Archivio for aprile, 2015

1° Maggio 2015 contro il Jobs Act e il neoliberismo

1° Maggio 2015 contro il Jobs Act e il neoliberismo

di Roberta Fantozzi

Il governo Renzi continua con le sue menzogne. Dice che grazie al Jobs Act l’occupazione è aumentata. E’ falso: c’è solo il passaggio da vecchi a nuovi contratti, con il contributo di 8.000 euro l’anno dato alle imprese per ogni contratto a “tutele crescenti”. Ma le “tutele crescenti” sono un’altra falsità, perché Renzi è andato oltre Berlusconi e Monti, cancellando l’articolo 18, aumentando ancora la precarietà, introducendo la possibilità di demansionare le lavoratrici e lavoratori.  Il lavoro che piace a Renzi è quello senza diritti: come ad Expo dove 18.500 persone lavoreranno gratis, perché il loro lavoro è  camuffato da “volontariato”.

 

Il governo Renzi continua con le sue menzogne. Dice che è finito il tempo dei tagli e che anzi c’è un “tesoretto” di 1 miliardo e mezzo.  E’ falso. I tagli alla sanità, all’assistenza, a regioni e comuni, non sono finiti. A quelli decisi nel 2014 si sommeranno almeno altri 10 miliardi di nuovi tagli, un altro attacco ai servizi e ai diritti dei cittadini. E quelli previsti negli anni futuri, per rispettare il Fiscal Compact, sono molto maggiori.

 

Il governo Renzi continua con le sue menzogne. Dice che la sua riforma costruirà la “buona scuola”. E’ falso. La scuola pubblica vedrà diminuire ancora le risorse a disposizione, nonostante sia tra le meno finanziate d’Europa. Le scuole saranno in competizione tra loro per accaparrarsi finanziamenti da imprese e privati, i docenti saranno in competizione tra loro per farsi assumere da dirigenti in cui si concentrerà ogni potere: uomini soli al comando, come piace a Renzi. La scuola di Renzi è la scuola che enfatizzerà le disuguaglianze di classe e territorio, fatta di gerarchie e competizione, impresa e mercato.

 

Il governo Renzi continua con le sue menzogne. Dice che bisogna bombardare i barconi degli scafisti, per fermare le morti nel Mediterraneo. Un atto di guerra come l’ha giustamente definito il Papa, che produrrebbe nuove inaccettabili stragi, mentre invece servono i corridoi umanitari, e serve porre fine alle politiche neocoloniali e di guerra che impoveriscono e devastano la sponda sud del Mediterraneo.

 

Il governo Renzi continua con le sue menzogne e apre la strada al razzismo di Salvini mettendo le persone una contro l’altra, lavoratori pubblici contro privati, disoccupati e precari contro lavoratori “stabili”, nativi contro migranti. Una guerra tra poveri che viene scatenata dicendo che non ci sono risorse, che la “coperta è troppo corta” e quindi che è giusto che “gli altri” restino con i “piedi di fuori”.

E’ FALSO. LE RISORSE CI SONO E SONO TANTE: BASTA TOGLIERLE A RICCHI E SPECULATORI.

Il 10% della popolazione italiana possiede metà della ricchezza totale: si faccia una tassa sulle grandi ricchezze.

La BCE presta i soldi alle banche private allo 0,05% di interesse mentre lo stato italiano paga il 4%: la BCE presti direttamente i soldi agli stati – come propone il governo Greco –  e l’Italia risparmierebbe più di 70 miliardi di interessi l’anno. Con queste risorse si possono creare milioni di posti di lavoro, migliorare il welfare e la scuola, abolire la riforma Fornero sulle pensioni, istituire il reddito minimo.

E’ necessario costruire l’alternativa a Renzi, alla distruzione dei diritti sociali e della Costituzione. Per questo lavoriamo per unire tutte le forze di sinistra in Italia, a partire dall’altra Europa con Tsipras. Come siamo impegnati a sostenere il governo greco nella sua lotta contro il neoliberismo in Europa, con il Partito della Sinistra Europea ed il Gue, di cui insieme a Rifondazione Comunista fanno parte Syriza, Linke, Front de Gauche, Izquierda Unida, Podemos.

Connettiamo le lotte, uniamo la sinistrA!

L’Altra Vigevano a Sinistra è per… UNA CITTA’ SOLIDALE

L’Altra Vigevano a Sinistra è per… UNA CITTA’ SOLIDALE
L’Altra Vigevano a Sinistra è per… UNA CITTA’ SOLIDALE
“- siamo contrari alla esternalizzazione di servizi di rilevanza sociale, anzi riteniamo fondamentale intervenire sulle gestioni attualmente esternalizzate al fine di recuperarle alla totale gestione pubblica con l’obiettivo di migliorare la qualità e di eliminare i costi superflui;
– siamo contrari alla privatizzazione delle società pubbliche esistenti attivando, dove occorra, azioni nei confronti di una legislazione ritenuta sbagliata;
– Vogliamo la realizzazione di un nuovo “De Rodolfi” che dovrà essere gestito totalmente dal Comune e lo sviluppo significativo della rete dei servizi municipali per le persone anziane.
Sottolineiamo che il Comune ha l’obbligo legale e morale di garantire il servizio di refezione scolastica a tutti secondo quanto previsto dalla legge. E per far questo è indispensabile che per tale servizio vengano al più presto reintrodotte le fasce di esenzione e di riduzione delle rette per le famiglie in difficoltà, aumentando al contempo il numero delle fasce di pagamento in base al reddito ed introducendo il “piatto unico” a 1,50-2,00 euro. Solo così sarà possibile garantire a tutti i bambini italiani ed immigrati ciò che spetta loro di diritto, rispondendo in modo adeguato ad un problema sociale molto grave ed in costante espansione.
Riteniamo inoltre che, anche qualora persista il taglio dei fondi provenienti dallo Stato, l’amministrazione Comunale debba agire secondo alcune priorità:
– mantenimento e possibilmente aumento dei servizi alla persona attraverso i” Piani di zona” e i suoi strumenti di partecipazione per meglio utilizzare le risorse disponibili;
– soddisfare l’esigenza, soprattutto in relazione alla grave crisi che attraversa il nostro Paese, così come tutta l’economia mondiale, di predisporre ammortizzatori sociali (“fondo di solidarietà”) al fine di aiutare chi si trova in difficoltà per la perdita del posto di lavoro, gli artigiani e le piccole imprese;
– introdurre il Reddito Minimo Garantito Comunale per i cittadini più in difficoltà che abbiano perso lavoro;
– Interventi per stimolare la Asl a rilanciare i consultori per garantire su tutto il territorio servizi di sostegno, informazione, assistenza medica, educazione sessuale, sostegno alle donne vittime di violenza, distribuzione gratuita di contraccettivi”
(Dal programma amministrativo)
https://altravigevano.wordpress.com/il-programma/
altravigevano@gmail.com

“Expò, la fiera della schiavitù che si inaugura il Primo Maggio!”. Intervento di Giorgio Cremaschi

“Expò, la fiera della schiavitù che si inaugura il Primo Maggio!”. Intervento di Giorgio Cremaschi
Questo Primo Maggio sarà senza l’articolo 18. Basterebbe questa constatazione per sottolineare che ogni vuota e retorica celebrazione della ricorrenza, ogni sanremese Concertone, sono oramai totalmente fuori contesto . Il Primo Maggio è nato come data di lotta e ora torna ad esserlo. Giornata di lotta per i tanti lavoratori che rischiano i diritti, il salario o il proprio lavoro, ultimi quelli della Whirpool e dell’Auchan, che il Primo Maggio saranno costretti a lavorare in attesa di essere licenziati.

Questo Primo Maggio sarà prima di tutto una giornata di lotta contro il governo. Renzi ha dimostrato quanto fosse vera l’affermazione di Giuseppe DiVittorio che la Costituzione doveva entrare nelle fabbriche per realizzarsi davvero. Completando l’opera avviata dal suo grande sponsor Marchionne e dai suoi predecessori, l’attuale presidente del consiglio con il Jobsact ha definitivamente abolito ogni libertà di chi lavora e garantito all’impresa un potere assoluto di stampo medievale. Reduce da questo successo, il governo ha quindi iniziato a procedere allo smantellamento anche della costituzione formale, dopo aver cancellato quella reale. L’Italicum e le altre riforme cancellano l’equilibrio tra i poteri previsto dalla nostra Carta e creano la figura di un capo del governo padrone assoluto delle istituzioni del paese. Si chiude così il cerchio, dalla fabbrica, alla società, alle istituzioni.
Questo è proprio ciò che chiedeva l’ ufficio studi della Banca Morgan, quando il 28 maggio 2013 scriveva che le costituzioni antifasciste europee sono troppo segnate dal pensiero socialista e dal peso della sinistra e che per questo sono un ostacolo da rimuovere, per realizzare le riforme liberiste chieste della finanza internazionale. Come scriveva Primo Levi , il fascismo si ripresenta in ogni epoca e sempre in forme diverse. Ed è bene ricordare che tra gli scopritori di Renzi c’è quel Tony Blair che è consigliere lautamente retribuito della banca Morgan.

Naturalmente Renzi non avrebbe mai realizzato la sua resistibile ascesa da solo o con i suoi pur considerevoli appoggi finanziari. Decisivo, come per un’altra scalata al potere negli anni 20 del secolo scorso, è stato il sostegno istituzionale della più alta carica dello stato, quel presidente Napolitano verso il quale la storia democratica futura non sarà impietosa nel paragone con Vittorio Emanuele III. E ancora più importante è stato il potere bancario e finanziario europeo, impersonato da Mario Draghi. Che assieme al suo predecessore Trichet scrisse il 5 agosto del 2011 una lettera nella quale sono contenute tutte le disposizioni attuate e in via di realizzazione da parte dei governi della Repubblica; dalle pensioni, ai licenziamenti, allo smantellamento dei contratti nazionali e dello stato sociale, alle privatizzazioni. Così da noi viene realizzata in modo e per vie diverse quella stessa politica che la famigerata Troika ha imposto e vuol continuare ad imporre alla Grecia.

Per questo chi vuole difendere i diritti del lavoro, lo stato e l’eguaglianza sociale oggi ha di fronte a sé il governo Renzi come primo e più diretto avversario. Ora l’accelerazione brutale sulle riforme fa sì che l’opposizione oggi comprenda anche vasti settori del sindacalismo confederale, la Cgil in primo luogo, e gran parte della vecchia classe dirigente del PD e del centro sinistra. Ma costoro, pur nella onesta indignazione che esprimono, sono destinati a mostrare le stesse debolezze e contraddizioni dei liberali di novant’anni fa verso il fascismo. La vecchia leadership del centrosinistra e CGIlCISL UIL sono corresponsabili di molte delle riforme economiche e politiche liberiste , fino a quelle dei governi Monti e Letta. La loro opposizione attuale è quindi debolissima e sostanzialmente inefficace, cosa che Renzi ha compreso perfettamente e che usa per rafforzare il proprio potere.
La resistenza sociale che sicuramente vedremo crescere ed organizzarsi è quella che sarà in corteo a Milano il Primo Maggio contro Expo. Quella fiera è diventata la prima grande opera del nuovo regime.

L’Expo si è avvolta nella bandiera della nazione, si alimenta della propaganda a reti unificate, condanna come antipatriottico chiunque la contesti. Che invece ne ha ben motivo, tra lavoro sottopagato gratuito, speculazione sulle aree, ruberie varie, il tutto sotto la sponsorizzazione e l’occhio vigile delle peggiori multinazionali del cibo. Expo è la vetrina del peggio di questo paese e delle peggiori ipocrisie della globalizzazione, e per questo è diventata così importante. Expo è la fiera di tutto ciò che il mondo del lavoro nei suoi momenti più duri e veri ha combattuto con la data del Primo Maggio e non è un caso che ora essa sia diventata anche una scusa per cancellare il diritto di sciopero. I movimenti ambientalisti, i precari, le lavoratrici ed i lavoratori organizzati nel sindacalismo conflittuale si troveranno assieme contro il modello Expo, e saranno l’embrione di quella coalizione sociale che può davvero contrastare il governo Renzi e ciò che rappresenta.
Il Primo Maggio sarà di lotta contro il governo in tutta Italia, ma la sua capitale quest’anno è a Milano.

1° maggio: presidio a Vigevano dello Spi Cgil

1° maggio: presidio a Vigevano dello Spi Cgil

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Appello internazionale a sostegno del popolo greco

Appello internazionale a sostegno del popolo greco

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APPELLO A SOSTENERE IL POPOLO GRECO CHE RESISTE
E LA COMMISSIONE DEL PARLAMENTO GRECO
PER LA VERITA’ SUL DEBITO PUBBLICO
PER IL DIRITTO DEI POPOLI
ALL’AUDIT SUL DEBITO PUBBLICO

Al popolo europeo e al mondo intero.

A tutti gli uomini e le donne che rifiutano le politiche di austerità, che non vogliono pagare un debito pubblico che ci strangola e che è stato deciso alle nostre spalle e contro i nostri interessi.

Noi, firmatari di questo appello, siamo a fianco del popolo greco che, con il suo voto nelle elezioni del 25 gennaio 2015, è diventato il primo popolo in Europa e nell’Emisfero Nord a rigettare le politiche di austerità imposte per pagare un presunto debito pubblico che è stato negoziato da vertici senza il popolo e contro il popolo.
Allo stesso tempo, noi crediamo che la istituzione della Commissione per la Verità sul Debito Pubblico Greco per iniziativa del Parlamento Greco costituisca un evento storico, di cruciale importante non solo per il popolo greco ma anche per i popoli di Europa e per il mondo intero.
La Commissione per la Verità del Parlamento Greco, composta da cittadini volontari di tutto il mondo, è destinata ad essere replicata in altri paesi. In primo luogo, perché il problema del debito è un flagello che piaga la maggior parte dell’Europa e del mondo, e in secondo luogo perché ci sono milioni e milioni di cittadini che stanno giustamente ponendo domande basilari e fondamentali sul debito:
“Cosa è successo al denaro che ha costituito questo debito? Quale sono state le condizioni ad esso legate? Quanto interesse è stato pagato, e a quale tasso? Quanto capitale è stato ripagato? Come è stato possibile accumulare debito senza che il popolo ne abbia beneficiato? Dove è andato a finire il capitale? Per che cosa è stato usato? Quanto è stato distorto, da chi, e come?
E anche: chi ha preso questi prestiti e a nome di chi? Chi ha garantito il debito e che ruolo ha avuto in questa storia? Come è stato coinvolto lo stato? Attraverso quale decisione,  e  con quale autorizzazione? Come hanno fatto debiti privati a diventare pubblici? Chi ha stabilito questi meccanismi inappropriati, chi ha spinto in questa direzione, chi ha tratto profitto da essi? Con questi soldi sono stati commessi reati o crimini? Perché non sono state stabilite responsabilità penali, criminali e amministrative?”
Tutte queste domande saranno soggette a rigorose analisi dalla Commissione, che ha un mandato ufficiale a “raccogliere tutte le informazioni rilevanti riguardo la costruzione e la sproporzionata crescita del debito pubblico”, e saranno sottoposte a verifica scientifica per determinare quale parte di quel debito può essere identificato come illegittimo e illegale, odioso o insostenibile, durante il periodo dei Memorandum, da maggio 2010 a gennaio 2015 così come negli anni precedenti.
Saranno anche pubblicate informazioni precise – che saranno accessibili a tutti i cittadini, saranno rese evidenti prove al fine di sostenere dichiarazioni pubbliche, sviluppare consapevolezza fra la popolazione greca e la comunità internazionale, e infine saranno stilate argomentazioni e richieste per la cancellazione del debito.
Noi crediamo che sia il più grande diritto democratico fondamentale di ogni cittadino chiedere risposte chiare e precise a queste domande. Consideriamo che il rifiuto di rispondere costituisca la negazione della democrazia e della trasparenza da parte di coloro che ai vertici hanno inventato e usano il “sistema del debito” per fare più ricchi i ricchi e più poveri i poveri.
E ancor di più: crediamo che tenendo gelosamente per sé il monopolio del diritto a decidere il destino delle società, coloro che sono ai vertici deprivano la grandissima maggioranza dei cittadini non solo del loro diritto di prendere decisioni ma soprattutto il diritto di prendere il destino e il futuro dell’umanità nelle loro mani!
Per questo lanciamo il seguente urgente appello a tutti i cittadini e cittadine, ai movimenti sociali, ai movimenti ecologisti e femministi, ai sindacati e alle organizzazioni politiche che rifiutano questa Europa sempre meno democratica e neoliberista: mostrate la vostra solidarietà con la resistenza greca sostenendo attivamente la Commissione Greca per la Verità sul Debito Pubblico e il suo lavoro per identificare la parte del debito pubblico greco che è illegale, illegittima, odiosa o insostenibile.
Difendetela contro gli oltraggiosi attacchi a cui è stata sottoposta da parte delle forze in Grecia e nel resto del mondo che hanno interesse a tenere nascosta la verità sul sistema del debito.
Prendete attivamente parte alle audit cittadine sul debito che si stanno sviluppando in Europa e non solo. Mostrate il vostro supporto e la solidarietà nelle vostre reti sociali, poiché questo sostegno e la solidarietà internazionale sono la sola maniera per contrastare il piano dei poteri dominanti di soffocare la Grecia e il popolo che sta lottando contro il nostro comune nemico: le politiche di austerità e il debito che ci strangola.
Abbiamo davanti un avversario di grandezza mai vista, unito, ben coordinato, armato  di straordinari poteri e assolutamente determinato a perseguire la sua offensiva fino alla fine contro ciascuno di noi, che siamo la stragrande maggioranza delle nostre società. Non possiamo permetterci il lusso di resistere separatamente, ciascuno nel suo angolo.
Perciò, uniamo le forze in un vasto movimento di solidarietà con la resistenza greca e sosteniamo la Commissione per la Verità del Parlamento Greco, moltiplichiamo commissioni di audit sul debito ovunque sia possibile. Perché la lotta del popolo greco è la nostra lotta e la loro vittoria sarà la nostra vittoria. La nostra unità è la sola nostra forza.
Divisi perdiamo, stiamo uniti!  

le firme vanno inviate a <giorgos.mitralias@gmail.com

Primi firmatari:

  1. Immanuel Wallerstein
  2. Etienne Balibar
  3. Frei Betto
  4. Leonardo Boff
  5. Noam Chomski, USA
  6. Juan Carlos Monedero, Podemos
  7. Michael Lowy, ecrivain, professeur
  8. Andrej Hunko, depute Die Linke
  9. Annette Groth, depute Die Linke
  10. Maria Victoria Román de Lara (Bilbao, Spain)
  11. Laura Gema Gonzalez
  12. César de Vicente Hernando (Gestor cultural), Madrid. España
  13. Carlos Ruiz Escudero
  14. Estelle Ruiz
  15. Julian Maganto Lopez, economist
  16. Clara Janes, poetesse-essayiste, Barcelona
  17. Paco Puche, Malaga
  18. Marta Sanz, escritora
  19. Enrique Cruz, Podemos-Rivas
  20. Alvaro Gaertner
  21. Liliana Pineda, abocada, escritora -15M-movimiento agua
  22. Enrique Ortega,, professor-movimiento agua
  23. Carmen de Juan
  24. Abelardo Jurado
  25. Concepcion Torralba Mateos
  26. Isabel Tuda
  27. Carmen Pages Valcarlos, pintora
  28. Jesus Lasanta Garcia
  29. Isabel Vidal Gancedo
  30. Teresa Gómez, economista,miembro del Círculo 3E de PODEMOS
  31. Alberto García-Teresa (poeta y activista, España)
  32. David Carril Hernández, San Martín de la Vega,Madrid, España.
  33. Olga Jorge Soler
  34. MARIAN SANTIAGO (ciberactivista ecosocial)
  35. Santiago Auserón, cantante y compositor español
  36. Gloria Soler Sera, Barcelona, escritora-profesora
  37. Rosa Moussaoui, grand reporter à L’Humanité, France.
  38. Sara Rosenberg, escritora y dramaturga, Argentina-España.
  39. Pedro Miguel Martínez. Actor.
  40. Pepe Gutierez-Alvarez, escritor
  41. Antonio Orihuela, escritor.
  42. Óscar Carpintero,Profesor de Economía Aplicada, Universidad de Valladolid
  43. Purificacion Gonzalez de la Blanca, abogada, escritora. España
  44. Colectivo Internacional Ojos para la Paz
  45. Asunta Ramonet Pilgrán, Barcelona
  46. José L. Ballesteros López, España
  47. Eladia San Juan Elorza, España
  48. Berta del Castillo, España
  49. Luis Casas Sepúlveda, España
  50. Jesús Manrique Lacasa, España
  51. Marta Suances Cobos, España
  52. J.L. Medina Onrubia, España
  53. Antonia Delfort Lacave, España
  54. Josefa López Garcia, España
  55. Pedro Jiménez, Filósofo, Profesor.
  56. Tumanischwili Penelón, Guillermo López, FeTERA FLORES (Federación de trabajadores de la energía eléctrica de la República Argentina en CTA).
  57. Marta Speroni, militante internacionalista por los DDHH. Aurora Tu
  58. Alejandro Cabrera Britos, delegado general ATE SENASA MARTÍNEZ
  59. Carlos Guanciarrosa, Agrupación Enrique Moscón, FeTERA
  60. Carlos Loza, AGP, junta interna  Asociación General de Puertos
  61. Eduardo Espinosa, ATE, Ministerio de Desarrollo Humano Pvcia. Bs.As.
  62. CARINA MALOBERTI, Consejo Directivo Nacional – ATE-CTA
  63.  Convocatoria por la liberación Nacional y Social, Frente Sindical:
  64. Agrupación Martín Fierro (Varela, Mar del Plata y Neuquén)
  65. Agrupación político sindical Tolo Arce
  66. Centro Cultural “Alejandro Olmos”
  67. Convocatoria Alte. Brown
  68. Convocatoria Matanza
  69. Convocatoria Capital Federal
  70. Convocatoria Comunidad campesina Tartagal-Salta
  71. Biblioteca Popular Fernando Jara, Cipoletti, Río Negro
  72. Herman Schiller, periodista y conductor de “Leña al fuego” y “Aguantando de pie”
  73. Susana Rearte, Coordinadora en defensa del patrimonio público y de la Soberanía
  74. María Rosa González, comunicadora social
  75. Aline Castro, Red por ti América, BRASIL.
  76. Igor Calvo, militante de base del FNRP, Honduras
  77. M.Carmen Ballbé Mallol
  78. Jorge Jerez
  79. Eladio Salduena
  80. Guillaume Pigeard de Gurbert, philosophe, France
  81.  María Luisa Calvo Álvarez
  82. LUIS IGNACIO AQUIJE HERNANDEZ,PERIODISTA PERUANO
  83. Lluís Alòs i Martí, profesor economia,Barcelona
  84. Isidoro Duran
  85. Dr. Agustin Velloso
  86. Benoit Hazard, Anthropologue, Institut interdisciplinaire d’Anthropologie
  87. Manuel María Gómez, Sevilla
  88. Luis Landero. Escritor.
  89. Samuel Martin-Sosa, Internacional Ecologistas en Accion
  90. John Weeks,
  91. Roger Silverman, activist
  92. Julian Silverman
  93. Tariq Ali, UK, writer
Ultima modifica ilMartedì, 28 Aprile 2015 17:30

Il Primo Maggio è in Coope! Una grande giornata di musica, amicizia e belle cose.

Il Primo Maggio è in Coope! Una grande giornata di musica, amicizia e belle cose.

Il Primo Maggio è in Coope! Una grande giornata di musica, amicizia e belle cose. Palco esterno, animazione, birra, salamelle, amici inglesi e divertimento! Le previsioni sono ottime anche dal punto di vista metereologico! Una buona occasione per inforcare la bici e dimenticarsi del parcheggio; la Coope è raggiungibile con le due ruote dalla ciclabile di C.so Pavia (collegata alle altre piste della città) e da Via Rebuffi, che attraversa le campagne da via Cararola / zona industriale dell’Ipercoop fino alla Sforzesca! Tutti i veicoli a propulsione umana potranno essere posteggiati direttamente all’interno del cortile.
Dai che vi aspettiamo!!

✦PRIMO MAGGIO✦ Pome: XABIER IRIONDO(Afterhours) + No Brains Allowed + Il Mercante+ Natural Seven ∆ Sera: DARKO(Uk) + V.S.M + X-State Ride

Circolo Cooperativa E. Portalupi
Strada dei Ronchi, 7 – Sforzesca
Details

Date/Time
Date(s) – 01/05/2015
15:00 – 23:30

Location
Circolo Cooperativa E. Portalupi

Category(ies)

 

Cooperativa Portalupi Live Music e Last Scream Records presentano:

◓ CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO ◓
Venerdì 1 Maggio 2015
♢ Ingresso Libero♢

♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢
COOPERATIVA PORTALUPI
Strada dei Ronchi 7
Vigevano, Fraz. Sforzesca
Info: www.cooperativaportalupi.it
♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢♢

► Live POMERIGGIO:
Palco Esterno, dalle ore 16:
– Mercante
– Natural Seven
Palco interno, dalle ore 17:
– XABIER IRIONDO (Afterhours)
– No Brains Allowed

♢ Animazione per bambini by GASPA

► Live SERA, dalle ore 22:
– DARKO (Uk)
– V.S.M
– X-State Ride

♢♢♢♢♢♢♢♢
Info Artisti:
♢♢♢♢♢♢♢♢

✦ XABIER IRIONDO (Afterhours)
http://www.xabieririondo.com/
Xabier Iriondo, musicista e compositore, nasce nel quartiere Isola a Milano all’alba degli anni settanta da padre basco e madre italiana.
All’età di 17 anni inizia a suonare la chitarra da autodidatta, questa “passione” per le corde lo accompagna tutt’ora.
Tra il 1992 ed il 2001 realizza 5 albums e centinaia di concerti con la rock band Afterhours, 3 albums con la indie/rock band Six Minute War Madness e 3 albums + 2 miniCD con il progetto A Short Apnea.
Dal 2001 sta esplorando le possibiltà offerte da alcuni strumenti autocostruiti e dal loro incontro con musica elettronica, field recordings e strumenti elettroacustici.
Dal 2005 al 2010 apre a Milano SOUNDMETAK, un negozio/laboratorio dove vende strumenti musicali particolari ed organizza performances musicali.
Dal 2010 ha ricominciato a collaborare con il gruppo Afterhours.
In questi ultimi tempi è coinvolto come chitarrista/manipolatore sonoro nei progetti Afterhours, Cagna Schiumante, The Shipwreck Bag Show, ?alos/iriondo

No Brains Allowed
https://soundcloud.com/nobrainsallowed
Genere: Rock
Componenti: Valentina Battanello – Voice, Federico Borroni – Guitar, Alessandro Cappato – Bass, Andrea Zanetti – Drums & Percussions

Il Mercante
http://bendingroad.it/
Genere: Folk
Francesco Alessandrini, Il Mercante, nato a Vigevano il 20 settembre 1990, la mia storia sta nel mio pseudonimo:
“Il Mercante perché nella vita mi sono sempre dovuto vendere, a volte anche in cose che non ero in grado di fare..”

NaTuRal SeVeN
Genere: Acustico Sperimentale
Componenti: Fulvio Sette – Voce, Chitarra Acustica
Alberto Sette – Batteria

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►DARKO (Uk)
http://darko.bandcamp.com/
Genere: Melodic Hardcore Punk
Componenti: Dan Smith – Vocals, Rob Piper – Guitar, Chris Brown – Guitar, Karl Sursham – Bass, Andy Borg – Drums

► V.S.M. – Viscidi Stronzetti Merdosi
Genere: Punk Rock Local Heroes
Componenti: Alessio Galli: Voce e Basso, Claudio Di Maio: Voce e Chitarra, Matteo Presti: Chitarra e Voce, Ludovico Fava: Batteria

X-State Ride
http://www.reverbnation.com/xstateride
Genere: Punk / Hardcore / Metal
Componenti: Andrea Ruspaggiari, Nicola Daolio, Tommaso Ciccotti, Marco Odescalchi

Primo Maggio 2015

Comitato no fanghi: presidio alla Conferenza dei servizi, che si terrà a Pavia, l’8 maggio

Comitato no fanghi: presidio alla Conferenza dei servizi, che si terrà a Pavia, l’8 maggio

COMITATO NO AI FANGHI IN LOMELLINA
Comunicato stampa inviato ieri ai giornali territoriali, primo documento di richiesta e di analisi dopo la ” catena”

Egregio direttore, le inviamo un comunicato stampa per informare sulle iniziative e gli approfondimenti riguardanti le nostre battaglie per la difesa del territorio lomellino.

Il comitato è nato per contrastare l’uso indiscriminato dei fanghi in agricoltura che va a peggiorare una situazione ambientale già fortemente compromessa dall’uso intensivo della monocultura e di prodotti chimici. Questo comitato ha avuto il consenso di una parte considerevole della popolazione lomellina che ha manifestato attivamente il proprio dissenso anche attraverso la catena umana svoltasi il 28 marzo 2015 a Mortara. Per questo chiede che non venga consentito l’insediamento dell’impianto ECO-TRASS. Esso andrebbe ad aggiungersi ai nove già presenti nella provincia di PAVIA e movimenterebbe 60000 tonnellate di fanghi ogni anno.
Il Comitato intende prendersi cura del territorio lottando per la qualità della vita e la salute dei cittadini.
Per questo motivo sarà presente con una memoria ed un presidio alla Conferenza dei servizi, che si terrà a Pavia, l’8 maggio per portare il forte dissenso della popolazione a questo insediamento.
Il comitato, infatti, sottolinea che:

1) L’Arpa ha dichiarato di aver eseguito in un anno,a fronte di 3000 spargimenti ufficiali, solamente 20 campionamenti sul campo e 3 controlli agli impianti di produzione . Di questi 2 casi si sono rivelati tossici!!! E su 3000?!?! E’ evidente che i controlli pubblici sono del tutto insufficienti e che le loro modalità vanno profondamente riviste.

2) Inoltre in Lomellina esistono già diverse gravissime criticità:
a)3 impianti di combustione,un termo distruttore,Sit s.r.l.centrale a biomassa,quella di Olevano è una delle più grandi d’Italia.
b) Pessima qualità del suolo e dell’aria (associata a odori sgradevoli) :sono state emanate addirittura ordinanze restrittive per la presenza di diossina .
c) Elettrodotti che attraversano tutta la Lomellina.
d)Presenza concentrata di industrie chimiche e fonderie a forte impatto.
e)Disagi dovuti al depuratore con casi di malore dovuti ad esalazioni non ben identificate.
f) Inquinamento della falda superficiale e necessità di reperire acqua potabile sempre più in profondità(pozzo di Sant’Albino-Mortara circa 200 m di profondità,dati rilevati dal Consorzio autorità ambito territoriale ottimale della provincia di Pavia).
g) Presenza delle raffinerie di Sannazzaro e Trecate a poche decine di chilometri.

3) Forte afflusso di mezzi pesanti che hanno creato gravi dissesti alle infrastrutture stradali(argini,ponti ecc.)

4) Certificati dall’Asl un numero di patologie tumorali che pongono la provincia di Pavia al primo posto in Lombardia.

5) Col provvedimento 25032/15,l’autorità garante della concorrenza ha sanzionato con 4 ,5 milioni di euro varie società operanti nel settore dei fanghi tra cui Eco-trass,per oligopolio. Questo ci induce ad avere qualche dubbio sulla loro eticità.

6) Considerata l’appetibilità del business del settore rifiuti,temiamo infiltrazioni illegali come già avvenuto in numerose note situazioni.
Pertanto chiediamo ai Comuni e in particolare all’amministrazione di Mortara di impegnarsi a livello regionale e interpellare le istituzioni competenti allo scopo di salvaguardare il nostro ambiente e la nostra vita.
Il Comitato pertanto chiede:
a) a provincia e regione di predisporre uno studio ,adeguatamente organizzato e finanziato,capace di analizzare l’inquinamento in Lomellina, attraverso un’analisi severa e puntuale degli elementi aria, acqua,terra, individuando le fonti che ne determinano criticità. In sostanza di attuare uno studio coinvolgendo le strutture pubbliche del territorio, Arpa,Asl, medici di base, che verifichi i riflessi del depauperamento ambientale e la loro incidenza sulla salute dei suoi abitanti.
b)che provincia e regione, anche attraverso la necessaria e decisa voce di protesta delle Amministrazioni, si impegnino ad intervenire per sanare la situazione esistente e riportare sul territorio una qualità di vita adeguata.
c) alla politica a tutti i livelli,di individuare strumenti per contrastare l’eventuale infiltrazione illegale sul territorio.
d)un serio piano di programmazione delle attività sul territorio che tenga conto e valorizzi in modo lungimirante le potenzialità esistenti: fertilità del terreno e abbondanza di acque con risorgive ed efficienti canalizzazioni, diversificazione storica delle colture, aziende di trasformazione dei prodotti agricoli, mercati tipici,laboriosità della gente e possibilità di attivare produzioni artigianali, infrastrutture ferroviarie, utilizzo intelligente delle materie seconde, recupero dei valori storici, naturalistici ed architettonici, cura del paesaggio e della viabilità sostenibile, bellezza, socialità e cultura…..
e)di restituire alla gente la possibilità di intervenire portando proposte, individuando strategie e denunciando i rischi.

Tutto ciò deve essere adeguatamente incentivato e sostenuto da Amministrazioni lungimiranti, perchè produce serenità , bellezza e lavoro, senza le quali cose non si può vivere!

Il comitato dunque diventa, insieme alle associazioni ambientali e culturali che hanno aderito,uno strumento trasparente di studio, di denuncia e di presidio. Si collega inoltre alla rete dei comitati che in provincia di Pavia uniscono le loro forze per immaginare una Lomellina più attenta alla sostenibilità e al suo miglior capitale umano,sociale ed economico: parliamo del consumo di suolo,della richiesta di un’agricoltura pulita, dell rifiuto all’insediamento di aziende inquinanti.

Per questi motivi interpelliamo le Amministrazioni con fermezza: perdere questa battaglia, che ha anche un valore simbolico, perché richiede un cambiamento profondo di mentalità sulle politiche di “autentico progresso”, sarebbe una nostra sconfitta, ma soprattutto la Loro sconfitta che rimanda ad adeguate conseguenze, come è nella richiesta forte della gente consapevole,avvilita ma non vinta e che non ammette più sconti.

Ringraziamo per l’attenzione.
Il Comitato

1° maggio 2015 di solidarietà

1° maggio 2015 di solidarietà

1 maggio

L’Altra Vigevano a Sinistra è per… IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

L’Altra Vigevano a Sinistra è per… IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

L’Altra Vigevano a Sinistra è per… IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE
“Le cosiddette “riforme” (più opportunamente da definire come “controriforme”) approvate negli ultimi anni ed annunciate oggi, anziché facilitare il diritto allo studio stanno creando enormi problemi all’interno della scuola.
L’istruzione pubblica e laica è sempre più penalizzata con feroci tagli che provocano inevitabilmente effetti sulla qualità dell’insegnamento, mentre vengono aumentati i contributi alle scuole private.
Un’amministrazione comunale attenta deve operare per contrastare questa deriva
mettendo in atto tutte le strategie possibili per sostenere la scuola pubblica.
Fra questi interventi indichiamo:
– azioni di sostegno agli studenti degli istituti superiori ed agli alunni diversamente abili, a partire dalla scuola dell’infanzia;
– interventi contro l’abbandono scolastico;
– sviluppo della formazione professionale e delle “borse lavoro”;
– valorizzazione del ruolo degli anziani anche in ambito scolastico, favorendo l’incontro tra nuove e vecchie generazioni ed il passaggio di esperienze e capacità con attività specifiche nelle classi;
– manutenzione annuale di tutti gli edifici scolastici pubblici con adeguati impegni di spesa”
(Dal programma amministrativo)
https://altravigevano.wordpress.com/il-programma/
altravigevano@gmail.com

ANTONIO GRAMSCI: MEMORIE DI UN RIVOLUZIONARIO

ANTONIO GRAMSCI: MEMORIE DI UN RIVOLUZIONARIO
Il 27 aprile 1937 moriva Antonio Gramsci dopo anni di detenzione nelle carceri fasciste. In “Memorie di un rivoluzionario” così lo ricordava Victor Serge:Antonio Gramsci viveva a Vienna da emigrato laborioso e bohémien, tardi a letto la notte, tardi levato il mattino, militando con il Comitato illegale del P.C. d’Italia.
Portava una testa pesante dalla fronte alta e larga, dalla bocca sottile, su un corpo gracile, quadrato di spalle e spezzato in avanti, da gobbo.
Le sue mani gracili e fini avevano un fascino nel gestire.
Inetto nel trantran dell’esistenza quotidiana, facile a perdersi la sera in strade che pure gli erano familiari, a prendere un tram per un altro, noncurante della comodità del giaciglio e della qualità del pasto, era intelligentemente di questo mondo.
Rotto per intuito alla dialettica, pronto a scovare il falso per farlo sgonfiare con una punta ironica, vedeva molto chiaro.
Ci interrogammo sui duecentocinquantamila operai ammessi di un solo colpo nel P.C. russo all’indomani della morte di Lenin.
Che cosa valevano questi proletari, se avevano atteso la morte di Vladimir Il’ic per venire al partito? Dopo Matteotti, deputato come lui, minacciato come lui, come lui infermo e debole, esecrato ma rispettato da Mussolini, Gramsci era rimasto a Roma per continuare la lotta.
Raccontava volentieri aneddoti sulla sua infanzia miserabile; come per poco non si era fatto prete, come aveva deciso la famiglia; spogliava con certe risatine sarcastiche vari dignitari del fascismo che conosceva bene.
Quando la crisi russa cominciò ad aggravarsi, Gramsci, per non esserne lacerato, si fece rimandare in Italia dal suo partito, lui che la sua deformità e la sua vasta fronte rendevano riconoscibile alla prima occhiata.
Imprigionato nel giugno 1928 con Umberto Terracini e alcuni altri, la prigione fascista lo mantenne al di fuori delle lotte di tendenza che provocarono quasi dappertutto l’eliminazione dei militanti della sua generazione.
I nostri anni furono per lui anni di resistenza ostinata. (Uscito dalla deportazione in Russia, ero appena arrivato a Parigi e seguivo una manifestazione del Fronte popolare, nel 1937, dodici anni più tardi, quando mi misero in mano un manifestino comunista con il ritratto di Antonio Gramsci, morto il 27 aprile di quell’anno in un’infermeria penitenziaria d’Italia, dopo otto anni di prigionia).

Video presidio musicale con FONC al parco Parri

Video presidio musicale con FONC al parco Parri

LA VERGOGNA DI UN SINDACO CHE OFFENDE I VALORI DELLA RESISTENZA!

LA VERGOGNA DI UN SINDACO CHE OFFENDE I VALORI DELLA RESISTENZA!

LA VERGOGNA DI UN SINDACO CHE OFFENDE I VALORI DELLA RESISTENZA!
Questa mattina in tanti abbiamo duramente contestato l’intervento del Sindaco di Vigevano alla manifestazione per le celebrazioni del 25 Aprile perché le sue parole contro i migranti (attaccati a più riprese e definiti “orde da cui dobbiamo liberarci”) offendono profondamente i valori di solidarietà, pace ed uguaglianza della Resistenza. Non un intervento istituzionale, ma un comizio elettorale senza alcun rispetto per le persone e per chi ha liberato l’Italia dal nazifascismo e ci ha restituito la libertà. Inaccettabile. Vergogna!
Roberto Guarchi
Candidato sindaco della lista “L’Altra Vigevano a Sinistra”

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“Sognavamo la libertà”

“Sognavamo la libertà”

SULL’INFORMATORE DEL 26 APRILE 1946
SOGNAVAMO LA LIBERTA’
A firma di Gigi (pensiamo si tratti di Mario Colombi), che insieme a Dante Merlo entrò nel 1945 in città a capo della Brigata Leoni (foto a destra), comparve sull’Informatore del 26 aprile 1946 un articolo intitolato “Sognavamo la libertà”.
E’ la cronaca dettagliata di quella giornata di lotta e di liberazione, che pubblichiamo come documento storico.


 

All’alba di quel lontano e piovigginoso 26 aprile, mentre la città sonnecchiava ancora, un pugno di uomini in agguato e male armato vigilava, contava camions e carrette, seguiva le mosse dell’esercito nazifascista che battuto sulla linea gotica dalle armate alleate retrocedeva verso la sconfitta definitiva. Gli uomini sono pronti, decisi ed impazienti, vogliono attaccare. Si fa una riunione, l’ultimo scambio di idee, un nuovo giuramento: “Solo dopo morti noi cederemo le armi”.
Uscimmo dalla cantina affidando la redazione del giornale clandestino alle donne.
Il fresco venticello primaverile portava con sé il lento ed armonioso rintocco dell’orologio della torre: suonavano le 6,30.
Arrivano le staffette e chiedono istruzioni. E’ giunta l’ora. La battaglia della libertà è cominciata.
Verso le ore 7 il comando della formazione per ragioni tattiche da via Magnanina, 9 si sposta e lascia le donne isolate nei crocevia delle strade con il compito di deviare le staffette, tocca il n.6 della via Valle San Martino e si istalla al n.6 di via Cavour. Qui arrivano le prime confortanti informazioni. I tedeschi non reagiscono, si lasciano disarmare, ma l’esito è molto incerto. Dai balconi, dalle finestre, e lungo le strade il popolo assiste, con malinconico sorriso, non comprende e si reca al lavoro.
Verso le ore 10,15 su segnalazione del servizio di informazioni il comando di via Cavour n.6 si sposta al n.49 di via Eleonora Duse e si unisce al Comitato di Liberazione Nazionale.
Sono le 11, l’ora decisiva. Lo sparuto pugno che dall’alba da caccia ai fascisti si sparpaglia, si reca nelle fabbriche, invita gli operai ad abbandonare il lavoro e li incita alla lotta trascinandoli con l’esempio.
Anche la formazione mista politico-militare risponde all’appello e si concentra al poligono, di qui parte l’attacco. Si blocca il quadrato di porta Milano, dal poligono si scende lungo il Naviglio Saporiti, si bloccano i ponti di via Verdi, corso Milano, ponte della Mora, si risale fino al Cimitero, fino al poligono, ed il comando si istalla sotto la grondaia della chiesetta. Arrivano i primi prigionieri: tre brigatisti, due uomini e una donna in tuta blu che con le mani alzate percorrono la via Duse accompagnati da quattro garibaldini.
Dai balconi e dalle finestre il popolo nella gioia esultante lancia un appassionato applauso di incitamento che si perde fra lo scoppio rauco della fucileria provocata dai garibaldini che provano i fucili arrugginiti. A questo frastuono di armi il popolo lavorativo risponde; arrivano donne, vecchi e giovani; a diecine, a centinaia, sono a piedi, a piedi scalzi, in bicicletta, in maniche di camicia, in tuta, in vestaglie bianche, nere, marroni, sporche di lucido, di grasso, di calce, di colla, di gomma.
Sono tutti operai. Fra questo esercito variopinto popolare in costituzione un solo industriale è con noi in mezzo alla strada colle armi in pugno (Carlo Natale).
Si costituiscono i plotoni, le compagnie, le brigate, si creano i comandi, si armano con vecchi ed arrugginiti catenacci e con poche cartucce. Ma la volontà della massa, la sete di vendetta, di libertà li ha riuniti e li lancia all’attacco. Arrivano i primi prigionieri, e con loro armi moderne e munizioni, mentre “l’eroico” esercito fascista prudentemente si chiude nelle sue tane insanguinate, per uscire nel pomeriggio scortato dai garibaldini fino al campo di concentramento.
Quanti delitti, e quanta pietà per questi poveri vili. La formazione garibaldina completa ormai di armi e di munizioni costringe fascisti e tedeschi alla resa. C’è solo qualche tentativo di resistenza , ma tutto si sfascia e verso le ore 18 la città ha conquistato la sua libertà.
Il sogno di quel pugno di uomini si era ormai fatto realtà
GIGI

Dopo la catena umana contro i fanghi

Dopo la catena umana contro i fanghi

Dopo la catena umana contro i fanghi

Indubbiamente la protesta contro l’enorme spandimento dei fanghi nell’agricoltura e contro l’arrivo dell’EcoTrass ha ottenuto il risultato di mobilitare centinaia di persone e di far conoscere all’opinione pubblica i rischi ambientali connessi.
Nonostante questo, non si può fare a meno di notare la pervicacia con la quale il presidente del Cipal Colli insiste per l’arrivo dell’EcoTrass in zona Cipal, ignorando del tutto le proteste, le varie prese di posizione, eccetera. Allora, se per il problema generale dei fanghi occorre premere perché siano cambiate le normative regionali (e a questo scopo a poco servono le ordinanze che, non intervenendo sui quantitativi, si limitano a dare degli orari di spandimento), l’altra questione è l’insediamento della fabbrica di trattamento fanghi al Cipal.
Intanto ribadiamo che è stato un grave errore del Comune di Mortara uscire dal Cipal, scelta fatta per un banale litigio sulle poltrone. In questo modo si è permesso di far decidere sulla sorte di terreni situati nel territorio comunale mortarese a soggetti molto distanti dalle problematiche sollevate nel nostro Comune. Colli, con estrema arroganza, rifiuta ogni discussione in merito e, due anni fa tre persone, rappresentanti il consiglio di amministrazione del Cipal, deliberano la cessione del terreno all’EcoTrass.
Altro capolavoro: la Provincia di Pavia rinuncia a chiedere la “Valutazione di impatto ambientale” sull’insediamento, spianando così la strada alla sua realizzazione. A poco, ovviamente, valgono le dichiarazioni dell’assessore provinciale Bozzano sull’ipoteca sui terreni e ancor meno valgono i finti ostacoli urbanistici messi dal Comune di Mortara.
In sostanza l’impressione è che non si abbia, da parte di questi enti, la volontà di battersi veramente contro l’insediamento dell’EcoTrass. Naturalmente le scuse sono le solite: non possiamo esporci a ricorsi, regolamenti, leggi, eccetera. Fatto sta che rischiamo, come è successo a Lomello, di trovarci l’impianto fanghi piazzato bellamente sull’area Cipal.
Per quanto riguarda la zona industriale Cipal, facciamo notare che, oltre al problema ambientale, esiste anche un problema di politica industriale. Un impianto fanghi (o impianti simili come i rifiuti) darà pochissima occupazione e disincentiverà gli insediamenti produttivi “buoni”, in quanto è evidente che non ci sarà alcun interesse di altre produzioni ad installarsi vicino ad impianti simili.
Una soluzione, che proponiamo, potrebbe essere la seguente: visto che molti sindaci si sono dichiarati contrari all’insediamento, si mobilitino, almeno quelli appartenenti al Cipal, convochino l’assemblea del Consorzio e deliberino la revoca della delibera relativa alla cessione del terreno all’EcoTrass.
Questo sarebbe davvero un gesto concreto per impedire l’arrivo dell’impianto fanghi!
Auspichiamo che non si faccia più “melina” da parte dei vari amministratori. Dichiararsi contrari, venire magari alle manifestazioni e poi non compiere atti concreti per raggiungere il risultato di impedire l’arrivo dell’EcoTrass, non ci sembra un comportamento né coerente né corretto.
Teresio Forti
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di Mortara 

LETTERA APERTA A SALA DELL’EX ASSESSORE RUSSI “QUESTA E’ UNA VERGOGNA”

LETTERA APERTA A SALA DELL’EX ASSESSORE RUSSI “QUESTA E’ UNA VERGOGNA”

Tratto da: “L’Informatore” del 23 aprile 2015

LETTERA APERTA A SALA DELL’EX ASSESSORE RUSSI
“QUESTA E’ UNA VERGOGNA”

Signor sindaco, mi permetta di fare un po’ di memoria storica.
Altri, in passato, pensarono di poter compiere una facile speculazione progettando la costruzione di palazzi nell’area dove ora sorge il parco Parri.
Ma le forze democratiche che allora governavano la città scelsero invece di offrire alla propria gente un polmone di verde nel cuore della città.
Il progetto prevedeva spazi per giochi dei bimbi, verde per anziani e per tutti coloro che volessero vivere bene la città.
La sottoscritta, allora assessore al Decentramento, fu delegata dal Sindaco del tempo di seguire la realizzazione del progetto.
Le garantisco che fù un grande ed entusiasmante lavoro.
Con l’architetto HARUKI MIYAGIMA, progettista, vi fu un’ampia partecipazione del quartiere e la collaborazione importante di esponenti del Parco del Ticino per far si che il verde tutto, rispondesse alle caratteristiche della nostra zona.
E così fu.
Si realizzò un bellissimo Parco.

Peccato che ultimamente non siate stati nemmeno in grado di realizzare una normale manutenzione, né pulire laghetto, né cambiare la sabbia dove giocano i bambini.
Adesso la speculazione privata ritorna, volendo mettere le proprie mani su un bene pubblico di Vigevano.
Dopo la cementificazione sfrenata della città, ora questo suo ultimo regalo ai privati.

Signor Sindaco, che vergogna!

GRAZIELLA RUSSI

Expò 2015: profitti per pochi, costi per tutti

Expò 2015: profitti per pochi, costi per tutti

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Fermare la strage dei migranti: subito! 21 aprile giornata di mobilitazione nazionale

Fermare la strage dei migranti: subito! 21 aprile giornata di mobilitazione nazionale

appello – Domani 21 aprile 2015 Giornata di mobilitazione nazionale

A Roma appuntamento a partire dalle 14,30 davanti a Montecitorio

In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate.

Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE (compreso quello italiano) che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte.

Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi come dimostra quest’ultima tragedia, in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire in mare.

Non c’è più tempo da perdere.

Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte.

Il governo italiano, in attesa che sia la Ue a farsene carico, riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo.

Chieda contemporaneamente all’UE di farsi carico di un programma di ricerca e salvataggio europeo.

Si sospenda il regolamento Dublino e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi.

GUARCHI (“L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA”): LE RAGIONI DEL PRESIDIO AL PARCO PARRI CONTRO LA CONCESSIONE DELL’AREA AI PRIVATI

GUARCHI (“L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA”): LE RAGIONI DEL PRESIDIO AL PARCO PARRI CONTRO LA CONCESSIONE DELL’AREA AI PRIVATI
GUARCHI (“L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA”): LE RAGIONI DEL PRESIDIO AL PARCO PARRI CONTRO LA CONCESSIONE DELL’AREA AI PRIVATI
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La decisione del sindaco e della maggioranza leghista di concedere ai privati per 5 anni la gestione del parco Parri per realizzare un finto “Paese dei balocchi” a pagamento sta trovando la ferma contrarietà di moltissimi vigevanesi.
Si tratta di una scelta sbagliata ed arrogante, che non può in alcun modo essere giustificata dal fatto che in questo modo si potrebbe risparmiare sui costi per la manutenzione dell’area. L’amministrazione comunale ora ha “pochi” soldi per precisa responsabilità di chi ha governato negli ultimi dieci anni Vigevano, ed in primo luogo dell’attuale sindaco. Non è accettabile che si compiano scelte unicamente sulla base di presunti “vantaggi economici”, perché così facendo tutto diventerebbe possibile. Anche, per paradosso, installare un “palatenda” in piazza Ducale per pagare i costi della conservazione e del restauro del “salotto” di Vigevano!
Del tutto odiosa e da respingere è invece l’argomentazione per cui in questo modo si “libererebbe” il parco Parri dalla presenza dei migranti. Chi, come me, frequenta spesso questo spazio verde sa benissimo che si incontrano le badanti che nelle nostre case aiutano le famiglie e gli anziani in difficoltà per i tagli ai servizi sociali imposti dal Comune. Si incontrano i bambini immigrati che negli asili e nelle scuole vivono fianco a fianco dei piccoli vigevanesi, anche se magari non mangiano in mensa perché una decisione vergognosa li ha esclusi da questo diritto. E si incontrano donne e uomini vigevanesi “doc” e d’adozione, ragazzi ed adulti, che amano questo parco per ciò che è e deve restare: una bella oasi di verde nel centro della città.
L’intervento ipotizzato al Parco Parri è inaccettabile perché snatura completamente la più importante area verde cittadina, di grande valore anche “architettonico”. Non se ne avverte assolutamente la necessità ed è del tutto estraneo alle caratteristiche dell’area.
Occorre che il Comune continui ad investire nella manutenzione del parco e nella qualificazione di tutte le aree verdi cittadine. Occorre attrezzare tutti i parchi della città con giochi per bambini.
Non c’è altra strada possibile: l’amministrazione deve essere in grado di garantire la qualità della vita dei cittadini. Se non fa questo, si riduce ad essere un mero esattore delle tasse ed un “distributore” di documenti. E questo proprio non è accettabile.
Per tutte queste ragioni la lista “L’Altra Vigevano a Sinistra”, nata dall’esperienza dell’Altra Europa con Tsipras, ha indetto un “presidio musicale” al parco Parri per domenica 26 aprile alle ore 10.30, con la partecipazione della banda di strada “Fonc – Fanfara Obbligatoria Non Convenzionale”. Alle ore 11,30 dal “Parri” si muoverà un “corteo musicale” che percorrerà alcune vie del centro storico per festeggiare il 70° anniversario della liberazione dal nazi-fascismo.
Già in molti hanno confermato la partecipazione a questa iniziativa di protesta e di festa. Perché, davvero, “il parco Parri è nostro, non del sindaco!”.
Roberto Guarchi

Candidato sindaco della lista “L’Altra Vigevano a Sinistra” 

Gambolò: letture e canti della Resistenza

Gambolò: letture e canti della Resistenza

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“A settanta anni… dal 25 aprile”

“A settanta anni… dal 25 aprile”

Settanta anni sono passati dal 25 aprile 1945, giorno che ricordiamo come quello della “Liberazione”. Quel giorno l’Italia si liberò dall’incubo dell’occupazione e della dittatura, quel giorno si intuì la fine di una guerra. Mancavano ancora alcuni mesi, mancava ancora l’atomica. Alla fine il conto superò i 55 milioni di morti. Pensiamo: sono passati 70 anni, il mondo è diverso. Ma oggi il mondo è ancora costellato di guerre: diverse, diffuse, carsiche, sporadiche. Non per questo meno drammatiche. Le vittime permangono, aumentano, e sono sempre loro: i più deboli“ L’indifferenza è il peso morto della storia”, scriveva Antonio Gramsci.

A settanta anni dalla Liberazione sono ancora molte le dittature di cui disfarsi, grande la pace da costruire. Nel farlo occorre innanzitutto mantenere memoria di quello che è stato.

Per questo, anche a Mortara vogliamo il 25/4 raccontare la Liberazione: un momento sempre attuale nella nostra storia.13678_10205450212207024_666743184514796503_n