Archivio for febbraio, 2016

CORRUZIONE IN LOMBARDIA- PATTA (PRC/SE): «SCOPIAMO VIA MARONI»

CORRUZIONE IN LOMBARDIA- PATTA (PRC/SE): «SCOPIAMO VIA MARONI»

_prcMilano, 29 febbraio 2016

COMUNICATO STAMPA

CORRUZIONE IN LOMBARDIA- PATTA (PRC/SE): «SCOPIAMO VIA MARONI»

Domani, martedì 1° marzo, in occasione del voto della mozione di sfiducia nei confronti di Maroni, il PRC della Lombardia sarà presente con un proprio presidio davanti alla sede del consiglio regionale per chiedere le dimissioni del Presidente della Regione.

Maroni è stato colpevolmente inattivo di fronte al dilagare delle irregolarità denunciate da tempo dal comitato per la trasparenza della Regione.

Ha lasciato prosperare per anni le concessioni e gli appalti ai privati dentro cui, come è noto, sono cresciuti esponenzialmente i casi di corruzione.

Di fronte all’estensione del malaffare che in Lombardia è oramai una malattia infettiva endemica, la giunta leghista ha inviato alla Corte dei conti una sola segnalazione.

Le ramazze di Maroni e i “calci in culo” di Salvini vengono agitati, ogni volta che qualcuno del loro giro viene preso con le mani nel sacco, per trasmettere l’immagine abbondantemente usurata di una lega incorruttibile, ma poi si lascia che tutto riprenda come prima: nuovi arresti, poltrone e consulenze agli amici, ticket e malasanità per i cittadini.

Il PRC invita tutti al presidio di domani all’entrata di palazzo Pirelli, in via Fabio Filzi, alle ore 10. È d’obbligo dotarsi di ramazza.

Maroni dimettiti!

Milano, 29 febbraio 2016

Ai danse. Benvenuto straniero!

Ai danse. Benvenuto straniero!

05 Marzo ore 21.00 – TEATRO VERDI di Cassolnovo (PV)12764610_1290058867676976_4633790358003093836_o

Conobbi Clara per caso, ad un pranzo di autofinanziamento durante il quale colsi l’occasione di pubblicizzare la rassegna letteraria proposta dalla biblioteca del mio Comune.
Mi parlò del libro che aveva pubblicato da poco e, quando capii che narrava una storia di immigrazione, una storia vera di un medico palestinese che ancor oggi lavora presso l’ospedale di Vigevano, pensai subito “SI… questa è da presentare!!”

Chi parla oggi in Lomellina di immigrazione?

Inziai le ricerche tra i miei contatti e Adriano mi indicò una cooperativa sociale di Mortara che si occupa dell’accoglienza e dell’integrazione delle persone immigrate, in cerca di asilo e ancor più di un popolo che possa dar loro una speranza di futuro.
E poi ancora pensai ad associazioni laiche operanti nella zona e chiamai subito la dott.ssa Barettoni di Oltremare a Vigevano.

Ve lo ricordate “Natale con Mohamed”? Ce lo raccontava Gianni Cordone quasi 30 or sono, quando i primi nuclei di comunità oltremare, provenienti soprattutto da Marocco e Tunisia, si stanziarono anche a Vigevano e zone limitrofe, in cerca di un lavoro e una vita migliore.

Oggi molti vengono coi barconi dalla Libia e cercano asilo in terre di pace.

Un paese adeguatamente civile dovrebbe occuparsi non solo della loro accoglienza, bensì anche della loro integrazione e del riuscire ad offrire loro una possibilità di vita e di futuro.

Paghiamo le tasse da anni per arricchire le tasche della casta e per finanziare le guerre delle superpotenze, oppure le paghiamo per il futuro di tutte e di tutti?

Dalle barriere alzate nel nord Europa, a quelle issate nei singoli Comuni e ancor più nelle nostre menti, abbiamo pensato di organizzare insieme un momento di riflessione e dibattito su quella criticità che oggi troppi vedono solo come un problema: l’immigrazione.

E se si parlasse di ricchezza e di valore aggiunto che queste persone ci portano?

Parliamo di questo, ma facciamo anche festa ascoltando alcune loro musiche e danze, perché vogliamo offrire loro un’opportunità… non un’altra guerra!

Isabella Vierzi
Presidente comitato Biblioteca Comunale di Cassolnovo

CORRUZIONE IN LOMBARDIA, FERRERO E PATTA (PRC): “SCOPIAMO VIA MARONI, IL RESPONSABILE POLITICO: DIMISSIONI!”

CORRUZIONE IN LOMBARDIA, FERRERO E PATTA (PRC): “SCOPIAMO VIA MARONI, IL RESPONSABILE POLITICO: DIMISSIONI!”

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COMUNICATO STAMPA

CORRUZIONE IN LOMBARDIA, FERRERO E PATTA (PRC): “SCOPIAMO VIA MARONI, IL RESPONSABILE POLITICO: DIMISSIONI!”

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, e Antonello Patta, segretario regionale Lombardia di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, dichiarano:“Secondo la Corte dei Conti la corruzione in Lombardia è “talmente diffusa e ramificata da costituire una malattia infettiva epidemica, come un virus contagioso che si diffonde”.  Non a caso sono ben 9mila le segnalazioni giunte alla procura nel 2015, molte da parte di comuni cittadini.
Ma per la giunta del leghista Maroni sembra che il problema non esista: nel 2015 ha inoltrato una sola segnalazione di danno e risposto alle preoccupazioni della procura che in Regione tutto andava bene.
Eppure già nel 2014 il comitato per la trasparenza della Regione, guidato dall’ex generale della finanza Forchetti, aveva chiesto urgenti interventi considerata la prassi diffusa nelle aziende sanitarie di  “affidamenti diretti per somme superiori al limite consentito, reiterazione di proroghe, acquisti in economia per più anni dal medesimo fornitore  anziché  seguire le necessarie procedure previste dal codice dei contratti; carenza di controlli interni”
Un bubbone su cui per anni non si è voluto far niente e che, anzi, è cresciuto con le concessioni a privati negli ospedali della Lombardia che rappresentano in valore circa un terzo delle concessioni affidate nella sanità in tutta Italia: un miliardo e duecento milioni di euro.
Le ramazze della lega sono servite solo a mettere la polvere sotto il tappeto e così tutto continua come prima: appalti truccati, poltrone e consulenze agli amici, ticket e malasanità per i cittadini.
Scopiamo via il responsabile politico della corruzione in Lombardia: Maroni dimissioni!”
26 febbraio 2016

Difesa, Ferrero: «Mentre gli Usa spiano il Presidente del Consiglio, il governo dà il via libera ai droni Usa dalle basi siciliane. Renzi sta svendendo l’Italia»

Difesa, Ferrero: «Mentre gli Usa spiano il Presidente del Consiglio, il governo dà il via libera ai droni Usa dalle basi siciliane. Renzi sta svendendo l’Italia»

Pubblicato il 23 feb 2016

di Paolo Ferrero –

Mentre gli USA hanno spiato anche il Presidente del Consiglio, il governo italiano da il via libera ai droni USA armati in partenza dalle basi siciliane. Sapevamo di essere i servi della Merkel ma evidentemente siamo anche una colonia degli USA e come tali veniamo trattati: Renzi non sta svendendo l’Italia, la sta regalando senza alcuna dignità. L’uso dei droni Usa in partenza da Sigonella ci fa entrare in guerra senza che i cittadini italiani lo sappiano, senza che il Parlamento ne abbia nemmeno discusso ed in piena violazione della Costituzione. L’unico tavolo su cui Renzi batte i pugni è quello del bar per ordinare da bere!

Renzi attacca i dipendenti pubblici

Renzi attacca i dipendenti pubblici

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Campagna stop TTIP: appuntamento il 27 febbraio!

Campagna stop TTIP: appuntamento il 27 febbraio!

Pubblicato il 22 feb 2016

Rosa Rinaldi, Segreteria nazionale, Ambiente Territorio Beni Comuni

Il prossimo 27 febbraio si terranno in tutta Italia quattro riunioni macro-regionali della campagna StopTTIP a cui sia nazionalmente che sui territori siamo impegnate/i.

L’esigenza di queste riunioni nasce dalla necessità di un confronto collettivo sui passi avanti fatti in questi due anni dalla campagna e sulle prossime tappe da mettere in campo, a partire dalla consapevolezza che il 2016 è un anno decisivo per le sorti del TTIP e per la nostra campagna di contrasto allo stesso, che finora abbiamo sviluppato a livello territoriale in modo diffuso ed articolato.

E’ quindi giunto il momento di operare un salto di qualità e di discutere, assieme ai Comitati territoriali, della possibilità, a partire dall’ottimo lavoro sin qui prodotto nei territori, di costruire assieme una manifestazione nazionale di carattere europeo, da farsisabato 16 aprile a Roma.

Una manifestazione  che possa rappresentare un’adeguata risposta dal basso alla Commissione Europea e al Ministero del Commercio Usa – che provano un colpo di mano accelerando i tempi per il raggiungimento di un accordo. Un accordo puramente formale, attraverso una sorta di “legge delega” che descriva la cornice  che sarà perfezionata dai cosiddetti tecnici, a quel punto senza alcun potere di controllo e contrasto da parte dei cittadini europei, né delle istituzioni.

Un’accelerazione necessaria, dal punto di vista delle multinazionali e dei poteri economici che vogliono, in qualunque modo, raggiungere la stipula del trattato (TTIP) prima delle elezioni statunitensi, e scongiurarne il rinvio a dopo le elezioni statunitensi.

Per questo vi chiediamo di partecipare e di organizzare la nostra presenza da tutti i territori alle quattro assemblee “macroregionali”, un appuntamento importante di discussione collettiva, per capire assieme come costruire al meglio l’iniziativa nazionale per il 16 aprile, un appuntamento in cui chiediamo un contributo importante di presenze e idee alle compagne e ai compagni di Rifondazione Comunista.
Di seguito le indicazioni relative alle quattro assemblee che si terranno in contemporanea il 27 febbraio.
Nord-Est: Padova presso Banca Etica, sala “Impastato”, via Cairoli vicino Hotel Grand’Italia, dalle ore 10.00 alle ore 15.30

referenti:
Elena Mazzoni:

ellykurt@yahoo.it

Aram Gurekian
aramgk@gmail.com

 __________________________

Nord-Ovest: Torino, dalle ore 10,30 alle ore 17 presso la Casa Umanista via Lorenzo Martini 4b (zona università Palazzo Nuovo)
referenti:
Paola Balestra
paola@boh2k.com
Francesco Panie
francesco.panie@gmail.com

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Centro: Romapresso il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, via S.Ambrogio 4 (da stazione Termini, bus 40 e 64 fino a Largo Argentina e poi 2 minuti a piedi). dalle ore 11 alle ore 17

referenti:
Marco Bersani
marcattac@email.it
Rosa Rinaldi
rosa.rinaldi@rifondazione.it

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Sud: Bari, sala della CGIL Puglia, via Calace 4, quartiere Stanic, dalle ore 10.30 alle ore 17.00

referenti:

Monica Di Sisto
moni.disisto@iol.it
Pietro Ruffolo
pietro.ruffolo@flai.it

 

NB. I comitati calabresi, che non si sono mai incontrati a livello regionale, si sono dati appuntamento, sempre il 27 febbraio, alle ore 17:30 presso il Parco 25 Aprile di Lamezia Terme. Chiaramente chi è più comodo può raggiungere Bari Referente Danilo De Salazar: danilo.desalazar@gmail.com
Confermare la presenza, scrivendo a: stopttipitalia@gmail.com,  e far girare questa nota  tra tutti  i contatti delle federazioni, oltre che, naturalmente tra gli iscritti e le iscritte
Grazie per l’attenzione e vi aspettiamo numerose e numerosi. 

 

ANCORA SULLA QUESTIONE FANGHI E RELATIVI CONTROLLI

ANCORA SULLA QUESTIONE FANGHI E RELATIVI CONTROLLI

Mortara, 21 febbraio 2016

Ho appreso, da una dichiarazione alla stampa dell’assessore provinciale all’ ambiente Michele Bozzano, che al corso di formazione indetto dalla Provincia di Pavia per l’apprendimento delle modalità di controllo dei fanghi, un corso per vigili urbani e per addetti alla vigilanza ambientale, il Comune di Mortara (assieme a molti altri) non ha aderito.

E’ appena il caso di ricordare che Mortara è uno dei comuni maggiormente investiti dal problema dei fanghi, sia per la richiesta di insediare al CIPAL l’ECOTRASS ( impianto trattamento fanghi), sia per lo smaltimento nelle campagne che in Lomellina ha raggiunto un quantitativo enorme e sproporzionato alle dimensioni del territorio.

Per questo sarebbe stato utile favorire la preparazione dei dipendenti pubblici addetti all’ambiente, approfittando del corso provinciale. Ho letto della richiesta dei vigili urbani per “arrotondare” lo stipendio con le ore straordinarie e dell’ipotesi del loro intervento in comuni vicini con convenzioni varie, ecc. ma sarebbe stato più utile utilizzare eventuali ore straordinarie per l’aggiornamento in materia ambientale.

Evidentemente l’Amministrazione Comunale di Mortara, in altre faccende affaccendata, ci sente poco da questo orecchio.

Sempre nel campo dei controlli: nel Consiglio Comunale aperto del 1 ottobre 2015 proponemmo di utilizzare il laboratorio dell’ Azienda Speciale Mortara per le analisi, vista l’insufficienza dei controlli da parte di altri enti. Il Presidente dell’ AS Ciaramella rispose che senz’altro si sarebbe attivato.

Ad oggi non ci risultano interventi o controlli utilizzando questo canale.

Ecco perché riteniamo che, al di là di prese di posizione di facciata, l’Amministrazione Comunale di Mortara non si impegni a fondo sul problema. Ad esempio bisognerebbe che il Piano di Governo del territorio fosse modificato, come sempre da noi richiesto, con una norma che preveda espressamente che ”sul territorio comunale non siano possibili insediamenti di trattamento fanghi o rifiuti”.

Inoltre bisognerebbe emettere un’Ordinanza che stabilisca distanze adeguate dalle abitazioni, nonchè un limite ai quantitativi. Il Sindaco di Mortara l’estate scorsa aveva semplicemente indicato degli orari di spandimento, e poi, spaventato, aveva addirittura ritirato l’Ordinanza.

Di fronte ad atteggiamenti simili non resta che continuare la forte mobilitazione in atto contro i fanghi e contro l’insediamento dell’ECOTRASS.

Teresio Forti

Circolo di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista

Il punto su.. Il contrasto alla povertà e le pensioni di reversibilità

Il punto su.. Il contrasto alla povertà e le pensioni di reversibilità

Pubblicato il 19 feb 2016

Care compagne e cari compagni,

ecco il secondo numero de “Il punto su..” relativo alla legge delega contro la povertà e alla questione delle pensioni di reversibilità. Le smentite del governo non sono sufficienti perché la legge delega lascia aperta la possibilità ad un intervento di ridimensionamento delle prestazioni assistenziali e previdenziali per finanziare un intervento modestissimo e radicalmente inadeguato nel contrasto alla povertà.

un caro saluto

Roberta Fantozzi

area lavoro e economia – segreteria nazionale

Il punto su..

Il contrasto alla povertà e le pensioni di reversibilità

numero 2 – febbraio 2016

Il governo Renzi vuole mettere le mani sulle pensioni di reversibilità? Le smentite di Poletti e Padoan non tranquillizzano perché i contenuti della legge delega per il contrasto alla povertà che il governo vuole approvare lasciano la porta aperta a questa possibilità. Nel testo si parla infatti di risorse che vanno a finanziare il fondo per il contrasto alla povertà  e che devono derivare da non meglio definite operazioni di “razionalizzazione” sulle prestazioni assistenziali, comprese quelle di natura previdenziale. Da qualche parte dunque si taglierà.

Un intervento sulle pensioni di reversibilità sarebbe inaccettabile, come lo è la politica del governo nel contrasto alla povertà, non a caso improntata al cosiddetto “universalismo selettivo” richiamato dalla legge delega: l’orrendo ossimoro con cui si è teorizzato nei decenni scorsi che il welfare non poteva coprire tutti e che dunque non si trattava più di promuovere diritti universali ma al massimo prestazioni “caritatevoli” per le povertà estreme.

Di seguito una breve scheda per fare il punto su quello che il governo ha messo in campo sulle povertà, sul perché sarebbe gravissimo il taglio delle pensioni di reversibilità e sull’inaccettabilità della logica che continuamente il governo mette in campo: quella della guerra tra poveri, che mette in conflitto ultimi e penultimi, invece di intervenire sulle grandi disuguaglianze e mettere in campo politiche realmente redistributive.

1. E’ inaccettabile il modo in cui si interviene sulle povertà.

Gli interventi per il contrasto alle povertà previsti dalla legge di stabilità 2016 sono  totalmente inadeguati rispetto alla situazione di sofferenza sociale cresciuta esponenzialmente in questi anni.

Secondo i dati Istat relativi al 2014, infatti, sono 1 milione e 470 mila le famiglie in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni 102 mila persone, 7 milioni 815 mila persone sono invece in condizione di povertà relativa. I dati sono stabili rispetto all’anno precedente e concentrati geograficamente: la povertà assoluta si attesta al 4,2% al Nord, al 4,8% al Centro e all’8,6% nel Mezzogiorno. A fronte di questa situazione il governo ha stanziato 600 milioni aggiuntivi per il 2016 portando le risorse complessive a 1,6 miliardi e 1 miliardo per il 2017 portando le risorse complessive per quell’anno a 1,5 miliardi.  Dei 600 milioni aggiuntivi 220 sono destinati a finanziare l’Asdi, l’assegno di disoccupazione, e 380 il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva, misura attivata dal governo Letta e rivolta esclusivamente ai nuclei familiari con un minore). Il finanziamento complessivo per il Sia raggiunge complessivamente la cifra di 750 milioni per il 2016 (tra quanto era stato già stanziato e le nuove risorse) e di 1 miliardo per il 2017. Se fossero distribuiti sulla sola platea dei poveri assoluti, non dando nessuna risposta alla condizione di povertà relativa, le risorse stanziate dal governo comporterebbero 15 euro lorde mensili, conteggiando invece la sola platea dei nuclei familiari in povertà con un minore che sono circa 600.000, questo significa 104 euro mensili lorde per nucleo familiare. Va ricordato che la proposta di reddito di inclusione sociale avanzata dall’Alleanza contro la Povertà (Acli e Caritas) prevede risorse per 7 miliardi, mentre il reddito di dignità sostenuto da Libera per quanto non quantificato precisamente, nel prendere a riferimento le proposte esistenti in Parlamento (quella del Movimento 5 Stelle e quella di iniziativa popolare proposta da Bin, Sel, Prc ed altri, quantificate dall’Istat rispettivamente in 14,9 e 23,5 miliardi) si situa approssimativamente sulla cifra di 20 miliardi. La legge delega ipotizza un ampliamento degli interventi contro la povertà modesto, dopo il 2017, e finanziato dal taglio delle misure assistenziali e previdenziali vigenti.

2. Non si può usare nuovamente il sistema previdenziale per fare cassa.

Le pensioni di reversibilità, che già oggi vengono erogate in misura differenziata a seconda del reddito del coniuge superstite e delle diverse condizioni dei figli o dei congiunti, sono finanziate dai contributi versati.  Come abbiamo sottolineato più volte sono le pensioni a finanziare le casse dello stato e non viceversa, e questo accade dal 1996.

Riportiamo i dati tratti dal Rapporto sullo Stato Sociale 2015 relativi al complesso del sistema previdenziale. La spesa per il 2013 per le prestazioni IVS (invalidità-vecchiaia-superstiti) è stata di 201,6 miliardi. I contributi  versati sono stati pari a 181,2 miliardi. Le risorse rientrate nelle casse dello stato attraverso le tasse sono stare 41, 3 miliardi. In sostanza il rapporto tra cioè che è uscito dalle casse dello stato in termini di pensioni erogate e ciò che vi è entrato per i contributi e le tasse, è in attivo di 21 miliardi pari all’1,3% del PIL.

E’ dunque inaccettabile che si intervenga nuovamente usando le pensioni come un bancomat, quando invece va rimessa radicalmente in discussione la controriforma Fornero.

3. Il governo incrementa le disuguaglianze e poi interviene con una partita di giro interna alla riduzione del sistema di welfare.

Va ricordato che nella  legge di stabilità per il 2016 il governo Renzi ha eliminato le tasse sulle prime case dei ricchi, cioè sugli immobili di pregio, misura che da sola è costata 1,5 miliardi, favorito l’evasione fiscale con le norme sul contante, regalato una quantità stratosferica di risorse alle imprese (nel 2015 per effetto della precedente legge di stabilità si è trattato di circa 8 miliardi tra Irap, decontribuzione ed altre misure, che crescono nel 2016 e 2017, per ulteriori interventi, tra cui la riduzione della tassa sui profitti, cioè dell’Ires a partire dal 2017).

Parallelamente sempre nella Legge di Stabilità i tagli previsti sono di oltre 8 miliardi per il 2016 prevalentemente su sanità, regioni, servizi pubblici.

Tutto questo avviene in una situazione in cui la ricchezza è sempre più concentrata in poche mani.

Secondo il rapporto OCSE del maggio scorso (e i dati sono coincidenti, con poche e irrilevanti differenze, con quelli di altri istituti statistici) l’1% più ricco della popolazione italiana detiene il 14,3% della ricchezza nazionale netta, praticamente il triplo rispetto al 40% più povero, che ne detiene solo il 4,9%. 600.000 persone possiedono il triplo della ricchezza di 24.000.000 di persone.

Il 20% più ricco (primo quintile) detiene il 61,6% della ricchezza, e il 20% appena al di sotto (secondo quintile) il 20,9%. Il restante 60% si deve accontentare del 17,4% della ricchezza nazionale, con appena lo 0,4% per il 20% più povero. Il rapporto tra il primo e l’ultimo quintile è di 154 a 1.

Diciamo no a qualsiasi ulteriore riduzione delle prestazioni previdenziali.  Rilanciamo l’iniziativa per rimettere radicalmente in discussione la controriforma Fornero sulle pensioni, per istituire il reddito minimo come misura di reale contrasto alla povertà, per una politica redistributiva a partire dall’istituzione di un’imposta patrimoniale sulle grandi ricchezze.

 

 

Scheda a cura di Roberta Fantozzi – Febbraio 2016

Area Lavoro e Economia – Rifondazione Comunista www.rifondazione.it

Il circolo Prc di Vigevano esprime la propria solidarietà politica al consigliere comunale Luca Mazzola

Il circolo Prc di Vigevano esprime la propria solidarietà politica al consigliere comunale Luca Mazzola

Vigevano, 19 febbraio 2016

Il Circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista, riunito in data odierna, esprime la propria solidarietà politica al consigliere comunale Luca Mazzola per il grave tentativo di intimidazione messo in atto nei suoi confronti.
Condanniamo con forza ogni azione messa in atto contro la legittima attività propositiva e di controllo che spetta ad ogni eletto, ed al tempo stesso sollecitiamo l’intervento del Prefetto affinché intervenga sull’accaduto e si faccia garante dell’agibilità politica garantita dalla Costituzione alle forze democratiche.
La migliore risposta da dare a questo tipo di intimidazioni è quella di allargare la mobilitazione e la partecipazione dei cittadini, contrastando ogni tendenza autoritaria e costruendo l’alternativa senza perseguire “compromessi” al ribasso con chi ha una visione “assolutistica” del proprio ruolo pubblico.

Circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista

Piena solidarietà e sostegno del Prc ai lavoratori dell’inceneritore di Parona in lotta per la riconversione ecologica

Piena solidarietà e sostegno del Prc ai lavoratori dell’inceneritore di Parona in lotta per la riconversione ecologica

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI PAVIA

COMUNICATO STAMPA
19 febbraio 2016

All’inceneritore di Parona la proprietà ha avviato le procedure di licenziamento collettivo per 27 dipendenti. Il PRC esprime piena solidarietà e sostegno alla lotta dei lavoratori che si trovano ora insieme al Sindacato a difendere il loro lavoro, il reddito delle loro famiglie, e si trovano a difendere il mantenimento di livelli occupazionali sempre più ristretti, nell’attuale fase di crisi economica, specialmente nel nostro territorio provinciale e in Lomellina.
Ma non si tratta solo di difendere il lavoro e i lavoratori. Si tratta, soprattutto, di prendere atto che va totalmente cambiato il modello gestionale di raccolta e smaltimento rifiuti rappresentato dall’impianto di Parona. Il modello è quello societario, in cui si fanno affari con scambi azionari, con il monopolio di servizi pagati tramite le bollette degli utenti, e sempre sostenuti anche da contributi pubblici. Gli addetti, operai, impiegati, tecnici vengono considerati ‘oneri’ un peso di cui alleggerirsi quando non si riesce a spingere al massimo la giostra degli utili. Nel caso dell’inceneritore di Parona vi sono alcuni fattori gestionali che incidono sui risultati di bilancio: l’impianto non riesce più a rientrare nei parametri stabiliti dalla Comunità Europea per consentire il riconoscimento del sovrapprezzo dell’energia elettrica (certificati verdi). Inoltre anche i Comuni più arretrati hanno attivato almeno parzialmente la raccolta differenziata. Infine, ma non ultimo, c’è da considerare la perdita dei conferimenti da ASM Voghera la quale, alla fine del 2014 aveva appaltato il servizio ad A2A. E c’è ancora un ultimo punto, precisamente il ‘fine vita’ delle caldaie; la prima ‘scade a fine 2017’, la seconda arriverà fino al 2022.
Nessuno dei fattori suindicati può considerarsi un fulmine a ciel sereno. Perciò si è indotti a pensare che la decisione della proprietà sia legata alla cessione di quote azionarie di LGH ad A2A. Il PRC è sempre in prima linea, nelle istituzioni e nelle lotte, per criticare e contrastare i processi di accentramento societari che favoriscono l’accumulo finanziario in poche mani e abbandonano le finalità di gestire i servizi nell’interesse generale del territorio, dell’ambiente, dei lavoratori e degli abitanti.
Il PRC, anche nel territorio Lomellino, è da sempre a fianco dei lavoratori nelle vertenze sindacali e a fianco dei movimenti ambientalisti nelle vertenze territoriali. Per questo, nel caso dell’impianto di Parona, riteniamo di dover lottare non solo per ragioni di solidarietà con i lavoratori, ma anche per sostenere la presa in carico di un nuovo modello da parte delle amministrazioni locali interessate. Sollecitiamo principalmente i Comuni, i Sindaci i Consiglieri, a rivendicare l’esercizio di una autorità che negli scorsi decenni hanno inopinatamente lasciato nelle mani di una società privata.
L’impianto di Parona, che la società privata vorrebbe continuare a spremere come un limone ancora nei prossimi anni, deve invece conoscere una fase di rigenerazione, mediante l’attivazione di una conversione ecologica. Gli Enti Locali, in primis quelli della Lomellina, devono porsi in grado di imporre alla Società un nuovo modello gestionale basato sulle cinque R : a) riduzione; b) raccolta; c) riutilizzo; d) riciclaggio; e) recupero. In questa direzione gli Enti Locali possono operare – anche autonomamente rispetto alle scelte di Lomellina Energia, per la salvaguardia dei posti di lavoro e per la realizzazione di un servizio di gestione rifiuti finalmente innovato.

ARRESTI SANITÀ LOMBARDA – PATTA (PRC-SINISTRA EUROPEA): «MARONI COME FORMIGONI: CONTINUA IL SACCHEGGIO DELLA SANITÀ PUBBLICA PER ARRICCHIRE POLITICI E IMPRENDITORI AMICI. DIMISSIONI SUBITO!»

ARRESTI SANITÀ LOMBARDA – PATTA (PRC-SINISTRA EUROPEA): «MARONI COME FORMIGONI: CONTINUA IL SACCHEGGIO DELLA SANITÀ PUBBLICA PER ARRICCHIRE POLITICI E IMPRENDITORI AMICI. DIMISSIONI SUBITO!»

Milano, 16 febbraio 2016

 

Risultano 21 gli arrestati, tra politici, imprenditori e funzionari, su ordine del gip di Monza per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa negli appalti, riciclaggio.

Tra questi il leghista Rizzi, nuovo braccio destro di Maroni e padre della riforma sanitaria della Lombardia.

Ci ritroviamo col Presidente della Regione Maroni in attesa di processo, il suo staff rinviato a giudizio, il vicepresidente Mantovani arrestato, mentre su Garavaglia (ex braccio destro) c’è la richiesta di rinvio a giudizio.

Ora tocca a Rizzi… Maroni non non fa in tempo a nominarli che finiscono in manette!

Di fronte a questo scempio, Salvini oserà ancora continuare a definire i magistrati «una schifezza» per il presunto accanimento contro la lega?

Caro Salvini, questa, purtroppo, è la Lombardia della Lega. Cosa ci vuole ancora per restituire la parola ai cittadini andando a nuove elezioni?

UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO PER DARE VOCE ALLE MAMME. ALLARGARE LA MOBILITAZIONE PER IMPEDIRE LA PRIVATIZZAZIONE DI ASILI E MATERNE COMUNALI

UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO PER DARE VOCE ALLE MAMME.  ALLARGARE LA MOBILITAZIONE PER IMPEDIRE LA PRIVATIZZAZIONE DI ASILI E MATERNE COMUNALI

Dare voce alle mamme chiedendo un consiglio comunale “aperto” e allargare la mobilitazione per impedire nei fatti il passaggio ai privati della gestione di tre asili nido e di tre scuole materne comunali.
Sono queste le due proposte che avanziamo oggi, perché questa lotta di civiltà deve andare avanti anche dopo che il consiglio comunale di Vigevano ha approvato a maggioranza la mozione del centrodestra che avvia le procedure per la privatizzazione queste importanti strutture educative e sociali.
La quasi 2 mila firme raccolte in poche settimane dal gruppo “Mamme per Vigevano” devono essere tenute nella massima considerazione, e i partiti d’opposizione presenti in Municipio possono ottenere a norma di regolamento la convocazione del consiglio comunale chiedendo al Sindaco di convocarlo in forma “aperta” per “rilevanti motivi di interesse della comunità”.
Occorre portare il Sindaco e la maggioranza guidata dalla Lega Nord a confrontarsi pubblicamente ed apertamente con le tante mamme che vogliono dire la loro su una decisione sbagliata e pericolosa, così come le stesse mamme hanno chiesto.
L’intervento svolto dal Sindaco nell’ultima seduta consiliare è apparso a tutti solo come un goffo tentativo di tranquillizzare la sua maggioranza su questo tema, mentre è evidente che la grande parte dei vigevanesi non vuole la privatizzazione. E’ quindi indispensabile allargare in città l’attenzione ed il consenso sulla mobilitazione che vuole impedire l’affidamento ai privati delle strutture comunali.

Ogni azione politica e sociale deve essere intrapresa per garantire la difesa e la valorizzazione del patrimonio sociale pubblico.
La lotta continua… L’infanzia non si appalta!
Roberto Guarchi
già candidato sindaco della lista “L’Altra Vigevano a Sinistra”
esponente del Circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista 

La crisi capitalistica

La crisi capitalistica

Pubblicato l’ 12 febbraio 2016

di Lidia Menapace

Credo sia necessario  ricontrollare i dati di analisi sulla crisi del capitalismo, perché non si può procedere a sensazioni e strappi, senza una bussola razionale e scientifica.

Che il capitalismo sia costantemente in crisi congiunturale  è noto provato affermato: la crisi congiunturale è -per così dire- un carattere proprio del sistema. Su ciò ha lavorato molto Rosa, che appunto dall’analisi delle crisi deduceva il carattere della prospettiva socialista democratica, importante sino a che non si fosse presentata una situazione, nella quale la natura e caratteristica della crisi  si sarebbe palesata come “strutturale”.

Ciò sta avvenendo per la seconda volta nella plurisecolare storia del capitalismo, la prima nel bel mezzo della “belle èpoque” che invece di evolvere in modo rivoluzionario in Germania, come si attendeva l’intelligentzia della sinistra europea nel 1905, va alla crisi della democrazia,  e all’incubazione del vari fascismi europei (Italia Germania Spagna e Portogallo) e alla prima guerra mondiale. Infatti nel 1917 la rivoluzione d’ottobre avvia al tragico epilogo della guerra e alla crisi della democrazia nonchè ai primi errori della  stessa rivoluzione d’ottobre. Nel convulso  primo dopoguerra Rosa pensa come  potrà essere un avvio rivoluzionario  col famoso detto: “la rivoluzione sarà uno sciopero generale a oltranza nel corso del  quale le masse costruiscono la nuova società”, uno scarno appunto che non potè sviluppare, perchè fu assassinata -come è noto- in carcere a Berlino da ufficiali prussiani (Junker) che le imputavano la colpa di aver fatto perdere la guerra alla Germania.

Sicchè le sue parole restarono nella forma  frettolosa e incompleta che ho citato.

Che cosa volesse dire è una buona domanda cui mi sono sforzata di rispondere in questo giro d’anni.

Ma oggi importa che dica che secondo me la crisi del capitalismo non solo è strutturale – come molti economisti ammettono o affermano- ma essa è pure globale, non escludendo nessun continente  del pianeta, e – a mio parere – anche “finale” dato che il capitalismo è in crisi  tale da non poter più essere riformato: la crisi è davanti ai nostri occhi in tutta la sua pericolosità crudezza ed eloquenza.

Il dilemma è “socialismo” “alternativa” o “barbarie”.

Non può essere un processo precipitoso, deve essere gestito  ricordando che il Che sosteneva essere la pazienza una virtù rivoluzionaria ed era convinto che anche nei momenti più aspri non bisogna dimenticare la tenerezza, mentre Lenin è ancora lì a ricordarci che l’estremismo è una malattia infantile. Insomma il giro dei tempi e il ritmo del processo sono fondamentali per mettere fuori gioco l’uso della violenza e lo  scontro  armato sarebbe solo l’inizio della fine del mondo.

Sono convinta che il terreno sul quale agire con organizzazione abilità fantasia  si chiama “rivoluzione culturale”, oggi quanto mai necessaria e ancora possibile,  dato  il livello di diritti democratici ancora vigente.

D’ora in avanti mi dedicherò quasi esclusivamente a ciò.

…………………. su Rosa Luxemburg trovate testi nella nostra biblioteca on line

 

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PRIVATIZZAZIONE DI ASILI E MATERNE: DUE OCCASIONI PERSE ED UN’OCCASIONE COLTA

PRIVATIZZAZIONE DI ASILI E MATERNE: DUE OCCASIONI PERSE ED UN’OCCASIONE COLTA

PRIVATIZZAZIONE DI ASILI E MATERNE: DUE OCCASIONI PERSE ED UN’OCCASIONE COLTA
Il consiglio comunale di Vigevano ha approvato a maggioranza la mozione del centrodestra che avvia le procedure per il passaggio ai privati della gestione di tre asili nido e di tre scuole materne comunali.
La maggioranza guidata dalla Lega Nord ha perso l’occasione per ascoltare la voce della grande parte dei vigevanesi, che non vogliono la privatizzazione di queste importanti strutture educative e sociali.
I partiti d’opposizione presenti in consiglio comunale hanno perso l’occasione per assicurare forza al malcontento diffuso in città e sostenere con determinazione le ragioni delle tante mamme che hanno assistito alla seduta consiliare. Sono in queste occasioni che si nota ancora di più quanto manchi la presenza della sinistra in consiglio!
Il gruppo “Mamme per Vigevano” ha invece saputo cogliere l’occasione della discussione della mozione per raccogliere attorno a sé tante mamme che avrebbero voluto dire la loro su una decisione sbagliata e pericolosa.
Ora la mobilitazione deve andare avanti: il Sindaco deve ascoltare le ragioni delle mamme, occorre vigilare sui prossimi atti che verranno assunti dal Comune per dare attuazione a quanto previsto dalla mozione, è indispensabile allargare l’attenzione ed il consenso su questa lotta di civiltà per impedire nei fatti la privatizzazione.
Noi ci siamo stati e ci saremo… L’infanzia non si appalta!
Roberto Guarchi
già candidato sindaco della lista “L’Altra Vigevano a Sinistra”
esponente del Circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista

MORTARA: BILANCIO COMUNALE E MULTE

MORTARA: BILANCIO COMUNALE E MULTE

Mortara, 10 febbraio 2016

MORTARA: BILANCIO COMUNALE E MULTE

 

Ho appreso dai settimanali locali che l’Amministrazione Comunale “esulta” perché, nel corso del 2015, si è superato il milione di Euro per le multe erogate. Nessuno, ovviamente, mette in dubbio il principio di sanzionare le violazioni alla sicurezza stradale, ma, francamente, nel caso della nostra città è ovviamente “fare cassa” a qualunque costo.

Difatti il numero dei verbali per la sosta cresce, rispetto all’anno precedente, di più di mille unità, senza contare i verbali per superamento limiti di velocità, molto spesso per pochi chilometri all’ora in più.                                         Molto scarso è l’accertamento di altre violazioni. Ciò dimostra che non si fa affatto prevenzione, bensì esiste un accanimento fuori luogo, in quanto sembra incredibile che una popolazione di poco più di 15.000 abitanti “produca” multe per oltre un milione di euro ( per chi non se lo ricordasse, sono più di 2 miliardi delle vecchie lire!)

E’ particolarmente grave inserire a bilancio comunale un milione di euro sotto la voce “multe”e quindi tassare ulteriormente i cittadini di Mortara, come se non lo  fossero già abbastanza.

Ma non erano i leghisti che una volta parlavano di autovelox uguale a rapina del nord? Da gran tempo è evidente la loro mancanza di coerenza. Se a questo si aggiunge la “beffa” dei parcheggi per gli ultra-settantacinquenni, possiamo concludere che, in quanto alla politica del traffico, per non parlare degli altri problemi cittadini, la Giunta Comunale si comporta in modo estremamente negativo.

 

Teresio Forti

Circolo di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista

A Milano nasce il partito della nazione: il centrosinistra andrà alle elezioni con un candidato di destra

A Milano nasce il partito della nazione: il centrosinistra andrà alle elezioni con un candidato di destra

Pubblicato il 8 feb 2016

«Come previsto, a Milano nasce il partito della Nazione: il centro sinistra andrà alle elezioni con un candidato di destra, il candidato dei poteri forti, l’uomo dell’Expo. Le primarie del centrosinistra si svelano cioè per quello che sono: la volontà del Pd di fare un Patto del Nazareno in ogni città e soprattutto di guidare a braccetto con le destre il paese. Che questo fosse il progetto di Renzi era chiaro, dispiace che Pisapia si sia prestato fino in fondo a quest’operazione, evidenziando l’esaurimento della spinta propulsiva della sua giunta e della sua esperienza. Da parte nostra, come abbiamo in più occasioni sottolineato, stiamo costruendo a Milano una lista civica e di sinistra, basata sul pluralismo e sulla partecipazione dal basso, che sia alternativa a questo pastrocchio che ha come unico riferimento il mondo degli affari. L’alternativa a Renzi e alle politiche neoliberiste comincia dalle città, unificando cioè che la crisi divide!»

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

8 febbraio 2016

 

Comunicato Stampa di Matteo Prencipe Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista

La vittoria ampiamente preannunciata di Giuseppe Sala alle primarie del PD/centro sinistra, chiude la stagione politica apertasi nel 2011. Ieri sera ha vinto Renzi e si è politicamente conclusa la stagione del centro sinistra milanese. Sala è l’espressione coerente del Partito della Nazione.

Rifondazione Comunista, insieme agli esponenti di Altra Europa, Possibile, comitati e associazioni, ha lavorato in questi mesi per una “Milano in comune” e la costruzione dell’alternativa. “Milano in comune”: una lista/coalizione municipale espressione della sinistra cittadina e del mondo civico, aperta ai tanti che ritengono improponibile il sostegno al candidato del Partito della Nazione e vogliono lavorare alla pari, senza primogeniture o secondi ruoli, per un governo cittadino alternativo agli schieramenti di centro sinistra e della destra.

Dialoghiamo già per un’ampia convergenza di programma, con le espressioni dei movimenti civici e le aree socialiste e radicali e auspichiamo, che anche chi ha ritenuto di partecipare da sinistra alle primarie scelga subito l’alternativa. Chi non sta con il centro di Sala, si unisca a noi per la scelta di una candidatura comune a sindaco, un programma e una lista/coalizione rappresentativa degli interessi popolari.

Milano, 7 febbraio 2016

Ambiente, Rinaldi: «Voto Parlamento Ue su emissioni è regalo a case automobilistiche: vergognoso!»

Ambiente, Rinaldi: «Voto Parlamento Ue su emissioni è regalo a case automobilistiche: vergognoso!»

Pubblicato il 4 feb 2016

di Rosa Rinaldi –

Il voto del Parlamento Europeo  che alza di oltre il doppio i limiti per le emissioni di ossido di azoto per i motori diesel Euro 6, portando a 168 mg per km contro gli 80 previsti nel 2007, dice da che parte batte il cuore della maggioranza di quel parlamento. Un vero e proprio regalo alle case automobilistiche, che a partire dalla Volskwagen erano sotto procedura di infrazione per aver imbrogliato sul livello delle emissioni. Davvero un voto che non fa onore a quel Parlamento a pochi mesi dalla conferenza sul clima: tanta ipocrisia verso i popoli europei, tanta concretezza nella salvaguardia degli interessi del mercato. C’è di che vergognarsi!

Il nostro cordoglio per la morte di Giulio Regeni: quale è il ruolo del governo egiziano in questa morte?

Il nostro cordoglio per la morte di Giulio Regeni: quale è il ruolo del governo egiziano in questa morte?

Pubblicato il 4 feb 2016

di Paolo Ferrero –

Il nostro cordoglio per la morte del giovane Giulio Regeni, siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi amici. Il governo italiano deve fare piena luce su questa vicenda dai molti lati oscuri. Di fronte a questo inquietante e drammatico episodio, e dopo molti altri casi di “sparizioni” di attivisti sospette, come denunciato dalle organizzazioni per la difesa dei diritti umani, vogliamo sapere cosa sta succedendo in Egitto dal punto di vista della repressione. Quali sono il ruolo e la responsabilità del governo egiziano in questa morte?

Manifestazione contro il tagli degli asili nido a Vigevano in Piazza Ducale

Manifestazione contro il tagli degli asili nido a Vigevano in Piazza Ducale

PM10, dopo 15 anni di chiacchiere inconcludenti un Piano a medio termine di interventi straordinari. di Marino Ruzzenenti

PM10, dopo 15 anni di chiacchiere inconcludenti un Piano a medio termine di interventi straordinari. di Marino Ruzzenenti

La situazione

La Pianura padana ha una conformazione orografica a “catino” che impedisce la ventilazione e determina una stagnazione dell’aria, in particolare in alcune stagioni (inverno ed estate), anche con fenomeni di inversione termica nei periodi freddi che comprimono l’aria (e le emissioni) al suolo. La consistente soppressione della copertura arborea e l’estesa cementificazione del suolo hanno ridotto anche le correnti d’aria endogene, le cosiddette brezze.

In questo contesto le emissioni prodotte dall’attuale civiltà termoindustriale, basata essenzialmente sulle combustioni industriali e dei motori dei veicoli, a maggior ragione se concentrate come è avvenuto in quest’area, trasformano la Pianura padana in una camera a gas, in una delle 4-5 zone del mondo con l’aria maggiormente inquinata, in particolare di ossidi di azoto che in inverno danno origine alle PM10 e PM2,5 e in estate all’ozono.

Se lo smog è prodotto prevalentemente dalle grandi combustioni industriali e dai motori a combustione interna dei veicoli, queste “macchine” dovevano essere ridotte di numero e di dimensione. Si operò invece in direzione del tutto opposta.

Nell’industria, in questi decenni si sono sviluppati proprio i settori e gli impianti che richiedono   grandi   combustioni:   centrali   termoelettriche   alimentate   a   carbone,   gas,   finte “biomasse”, olio di colza, reflui zootecnici; inceneritori di rifiuti urbani e speciali (la sola Lombardia ne ha 13 con un eccesso di potenziale di circa 1 milione di tonnellate auue); sistemi di teleriscaldamento dissipatori di energia termica; cementifici per sviluppare le grandi infrastrutture moltiplicatrici di traffico; forni di rifusione dei rifiuti/rottami di metalli rastrellati in mezzo mondo…

Per quanto riguarda i veicoli, si sono incentivati i trasporti su gomma e, per la mobilità individuale, gli autoveicoli,  in particolare quelli più inquinanti, come i motori diesel (con emissioni 10 volte superiori) e i Suv, costruendo un’infinità di autostrade, superstrade, “bretelle”, moltiplicatrici di traffico, tendenza folle ancora oggi in corso (Bre-Be-MI, Pedemontana…). E’ così difficile capire che se si costruiscono nuove strutture viarie il traffico veicolare e quindi le emissioni aumenteranno sempre più?

Tutto questo è opera degli umani, di decisori politici miopi, di imprenditori mossi dal mero profitto, di scienziati e ricercatori che hanno minimizzato la criticità di quelle scelte, di singoli cittadini irresponsabili.

Gli effetti sulla salute in termini di malattie, in particolare a carico dei bambini, e di morti evitabili sono documentati da innumerevoli studi scientifici, cui per ragioni di spazio rinviamo che volesse approfondire il tema:

PM10Apat2007.pdf       

PM10PolitecnicoDna.pdf

PM10BicoccaDanniSalute.pdf

PM10BicoccaRisultatiVitro.pdf

InquinamentoBambiniSalute.pdf

PM10Salute2015Francia.pdf

InquinamentoAtmosfericoMortiCostiOms2015.pdf

PM10PolmoniBambini2015.pdf

Basti ricordare che l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro dell’Oms, il 16 ottobre 2013, ha inserito l’inquinamento dell’aria in classe 1, cancerogeno certo per l’uomo.

La normativa europea e nazionale del tutto disattesa

Il Decreto Ministeriale 2.4.2002 n. 60 di recepimento della Direttiva 1999/30/CE del Consiglio del 22 aprile 1999, stabilisce che, per ciò che concerne le PM10 il valore limite di 50 ug/m3 non si può superare “per più di 35 volte per anno civile”. L’art. 17 del citato D.M. stabilisce che tale valore è il limite massimo volto a tutela della salute umana. Tale limite è entrato in vigore in data 1 gennaio 2005. Per l’anno 2005, l’Italia, come tutti i Paesi Ue, avrebbe dovuto attenersi a quel limite. Ovviamente, com’è noto, nella Pianura Padana, dal 2005 al 2012, i giorni di supero sono stati mediamente circa 3 voltequelli indicati per la tutela della salute umana. Poi negli anni 2013 e 2014 l’eccezionale piovosità ci ha illuso che il problema si fosse attenuato. Ma è bastato un 2015 siccitoso a farci ripiombare in piena emergenza, come oggi all’inizio del 2016.

La Corte di giustizia dell’Unione europea il 19 dicembre 2012  ci ha condannato per inadempimenti del diritto comunitario in relazione al limite per le PM10 reiteratamente non rispettato

Insomma la legge viene tranquillamente messa sotto i piedi: una vicenda particolarmente scandalosa per un Padania che, nelle sue componenti leghiste, strombazza di continuo la “tolleranza zero” verso l’illegalità (dei soli poveracci e dei profughi, evidentemente).

La stessa Lombardia, dopo oltre 15 anni di reiterazione, con leggeri aggiustamenti, del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria (il primo fu del 1998), dovrebbe innanzitutto riconoscere il proprio totale fallimento, ovvero che i provvedimenti emergenziali non servono a nulla. 17 anni di dimostrata inefficacia del Piano dovrebbero essere sufficienti per imporre di voltare pagina, anzi di “cambiare libro”.

Che fare?

E’ del tutto evidente che occorre definire un Piano strategico, di medio periodo, con interventi straordinari.

Questo Piano deve prefissarsi, in un dato arco di tempo, l’obbiettivo della fuoriuscita della Pianura Padana dall’attuale modello termoindustriale, incompatibile, sia con le caratteristiche orografiche di questo territorio e quindi con una qualità dell’aria accettabile, sia con la necessità di ridurre drasticamente le emissioni che alterano il clima globale (Cop 21 di Parigi del dicembre scorso), sia con l’urgenza di liberarci dalla dipendenza dai combustibili fossili (green economy).

Le linee guida, quindi, sono quelle di una riduzione importante (70-80%) delle combustioni.

Per le combustioni industriali:

  • innanzitutto vanno gradualmente smantellate le combustioni facilmente evitabili, come l’incenerimento dei rifiuti urbani e speciali: questi devono essere recuperati come materia, con benefici economici, occupazionali, ambientali; a tal fine va generalizzata una raccolta differenziata di qualità, sia domestica, che presso le singole unità commerciali e produttive.
  • vanno drasticamente ridimensionati i cementifici, in relazione alla necessaria “crescita zero” del suolo cementificato e delle infrastrutture viabilistiche, “crescita zero” assolutamente inderogabile in un territorio ultracongestionato ed in cui la copertura verde e i terreni agricoli sono già sotto i limiti di soglia per conservare un decente equilibrio ecologico.
  • vanno tendenzialmente chiuse tutte le centrali termoelettriche, alimentate con i più diversi combustibili (carbone, gas, “biomasse”, rifiuti, olio di colza o di palma; reflui zootecnici); questo processo va accompagnato innanzitutto da una drastica riduzione delle domanda energetica conseguita con interventi di risparmio sia nel settore industriale (ridimensionamento dei settori ad alto consumo energetico come l’elettrosiderurgia), che nei consumi domestici; inoltre va sviluppato un processo di diffusione capillare delle piccola produzione decentrata con fonti rinnovabili (piccolo eolico, microidroelettrico, fotovoltaico); il fotovoltaico è l’opzione strategica, purché non venga implementato su terreni agricoli o comunque verdi (si può calcolare che coprendo i tetti civili, commerciali, industriali della Pianura Lombarda, ad esempio, con pannelli fotovoltaici, nell’ordine di un 2% del territorio di pianura, dimensione facilmente inseribile sull’attuale edificato e cementificato, si potrebbero installare circa 20.000 MW elettrici, molto vicini alla produzione fornita dal termoelettrico da combustibili fossili).
  • va ridimensionato, anche in relazione alla crisi strutturale in corso, tutto il settore della metallurgia secondaria, fortemente energivoro e inquinante: del resto è sempre più illogico, ed antieconomico, rastrellare rottami a migliaia di chilometri di distanza, laddove potrebbero essere facilmente rifusi in loco; in sostanza, al massimo, la dimensione potrebbe essere commisurata alla disponibilità di rottame prodotto sul territorio stesso della Pianura Padana.

Per le combustioni domestiche:

  • le abitazioni, gli uffici, i luoghi di lavoro, devono essere riscaldati secondo alcune ben precise priorità: innanzitutto coibentazione ad alta efficienza; in secondo luogo rendere accettabile una temperatura ambiente anche in inverno inferiore ai 20°, con apposite campagne tese a spiegare come una maglia di lana in più e calze di lana pesanti permettano un considerevole risparmio energetico; così pure, prevedere interventi di aerazione, di diffusa piantumazione di alberi in città e di coperture arboree degli edifici, tesi a garantire anche in estate temperature accettabili, così da non rendere necessario il condizionamento dell’aria; tali interventi devono essere sostenuti sviluppando al massimo l’impiego del solare termico (che sottrae calore agli edifici in estate, ma che può trovare parziale impiego anche nelle stagioni fredde) e della geotermia locale, con effetti benefici, quest’ultima, di raffrescamento in estate e di riscaldamento in inverno. Con questi interventi e con il supporto del fotovoltaico si può e si deve realizzare, per le abitazioni, “padane” la tendenziale autosufficienza energetica, o comunque ridurre al minimo l’uso di gas metano, da impiegare in ogni caso nel modo più efficiente (caldaie a condensazione, microcogenerazione).
  • nel contesto sopradescritto, bisogna procedere allo smantellamento progressivo dei grandi sistemi di teleriscaldamento, che provocano un enorme spreco di energia termica prodotta con combustioni, impediscono l’impiego del solare termico e della geotermia, e che, in estate, surriscaldando le città, inducono la diffusione dei condizionatori, a loro volta energivori.

 

Per le combustioni dei veicoli: la bussola, in questo caso, non può che essere quella della drastica riduzione dei veicoli a combustione interna, a partire da quelli diesel, mediamente 10 volte più inquinanti di quelli a benzina.

  • le risorse disponibili per le infrastrutture viabilistiche, inutili e controproducenti, devono essere dirottate sul potenziamento del trasporto su rotaia, delle merci, innanzitutto, ma anche delle persone, sviluppando attorno alle città, a raggiera, sistemi metropolitani di superficie, sia tranviari, che ferroviari, anche utilizzando meglio la rete già esistente. Il modello potrebbe essere la città di Monaco dove la mobilità è garantita da un simile sistema, per cui l’automobile risulta perfino non necessaria.
  • per le merci, si tratta anche di prevenire il bisogno di trasporti, incentivando la cosiddetta filiera corta, il “km zero”, mentre vanno ridotti i settori ad alta intensità trasportistica (come, ancora una volta, la metallurgia).
  • per i trasporti urbani, vanno del tutto sostituiti gli autobus, molto inquinanti, con i filobus, tenendo conto che i moderni filobus, con accumulatori al litio, non richiedono la rete elettrica nei centri storici, che possono attraversare in totale autonomia, ritornando ad accumulare l’energia necessaria nel momento in cui si ricollegano alla rete.
  • l’uso dell’automobile va quindi drasticamente ridimensionato: l’obiettivo a breve potrebbe essere quello di ridurre l’intensità automobilistica, da record mondiale, presente ad esempio in Lombardia, allineandoci ai Paesi più civili come l’Olanda: si tratterebbe di abbassare le attuali circa 65 automobili ogni 100 lombardi, alle 45 auto ogni 100 olandesi, una riduzione del 30%, evidentemente possibile mantenendo una qualità della vita elevata. Ovviamente ciò è realizzabile se si offrono alternative: un sistema di trasporto pubblico, possibilmente a trazione elettrica, capillarmente diffuso ed efficiente; un sistema di piste ciclabili, capillarmente diffuso e tutelato rispetto al traffico veicolare. La città di Ferrara insegna che la bicicletta può essere padrona della mobilità urbana. Perché Ferrara sì, e le altre città padane no?
  • Ma per scoraggiare l’uso dell’automobile, a partire da quelle più inquinanti, in particolare diesel, vanno adottati anche provvedimenti conseguenti, a breve o medio termine: chiusura dei centri storici alle auto; targhe alterne per tutti i periodi critici; ecopass; forte tassazione, progressiva in ragione della cilindrata, delle auto diesel, in particolare dei SUV; queste risorse potrebbero essere impiegate per incentivare le auto ibride (benzina-elettriche) e le auto elettriche.

Quanto sopra delineato, probabilmente, è l’unico percorso, da monitorare in itinere,  che permetta

alla Pianura Padana di rientrare nei limiti dei 35 giorni di superi, a tutela della salute umana.

Il compito è eccezionalmente impegnativo: si tratta di una sorta di rivoluzione antropologica e

culturale, innanzitutto, che richiede anche una diversa politica e una riconversione produttiva.

La politica padana dovrebbe assumere questo come terreno prioritario di progettazione ed iniziativa,

liberandosi dall’ossessione degli extracomunitari.

Il sistema delle imprese dovrebbe avere la lungimiranza di assecondare creativamente questo

percorso: se alcuni settori saranno necessariamente ridimensionati, altri potranno avere un notevole

sviluppo (le fonti rinnovabili, il recupero dei materiali…).

La ricerca e l’Università potrebbero trovare in questo ambito grandi opportunità di cimentarsi in

un’impresa straordinariamente impegnativa, ma indispensabile per il bene comune.

Brescia 2 febbraio 2016                               Marino Ruzzenenti

Curatore del sito di informazione ambientale    www.ambientebrescia.it