Archivio for ottobre 11th, 2017

La salute è un nostro diritto non un vostro business

La salute è un nostro diritto non un vostro business

La salute è un nostro diritto non un vostro business

Nonostante fosse un lunedì sera la sala del consiglio comunale di Casorate Primo si è riempita in fretta, soddisfatti i compagni della sez. locale di Rifondazione Comunista che hanno messo all’ordine del giorno la delibera regionale sui malati cronici e il problema delle lunghe liste d’attesa per esami e prestazioni mediche.
Relatrice della serata ALBAROSA RAIMONDI medico che in passato ha ricoperto il ruolo di vicedirettore del Policlinico di Milano che ha sostituito egregiamente Vittorio Agnoletto, che insieme a Medicina Democratica hanno fatto luce sull’ennesimo tentativo di privatizzare ulteriormente la sanità pubblica.
(per capire il contenuto della delibera alleghiamo di seguito un articolo di Vittorio Agnoletto e ALBAROSA RAIMONDI che illustrano chiaramete i contenuti di tale riforma “maroniana”)
Maroni ha recentemente dichiarato che bisogna votare SI al referendum perché la prima cosa che la Regione chiederà è di essere autonoma dal servizio sanitario nazionale, significa che se la Regione non avesse avuto il vincolo che la sanità dipende ancora da una legge nazionale avrebbe di colpo abolito i medici di medicina generale per trasformarli tutti in gestore”.
Nel 1978 ci siamo dotati di un sistema sanitario nazionale molto avanzato (invidiato da molte democrazie occidentali), con i primi provvedimenti nel 1993 di formighiana memoria ci siamo indirizzati verso un ridimensionamento del pubblico a favore sempre più del privato accreditato per arrivare oggi ad avere in Lombardia un rapporto quasi al 50%.
In questo i tagli lineari governativi, il mancato turnover, il blocco delle assunzioni stanno stravolgendo lo stesso SSN, per questo smascherata l’operazione è richiesto a tutti i soggetti in campo, in primis i cittadini che dovrebbero informarsi perché al momento tutto è confinato nelle segrete stanze regionali.
Medicina Democratica e alcuni sindacati medici hanno proposto ricorso al TAR della Lombardia: per la sospensiva il TAR ha risposto negativamente data la complessità del problema.
E’ in corso da parte dei ricorrenti la richiesta di fissazione dell’udienza di merito. Le ragioni essenziali del ricorso riguardano la non costituzionalità della delibera (una delibera che modifica le leggi?), nonché nelle sue conseguenze in termini di confusione, estrema complicatezza, inappropriatezza, infine privatizzazione del sistema; Il tutto nella più totale assenza di informazione dei cittadini.
La serata si è conclusa con una disamina puntuale della D.ssa Albarosa sul tema delle liste d’attesa ( usate spudoratamente per avallare il nuovo sistema), in cui viene evidenziato come queste siano create ad hoc per foraggiare il privato, il loro superamento è possibilissimo e passa esclusivamente per la volontà politica di eliminarle, in primis da parte dei vari direttori sanitari.
L’impegno che ci siamo presi come Partito sarà quello nei prossimi mesi di sviluppare un forte campagna di sensibilizzazione sui temi in questione, saremo di fronte alle strutture sanitarie territoriali con volantinaggi per richiamare tutti alla difesa e per la sua attuazione di quanto contenuto nella nostra bella Costituzione.
Art .32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti……
Per tenersi informati l’invito è quello di sintonizzarsi sulle frequenze di Radio Popolare ogni giovedì dalle 10.35 alle 11.30 per la trasmissione dedicata alla nostra salute “37 e 2”.
Gianni Radici
Segr. Circolo di Casorate Primo-Motta Visconti-Bereguardo-Bubbiano

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di Vittorio Agnoletto e Albarosa Raimondi

Regione Lombardia: sei malato? Non chiamare il medico, ora c’è il gestore.

Il titolo, purtroppo, non è uno scherzo, ma è quello che sta avvenendo in Regione Lombardia. Per ora riguarda una sola Regione ma, se dovesse realizzarsi, è probabile che in pochi anni troverà estimatori anche in molte altre parti d’Italia. E’ una vicenda (volutamente) complicata ma proverò a spiegarla nel modo più semplice possibile, convinto che ognuno abbia diritto di essere pienamente informato su quello che riguarda il presente e il futuro della sua salute.

Con due delibere, la n. 6164 del 3 gennaio e la n. 6551 del 4 maggio 2017, la giunta regionale lombarda, senza nemmeno una discussione in Consiglio regionale, sta modificando totalmente l’assistenza sanitaria in Lombardia e cancellando alcuni dei pilastri fondativi della legge di riforma sanitaria la n. 833 del ’78.

La non costituzionalità di tali delibere è stata sollevata attraverso un ricorso al Tar dall’Unione Medici Italiani ed un altro ricorso è in arrivo da Medicina Democratica. Gli Ordini dei medici di Milano e della Lombardia sono insorti: la giunta regionale si è limitata ad inserire qualche modifica di facciata proseguendo a vele spiegate verso una terza delibera attuativa attesa in questi giorni.

La vicenda riguarda, secondo le stime della Regione, circa 3.350.000 cittadini “pazienti cronici e fragili” che sono stati suddivisi in tre livelli a seconda della gravità della loro condizione clinica. Costoro riceveranno in autunno una lettera attraverso la quale la Regione li inviterà a scegliersi un “gestore” (la delibera usa proprio questo termine) al quale affidare, attraverso un “Patto di Cura”, un atto formale con validità giuridica, la gestione della propria salute. Il gestore potrà essere loro consigliato dal medico di base o scelto autonomamente da uno specifico elenco.

Il gestore, seguendo gli indirizzi dettati dalla Regione, predisporrà il Piano di Assistenza Individuale (Pai) prevedendo le visite, gli esami e gli interventi ritenuti da lui necessari; “il medico di medicina generale (Mmg) può eventualmente integrare il Pai, provvedendo a darne informativa al Gestore, ma non modificarlo essendo il Pai in capo al Gestore”.

La Regione ha individuato 65 malattie, per le quali ha stabilito un corrispettivo economico da attribuire al gestore a secondo della patologia presentata da ogni persona da lui gestita. Se il gestore riuscirà a spendere meno della cifra attribuitagli dalla Regione potrà mantenere per sé una quota dell’avanzo, eventualmente da condividere con il Mmg che ha creato il contatto. Il gestore non deve per forza essere un medico, può essere un ente anche privato e deve avere una precisa conformazione giuridica e societaria e può gestire fino a… 200.000 persone.

E’ facile immaginare che nelle scelte dei gestori conterà maggiormente il possibile guadagno piuttosto che la piena tutela della salute del paziente, il quale potrà cambiare gestore ma solo dopo un anno. Scomparirà ogni personalizzazione del percorso terapeutico e ogni rapporto personale tipico della relazione con il medico curante. Per una società che gestirà 100/200.000 Pai (Piani di Assistenza) ogni cittadino è un numero asettico potenziale produttore di guadagno.

Il Mmg viene quindi privato di qualunque ruolo, sostituito da un manager e da una società; ed è questa una delle ragioni che ha fatto scendere sul piede di guerra i camici bianchi. Se avesse potuto la Lombardia avrebbe cancellato la figura dei Mmg, ma per ora una Regione non può modificare i pilastri di una legge nazionale come la legge 833. Ma all’orizzonte c’è il referendum sull’autonomia regionale voluto dal presidente leghista, un referendum consultivo ma che verrà fortemente enfatizzato. Ci sentiremo dire che l’autonomia da Roma permetterà di rendere pienamente operativa questa “eccellente riforma regionale”. Di bufale sulla sanità ne abbiamo già sentite molte, da Renzi alla Lorenzin e questa non sarà l’ultima.

Una “legge eccezionale”, sosterrà la Regione, perché eviterà che cittadini malati, in maggioranza anziani, debbano impazzire con le ricette, le telefonate interminabili ai centralini regionali per fissare le visite, le code agli sportelli, le liste di attesa ecc. ecc.

La Regione Lombardia non dirà che tutti questi disagi sono stati costruiti ad arte, prima da Roberto Formigoni e poi da Roberto Maroni, per spingere i cittadini verso la sanità privata che li aspetta con gioia per lucrare ulteriormente sulla loro pelle. Se il Tar non cancellerà queste delibere e se le organizzazione della società civile non si ribelleranno è forte il rischio che molti nostri concittadini accetteranno quasi con riconoscenza il piano della Regione; salvo poi accorgersi che ad essere trascurata sarà proprio la loro salute. Ma allora sarà troppo tardi.

13 ottobre:sciopero studentesco dell’alternanza

13 ottobre:sciopero studentesco dell’alternanza

Comunicato stampa
Milano, 11 ottobre 2017
Sciopero studentesco dell’alternanza.

Giovanna Capelli Segreteria Regionale Lombardia  Rifondazione Comunista, responsabile Scuola, Università, Ricerca ha dichiarato: «Condividiamo pienamente le ragioni che animano la mobilitazione studentesca nazionale indetta per il 13 ottobre. Uno sciopero dunque contro una delle norme più devastanti della cosiddetta “Buona Scuola”».
13 ottobre:sciopero studentesco dell’alternanza

RIFONDAZIONE COMUNISTA condivide pienamente le ragioni che animano la mobilitazione strudentesca nazionale indetta per il 13 ottobre prossimo sotto la parola d’ordine « Sciopero dell’alternanza». Uno sciopero dunque contro una delle norme più devastanti della cosiddetta «Buona Scuola,, quella che la connette strutturalmente alla logica perversa del mercato, della privatizzazione, l’alternanza scuola lavoro. Ore di studio e di approfondimento sostituite obbligatoriamente da stages senza senso e da lavoro gratuito senza diritti e senza tutele, un addestramento al futuro lavoro precario e senza qualità.(sono stati fatti accordi ministeriali con MC Donald e Zara !!!)     Uno scandalo che mette spesso in gioco anche la incolumità degli studenti e delle studentesse. Basta citare il recente caso dello studente ferito a La Spezia mentre guidava un muletto durante le ore di alternanza .
Tutte e tutti in piazza dunque venerdì 13 ottobre con tutti gli studenti e le studentesse che vogliono una scuola secondo la Costituzione libera e svincolata da interessi di parte, capace di costruire quel futuro che le politiche neoliberiste stanno rubando alle nuove generazioni.
Giovanna Capelli
Segreteria Regionale Lombardia
Rifondazione Comunista,responsabile Scuola, Università,Ricerca
sciopero dell’alternanza