Archivio for aprile, 2017

CELEBRAZIONI DEL 25 APRILE A VIGEVANO: LA REAZIONE DELL’ANPI AL COMMENTO DEL VICE-SINDACO IN MERITO ALL’INTERVENTO DEL RAPPRESENTANTE DELL’ANPI PROVINCIALE, E SULL’ALLONTANAMENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE DALLA CERIMONIA

CELEBRAZIONI DEL 25 APRILE A VIGEVANO: LA REAZIONE DELL’ANPI AL COMMENTO DEL VICE-SINDACO IN MERITO ALL’INTERVENTO DEL RAPPRESENTANTE DELL’ANPI PROVINCIALE, E SULL’ALLONTANAMENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE DALLA CERIMONIA

Condividiamo l’intervento dell’Anpi di Vigevano

CELEBRAZIONI DEL 25 APRILE A VIGEVANO: LA REAZIONE DELL’ANPI AL COMMENTO DEL VICE-SINDACO IN MERITO ALL’INTERVENTO DEL RAPPRESENTANTE DELL’ANPI PROVINCIALE, E SULL’ALLONTANAMENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE DALLA CERIMONIA

Riteniamo doveroso precisare che il richiamo di ANPI all’articolo 10 della Carta Costituzionale altro non è se non un doveroso atto di civiltà e di lealtà alla Repubblica antifascista, nata dalla Resistenza, e che il nostro richiamo ad un approccio solidale alla grande e complessa questione della migrazione è ispirato ai principi di libertà e di dignità dei popoli che in tutta l’Europa combatterono per le libertà e la dignità, contro le dittature fascista e nazista.
Il 25 aprile, ANPI ha doverosamente ricordato nella piazza di Vigevano la vergogna di assistere nelle nostre città e nella città capoluogo, Pavia, a marce para militari di natura fascista, in oltraggio, non solo alla memoria dei combattenti per la libertà, ma in spregio alle norme vigenti e alla nostra Costituzione, intrinsecamente antifascista nei suoi valori e nella sua formulazione.
In linea con la richiesta di Anpi nazionale, unitamente all’Istituto Cervi, chiediamo che lo Stato in ognuna delle sue articolazioni locali mostri limpidamente il suo volto antifascista; fermamente chiediamo che manifestazioni e marce fasciste non abbiano diritto di cittadinanza nelle nostre piazze e che sia loro negato il diritto all’uso di suolo pubblico, che innesca una spirale di reazioni e contro reazioni non ammissibili in un Paese civile e democratico.
Il 25 aprile è il giorno in cui tutti i cittadini democratici, a fianco delle istituzioni repubblicane, salutano la Liberazione e la ritrovata dignità dei popoli europei.
Vigevano non fa eccezione, e per questo consapevolmente e civilmente ci siamo riconosciuti nelle parole del rappresentante di ANPI Provinciale, intese a ripristinare il nesso indissolubile tra antifascismo e democrazia, contro ogni politica xenofoba e razzista che oltraggia il Paese ed offende il nostro presente e la nostra storia.
Il comitato provinciale ANPI chiederà alle istituzioni i motivi dell’allontanamento delle forze dell’ordine dalla cerimonia.

 

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I DIPENDENTI ALITALIA BOCCIANO L’ACCORDO CAPESTRO DI GOVERNO E CGIL CISL UIL. ORA NAZIONALIZZARE E BASTA CON LE SVENDITE

I DIPENDENTI ALITALIA BOCCIANO L’ACCORDO CAPESTRO DI GOVERNO E CGIL CISL UIL. ORA NAZIONALIZZARE E BASTA CON LE SVENDITE

di Giorgio Cremaschi

Grazie alle lavoratrici ed ai lavoratori Alitalia che hanno trovato il coraggio di dire NO all’ennesimo accordo che autorizzava licenziamenti, taglio dei salari, peggioramento delle condizioni di lavoro. Un accordo capestro che massacrava i lavoratori e dava nuovi regali agli sceicchi di Etihad e alle banche. Un accordo indegno dove i lavoratori e lo stato finanziavano i privati che benignamente accettavano di continuare a spolpare l’azienda. Una intesa in linea con tutti gli accordi di resa firmati ovunque da Cgil Cisl Uil in questi anni, sempre giustificati con la falsa retorica dell’assenza di alternative. Ora questi lavoratori hanno detto NO e lo hanno fatto anche a nome delle tante e dei tanti che sinora non sono riusciti a farlo. Merito loro, ma anche di USB e degli altri sindacati di base che hanno rifiutato il ricatto.

Ora il governo vile ed inetto ed i sindacati complici hanno due vie davanti. La prima è di vendicarsi lasciando morire l’azienda. L’altra è quella di percorrere la sola via per salvare azienda e futuro: nazionalizzare senza indennizzi l’Alitalia e farla ripartire grazie alle capacità e all’impegno dei lavoratori. I lavoratori Ilva, quelli di Piombino, di Almaviva e tanti altri sottoposti al ricatto del bere o affogare ora guardano a quelli di Alitalia e al loro no. Che è una buona notizia per tutte e tutti coloro che vogliono interrompere la marcia forzata imposta al lavoro verso la schiavitù.
Ai lavoratori Alitalia dobbiamo dare ora il massimo sostegno e la più estesa solidarietà; e prima di tutto dire grazie per la lezione di dignità che hanno dato al paese in questo 25 aprile.

La Francia dovrà scegliere tra la peste e il colera. Risultato storico del nostro compagno Melenchon

La Francia dovrà scegliere tra la peste e il colera. Risultato storico del nostro compagno Melenchon

di Maurizio Acerbo 

 Il risultato del nostro compagno Jean Luc Melenchon è storico. Il candidato a sinistra del Partito Socialista non aveva mai preso una percentuale così alta. L’entusiasmante campagna di Melenchon dimostra – dopo Grecia, Spagna e Portogallo – che la sinistra antiliberista e anticapitalista in Europa non è condannata al minoritarismo, anzi è l’unica sinistra credibile ormai sulla scena.

Condividendo con Jean Luc Melenchon e i partiti che lo hanno sostenuto la comune appartenenza al Partito della Sinistra Europea e al gruppo parlamentare del GUE/NGL continueremo a lavorare con loro per la costruzione di un’alternativa in Europa.

Il risultato francese ci incoraggia a insistere nella nostra proposta di costruzione di un soggetto unitario della sinistra che abbia però come la campagna di Melenchon un profilo di netta rottura, un programma radicale e un linguaggio chiaro e comprensibile che possa raccogliere un consenso popolare vasto e soprattutto suscitare impegno e militanza. Invitiamo le altre formazioni della sinistra alternativa al PD a mettersi a disposizione perché l’Italia è diventata l’unico paese in Europa dove manca una sinistra antiliberista forte, visibile, popolare.

L’exploit della ‘Francia ribelle’ di Melenchon è l’unico segnale positivo in queste elezioni. Al ballottaggio i francesi dovranno scegliere tra la peste e il colera. Tra la destra xenofoba e fascista e un banchiere liberista sostenuto dal grande capitale finanziario, dalle multinazionali e dalla Confindustria francese.

L’austerità neoliberista provoca la crisi dei partiti che hanno sostenuto le politiche antipopolari e brucia i leader in breve tempo. I socialisti si riducono al minimo storico dopo la disastrosa esperienza del governo Hollande. Ma l’operazione Macron, come quella intorno a Renzi 3 anni fa, mostra che l’egemonia neoliberista è ancora forte e le classi dominanti reinventano continuamente nuovi personaggi da lanciare nello spettacolo.

Ma il risultato di Melenchon, come le lotte contro la Loi Travail, mostra che sulla loro strada incontreranno un’opposizione sociale e politica forte e combattiva.

A Jean Luc Melenchon e alle compagne e ai compagni della Francia ribelle, del PCF, del Parti de gauche il sentito grazie di Rifondazione Comunista per l’impresa eccezionale che rappresenta un segnale di speranza per tutti i popoli europei.

25 aprile 2017

La Liberazione e don Milani

La Liberazione e don Milani

Pubblicato il 24 apr 2017

di Giorgio Riolo

Cari compagni, colgo l’occasione per il 25 aprile e per i prossimi 50 anni dalla pubblicazione di “Lettera a una professoressa” (maggio 1967) e dalla morte di don Lorenzo Milani (26 giugno 1967) per un breve messaggio.
La Resistenza, il movimento partigiano italiano compirono il primo atto, decisivo. Onore e gloria. Ma poi si onorano Resistenza e partigiani e partigiane in carne e ossa con il rispetto e la realizzazione della Costituzione, con un continuo processo di emancipazione, del lavoro, dei diritti civili, della cultura, della democrazia ecc. Con la costruzione insomma di una Nuova Italia, semplicemente. Quindi, il fatto che il Pd non partecipi al 25 aprile a Roma, con la solita, ignobile, accusa di antisemitismo ecc. non è solo vergognoso. È anche l’occasione per dire che i riti, le festività, i cortei, sono importanti (“homo simbolicus”), ma ancor più importanti sono gli atti, sono le politiche concrete che quotidianamente si mettono in campo, per onorare la Resistenza, la Resistenza quotidiana che ognuno/a di noi dovrebbe agire, fare, dai piccoli atti della vita quotidiana alla vita sociale e politica. Il Pd renziano (Jobs Act, Buona Scuola, manomissione Costituzione ecc.) non è proprio nel processo di emancipazione di cui si diceva prima. L’ipocrisia, diceva La Rochefoucauld, è l’omaggio che il vizio rende alla virtù. Pertanto è un bene che partecipino al 25 aprile anche coloro i quali almeno, ipocritamente anche, rendono omaggio alla Resistenza.
Invece, ad maiora, tra i tanti passaggi nella nostra storia, dalla Resistenza in avanti, nel senso della Nuova Italia e con un potente effetto liberatorio, per credenti e per non credenti, una vicenda esemplare è quella di don Lorenzo Milani. Proprio in questi giorni esce la raccolta completa delle sue opere, delle lettere, degli scritti vari. Finalmente un papa gli ha reso onore. Papa Francesco non solo lo ha letto, sulla scorta del suo confratello gesuita, la buonanima del Cardinale Martini, ma alla presentazione dell’opera nei giorni scorsi a Milano ha inviato un messaggio video. Piccolo riscatto per il prete scomodo, dalle gerarchie in vario modo perseguitato.
Vorrei condividere con voi riproponendo una nota introduttiva in preparazione all’incontro del luglio 2012 dedicato a don Milani e alla “Lettera a una professoressa”. Chi vuole e ha tempo può ascoltare la registrazione in formato mp3 dell’incontro in http://www.giorgioriolo.it/invito-alla-lettura2011-2012.html (nella pagina che compare è l’ultimo incontro, in basso).
Infine a Vigevano si svolgeranno incontri vari entro la “Scuola di cultura e politica Rosa Luxemburg”. In allegato i primi tre incontri, tra i quali a giugno uno dedicato proprio a don Milani. Vi allego il programma per vostra conoscenza.

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Programma Anpi di Mortara per il 25 aprile

Programma Anpi di Mortara per il 25 aprile

img_6093-3Piero Rusconi Segretario dell’Anpi di Mortara18056002_10211084987272879_4660309252673118444_o

Buon 25 aprile, amici!

Vogliamo raccontare con la musica e le parole quello che Gramsci una volta diceva chiedendo di non essere indifferenti alla guerra che rinasce prima ancora che nei campi di battaglia, dentro ai nostri cuori. Al razzismo che ci fa avere paura del mondo , alla nostra voglia di dire solo io e non noi sperando in questo modo di vivere una vita buona.

Questo lo faremo domani nel giorno della Liberazione con gli amici di Esteban. Ci saranno i Gandaranda e il violino di Franco che regalerà nel vento di un giorno pieno di sprazzi di sole e di nuvole voglia di meraviglia, ci sarà Piero dell’Anpi che per una vita ha insegnato ai ragazzi l’importanza della storia e della resistenza. Ci sarà Stefano che in bicicletta porterà poi tutti coloro che lo desiderano alla lapide del partigiano Aspesi con la voglia matta poi di trovare un marmista e un muratore in questa città che restaurino gratis un simbolo forte di un ragazzo ventenne che ha dato la vita per un ideale di libertà.

Ci sarà la marea umana del 25 pomeriggio a Milano, folla colorata che parla di una Lombadia che crede nella pace e nella democrazia, che scaccia le nuove destre fasciste che anche a Mortara cercano di porre presidi di intolleranza.

Ci sarà il concerto folk di Pavia. Soprattutto ci sarete voi e con i vostri occhi e con la vostra voglia di non essere indifferenti costruirete un argine al peggio che sta inondando il mondo.

Per questo volevo ringraziarvi da ora, come associazione del Villaggio ,per la vostra scelta di uscire di casa alla buon’ora in un giorno di festa, per dimostrare a questa terra che tanto ha pianto e creato bellezza durante gli anni bui del fascismo che i vostri partigiani non li avete dimenticati, che sapete regalare e lastricare completamente Piazza del Municipio con tutta la vostra tenerezza e la vostra
nonviolenza.

Per dire come un tempo diceva Gramsci, io non sono indifferente, io odio gli indifferenti.

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Contro la guerra facciamo vincere la pace

Contro la guerra facciamo vincere la pace

A tutti/e lo forze sociali amanti della pace e contrari ad ogni guerra

 rivolgiamo il presente invito ai/alle referenti delle associazioni attive nei campi della cultura e della solidarietà  iscritti nei registri dei principali comuni della provincia di Pavia, nonché gruppi e movimenti politici pacifisti e Comitati che si occupano di tutela dell’ambiente e della salute.

Desideriamo promuovere in provincia di Pavia una intensa e articolata campagna contro la guerra e a favore della pace. Insieme a tutte-i voi, coinvolgendo e mobilitando tutte le persone impegnate nelle cause più nobili e che ogni giorno dimostrano con le pratiche la loro aderenza alla esortazione  “restiamo umani”.

L’idea è quella costruire un ‘Tavolo per la Pace’ attivare una iniziativa provinciale e proseguire poi con singoli dibattiti, incontri, proiezioni ecc. nei principali centri del territorio.

A tale scopo alleghiamo un appello base al quale Vi chiediamo di aderire possibilmente entro una settimana, confermando con mail di risposta ‘a tutti’ a questo gruppo.

Organizzeremo quindi un incontro, nei giro di una decina di giorni, fra tutte-i coloro che avranno risposto positivamente, per concordare  un programma da presentare anche in una conferenza stampa.

Abbiamo ritenuto di muoverci direttamente come forze politiche già fortemente impegnate per la piena attuazione della Costituzione Italiana, a partire dall’art. 11.

Un cordiale saluto

POSSIBILE – Pavia e provincia – Comitato 100 passi :  Roberta Valmachino

Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, PV :  Piero Rusconi

SI Sinistra Italiana, circoli pavesi :  Marcello Modini

 Contro la guerra facciamo vincere la pace

In molti parti del nostro globo, sempre più forti suonano le trombe che chiamano alla guerra. Siria, Ucraina e Corea del Nord non sono che gli ultimi focolai di una guerra, che come ci ricorda Papa Francesco, non sono che una parte della terza guerra mondiale che è già in atto.

Forte è la campagna mediatica (non sempre sincera come ci insegna la storia anche recente) che ci vuole tutti” arruolati “sotto le bandiere dell’odio e del disprezzo per gli altri, funzionale a costruire “il nemico” che ci minaccia e che quindi deve essere distrutto. Terribile e falso è il messaggio secondo cui si porta democrazia e sicurezza e usando le armi. Le guerre non sono mai state la soluzione dei problemi, anzi ne hanno sempre creati di nuovi, come ci insegnano quelle di ieri in Iraq e in Libia ecc, come ci dimostra oggi la guerra in Siria. Solo con la pace, con il dialogo e la cooperazione si possono superare le controversie internazionali.

Basta con la doppia “verità”: quella delle dichiarazioni pronunciate nel corso delle cerimonie del 60°della costruzione dell’Europa che parlano della pace, del ripudio della guerra e delle armi e poi si partecipa a tutte le guerre in maniera diretta o indiretta.

Siamo scandalizzati dalle prese di posizione del nostro Governo che si arruola immediatamente dalla parte di Trump dichiarando “ ad un atto di guerra non si può che rispondere con un atto di guerra, certo ciò non deve significare un’escalation….” Che vergogna questa sudditanza a Nato e USA.!!

Eppure, secondo quanto previsto dallo Statuto dell’ONU, gli Stati Membri convengono di risolvere le proprie controversie con mezzi pacifici e di evitare di minacciare gli altri Stati o di usare la forza contro di loro.

 Non facciamoci coinvolgere in guerra!

·         Facciamo sentire la nostra voce a favore  della giustizia e della convivenza pacifica.

·         Indigniamoci per l’uso dell’ Italia come base strategica per la guerra.

·         Applichiamo l’articolo 11 della nostra Costituzione che ripudia la guerra, esigiamo il rispetto del diritto internazionale, 

·         Riaffidiamo all’ONU il ruolo centrale di mantenere la pace e la sicurezza mondiale e non consentiamo che il suo ruolo sia scippato dalla NATO, ormai pura alleanza atomica offensiva a comando Usa, a cui l’Europa ha delegato supinamente la propria politica di sicurezza.

 Facciamo nostro l’appello pronunciato da Papa Francesco, il 1 gennaio 2017 in occasione della Giornata Mondiale per la pace :“Rivolgo un appello in favore del disarmo, nonché della proibizione e 

dell’abolizione delle armi nucleari: la deterrenza nucleare e la minaccia della distruzione reciproca assicurata non possono  fondare questo tipo di etica”.   

 Costruiamo anche nella nostra provincia iniziative contro le guerre per la pace tra i popoli

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25 aprile, Acerbo: «Orfini come Salvini. Solidarietà all’Anpi»

25 aprile, Acerbo: «Orfini come Salvini. Solidarietà all’Anpi»

Rifondazione Comunista parteciperà a Roma come a Milano a tutte le manifestazione convocate dall’ANPI per il 25 aprile – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea -.
Esprimiamo la nostra solidarietà all’ANPI oggetto di attacchi e polemiche strumentali.

Gli insulti di Salvini non ci stupiscono, essendo la sua propaganda xenofoba e razzista manifestazione evidente del suo legame con quei regimi e quelle ideologie nazifasciste che i partigiani combatterono con le armi in pugno.

Desolante che anche Orfini si dedichi alla delegittimazione dell’ANPI come d’altronde il PD fa da tempo, facendo scelte politiche che lo pongono in contrasto con i principi e i valori della Costituzione.

Il 25 aprile tutte e tutti gli antifascisti hanno il diritto di manifestare: la comunità ebraica come chi è solidale con il popolo palestinese.
Con la stessa determinazione con cui combattiamo ogni forma di razzismo e di antisemitismo ci battiamo per il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese e per la pace in Medio Oriente».

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Elezioni a Mortara: Rifondazione Comunista si presenta

Elezioni a Mortara: Rifondazione Comunista si presenta

Lenin Moreno, il nuovo presidente dell’Ecuador, ringrazia Rifondazione Comunista

Lenin Moreno, il nuovo presidente dell’Ecuador, ringrazia Rifondazione Comunista

Pubblichiamo la nota che ci ha inviato dall’Ecuador il compagno Lenin Moreno, nuovo Presidente della Repubblica. Rinnoviamo i nostri auguri di buon lavoro al compagno Presidente.

Quito, 12 aprile 2017

Al Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

 

Cari compagni,

Vi ringrazio profondamente per il vostro appoggio alla mia candidatura e per la vostra lettera di auguri dopo la mia vittoria elettorale dello scorso 2 aprile, che mi ha fatto diventare Presidente eletto della Repubblica del Ecuador.

Il mio governo, che inizierà formalmente il prossimo 24 maggio, sarà quello del consolidamento di tutti gli obiettivi raggiunti negli ultimi 10 anni dal processo della Revoluciòn Ciudadana che fino ad oggi ha condotto il nostro compagno Presidente, Rafael Correa. La lotta contro la povertà, contro la corruzione e per un Ecuador più includente, più giusto e più solidale saranno le principali sfide che sicuramente affronterò con successo, una volta che acceda al governo dell’Ecuador.

Ricambio l’appoggio che mi ha dato il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. Grazie alla vostra decisa collaborazione militante, potremo sostenere e consolidare il nostro processo in Ecuador e trasformarlo in un riferimento a livello latino-americano e globale in quanto alla costruzione di un modello di sviluppo egualitario e di pieno rispetto dei diritti umani.

 

Saluti affettuosi

Lenin Moreno Garcés

Presidente eletto della Repubblica del Ecuador 

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Paolo Cattaneo: lettera aperta alla Provincia Pavese

Paolo Cattaneo: lettera aperta alla Provincia Pavese

Gentile redazione,
appare francamente incredibile la notizia apparsa sulla Provincia Pavese che il commissario prefettizio abbia proibito un banchetto all’ANPI in occasione della manifestazione del 25 Aprile.
Il commissario si trincera dietro il solito schermo burocratico di autorizzazioni per negare il banchetto.
Sembra, e temo che sia proprio così, che le sfugga completamente il nesso tra la festa delle Liberazione e l’ANPI che della memoria della lotta di liberazione ne è la custode.
Sembra la stessa logica perversa che ha portato alla prefetta alle scelte scellerate del 5 Novembre a Pavia di autorizzare il corteo fascista e di caricare gli antifascisti.
Nell’articolo si paventano contestazioni dall'”estrema sinistra”.
La ridicola espressione già denota la volontà di ghettizzare chi è in disaccordo con la scelta del commissario: l’eterna teoria degli opposti estremismi con le istituzioni a presidiare saldamente il centro.
Auspichiamo che contestazioni vengano numerose da tutti gli antifascisti senza eccezione.

Paolo Cattaneo

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In memoria di Vittorio Arrigoni

In memoria di Vittorio Arrigoni

Pubblicato il 15 apr 2017

di Giovanni e Alfredo Tradardi

 Vik Utopia ci ha lasciato sei anni fa.  

         Ma abbiamo ancora bisogno di raccoglimento e di riflessione, di proseguire quel lungo, interminabile minuto di silenzio, rotto, o interrotto, da parole di verità, di condivisione e di commozione, iniziato il 15 aprile 2011.

        Ibrahim Nasrallah, tra i più noti poeti palestinesi, è uno dei primi ad aver sentito questa esigenza. Ha scritto per Vittorio, Hanno ucciso tutti, una poesia scandita tre volte dalle parole Per te sia buono il mattino.  

         Vittorio aveva compiuto un atto autentico di “eresia”, separandosi da questo stato di cose, da questa società, che anche in occasione della sua scomparsa è stata capace di urlare tutto il suo cinismo e di mostrare tutta la sua ipocrisia.

         Un atto di “eresia” che conteneva in sé, per la sua radicalità, anche questo esito tragico.

Una scelta compiuta serenamente e all’inizio quasi in silenzio.

         Ma quando è giunto il momento della parola necessaria, Vittorio ha scritto i 19 articoli pubblicati da il Manifesto durante l’operazione Piombo fuso, raccolti poisuccessivamente in Gaza Restiamo umani.

         Gaza. Restiamo umani rimarrà il nostro breviario laico, laico ma pervaso da una religiosità autentica. Tradotto in tedesco, in inglese e in spagnolo ha meritato una prefazione di Ilan Pappé, lo storico israeliano autore de La pulizia etnica della Palestina.

         Vittorio è stato un non-eroe, mite e positivo, che ha percorso ogni angolo della Striscia di Gaza con la sua umanità, densa e intensa. Non è stato un “cooperante”, come qualcuno ha scritto, e anche il termine “pacifista” sembra per lui assai riduttivo.

         Vittorio è stato un attivista, un attivista in difesa dei diritti umani, dalla parte dei mondi offesi, dalla parte degli oppressi, dalla parte dei deboli, praticando la nonviolenza, la non menzogna e la non collaborazione.

         I tre comandamenti delle minoranze etiche ed eretiche le quali, di fronte alla miseria della politica e della non cultura, devono necessariamente esprimere una radicalità, devono collocarsi “quasi ai margini”“luogo difficile da frequentare, soglia scabrosa che richiede una rigorosa e continua vigilanza morale”.

E chi meglio di Vittorio ha rappresentato l’attore terzo1,  la voce che si alza, nel deserto e dal deserto, tra gli oppressi e gli oppressori?

1  A Eschilo si deve l’introduzione nella tragedia greca del secondo attore, a Sofocle del terzo.

Ivrea, 15 aprile 2017

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L19, sostieni Rifondazione. Fai una scelta di classe

L19, sostieni Rifondazione. Fai una scelta di classe

L19, sostieni Rifondazione. Fai una scelta di classe

Pubblicato il 18 apr 2017

Alle/ai Componenti il CPN e CNG
Alle/ai Segretarie/i e Tesoriere/i Regionali e di Federazione
Care compagne e cari compagni,
il nostro Partito è stato ammesso anche quest’anno ai benefici previsti dalla legge 13/2014.
In occasione della prossima presentazione della dichiarazione dei redditi sarà possibile:
– usufruire delle detrazioni fiscali per le “erogazioni liberali” (per importi superiori ai 30 euro complessivi) effettuate nel 2016 in favore del nostro partito;
– destinare il “2 per mille” in favore del PRC-SE utilizzando il codice L 19 (come gli scorsi anni) nella compilazione del 730, Unico, ecc. (si può destinare il “2 per mille” in favore del PRC-SE anche se esonerati dall’obbligo di presentazione della denuncia dei redditi consegnando apposita scheda)
E’ disponibile presso la Direzione nazionale il materiale (bigliettini e locandine) necessario per sostenere la campagna in favore della sottoscrizione del “2 per mille” in favore del PRC-SE (va richiesto ai rispettivi regionali o inviando una mail a organizzazione.prc@rifondazione.it).
Sul sito nazionale www.rifondazione.it trovate e potete consultare le norme generali, la documentazione e le informazioni in materia.
Da subito è bene far circolare le informazioni relative al codice L 19 a noi assegnato per il “2 per mille” ed attivarsi per migliorare il risultato ottenuto in precedenza, aumentare le indicazioni in favore del PRC-SE, facendo di questa campagna una occasione per sostenere concretamente le nostra idee, le nostre proposte , le nostre iniziative di lotta sia a livello nazionale che nei territori.
Buon lavoro a tutte/i!
Il Tesoriere nazionale PRC-SE

Turchia: Italia e Unione Europea non riconoscano legittimità referendum. La vittoria di Erdogan è una farsa antidemocratica.

Turchia: Italia e Unione Europea non riconoscano legittimità referendum.  La vittoria di Erdogan è una farsa antidemocratica.

Pubblicato il 16 apr 2017

Nonostante il monopolio dei media, l’incarcerazione di decine di migliaia di oppositori, l’impossibilità per le opposizioni di fare campagna per il No Erdogan riesce a vincere solo per un soffio e solo attraverso i brogli. 
Dal voto esce un paese diviso in due e in cui nelle grandi città, Istanbul, Ankara e Smirne, come nelle regioni curde ha prevalso il no. 
 Le opposizioni contestano la validità di almeno 2,5 milioni di voti e irregolarità in 2/3 dei seggi. Già si annunciano ricorsi per brogli ed è da notare come fra coloro che hanno avuto la possibilità di votare in carcere, l’80% ha espresso la propria contrarietà ai cambiamenti costituzionali. 
La vittoria di Erdogan è una farsa antidemocratica.

Sono 18 gli emendamenti modificati in base all’esito del referendum Abolita la carica di Primo Ministro eletto dal parlamento, si passa ad un presidenzialismo privo di fatto di ogni forma di bilanciamento dei poteri. Sul presidente della Repubblica, eletto ogni 5 anni insieme al parlamento si assommano gran parte dei poteri: proporre leggi, definire il bilancio dello Stato, comandare l’esercito, nominare non solo vice presidenti e ministri che possono essere destituiti in qualsiasi momento ma anche i generali, il direttore dei servizi segreti, i rettori universitari e altri importanti incarichi amministrativi e giudiziari. Il Presidente potrà nominare 12 su 15 membri della Corte Costituzionale e 4 su 13 del Consiglio dei Magistrati e dei Pubblici ministeri, (7 saranno di nomina parlamentare e 2 saranno il ministro e il sottosegretario della Giustizia, quindi entrambi nominati dal Presidente). Il presidente in carica Erdogan potrebbe governare per altri 17 anni, tenendo conto che è già al potere dal 2002, ma si ritroverà a dover gestire un paese non pacificato nonostante le dure ondate repressive. 
L’Unione Europea non può far finta di niente: ha come partner un regime dittatoriale che è membro della NATO e del Consiglio d’Europa. 
L’Italia e e gli altri governi dell’Unione Europea non riconoscano legittimità del referendum e non tradiscano le forze che si battono per la democrazia in Turchia.

Come Rifondazione Comunista la vittoria di Erdogan è un ulteriore passo verso il baratro. Un regime guerrafondaio che già interviene in Siria e Iraq, che reprime le minoranze, a partire da quella curda e ogni forma di dissidenza interna, religiosa, politica, intellettuale non può essere considerato democratico. 
Nel ribadire la nostra ferma condanna dell’accordo siglato fra UE e Turchia nel marzo 2016 che trasforma il paese in un carcere a cielo aperto, torniamo a chiedere la liberazione di tutti i detenuti politici a partire dai parlamentari dell’HDP e esprimiamo la nostra solidarietà ribadiamo la nostra solidarietà 
 a tutte le vittime di repressione, al mondo laico e progressista che sta resistendo all’oscurantismo religioso e nazionalista. 
I dati del voto per il NO nelle città curde martoriate dall’esercito turco con migliaia di morti mostrano il coraggio di un popolo a cui nel corso degli anni il PKK ha dato voce e un progetto di liberazione.

Soltanto la liberazione del presidente Ocalan e l’apertura di un dialogo sulle sue proposte di confederalismo democratico può aprire la strada a un processo che garantisca pace e democrazia in Turchia e nei paesi vicini.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista

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Lettera alla città di Mortara

Lettera alla città di Mortara

Lettera alla città di Mortara

Ci sono città tristi chiuse nel loro dolore, incapaci di guardare l’orizzonte, incapaci di buttare il cuore oltre l’ostacolo. Mortara negli ultimi anni, a mio modo di vedere è diventata un po’ così, cioè un po’ triste, accartocciata su se stessa. La crisi del lavoro che ha portato via quasi tutte le unità produttive, la nostra gente diventata sempre più carica di anni e di ricordi, l’incapacità in un mondo sempre più complicato di vivere grandi sogni. Tutto questo l’hanno trasformata e sprofondata nella mediocrità. Parlo del governo della città , non certo della bellezza dei luoghi e dei paesaggi interiori di tanti dei suoi abitanti che cercano ogni giorno di stringere relazioni, solidarietà, meraviglia.

Un città decadente Mortara , chiusa, asserragliata, condannata dal fatto di essere città di pendolari, invisibile la sera, poco attrattiva per i giovani e per i creativi, nulla insomma a che vedere simbolicamente con le città invisibili di cui parla Italo Calvino. Anche in queste elezioni comunali dove si presentano alla città mille liste spesso nate all’ improvviso come funghi dopo una notte di pioggia, io non riesco proprio a leggere nei vari progetti e programmi elettorali l’idea di una nuova città, una proiezione di un idea di città possibile e migliore, una Mortara al 2030 o al 2050.

La fotografia dell’esistente parla di un ambiente naturale sempre più depauperato ed inquinato, infangato da lobby e catene di affaristi senza scrupoli, nessun progetto per costruire comunità solidali ovvero una città sicura ma in cui ci sia confronto ed integrazione tra autoctoni e migranti.

Mortara è la città del consumo e dei supermercati che si fanno concorrenza feroce con la loro pubblicità quotidiana, incapace di offrire un progetto culturale alto, incapace di dare valore e forza ad un mondo del volontariato ben strutturato, forte e significativo. Trasporto pubblico e treni in particolare sono diventati un mondo di caos, ma in questo caso a differenza di ciò che diceva Nietzsche, incapace di generare una stella danzante.

E pensare che la Lomellina racchiude dentro il suo scrigno magico una prospettiva di elaborazione di cultura materiale ed immateriale, di bellezza naturale enorme. Penso alla Via Francigena, un fortuna che abbiamo sotto gli occhi e che nessuno ha voglia di raccontare, studiare, far diventare un volano di turismo slow. Forma di turismo sempre più apprezzato e richiesto in Europa.

La lista della spesa di ciò che non funziona purtroppo non termina qui, non vi è nessuna idea per promuovere incontro e partecipazione che non sia in modalità “a pioggia”. Dunque occasionale, nessun interesse per le periferie, per i nuovi bisogni emergenti delle persone che Mortara la abitano, nessuna voglia di inventare un nuovo welfare pubblico capace di unire risposte assistenziali e progetti generativi.

È come se il grande dibattito che vive altrove sui temi della modernità, dell’ innovazione, dei social media, delle sperimentazioni di sviluppi alternativi, di nuovi stili di vita, di diritti civili, di beni comuni, di bilanci partecipati,di mobilità sostenibile, di lotta alla mafia non interessi per nulla. Così sempre più spesso i nostri figli portano i loro studi e il loro ingegno altrove, a favorire altri territori.

A queste elezioni la mia lista di riferimento, da molti lustri ormai è Rifondazione Comunista. È una lista che trabocca di idee, di nuovo, di apertura, il mio candidato sindaco Giuseppe Abbà ha dimostrato in passato e per diverse legislature onestà, lealtà e solidarietà nell’arte del governo della città. In particolare una capacità di ascolto rara verso la gente e di attenzione verso chi più ha bisogno di relazione. Per questo sarò con lui, sarò con lui nella sua lista per quel coraggio, serenità, forza e consapevolezza che ha dimostrato in passato nel governo della cosa pubblica.

Sarò con lui per quel suo coraggio nell’ affrontare temi scomodi, senza arretrare mai da un obiettivo, da un idea, per la sua capacità di ascolto e di attenzione soprattutto verso la gente comune, per quella sua caratteristica di non perdere mai nemmeno un secondo per inseguire applausi o per creare clientele e tutto il tempo invece per pensare ad una agricoltura senza fanghi, ad un ambiente carico di salute e di bellezza, a come immettere sul mercato case popolari, a come creare nuovo welfare per vecchi e nuovi bisogni .

In lista tra tante brave compagne e compagni sono onorato di esserci anch’io.

Gentile amico che mi leggi o ascolti ora tramite i social devi sapere che per come è il sistema elettorale, comunque vada Rifondazione non avrà tante possibilità di arrivare in consiglio comunale. Un voto inutile? Assolutamente no, se ci sceglierai sappi in anticipo che il tuo voto non sarà un sasso gettato nella pozzanghera.

Il tuo sostegno vivrà e si farà udire con voce forte e chiara ogni giorno, ci darà gambe e forza al mercato locale , sui giornali, nelle piazze, sui social media, ci darà forza ed energia per raccontare con ancora più entusiasmo il nostro progetto e il nostro sogno.
In particolare io penso ci siano alcuni punti non trascurabili dove investire competenze e risorse pubbliche. Ecco i primi cinque.

– Valorizzare il mondo del volontariato locale, perché non può essere solo una stampella per colmare i buchi sociali di una città sempre in bolletta. Il volontariato anticipa i bisogni, crea comunità, dà risposte partecipate. Insomma è la ricchezza maggiore di questo territorio. Per questo bisogna dargli forza, risorse, professionalità, rete, prospettiva, futuro.

– Una città è bella se è capace di sviluppare incontro interculturale, se sa accettare, riconoscere, far dialogare le differenze, se è capace di creare un nuovo destino comune. Una città sicura è una città capace di favorire l’ incontro , lo scambio, il riconoscimento reciproco. Capace di creare ponti e non solo slogan rabbiosi. Dunque una nuova politica di integrazione per i migranti che vivono in città.

– Con la cultura non si mangia diceva un nostro ministro qualche anno fa a corto di cuore e di intelligenza. In Lomellina abbiamo un patrimonio di cultura materiale e immateriale enorme. Lo sotterriamo , non lo teniamo in considerazione. Perdiamo occasioni preziose. Ci sono territori in questo nostro paese e all’estero capaci di valorizzare le proprie conoscenze e la propria arte, trarne ricchezza e immagine. Penso Via Francigena che attraversa Mortara, a cosa potrebbe creare come forma di turismo lento e non se la si pensasse solo come ad una rottura di scatole.

– A Mortara esiste una grande sacca di emarginazione, povertà non solo materiale, di solitudine. La felicità lo sappiamo è un bene pubblico, o è di tutti o non è . Mi chiedo se sia possibile inventare nuove politiche attive e nuove aggregazioni come si sperimentano del resto in tanti comuni virtuosi, perché la gente sia e viva un po’ meno sola. È possibile e non è difficile: ci sono reti istituzionali che promuovono nuova generatività sociale. Perché io credo che sia la qualità della vita che appaga le persone che abitano i luoghi e che attrae i turisti che li visitano, è l’autenticità delle relazioni e dei prodotti che crea nuovi modelli di sviluppo locale e turistico.
È la bellezza, con la diversità e la tipicità, gli stili di vita più semplici e naturali che accrescono il desiderio di riappropriarsi di ritmi, luoghi, sapori ed emozioni, che rafforzano la qualità dei territori e spingono ad andare oltre e creare nuove reti di relazioni. 
È la sicurezza dei luoghi che deriva dal rispetto della natura e della loro storia che rafforza comunità locali e reti economiche. Dunque la proposta è quella di aprire cantieri di lavoro in questa direzione.

– Infine agire su Area Vasta perché abbiamo notato e con noi almeno trenta associazioni ambientaliste del territorio e tutto questo ci preoccupa, un ’aumento dei reati sul nostro territorio in tutti i settori e in particolare in quello dei rifiuti come riscontrato anche recentemente da Arpa e Magistratura nella pratica di spargimento di fanghi, derivati dalla depurazione urbana e industriale, nei campi dove si producono cereali per l’alimentazione umana. Non possiamo inoltre non restare indifferenti di fronte ai dati, pubblicati dalle varie agenzie e riportati dalla stampa locale che evidenziano l’ampia diffusione di gravi patologie in percentuali molto superiori rispetto ad altri territori della nostra Regione.

Siamo per questo giustamente allarmati dal ripetersi di fenomeni di illegalità diffusa. La sensazione che abbiamo come cittadini è che anche i nostri amministratori comunali non possiedano efficaci strumenti di prevenzione, di controllo e di contrasto. Basti pensare che non esiste nella nostra provincia una fotografia del fenomeno illegale e /o mafioso del territorio e non ci risulta la messa in campo di strumenti di prevenzione attiva e di analisi.
Per questi motivi chiediamo la creazione di un Osservatorio per la Legalità così come ne esistono in altri comuni e province italiani. Un tavolo di lavoro aperto anche alle associazioni ambientaliste e a tutte le associazioni di categoria da quelle agricole a quelle artigianali, commerciali e imprenditoriali, portatrici di interessi diffusi. Uno spazio di confronto e di discussione permanente, collegato con centri di ricerca
universitari, con la Prefettura, con gli enti istituzionalmente preposti al controllo della legalità. Un organismo capace di produrre periodicamente un’informazione capillare, che sappia leggere e contrastare i fenomeni criminosi prima che essi accadano. Un osservatorio attivo anche nella promozione della legalità nelle scuole. In sostanza uno strumento capace di alzare antenne sensibili per osteggiare infiltrazioni sul nostro territorio della criminalità organizzata.

Termino questo lungo post dicendo che le lezioni amministrative sono anche una buona occasione per dibattere tutti insieme sui destini di una città. La parola deve tornare ai cittadini non essere lasciata solo alle segreterie dei partiti, il dibattito deve spostarsi oltre la cacca dei cani nelle strade e trovare idee nuove per una comunità che vuole ritrovare e aprire nuovi futuri.

La rete permette possibilità enormi in questa direzione. Usiamola.

ADRIANO ARLENGHI

Anpi Pavia: lettera aperta all’Onorevole Rognoni

Anpi Pavia: lettera aperta all’Onorevole Rognoni

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

Circolo Onorina Pesce Brambilla

Sez. Giuseppe Pinelli Borgo Ticino

Ente morale D.L. n. 224 del 5 aprile 194

 

Il comune di Pavia ha reso noto che Virginio Rognoni sarà l’oratore delle celebrazioni cittadine in occasione del prossimo 25 aprile. Va anzitutto detto, per trasparenza e onestà intellettuale, che queste sezioni ANPI avevano formulato al Sindaco De paoli la proposta di affidare l’orazione alla combattente partigiana Lidia Menapace, già relatrice l’anno scorso a Pavia di un’appassionata e partecipatissima conferenza tenuta alla festa locale della nostra associazione.

Dopo un primo informale consenso del sindaco a tale proposta, la scelta del comune s’è infine indirizzata all’On. Rognoni. L’ex ministro dc ed ex presidente del Consiglio superiore della magistratura ha molte volte fatto vanto della cultura antifascista in cui egli è cresciuto, e ha rivendicato il suo impegno giovanile nelle formazioni cattoliche avverse al regime (si veda ad esempio l’intervista pubblicata da questo giornale in data 5 agosto 2014).

Né di certo sfugge a Rognoni, da sempre attento osservatore delle dinamiche pavesi, che il tema dell’antifascismo in quest’ultimo anno ha finalmente occupato una posizione centrale nella vita politica della città.

La grande manifestazione dello scorso 13 novembre ha mostrato la capacità aggregativa del paradigma antifascista. Le cinquecento persone scese in piazza quel giorno hanno risposto spontaneamente e in massa alla parata neofascista che la sera del sabato precedente, 5 novembre,  ha sfilato per il centro.

Quelle 500 persone hanno chiesto a gran voce che il consiglio comunale riprendesse la discussione sui regolamenti antifascisti, per lungo tempo congelata, dopo l’approvazione nel 2015 dell’ordine del giorno in materia.

Ancora non ci è noto il testo delle modifiche regolamentari che nei giorni scorsi la giunta ha deliberato di sottoporre al consiglio comunale, alla cui stesura abbiamo contribuito dando impulso al dibattito emettendo a disposizione le nostre competenze tecniche.

Quelle cinquecento persone hanno anche espresso una critica alla gestione dell’ordine pubblico che ha caratterizzato il 5 novembre e le giornate immediatamente precedenti: una gestione che l’ANPI ha dichiarato a più riprese – e ribadisce anche in questa sede – essere stata non razionale e foriera di pericoli.

Noi riteniamo che su tutto ciò l’orazione del 25 aprile debba non tacere, e avere il coraggio dell’attualità.

Da Virginio Rognoni ci aspettiamo le parole del testimone e del partecipe agli eventi storici che sono la condizione d’esistenza del 25 aprile, il primo che Pavia celebra dopo la morte di uno dei suoi liberatori, il comandante Maino.

Ma a lui chiediamo anche d’esprimersi in una condanna della presenza neofascista in città; una condanna circostanziata, che citi i fatti e faccia i nomi: e dunque che chiami direttamente in causa l’associazione “Recordari” e le sue sfilate nere nei luoghi intitolati alla memoria di Ferruccio Ghinaglia; una condanna che non ometta la menzione della repressione subita il 5 novembre 2016 dagli antifascisti, inammissibile nei modi e nelle ragioni: il presidente di una sezione ANPI, e con lui molte persone presenti quella sera, si trova ora ad essere indagato con gravi contestazioni provvisorie, tra cui l’istigazione a delinquere e a disobbedire alle leggi, per una protesta che ha assunto la forma della disobbedienza civile.

Lo chiediamo al Professor Rognoni, conoscitore delle forme e delle strutture del diritto.

Le libertà di manifestazione e di parola hanno dei limiti, che si radicano nella discriminante antifascista costituzionalmente e legalmente sancita.

I neofascisti, che con il loro vittimismo consueto rivendicano la conformità alle regole delle loro azioni e dimostrazioni, si vestono d’un legalitarismo di superficie, ma l’antigiuridicità del loro agire risiede in una prassi discriminatoria e frequentemente violenta, che nessuna idea potrà mai giustificare.

Chiediamo di poter incontrare Virginio Rognoni, per esprimergli il nostro punto di vista su fatti così dirimenti per la vita civile e politica di Pavia, che ci hanno visti testimoni e protagonisti.

 

Il comitato delle sezioni ANPI Pavia Centro – Onorina Pesce Brambilla e Borgo Ticino – Giuseppe Pinelli

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Pavia: evento il 21 aprile in memoria di Ferruccio Chinaglia

Pavia: evento il 21 aprile in memoria di Ferruccio Chinaglia

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Un messaggio di Davide Rosci dal carcere di Teramo

Un messaggio di Davide Rosci dal carcere di Teramo

Un messaggio di Davide Rosci dal carcere di Teramo

Saluto con gioia e tanta speranza la nomina a segretario nazionale di Rifondazione Comunista del compagno Maurizio Acerbo, un abruzzese battagliero come me. Questo è un chiaro segnale di cambiamento e Maurizio, con la sua storia fatta di impegno, militanza e coerenza non può che far bene. Veniamo da un periodo di stallo, nella quale è venuta meno una certa spinta, un periodo caratterizzato da un’ insensata lotta fratricida che ha portato il partito lontano dai cittadini. Il mio augurio è che tutte le persone di buona volontà si stringano attorno a questo bravo compagno in modo da ridare a tutti Noi un partito forte e che non abbia paura del futuro. Che la stella di Lenin ti indichi la via.

Auguri compagno e fratello segretario

Davide Rosci

…………………..

Ricordiamo che il compagno Davide Rosci è detenuto nel carcere di Teramo, per un’ingiusta condanna definitiva a 6 anni inflitta sulla base di quel residuo del codice fascista che è il reato di “devastazione e saccheggio”. Davide è stato condannato sulla base di una foto nella quale lo si vedeva sorridere nei pressi di un blindato in fiamme dopo gli scontri del 15 ottobre 2011 a Roma. Quel giorno in piazza c’erano decine di migliaia di persone.

Invitiamo a scrivere e a inviare libri a Davide Rosci – Casa Circondariale di Teramo, Località Castrogno, 64100 Teramo.

Vi invitiamo a scrivere mettendo nella busta anche i francobolli necessari a Davide per rispondere.

davide-rosci-ppp

Ti auguro tempo

Ti auguro tempo

L’Associazione La Conta augura a voi tutti Buona Pasqua 2017 e che sia
pace!!!!
TI AUGURO TEMPO

Non ti auguro un dono qualsiasi,

Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.

Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;

se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,

non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,

ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,

ti auguro tempo perché te ne resti:

tempo per stupirti e tempo per fidarti

e non soltanto per guardarlo sull’orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle

e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.

Non ha più senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso,

per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.

Ti auguro tempo anche per perdonare.

Ti auguro di avere tempo,

tempo per la vita.

Poesia di Elli Michler – Würzburg, 12 febbraio 1923 – Heilbronn, 18 novembre
2014

Ciao,

Associazione la Conta – Milano

pace

Vigevano: programma per il 25 aprile 2017 – 72° Anniversario della Liberazione

Vigevano: programma per il 25 aprile 2017 – 72° Anniversario della Liberazione

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Succede alla Sevel di Atessa, la più grande fabbrica Fca in Italia. Un operaio sviene e il capetto ordina di proseguire il lavoro. Sciopero della Fiom

Succede alla Sevel di Atessa, la più grande fabbrica Fca in Italia. Un operaio sviene e il capetto ordina di proseguire il lavoro. Sciopero della Fiom

Succede alla Sevel di Atessa, la più grande fabbrica Fca in Italia. Un operaio sviene e il capetto ordina di proseguire il lavoro. Sciopero della Fiom

di Francesco Ruggeri

 

Sciopero alla Sevel di Atessa, nel teatino, la più grande fabbrica italiana del gruppo Fca, per contestare l’ordine impartito dal responsabile Ute di tornare al lavoro mentre un operaio, appena infortunatosi, si trovava a terra svenuto in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Spiega il segretario generale Fiom-Cgil, Davide Labbrozzi: «Un addetto allo svolgimento delle attività di montaggio ieri mattina, ha urtato violentemente la testa su un parter prelievo sedili (braccio meccanico per il sollevamento dei sedili). Detto incidente ha provocato la perdita di conoscenza e la caduta a terra di un lavoratore che aveva appena iniziato il turno di lavoro. Ad accorgersi dell’accadimento sono stati i colleghi che immediatamente hanno dato l’allarme. Ancor prima che i soccorsi arrivassero, il responsabile di Ute ha chiesto ai lavoratori presenti di ignorare l’accaduto, di far finta di non vedere il corpo a terra e di riprendere il lavoro». Secondo Labbrozzi «far ripartire la linea con un lavoratore sdraiato a terra è un atto inaccettabile che la Fiom contesta duramente. Detto atteggiamento è sintomo di un’azienda che surclassa l’uomo a vantaggio della produzione». «L’adesione allo sciopero è stata importante – sottolinea – tutti d’accordo sulla protesta che mira di nuovo a dare un senso al lavoro in Sevel: ‘l’individuo viene prima della produzione’. La filosofia Sevel continua a non rispettare coloro che quotidianamente permettono all’azionista di intascare una ricchezza smisurata, quella che lo stabilimento atessano produce quotidianamente. La Fiom, ancora una volta, torna a chiedere l’avvio di un confronto che mai come oggi è necessario per ristabilire il giusto valore della qualità della vita in Sevel». Dice anche Maurizio Acerbo, abruzzese e ora segretario nazionale del Prc: «Ancora una volta alla Sevel di Atessa si verificano situazioni che dovrebbero suscitare un’ondata d’indignazione nei confronti del regime imposto da Marchionne. Dopo l’operaio costretto a urinarsi addosso perchè il capo non lo autorizza ad andare in bagno, è la volta del capo che ordina agli operai di non soccorrere un compagno di lavoro svenuto dopo aver sbattuto la testa. Siamo di fronte a una logica disumana e a metodi da kapò nell’ambito di un’intensificazione dello sfruttamento che non tiene conto dei più elementari diritti e della dignità di chi lavora. Questi episodi non sono da attribuire a eccessi dei capi ma al clima generale che l’azienda ha imposto.  Questa è l’Italia senza più le tutele dell’articolo 18! Non bisogna lasciare soli i lavoratori nella resistenza e nella difesa dei principi della nostra Costituzione che non può fermarsi – come insegnavano i padri della nostra democrazia – davanti ai cancelli della fabbrica. Di questa situazione i principali responsabili sono i partiti come il PD che in questi anni si sono schierati dalla parte di Marchionne e si sono scatenati nel cancellare tutele e diritti dei lavoratori».

http://popoffquotidiano.it/2017/04/13/sevel-fca-atessa-operaio-svenuto-sciopero/