Archivio for maggio, 2017

Ilva, Prc: «Siamo alla beffa. No a 6000 licenziamenti il cui mandante è il governo targato Pd!»

Ilva, Prc: «Siamo alla beffa. No a 6000 licenziamenti il cui mandante è il governo targato Pd!»

Pubblicato il 30 mag 2017

COMUNICATO STAMPA
 
ILVA – PRC: «SIAMO ALLA BEFFA: NO A 6MILA LICENZIAMENTI! STIAMO CON LAVORATORI E SINDACATI»

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, e Enrico Flamini, responsabile Lavoro di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano:«Durante l’incontro convocato dal ministro dello Sviluppo Calenda con i commissari dell’Ilva di Taranto è emerso che entrambe le offerte presentate per l’acquisto dell’acciaieria prevedono tra i 5000 e i 6000 licenziamenti. Proposte inaccettabili e vergognose. Siamo di fronte a veri e propri licenziamenti di massa il cui mandante è il governo targato PD.

Arriviamo a questa situazione perché sindacati e lavoratori non sono mai stati coinvolti nella definizione dei criteri per valutare dei piani industriali e ambientali. Ha ragione la Fiom: non possono essere le lavoratrici e i lavoratori a pagare per questo scempio. In questo senso dichiariamo da subito che Rifondazione comunista sosterrà qualsiasi azione di lotta che lavoratori e sindacati vorranno intraprendere per garantire l’occupazione, la produzione e la tutela dell’ambiente».

30 maggio 2017

Vaccini, Prc: «A favore delle vaccinazioni ma no a riduzioni della democrazia e della libertà di espressione»

Vaccini, Prc: «A favore delle vaccinazioni ma no a riduzioni della democrazia e della libertà di espressione»

Vaccini, Prc: «A favore delle vaccinazioni ma no a riduzioni della democrazia e della libertà di espressione»

COMUNICATO STAMPA

 

VACCINI, PRC: «A FAVORE DELLE VACCINAZIONI MA NO A RIDUZIONI DELLA DEMOCRAZIA E DELLA LIBERTà DI ESPRESSIONE»

 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Rosa Rinaldi, responsabile sanità e politiche sociali di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano:

 

«Dario Miedico è stato radiato dall’ordine dei medici di Milano per aver sostenuto che sarebbe necessaria una corretta informazione anche sugli effetti indesiderati dei vaccini. Noi, che siamo a favore delle vaccinazioni, riteniamo intollerabile un atto così pesante verso la libera espressione di un medico, un provvedimento che non si limita neppure alla censura ma impedisce l’esercizio della professione medica. Qui non siamo più nel campo delle idee ma della persecuzione, insieme alla lesione di un diritto, costituzionalmente garantito, quale quello della libertà di espressione.

Riteniamo che il governo debba dare conto dell’allargamento così anomalo rispetto ad altri paesi europei, come quello di allargare a 12 le vaccinazioni obbligatorie, e che sia davvero inaccettabile, anche solo il rischio che venga messo in discussione l’esercizio del diritto allo studio.

Siamo contro ogni arroganza, politica e scientifica, che determina una riduzione della democrazia, così come siamo preoccupati della confusione che si ingenera verso le cittadine e i cittadini su un tema di vera e propria sensibilità sociale».

 

26 maggio 2017

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Venezuela: fermiamo il fascismo e la strategia golpista

Venezuela: fermiamo il fascismo e la strategia golpista
Venezuela: fermiamo il fascismo e la strategia golpista

Cosa sta realmente accadendo in Venezuela? Da oltre un mese, da quando sono iniziate le proteste e i disordini nelle strade delle città venezuelane, in base a un copione già visto, i grandi mass-media, diversi governi e forze politiche, alcune Ong ripetono: «Manifestanti pacifici massacrati dalla polizia e dai colectivos pro-regime».
In realtà non sono affatto pacifici molti dei manifestanti organizzati dalle destre con l’intento irresponsabile di destabilizzare il paese. Nel 2002 le stesse destre furono protagoniste di un vero e proprio golpe contro l’ex Presidente Chávez e nel 2014 organizzarono le guarimbas (violenza di piazza) contro l’attuale e legittimo Presidente Maduro.

Oggi i settori fascisti dell’opposizione venezuelana continuano ad agire in maniera violenta e con atti terroristici concentrati in alcuni centri urbani nei quali governa l’opposizione, con l’appoggio delle autorità locali a loro affini. Le squadracce fasciste, incappucciate e armate sia di armi, che di bastoni, pietre, molotov e petardi, assaltano strutture pubbliche (anche ospedali, depositi di medicine, asili nido, cliniche veterinarie, etc.), distruggono beni collettivi, saccheggiano, aggrediscono la Guardia Nazionale Bolivariana. È una violenza ben organizzata, dotata di giubbotti antiproiettile, maschere antigas, ordigni lancia petardi e abbigliamento griffato.

Un esame dettagliato delle tragiche morti smonta la versione di «Maduro che fa sparare sulla folla» da una polizia che in piazza non è armata e usa solo lacrimogeni. Viceversa, gran parte dei morti è imputabile all’opposizione (e ai cecchini, come già visto nel golpe del 2002); aumentano i femminicidi politici; i (pochi) responsabili di uso eccessivo della forza fra le forze dell’ordine sono sotto inchiesta e detenuti. Ma la mistificazione è tale, che anche manifestanti “chavisti” uccisi diventano, per i mass-media, attivisti dell’opposizione “massacrati dal regime”. Due pesi due misure: grazie al bombardamento mediatico, il mondo ignora le pacifiche e grandi manifestazioni di appoggio al governo.

Perché proprio il Venezuela? Perché è il Paese con le maggiori riserve petrolifere del pianeta. Le conquiste sociali sono state ottenute grazie alla ridistribuzione dei proventi del petrolio che controlla la società petrolifera di Stato (PDVSA). Approfittando della congiuntura economica sfavorevole causata dalla riduzione del prezzo del greggio, l’oligarchia interna e le multinazionali tentano di rimettere le mani sull’enorme risorsa petrolifera e di bloccare il processo di integrazione. E’ opportuno ricordare che l’attuale Segretario di Stato statunitense, Rex Tillerson, fino alla sua recente nomina è stato a capo della Exxon-Mobil.
La destra, che ignora le regole della Costituzione, accusa assurdamente di «golpe» il governo che ha convocato una nuova Assemblea Costituente.

Anche l’accusa di «attacco alla libertà di stampa» è ridicola, dato che, sia in Venezuela che fuori, i massmedia privati e Internet sono il megafono dell’opposizione. Così come l’accusa di «dittatura» e di «aver portato la popolazione alla miseria e alla fame»: dal 1999, il governo bolivariano ha compiuto enormi progressi sociali (sanità, educazione, case, alimentazione, diritti sociali, etc.), riconosciuti anche a livello internazionale.

È vero che, negli ultimi anni, una grave crisi dovuta al crollo dei prezzi del petrolio, alla guerra economica, all’accaparramento di prodotti di prima necessità, alle sanzioni, al killeraggio finanziario e ad altri fattori ha provocato grandi difficoltà. Ma i limiti e i possibili errori commessi dal processo bolivariano, non giustificano certo le gazzarre fasciste, la destabilizzazione e la strategia golpista in atto. Vanno denunciate le pesanti interferenze esterne capeggiate dagli Stati Uniti (ma anche dell’Italia e dell’Europa) che, per tornare a controllare le risorse ingenti del paese, finanziano e addestrano l’opposizione, dichiarano il Venezuela “una minaccia”, influenzano organizzazioni regionali come l’Osa, mentre il “Comando Sud” prepara l’intervento militare.

NON È ACCETTABILE CHE IL GOVERNO ITALIANO E ALCUNE FORZE POLITICHE (CON IN TESTA IL PD)
PROTEGGANO L’OPPOSIZIONE FASCISTA E VIOLENTA IN VENEZUELA !
Invece di gettare benzina sul fuoco, occorre sostenere il dialogo fra governo e opposizione, con la mediazione di diversi ex presidenti iberoamericani e della Santa Sede.
LA MANIPOLAZIONE DEI MASS-MEDIA PORTA ALLA GUERRA. LA VERITÀ PORTA ALLA PACE.

PER QUESTE RAGIONI DENUNCIAMO:
La violenza golpista della destra venezuelana
Le ingerenze esterne degli Usa, della Ue e dei loro alleati
La vergognosa informazione a senso unico dei mass-media italiani

SOSTENIAMO INVECE CON FORZA:
Il dialogo di pace tra governo e opposizione sostenuto anche dal Papa
Il consolidamento delle conquiste sociali realizzate da Chávez e da Maduro

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Elezioni Mortara: Abbà di Rifondazione Comunista e Mortara Bene Comune incontrano i cittadini

Elezioni Mortara: Abbà di Rifondazione Comunista e Mortara Bene Comune incontrano i cittadini

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Esuberi alla Perugina, Prc: «Siamo con i lavoratori: il nostro paese non può più essere un supermercato per le multinazionali»

Esuberi alla Perugina, Prc: «Siamo con i lavoratori: il nostro paese non può più essere un supermercato per le multinazionali»

Esuberi alla Perugina, Prc: «Siamo con i lavoratori: il nostro paese non può più essere un supermercato per le multinazionali»

Nestlè ha recentemente annunciato trecento esuberi alla Perugina. L’indicazione della proprietà arriva a un anno dalla firma di un accordo che doveva evitare un ulteriore ridimensionamento occupazionale allo stabilimento di San Sisto e rilanciarne la produzione. Nell’accordo, a fronte dell’impegno del mantenimento dei livelli occupazionali, la dismissione di marchi storici e di investimenti in gran parte indirizzati allo sviluppo del marketing già allora rappresentavano elementi di preoccupazione. Gli accordi però vanno rispettati e fanno bene lavoratori e sindacati a chiamare in causa le Istituzioni e lo stesso Mise. E fanno bene perchè secondo noi il rischio è la delocalizzazione o comunque la fine della contrattualizzazione della stagionalità attraverso il ricorso al lavoro interinale e precario con contratti a chiamata. Per noi si tratta di agire e non di continuare ad essere completamente subalterni al fatto che il nostro paese sia diventato di fatto un supermercato in cui vengono a fare la spesa le multinazionali. Per questo appoggiamo e appoggeremo tutte le iniziative di lotta che le lavoratrici, i lavoratori e le organizzazioni sindacali intenderanno intraprendere.
Maurizio Acerbo, Segretario Nazionale Prc
Enrico Flamini, Segreteria Nazionale Prc, Responsabile Lavoro
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9^ festa di RIFONDAZIONE COMUNISTA DI VIGEVANO

9^ festa di RIFONDAZIONE COMUNISTA DI VIGEVANO

festa_prc_2017“A breve sul sito www.rifondazionevigevano.it tutti i dettagli del programma ed i menù completi della Festa”

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Venezuela: fermiamo il fascismo e la strategia golpista

Venezuela: fermiamo il fascismo e la strategia golpista

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Pavia: 27 maggio presidio in Piazza della Vittoria in difesa dell’articolo 11 della Costituzione Italiana

Pavia: 27 maggio presidio in Piazza della Vittoria in difesa dell’articolo 11 della Costituzione Italiana
Sabato 27 Maggio saremo in Piazza della Vittoria a Pavia per il presidio in difesa del Articolo 11 della Costituzione Italiana
“ L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA COME STRUMENTO DI OFFESA DELLA LIBERTA’ DEGLI ALTRI POPOLI E COME MEZZO DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI….”,A PARTIRE DA QUESTO PRINCIPIO DELLA NOSTRA CARTA COSTITUZIONALE, RIVOLGIAMO;UN APPELLO CONTRO LA GUERRA IN DIFESA DELLA PACE

Troppe guerre stanno sconvolgendo il mondo ed il clima di tensione che viene alimentato causa paure e impedisce qualsiasi dialogo.

Ci rivolgiamo alle forze Politiche, Sociali ed al mondo delle Associazioni oltre che a tutti gli uomini e le donne, senza distinzione di nazionalità, cultura, religione o credo, della nostra provincia perché si uniscano nella battaglia per l’affermazione dell’uguaglianza e della coesione fra tutti i popoli.

Esprimiamo forte preoccupazione per l’aumento delle spese militari che corrisponde a milioni di euro al giorno, risorse che potrebbero essere investite per creare occupazione e a livello internazionale in progetti di cooperazione.

Riteniamo sia necessaria un’azione degli Stati membri dell’Onu, appoggiati dal nostro Governo e da tutta l’Unione Europea perché si approvi il Trattato per la non proliferazione nucleare che deve essere ratificato da ciascun componente.

Chiediamo che l’Italia partecipi ai prossimi appuntamenti internazionali presso le Nazioni Unite sulla messa al bando delle armi nucleari.

Inoltre chiediamo un impegno forte all’Europa perché si mobiliti contro l’escalation dei conflitti nei vari scenari internazionali.

Invitiamo le Istituzioni a tutti i livelli, a partire da quello locale, a prendere posizione in difesa della Carta Costituzionale che, fino ad oggi, ha garantito la Pace nel nostro Paese.

Invitiamo cittadine e cittadini che compongono il “tessuto sano” di questo Paese perché aderiscano al nostro appello.

Le associazioni, comitati e partiti che parteciperanno sono:
ARCI
Associazione Città Solidale Pavia onlus
Associazione Culturale il villaggio di Esteban
Attac Italia gruppo PV
CGIL
Cisiamoanchenoi
Comitato 2Si per l’Acqua Bene Comune
CSV Centro Servizi Volontariato pavia
Emergency
GIT Banca Etica
La Nuova Stagione – (Parona)
LIBERA presidio Pavia
Movimento Civico La Piazza e il Ponte
Pax Christi Punto Pace Pavia
Rete Studenti Medi
Sportello Donna PV
Stati Generali Donne
UDU
Un Ponte per
UNICEF – Comitato Provinciale di Pavia
WWF Lomellina
Partiti e movimenti politicia
POSSIBILE – Comitato i 100 passi
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
SINISTRA ITALIANA – Circoli Pavesi
AE – L’Altra Europa con Tsipras
Lombardia Sostenibile / Green Italia
Art 1 MDP

 

Cordoglio per le vittime di Manchester. Acerbo (Prc): «Giustizia e pace per fermare la barbarie. Restiamo umani»

Cordoglio per le vittime di Manchester. Acerbo (Prc): «Giustizia e pace per fermare la barbarie. Restiamo umani»

Cordoglio per le vittime di Manchester. Acerbo (Prc): «Giustizia e pace per fermare la barbarie. Restiamo umani»

COMUNICATO STAMPA

MANCHESTER – ACERBO (PRC): «GIUSTIZIA E PACE PER FERMARE LA BARBARIE. CORDOGLIO PER LE VITTIME. RESTIAMO UMANI»

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiara:

«Di fronte a questo orrore bisogna restare umani e non smettere di indignarsi e, senza farsi trascinare nella spirale dell’odio, continuare a lottare contro chi strumentalizza il terrore, contro chi soffia sul fuoco alimentando la paura, contro chi semina guerra e violenza. Senza giustizia e pace non si ferma la barbarie.

L’irresponsabile politica USA e occidentale in Medio Oriente non fa che alimentare terrorismo e caos.

Non si può contrastare efficacemente il terrorismo se si continua a sostenere i regimi che dell’Isis e di Al Qaida sono stati direttamente e indirettamente sponsor e che finanziano la diffusione del fondamentalismo religioso.

Non si contrasta il terrorismo se non si lavora alla risoluzione della questione palestinese.

Non lo si contrasta se si usano milizie jihadiste per destabilizzare regimi non graditi come accaduto in Libia e Siria. Non si contrasta il terrorismo facendo affari con la guerra».

23 maggio 2017

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DEDICATO A GRAMSCI IL NUOVO INCONTRO DEL COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG” DI VIGEVANO

DEDICATO A GRAMSCI IL NUOVO INCONTRO DEL COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG” DI VIGEVANO

Comunicato stampa

DEDICATO A GRAMSCI IL NUOVO INCONTRO DEL COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG” DI VIGEVANO

VIGEVANO –

Dopo il buon interesse suscitato dall’incontro di sabato 13 maggio sulle sinistre in Italia e in Europa, torna l’appuntamento con la “Scuola di cultura e politica” organizzata dal collettivo culturale “Rosa Luxemburg” – Rete delle Alternative di Vigevano.
La prossima conferenza (a ingresso libero) è infatti in programma giovedì 25 maggio con inizio alle ore 21 presso la Sala polivalente “Giuseppe Franzoso” della Biblioteca Civica “Lucio Mastronardi” in corso Cavour 82 a Vigevano.

Vittorio Morfino, docente di Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, parlerà di “Antonio Gramsci vivo. Note a margine a 80 anni dalla morte”.

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Il ciclo di questi incontri primaverili della “Scuola di cultura e politica” si chiuderà venerdì 9 giugno quando, sempre presso la biblioteca di Vigevano con inizio alle ore 21, Giorgio Riolo, esponente della Rete delle Alternative, svolgerà una relazione sul tema “L’attualità sempre feconda della lezione di don Lorenzo Milani. Per credenti e per non credenti. A 50 anni dalla scomparsa e dalla pubblicazione di Lettera a una professoressa”.

Come spiega il collettivo culturale “Rosa Luxemburg” nell’annunciare queste iniziative, si tratta di «incontri e conferenze per fare il punto su alcune grandi questioni culturali e politiche del nostro tempo. Un necessario approfondimento conoscitivo come ausilio per chiunque voglia avere qualche strumento in più come consapevolezza critica e per la propria azione nella società e nella vita quotidiana, in generale, e nei propri organismi sociali e politici di riferimento, in particolare».

Lettera aperta degli amministratori delle Città in Comune: una lista unitaria della sinistra

Lettera aperta degli amministratori delle Città in Comune: una lista unitaria della sinistra

Lettera aperta degli amministratori delle Città in Comune: una lista unitaria della sinistra

Insieme per attuare la Costituzione

Una lista unitaria e alternativa della sinistra

 

Lettera aperta di amministratrici e amministratori

promossa dalla “Rete delle Città in Comune” per un percorso che, dopo le elezioni amministrative, possa contribuire a costruire – a partire dalle città – l’alternativa per il paese

 

Siamo amministratrici e amministratori di città e regioni. Siamo stati e siamo protagonisti di esperienze politiche e elettorali nate sui territori e rappresentate da liste unitarie della sinistra diffusa e di alternativa. Da circa un anno, insieme a tante energie dell’associazionismo, abbiamo passo dopo passo tessuto la rete de “Le Città in Comune”. Siamo stati in prima linea nella straordinaria iniziativa di popolo per il No al referendum costituzionale del 4 Dicembre scorso. Portiamo ogni giorno nei consigli comunali e regionali le voci e i conflitti di chi spesso è dimenticato dal circuito della politica tradizionale. Da ultimo, in oltre 100 consigli comunali, abbiamo presentato ordini del giorno per contrastare i cosiddetti Decreti Minniti-Orlando, organizzando iniziative di protesta in molte città nella giornata dell’8 aprile.

Siamo convinti che anche nel nostro Paese vi siano enormi potenzialità per rappresentare il variegato popolo delle periferie economiche, sociali e culturali in una proposta di governo credibile per dare attuazione alla nostra Costituzione. Incontriamo ogni giorno, nelle città, straordinarie esperienze di solidarietà, cooperazione sociale, innovazione condivisa, mutualismo diffuso, giustizia ambientale. Siamo, pertanto, preoccupati/e per l’autoreferenzialità e il soffocante politicismo nel dibattito nazionale in vista delle elezioni per il Parlamento italiano.

Consideriamo definitivamente conclusa la lunga stagione del centrosinistra e de L’Ulivo. Siamo in un’altra fase storica. La geografia politica del trentennio alle nostre spalle è stata terremotata dall’offensiva liberista. Si sono aperte faglie profonde sul terreno economico e sociale.

In tale quadro con il Partito Democratico non sono praticabili alleanze elettorali in nome di astratti e generici “valori comuni” perché va messa in campo un’alternativa progressiva al liberismo che tutt’ora domina in Europa. Un’alternativa orientata dai principi e dagli obiettivi programmatici della nostra Costituzione.

Sono altrettanto impraticabili proposte per una competizione rassegnata e forzata con il Pd per arrivare a un’alleanza post voto in nome di astratti valori di centrosinistra e di una retorica eredità ulivista.

Sono impraticabili imposizioni dall’alto di programmi e presunti leader pre-confezionati da qualche grande giornale e poi “autenticati” da tavoli più o meno trasparenti di ceto politico sopravvissuto.

Per la preparazione di una proposta politica e elettorale e per la selezione di una classe dirigente adeguata alle sfide di fronte a noi è necessaria, innanzitutto, discontinuità di modi e forme della politica.

Chiediamo a tutte le donne e a tutti gli uomini disponibili di essere protagonisti/e di un percorso partecipato, a partire dai territori. Proponiamo di avviare subito, in ogni comune, un percorso per discutere dal basso il programma e per far sì che i territori siano i protagonisti nella scelta dei candidati.

A tal fine, proponiamo alle forze politiche, alle associazioni, ai movimenti, alle forze sindacali di incontrarci per condividere le modalità del percorso partecipato da avviare al più presto.

 

Basilio Rizzo, Consigliere Comune di Milano – MILANO IN COMUNE – SINISTRA E COSTITUZIONE

Elena Coccia, Consigliera Città Metropolitana Di Napoli – NAPOLI IN COMUNE

Eleonora Artesio, Consigliera comune di Torino – TORINO IN COMUNE – LA SINISTRA

Stefano Fassina, Consigliere Comune di Roma – SINISTRA X ROMA

Tommaso Fattori, Consigliere Regione Toscana – SI TOSCANA A SINISTRA

Adriano Labbucci, Consigliere Municipio I Roma – SINISTRA X ROMA

Alberto Montelaghi, Consigliere Comune di Casalgrande – SINISTRA PER CASALGRANDE

Andrea Guerrieri, Consigliere Comune di San Giustino – SAN GIUSTINO DOMANI

Andrea Viaro, Consigliere Municipalità del Lido-Pellestrina del Comune di Venezia – VENEZIA2020

Angelo Santicchia, Consigliere Comune di Santa Maria Nuova – PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA

Antonella Coloru, Consigliera Comune di Solaro – INSIEME PER SOLARO

Antonia Romano, Consigliera Comunale Comune di Trento – ALTRA TRENTO A SINISTRA

Antonino Leotta, Consigliere Comune di Latina – LBC LATINA BENE COMUNE

Carola Carpinello, Consigliera Comune di Aosta – L’ALTRA VALLE D’AOSTA SINISTRA PER LA CITTÀ

Costanza Boccardi, Assessore Decima Municipalità – Napoli – NAPOLI IN COMUNE

Daniela Alfonzi, Consigliera circoscrizionale  – TORINO IN COMUNE – LA SINISTRA

Diego Sabbi, Consigliere Comune di Arquata Scrivia – ARQUATA BENE COMUNE

Domenico Angelini, Consigliere Comune di Castel di Lama – CASTEL DI LAMA PER TUTTI

Donella Verdi, Consigliera Comune di Firenze – CONSILIARE FIRENZE RIPARTE A SINISTRA

Edmondo Bucchioni, Consigliere Comune di La Spezia – RIFONDAZIONE COMUNISTA-COMUN. ITALIANI

Enrico Raimondi, Consigliere Comune di Chieti – L’ALTRA CHIETI

Fabrizio Dellepiane, Consigliere Comune di Arquata Scrivia – SINISTRA ITALIANA

Federico Martelloni, Consigliere Comune di Bologna – COALIZIONE CIVICA

Francesco Auletta, Consigliere Comune di Pisa – UNA CITTA’ IN COMUNE

Francesco Rubini, Consigliere Comune di Ancona – SEL-ANCONA BENE COMUNE

Giacomo Trombi, Consigliere Comune di Firenze – CONSILIARE FIRENZE RIPARTE A SINISTRA

Giacomo Zacconi, Consigliere Comune di Agugliano – SINISTRA PER AGUGLIANO

Giorgio Airaudo, Candidato Sindaco di Torino  – TORINO IN COMUNE – LA SINISTRA

Giovanni Lambiase, Consigliere Comune di Salerno – SALERNO DI… TUTTI

Giuliano Parodi, Sindaco Comune di Suvereto – ASSEMBLEA POPOLARE

Giuseppe Lama, Sindaco Comune di Borgo San Giacomo – LISTA CIVICA PER BORGO SAN GIACOMO

Ilaria Paladini, Candidato sindaco Comune di Carrara – LA COMUNE

Iole Murruni, Presidente Municipio 5 Genova Valpolcevera – RETE A SINISTRA

Jacopo Zannini, Consigliere Circoscrizione 12 – Trento – ALTRA TRENTO A SINISTRA

Lorenzo Rossi, Assessore Comune di Grottammare – SOLIDARIETA’ E PARTECIPAZIONE

Luca Grasselli, Consigliere Comune di Albinea – L’ALTRA ALBINEA SINISTRA UNITA

Luca Barbuti, Consigliere Comune di San Giuliano Terme – L’ALTRA SAN GIULIANO

Lucia Calò, Assessore Comune di Carosino –

Luigino Nespeca, Consigliere Comune di Offida – OFFICINA OFFIDA

Marco Ravera, Consigliere Comune di Savona – #RETE A SINISTRA – SAVONA CHE VORREI

Marco Ricci, Consigliere Comune di Pisa – UNA CITTÀ IN COMUNE PISA

Marco Chiriaco, Consigliere Comune di Roccavignale – RIFONDAZIONE COMUNISTA

Massimiliano Manfroni, Assessore Ai Lavori Pubblici Comune di San Giustino – SAN GIUSTINO DOMANI

Massimiliano Sforzi, Consigliere Comune di Pistoia – SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ

Massimo Rossi, Consigliere Comune di Fermo –  FERMO MIGLIORE

Matteo Spadaro, Consigliere Comune di San Giorgio Ionico – PATTO DEMOCRATICO

Mauro Colaianni, Consigliere Comune di Barisciano – BARISCIANO BENE COMUNE

Michele Antognoli, Consigliere Comune di San Giuliano Terme – L’ALTRA SAN GIULIANO

Nello Fierro, Consigliere Comune di Cuneo – CUNEO PER I BENI COMUNI

Nicola Cavazzuti, Consigliere Comune di Massa – PRC – SINISTRA PER MASSA

Paolo Sarti, Consigliere Regione Toscana – SI TOSCANA A SINSITRA

Pierluigi Zuccolo, Consigliere Comune di Diano castello – UNITI PER CASTELLO

Pietro Giansoldati, Consigliere Comune di Cadelbosco di sopra – RIFONDAZIONE COMUNISTA

Riccardo Allegria, Consigliere Comune di Monte Santa Maria Tiberina – SINISTRA UNITA PER IL MONTE

Riziero Zaccagnini, Sindaco Comune di Tocco Da Casauria – PRIMAVERA TOCCOLANA

Roberto Pavarini, Consigliere Comune di Fabbrico – SINISTRA PER FABBRICO

Roberto Perin, Consigliere Comune di Fagnano Olona – FAGNANO BENE COMUNE

Sonia Coloru, Consigliera Comune di Cesate – SINISTRA PER CESATE

Stefano Lugli, Consigliere Comune di Finale Emilia – SINISTRA CIVICA PER FINALE EMILIA

Stefano Torzuoli, Vicesindaco Comune di Tuoro Sul Trasimeno – TUORO BENE COMUNE

Tommaso Grassi, Consigliere Comune di Firenze – CONSILIARE FIRENZE RIPARTE A SINISTRA

Vito Guerrera, Sindaco Comune di Carlantino – L’ALTRA CARLANTINO

 

Per adesioni politicaincomune@gmail.com

 www.lecittaincomune.it

Fiano amaro. La nuova proposta di legge elettorale del PD

Fiano amaro. La nuova proposta di legge elettorale del PD

Fiano amaro. La nuova proposta di legge elettorale del PD

di Domenico Gallo

E’ dal 5 dicembre che è apparso a tutti evidente che il Parlamento avrebbe dovuto varare una nuova legge elettorale, perché l’Italicum, ancor prima che venisse azzoppato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 35 del febbraio 2017, era stato concepito per un sistema politico con una sola Camera elettiva. Dopo aver fatto sei mesi di silenzio, il Pd ha bocciato, il 16 maggio, la proposta di riforma presentata dal presidente della Commissione affari costituzionali della Camera e soltanto il giorno dopo ha tirato fuori dal cappello la sua proposta di legge. Proposta di legge, depositata dall’on. Fiano, che è stato nominato relatore. Contemporaneamente, il segretario del PD ha scoperto che si è perso troppo tempo ed adesso sferza la Commissione perché il testo sia esaminato con la rapidità del lampo, affinchè il 29 maggio possa essere portato in aula ed approvato entro il mese di giugno.

«Chiediamo a tutti i partiti di non perdere altro tempo. Sono passati sei mesi dal referendum, non prendete in giro gli italiani». Si potrebbe discutere su chi prende in giro gli italiani, ma non è questo il problema. Il problema è quello di capire che vino c’è nella botte di Fiano. Le leggi elettorali sono quelle che definiscono i connotati della democrazia costituzionale e danno sostanza a principi di un certo peso, come le modalità con cui si esercita la sovranità popolare (art. 1, secondo comma Cost.); le forme in cui si realizza l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economia e sociale del paese (art. 3, secondo comma Cost.); l’esercizio del diritto di voto, che dovrebbe essere diretto, uguale, libero e segreto (art. 48) e, in definitiva, determinano se e come dare attuazione al principio secondo cui “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale (art. 49 Cost.).

Non sarebbe male se la scelta del sistema elettorale fosse frutto di un pubblico dibattito attraverso il quale i partiti sottoponessero le loro scelte al giudizio dei cittadini, invece di tenerle nascoste fino all’ultimo nanosecondo. Dopo il referendum che ha confermato la validità del modello di democrazia concepito dai costituenti, e dopo la censura di incostituzionalità di due successivi sistemi elettorali, l’esigenza politica non più eludibile è questa: il sistema elettorale deve restaurare la sovranità del cittadino elettore, deve restituire ai cittadini il potere di concorrere a determinare la politica nazionale mediante un Parlamento composto da rappresentanti liberamente scelti. In altre parole, i gruppi dirigenti dei partiti devono fare un passo indietro e restituire ai cittadini quei poteri che hanno loro confiscato con leggi come il porcellum, facendo sì che i cittadini possano scegliere da chi essere rappresentati e che i voti siano liberi ed uguali, e non forzati per pilotare il sistema verso sbocchi predefiniti. Non è questo il vino contenuto nella botte di Fiano. Quella che viene somministrata al popolo italiano è una merce adulterata, una bevanda tossica.

Ancora una volta il capo o i capi dei principali partiti potranno determinare la composizione dell’assemblea parlamentare, assegnando il seggio ai propri fedelissimi, senza che il cittadino elettore possa mettervi becco, e potranno tenere fuori dal Parlamento le minoranze sgradite. Il diavolo sta nei particolari, sono state reintrodotte le liste bloccate per il 50% dei seggi (quota proporzionale), mentre per l’altro 50% (quota maggioritaria), la pur minima possibilità di scelta fra i candidati del collegio uninominale è stata ulteriormente compressa dal fatto che si esprime un solo voto e che il voto dato al candidato nel collegio uninominale si trasferisce automaticamente alla lista dei candidati nel collegio plurinominale e viceversa. La rappresentatività delle assemblee parlamentari ne risulterà fortemente ridimensionata perché l’uninominale maggioritario premierà le forze politiche localistiche, determinandone una sovrarappresentazione a scapito dell’uguaglianza del voto ed, in ogni caso, la composizione della rappresentanza sarà ancora una volta nelle mani di pochissimi individui, mantenendo in piedi il carattere oligarchico del sistema politico.

Al Fiano artificiale che ci stanno servendo in questo momento in Parlamento, preferiamo senz’altro quello vero e genuino delle nostre terre.

Fonte: Quotidiano del Sud, 19 maggio 2017

Roma: si scrive legalità, si legge deserto sociale

Roma: si scrive legalità, si legge deserto sociale

di Paolo Carsetti, Forum dei movimenti per l’acqua 

Due sgomberi, un bando finto, i richiami alla legalità, il rifiuto di ascoltare quelli dell’acqua. L’arroganza della giunta Raggi contro quelli del Rialto, dove aveva sede il Forum dei movimenti dell’acqua, non è solo un’altra brutta storia romana di sgomberi, ma prima di tutto la conferma che l’amministrazione 5 Stelle “sta compiendo una svolta reazionaria. L’unico obiettivo è accreditarsi con il sistema, dimostrare ai poteri forti di essere affidabile, così da candidarsi a governare il Paese intero… Poco importa se nel frattempo la legalità sarà trasformata in un simulacro, la trasparenza in opacità, il cambiamento in continuità, la comunità in solitudine competitiva, la città in un deserto sociale. Il Rialto e il Forum sono solo piccoli intralci nel cammino verso il potere…”

rialto legalita

Sono passati tre mesi dal primo sgombero e tre giorni dall’ultimo… Quello che segue è un breve racconto di quanto avvenuto. Per chi l’ha visto e per chi non c’era e per chi quel giorno lì inseguiva una sua chimera. Sono tredici anni che chiediamo una soluzione definitiva attraverso l’attuazione della delibera di Consiglio Comunale 40/04 (tuttora vigente) che prevede lo spostamento delle realtà del Rialto all’ex autoparco dei Vigili Urbani (di Via delle Mura Portuensi) del Comune di Roma. Questa è la soluzione che abbiamo sottoposto da oltre due mesi e mezzo anche all’Amministrazione Raggi, già dopo il primo sgombero del 16 febbraio. Ma, in esatta continuità con le passate amministrazioni, non ha mai voluto prenderla realmente in considerazione.

Ci teniamo a ribadire che la soluzione esiste ed è sotto gli occhi di tutti: nulla osta a completare l’iter procedurale e amministrativo di detta delibera avendo già superato i vari passaggi della Conferenza dei Servizi; l’Amministrazione comunale negli anni ha già acquisito i progetti, ha utilizzato soldi pubblici a tal fine ed il mancato completamento dell’opera configura un sicuro danno erariale; la ricollocazione delle realtà del Rialto è, dunque, un atto approvato dal Consiglio comunale e ora necessita solo della volontà politica della Giunta di attuarla.

Il vero danno erariale per il Comune sta proprio nella mancata attuazione di questa delibera e non negli affitti degli spazi sociali che, tra l’altro, laddove fossimo stati messi nelle condizioni, non ci saremo sottratti dal corrispondere. Ma davvero qualcuno pensa di ridurre lo sgombero di uno spazio come il Rialto e della sede del Forum dei Movimenti per l’Acqua al mancato saldo di un affitto? La questione è ben più complessa e negli ultimi mesi gli sgomberi a Roma sono stati un incubo che ha toccato centinaia di realtà. La banalizzazione che sta costruendo l’Amministrazione, trincerandosi dietro il semplice ripristino della legalità, è preoccupante.

Parafrasando un nostro caro slogan referendario potremo dire: si scrive legalità, si legge deserto sociale. Il confronto con l’Amministrazione è stato avviato all’indomani del primo sgombero e in quell’occasione l’assessore Andrea Mazzillo e il suo staff si erano presi l’impegno di approfondire i termini dell’attuazione della delibera 40/04. “Pochi giorni e vi riconvochiamo”: questo era stato l’impegno assunto in quell’occasione.

Il 24 febbraio le catene che avevano chiuso il Rialto vengono spezzate e questo spazio viene restituito alla città. Poi per due mesi, nonostante le nostre reiterate richieste d’incontro, silenzio più assoluto. La risposta dell’Amministrazione è sempre la stessa: “Stiamo ancora studiando”.

All’improvviso, qualche giorno prima di Pasqua, ci giunge notizia fondata di un nuovo sgombero. Richiediamo con urgenza un incontro allo staff dell’Assessore che inizialmente viene negato e infine concesso per sfinimento.Dopo due mesi ci viene comunicato che ancora non si ha la più pallida idea se la delibera sia attuabile.

Due mesi persi, gettati al vento come nella migliore tradizione italica. In cambio ci vengono “offerti” dei locali del tutto inaccettabili. Principalmente per due ragioni: non garantiscono la possibilità di ricollocazione unitaria delle associazioni ora presenti al Rialto, facendo così venir meno il riconoscimento politico dell’insieme del Rialto e dello spazio sociale in sé, del suo percorso e quindi delle attività che lì vengono svolte in sinergia; i locali hanno come finalità di utilizzo l’emergenza abitativa e nessuna delle realtà del Rialto ha intenzione di sottrarre casa a chi ne ha fortemente bisogno, soprattutto alla luce della drammatica situazione degli sfratti che, procedendo incessantemente, vanno ad aggravare un’emergenza abitativa atavica.

Abbiamo sempre ribadito di essere disponibili a soluzioni transitorie nel momento in cui viene individuata la soluzione definitiva attraverso atti formali (delibera di Giunta e protocollo d’intesa). Altrimenti non si capisce perché definire transitorio qualcosa che evidentemente non lo è. Per usare una metafora: abbiamo segnalato a più riprese che non sussistono problemi da parte nostra ad accettare soluzioni ponte, e quindi uscire dal Rialto, purché siano ben definite le due sponde del guado.

Nel frattempo il 18 aprile la Corte dei Conti si è pronunciata dichiarando nullo il danno erariale e non esigibili i canoni di mercato sul patrimonio indisponibile facendo venire meno le motivazioni alla base delle riacquisizioni degli immobili da parte del Comune. Continuiamo per giorni a richiedere un nuovo incontro e a segnalare allo staff dell’assessore Mazzillo la necessità di una risposta chiara su tutto ciò.

Sabato 6 maggio 10.000 persone scendono in piazza, attraversano il centro di Roma per arrivare sotto al Campidoglio e ribadiscono anche alla Giunta Raggi che “Roma non si vende”!

L’8 maggio, all’improvviso, sul sito di Roma Capitale compare un avviso di bando finalizzato alla concessione di un immobile sequestrato alla criminalità per lo svolgimento di attività sul tema dell’acqua e dei beni comuni. Un bando cucito su misura del Forum Acqua che identificando l’oggetto nel solo tema dell’acqua e dei beni comuni cancella la pluralità degli ambiti su cui intervengono da anni le realtà presenti al Rialto.

Ci domandiamo: che differenza passa tra questo bando e le pratiche politiche che hanno portato a Mafia Capitale? Un bando che non è neanche tale fino in fondo in quanto si tratta di un avviso e infatti si afferma “La documentazione del bando di gara per l’assegnazione dell’immobile, in concessione in comodato d’uso gratuito, verrà definita solo al perfezionamento delle procedure di acquisizione e della effettiva disponibilità del bene confiscato e, pertanto, la presente procedura non è vincolante per questa Amministrazione”.

Un bando che svela il trucco: l’immobile non è ancora nell’effettiva disponibilità del Comune ma evidentemente c’era fretta di provare a costruirsi un alibi in previsione dell’imminente sgombero che, guarda caso, avviene il giorno successivo alla sua pubblicazione.

Il 9 maggio, infatti, all’alba veniamo svegliati dalle telefonate delle forze dell’ordine che stavano sgomberando il Rialto. L’assessore Mazzillo dice soddisfatto che si tratta di un atto dovuto volto al ripristino della legalità. Giustizia è fatta. La misura è colma!

Ci sottraiamo convintamente a questo ricatto, a questo tentativo di corruzione e intendiamo denunciarlo con forza. Ora l’Amministrazione può addurre mille altre scuse per lo sgombero, dall’ingiunzione di un fantomatico tribunale (quale, quando, a che titolo, per quali reati?) al rischio crollo dell’immobile. In questi anni, mesi, settimane e giorni non è mai stato notificato nulla, né a noi né all’Amministrazione. Chiunque ha un minimo di onestà intellettuale sa che si tratta solo di un ulteriore tentativo volto a rafforzare l’alibi.

Tutto ciò conferma che l’Amministrazione 5 Stelle di Roma sta compiendo una svolta reazionaria, tinta di nero, il cui unico obiettivo è accreditarsi con il sistema, dimostrare ai poteri forti di essere affidabile, così da candidarsi a governare il Paese intero nel 2018. Purtroppo, la strada intrapresa è quella giusta.

Poco importa se nel frattempo la legalità sarà trasformata in un simulacro, la trasparenza in opacità, il cambiamento in continuità, la comunità in solitudine competitiva, la città in un deserto socialeIl Rialto e il Forum dell’Acqua sono solo piccoli intralci nel cammino verso il potere, quello vero. Ciò non toglie che la nostra mobilitazione proseguirà senza sosta perché intendiamo arrivare a una gestione pubblica, trasparente, democratica e partecipata dell’acqua a Roma e in tutti gli altri territori.

fonte: Comune-Info

Mortara: assemblea pubblica della lista del Partito della Rifondazione Comunista

Mortara: assemblea pubblica della lista del Partito della Rifondazione Comunista

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Istat, Acerbo: «Un Paese ingiusto, giovani vittime fallimento pseudo-riformisti»

Istat, Acerbo: «Un Paese ingiusto, giovani vittime fallimento pseudo-riformisti»

COMUNICATO STAMPA

ISTAT, ACERBO (PRC): «UN PAESE INGIUSTO, GIOVANI VITTIME DI FALLIMENTO PSEUDO-RIFORMISTI»

«I dati Istat – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – confermano che le pseudo-riforme neoliberiste condivise da Pd e centrodestra su dettatura UE hanno reso il nostro paese più ingiusto e senza futuro.
Milioni di giovani sono imprigionati in famiglia perché fuori trovano solo ‘lavoretti’ e disoccupazione mentre milioni di posti sono occupati da ultrasessantenni che non possono andare in pensione.
C’è bisogno di un piano per il lavoro, della riduzione dell’orario di lavoro, di abolire la legge Fornero, di un reddito minimo garantito per i senza lavoro».

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Gianni Minà: la civile resistenza del Venezuela

Gianni Minà: la civile resistenza del Venezuela

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Pubblicato il 15 mag 2017

Gianni Minà: “Contro le oligarchie e le menzogne dei media, il Venezuela tragga insegnamento dal popolo cubano per resistere alle ingiustizie del nostro tempo.”

di Alessandro Bianchi *

Intervista a Gianni Minà. Oltre cinquant’anni di giornalismo con un’attenzione particolare ai diritti dei più deboli e a chi si ribella alle ingiustizie nel nuovo libro conversazione (con Giuseppe de Marzo) di Gianni Minà, un gigante di una professione che ha visto lentamente morire in occidente. Il titolo del libro è: “Cosi va il mondo, Conversazioni su potere, giornalismo e libertà”.  “Questa professione da noi è totalmente morta. Io sono da anni che lavoro poco o niente. Ma ho accettato la realtà e non mi lagno. È il prezzo che si paga per la libertà”.
La prima domanda è d’obbligo visto il titolo del libro: come va il mondo in questo fase?

Male, molto male. In questa fase sembra che tutto debba essere veloce. E mi fa ridere, ma anche arrabbiare. Cosa significa essere veloci? Ho conosciuto uomini che hanno dato all’umanità regali di saggezza, civiltà e scrittura senza paragoni e che non hanno mai tenuto in conto la velocità e il tempo. Per loro al centro c’era la riflessione. Così mi sento di affermare che nel mondo moderno spesso si utilizza la velocità come scusa. Un malinteso per truccare e neutralizzare quello che dici. Si tratta di un piano perfetto, un capolavoro che annulla il bisogno della censura tanto caro al potere. Da questo punto di vista le reti sociali compiono molte volte purtroppo un ruolo fondamentale e diventano conniventi.
Qual è stata la scintilla per scrivere questo libro?

Il Referendum di Renzi. La prepotenza di chi ha voluto legare i destini di un paese ad un aut aut sulla menzogna affermando che con la vittoria del NO non ci sarebbe stato un domani. Ma, del resto, è l’epoca dei colpi di Stato mascherati.
E dopo questa frase non possiamo non arrivare all’America Latina, alla tua America Latina…

Eh già. Honduras, Paraguay, Brasile e ora Venezuela. In America Latina si ripete con ancora più arroganza e violenza quella che è stata per anni la campagna contro Hugo Chávez. E poi quando è morto, al funerale c’erano 33 fra capi di stato o di governo e milioni di persone presenti. Milioni. Lo ripeto sempre perché è la prova visiva più grande che tutto quello che i media occidentali avevano raccontato dal 1999 sulla rivoluzione bolivariana era falso. Si sono accorti che non era un criminale come l’avevano dipinto. Chávez aveva perso una sola elezione in quindici anni e aveva ammesso la sconfitta subito il giorno dopo. Se penso al volto attuale degli Stati Uniti, Donald Trump, mi viene da ridere. Come mi viene da ridere a vedere certi giornalisti che prima lo descrivevano come il diavolo, e ora si sono già allineati quando hanno capito che avrebbe portato avanti, anzi insistito con la stessa politica bellicista praticata dagli Usa in Afghanistan, Iraq e Siria.

Adesso però  la situazione in Venezuela ha assunto un livello di scontro ulteriore…

Si persegue la fine del governo di Maduro. Così come in passato si puntava alla fine del governo di Chávez e si arrivò al golpe dell’aprile del 2002. Dopo le 43 vittime del 2014 che sono state responsabilità diretta per la quasi totalità della destra golpista e reazionaria (come testimonia il Comitato delle vittime delle Guarimbas) l’opposizione violenta è tornata a prendere in ostaggio il paese e sono tornati i morti in Venezuela. Si persegue l’antico obiettivo. Per essere chiari il fatto che non ci siano le multinazionali del petrolio Usa (o le sue alleate europee) a gestire le risorse venezuelane è uno scandalo per i padroni del mondo. E l’informazione compie il ruolo che ha già giocato nel paese nel 2002 e nel 2014: la ricerca del disordine, del caos organizzato da squadroni di mercenari armati specializzati, per esempio, nel boicottare rifornimenti di derrate alimentari, bevande e di ogni altro genere primario di sopravvivenza.

Maduro, eletto con il 50,78% dei voti nel 2013, magari non ha le capacità politiche che aveva Chávez, ma certamente finora ha saputo resistere a questo scorretto assedio, smentendo le previsioni e rispettando la democrazia.
Alcuni anticorpi, però, l’America latina sembra averli costruiti: Papa Francesco, Mujica ed il Premio Nobel Esquivel hanno espresso, per esempio, prese di posizioni importanti e chiare a difesa del Venezuela…

Si in questi anni l’America Latina si è vaccinata. Gli anticorpi sono tanti. Ma che sia Almagro, un ex ministro di Mujica, il capo della sollevazione contro la sovranità del Venezuela in questo nuovo golpe è triste e ci spiega un altro pezzo importante del mondo attuale: si può comprare tutto. Così capisco l’amarezza di Mujica nella sua dichiarazione: “Almagro non è solo un pericolo per il Venezuela, è un pericolo per tutta l’America Latina”. E’ l’amarezza del mondo moderno. Tutto ha un prezzo e tutti possono affermare l’esatto contrario il giorno dopo.

A Cuba l’anno scorso hai realizzato un documentario sulla visita di Papa Francesco. Come hai trovato l’isola?

Si, il documentario si intitola “Papa Francesco, Cuba e Fidel” ed è andato in onda in occasione della scomparsa del Comandante unitamente all’ultima intervista che avevo fatto con lui. Devo dirti che in questi mesi mi hanno fatto proprio pena i soloni che si sono affrettati a scrivere affermando che il popolo cubano ha ceduto e che presto tornerà ad essere il parco giochi degli Stati Uniti. Non conoscono nulla di Cuba o sono in malafede. Un’isola dei Caraibi che ha resistito decenni si è seduta da pari a pari con la più grande potenza militare della storia. Un miracolo. Poi che dopo l’accordo, il bloqueo sia ancora in vigore, non spaventa certo il futuro di Cuba che resiste già da 55 anni. Nel mondo in cui viviamo, è fallito il capitalismo, è fallito il comunismo, ma Cuba è ancora lì.

Che insegnamento può trarre il Venezuela dalla storia del popolo cubano?

Resistere. Resistere alle ingiustizie del nostro tempo. Resistere ai piani delle oligarchie. Piani che sono banali e noti a tutti: privatizzazioni di massa, povertà diffusa, perdita di diritti, ricchezza per pochi. Il Venezuela deve resistere a tutto questo come ha fatto Cuba.

Quali obiettivi ti sei prefissato con quest’ultimo libro?

Tirare fuori da storie infami, italiane e internazionali, di ieri e di oggi, alcune verità ancora nascoste. Lo presenteremo il 19 maggio alla feria del libro a Torino insieme a Giuseppe de Marzo e con la testimonianza del giudice Felice Casson. Poi forse non ci crederanno lo stesso, ma iniziamo. Esiste una batteria di quelli che oggi vengono definiti “troll”, secondo me con origine negli Stati Uniti, che quando scrivi un articolo, magari smentendo le menzogne che vengono diffuse dai media, organizzano una campagna diffamatoria proprio contro di te. I periodi e le frasi utilizzate sono standard anche se gli argomenti sono diversi ed è incredibile. Personalmente l’ho potuto registrare quando in pochi anni ho scritto di Cuba, di Venezuela e… di Moggi. Quando ho toccato gli interessi di Moggi, ho sperimentato sulla mia pelle le stesse parole, le stesse offese che mi arrivavano per Cuba. Con le reti sociali tutto è più veloce e immediato. Sono Dei in terra ed è un golpe anche quello. L’opinione si forma attraverso il filtraggio di queste reti sociali. Per fortuna io resisto. Alle mie figlie cerco di installare il dubbio e loro mi ringraziano.

Infine, che eredità e quale messaggio speri di lasciare alle giovani generazioni attraverso questo libro?

Di non fidarsi mai di quello che gli viene dato per assodato, perché la verità assoluta non esiste. Esistono porzioni di verità che devi andare a cercare ogni volta e coltivare. Devi cercare e ricercare con sforzo e dedizione. Non è veloce, richiede tempo, lavoro e fatica. Ma poi trovi le prove e colleghi i pezzi. Perdi un mese magari, ma poi le trovi. Il male del mondo moderno è che oggi vince nella comunicazione chi è più veloce. E chi è più potente è anche più veloce.

Un caso emblematico spiega più di tutti il triste declino del mondo di oggi: un leader studentesco della sinistra venezuelana viene ucciso dopo aver annunciato l’adesione della sua sigla al processo costituente indetto dal presidente Maduro, ma per i media occidentali si tratta di “un nuovo caso della repressione della dittatura”. Era invece un delitto dell’opposizione di destra. Purtroppo siamo ormai oltre la mistificazione, siamo in un mondo virtuale. Mi dispiace molto che anche il Manifesto, che fino ad oggi sull’America Latina non aveva mai compiuto errori di questo tipo, ha dovuto fare la smentita ufficiale dopo aver rilanciato questa menzogna. L’ennesima del mondo di oggi.

*Da L’AntiDiplomatico

                                   

Solo la Linke resiste alla Merkel nel land del Nord Reno Westfalia 0

Solo la Linke resiste alla Merkel nel land del Nord Reno Westfalia 0

Solo la Linke resiste alla Merkel nel land del Nord Reno Westfalia 0

Da 194428 voti delle precedenti elezioni ai 415808 di quelle di ieri. Per la Linke il voto nel land del Nord Reno Westfalia è un grande balzo in avanti però con una enorme amarezza. Infatti per meno di 10 mila voti si ferma al 4,9% (era al 2,5%) e non entra in quel Parlamento.

Il voto alla Linke è comunque l’unica nota positiva, per altro taciuta dai media italiani, di una elezione che ha mostrato un netto spostamento verso il centro e la destra. E l’ennesima sconfitta della Spd. La partecipazione cresce del 6%. La Spd, che governava con i verdi, perde l’8% e i verdi quasi il 6%. Scompaiono i pirati. Fanno un balzo in avanti di 8 punti la Cdu e di 4 i liberali. Entra la destra dell’Afd con un 7,5% però inferiore alle previsioni.

Erano le ultime elezioni prima di quelle politiche di settembre e la stella della Merkel splende. Anche nei sondaggi nazionali che la danno al 42%. Svanito ogni effetto Schulz. E non poteva essere diversamente vista la campagna balbettante, le divisioni e le responsabilità sue e del suo partito. Le timide aperture ad una alternativa con Linke e Verdi sono state sostituite da ammiccamenti ai rinascentei Liberali. I quali incassano la nuova centralità che gli viene regalata e si apprestano ad essere il nuovo forno per il pane della Merkel. Magari insieme agli ancora più divisi verdi che i sondaggi danno sempre più in calo. Questo nuovo forno potrebbe aprire già in Nord Reno Westfalia. Anche per questo è un peccato che la Linke non entri perché i suoi seggi avrebbero reso impossibile una maggioranza tra Cdu e Liberali. I flussi dicono che Spd e Verdi perdono un poco in tutte le direzioni. E che la Linke guadagna circa 60 mila voti sia dagli uni che dagli altri e 80 mila da astensione e non voto.

Anche in Germania il socialismo europeo si conferma in crisi e l’alternativa viene dalla sinistra. Nei sondaggi per il voto di settembre la Linke è data al 10%.

Partecipiamo, ampliamo, la mobilitazione del 20 maggio a Milano: per l’accoglienza e contro le leggi anti-immigrati

Partecipiamo, ampliamo, la mobilitazione del 20 maggio a Milano: per l’accoglienza e contro le leggi anti-immigrati

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

COMITATO  Pavia Centro /Borgo Ticino

Sez. Onorina Pesce Brambilla

Ente morale D.L. n. 224 del 5 aprile 1945

27100 PAVIA

Partecipiamo, ampliamo, la mobilitazione del 20 maggio a Milano:

per l’accoglienza e contro le leggi anti-immigrati

La manifestazione convocata a Milano per il 20 maggio, sulla scia della precedente svoltasi a Barcellona, si propone di rivendicare “il valore e il rispetto delle differenze culturali ed etniche come occasione di crescita per tutti” e il conseguente “rifiuto della logica dei muri che fomenta la paura”. Superamento della pessima legge Bossi-Fini, approvazione di una legge sulla cittadinanza e il rafforzamento del sistema di accoglienza.

Benissimo e perché ampliare e rilanciare l’appello #20maggiosenzamuri? Perché non possiamo omettere l’aggravante dei decreti, convertiti in legge, che portano il nome del ministro dell’interno Minniti, non possiamo omettere la palese discriminazione di un diritto differenziale che abolisce un grado di giudizio per i profughi che si vedono respingere la richiesta d’asilo e il conseguente potenziamento dei Centri d rimpatrio (ex Cie). In questi giorni, tra l’altro, il governo sta stringendo accordi bilaterali con i regimi liberticidi in Libia, Nigeria e Sudan per il controllo dei flussi migratori e per i rimpatri forzati.

Nessuna persona è illegale! Una mobilitazione antirazzista dai contenuti chiari quindi, ancor più dopo il recente rastrellamento “democratico” alla Stazione Centrale di Milano, presentato come “prevenzione e controllo del territorio” e risoltasi in caccia all’uomo, con uno spettacolare dispiegamento di forze, con reparti a cavallo ed elicotteri, un blitz, una retata selezionata in base al colore della pelle.

 

Anpi Pavia sez. Onorina Pesce Brambilla

 

 

 

 

 

#Ricercaèfuturo: Investiamo sui ricercatori Rifondazione a sostegno della petizione contro il precariato universitario

#Ricercaèfuturo: Investiamo sui ricercatori Rifondazione a sostegno della petizione contro il precariato universitario

Tratto da: www.rifondazione.it 

Mauro Azzolini

La prima caratteristica della ricerca universitaria in Italia oggi è la precarietà di chi la svolge. Oltre il 40% del personale impegnato nella didattica e nella ricerca dei nostri atenei è infatti inquadrato in una pluralità di tipologie contrattuali (Rtd, assegno di ricerca, contratto di collaborazione, partita iva, ecc) il cui minimo comun denominatore è la scadenza a tempo determinato. Per intervenire su questa situazione ADI, ARTeD e FLC-CGIL hanno lanciato una petizione rivolta ai ministri dell’Istruzione, dell’Economia e del Lavoro chiedendo il superamento del precariato per i ricercatori italiani.

Le soluzioni suggerite dalle associazioni promotrici sono chiare: semplificazione e riordino delle differenti figure “pre-ruolo”, per ridurre il ricorso ai contratti precari, e reclutamento straordinario di 4000 nuovi ricercatori all’anno per i prossimi cinque anni. L’obiettivo è quello di riportare l’organico dei nostri atenei ad un livello sufficiente (a fronte dei 13000 posti a tempo indeterminato persi negli ultimi otto anni a causa di pensionamenti sono stati attivati soltanto 2000 contratti di ricerca di “tipo b”, ossia quelli per cui è possibile l’assunzione a tempo indeterminato) garantendo, a chi già lavora svolgendo le medesime mansioni, condizioni di lavoro più dignitose e maggiore stabilità.

Non sfugge la necessità, per il nostro partito, di sostenere questa mobilitazione. Essa rappresenta un passaggio importante nel quadro delle battaglie in cui Rifondazione Comunista si è trovata da sempre impegnata contro le politiche neoliberiste di organizzazione del mondo del lavoro e della formazione. Combattere il precariato in ambito accademico significa, infatti, lottare per un’università migliore, che sappia rispondere alla necessità di formare le giovani generazioni del nostro paese e che non costringa chi è già formato a fuggire all’estero in cerca di lavoro e sicurezza economica; farlo con i soldi pubblici significa ribadire la necessità di una ricerca libera perché svincolata dalla logica del profitto.

Qui il link della petizione:

https://www.change.org/p/valeria-fedeli-ricerca%C3%A8futuro-investiamo-sui-ricercatori

 

Mortara: Abbà presenta i candidati di Rifondazione Comunista

Mortara: Abbà presenta i candidati di Rifondazione Comunista