mente grave. Nella lec­tio ho rac­con­tato la mia sto­ria, ho spie­gato come diritti umani e ter­ri­to­rio, giu­sti­zia sociale e ambiente siano legati. Ho rac­con­tato le bat­ta­glie per l’acqua pub­blica, ho spie­gato che la legge in discus­sione al senato sugli eco­cri­mini è ver­go­gnosa. Ho chie­sto l’impegno di avvo­cati e magi­strati per i diritti di rom e migranti. Ora devono dirci cos’è che li ha spaventati».

Il pre­si­dente del tri­bu­nale di Napoli, Carlo Alemi, spiega di non con­di­vi­dere la scelta: «Par­lare di pace equi­vale a par­lare di temi isti­tu­zio­nali». Costanza Boc­cardi di Tea­tri Uniti era in sala con Ser­villo: «Ritengo si sia trat­tato di una deci­sione poli­tica, un attacco al dis­senso e ai movi­menti. Impe­dire a Zano­telli di par­lare in un’istituzione pub­blica è stato un atto di cen­sura pre­ven­tiva. Hanno per­sino allon­ta­nato molte per­sone dicendo che l’evento non c’era». Ma per­ché padre Alex era stato invi­tato? «Con la sua lec­tio magi­stra­lis sui diritti umani — spiega Mau­ri­zio Mon­talto, pre­si­dente dell’Iispa — ha lan­ciato a magi­strati e avvo­cati una sfida: con­di­vi­dere le bat­ta­glie civili in difesa dei diritti fondamentali».

Rifondazio​ne Comunista sostiene lo sciopero del lavoro pubblico proclamato dall’Usb per il 19 giugno

Rifondazio​ne Comunista sostiene lo sciopero del lavoro pubblico proclamato dall’Usb per il 19 giugno

Rifondazio​ne Comunista sostiene lo sciopero del lavoro pubblico proclamato dall’Usb per il 19 giugno

Pubblicato il 17 giu 2014

di Roberta Fantozzi –

La “riforma” della Pubblica Amministrazione presentata dal governo Renzi non ha niente a che vedere con un progetto di riqualificazione e rilancio della pubblica amministrazione e continua invece con la logica della riduzione del perimetro pubblico, del taglio di servizi e diritti dei cittadini.
Non si affronta in nessun modo la necessità di stabilizzare i quasi 300.000 precari (di cui oltre 80.000 con contratti in scadenza) che garantiscono servizi essenziali a fronte del taglio di 250.000 posti di lavoro negli ultimi 5 anni, in una pubblica amministrazione che è tra le più sottodimensionate d’Europa.
Demansionamento e mobilità obbligatoria entro 50 km sono le soluzioni per tutte le lavoratrici e i lavoratori che a seguito dei tagli e degli accorpamenti previsti, saranno dichiarati in esubero.
Si ampliano i dirigenti esterni a chiamata a scapito di chi entra attraverso concorso pubblico. Si tagliano del 50% i permessi sindacali, compresi quelli delle RSU. Il tutto mentre prosegue il blocco della contrattazione. Per questo saremo in piazza il 19 giugno, contro scelte che non fanno altro che continuare con le politiche liberiste di attacco al welfare e al lavoro.

CASSOLNOVO: RIFONDAZIONE COMUNISTA CON PIERO CARCANO, PER CAMBIARE

CASSOLNOVO: RIFONDAZIONE COMUNISTA CON PIERO CARCANO, PER CAMBIARE

CASSOLNOVO: RIFONDAZIONE COMUNISTA CON PIERO CARCANO, PER CAMBIARE

Il Circolo territoriale del Partito della Rifondazione Comunista esprime soddisfazione per la decisione del neo sindaco di Cassolnovo Andrea Volpati di affidare al consigliere comunale Piero Carcano la delega per le attività di biblioteca e teatro. Questa decisione riconosce e valorizza la figura di Carcano, candidato indipendente nella lista “Insieme per cambiare” proposto a suo tempo da Rifondazione Comunista.

Pur non essendo tradizionalmente presenti nella realtà politica cassolese, ci è sembrato opportuno cogliere con entusiasmo l’invito a partecipare alla nascita di un progetto politico che ha messo al centro dell’attenzione le fasce disagiate e maggiormente colpite dalle difficoltà della crisi, i temi del lavoro e dei servizi sociali lacerati da politiche neoliberiste di deregolamentazione, privatizzazioni e tagli, e le questioni ambientali e della cultura, troppo spesso ignorate e messe in secondo piano. Tra i temi importanti c’è appunto quello della valorizzazione dell’attività culturale a tutto campo, fondamentale per l’aggregazione giovanile e per prevenire lo sfaldamento e la crisi sociale dei piccoli centri.

Per portare avanti questi temi abbiamo proposto il nome di Piero Carcano, significativo esponente della sinistra alternativa della Lomellina e da sempre protagonista nel campo culturale non solo locale. A lui rinnoviamo tutto il nostro sostegno e la nostra piena fiducia. Siamo certi che il suo impegno amministrativo permetterà il “risveglio” anche culturale di Cassolnovo, la partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte politiche e nella definizione degli indirizzi amministrativi, ed una costante attenzione per assicurare la piena attuazione del programma politico della maggioranza secondo quanto concordato.

Circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista

Dedicato alle donne della Lomellina………

Dedicato alle donne della Lomellina………

 

Dedicato alle donne della Lomellina………
Le donne forti camminano dritte, lungo l’asfalto della vita. Sono donne difficili. Sono donne che non si accontentano più. Hanno il sole negli occhi, e qualche relitto di troppo nel cuore. Eppure, non si stancano di sfidare l’incertezza del mare. Vivono di sogni mischiati al cemento. E capita che non sappiano più distinguere gli uni dall’altro. Danzano scalze. Un po’ zingare, un po’ selvagge. Eternamente bambine, sotto le ciglia vestite di rimmel, e le labbra rosso rubino. E’ la mente a partorire il loro erotismo che, lento, si annida nel cuore. E poi, sinuoso, si traduce sul corpo. Il loro fare l’amore, è un fare l’amore complesso. Per questo, quando prendi una donna, non ne prendi un pezzo soltanto. Ne sposi l’armoniosa, assoluta, totalità. Le donne forti spogliano l’anima, la vestono di magnifico nulla, la dividono in parti, piccolissime parti, e ne mettono una in ogni cosa che fanno. Tutto quello che toccano diventa magia. La loro vita è una corsa ad ostacoli, senza podio e senza medaglie. Si portano addosso i fallimenti, e le sconfitte, con innata eleganza, e dignità sofferta. Come un tassello di vita che, malgrado il dolore, non baratterebbero mai. Perché sono ciò che sono. E non lo rinnegano. Le donne forti non smettono di cercare qualcuno per cui valga la pena tornare ad amare. Perché le donne forti tornano ad amare una volta ancora, una volta in più, una di troppo. Anche dopo aver giurato a sé stesse che mai più lo avrebbero fatto. Le donne forti fanno paura. Ma sono le sole per cui valga lo sforzo

Menù 6^ festa di RIFONDAZIONE COMUNISTA di Vigevano

Menù 6^ festa di RIFONDAZIONE COMUNISTA di Vigevano

MENU’ DELLA FESTA

Il servizio cucina con menù tradizionali e vegetariani sarà aperto nei seguenti orari:

dalle ore 12 alle ore 14,30 per il pranzo (escluso venerdì 20) e dalle ore 20 alle ore 22 per la cena.

E’ gradita la prenotazione telefonica al n° 0381-346333 dal lunedì al venerdì (escluso martedì) dalle ore 21, sabato e domenica dalle ore 10

Venerdì sera

Primi:

Gnocchetti zola e noci €. 4,50

Spatzle spek e panna €. 4,50

Secondi:

Arrosto con funghi €.6,00

Scaloppine prosciutto e provola €.6,00

Frittata patate e rosmarino €.5,00

Contorni:

Patate al forno €.2,50

Radicchio stufato con pinoli €. 2,50

Dolci:

Strudel pesche sciroppate e crema €.3,00

Macedonia con gelato €.3,00

Sabato mezzogiorno

Primi:

Insalata orzo e farro con rucola, pomodorini

e mozzarelline €.4,50

Risotto pere e taleggio €. 4,50

Secondi:

Vitello tonnato €. 6,00

Coniglio con peperoni €.6,00

Strudel radicchio e formaggio €.5,00

Contorni:

insalata fagiolini e patate €. 2,50

Spiedini di verdure al forno €. 2,50

Dolci:

Cheesecake con cioccoloato bianco e pesche  €. 3,00

Cannoli siciliani €.3,00

Sabato sera

Primi:

lasagne radicchio e montasio €. 5,00

Calamarata al ragù di pesce spada €. 5,00

Secondi:

salmone alle erbe €.7,00

Filetto alla piastra con rucola e pomodorini €.7,00

Erbazzone €.5,00

Contorni:

insalata di finocchi €. 2,50

Verdure grigliate €.2,50

Dolci:

profitterol €. 3,00

Torta pesche e amaretti €.3,00

Domenica mezzogiorno

Primi:

Pennette agli asparagi e crema di ricotta €.4,50

Linguine allo scoglio €.5,00

Secondi:

polpo in insalata €. 7,00

Roastbeef €.6,00

Parmigiana di zucchine in bianco €.5,00

Contorni:

Patate al forno – insalata mista €.2,50

Dolci: coppette di fragole e crumble €.3,00

Crema catalana €.3,00

Domenica sera

Piatto unico:

Cous cous con pesce e verdure

+ dolce tiramisù (classico e fragole) €.10,00

Piatti sempre disponibili:

trippa €.5,00

prosciutto e melone €.6,00

caprese €. 4,50

salam d’la duja €.5,00

Vini

Bonarda €. 6,00

Barbera d’Asti €.6,00

Pinot nero vinificato bianco e brut €.8,00

Vino alla spina al litro €. 5,80

Vino alla spina mezzo litro €.3,00

Vino alla spina bicchiere €.1,00

Birra misura unica €.3,00

Acqua pubblica gratuita

BUON APPETITO

Pavia: 20 anni di EMERGENCY

Pavia: 20 anni di EMERGENCY

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Il calendario dei concerti della CORTE DEI MIRACOLI

Il calendario dei concerti della CORTE DEI MIRACOLI

CORTE DEI MIRACOLI: La Banda del Folk

Dall’Irish alle pizziche pugliesi, dalle Mondine ai Partigiani… la musica della Resistenza, della Memoria, dell’impegno sociale!

Come sempre il calendario concerti della Corte è in continua evoluzione… ecco le prossime date!

Domenica 15 giugno @ FESTA DI RIFONDAZIONE
Torrevecchia Pia (PV)

Torniamo sempre con piacere dagli amici di Torrevecchia.
Una festa dove si mangia bene, si sta in compagnia e ci si diverte sopra e sotto il palco!


Domenica 22 giugno @ EMERGENCY DAY – Castello Visconteo (PV)
with I LUF!!!
Una grande serata dedicata ad Emergency!
Sul palco la Corte aprirà il concerto della storica band folk I LUF.

>> Evento Facebook <<
Un evento all’interno della Settimana della Cooperazione Internazionale con il patrocinio della Provincia di Pavia.
*in allegato tutto il programma della Settimana della Cooperazione Internazionale e la locandina ufficiale dell’evento
Il concerto chiude la manifestazione BEER-FOOD (www.beer-food.org), una 4 giorni dal 19 al 22 maggio per scoprire la birra artigianale e i prodotti tipici del nostro territorio.


Sabato 2 agosto @ REVOLUTION CAMP (Paestum – SA)

Come nelle migliori storie di amicizia, stima reciproca e collaborazione… non c’è due senza tre!
Anche quest’anno la CORTE DEI MIRACOLI sarà in concerto al Revolution Camp 2014
organizzato dall’ UDU – Coordinamento Studentesco e Rete Studenti Medi

>> Evento Facebook <<
Vi aspettiamo!!!



Come sempre ci sono altri concerti in fase di definizione… continuate a seguirci per essere sempre aggiornati!

Maggiori info, video Live e tutti i concerti su:
Sito: www.cortedeimiracoli.net
Youtube: www.youtube.com/cortefolk
Iscrivetevi al
Gruppo Ufficiale Facebook
: www.facebook.com/groups/cortedeimiracoliband

Siamo arrivati a 3.815 membri! Dai, l’obiettivo è 4.000 prima dell’estate!!!
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FOOOOOOOLK!!!


Era comunista: 30 anni senza Berlinguer

Era comunista: 30 anni senza Berlinguer

Pubblicato il 10 giugno 2014
di Paolo Ferrero
Trent’anni fa moriva Enrico Berlinguer. Berlinguer è stato tra coloro che
hanno saputo meglio incarnare, nel corso della propria esistenza e della
militanza, l’idea della diversità dei comunisti. Egli pose per primo, nel
nostro Paese, il tema della “questione morale”. Lo pose con un’accezione
diversa da quella poi diventata popolare in questi anni, secondo cui il
problema sarebbe rappresentato unicamente dai tanti politici che rubano.
Berlinguer leggeva la corruzione della cosa pubblica, allora come oggi
radicata e strutturata, come il sintomo e il tassello di un modello di
crescita e di sviluppo distorto, di un capitalismo malato che – per potersi
alimentare e riprodurre – doveva necessariamente incubare un’economia
illegale e criminale crescente, distruggere l’ambiente e i diritti
conquistati dal movimento operaio. Una corruzione che riguardava l’intera
classe dirigente del nostro Paese: gli esponenti dei partiti di governo, ma
anche gli imprenditori e i grandi manager. Una corruzione che poteva e può
essere sconfitta non solo con l’onestà e con la trasparenza, ma mettendo in
discussione quelle politiche che oggi chiamiamo neo-liberiste.
Berlinguer, dopo la stagione del compromesso storico e dell’unità nazionale,
a partire dalla fine degli anni Settanta, si convinse giustamente che
l’unica strada da percorrere era la costruzione di un’alternativa di
sinistra: Cominciò così una politica di opposizione alle politiche di
ristrutturazione capitalistica e al tentativo di cancellare le grandi
conquiste maturale dal movimento operaio. Quel Berlinguer era spesso isolato
all’interno dello stesso Pci: quando, ad esempio, andò davanti ai cancelli
della Fiat nel 1980 e disse che i comunisti dovevano stare dalla parte degli
operai nei momenti migliori ma anche e soprattutto nelle fasi peggiori;
quando – nel 1984-85 – scelse la strada dell’opposizione al decreto di San
Valentino emanato dal governo Craxi per tagliare la scala mobile, fino ad
arrivare al referendum contro quel provvedimento. L’impegno politico di
Berlinguer – dalle scelte giuste ai suoi errori –  si colloca nella storia
centenaria della lotta delle classi subalterne per ottenere il riscatto
sociale, la libertà e la giustizia. Si colloca nella storia del paese, non
nell’attimo effimero di un successo ottenuto attraverso una performance
teatrale. In questo la distanza con i Renzi e i Grillo non è solo politica:
è culturale e morale. Berlinguer era un compagno non un imbonitore.
“Affascinante no. Non ha mai pensato di esserlo e mi guardo bene dal
pensarlo. Forse l’hanno detto gli altri, ma qui ci sono delle mode per cui
quando un partito ha dei risultati brillanti, allora i suoi leader vengono
definiti carismatici, affascinanti, belli e così via dicendo. E poi
naturalmente invece quando – come accade nella vita dei partiti – ci sono
dei periodi di stasi o di difficoltà, allora naturalmente poi diventano
vecchi, superati, stanchi.
Io non mi sento stanco, sento in me, se vuole – non credo di fare della
retorica – la stessa passione che ho avuto quando ho cominciato la mia
milizia comunista nel 1943. Da questo punto di vista non mi è accaduto – e
questa la considero la più grande fortuna della mia vita – di seguire quella
famosa legge per cui si è rivoluzionari a 18 anni, a vent’anni, poi si
diventa via via liberali, conservatori, reazionari. Io conservo i miei
ideali di allora”.
11 giugno, trent’anni dalla morte di Berlinguer:
questione morale, lavoro e diritti per cambiare il paese

A Pregnana Milanese (Mi) BLUES & BARLAFUS LIVE

A Pregnana Milanese (Mi) BLUES & BARLAFUS LIVE

Pregnana Milanese Mi
sabato 14 giugno 2014
Area Feste ore 21.30
BLUES & BARLAFùS LIVE
Storie e Canzoni tra i navigli il Ticino e il Mississippi, tradizione popolare,folk & blues e Cabaret da Woodie Guthrie, Robert Johnson,B.B. King a Jannacci,W.Valdi,i Gufi… passando per Gianni Rodari….
Un viaggio fantasioso attraverso le rime popolari, le storie e…
le balle che si cantavano, si contavano e ancora ci raccontano
i bluesmen e da num quei barlafus che ghan nient de fa’… insieme a:
Piero Carcano: Voce, Kazoo, Armonica
Gianni Rota: Chitarre, Flauto, voce
Davide Buratti: Contrabbasso, basso elettrico
Michele “Master” Mastrofilippo: Tromba, Flicorno, Tromba a tiro
Gabriele Pascale: Batteria e percussioni
Nello spettacolo di Pregnana Milanese nell’ambito della Festa dell’unità , viste le good vibrations del Festival, lo spettacolo sarà caratterizzato maggiormente da un repertorio a forti tinte blues. Senza comunque prendersi troppo sul serio e tirarsela credendo di essere una blues band ..…
Ad ogni modo cominciamo col dire che il Concerto-spettacolo dei BLUES & BARLAFUS è all’insegna del buon umore. Alcuni musicisti-intrattenitori provenienti dalla storica band folk-rock dei CANTOSOCIALE, per puro divertissement , nel 2008 fondano il gruppo senza porsi null’altro obiettivo che divertirsi e divertire .
Così come era naturale che fosse visto passioni personali e background culturale
I Blues & Barlafùs muovono i primi passi “on the road “ sulla via di confine tra il folk
lombardo-piemontese e quello dell’America più black, la chanson più dissacrante francese e ..il cabaret milanese anni 70 ricercando un filo comune che leghi testi e musiche .
Un background molto “originale” costituito da balle e ballate, conte, filastrocche, canti
e canzoni di sferzante umorismo, irriverenti e dissacranti come solo la cultura popolare tradizionale sa creare e sullo stesso solco la canzone d’autore dei più arguti e liberi cantautori. Il clima musicale è acustico, rilassato, caratterizzato da una buona dose d’improvvisazione , comune denominatore dei diversi generi e il gruppo sin dall’inizio diventa un laboratorio dove di volta in volta entrano ed escono musicisti di provenienza diversa ma con la condizioneessenziale di possedere anche in minima parte il “blue’s touch”, quel“particolare”senso del blues.
Delò resto :Il blues è fatto di storiaccie da cantare, un lavoro sporco che
qualcuno deve pur ben fare!!!!!
Quindi a fianco dei blues rurali alla Bukka White e Robert Johnson si possono ritrovare le canzoni della vègia Milan, di quel “liggera” del Pelè e persino tracce del cabaret di Jannacci , Valdi, dei Gufi.da un “Ho visto un Re” a un” Messico e nuvole” e una Vincenzina davanti a la fabbrica.
Così come a fianco alle ballate sociali di Woody Guthrie( il papà spirituale di Bob Dylan per intenderci) non possono poi mancare i canti di risaia, quelle sfacciate strofe che irridevano suocere e vicine di casa , mariti e padroni e i canti d’osteria, quelle ballate fatte di “balle “ raccontate da poco attendibili “barlafus” , dove si vagheggiano amori impossibili, passionali e strampalati, improbabili ricchezze e nobiltà, in
definitiva sogni spacciati per realtà ma anche tante verità fatte da racconti di gente povera
Si canta anche l’oggi soprattutto la vita di tutti i giorni ricercando qua e la”gli eroi” tra elettricisti bonaccioni, sparagnini impiegatucci,imbranati poetici -erotici fallimenti . Nascono così epiche edonchisciotesche ballate originali come “Il mutuo di Ballesio
Carlo”(l’occitano) “Il Miaurizio”, “Il proctologo apprendista”. Sicanta anche di politica, ma alla buona “ a spanne” accentuando i toni satirici ed ironici, mettendo l’accento sulle durezze della realtà,dei “sensa tecc, dei disoccupà” comuni al di qua e di là del Navili e del Mississipi e qualche volta senza badare al “politically correct”
per puro spirito di libertà e di battuta si scherza anche sugli argomenti più tabù. Insomma si riproporrà per molti versi il clima delle osterie , delle barrell-house, dei vecchi ritrovi dove si parlava si discuteva animatamente senza peli sulla lingua su vari
argomenti.
Poi qualcuno che aveva portato la chitarra cominciava a suonare e tutti gli andavano dietro e così si cantava fino a tarda,tardissima sera insieme rigorosamente al bicièr de vin che di fatto “cantava “ e “faceva cantare” anche lui.atto “cantava “ e “faceva cantare” anche lui.

Presentazione del progetto: CENTRO DOCUMENTAZIONE RESISTENZA

Presentazione del progetto: CENTRO DOCUMENTAZIONE RESISTENZA

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6^ festa di Rifondazione Comunista. Venerdì 20 giugno si parte con il liscio

6^ festa di Rifondazione Comunista. Venerdì 20 giugno si parte con il liscio

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