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Come unire la sinistra senza farsi male. Documento approvato nella Direzione Nazionale del Prc S.E. il 28/10/2017

Come unire la sinistra senza farsi male. Documento approvato nella Direzione Nazionale del Prc S.E. il 28/10/2017

Come unire la sinistra senza farsi male. Documento approvato nella Direzione Nazionale del Prc S.E. il 28/10/2017
Pubblicato il 30 ott 2017
Il documento di Anna Falcone e Tomaso Montanari rilancia con forza il percorso di costruzione di un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza che era partito con l’assemblea del Brancaccio. Abbiamo con convinzione aderito a quel percorso e accolto positivamente l’idea di una lista che unificasse la sinistra sociale e politica e le tante forme di civismo e partecipazione su un programma di attuazione della Costituzione e di netta alternativa al PD le cui politiche da anni sono “indistinguibili da quelle della destra”. Rinnoviamo dunque l’invito a tutte le compagne e i compagni del PRC-SE a partecipare attivamente e a promuovere le assemblee in tutti i territori. Il compito di Rifondazione Comunista non è quello di assistere passivamente al dibattito di altri ma di essere strumento al servizio dell’aggregazione e della partecipazione dal basso e protagonista del confronto. Per questo è fondamentale dare forza alla campagna di adesioni individuali, essere tra i promotori delle assemblee sui territori, lavorare per una larga partecipazione all’assemblea nazionale del 18 novembre a Roma.
Condividiamo in particolare che sia “chiusa la stagione del centro-sinistra: perché è giunto il tempo di rovesciare il tavolo delle diseguaglianze, non di venirci a patti”. Il centro sinistra in questi anni, a livello italiano come europeo, è stato il protagonista indiscusso dell’attuazione delle politiche liberiste: dai trattati di Maastricht fino al Fiscal Compact passando per guerre e privatizzazioni. Queste politiche non solo hanno favorito i ceti più ricchi e il grande capitale ma aumentato le diseguaglianze e peggiorato nettamente le condizioni di vita e di lavoro delle giovani generazioni e di larghi settori della popolazione. La precarietà dilagante e le decine di migliaia di giovani emigranti sono la sintesi di queste politiche che il centrosinistra e il centrodestra hanno prodotto e condiviso in questo paese. Il governo Monti, con il pareggio di bilancio in Costituzione e la Legge Fornero, spicca come vero e proprio monumento della contiguità di politiche economiche e sociali tra centrodestra e centrosinistra.
Le politiche del centrosinistra però non hanno solo impoverito e reso più ingiusto il nostro paese: hanno deluso speranze, desertificato i processi di partecipazione democratica, svuotato di significato agli occhi di milioni di persone persino la parola sinistra. Il ritornello secondo cui non c’è alternativa alle politiche europee, all’austerità, alle privatizzazioni, alla massimizzazione della concorrenza ed al peggioramento delle condizioni di vita, ha prodotto sconforto e impotenza, ha aperto la strada alla guerra tra i poveri, al razzismo e alla xenofobia. Le leggi elettorali incostituzionali, il tentativo di manomissione della Costituzione e poi lo scippo attuato dal governo Gentiloni e dalla sua maggioranza parlamentare ai danni del popolo italiano, a cui è stato impedito di pronunciarsi attraverso un referendum sui voucher (ma in realtà sulla precarietà), esplicitano una volontà palese di impedire al popolo di esercitare la propria sovranità.
Per questo “serve costruire la Sinistra che ancora non c’è” e “non ci basta più difendere la Costituzione e lo Stato democratico di diritto, vogliamo attuarli e costruire insieme un fronte politico e sociale alternativo al pensiero unico neoliberista e alle riforme dettate e imposte dal capitalismo finanziario a Parlamenti e governi deboli o conniventi”, come scrivono Anna Falcone e Tomaso Montanari.
Per questo la sinistra che vogliamo costruire deve essere fondata su contenuti chiari a partire dallo smantellamento delle misure liberiste che hanno devastato la condizione di esistenza di milioni e milioni di persone.
Il No al fiscal compact, l’eliminazione del pareggio di bilancio dalla Costituzione, la disobbedienza ai trattati europei che sono in palese contrasto con l’attuazione dei principi e degli obiettivi della nostra Costituzione sono elementi centrali e imprescindibili di un programma di alternativa che non sia solo di enunciazione di buone intenzioni. Dentro la camicia di forza che i governi italiani e l’UE hanno contribuito a determinare non è possibile una svolta.
Una lista di sinistra si costruisce intorno a un programma che sia effettivamente di sinistra e che può raccogliere come negli altri paesi europei un grande consenso popolare: la difesa dei diritti di chi lavora a partire dalla reintroduzione dell’articolo 18 e dall’abolizione del Jobs Act e della legge 30, la redistribuzione del reddito a partire dall’aumento della tassazione sulle grandi ricchezze, la redistribuzione del lavoro a partire dall’abolizione della legge Fornero e dal perseguimento di una drastica riduzione di orario (32 ore settimanali), il rilancio della scuola pubblica a partire dall’abrogazione della Buona Scuola e delle tante riforme che, con diverso segno hanno impoverito il sistema scolastico nazionale e dallo stop al finanziamento delle scuole private, lo stop ai tagli alla sanità e allo smantellamento della servizio sanitario nazionale, il contrasto all’impoverimento crescente a partire dall’istituzione di un reddito minimo garantito e dal rilancio del welfare, una politica per il diritto alla casa, la salvaguardia dell’ambiente e dei beni comuni a partire dall’abrogazione dello Sblocca Italia e dallo stop al consumo di suolo e alle grandi opere inutili come la Tav in Val di Susa o il gasdotto Tap, la ri-pubblicizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici in attuazione del referendum del 2011, il rilancio dell’intervento pubblico a partire da un grande piano per il lavoro incentrato sulla messa in sicurezza del territorio, la riconversione ambientale e sociale delle produzioni e dell’economia, lo stop e la messa in discussione delle privatizzazioni di aziende strategiche o che forniscono servizi universali, un impegno senza se e senza me contro la guerra e gli interventi militari che nulla hanno di umanitario, ma perseguono un progetto imperialista e colonialista, per il dimezzamento delle spese militari e la riconversione dell’industria bellica, contro la permanenza di testate nucleari nel nostro territorio e per l’adesione dell’Italia al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari.
Tra i prodotti tossici del neoliberismo va evidenziato quello di aver trasformato, anche nell’immaginario popolare, una guerra contro i poveri in una guerra fra poveri, cercando nel migrante, nel richiedente asilo il capro espiatorio. Per una sinistra di alternativa accogliere non si traduce in una semplice seppur necessaria etica antirazzista. Il modello di società a cui dobbiamo tendere è quello che garantisca la parità nell’accesso ai diritti fondamentali e lo smantellamento di ogni atto legislativo – dalla Turco – Napolitano alle leggi Minniti Orlando, passando per la Bossi- Fini che hanno prodotto apartheid e abbassamento generalizzato delle tutele per migranti e autoctoni. La sinistra che vogliamo realizzare considera “nostra patria il mondo intero” rigetta i dogmi della “Fortezza Europa” e aspira verso una società aperta e meticcia in cui i diritti costituzionali, in primis la cittadinanza sostanziale, non siano vincolati da reddito o provenienza ma considerino l’eguaglianza come fondamento e valore comunemente condiviso. Razzismo e scontro fra ultimi e penultimi vengono giustificati e propagandati con il dogma liberista secondo cui non ci sono le risorse, si deve tirare la cinghia e fare sacrifici. Si tratta di una pura e semplice menzogna: i soldi ci sono. Basta prenderli dalle tasche di chi controlla la maggior parte delle risorse del paese, ricchi italiani e multinazionali. Sarebbe sufficiente obbligare la BCE a finanziare con i soldi nostri piani per il welfare e per l’occupazione e non solo le banche private. I soldi ci sono e nostro nemico è chi è ricco non chi scappa dalle guerre. Va contrastato con forza questo impianto ideologico con cui detengono il potere tanto le destre dichiarate quanto quelle che, in nome della “sicurezza” ne copiano gli stessi slogan.
Da troppo tempo manca di visibilità, forza e credibilità un punto di vista che si contrapponga al populismo reazionario e al neoliberismo pseudo-progressista.
Una sinistra che si batte per l’attuazione della Costituzione non contrappone diritti civili e diritti sociali, si batte per l’uguaglianza e la libertà. Consideriamo fondamentale la nuova ondata di mobilitazione delle donne e il suo caratterizzarsi sempre più per un femminismo del 99% con un’agenda inclusiva – allo stesso tempo antirazzista, anti-imperialista, anti-eterosessista, anti-neoliberista – come definita nell’appello per la giornata internazionale di sciopero dell’8 marzo 2017 e più in generale dal movimento “non una di meno”. Libertà significa per noi anche la piena autodeterminazione delle persone nel proprio orientamento sessuale, il rifiuto di ogni forma di omofobia e transfobia, la piena affermazione del valore della laicità.
Tante esperienze europee, dalla Spagna alla Francia alla Grecia alla Gran Bretagna, dimostrano che le posizioni di una sinistra radicale e in netta rottura con classi dirigenti delegittimate possono conquistare consenso popolare, anzi che solo una sinistra nuova e radicale può contrastare il diffondersi nei ceti popolari della destra razzista e xenofoba che cresce proprio in conseguenza delle politiche neoliberiste sostenute in Europa dai governi di centrodestra e centrosinistra. La sinistra si ricostruisce mettendo in discussione non solo le scelte di Renzi ma quelle del complesso del Partito Socialista Europeo e le politiche dominanti nell’Unione Europea che hanno visto la condivisione di liberali, socialisti e popolari.
Non basta dunque invocare genericamente l’unità, bisogna avanzare una proposta credibile ed effettivamente alternativa al PD che faccia delle elezioni un passaggio verso la costruzione di una forza e di uno schieramento popolare che lavori per un’alternativa di società: una sinistra antiliberista, antirazzista, antisessista, democratica e ambientalista che si batta per l’attuazione della Costituzione. Non si tratta dunque di fare una lista per ricostruire il centrosinistra ricontrattando con il PD dopo le elezioni.
Parallelamente la sinistra che vogliamo costruire deve fondarsi su un percorso democratico e partecipato che segnali la più netta discontinuità con la stagione del centrosinistra di cui il PD renziano rappresenta solo la fase terminale. Se si ha l’obiettivo di riportare al voto chi ha scelto l’astensione o chi deluso si è rivolto al M5S, la sinistra non deve essere in alcun modo confusa con gli scampoli della fase precedente e deve essere chiaro che non intende allearsi col PD né prima né dopo le elezioni.
Serve un percorso basato sulla democrazia e la partecipazione, non un accordo pattizio tra vertici politici. Serve un chiaro rinnovamento nella composizione delle liste, con una forte presenza di chi è impegnato nella società e nei movimenti e la scelta chiara che non siano candidati coloro che negli anni e nei decenni scorsi hanno ricoperto responsabilità di governo nel vecchio centrosinistra.
Dobbiamo costruire una lista di sinistra che costruisca l’oggi e il domani, non una lista di reduci chiamati a giustificare gli errori – ingiustificabili – commessi negli ultimi vent’anni e che hanno prodotto la situazione attuale. La sinistra che dobbiamo unire è anzitutto quella che si espressa negli ultimi anni nei conflitti sociali, nelle lotte, nei movimenti per la democrazia, i beni comuni, la giustizia sociale, la solidarietà e la pace. Insomma c’è bisogno di una lista che rappresenti chi ha saputo dire NO.
Serve un codice etico e regole (a partire dalle retribuzioni) per elette/i che renda ben chiara l’alterità della sinistra nei comportamenti concreti e una piattaforma radicale per quanto riguarda la lotta alla corruzione.
Un programma radicale e un profilo di netta discontinuità col passato sono le condizioni che possono determinare l’unità auspicata dall’assemblea del Brancaccio.
Rifondazione Comunista nel percorso della costruzione di una proposta di sinistra per le prossime elezioni che abbia le caratteristiche che abbiamo delineato lavora per il coinvolgimento di tutte le aree e le soggettività della sinistra anticapitalista e antiliberista e dei movimenti e a tal fine porta avanti un’interlocuzione larga con spirito inclusivo e unitario.
Non possiamo rinunciare a una iniziativa autonoma del partito, rendendo subalterna la pratica della linea politica del Prc alla risoluzione delle altrui contraddizioni. La costruzione di una proposta elettorale in vista delle prossime elezioni politiche non può che partire, da subito e nei tempi utili che abbiamo di fronte, da una interlocuzione privilegiata con i soggetti politici e sociali – interni ed esterni al Brancaccio – che in questi anni hanno detto no alle politiche neoliberiste, razziste e sessiste che attraversano lo spazio europeo e italiano; con chi – in questi anni difficili in cui abbiamo pagato a prezzo altissimo scelte coerenti – ha resistito e camminato con noi per le strade della difesa della Costituzione e del no sociale; con chi sta promuovendo la manifestazione dell’11 novembre contro il Governo e questa Ue; con i comitati per il No; con chi ha difeso beni comuni, ambiente, territorio; con gli spazi sociali, i movimenti, il sindacalismo conflittuale, le lotte che praticano autorappresentazione e autogoverno, con le soggettività politiche e sociali che in questi anni sono state all’opposizione. L’obiettivo è di costruire una coerente e credibile proposta politica in grado di guardare oltre la scadenza elettorale per ricomporre un blocco sociale di alternativa.
La costruzione di una proposta di sinistra per le prossime elezioni politiche e regionali non può che svilupparsi dentro le mobilitazioni e l’opposizione sociale. In questa direzione vanno la nostra partecipazione alla manifestazione nazionale dell’11 novembre a Roma contro le politiche del governo e la campagna sulle pensioni per la cancellazione della legge Fornero.
La Direzione Nazionale impegna tutto il partito sulle prossime scadenze e campagne:
–      Manifestazione nazionale a Roma dell’11 novembre
–      campagna in tutta Italia di iniziative e volantinaggi sulle pensioni
–      assemblea nazionale del Brancaccio del 18 novembre

Il documento è stato approvato con 7 voti contrari

Paolo Ferrero e Ezio Locatelli, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano: «Cosa aspetta il governo ad impiegare l’esercito per dare man forte nello spegnere gli incendi nelle valli torinesi e piemontesi?

Paolo Ferrero e Ezio Locatelli, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano: «Cosa aspetta il governo ad impiegare l’esercito per dare man forte nello spegnere gli incendi nelle valli torinesi e piemontesi?

COMUNICATO STAMPA
Paolo Ferrero e Ezio Locatelli, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano:
«Cosa aspetta il governo ad impiegare l’esercito per dare man forte nello spegnere gli incendi nelle valli torinesi e piemontesi?

E’ una cosa incredibile, una roba da matti, dopo una settimana di incendi boschivi che hanno devastato le valli torinesi e piemontesi, apprendere, per bocca del presidente della Regione Piemonte Chiamparino, che il governo avrebbe deciso di allertare alcune decine di unità dell’esercito da impiegare qualora fosse necessario.

L’intervento tardivo e in termini ipotetici  del governo non ha giustificazione alcuna. Centinaia di Vigili del Fuoco e di volontari, con mezzi insufficienti, si sono prodigati in questi giorni nell’opera di contenimento e spegnimento degli incendi che hanno distrutto migliaia di ettari di bosco in Val di Susa, Val Chisone, Val Sangone.

A loro va il nostro ringraziamento. Nei confronti del governo la nostra è una denuncia di latitanza.

Invece che sperperare soldi nel Tav della Val di Susa e negli F35, nella militarizzazione di una valle per realizzare un’opera inutile e distruttiva, servono risorse e mezzi necessari per fare prevenzione e debellare gli incendi sulle montagne».

27 ottobre 2017

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Associazione Futuro Sostenibile in Lomellina, sabato 4 novembre davanti alla ditta EREDI BERTE’

Associazione Futuro Sostenibile in Lomellina, sabato 4 novembre davanti alla ditta EREDI BERTE’

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RIFONDAZIONE E L’ALTRA VIGEVANO: A PAVIA UN BUON INIZIO PER LA LISTA UNICA DELLA SINISTRA

RIFONDAZIONE E L’ALTRA VIGEVANO: A PAVIA UN BUON INIZIO PER LA LISTA UNICA DELLA SINISTRA

Comunicato stampa
RIFONDAZIONE E L’ALTRA VIGEVANO: A PAVIA UN BUON INIZIO PER LA LISTA UNICA DELLA SINISTRA

«Sono emerse molte utili indicazioni per avviare concretamente anche nella nostra provincia un percorso politico ed elettorale di sinistra alternativo alle destre, al populismo, al Partito Democratico e al centrosinistra».

Così la lista “L’altra Vigevano a Sinistra” e il circolo cittadino del Partito della Rifondazione Comunista commentano l’assemblea provinciale che si è tenuta a Pavia venerdì 27 ottobre per la costituzione di una lista unitaria della sinistra per partecipare alle prossime elezioni regionali lombarde e alle elezioni politiche del 2018.

«L’iniziativa – si spiega in un comunicato diffuso alla stampa – ha preso le mosse dall’appello lanciato da Anna Falcone e Tomaso Montanari in occasione dell’assemblea romana di giugno del Brancaccio per dare vita a una “Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza”.

L’obiettivo è quello di costruire in Lombardia e a livello nazionale un progetto politico innovativo, chiaro, radicale, che possa concretizzarsi in una lista civica e di sinistra, con candidati credibili e scelti democraticamente nei territori».

A Pavia i promotori pavesi dell’assemblea, Adriano Arlenghi, Stefania Costa Barbé, Paolo Ferloni e Massimo Gallina, hanno rilanciato la proposta di Falcone e Montanari, per «unire i molti delusi e critici  nei confronti di una politica lontana e separata dalla società e di una sinistra resa inconcludente dall’incapacità di assumere decisamente la strada dell’alternativa ai vari centrosinistra più o meno rinnovati».

L”Altra Vigevano e il Prc sottolineano poi che «come lista e come Rifondazione Comunista ci identifichiamo pienamente nella proposta e nell’idea di coinvolgere le tante soggettività individuali e collettive, politiche e sociali, in un percorso di elaborazione programmatica a partire dalle priorità e dalle emergenze sociali prodotte dal governo delle destre in Lombardia e dal governo nazionale a guida Pd.

Ora siamo tutti impegnati a tradurre in proposte compiutamente alternative ciò che emerge dalle tante lotte nella nostra provincia, in regione e in Italia per la riduzione delle disuguaglianze attraverso la garanzia dei diritti al lavoro, alla salute e all’istruzione».

Sabato 18 novembre si terrà a Roma l’assemblea nazionale dell’Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza, dove verranno raccolte le proposte emerse nelle assemblea territoriali come quella di venerdì scorso a Pavia e che si stanno tenendo in questi giorni in tutta Italia.

 

Assemblea di Pavia per un nuovo soggetto politico di sinistra alternativo al Pd

Assemblea di Pavia per un nuovo soggetto politico di sinistra alternativo al Pd

MASSIMO GALLINA
Venerdì sera (27-10-2017) a Pavia ci siamo confrontati condividendo la missione che Anna Falcone e Tomaso Montanari di Libertà e Giustizia hanno cominciato con coraggio al Brancaccio confortata dalla vittoria del no a dicembre.
Abbiamo condiviso con associazioni e partiti la determinazione di realizzare il percorso dei 10 punti programmatici uniti e in discontinuità con le politiche neoliberiste degli ultimi 20 anni.
Realizzare e difendere la Costituzione, ambientalismo in difesa del nostro territorio d’eccellenza, beni comuni da difendere e da rimettere in disponibilità del pubblico togliendoli a privati incapaci e predatori sono i temi più dibattuti insieme alla volontà di ribellarci a una riforma sanitaria indegna di un paese occidentale studiata dalla giunta Maroni per regalare ai privati la gestione dei malati cronici, passata nel silenzio assoluto dei media
Avanti così e già la settimana prossima parleremo di scuola e prossimamente a vigevano convegno dibattito sull’indegna riforma sanitaria
Seguiteci e partecipate

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Comune di Cassolnovo: Teatro Verdi “su di tono!!!” 3^ edizione

Comune di Cassolnovo: Teatro Verdi “su di tono!!!” 3^ edizione

su-di-tono-manif-finalCOMUNE di CASSOLNOVO (PV) Assessorato Cultura e Spettacolo
Collaborazione organizzativa di A L A M B R A D O associazione culturale presentano
Su di tono !!! 3^ ed. Buone vibrazioni di ROCK, BLUES, JAZZ e Canzone d’ AUTORE

Inizio ore 21.15,tutti i sabati di Novembre Dal 4 al 25
4 Novembre
MUSIC UNDERGROUND Rock & Ribolluscion 1986-1995/2017
10 anni di cultura rock a Cassolnovo. Concertone con le band di ieri riviste oggi e poi.. video d’epoca,racconti, memorabilia in Mostra . Live: Bopal, Amaro Medicinale Taroppi, Vito & Sick Dogs, Arbogast, Via dalla Pazzafolla, Jester’s Joke, Malaspina e i Pirati del Ticino, Nemici dell’Igiene,River Boys….e altri ospiti
11 Novembre
MAX PRANDI & the Vintage Blues Band (blues-rock)
+ a very special guest
18 novembre
C I S C O Stefano Bellotti elettro-acoustic band
Non solo Modena City sempre più Rambler (canzone d’autore-folk-rock)
25 Novembre
Anais DRAGO & The JELLYFISH meet… Frank Zappa
(jazz-rock,classica,prog,avantguard)
ENTRATA ad OFFERTA LIBERA
Destinata alle scuole di Cassolnovo e Molino del Conte per gli strumenti della giocorchestra dei bambini
Info e prenotazioni : Piero 3335740348 Uff socioculturale : 038192150

Ritorna a Cassolnovo al Teatro Verdi dal 4 al 25 per tutti i sabati di novembre con nuovi e importanti appuntamenti musicali la rassegna SU DI TONO !!!

Buone Vibrazioni di rock,jazz, blues e canzone d’autore.

L’amministrazione comunale e l’assessorato alla cultura con la collaborazione dell’associazione culturale ALAMBRADO e spettacoli per il terzo anno consecutivo promuovono “l’altra musica” in un percorso trasversale dal rock al jazz al blues che quest’anno arriva anche a esplorare la musica sperimentale nei 4 concerti con più di 10 band coinvolte .

L’ENTRATA è come per le precedenti edizioni AD OFFERTA LIBERA e i fondi saranno destinati all’ acquisto di strumenti musicali destinati alle scuole di Cassolnovo e Molino del Conte per allestire la “ giocorchestra dei bambini”.

I gruppi e i musicisti sono stati selezionati tra le migliori proposte sia emergenti che già affermate del panorama nazionale a cominciare dal cantautore CISCO Bertelli già leader dei MODENA CITY RAMBLERS gruppo di culto del folk rock italiano .

Sarà un evento per tutta la Lomellina ( come del resto un po’ tutta la rassegna, unica nel panorama del nostro territorio) anche per l’insolita natura acustica della performance e per la statura artistica dei compagni di palco del musicista modenese.

Non da meno saranno gli altri appuntamenti che vedono la grande band di MAX PRANDI che ha calcato i palchi dei più importanti festivala blues del mondo i Jellyfish della grande virtuosa violinista di origine russa Anais DRAGO , talento emergente sul panorama internazionale che spazierà dal rock al jazz al folk e che oltre a sue composizioni originali farà anche un omaggio al mitico Frank Zappa .

4 NOVEMBRE ore 21,15 MUSIC UNDERGROUND 1986-1995 /2017 30 anni di ROCK & RIBOLLUSCION .
il festival di cultura rock di Cassolnovo 30 anni dopo ribolle ancora di musica e idee tra le NON rivoluzioni e i NON ribolliti delle vecchie band rivisitate
Ma tra gli appuntamenti forse il più caratterizzato della rassegna è il primo, quello di sabato 4 Novembre un sentito e quanto mai doveroso più volte auspicato negli anni scorsi omaggio al festival di cultura rock MUSIC UNDERGROUND che per ben 10 anni si è tenuto proprio a Cassolnovo e che da tutti , stampa nazionale in primis era considerato la woodstock della Lomellina sia per l’ importanza artistica dei musicisti che si esibivano che per l’ interesse e il pubblico proveniente da tutta la penisola

Oltre 120 gruppi hanno calcato il palco nelle varie edizioni , tutte tenutesi nel parco allora denominato “Ex Skiatos” che per una settimana e più a fine agosto si riempiva di bancarelle con libri spesso introvabili, , fanzines, magliette, dischi rari e poi oltre ai 2/3 concerti per sera si potevano vedere proiezioni di video musicali rari e d’altri tempi e poi films e cortometraggi provenienti dai diversi circuiti indipendenti nazionali infine non mancavano i dibattiti di vario tipo che rendevano l’evento un vero festival di cultura rock cosi’ come lo chiamavano gli organizzatori : le associazioni Cortine di suono e la stessa Alambrado e nelle prime edizioni Radio Libera Nord ( pionieristica radio privata di Cassolnovo) che non aveva eguali nel nostro territorio.

Vetrina del migliore rock e in genere della musica pop, blues, jazz che gravitava intorno al modo musicale giovanile . Molte le band emergenti che si sono poi affermate sul piano nazionale tra le quali ricordiamo : YO YO MUNDI, UNDERGROUND LIFE, ARIADIGOLPE, STATUTO,SETTORE OUT,UNDER FIRE, COMITIVA BRAMBILLA, ZINT, NUOVA ERA,ALLIGATOR… e molte le band locali del vigevanese e della lomellina dove il movimento era molto fertile e dinamico .

La scelta si è sempre orientata su chi aveva produzioni originali sia per la musica che per i testi promovendo produzioni proprie spesso lontane dai grandi circuiti del businness della musica di consumo giovanile, rock pop italica .

Music Underground si poneva specialmente negli anni 90 sullo stesso livello di altrettanti festival dedicati alle Indie(le produzioni indipendenti) come AREZZO WAVE ,senza tuttavia cadere nel settarismo di genere.
Cosa è rimasto di quella favolosa stagione è difficile dirlo , certo i fermenti si sono abbastanza smorzati tuttavia nella serata molti di quei protagonisti ruggiranno ancora. Da quelle esperienze molti musicisti hanno preso vie diverse alcune di grande ribalta nazionale vedi Fabio Coppini ora al fianco di grandi big come Pausini, Antonacci, Ron .. il leader dei Comitiva Brambilla Danilo Sacco per anni è stato cantante dei Nomadi dopo la morte di Augusto Daolio ora è un’ affermato cantautore , molte delle band hanno calcato palchi come il concertone del 1 Maggio a Roma o il festival di Sanremo, altri hanno continuato per la loro strada soprattutto per divertimento ma anche per inseguire ancora il sogno di poter portare la loro musica e le canzoni in giro per l’Italia nei piccoli festival o nei locali .
Molti si ritroveranno sul palco del Verdi sabato 4 Novembre , soprattutto il gotha dei musicisti rock anni 80-90 di Vigevano e Lomellina a cominciare dal maestro, più che mai attivo oggi come allora visto che suonerà in diversi gruppi , Andrea Taroppi che più di ogni altro ha vissuto l’epopea dei Music Underground protagonista di volta in volta di band come ARBOGAST, JESTER’S JOKE,TAROPPI-GAE, AMARO MEDICINALE TAROPPI riproporrà i brani più rappresentativi di quelle band anche con nuovi arrangiamenti e suoni facendone rivivere i fasti e il climax di allora . A lui si uniranno numerosi altri musicisti che non erano da meno in quanto a carisma e tenuta del palco come Vito “il punk” Callaci leader di band di culto come DEVIANTS, HAPPY TOYZ che oggi guida i SICK Dogs e Walter Malaspina dei demenziali mai banali PIRATI DEL TICINO . Sulla stessa onda satirica e pungente divertente i cassolesi NEMICI dell’IGIENE protagonisti di numerose edizioni. Alcune band sono ancora attive ,spesso sono rinate dopo un periodo di “cessazione d’attività”; è il caso dei virtuosi BOPAL (prima partecipazione 1989) che tra jazz-rock fusion continuano a tener viva la scena musicale sotto la torre del Bramante . Alcuni di loro sono affermati musicisti e pefrormers in diversi contesti come Marcello Turcato già componente degli ECLIPSE nel 1988 che quest’anno è anche collaboratore nell’organizzazione della rassegna ; alcuni come il chitarrista Massimo Ronzi sono a loro a loro volta portatori di memoria musicale di band mitiche come gli ENZO che verranno ricordati insieme a molte altre band ormai scomparse . Diverse e importanti saranno infatti le partecipazione a vario titolo degli ospiti come il famoso scrittore Pallavicini Piersandro che per l’occasione ha scritto nuove strofe delle canzoni degli Arbogast, gruppo di cui è stato tra i fondatori e altri artisti che si alterneranno sul palco tra un set e l’altro introdotti dallo stesso presentatore e organizzatore di allora Piero Carcano . Ricordi e memorabilia che si accompagneranno ai filmati dell’epoca e alle registrazioni che saranno di volta in volta diffuse durante la serata oltre che nella MOSTRA che verrà allestita nell’androne del teatro Verdi dove si potranno vedere i manifesti ,le locandine dei singoli gruppi, le foto live , le rassegne stampa, persino le magliette e gadget “alla buona “ di allora .

Abbà: mozione ed interpellanza al Comune di Mortara

Abbà: mozione ed interpellanza al Comune di Mortara

MOZIONE SUGLI IDROCARBURI
Mortara 13 Ottobre 2017
Al Sindaco del Comune di Mortara
Alla Presidente del Consiglio Comunale di Mortara

OGGETTO:
Mozione per esprimere contrarietà alla recente delibera regionale sui limiti degli idrocarburi nei terreni

Il sottoscritto Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista e di “Mortara bene comune”

CONSIDERATO che poche settimane fa la Regione Lombardia ha approvato norme integrative per i fanghi utilizzati in agricoltura dalle quali si ricava che i limiti per gli idrocarburi sono stati fissati a 10.000 microgrammi per chilo, mentre in precedenza, pur non essendo fissato alcun limite, si poteva fare riferimento ad una normativa che suggeriva di eseguire la bonifica del terreno quando si fosse superata la soglia di 50 microgrammi per chilo

VISTO che questa decisione della Regione Lombardia tende a “legalizzare” comportamenti e valori di concentrazione di sostanze, tra l’altro oggetto anche di denunce alla Magistratura.

TENUTO CONTO della drammatica situazione ambientale della nostra zona.

CHIEDE

che nel prossimo Consiglio Comunale sia votata la seguente

MOZIONE

“Il Consiglio Comunale di Mortara invita la Regione Lombardia ad annullare la decisione di portare i limiti degli idrocarburi nei fanghi a 10.000 microgrammi per chilo e a fissare la soglia massima a meno di 50 microgrammi per chilo, come da normative precedenti, fatta ovviamente salva la necessità di una drastica diminuzione dei fanghi sparsi nella nostra zona”.

Giuseppe Abbà


INTERPELLANZA  AS – Mortara

Mortara 13 Ottobre 2017
Al Sindaco del Comune di Mortara
Alla Presidente del Consiglio Comunale di Mortara

OGGETTO:
Interpellanza sul rapporto Comune – As Mortara

Il sottoscritto Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista e di “Mortara bene comune”

VISTO che la giunta comunale ha deliberato, sia pure in assenza del sindaco e dell’assessore Marco Vecchio, che As Mortara deve contenere in un indice 2,94 il rapporto tra ricavi e costo del personale.

CONSIDERATO che il presidente di As Mortara Simone Ciaramella ha dichiarato alla stampa locale che l’azienda è di fronte all’alternativa tra aumentare i ricavi (e quindi aumentare le tariffe per i cittadini) o licenziare parte degli addetti.

PREOCCUPATO che da questa situazione paradossale emergano danni ai lavoratori As Mortara e/o alla cittadinanza

APPRESO che, almeno alla data odierna, non è stato dato nessun chiarimento, neanche alla parte sindacale

CHIEDE

se la giunta comunale ha intenzione, come sarebbe necessario, di rivedere la delibera sopra indicata in modo tale da evitare riduzioni di personale e aumenti delle tariffe.

Giuseppe Abbà

Logistica e autotrasporto, Flamini (Prc): “Tre giorni di sciopero che Rifondazione comunista sostiene pienamente”

Logistica e autotrasporto, Flamini (Prc): “Tre giorni di sciopero che Rifondazione comunista sostiene pienamente”

COMUNICATO STAMPA
Logistica e autotrasporto, Flamini (Prc): “Tre giorni di sciopero che Rifondazione comunista sostiene pienamente”

Enrico Flamini, responsabile nazionale Lavoro di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiara:
«I lavoratori e i sindacati confederali della logistica e dell’autotrasporto hanno indetto tre giorni di sciopero generale per il 27, 30 e 31 ottobre. Alla base della mobilitazione c’è la richiesta del rinnovo del contratto nazionale unico di settore.

Una lotta che riguarda tutti i lavoratori del settore, dipendenti diretti, indiretti, autotrasportatori, soci e dipendenti di cooperative e delle imprese di spedizione.

Una lotta che si lega a quella per i diritti, per inserire la clausola sociale, per la fine del subappalto. In effetti anche nei settori della logistica e dell’autotrasporto, in cui è presente una sorta di giungla contrattuale, gli effetti reali del Jobs Act targato Pd sono stati quelli di rendere i lavoratori ancora più flessibili e ricattabili.

In questo senso la mobilitazione dei lavoratori è ancora più importante, perché rivolta ad un sistema in cui una sostanziale deregolamentazione del lavoro e la ricerca della massimizzazione del profitto hanno prodotto riduzione di salario e di diritti.

Rifondazione comunista sostiene lavoratori e sindacati e ritiene nello stesso tempo che occorra su una mobilitazione così decisiva ed esemplare l’unità più ampia dei lavoratori e dell’intero fronte sindacale.

Per riconquistare diritti e salario per l’intero mondo del lavoro».
27 ottobre 2017

Scuola: dalla Costituzione ai cittadini di domani

Scuola: dalla Costituzione ai cittadini di domani

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Parliamo di scuola, progettiamola, suggeriamo a chi ci rappresenta come dovrebbe essere la Scuola della Costituzione, quella che serve davvero al nostro Paese.
Abbiamo organizzato una tavola rotonda a Pavia,

sabato 11 Novembre 2017,

ore 15:00, presso la Camera del lavoro, in via Damiano Chiesa 2,

proprio per parlare di questo.

Perchè?

La scuola è sicuramente uno dei temi sui quali, in questi ultimi 20 anni, si è vissuto un pesante arretramento. Avevamo una scuola che formava cittadini critici e consapevoli, e professionalmente competenti e apprezzati in tutto il mondo, con insegnanti motivati e socialmente stimati.

Oggi abbiamo una scuola in cui ritorna l’analfabetismo funzionale, si ignorano i principi di base della nostra Costituzione, e persino la preparazione nelle materie tecnico scientifiche non è più l’eccellenza di una volta, come dimostrano molte comparazioni internazionali.

L’ultima tappa di questo percorso è facilmente rinvenibile nella cosiddetta “buona scuola”, tuttavia, anche se in modo più contraddittorio e più difficilmente visibile, questa tendenza già cominciò a manifestarsi in occasione delle riforme di Luigi Berlinguer nel 1996. Non è infatti un caso che lo stesso Berlinguer affermò, al meeting di Rimini del 2015, che “Renzi stava attuando le sue riforme”.

Sicuramente in quelle riforme del 1996 v’erano anche interessanti ed opportuni elementi di novità, tuttavia la storia si è evoluta in una direzione che ormai conosciamo tutti. In questa storia, purtroppo, ci sono anche tanti gravi errori compiuti da una parte della Sinistra. Adesso occorre rimediare.

La nostra iniziativa si propone di ripartire da una domanda, che rivolgeremo a cinque relatori decisamente qualificati: cosa può offrire una Sinistra finalmente unita e propositiva per la scuola di domani.

Non un programma di dettaglio, ovviamente, ma una discussione su principi fondanti di un programma per la scuola, con il quale non solo presentarci alle elezioni ma anche, soprattutto, tornare a parlare al mondo della Scuola.

Relatori:
– Marina Boscaino rappresentante del Comitato Legge di Iniziativa Popolare “Per la Scuola della Costituzione”
– Giovanna Capelli, Direzione Nazionale PRC – Commissione Nazionale Scuola, Università, Ricerca
– Eleonora Cimbro, deputata di MDP, Insegnante
– Eulalia Grillo Possibile – Gruppo Scuola, Insegnante
– Alessia Petraglia, senatrice di Sinistra Italiana – Membro della Commissione Cultura del Senato

Sono inoltre previsti interventi delle organizzazioni sindacali

L’iniziativa è rivolta a Genitori, Docenti, ATA, Dirigenti, Studenti: siete tutti invitati a partecipare

K-Flex: Oltre il danno, la beffa. Comunicato stampa unitario

K-Flex: Oltre il danno, la beffa. Comunicato stampa unitario

Comunicato stampa

Oltre il danno, la beffa

Viene proprio da dire : oltre il danno, la beffa.

l’Unione Europea assegna attraverso un bando ancora soldi pubblici europei e italiani alla K-Flex la multinazionale brianzola leader mondiale in isolanti in gomma termici e acustici, che nel mese di maggio ha messo in atto la procedura di licenziamento di 187 lavoratori e delocalizzato la produzione in Polonia.

Oggi meno di un terzo di questi lavoratori sono riusciti a ricollocarsi con varie tipologie contrattuali, per gli altri c’è ancora l’estenuante ricerca di un posto di lavoro che non arriva.

La notizia pubblicizzata sul sito web della K-Flex Polonia ci lascia esterrefatti.

A fronte degli impegni che molti nelle istituzioni avevano preso di adoperarsi affinché si realizzasse una legislazione che impedisse le delocalizzazioni o che perlomeno non finanziasse quelle aziende che portano all’estero la produzione, si realizza al contrario un nuovo gettito di soldi pubblici europei e dunque anche
italiani mediante un progetto cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale volto a “Istituzione di Centro Ricerca e Sviluppo K-Flex R & D”

Tali fondi ammontano a circa 1.933.000 euro di valore del progetto e 440.000 euro cofinanziati per promuovere la ricerca e sviluppo proprio nel sito polacco dove l’azienda ha delocalizzato la produzione.
Tutto ciò lo consideriamo inaccettabile ed uno schiaffo a quei 187 lavoratori che si sono battuti per il mantenimento del posto di lavoro.

Le federazioni provinciali di Monza e Brianza dei partiti firmatari il presente documento s’impegneranno da subito ad attivare i propri parlamentari europei affinché si faccia chiarezza sulla vicenda e i propri parlamentari nazionali per portare in Parlamento già in questa legislatura la discussione di una proposta di legge che intervenga sulle delocalizzazioni.

Riteniamo che oggi il tema del lavoro debba tornare ad essere una priorità anche a fronte delle tante situazioni in cui imprenditori e imprese senza scrupoli noncuranti della responsabilità sociale azzerano livelli occupazionali pur in situazioni economiche e finanziarie positive, utilizzando spesso soldi pubblici.

E’ di questi giorni in Brianza è il caso della Canali di Carate Brianza che chiude licenziando 134 dipendenti dopo che si erano già realizzati mobilità e riduzione oraria e di Nokia di Vimercate che preannuncia altri 82 licenziamenti di cui 52 ex-Alcatel e 30 ex-Nokia , non rispettando l’intesa sottoscritta con le parti sociali.

In tal senso ci impegniamo ad organizzare nel prossimo periodo sul territorio brianzolo momenti di confronto aperti con la cittadinanza.

Monza 21 ottobre 2017

Sinistra Italiana fed. provinciale Monza e Brianza
Partito della Rifondazione Comunista fed.provinciale Monza e Brianza
I Comitati di Possibile Monza e Brianza
Articolo 1 – MDP di Monza e della Brianza

Argentina: verità e giustizia per Santiago Maldonado

Argentina: verità e giustizia per Santiago Maldonado

Pubblicato il 24 ott 2017
Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, esprime le proprie condoglianze alla famiglia Maldonado, e si unisce alle forze democratiche ed ai movimenti sociali nell’esigere chiarezza in merito alla scomparsa e alla morte di Santiago Maldonado.

Come si ricorderà, secondo diversi testimoni, Santiago Maldonado è stato portato via dalla Gendarmeria il 1° Agosto scorso, durante una protesta nelle terre occupate da Benetton che Il popolo Mapuche rivendica.

Da quel giorno non si è saputo nulla di lui e dopo 78 giorni il suo corpo è stato trovato a poca distanza dal luogo controllato più volte dalla data della desaparicion forzada di Santiago.

Esiste una grave responsabilità che non può rimanere impunita, soprattutto quando sono coinvolti direttamente apparati dello Stato come il Ministero della Sicurezza e la Gendarmeria, che hanno sempre nascosto la verità.

Una verità richiesta a gran voce dapprima in Argentina, dalle  numerose manifestazioni che hanno visto protagoniste le associazioni di difesa dei diritti umani, i partiti di sinistra, il movimento sindacale, settori religiosi, e confluite in seguito nella massiccia campagna internazionale di cui anche il nostro Partito è stato promotore e firmatario.

La sparizione e la morte di Santiago mettono in evidenza il clima di repressione e di uso sproporzionato della forza che il Governo Macri sta mettendo in atto contro le proteste popolari e le rivendicazioni dei popoli originari: un vero e proprio terrorismo di Stato che ricorda i momenti più bui della storia dell’Argentina e che speravamo di non rivedere mai più.

Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, si unisce alle voci delle associazioni di difesa dei diritti umani, delle Madri e delle Nonne di Plaza de Mayo, dei familiari di Santiago, nell’esigere verità e giustizia sulla morte di Santiago, e le immediate dimissioni della ministra Patricia Bullrich e del suo Capo di Gabinetto Pablo Noceti.

Denunciamo anche la complicità dei grandi mass-media, argentini e internazionali, che si sono adoperati per depistare durante il periodo in cui non si avevano notizie di Santiago e che ora iniziano a costruire le basi per una falsa verità che rifiutiamo fin da ora. Esigiamo verità e giustizia per Santiago.
#justiciaporSantiagoMaldonadoYA

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA
Roma 22-10-2017

Referendum Veneto. La vittoria di Pirro

Referendum Veneto. La vittoria di Pirro

Di Paolo Benvegnù Direzione Nazionale Rifondazione Comunista –

Dopo l’esito del risultato del referendum consultivo sull’autonomia della Regione Veneto tutti esultano per la vittoria. Lo fa Zaia, con accenti perfino trionfali, lo fa tutto il centrodestra, lo fa il Pd veneto, lo fanno i 5 stelle. Il 57% degli elettori e delle elettrici nel Veneto a stragrande maggioranza ha votato per il sì al quesito proposto. Un dato certamente significativo soprattutto se confrontato con la debacle dell’analogo referendum che si è tenuto in Lombardia.

Ma il tanto cercato e conclamato plebiscito non c’è stato e il futuro appare pieno di incognite.
Il risultato del referendum del 22 ottobre intanto va confrontato con quello del 4 dicembre dello scorso anno.

Al referendum costituzionale hanno votato il 78% degli aventi diritto, una percentuale, comunque la si voglia leggere, anche tenendo conto della mancata partecipazione al voto dei residenti all’estero, significativamente più alta.

A questa evidenza se ne accompagna un’altra: il fatto che in ben quattro capoluoghi di provincia su sette, tra questi Padova e Venezia, non si è raggiunto il quorum del 50%.

Come è indicativa la mancata realizzazione del quorum nella provincia di Rovigo dove il partito Democratico ed esponenti dei 5 stelle hanno promosso la non partecipazione al voto.

È del tutto evidente che nel Veneto si è comunque manifestata a macchia di leopardo un’area politicamente importante di astensionismo consapevole.

La nostra campagna di boicottaggio contro il referendum farlocco di Zaia, la sua strumentalità dal punto di vista politico e la sua sostanziale inutilità dal punto di vista pratico, condotta, va detto, anche dall’Mdp, con pochi mezzi e in un quadro eccezionale di sproporzione di forze, segna comunque un risultato che noi consideriamo rilevante.

Un risultato che costituisce la base per la prossima fase che si apre.

Una fase densa di contraddizioni per chi ha voluto e sostenuto questo referendum. Contraddizioni che si apriranno da domani quando si manifesterà con chiarezza l’impraticabilità sul piano normativo e politico delle parole d’ordine agite in campagna elettorale e dell’insieme di richieste che la giunta regionale avanzerà nel confronto con il governo nazionale e nei passaggi parlamentari che, forse, seguiranno.
Contraddizioni che non saranno solo frutto di un possibile conflitto tra giunta e consiglio regionale da una parte e governo nazionale dall’altra, ma molto di più all’interno delle stesse forze del centrodestra a cominciare dalla questione fiscale.

Resta per noi la battaglia vera dell’autonomia.

Quella che parte dalla difesa di un territorio tra i più cementificati e inquinati del nostro paese, dalla lotta contro lo sfruttamento e la precarizzazione del lavoro in una regione dove i salari sono i più bassi nell’Italia del Nord, dove l’intreccio tra ceto politico e potentati economici ha generato devastanti processi di corruzione e il tracollo delle banche popolari venete.

Una battaglia che ha certamente come controparte il governo nazionale e le sue politiche ma, anche e più immediatamente un ceto politico che governa questa regione da troppo tempo e che vuole nascondere i suoi fallimenti, le sue miserie, alzando la bandiera del Venetismo.

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DA TRUMP AL MONDO, CONFERENZA DEL COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG” DI VIGEVANO

DA TRUMP AL MONDO, CONFERENZA DEL COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG” DI VIGEVANO

Comunicato stampa

DA TRUMP AL MONDO, CONFERENZA DEL COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG” DI VIGEVANO

Dalle politiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai temi più d’attualità a livello internazionale. Di questo si parlerà nella nuova conferenza a ingresso gratuito della “Scuola di cultura e politica” promossa dal collettivo culturale “Rosa Luxemburg” – Rete delle Alternative di Vigevano.
L’incontro, dal titolo “Da Trump al mondo: alcuni temi della questione internazionale oggi”, si terrà giovedì 26 ottobre con inizio alle ore 21 presso la Sala polivalente “Giuseppe Franzoso” della Biblioteca Civica “Lucio Mastronardi” in corso Cavour 82 a Vigevano.
Relatore della serata sarà Giuseppe Abbà, della segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista ed esperto di questioni internazionali.
Come spiega il collettivo culturale “Rosa Luxemburg” nell’annunciare l’iniziativa, «con questa conferenza vogliamo mettere a fuoco i principali punti di crisi presenti a livello globale insieme ai processi in atto in America Latina e ai sommovimenti che scuotono il Medio Oriente e l’Africa, dedicando anche la dovuta attenzione al ruolo che stanno svolgendo Europa, Cina e Russia sullo “scacchiere” internazionale».
La conferenza successiva della “Scuola di cultura e politica” si terrà venerdì 10 novembre (stesso luogo e stesso orario dell’incontro di giovedì 26 ottobre) e sarà incentrata su “La questione ambientale e la questione sociale nella società e nelle istituzioni”. La relazione verrà svolta da Antonio Bruno, della Rete delle Alternative e già consigliere comunale di Genova.

PAVIA: ASSEMBLEA PER UNA LISTA UNICA DELLA SINISTRA – IL SOSTEGNO DI RIFONDAZIONE E DELLA LISTA “L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA”

PAVIA: ASSEMBLEA PER UNA LISTA UNICA DELLA SINISTRA – IL SOSTEGNO DI RIFONDAZIONE E DELLA LISTA “L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA”

Comunicato stampa

PAVIA: ASSEMBLEA PER UNA LISTA UNICA DELLA SINISTRA – IL SOSTEGNO DI RIFONDAZIONE E DELLA LISTA “L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA”

Prende forma anche in provincia di Pavia il percorso avviato dopo l’appello lanciato da Anna Falcone e Tomaso Montanari in occasione dell’assemblea romana di giugno del Brancaccio per la costituzione di una lista unitaria della sinistra per partecipare alle prossime elezioni regionali lombarde e alle elezioni politiche del 2018.

Venerdì 27 ottobre, con inizio alle ore 20,45 presso la Sala San Martino di Tours in via Garibaldi 69 a Pavia, si terrà infatti un’assemblea pubblica provinciale aperta a partiti, associazioni e cittadini che intendono contribuire allo sviluppo del progetto “Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza” lanciato da Falcone e Montanari.

Il circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista e la lista “L’altra Vigevano a Sinistra” sostengono con convinzione questa iniziativa: «si tratta – spiega Roberto Guarchi, del Prc e candidato sindaco della lista – di un percorso che condividiamo perché vuole costruire una grande coalizione civica di sinistra, alternativa al Partito Democratico, capace di portare in Regione Lombardia e in Parlamento la voce di chi vuole mettere al centro dell’azione politica la riduzione delle disuguaglianze attraverso la garanzia dei diritti al lavoro, alla sanità e all’istruzione».
I promotori pavesi dell’assemblea, Adriano Arlenghi, Stefania Costa Barbé, Paolo Ferloni e Massimo Gallina, nell’annunciare l’iniziativa affermano che «sono maturi i tempi, le ragioni e la volontà di lavorare per una lista unica della sinistra, per costruire un’alternativa al populismo, alle destre e al Pd, unendo le forze che intendono davvero cambiare lo stato delle cose.

In vista delle elezioni nazionali e di quelle regionali della Lombardia occorre costruire un progetto politico innovativo, chiaro, radicale, che possa concretizzarsi in una lista civica e di sinistra, con candidati credibili e scelti democraticamente nei territori».

I lombardi snobbano Maroni. Dimostrata la inutilità del referendum.

I lombardi snobbano Maroni. Dimostrata la inutilità del referendum.

Comunicato stampa:
Referendum autonomia: La Segreteria Regionale del Prc/SE Lombardia ha dichiarato: «I lombardi snobbano Maroni. Dimostrata la inutilità del referendum».

I lombardi hanno disertato il voto al referendum truffa di Maroni.

Più del 60% si è rifiutato di prestarsi al gioco di un quesito generico, di una spesa inutile di soldi pubblici, organizzata nel solito modo clientelare e bugiardo.

Ha fatto flop anche il mito del voto elettronico, che oltre che togliere senso al controllo popolare delle schede tramite gli incaricati al seggio, ha rallentato le operazioni invece di semplificarle (ancora in questo momento non abbiamo i dati definitivi).

Il fallimento politico e organizzativo era nell’aria e Maroni ha cercato di attenuarlo abbassando la percentuale di votanti attesa: la base elettorale delle forze che appoggiavano il SI, dalla Lega a Forza Italia, a Fratelli d’Italia lombardi al centro destra di Albertini, a parte del PD guidata da prestigiosi sindaci, non si è mobilitata per questa scadenza elettorale, la somma dei voti dei sì è molto inferiore ai voti presi alle regionali.

Il centro-destra dunque non è invincibile, per contrasti interni e soprattutto per come mette in pratica politiche neoliberiste condannando il suo stesso elettorato alla precarietà, alla solitudine sociale, all’assenza di welfare,  a una vita dove tutto deve essere pagato caro.

Di questa crisi è anche segnale la grande differenza di affluenza alle urne fra i territori.

Il voto di Milano e dell’Hinterland, di Pavia e di Mantova ci parlano di territori che non sono più affascinati dalla politica del «più mercato, meno stato», o da «padroni in casa nostra».

Il centro destra lombardo dunque non è invincibile, non scalda più i cuori della sua gente e stenta a convincerli delle sue avventure: si può contrastare e battere con una opposizione chiara e determinata, con la costruzione di una alternativa.

Rifondazione Comunista lavora per costruirla nella società e nella rappresentanza politica.
Il tempo è ora.

Milano, 23 ottobre 2017
La Segreteria Regionale di Rifondazione Comunista/Sinistra Europea Lombardia

Cassolnovo: rassegna il TEATRO VERDI 2^ edizione

Cassolnovo: rassegna il TEATRO VERDI 2^ edizione

CASSOLNOVO PV SABATO 28 OTTOBRE 2017
TEATRO VERDI via oberdan 6 ore 21.00
ENTRATA AD OFFERTA il ricavato sarà destinato all acquisto di attrezzature scolastiche delle scuole di Cassolo e Molino .
Rassegna Il TEATRO al VERDI 2^ edizione
DE MORI Francesca in
“ALTRE STRADE” con
Francesca DE MORI voce
Daniele PETROSILLO contrabbasso
Raffaele KOHLER tromba
Ivan CICCARELLI batteria , percussioni
Salvatore PEZZOTTI pianoforte , tastiere
INTERVENTI ATTORIALI di disturbo degli “ eLeMENTI”
Info e prenotazioni 3335740348 uff biblioteca 0381910150 culturale 0381911252

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Prosegue la rassegna IL TEATRO AL VERDI con appuntamenti molto diversificati( sabato scorso grande affluenza di pubblico con lo spettacolo sul bullismo) all’insegna del qualità anche sabato appuntamento di alto livello artistico,-poetico e allo stesso tempo musicale con l’ensemble di Francesca DE MORI cantante che già si era esibita l’ anno scorso a Cassolnovo in un concerto a forti tinte swing dove il folto pubblico ha apprezzato molto le sue doti di vocali oltre che di interprete sopraffina.Questa volta si esibirà con una formazione diversa , in un insolito quanto promettente spettacolo con intromissioni teatrali a sorpresa.
La voce suadente, sinuosa e molto espressiva della cantante milanese sarà accompagnata dal partner e autore di gran parte delle musiche DANIELE PETROSILLO al contrabbasso in un quintetto di musicisti di alto livello .Le grandi affinità tra i due sono alla base del disco recentemente pubblicato e che presenteranno a Cassolnovo.
Lo spettacolo che prende il nome dal disco ha il titolo significativo “ ALTRE STRADE “ e nasce proprio da un percorso di riflessione profonda sul senso della vita, con musica e testi che vogliono raccontare con modi garbati, per usare le parole dell’artista, “ la possibilita’ di guarirsi col contatto con gli elementi della natura colgliendo la rinascita nel tempo che scorre, che ci attraversa e si ripet dentro di noi”
Concetti insoliti, soprattutto se contenuti nelle canzoni e solo con la poesia si può fare. La DE mORI ci è riuscita impreziosendo i testi in italiano via via con atmosfere diverse dal jazz alla classica al pop mantenendo una grande orecchiabilità e cantabilità . L’artista milanese si muove a suo agio mostrando grande espressività e una maturazione avvenuta nel solco della tradizione con molti spunti innovativi, del resto pur essendo al suo primo disco non può certo essere considerata solo una promessa, da anni si muove con grande personalità sulla via delle grandi intrerpreti classiche della canzone italiana e del jazz in particolare( Mina, Vanoni ,Fitzgerald, Vaughan,Mc Crae..) . Dalle solide basi classiche ha saputo innovareil suo stile miscelando la tradizione con nuove tecniche vocali ( biomusica,soul voice, metodi funzionali …)portando il suo canto ad una naturalezza strettamente connessa all’ambiente esterno e interiore. Un concerto quindi dove fluiranno le nuove canzoni : “altre strade”,” Come l’Acqua”, “ Liberamente”” La ruota del tempo”,” Il gioco delle illusioni” impreziosite dall’esecuzione di un ensemble d’ eccezione. Musicisti capaci come pochi di toccare l’animo degli spettatori, grandi virtuosi, dalle più svariate provenienze,a cominciare dall’ eclettico trombettista Raffaele Kohler fondatore degli Ottavo Richter , collaboratore di gruppi di livello internazionale come :Trio Mirkovic, Trimuzike..al vulcanico batterista e percussionista Ivan Ciccarelli già collaboratore di Eros Ramazzotti,Jovanotti, Finardi,883, Ruggiero per finire al pianista Salvatore Pezzotti.
Nel concerto del Teatro Verdi non mancheranno alcune perle rare scovate dal repertorio meno noto della grande canzone d’autore come : “ A che servono gli dei” di Rossana Casale, “L’isola” interpretata da Ornella Vanoni, “ E ti vengo a cercare” di Franco Battiato ed altre interpretazioni di classici di Ivano Fossati, Paolo Conte, Pino Daniele ,Alice e persino dei Matia Bazar .Autori ed interpreti legati tra loro dal filo della grande poesia, vero quid in più della serata considerando che tra un brano e l’altro all’improvviso interverrà il gruppo degli “ eleMENTI” con brevi monologhi , strofe volanti “spoeticamente” e per dirlo con le loro parole con “azioni di disturbo”. Una serata che promette molto al Teatro Verdi a Cassolnovo, un grande antipasto prima della rassegna SU DI TONO !!! che per 4 sabati a Novembre porterà i concerti dei grandi della musica rock, jazz blues e canzone d’autore. Come per tutte le serate l’ENTRATA alle 21.00 è AD OFFERTA e il ricavato sarà destinato all acquisto di attrezzature scolastiche delle scuole di Cassolo e Molino .

Un Presidente Maduro

Un Presidente Maduro

di Marco Consolo

Con le elezioni dello scorso 15 ottobre dei governatori dei 23 Stati che compongono il Venezuela, il processo bolivariano segna un altro punto a suo favore, vincendo in 18 e perdendo solo in 5 (Zulia, Anzoategui, Tachira, Merida e Nueva Esparta). Con una storica partecipazione al voto amministrativo di circa il 61% degli elettori, i candidati del Gran Polo Patriottico (PSUV, PCV, ed altri) si impongono con il 54%, contro il 45 % dell’opposizione della MUD. Dopo mesi di violenza organizzata dai settori più oltranzisti dell’opposizione (con il tragico saldo di più di 100 morti), e dopo l’elezione dell’Assemblea Nazionale Costituente che aveva riportato la calma nel Paese, il Venezuela dà al mondo un’altra lezione di democrazia e di difesa della propria sovranità. La vittoria delle forze che appoggiano il processo bolivariano, nonostante i tanti problemi causati dalla campagna di ingerenza da parte di Washington, è una chiara dimostrazione della solidità delle idee chaviste, dell’appoggio popolare al processo di trasformazione e del fatto che nella sua stragrande maggioranza il popolo venezuelano vuole decidere il proprio destino in forma democratica e pacifica, in base alle regole istituzionali che si è dato.

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Vengono così smentite le previsioni della destra internazionale, della ex-socialdemocrazia (compreso il PD italiano), del partito dei grandi media che decretavano la fine del “chavismo” ormai in minoranza tra la popolazione “stremata dalla mancanza di cibo e medicine” che si sarebbe ribellata alla “dittatura di Maduro”. La stessa strana “dittatura” che celebra in pace le elezioni numero 22 in meno di 19 anni, tutte vinte dalle forze a favore del processo, con l’eccezione di 2:  la prima, nel 2006, riguardava il referendum per l’approvazione della riforma costituzionale, mentre nel secondo caso si trattava delle elezioni al parlamento del 2015.
Ma sarebbe un errore credere che la vittoria rappresenta un “assegno in bianco” per il governo.  Molti sono i problemi da risolvere: la “guerra economica esterna”, un’inflazione galoppante, la corruzione, e la necessità di cambiare il modello di sviluppo ancora troppo dipendente dal petrolio, etc. I nodi sono venuti al pettine da tempo e non sempre la risposta è stata all’altezza.
A proposito dei grandi media internazionali, di fronte al risultato elettorale, la loro strategia è stata quella di minimizzare, di censurare del tutto o di pubblicare “fake news”, pure e semplici menzogne. A casa nostra, “La Repubblica” si distingue per la sua sfacciataggine e cerca di vendere “lucciole per lanterne”, con la foto di dirigenti bolivariani spacciati per persone passate all’opposizione. In pochi casi si cerca di fare da megafono a settori totalmente minoritari dell’opposizione che gridano ai “brogli”, senza uno straccio di prova.

Nonostante la vittoria schiacciante c’è da sottolineare però un dato preoccupante, dato che l’opposizione vince in diversi Stati al confine con la Colombia. Come si sa, in questi anni sono stati al centro delle manovre di destabilizzazione, di omicidi selettivi dei dirigenti sociali, dell’infiltrazione dello squadrismo paramilitare colombiano, della crescita di un’economia criminale a partire dal contrabbando e dal narcotraffico. Uno scenario che, lungi dal pacificarsi, rischia di complicarsi, soprattutto in presenza delle pressioni esterne di Washington.
Infatti, alla vigilia delle elezioni, dopo solo 15 giorni dalla nascita dell’Assemblea Nazionale Costituente (boicottata dall’opposizione), Trump ha minacciato militarmente Caracas con un “intervento umanitario” e il tema Venezuela ha avuto una forte accelerazione nella politica estera statunitense.
E nei giorni seguenti, da Washington sono arrivati segnali chiari che non si trattava di una boutade del Presidente, ma di una precisa direttiva per accelerare i preparativi e concretizzare questa opzione.
È il Pentagono che rivendica il ruolo di protagonista per imporre al Venezuela “aiuti umanitari”, sia per le risorse di bilancio che il Congresso dedica espressamente a questa possibilità, sia per il suo carattere militare. In questo quadro, c’è da sottolineare le prossime manovre militari del Comando Sud statunitense, insieme a Brasile, Colombia e Perù nella località brasiliana di Tabatinga, alla convergenza delle frontiere amazzoniche dei tre Paesi. L’obiettivo specifico dell’operazione AMAZONLOG17 è appunto l’“aiuto umanitario” ad un Paese terzo. Da tempo la Colombia di Santos è candidata a ricevere i rifugiati venezuelani che l’intervento “umanitario” potrebbe avere come risultato, sul modello di Libia e Siria.
E a Washington, in perfetta sincronia, il deputato del Partito Democratico, Eliot L. Engels, presentava in Commissione Esteri della Camera la legge extraterritoriale di “Assistenza Umanitaria e Difesa della governabilità democratica in Venezuela”. Parallelamente il Segretario Generale della Organizzazione degli Stati Americani (OEA), il burattino Luis Almagro, metteva in scena il riconoscimento dello “Stato parallelo” venezuelano, cercando di dare legittimità alla pagliacciata del Tribunale Supremo di Giustizia (TSJ) in esilio.  Non contento di ciò, Almagro fustigava l’opposizione venezuelana, rea di aver partecipato alle elezioni, avallando la “dittatura di Maduro”. Dichiarazioni che hanno provocato la reazione stizzita di Ramos Allup, uno dei leader oppositori.
Mentre Washington e la destra affinano la strategia per far cadere il governo Maduro, il processo bolivariano è obbligato a dare un “golpe de timón” come lo aveva definito Chavez. Unità interna, difesa del processo e riconversione del modello produttivo sembrano le priorità di questa fase.
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Ordine del giorno contro il fiscal compact da presentare nei consigli comunali

Ordine del giorno contro il fiscal compact da presentare nei consigli comunali

Pubblicato il 20 ott 2017
Care compagne e cari compagni,
Vi invio copia dell’appello congiunto elaborato dalle “Rete delle Città in Comune” e da Attac Italia per riaprire una lotta di massa contro il fiscal compact e per l’abrogazione della normativa (Trattato europeo sulla “stabilità” e legge italiana di recepimento) che lo introdusse cinque anni fa.
Alla definizione di questo appello hanno lavorato molte amministratrici ed amministratori del PRC – SE o eletti in liste unitarie della sinistra alternative al PD.
Non è questa la sede per analizzare dettagliatamente i danni sociali che questa politica ultraliberista, resa ancor più drammatica dall’introduzione del “pareggio di bilancio” in Costituzione, ha creato in Italia in questi anni aumentando povertà, disoccupazione e disuguaglianze, contribuendo, in questo modo, a rendere sempre meno esigibili i diritti costituzionali sociali e sanitari ecc. delle cittadine e dei cittadini.
Su questi temi della lotta alle politiche economiche liberiste dei governi degli ultimi anni è in atto un’importante campagna politica del Partito a partire dalla lotta per le pensioni e contro la nuova legge di stabilità di cui siete sicuramente informati.
Questa battaglia per essere vinta necessita di una mobilitazione politica e sociale che costringa il Parlamento a prenderne atto, tenendo conto che l’art. 16 del Trattato Europeo Fiscal Compact prevede che, entro il 31 dicembre 2017, i Parlamenti nazionali siano chiamati a valutare l’efficacia o meno di detto accordo, prevedendo, in caso di positiva valutazione, un suo inserimento a pieno titolo nei trattati europei.
Riteniamo perciò importante presentare l’ODG che Vi allego in tutti i consigli comunali dove siamo presenti e lavorare (ovviamente eventualmente modificandolo ed arricchendolo a livello locale), costruendo iniziative di massa ed alleanze per farli discutere e, dove è possibile, approvare.
Infatti gran parte delle misure di austerità sono state in questi anni scaricate sugli enti locali, attraverso il Patto di stabilità interno, i tagli ai trasferimenti erariali, i tagli lineari delle spending review, fino a minarne la primaria funzione pubblica e sociale di ente di prossimità per i servizi ai cittadini.
Nel ringraziarVi per il Vostro impegno nella presentazione dell’Ordine del Giorno, Vi prego di dare notizia delle iniziative che farete scrivendo alla mail della rete politicaincomune@gmail.com ed anche al PRC-SE inviando una mail a direzione@rifondazione.it.
Per ogni eventuale informazione e chiarimento potete scrivermi alla mail raffaele.tecce@rifondazione.it o telefonare al 334 6603135.
Affettuosi saluti
Raffaele Tecce
responsabile Enti Locali della Segreteria nazionale del PRC-SE
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Rete delle Città in Comune & ATTAC – Italia
STOP FISCAL COMPACT
LA RETE DELLE CITTÀ IN COMUNE E ATTAC
SCRIVONO AI SINDACI
Ai Sindaci e ai Consiglieri Comunali
A fine 2017, cinque anni dopo la sua approvazione, il Fiscal Compact deve essere valutato dai Parlamenti nazionali e potrebbe, in seguito a valutazione positiva, essere inserito nell’ordinamento europeo, divenendo giuridicamente superiore alla legislazione nazionale e rendendo irreversibili le politiche d’austerità.
Se dovesse essere confermato, il Fiscal Compact prevederà per il nostro Paese l’obbligo nei prossimi 20 anni a portare il rapporto debito-PIL dall’attuale 132% al 60% con un taglio annuale della spesa pubblica di 50 miliardi.
Le conseguenze sistemiche di queste politiche sono sotto gli occhi di tutti: un forte aumento della povertà assoluta, della disoccupazione, dell’abbandono scolastico precoce, delle persone che devono rinunciare alle cure sanitarie, delle disuguaglianze.
Ma è negli Enti Locali che i vincoli del trattato, trasmessi dai vincoli di bilancio e dal taglio dei trasferimenti, scaricano il massimo di negatività.
Sono sempre di più i Comuni e le Regioni, privati di una vera autonomia, costretti a ridurre, anche drasticamente, servizi essenziali, ad aumentare il carico fiscale e tariffario in particolare sulle fasce a basso reddito, a svendere beni immobili, a privatizzare le aziende comunali.
Lo sanno bene i Sindaci e i Consiglieri Comunali, che a contatto diretto con la popolazione si trovano ad essere l’ultimo anello di una catena che sta imprigionando le fasce più deboli della società.
La valutazione degli effetti del Fiscal Compact non può, perciò, essere lasciata al solo Parlamento. Le comunità locali, che più hanno sofferto per questa politica, devono essere parte integrante della valutazione, prendere parola e partecipare al processo di valutazione.
Per questo ci rivolgiamo ai Sindaci e ai Consigli Comunali perché, in difesa delle popolazioni che rappresentano e del loro diritto a ricevere cure e servizi, si uniscano all’appello al Parlamento affinché l’Italia, nell’ambito di una valutazione negativa delle conseguenze del Fiscal Compact, si ritiri dal trattato, si opponga, in ogni caso, alla sua introduzione nella legislazione dell’Unione Europea e promuova un’ampia discussione per una politica economica di uscita dall’austerità.
Vi chiediamo quindi di aderire, come la Rete delle Città in Comune ha già fatto, alla petizione al Parlamento promossa da Attac Italia e altre associazioni della società civile e di approvare nei Consigli Comunali Ordini del Giorno in tal senso.
Rete delle Città in Comune – ATTAC – Italia
Ordine del giorno contro il fiscal compact da presentare nei consigli comunali

 
ORDINE DEL GORNO PER CONSIGLI COMUNALI SUL FISCAL COMPACT

IL CONSIGLIO COMUNALE DI……………………….

premesso che:

– in data 2 marzo 2012 è stato approvato un accordo, sottoscritto da 25 dei 28 stati membri dell’Unione Europea, denominato Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria, meglio conosciuto come Fiscal Compact, entrato in vigore a partire dal 1 gennaio 2013;

considerato che:

– il Fiscal Compact si colloca nel solco di una serie di trattati e regolamenti (Maastricht, Six Packs, Two Packs) che hanno impresso una svolta alle politiche economiche dell’Unione Europea, con l’affermarsi di misure liberiste fondate sul paradigma dell’austerità;

– il Fiscal Compact rende ancor più stringenti le politiche di austerità, attraverso l’imposizione della regola per cui il debito di ogni paese deve rimanere o ritornare al di sotto del 60% del Pil, entro i prossimi venti anni, la qual cosa significherà tagli alla spesa pubblica pari ad oltre 50 miliardi di euro l’anno per i prossimi venti anni;

– il Fiscal Compact ha aggiunto il “carico da 90” dell’obbligo per gli Stati contraenti di inserire la “regola aurea” del pareggio di bilancio nel proprio diritto interno, “preferibilmente a livello costituzionale”, come l’Italia ha fatto con Legge n. 243/2012;

rilevato che:

– le misure di austerità applicate in questi anni hanno già provocato enormi danni sociali, con un forte aumento della povertà assoluta (4,7 milioni di persone) e della povertà relativa (8,4 milioni), e la messa in discussione di diritti primari come il lavoro (37% di disoccupazione giovanile), la salute (12 milioni di persone che rinunciano alle cure) e l’istruzione (15% di abbandono scolastico)

– gran parte delle misure di austerità sono state in questi anni scaricate sugli enti locali, attraverso il Patto di stabilità interno, i tagli ai trasferimenti erariali, i tagli lineari delle spending review, fino a minarne la primaria funzione pubblica e sociale di ente di prossimità per i servizi ai cittadini;

visto che:

– l’art. 16 del Fiscal Compact prevede che entro il 31 dicembre 2017, i Parlamenti nazionali siano chiamati a valutare l’efficacia o meno di detto accordo, prevedendo, in caso di positiva valutazione, un suo inserimento a pieno titolo nei trattati europei;

– in caso di inserimento a pieno titolo nei trattati europei, il Fiscal Compact godrebbe di una posizione di primato sull’ordinamento giuridico italiano, rendendo irreversibili le politiche liberiste di austerità;

CHIEDE AL PARLAMENTO

a) di dare un giudizio negativo sugli effetti del Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria, meglio conosciuto come Fiscal Compact, ritirando contestualmente l’adesione del nostro Paese e comunque impedendo che venga incardinato nel diritto dell’Unione Europea, conferendogli quel primato del diritto comunitario che lo renderebbe irreversibile;

b) di avviare in sede europea, nelle istituzioni e nella società, una discussione ampia per la revisione e il superamento di tutti i trattati e regolamenti (a partire dal Patto di stabilità e crescita e dal pareggio di bilancio in Costituzione) che hanno impresso una svolta alle politiche dell’’Unione Europea e che hanno scaricato la gran parte delle misure liberiste e di austerità sugli enti locali;
;
IMPEGNA IL SINDACO

a) ad inoltrare questo ordine del giorno alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica;

b) ad inoltrare questo ordine del giorno all’Anci, sollecitandolo a prendere analoga posizione;

c) ad informare la cittadinanza sulle motivazioni del presente ordine del giorno.

Video conferenza Andrea Fumagalli su capitalismo e lavoro

Video conferenza Andrea Fumagalli su capitalismo e lavoro

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Solidarietà e appoggio al Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista Fed. di Pavia Piero Rusconi

Solidarietà e appoggio al Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista Fed. di Pavia Piero Rusconi

Pavia, 18 ottobre 2017
SOLIDARIETA’ E APPOGGIO AL SEGRETARIO PROVINCIALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

PIERO RUSCONI
Lunedì sera in Consiglio Comunale a Pavia è avventa una scena vergognosa.

Durante il dibattito sul referendum indetto dalla Regione Lombardia il nostro Segretario Provinciale Piero Rusconi, che esprimeva le ragioni contrarie allo svolgimento dello stesso con giuste critiche alla gestione Maroni, è stato oggetto di urla ed offese da parte dei sostenitori del SI’, che, nel tentativo di far tacere una voce discorde, hanno dimostrato in questo modo la loro arroganza e maleducazione e il loro strano concetto di democrazia.

Nell’esprimere piena solidarietà ed appoggio a Piero Rusconi contro l’intolleranza leghista e delle destre, ribadiamo le ragioni per cui invitiamo i cittadini a non partecipare al “referendum truffa”.

Il referendum, con un quesito del tutto irrilevante, è completamente inutile, serve solo a far iniziare la campagna elettorale del 2018 a favore della giunta Maroni.

E’ un espediente per indirizzare il disagio dei cittadini verso bersagli sbagliati e per far dimenticare che la Regione Lombardia ha gravi responsabilità nel taglio della sanità pubblica (vedi la chiusura notturna del Pronto Soccorso a Mede, alla quale seguirà Mortara) e nel favorire quella privata a favore dei “soliti noti”, nelle infrastrutture fatiscenti come strade e ponti, nel favorire autostrade deserte e costose come la BRE-BE-MI; la regione ancora vuole la BRONI- MORTARA, mentre la rete ferroviaria è al collasso proprio per responsabilità primaria della Regione.

Vogliono far dimenticare che la Regione Lombardia ha autorizzato il degrado ambientale del territorio con i fanghi, gli inceneritori, la gestione dei rifiuti in mano a grossi potentati economici.

Per questo cercano di intimidire le “voci fuori dal coro”, ma continueremo sul territorio le battaglie per l’ambiente, per trasporti decenti, a favore dei lavoratori, contro la “distrazione di massa” del referendum.

Alaa Nasser
Teresio Forti
Gianni De Paoli
Giuseppe Abbà

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

DELLA FEDERAZIONE DI PAVIA

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