Archivio for marzo, 2015

Ma che bella giornata!

Ma che bella giornata!

Ma che bella giornata!
Sabato 28 marzo si sono svolte due belle manifestazioni nei nostri territori, ambedue con al centro tematiche ambientali che se non affrontate correttamente finiranno per pesare negativamente sulla nostra vita.
Al mattino alle 9.30 dal piccolo comune di Albairate è partito un corteo che si è concluso in piazza Marconi ad Abbiategrasso, un lungo serpentone colorato (un migliaio di persone) con in testa diversi sindaci e numerose associazioni e partiti (Rifondazione-Sel-5 Stelle), hanno marciato fianco a fianco alle tre organizzazioni degli agricoltori per bloccare una nuova colata di cemento come si presenta la ventilata “tangenziale” che dovrebbe collegare Vigevano a Malpensa (Magenta).
L’opera inizialmente era stata concepita per alleviare i forti disagi registrati dal traffico in direzione di Milano, ma da subito sono emersi insieme agli alti costi, l’impatto devastante dell’opera su un territorio agricolo di pregio come il nostro. Ridimensionato il tracciato iniziale, quello che oggi si conosce è il solo progetto ANAS verso Malpensa ed è un inno allo spreco; si potrebbero risparmiare un sacco di soldi eseguendo piccoli interventi (ad esempio rotatorie al posto dei semafori, piste ciclabili, ecc) che andrebbero a qualificare la sede stradale esistente senza ulteriore consumo di suolo.
Abbiamo bisogno di potenziare il trasporto su rotaia verso Milano ed è li che servono forti investimenti (doppio binario, interramento o eliminazione dei passaggi a livello, ecc), dal Pirellone e dal Sindaco di Vigevano invece nessuna iniziativa che non sia ancora una volta lo scaricare sul territorio i costi di una cieca politica che non sa vedere più in la del proprio naso.
Al centro della mobilitazione del pomeriggio a Mortara vi è sempre il suolo, non solo la quantità da difendere ma in questo caso viene posto il tema della qualità, seriamente in pericolo per lo spargimento incontrollato dei fanghi in agricoltura. Il lavoro di approfondimento del comitato locale ha evidenziato molte lacune nel campo dei controlli e il serio pericolo che vi sia nel terreno una forte concentrazione di metalli pesanti. Vi sono comuni (ad esempio Cergnago) dove 80% del proprio territorio è interessato a questi spargimenti, le preoccupazioni ben espresse nel lungo pomeriggio fra tanta musica e parole, sono culminate in una simbolica “catena umana” che ha coinvolto centinaia di persone, accumunate dalla forte volontà di richiedere una agricoltura di qualità in un territorio già fortemente compromesso ( inceneritori, discariche, monocultura, ecc).
Ambedue le battaglie non si esauriscono nella bella giornata di sabato, ai comitati è richiesto un forte impegno per mantenere alta l’attenzione sulle questioni sollevate, con loro ci saranno i compagni di Rifondazione Comunista
Gianni Radici

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L’ETICA DELLA POLITICA

L’ETICA DELLA POLITICA

L’Altra Vigevano a Sinistra è per… L’ETICA DELLA POLITICA
“La politica per noi non è un mestiere o l’occasione per soddisfare interessi personali, ma passione civile, cura della nostra città e dei suoi cittadini.
I rappresentanti della lista “L’Altra Vigevano a Sinistra” si impegnano quindi a continuare nel perseguire solo ed unicamente l’interesse pubblico, astenendosi nell’assumere decisioni che creino conflitti di interesse; ad essere a disposizione dei cittadini e ad ascoltare le loro necessità e i loro reclami; ad essere sempre presenti dove è richiesta la loro presenza; ad assicurare parità di trattamento e di interessamento ai problemi di ogni cittadino avendo sempre presente l’interesse generale della città; a ridurre le spese a quelle strettamente necessarie per lo svolgimento delle loro funzioni, evitando inutili spese di rappresentanza”.
(Dal programma amministrativo)
https://altravigevano.wordpress.com/il-programma/
altravigevano@gmail.com

“Brescia è bella in questo sabato di marzo…”

“Brescia è bella in questo sabato di marzo…”

Nicoletta Dosio

Brescia è bella in questo sabato di un marzo che ha sconfitto le nuvole invernali e splende di primavera; cielo terso, verde tenero nei viali , aiuole di primule e viole.

In piazza della Loggia volti di donne e uomini provenienti da tutte le parti del mondo, intere famiglie con bimbi e carrozzine. Sono gli stessi che, fuggiti dagli orrori della guerra e della fame, scampati alle morti sulla via dell’emigrazione, faticano quotidianamente, con bassi salari e senza diritti, nelle campagne bresciane, nelle aziende, nei ruoli di lavoro più umile e rifiutato; gli stessi che, riunitisi in presidio per rivendicare il diritto al permesso di soggiorno pervicacemente negato, sono stati sgombrati e manganellati, qualcuno espulso.

images (5)A sostenerli, durante la settimana, c’erano soprattutto ragazze e ragazzi dell’area antagonista, la Brescia precaria, vera erede delle lotte antifasciste e operaie. Ma oggi la città accoglie solidale il fiume di persone, striscioni,bandiere, cartelli, slogan di lotta e liberazione, che sfila lungo le vie del centro storico , tra i portici delle strade-salotto gremite per la passeggiata del sabato pomeriggio. Nonostante l’invito ufficiale a chiudere gli esercizi commerciali, negozi e bar sono aperti e affollati ; da portici, finestre e balconi c’è gente affacciata, tutti sorridono, qualcuno applaude.

Fascisti e razzisti che avevano preannunciato azioni squadristiche contro la manifestazione, si sono ridotti a qualche decina di triste figure asserragliate in una piazza, prontamente dileguatesi all’arrivo del corteo.

Torniamo in Piazza della Loggia. I raggi del sole al tramonto sembrano concentrarsi sulla stele posta a ricordare le vittime di strage fascista, che ancora attendono giustizia.

Si riforma il presidio che continuerà fino alla concessione del permesso di soggiorno a tutti i richiedenti ( delle seimila richieste, quattromila sono state respinte, pur avendo i requisiti per l’accoglienza). Ma in gioco c’è molto di più, un mondo senza sfruttati e sfruttatori, senza guerre, devastazioni e paura, dove crescere i propri figli e progettare un futuro più decente e vivibile per tutti.

Gli interventi che chiudono la giornata esprimono solidarietà per le compagne e i compagni che, a Torino, manifestano contro i fascismi vecchi e nuovi. Sono giunte le notizie di cariche poliziesche con feriti e arrestati: per loro, per la loro liberazione si alza potente, unanime, fraterno il grido che è ruggito, pugno contro gli oppressori e carezza per gli oppressi. Morte al fascismo, libertà al popolo!

Tanti auguri, compagno Ingrao!

Tanti auguri, compagno Ingrao!

di Paolo Ferrero –

Gli auguri miei e di tutti i comunisti e le comuniste di Rifondazione a Pietro Ingrao per il suo compleanno. Ingrao è la testimonianza vivente che il ’900 non è solo guerra e distruzione ma anche impegno politico comunista come atto d’amore per l’umanità e capacità di volare, di mantenere la sguardo del bambino sul mondo mentre ci si impegna a cambiarlo. Caro Pietro, 100 auguri di buona salute e 1000 grazie per la tua umanità e per la tua militanza comunista di cui abbiamo avuto il privilegio di essere testimoni.

Assemblea Nazionale dell’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

Assemblea Nazionale dell’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

Carissime e Cari dell ‘Altra Europa con Tsipras’ comitato provinciale di Pavia
la prossima Assemblea Nazionale si terrà a Roma il 18 e 19 aprile, si tratta di assemblea costituente alla quale parteciperanno i delegati eletti in apposite Assemblee provinciali da fare entro il 15 aprile.
Nelle Assemblee provinciali potranno votare solo coloro che hanno sottoscritto adesione on line oppure mediante compilazione di modulo cartaceo.
L’azione più importante da fare entro il 31 marzo !! è quella di firmare l’adesione al percorso e/o al documento ‘Siamo a un bivio’
Sulla base delle persone che aderiscono verrà calcolato il numero dei delegati da attribuire alla provincia di Pavia.
Vi chiedo perciò di:
a) entrare nel sito    http://listatsipras.eu/l-assemblea/sottoscrivi-siamo-ad-un-bivio.html                                                  cliccare su ‘firma’ e compilare il modulo di adesione;
b) stampare il modulo cartaceo allegato a questa mia mail e raccogliere adesione di chi non ha accesso internet;
c) contattare a voce o tramite vs. mailing tutte le persone che conoscete come ‘vicine a noi’ e comunicare loro la procedura di adesione avviata;
d) chiamarmi se ritenete utile fare un incontro di piccoli gruppi nella vostra zona.

Antonietta Bottini


assemblearoma
L’Altra Europa con Tsipras
verso l’Assemblea nazionale
del 18-19 aprile a Roma
Sarà la prima Assemblea nazionale che vedrà pienamente definito il nostro “corpo sociale”, che come tale potrà assumere in piena facoltà decisioni collettive. Sarà un’Assemblea di delegati e delegate, dovendo rappresentare l’insieme di coloro che, sottoscrivendolo nelle sue linee di fondo, hanno aderito al nostro percorso. E dovendolo fare sulla base di una approfondita, chiara, trasparente discussione politica, non tanto su ciò che siamo quanto soprattutto su ciò che vogliamo essere. Una discussione che dovrà prima coinvolgere capillarmente i territori nelle assemblee provinciali che si terranno fra il 2 e il 15 aprile, per poi confluire nell’Assemblea di Roma, secondo le regole condivise che trovate qui:
http://listatsipras.eu/l-assemblea/il-regolamento.html

Discuteremo delle tappe, modalità e contenuti di quel processo costituente rispetto al quale vogliamo metterci al servizio, per contribuire alla nascita anche in Italia di un soggetto politico ampio, credibile, innovativo, determinato a contendere la guida del Paese a chi ne sta al contrario preparando l’invivibilità. Un soggetto che dovrà essere infinitamente più ampio, coinvolgere parti di società e di militanza politica più estese e plurali, rimettere in movimento aree di popolazione e di elettorato disillusi, conquistare strati sociali e persone oggi anche molto lontani da noi. Sapendo al contempo che – come abbiamo detto – “non c’è più tempo”, che il tempo è ora.

Il corpo sociale in base al quale eleggeremo le delegazioni si determina sia con l’adesione individuale al percorso per l’assemblea nazionale sia attraverso la sottoscrizione facoltativa al documento nazionale “Siamo a un bivio” che può essere sottoscritto online al seguente indirizzo
http://listatsipras.eu/l-assemblea/sottoscrivi-siamo-ad-un-bivio.html
Chi lo ha già sottoscritto finora è considerato aderente al percorso e quindi fa già parte della platea del corpo sociale, così come chi aveva aderito fino al 13 marzo al secondo documento “Noi l’Altra Europa” (in quella data ritirato dai propri estensori), salvo diverse scelte individuali sempre comunicabili.

Le adesioni al percorso della nostra assemblea si raccolgono anche su scheda cartacea nei territori, nelle forme comunicate dai Comitati territoriali, oltre che on line sul sito:
http://listatsipras.eu/l-assemblea/come-partecipare.html

Chi ha aderito fino al 31 marzo potrà votare nelle assemblee provinciali, che sono comunque aperte a tutte le persone interessate dei territori.
Il Comitato di Transizione

Cara casalinga, l’urbanistica non fa per te…

Cara casalinga, l’urbanistica non fa per te…

l'altra europa Voghera

Storie di menti lontane

Storie di menti lontane

Cassolnovo 28 Marzo 2015
Biblioteca Comunale “Anna Del Bo Boffino”
A N F F A S “ Open Day “ Cassolnovo Ass.ne Cult. “Alambrado” presentano al Teatro Verdi in Via Oberdan 3
dalle ore 21.00

Storie , Musiche di
Menti, Genti lontane
Presentazione del libro di Silvia RUSPA
STORIE DI MENTI LONTANE ed. Cittadella 2014
Canzoni e musiche con i SETTEMENO acousticduo e Carlo Rossi “Rebirth” Trio

Il 28 marzo 2015 torna, per l’ottavo anno consecutivo e nel giorno in cui Anffas compie il 57mo anno dalla sua fondazione, la Giornata Nazionale della Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, la manifestazione nazionale promossa e organizzata da Anffas Onlus – Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o relazionale, che quest’anno, dopo il grande successo riscosso nel 2014, conferma la sua nuova formula: un Open Day dedicato all’informazione e alla sensibilizzazione sui temi della disabilità intellettiva e/o relazionale promuovendo l’inclusione sociale.
Le oltre duecentocinquanta strutture associative – insieme alle 1000 strutture circa in cui Anffas da oltre 50 anni si prende cura e carico di oltre 30.000 persone con disabilità e dei loro familiari – presenti sul territorio nazionale, infatti, il 28 marzo p.v. apriranno le porte dei propri servizi e delle proprie sedi per accogliere tutti coloro che vorranno trascorrere una giornata all’insegna dell’inclusione sociale attraverso visite guidate, convegni, spettacoli e tante altre manifestazioni, il tutto con il diretto coinvolgimento e la partecipazione attiva delle persone con disabilità, dei soci, degli operatori, dei volontari e di quanti operano con e per l’Associazione.
In questo ambito si pone ANFFAS di Cassolnovo, da sempre attivo anche in campo strettamente culturale con dibattiti , iniziative per una “ cultura sulla diverse abilità”. Ricordiamo che insieme alla Biblioteca e all’Amministrazione Comunale oltre all’associazione Alambrado recentemente ha promosso una giornata su sport e disabilità con lo Special Team Basket Cat vigevano , la mostra Ausmerzen sullo sterminio dei disabili ..iniziative che hanno avuto ampio consenso di pubblico rivolgendo l’attenzione a tutto il paese, cercando di rompere ghetti e pregiudizi.
Proseguendo su questa strada al Teatro verdi Sabato 28 Marzo organizzano una importante serata a partire dalle ore 21.00 ad entrata libera , con musica e canzoni e con tema centrale la disabilità intellettiva, relazionale e il mondo dell’immigrazione visto attraverso la presentazione del libro di Silvia Ruspa “ Storie di menti lontane “ Edizioni Cittadella .
Il libro inserito anche nella rassegna “ LIBRI A FIOR DI LABBRA “ di presentazione libri con l’autore promossa dalla Biblioteca Comunale “Anna Del Bo Boffino “ è il frutto di un lavoro a più mani di autori diversi, che attraverso un interessante caleidoscopio affronta e narra le autentiche vicende umane di gente migrante analizzate da diverse sfaccettature. Dall’aspetto giornalistico a quello psicologico, antropologico fino ad arrivare a quello politico ,sociologico e naturalmente e soprattutto umano.Perché come dice la curatrice che da anni lavora nel campo della disabilità e del sociale : “Scrivere le storie delle persone è come prendersi cura delle persone stesse !”
Ad accompagnare i racconti , le esperienze che permeano il libro ci saranno gli interventi “live” del sofisticato duo chitarra e voce Settemeno . L’importante duo formato da Leonardo Landini alla chitarra e Elena Carrossa alla voce, molto apprezzato da pubblico e critica per i loro concerti in molti jazz club di tutt’Italia oltre che per la partecipazione ad importanti festival ha base in paese (Landini è cassolese ) e sensibilità verso queste tematiche al punto da offrire per la serata alcuni estratti dal loro recente spettacolo“Storie di musica” . Un viaggio che racconterà di musicisti ,di genti e terre lontane navigando tra famosi brani pop, jazz, soul e country riarrangiati secondo il loro stile, con gusto e originalità cercando un filo conduttore che lega vicende umane e suoni dal mondo.
Anche il Carlo Rossi “rebirth” trio , voce, chitarra,flauto racconta storie permeando di note blues la drammaticità di vicende personali coniugando testi della tradizione popolare italiana e quelli della tradizione popolare folk e afraoamericana, intensi anche i brani originali che testimoniano i difficili rapporti tra mondo esterno e mondo interiore , trauma fisici e psichici di qua e di là dell’Oceano e la musica spesso a segnare rinascite interiori .
Per info 3335740348

Immagini banchetto “L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA” di oggi 21 marzo 2015

Immagini banchetto “L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA” di oggi 21 marzo 2015

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Solidarietà per il Venezuela

Solidarietà per il Venezuela

Cari amici e amiche del Venezuela,
In questi momenti in cui il mondo intero si mobilita per sostenere il Venezuela contro le ingerenze e gli attacchi dell’imperialismo statunitense, venerdì 27 marzo 2015 dalle 10:00 alle 12:00 vi aspettiamo presso la nostra sede in Corso Europa 5 per raccogliere le vostre manifestazioni di solidarietà con il popolo venezuelano e il governo del Presidente Nicolas Maduro e le adiesioni per la costituzione del Fronte Intercontinentale Anti-imperialista per la Pace.
L’iniziativa viene dal rifiuto all’ordine esecutivo sottoscritto da Obama il 9 marzo scorso nel quale dichiara ”un’emergenza nazionale” rispetto alla ”minaccia inusuale ed straordinaria” per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti, rappresentata dalla situazione in Venezuela.
Ne le sanzioni, nei blocchi, ne le agressioni armate sono le vie per un dialogo vero. La Storia ha dimostrato, come ha ammesso il governo Obama il passato 17 dicembre in riferimento a Cuba, che quelle sono politiche ineficienti che solo fanno male ai popoli.

I movimenti sociali in solidarieta con la Patria Bolivariana e il popolo venezuelano, fanno un appello per far si che il presidente Obama ritiri l’ordine esecutivo contro il Venezuela e riprenda relazioni diplomatiche normali con il governo legitimamente eletto del Presidente Nicolas Maduro, sulla base del rispetto mutuo e il principio della non ingerenza negli affari interni dei paesi.
Vi aspettiamo numerosi!

Oficina de Asuntos Institucionales y Culturales
Consulado General de la República Bolivariana de Venezuela en Milán

CON TUNISI COLPITA DAL TERRORE

CON TUNISI COLPITA DAL TERRORE

CON TUNISI COLPITA DAL TERRORE

TAG correlati: tunisia, attentato, forum sociale mondiale, fsm,

 

Un orribile attentato al Museo del Bardo ha colpito il cuore di Tunisi. Sono stati coinvolti anche cittadini italiani. Esprimiamo il nostro cordoglio per le famiglie di tutte le vittime.
Esprimiamo la nostra solidarieta’ alle istituzioni democratiche tunisine e alla societa’ civile tunisina, impegnata a consolidare e difendere la transizione democratica.
Non è stato un obbiettivo casuale, la Tunisia e’ la dimostrazione che esiste una terza via fra l’integralismo e l’autoritarismo.
Per questo diventa ancora più importante la partecipazione di massa al Forum Sociale mondiale che si terrà a Tunisi dal 24 al 28 marzo, così si potrà mostrare la solidarietà concreta alla Tunisia.
Al Forum Sociale Mondiale sono attese centinaia di presenze italiane, una partecipazione di settantamila persone, le forze democratiche della regione, delegazioni da tutto il pianeta.
Anche noi come Altra Europa con Tsipras ci saremo, con ancor maggiore convinzione.

 

L’altra Europa con Tsipras

 

Vigevano: banchetto informativo dell’altra Vigevano a sinistra

Vigevano: banchetto informativo dell’altra Vigevano a sinistra

Vi aspettiamo SABATO 21 MARZO 2015 dalle ore 9 alle 12 AL MERCATO, all’ingresso da corso Torino! Gli attivisti e il candidato Sindaco, Roberto Guarchi, saranno presenti con un “banchetto” informativo e per raccogliere il sostegno alla lista delle persone residenti a Vigevano.

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Il tuo due per mille dell’ IRPEF al Partito della Rifondazione Comunista

Il tuo due per mille dell’ IRPEF al Partito della Rifondazione Comunista

il tuo due per mille dell’ IRPEF
al Partito della Rifondazione Comunista

UNA SCELTA CHE NON COSTA NIENTE
MA CHE VALE MOLTO !

PREMESSA
Una recente disposizione di legge ha introdotto, a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2014, la possibilità di destinare, senza oneri aggiuntivi per il contribuente, il 2 per mille della propria Irpef a favore dei Partiti. In caso non venga data nessuna indicazione il 2 per mille resterà all’erario. Non solo chi presenterà la dichiarazione dei redditi (modello 730/2014 o il modello unico delle persone fisiche 2014), ma anche chi, seppur titolare di reddito, è esonerato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione può disporre che il 2 per mille venga destinato al Partito.

COME PROCEDERE
Nel corso del 2014 la scelta del 2 per mille può essere effettuata esclusivamente mediante l’utilizzo di presentazione di apposita scheda. La scheda, che è unica sia per l’8 che per il 5 e il 2 per mille, può essere scaricata dal sito www.finanze.gov.it oppure recuperata presso il CAF. Nel riquadro della scheda per la destinazione del 2 per mille al Partito della Rifondazione Comunista va inserito il codice “L 19” e apposta la firma. Chi presenta dichiarazione congiunta deve inserire due schede distinte in due buste chiuse.

DOVE E COME CONSEGNARE LA SCHEDA
La scheda può essere trasmessa telematicamente o consegnata in formato cartaceo con le seguenti modalità:
– o con il canale telematico diretto da parte del contribuente (mediante l’utilizzo dei
servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate a cui si accede tramite “pin code”)
– o consegnando la scheda ai CAF in una busta chiusa
– o consegnando agli uffici postali la scheda stessa, chiusa in una busta dove dovrà
essere apposta la dicitura: “ Scelta per la destinazione volontaria del 2 per mille
dell’Irpef”, il codice fiscale, il cognome e il nome del contribuente
Con qualsiasi modalità di consegna della scheda la privacy inerente la scelta, a cui si è deciso di destinare il 2 per mille, è garantita.

www.rifondazione.it

Campagna solidale del “grana parmigiano DOC terremotato”

Campagna solidale del “grana parmigiano DOC terremotato”

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Contro l’imperialismo e contro il fondamentalismo. Solidarietà alle vittime ed al popolo Tunisino

Contro l’imperialismo e contro il fondamentalismo. Solidarietà alle vittime ed al popolo Tunisino

L’attentato terroristico di Tunisi è veramente terribile!

Che l’obiettivo siano i movimenti sociali e le forze politiche che nel mondo si oppongono al neoliberismo è palese!

Che l’altro obiettivo siano i movimenti delle donne e dei giovani tunisini e le forze popolari e di sinistra che sono stati i protagonisti della unica “primavera araba” vincente, lo è altrettanto.

Ancor di più se tutti rappresentano una valida alternativa all’integralismo e all’oscurantismo.

Non ho elementi al momento ma sicuramente gli interessi dell’imperialismo e del fondamentalismo convergono, non foss’altro perché quest’ultimo proprio dall’imperialismo occidentale è stato generato, alimentato, addestrato e armato.

Ed entrambi si esprimono nel modo più consono e barbaro, disseminando morte e paura.

Tutta la nostra solidarietà alle vittime e al popolo tunisino.

 Vladimiro

 Collettivo Culturale Rosa Luxemburg

 Partito della Rifondazione Comunista (Sinistra Europea) –

Circolo Hugo Chavez Frias

 Vigevano

Terre Lomelline, un bene comune

Terre Lomelline, un bene comune

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Altro che buono scuola!

Altro che buono scuola!

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Ecco come l’Europa cancellò il debito della Germania

Ecco come l’Europa cancellò il debito della Germania

Pubblicato il 10 mar 2015

Gli accordi sul debito di Londra (1953) dimostrano che i governi europei sanno come risolvere una crisi da debito coniugando giustizia e ripresa economica. Ecco quattro lezioni esemplari, utili nell’attuale crisi del debito greco. 

Il 27 febbraio 1953 fu siglato a Londra un accordo che cancellava la metà del debito della Germania (all’epoca la Germania Ovest ). 15 miliardi su un totale di 30 miliardi di Deutschmarks*.

Fra i paesi che accordarono la cancellazione c’erano gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la Francia, assieme a Grecia, Spagna e Pakistan (paesi che sono oggi fra i più importanti debitori). L’accordo copriva anche il debito di privati e società. Dopo il 1953, altri paesi firmarono l’accordo per cancellare il debito tedesco: l’Egitto, l’Argentina, il Congo Belga (oggi Repubblica Democratica del Congo), la Cambogia, il Cameroun, la Nuova Guinea , la Federazione di Rodesia e il Nyasaland (oggi Malawi, Zambia e Zimbabwe). (1)
Il debito Tedesco risaliva a due periodi storici: gli anni precedenti la prima guerra mondiale e quelli immediatamente successivi alla seconda. Circa la metà derivava da prestiti che la Germania aveva contratto durante gli anni ’20 e i primi anni ’30 (prima dell’ascesa dei nazisti al potere), e che furono usati per pagare i danni di guerra imposti nel 1919 dal trattato di Versailles. Si trattava del lascito delle colossali riparazioni dei danni di guerra imposte al paese dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale.
L’altra metà del debito era legata alle spese di ricostruzione dopo il secondo conflitto mondiale.

Nel 1952, il debito della Germania detenuto da paesi esteri ammontava al 25% circa del reddito nazionale. Si tratta di un debito relativamente contenuto rispetto alle cifre di oggi: Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo hanno tutte un debito verso creditori esteri superiore all’80% del PIL. La Germania Ovest doveva affrontare enormi spese per la ricostruzione, ma le riserve di valuta estera erano scarse. La delegazione tedesca alla conferenza sostenne con successo la tesi che i rimborsi del debito sarebbero cresciuti vertiginosamente nell’immediato futuro, e che ciò avrebbe gravemente ostacolato la ricostruzione. In seguito all’annullamento del debito, la Germania Ovest visse un ‘miracolo economico’ trainato da una vasta opera di ricostruzione, e forti incrementi del reddito e delle esportazioni. Questa stabilità contribuì alla pace e alla prosperità in Europa.
I creditori della Germania Ovest erano ben disposti a stabilizzare il quadro politico ed economico del paese, per rafforzare un ‘bastione contro il comunismo’. Questo sottinteso politico spinse i creditori ad affrontare con un approccio illuminato la questione del debito; approccio purtroppo assente nelle crisi di debito degli ultimi trent’anni – America Latina e Africa (anni ’80 e anni ’90); estremo oriente (metà anni ’90); Russia e l’Argentina (alla soglia del millennio) e oggi l’Europa. In tutte queste crisi, la Germania si è trovata fra i creditori, com’è crudamente emerso nel corso della crisi europea del debito.
Oltre all’entità del debito cancellato, molti altri aspetti degli accordi sul debito di Londra furono di sicuro vantaggio per la Germania; i principî che li ispirarono potrebbero essere applicati al caso degli attuali paesi debitori.

1) Imposizione di limiti espliciti al rimborso del debito
Innanzitutto fu abilmente richiesto (e ottenuto) che il rimborso del debito della Germania Ovest procedesse solo in caso di eccedenza commerciale. In caso di deficit commerciale, non sarebbe stato effettuato nessun pagamento. In altre parole, il governo avrebbe rimborsato il debito unicamente con risorse effettivamente disponibili, invece di ricorrere a nuovi prestiti o utilizzando riserve di valuta estera. Questo meccanismo evitò una nuova recessione o una lunga stagnazione. Inoltre, nell’ipotesi di una bilancia commerciale in passivo, la Germania Ovest era autorizzata a limitare le importazioni.
Se i paesi creditori volevano recuperare i loro prestiti, erano quindi indotti ad importare merci dalla Germania. Il meccanismo che permise di procedere in questo senso fu la rivalutazione contro il marco delle divise dei paesi creditori: con un marco ‘debole’ le merci prodotte in Germania erano più convenienti sui mercati esteri. L’effetto fu una rapida crescita delle esportazioni tedesche, che permise al paese di ripagare il debito residuo. D’altra parte, i paesi creditori riorientarono di fatto le loro politiche economiche interne, spingendo verso maggiori importazioni (e quindi sostenendo i consumi), invece di costringere i debitori ad applicare politiche di austerità. [Quest’ultima è la via scelta dalla Germania attuale, che parallelamente insiste sul mercantilismo e deprime i consumi interni, n.d.t.]

Deficit, surplus e debito
Se un paese esporta più di quello che importa, ha un eccedenza commerciale (o surplus). Ciò comporta un reddito in eccesso, che non è speso in beni importati. Quest’eccesso servirà a riassorbire debito, oppure si trasformerà in credito verso altri paesi, che a loro volta s’indebiteranno.
Se un paese è in deficit commerciale, importa più di quanto esporta. È quindi costretto a contrarre dei debiti con altri paesi, o a mettere in vendita il suo patrimonio.
I debiti tra paesi sono insomma causati da (o causano a loro volta) deficit e surplus nelle bilance commerciali. Perché un paese possa essere in surplus, deve esisterne un altro con un deficit. Più le bilance commerciali sono in equilibrio, più stabile è l’economia mondiale.
Perché un debito possa essere rimborsato, i paesi debitori devono essere in surplus, e i paesi creditori devono trovarsi in deficit commerciale. È molto difficile per i paesi debitori raggiungere un eccedenza di bilancia commerciale, se i creditori non sono disposti ad accettare disavanzi.
Non è teoricamente possibile che tutti i paesi siano in surplus, a meno che il pianeta Terra non si metta a commerciare con un altro pianeta.

La bilancia commerciale della Germania Ovest fu ampiamente in attivo durante il periodo di rimborso del debito, e così la clausola limitativa non venne mai applicata. Ma la sua sola esistenza permise di ricostruire l’economia tedesca e sostenere le esportazioni, creando un potente incentivo ad acquistare merci provenienti dalla RFT, e permettendo la svalutazione del marco rispetto alle altre divise.
La competitività della Germania e la svalutazione del marco segnarono tutto il periodo del rimborso del debito, e finirono per vincolare gli altri paesi dell’Eurozona con la creazione dell’euro negli anni ’90. Negli anni ’50 e ’60, le eccedenze commerciali della Germania Ovest permisero il rimborso del debito; negli anni più recenti, hanno invece contribuito ad aumentare il debito di altri paesi, come la Grecia, l’Irlanda, la Spagna ed il Portogallo.
Grazie alla cancellazione del debito e alla riduzione dei tassi d’interesse, i pagamenti assorbiti dal rimborso costituivano il 2,9% delle esportazioni nel 1958 (il primo anno del risarcimento) e si ridussero con la crescita del surplus. A titolo di confronto, l’FMI e la Banca Mondiale considerano ‘sostenibili’ per i paesi più poveri rimborsi del debito dell’ordine del 15%-25% del valore delle esportazioni.
Nel 2015, l’FMI prevede che la Germania avrà un’eccedenza commerciale pari al 5,8% del PIL, quando invece potrebbe importare merci dai paesi creditori, per aiutarli ad uscire dalla crisi. [Il surplus commerciale tedesca ha violato ripetutamente i criteri della Macroeconomic Imbalance Procedures — MIP. Ma per ora le sanzioni non sono state applicate alla Germania, n.d.t.]
Inoltre, come prima ricordato, i rimborsi attuali del debito sono molto più elevati (in termini di percentuale rispetto al valore delle esportazioni) di quanto pagato dalla Germania Ovest al ritmo massimo dei pagamenti. Attualmente, i rimborsi del governo greco sono dell’ordine del 30% delle sue esportazioni (2).
Situazioni simili si presentano per i paesi più indebitati del sud del mondo: il Pakistan, le Filippine, El Salvador e la Jamaica spendono fra il 10% e il 20% per cento delle loro esportazioni per ripianare i loro debiti esteri (3). Questi valori non comprendono i rimborsi dei debiti privati.

2) Coinvolgimento di tutti i tipi di creditori
Tutti i creditori furono coinvolti nel programma di ristrutturazione, sia gli stati, sia i privati, ai quali furono applicati gli stessi criteri. Questo per limitare gli effetti dei contenziosi eventualmente aperti dai privati per disparità di trattamento.
Ben diverso è stato l’approccio delle ristrutturazioni del debito più recenti. Il programma di normalizzazione del debito dei paesi poveri (Heavily Indebted Poor Countries initiative, HIPC), che ha cancellato 130 miliardi di dollari di debiti a 35 paesi fra i più poveri del mondo (anni 2000), ha riguardato unicamente i debiti verso istituzioni internazionali o paesi terzi. I soggetti privati non sono stati coinvolti nell’accordo. Di conseguenza, paesi fra i più poveri al mondo, come Sierra Leone, Zambia, Repubblica Democratica del Congo, sono stati citati in giudizio presso tribunali occidentali dai ‘Vulture funds’ (fondi speculativi ‘avvoltoio’), per montanti colossali, che non sono in grado di rimborsare.
Alla fine del 2001, l’Argentina si dichiarò insolvente sul proprio debito, semplicemente perché era troppo elevato da rimborsare. Molti dei creditori privati sottoscrissero un nuovo accordo, che prevedeva uno sconto del 70% sul debito nominale. Alcuni creditori, fra i quali ‘fondi avvoltoio’ che avevano riacquistato parti del debito nel pieno della crisi, e a condizioni molto convenienti, esigono oggi -in sede legale- il rimborso totale del debito all’Argentina, oggi non più insolvente.
Nel giugno 2014, la corte suprema USA confermò il giudizio del tribunale di New York in favore di due fondi speculativi (NML Capital e Aurelius Capital) che esigevano 1,3 miliardi di dollari di debiti contratti dall’Argentina durante la crisi del 2001. Il giudizio stabiliva che l’Argentina avrebbe dovuto dapprima rimborsare i debiti verso i due fondi prima di procedere a qualsiasi altro indennizzo. Il rifiuto di ottemperare dell’Argentina comportò un nuovo default sul debito e a uno stallo che dura ancora oggi.
In Grecia sono avvenute nel 2011 due ristrutturazioni, che hanno portato ad una riduzione del debito nominale di più del 50% per 9 creditori privati su 10. Malgrado questa ‘riduzione’ il valore del capitale da recuperare restava comunque superiore al prezzo di vendita dei diritti creditorî sul mercato. E i creditori insistettero perché il nuovo debito fosse sottoposto – nella maggior parte dei casi – al diritto britannico. Con limiti evidenti sul controllo futuro del proprio debito da parte del governo greco.
Per di più, i creditori che detenevano il ‘vecchio’ debito sotto legislazione non greca (britannica o elvetica) sono rimasti fuori dall’accordo, e sono attualmente in grado di esigere il pagamento completo della somma originaria, più del doppio dei creditori ‘ristrutturati’. Molti di questi debiti sono detenuti da fondi speculativi che hanno comprato il debito a prezzi stracciati, e che stanno quindi speculando, con vasti profitti, a danno del popolo greco. Inoltre, i prestiti accordati alla Grecia per ricoprire il suo debito negli ultimi due anni lo hanno di fatto trasferito da creditori privati verso soggetti istituzionali, l’FMI e i governi dell’UE. Questa parte non ha subito alcuna riduzione, e quindi il debito detenuto da creditori esteri è oggi ben al di là del 100% del PIL.

3) Applicare la ristrutturazione a tutti i debiti, non solo quelli verso i governi.
Gli accordi sul debito di Londra furono applicati a tutti i debiti contratti dalla Germania Ovest: verso privati, governi e società estere. Comprendeva quindi i debiti dei privati e delle società tedeschi, oltre al debito pubblico.
La maggior parte della crisi del debito odierna è scaturita da debiti inizialmente a carico di società private, soprattutto banche. Per esempio, i prestiti contratti  dal settore privato in Irlanda hanno spinto nel 2007 il debito totale del paese al 1000% del PIL. Il governo irlandese, invece, ha potuto approfittare di un avanzo di bilancio in quegli stessi anni, e il suo debito totale (detenuto sia da risparmiatori irlandesi, sia da creditori esteri)  era ‘appena’ l’11% del PIL nel 2007. Perché un’economia esca dalla stagnazione causata da debito eccessivo, devono essere ristrutturati tanto il debito detenuto dai privati quanto quello detenuto dai governi.

4) Negoziati piuttosto che sanzioni
Se la Germania Ovest non avesse voluto, o non fosse stata in grado di rimborsare il debito, l’accordo prevedeva consultazioni fra il debitore e i creditori, sotto la supervisione di un organismo internazionale terzo. Un approccio del tutto diverso da quello che ha ispirato i ‘negoziati’ più recenti sul debito, nei quali i governi e le istituzioni creditrici (il Club di Parigi, l’FMI, la BCE) hanno imposto i termini dell’accordo ai paesi debitori, obbligandoli a instaurare politiche di austerità e liberalizzazioni sui mercati. Come ci si poteva aspettare, la Germania Ovest non ebbe ulteriori problemi di debito, e anche questa clausola non venne mai applicata.

Il caso Grecia: spezzare le catene
Ispirandosi all’antica idea del Giubileo, in occasione del quale i debiti erano annullati, gli schiavi erano liberati, e la terra ridistribuita, la Jubilee Debt Campaign lancia un appello per un nuovo ‘Giubileo del debito’ per risolvere l’attuale crisi economica globale. Quest’iniziativa costituirebbe il quadro per rompere l’attuale spirale della crisi debitoria e bancaria in Europa, e alleggerire il fardello perpetuo che grava sui paesi del sud del mondo.
In altre parole:
– Cancellare i debiti ingiusti dei paesi più indebitati;
– Promuovere una tassazione giusta e progressiva, piuttosto che ricorrere a nuovi prestiti;
– Uscire dalla logica di nuovi prestiti che spingono i paesi poveri nella voragine del debito
La Grecia è indiscutibilmente fra i paesi che più hanno bisogno di una cancellazione del debito. Dopo più di quattro anni di austerità, il debito greco è salito dal 133% al 174% del PIL. Il salario minimo è caduto del 25%, la disoccupazione giovanile è oltre il 50%. E più del 20% della popolazione è sotto la soglia di povertà. È necessario che i creditori di Atene capiscano la lezione dell’accordo sul debito tedesco del 1953, e spezzino le catene del debito che attanagliano oggi la Grecia.

Traduzione: Faber Fabbris

Fonte: jubileedebt.org.uk

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Note

* La cancellazione del debito riguardò la Germania Ovest , che aveva ereditato la totalità del debito tedesco verso i paesi occidentali dopo la seconda guerra mondiale. Si trattò quindi dell’annullamento del debito della Germania pre-bellica, anche se le trattative furono fatte con la sola Germania Ovest.
1. Questa, e molte altre informazioni utilizzate nell’articolo, sono tratte da: Kaiser, J. (2003). Debts are not destiny! On the fiftieth anniversary of the London Debt Agreement.Erlassjahr.de (Jubilee Germany), ed altri due testi da Erlassjahr.de : Double standards applied e About the London Debt Accord for Germany , 1953.
2. IMF, World Economic Outlook database.
3. World Bank, World Development Indicators database.

fonte: Keynes blog

 

La Rai di Renzi torna sotto il Governo come quella della Dc

La Rai di Renzi torna sotto il Governo come quella della Dc

di Stefania Brai, Responsabile nazionale cultura Prc –

Se sono vere le notizie apparse sui giornali, la “controriforma” di Renzi del servizio pubblico radiotelevisivo ci riporta indietro di esattamente 40 anni, a quando cioè prima della grande riforma del ’75 la Rai era tutta sotto il controllo del governo. Così Renzi, con la banale scusa di “allontanare i partiti” dalla gestione dell’azienda pubblica dà il potere di nominare un “amministratore unico” ai soli partiti che stanno al governo. Con l’eliminazione della figura del presidente nominato dal consiglio di amministrazione e di quella del direttore generale si raggiunge un duplice obiettivo: assumere tutto il controllo della Rai da parte del governo ed iniziare una vera privatizzazione del servizio pubblico equiparandolo a qualunque azienda privata.

Rifondazione comunista si batterà insieme alle forze sociali, culturali e professionali perché la Rai possa tornare a svolgere quel ruolo di volano dell’industria culturale italiana che spetta al servizio pubblico radiotelevisivo. Siamo contro qualunque tentativo di ulteriore privatizzazione delle istituzioni che producono conoscenza, cultura e sapere. Occorre invece lavorare per la ricostruzione di un tessuto di partecipazione reale per ridiscutere il ruolo di un servizio pubblico radiotelevisivo all’altezza delle sfide tecnologiche di oggi e di domani mettendo intorno a un tavolo non i 30 esperti di Renzi ma tutte le professionalità coinvolte insieme le forze sociali e culturali, all’associazionismo e ai movimenti.

Per elaborare un grande progetto culturale che riporti la Rai ad essere un’azienda realmente democratica e autonoma, decentrata e partecipata, che possa ridare vita a tutta la produzione indipendente diffusa su tutto il territorio nazionale, pluralistica nella sua offerta culturale nel rispetto dei tanti “pubblici” e sganciata dalle logiche di mercato.

Una Rai governata da un consiglio di amministrazione formato da personalità del mondo della cultura, dell’informazione, del lavoro e della produzione culturale, nominate in base a curricula pubblici in modo tale da garantire professionalità indipendenza e autonomia dai partiti e dai governi.

 

Gambolò: storie delle donne della Resistenza

Gambolò: storie delle donne della Resistenza

Gambolo’ 8/3

giorno di vento freddo e di primavera, giorno in cui e’ bello incontrarsi in piazza, a Gambolo’, raccontare le storie delle donne della resistenza, delle vecchie e nuove resistenze e della forza e della tenerezza e della felicità che solo le donne possiedono in cosi’ grande misura e sanno esprimere .

Iniziativa realizzate da Anpi di Gambolo’ grazie all’aiuto di Vittorio Marrandino e l’Associazione Culturale il Villaggio di Esteban con Marisa Palombella come regista e il gruppo dei Gandaranda di Mortara, Voce Cinzia Reina e Violino Franco Brasca. Prossimo appuntamento a Gambolo’ il 24/4/2015.

NASCE LA LISTA “L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA”: SFIDA A LEGA, CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA

NASCE LA LISTA “L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA”: SFIDA A LEGA, CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA
NASCE LA LISTA “L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA”: SFIDA A LEGA, CENTRODESTRA E CENTROSINISTRANasce sotto i migliori auspici la lista “L’Altra Vigevano a Sinistra” che parteciperà alle prossime elezioni comunali di Vigevano con Roberto Guarchi come candidato sindaco. Più di 50 persone hanno infatti aderito all’invito a partecipare al pranzo di autofinanziamento promosso sabato scorso dal circolo cittadino di Rifondazione Comunista presso la cooperativa Portalupi. Da questo incontro è emersa la volontà di dare vita ad una lista non di partito, ma dichiaratamente di sinistra partendo dall’esperienza positiva dell’Altra Europa con Tsipras.
«E’ stato un momento d’incontro decisamente partecipato, determinato ed anche festoso – spiega Roberto Guarchi, per molti anni consigliere comunale del Prc – da cui è emersa la volontà di tante persone di impegnarsi attivamente per il successo di una lista che vuole portare l’alternativa in Municipio garantendo la presenza determinata della sinistra in consiglio comunale, sulla base di un percorso politico e programmatico serio e partecipato. Non conta l’avere o meno in tasca la tessera di un partito di sinistra, determinante è la comune volontà di impegnarsi a fondo per contrastare il ritorno al governo della città della Lega Nord e del centrodestra, ed allo stesso tempo costruire un progetto di unità a sinistra che parta dalle persone e prosegua dopo la prossima scadenza elettorale. Con, nell’immediato, un “sfida” elettorale serrata anche nei confronti della coalizione di centrosinistra nata nelle ultime settimane, che è di stampo prevalentemente di centro, non è priva di contraddizioni e che potrebbe governare la città in chiave moderata se non addirittura reazionaria».
Dal punto di vista programmatico, sottolinea il candidato sindaco dell’Altra Vigevano a Sinistra, «è indispensabile un progetto politico complessivo, per aiutare le persone ad affrontare le difficoltà di oggi e per costruire un’idea della Vigevano di domani».
Ora entra nel vivo la fase di stesura del programma e la mobilitazione per la definizione delle candidature, la raccolta delle firme necessarie per la presentazione della lista e la costruzione di iniziative in città anche attraverso la rete internet ed i social network.
«L’impegno condiviso – conclude Roberto Guarchi – è quello di portare la sinistra in Comune, con i suoi valori, le sue idee, le sue speranze e le sue energie, raccogliendo la voglia di cambiamento profondo che esiste tra gli elettori di sinistra ed in città».