Archivio for novembre, 2017

Sinistra antiliberista, lavori in corso: vietato fermarsi!

Sinistra antiliberista, lavori in corso: vietato fermarsi!

Sinistra antiliberista, lavori in corso: vietato fermarsi!
Pubblicato il 17 nov 2017
di Andrea Ferroni, Portavoce Nazionale Giovani Comunisti/e –

Il 18 Novembre avremmo dovuto partecipare – dopo oltre 100 assemblee territoriali – ad una assise decisiva del percorso iniziato al teatro Brancaccio di Roma il 18 Giugno scorso.

Il Brancaccio ha rappresentato per me una reale occasione, un vero momento di discussione e partecipazione tra i tante e le tante (non tutti purtroppo) che in questi anni hanno resistito e continuano a resistere faticosamente, ma con un coraggio da leoni, nelle strade, nelle città, nelle province, nei luoghi di lavoro e in ogni aspetto della propria vita alle politiche neoliberiste.

Penso a tutti noi, a chi milita nelle associazioni, nei movimenti, negli spazi sociali, nei partiti; a chi, organizzando e partecipando ai comitati del NO al Referendum del 4 Dicembre ha festeggiato con noi la vittoria nella battaglia in difesa della costituzione; a chi ancora riempie le piazze, a chi si getta anima e corpo nelle lotte, a chi ancora insegue la certezza che un altro mondo non solo sia possibile, ma sia anche necessario.

Per me questo è stato, e rimane, il percorso del Brancaccio, un modo per rovesciare tutto, per invertire la rotta di un paese ormai vittima da tanti anni delle politiche neoliberiste, portate avanti sia dal centro-destra che dal centro-sinistra. L’espressione “rimane” non è casuale, abbiamo l’occasione e la necessità di non rovinare quanto di buono fatto in questi mesi e migliorare il percorso.

La necessità è quella di dare voce alle mille vertenze di conflitto sociale aperte in questo Paese, pensiamo alla campagna Stop-Ttip, agli operai dell’Ilva che occupano la fabbrica, agli studenti che scendono nelle piazze italiane per dire No all’alternanza scuola-lavoro, ai No-Tav, ai No-Tap e molti altri ancora, questi dovranno essere il nostro programma vivente.

Per farlo va ribadito che il percorso del neoliberismo in Italia non inizia con la stagione del renzismo, quindi con Jobs Act e Buona Scuola, ma delle riforme precedenti che hanno fatto da spartiacque a quest’ultime, pensiamo alla riforma Treu sul lavoro e alla riforma Berlinguer per la scuola.

Per questo l’appello lanciato dai compagni dell’Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo di Napoli (che viene fuori dalla pancia e dal cuore) di riaprire e ravvivare a partire dalle assemblee territoriali e da tutte le forze pulite li presenti un percorso dato dai media per morto non può che essere accolto, condiviso e rilanciato con entusiasmo.

A questi compagni sono grato anche perché la proposta parte proprio da chi dal Brancaccio si era sentito sbattuto fuori.

Alla luce di queste mie brevi riflessioni, mi unisco al loro appello e chiedo perciò a tutti/e (in primis ai Giovani Comunisti, ma in maniera più ampia anche a tutta la mia generazione) uno sforzo sovraumano che, a partire da questo sabato, possa davvero ambire a ricompattare le numerose, generose e fondamentali esperienze dell’alternativa socialista reale disseminate nei nostri territori, troppo spesso, ahimè, atomizzate.

Il 18 Novembre andiamo tutti e tutte a Roma, partecipiamo all’assemblea da protagonisti, dimostriamo che il popolo, quando sa organizzarsi, non ha bisogno di mentori, leader, messia o padroni.

Dimostriamolo lavorando insieme per costruire la rappresentanza delle istanze di chi subisce l’ingiustizia e la marginalizzazione sociale e della parte migliore del paese, quella propositiva e solidale. Possiamo ambire a rappresentarli perché loro siamo noi.

E possiamo costruirla dalla base, perché noi siamo la base. Sono anni che ci dipingono come nichilisti, superficiali svogliati e individualisti: non siamo appassionati alla politica, siamo disinteressati alla società, rassegnati e indifferenti; dimostriamo che non è così.

E’ arrivato il momento di riprenderci il presente per costruire un futuro diverso. E cambiare questo paese da protagonisti. Stavolta davvero.

SINISTRA – ACERBO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) A FRATOIANNI: «BENE APPELLO ALL’UNITA’ DELLA SINISTRA. MA CHE SIA SINISTRA ALTERNATIVA AL PD PRIMA E DOPO LE ELEZIONI, OPPURE A NOI NON INTERESSA».

SINISTRA – ACERBO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) A FRATOIANNI: «BENE APPELLO ALL’UNITA’ DELLA SINISTRA. MA CHE SIA SINISTRA ALTERNATIVA AL PD PRIMA E DOPO LE ELEZIONI, OPPURE A NOI NON INTERESSA».

COMUNICATO STAMPA
SINISTRA – ACERBO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) A FRATOIANNI: «BENE APPELLO ALL’UNITA’ DELLA SINISTRA. MA CHE SIA SINISTRA ALTERNATIVA AL PD PRIMA E DOPO LE ELEZIONI, OPPURE A NOI NON INTERESSA».

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Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-S, dichiara:
«Nicola Fratoianni ha lanciato un “accorato appello” all’unità rivolto tra gli altri a Rifondazione Comunista. Ne apprezzo il tono ben diverso da quello delle interviste recenti.
Spero che non si agiti il tema dell’unità in maniera strumentale ma con seria preoccupazione. Trovo poco plausibile per esempio invitare a subire un accordo di vertice che evidentemente non funziona. È stato un tragico errore depotenziare il Brancaccio per chiudere più facilmente un accordo elettorale, anteponendo a tutto l’asse con MDP.
Per quanto ci riguarda lanciamo anche noi un accorato appello all’unità: vengano accolti i punti proposti da Tomaso Montanari – che noi abbiamo sempre condiviso – per liste rinnovate senza uomini di governo del passato e aperte a forze nuove.
Si esprima chiaramente una linea di alternativa al PD prima e dopo le elezioni: impossibile non dire dove si vuole andare, se l’obiettivo è quello di un polo autonomo della sinistra o la riedizione dell’alleanza con il PD. Un punto davvero dirimente, e che del Brancaccio è stato fondativo.
Si proponga un programma di radicale rottura, capace di parlare alle ferite aperte della nostra società. Assurdo lasciare a Salvini e Di Maio l’obiettivo della cancellazione della riforma Fornero delle pensioni.
Assurdo non tenere ferma una posizione di critica radicale dei trattati europei.
La Cgil definisce il Fiscal Compact nemico di crescita, sviluppo e coesione. Come si fa a fare la sinistra senza impegnarsi a non ratificarlo e insieme a cancellare il vergognoso pareggio di bilancio in Costituzione?
Si ricostruiscano infine percorsi democratici capaci di non frustrare nuovamente il protagonismo e la partecipazione delle tante e dei tanti che in questi mesi hanno organizzato assemblee, discusso di programmi, messo a disposizione tempo, intelligenza, passione politica.
La formazione che dovrebbe nascere il 2 dicembre, se non ci saranno ripensamenti, non avrà l’aspetto della “sinistra nuova e radicale” invocata dal Brancaccio.  Ed è un problema che dovrebbero porsi anche le compagne e i compagni di Sinistra Italiana».

17/11/2017

Assemblea: costruiamo una lista popolare alle prossime elezioni!

Assemblea: costruiamo una lista popolare alle prossime elezioni!

Assemblea: costruiamo una lista popolare alle prossime elezioni!
Pubblicato il 17 nov 2017
Segnaliamo l’assemblea promossa a Roma da Ex Opg  Occupato – Je so pazzo
SABATO 18 NOVEMBRE – ORE 11 – ROMA, TEATRO ITALIA (via Bari, 18)
ASSEMBLEA PER COSTRUIRE UNA LISTA POPOLARE ALLE PROSSIME ELEZIONI!
PARTECIPIAMO, DIFFONDIAMO!
qui il video messaggiomessaggio di lancio: https://www.facebook.com/exopgjesopazzo/videos/1262643900508937/
Di seguito l’appello:
Noi non facciamo i politici di mestiere, non abbiamo niente da perdere, quindi scusateci se parleremo schietto. Ci rivolgiamo a tutta l’Italia, a questo paese che sta scivolando nel risentimento, nell’imbroglio e nella violenza, nel cinismo e nella tristezza, e che però è pieno di gente degna, che resiste ogni giorno, che mantiene dei valori.
Ci chiediamo: perché non possiamo sognare? Perché noi giovani, donne, precari, lavoratori, disoccupati, emigrati ed immigrati, pensionati, perché noi che siamo la maggioranza di questo paese dobbiamo essere rassegnati, ingannati dalla politica, costretti ad astenerci o votare il meno peggio?
Perché dobbiamo emigrare, perché dobbiamo accettare di essere umiliati per un lavoro, perché dobbiamo farci venire l’ansia per far quadrare i conti della famiglia, perché ci dobbiamo nascondere se pensiamo cose diverse da quelle razziste e inumane urlate ogni giorno in TV? E perché se siamo donne dobbiamo accettare disuguaglianze ed umiliazioni ancora più gravi, molestie, violenza verbale e fisica?
Perché non possiamo sognare di migliorare tutti insieme la nostra condizione, di prenderci diritti e salari decenti, di poter vivere una vita collaborando con il prossimo?
Noi dopo aver subito dieci anni di crisi siamo stufi, non ce la facciamo più. Dopo anni, ed evidenti prove, abbiamo la piena consapevolezza che nessuna delle forze politiche attuali ci può rappresentare. Le loro differenze sono tutte un teatrino. Sembrano litigare ma poi in fondo sono tutti d’accordo, e nei fatti per noi non cambia niente. Anche perché non vivono le nostre condizioni.
Nessuna delle forze politiche dice: la gente ha fame, prendiamo i soldi dai ricchi che in questi anni se ne sono messi in tasca tanti, facciamo una vera patrimoniale, recuperiamo la grande evasione. Oppure: togliamo soldi alle spese militari e assumiamo giovani da mettere a lavoro per sistemare scuole, ospedali, territori, visto che abbiamo un paese che cade a pezzi. Aboliamo Jobs Act e contratti precari, lanciamo un programma di investimenti pubblici, disobbediamo a Fiscal Compact e ai tagli dei servizi…
Non lo dicono e quando pure un po’ lo dicono non lo possono fare, perché hanno tutti dei buoni rapporti da salvare, con le banche e con Confindustria. Per questo parlano, parlano. Solo noi non possiamo parlare mai. A noi ci hanno chiuso fuori dal teatrino. Ma se noi che siamo esclusi ci organizzassimo? Se saltassimo sul palco?
È una cosa da pazzi, però, visto che nessuno ci rappresenta, rappresentiamoci direttamente!
Inutile aspettare che qualcuno ci venga a “salvare”. L’ultimo tentativo del genere è stato quello iniziato a giugno da Falcone e Montanari, sostenuti da diverse forze partitiche. Tentativo che ha ripetuto tutti gli schemi fallimentari della sinistra degli ultimi dieci anni, anzi peggio. È iniziato facendo parlare Gotor di MDP, cacciando dal teatro chi osava contestare D’Alema, ed è continuato in una marea di chiacchiere sterili, inseguendo Pisapia e vedendosi in segrete stanze, finché da quel teatro non sono stati cacciati proprio tutti. Perché rischiavano di decidere troppo. Rischiavano di fare una cosa troppo a sinistra.
Ecco, siamo stanchi di tutte le cose “un poco” a sinistra, di ambiguità, di mezze parole. Bisogna parlare chiaro, anche perché non c’è tempo. Dobbiamo organizzarci e usare questi mesi di campagna elettorale per parlare fra di noi, per parlare di noi, per gridare tutti insieme, per far esistere un messaggio di riscossa agli occhi di milioni di persone, perché noi esistiamo già, nei territori, nei quartieri popolari, nelle università e quotidianamente mettiamo a disposizione tempo ed energia per provare a costruire qualcosa di nuovo dal basso. E magari anche per divertirci, perché la situazione è tragica, ma lottare è bello, ti fa progettare, ti ridà un futuro, ti regala momenti di gioia
Ci hanno detto che per fare le cose ci vogliono raccomandazioni, soldi, mezzi. Ma ce l’hanno detto per scoraggiarci, o per farci andare con loro… Non è vero! Anche una persona da sola può fare la differenza, può salvare delle vite, può rendere il suo quartiere migliore. E mille persone pulite e determinate possono cambiare un paese.
Quindi iniziamo da qualche parte. E iniziamo per non smettere, per costruire qualcosa che vada da qui a cinque, a dieci anni. Ricominciamo a pensare di poter fare la storia! Perché non possiamo sognare, e realizzare un poco alla volta questo sogno?
Ci vediamo a Roma sabato 18 novembre, alle 11, al Teatro Italia. Bisogna sognare!

“NO BLOQUEO”

“NO BLOQUEO”

Pubblichiamo di seguito la lettera di adesione del Partito a livello nazionale,  a firma del Compagno Marco Consolo, Responsabile Nazionale del Dipartimento Esteri PRC-SE alla manifestazione nazionale “NO BLOQUEO”  indetta dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba che si terrà a Milano sabato 02 Dicembre 2017.

Invitiamo tutte le nostre compagne ed i nostri compagni alla massima partecipazione.

La Segreteria Regionale / Prc/SE Lombardia  
 
 
Att. SERGIO MARINONI
Presidente dell’Associazione Nazionale
di Amicizia Italia-Cuba
 
Caro Presidente, caro compagno, caro Sergio,con la presente ti invio la nostra convinta adesione alla manifestazione nazionale promossa dall’Associazione Italia-Cuba contro il criminale bloqueo nei confronti della Rivoluzione cubana e contro il silenzio complice di tanta parte dei media sui suoi effetti.
Come si sa, il bloqueo, che va avanti dal 1962, è stato condannato per ben 25 anni consecutivi dall’ONU, con l’ultimo risultato di 191 voti a favore, nessun contrario e 2 astensioni (Israele e, paradossalmente, gli stessi Stati Uniti).

Oggi l’amministrazione Trump è impegnata a cancellare le pur timide aperture realizzate dall’ex-Presidente Obama nei confronti dell’isola.
La fine del bloqueo, così come la restituzione a Cuba del territorio della base militare di Guantanamo (occupata dagli Stati Uniti da più di un secolo), sono le ormai “storiche” rivendicazioni non solo del governo e del popolo Cubano, ma anche di tanta parte della comunità internazionale, che in tutti questi anni ha accompagnato l’esperienza socialista dell’isola.

La resistenza del popolo e del governo Cubano sono stati un esempio che ha segnato la storia di diverse generazioni di militanti internazionalisti nel nostro Paese ed in tutto il mondo.
Voglio sottolineare che la solidarietà internazionale ha avuto nell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba un punto di riferimento importante ed unitario, che ha permesso negli anni un’iniziativa costante per far conoscere la realtà cubana a tanta parte della società italiana.

Un caro saluto e i nostri auguri di buon lavoro

Marco Consolo
Resp. Dipartimento Esteri PRC-SE

Vittorio e Attilio, una vita d’impegno

Vittorio e Attilio, una vita d’impegno

Vittorio e Attilio, una vita d’impegno
A dodici anni dalla scomparsa di Vittorio Lazzaroni, avvenuta il 18 novembre del 2005, ed a diciannove anni dalla scomparsa di Attilio Temporin, avvenuta il 21 novembre del 1996, vogliamo ancora una volta ricordare a tutti coloro che li hanno conosciuti questi due militanti del Partito della Rifondazione Comunista che sono stati protagonisti, pur in modi diversi, della vita sociale e politica di Vigevano e della provincia di Pavia.
Vittorio Lazzaroni nella Cgil è stato segretario della Camera del Lavoro provinciale e di quella di Mortara, segretario territoriale del sindacato dei lavoratori del commercio, del settore funzione pubblica e dei chimici. Passato allo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, è stato dal 1995 fino alla sua scomparsa segretario della “Lega” di
Mortara. Lunghissima è stata anche la sua militanza politica, cominciata nel Psiup, continuata nel Pci e infine, dalla sua costituzione, in Rifondazione Comunista, di cui è stato dirigente locale e provinciale.
Non si è mai risparmiato e fino all’ultimo ha speso le sue energie nella vita politica e sindacale, con la sua caratteristica veemenza. È sempre stato coerente con le sue idee, ma ha saputo con capacità sorprendente innovare la sua “cassetta degli attrezzi”, comprendendo fino in fondo i cambiamenti della società e sempre con la volontà di
contribuire alla costruzione di una società libera dalle ingiustizie e dallo sfruttamento.

Vittorio Lazzaroni foto
Anche con Attilio Temporin abbiamo condiviso tante battaglie politiche e sociali, insieme alla comune militanza nel circolo di Vigevano di Rifondazione Comunista. Era molto conosciuto in città ed aveva militato nel Partito Comunista Italiano fino al suo scioglimento, contro cui si era battuto non condividendo tale scelta. Per questo motivo aveva
partecipato a Roma all’atto di fondazione del Partito della Rifondazione Comunista, a cui è stato iscritto fino alla sua morte, impegnandosi attivamente all’interno del circolo vigevanese. Negli anni Settanta aveva svolto un’intensa attività sindacale ed era stato costantemente al fianco dei lavoratori, sostenendone le battaglie e le rivendicazioni sociali.
Il ricordo di Vittorio ed Attilio è sempre vivo in tutti noi e sentiamo di averli ancora vicini nel nostro quotidiano impegno per la costruzione di una società di liberi ed eguali.

Circolo “Hugo Chavez Frias”
del Partito della Rifondazione Comunista
di Vigevano

«Sinistra, basta teatrini! Nessuno ci rappresenta, facciamolo noi»

«Sinistra, basta teatrini! Nessuno ci rappresenta, facciamolo noi»

Sinistra, dopo l’eutanasia del Brancaccio, una proposta da un centro sociale napoletano per un’assemblea popolare a Roma, sabato prossimo

http://popoffquotidiano.it/2017/11/14/je-so-pazzo-assemblea-popolare-invece-del-teatrino-del-brancaccio/
di Giulio AF Buratti

 L’appuntamento è per sabato, dalle 11 alle 14 al Teatro Italia, in Via Bari 18, a Roma.

«Nessuno ci rappresenta, facciamolo noi!»: da Napoli provano a smuovere le acque i militanti di Je so pazzo, occupanti dell’ex Opg, che hanno appena lanciato in rete un video appello per un’assemblea popolare a Roma, proprio il 18, proprio perché i due tutori del percorso del Brancaccio non hanno reputato i loro adepti abbastanza all’altezza di tenere un’assemblea. E a smuovere le acque dopo l’eutanasia del Brancaccio, sono proprio quesgli attivisti napoletani che quel 18 giugno che sembra un secolo fa erano balzati sul palco per contestare l’ambiguità dell’eventi rispetto allo stato maggiore di Mdp, presente in prima fila con D’Alema e sul palco con Gotor che se ne uscì sprezzante con chi aveva osato disturbare la sceneggiata.
In pochi minuti centinaia di like sono scattati sotto il post e tra questi spiccano i nomi di Eleonora Forenza e Maurizio Acerbo, rispettivamente eurodeputata e leader della minoranza interna del Prc, e segretario nazionale dello stesso partito.
«Siamo come voi che ci state guardando: studenti, precari, disoccupati – si ascolta nel videomessaggio – abbiamo realizzato che a marzo si andrà a votare e nessuno si farà carico deprimerci, rassegnarsi, andare al mare, votare il meno peggio. Ma se siamo la maggioranza di questo paese perché non candidarci in un progetto alternativo. E forse non siamo i soli pazzi a pensarlo. Per questo abbiamo deciso noi di convocare quest’appello».
Tra le risposte anche quella di Francesca Fornario: «Siccome le trattative sono in corso, io posso fare quella che chiama Fassino e lui mi dice: «Se Ex OPG Occupato – Je so‘ pazzo vuole fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende!».
L’idea circolava in vari ambiti. Poche ore prima, Guido Liguori, docente a Cosenza, legato all’International Gramsci Society, s’era chiesto, sempre sui social, e aveva domandato ai suoi compagni dell’Altra Europa: «Perché non ci si può vedere incontrare discutere lo stesso? Solo perché Ana e Tomaso hanno vacillano, impauriti, di fronte al baratro di una assemblea davvero democratica, non gradita ad alcuni partiti? La si faccia lo stesso! Invitando anche tutte dico tutte, quelle forze politiche presenti al Brancaccio. E ancora di più i senza partito ivi convenuti il 18 giugno. Visto che i partiti son visti con sospetto, perché non può essere un “non partito” come l’Altra Europa a prendere l’iniziativa?».
«Io ci sarò. Non mi arrendo ma credo che per ripartire occorra buttarsi alle spalle tutto il politicismo che ci ha soffocato in questi anni», ha ribattuto Eleonora Forenza.
Intanto, sul fronte del centrosinistra, si concretizzano gli avvicinamenti fra Pd e “nuova” sinistra: Mdp, Si e Possibile accoglieranno probabilmente l’invito del Pd a incontrarsi per discutere della coalizione di centrosinistra. Lo si apprende da fonti dei tre partiti. A Piero Fassino, che li ha contattati nel pomeriggio, dovrebbe pervenire la disponibilità a vedersi, «ma non subito, perché ora ci sono altre priorità». La delegazione che si presenterà al colloquio sarà in ogni caso unitaria, visto che il 2 dicembre Mdp-Si-Possibile confluiranno in un unico soggetto, ma non è detto – spiegano – che sia composta dai tre segretari. Capito perché il Brancaccio doveva saltare?
Ecco intanto il post di Je so’ pazzo che lancia l’appuntamento di sabato prossimo.
IERI SERA ABBIAMO PARLATO DI ELEZIONI… NE È VENUTA FUORI UN’IDEA DA PAZZI E ABBIAMO REGISTRATO QUESTO VIDEOMESSAGGIO: CHI CI STA A REALIZZARLA?
Non badate alla forma, è un messaggio improvvisato, alla buona, ma che viene fuori dalla pancia e dal cuore. Vogliamo che sia chiaro e arrivi forte a voi tutti, lavoratori, studenti, disoccupati, giovani, italiani e immigrati, donne: ci siamo stancati di subire, di scegliere il “meno peggio” o di sentirci tagliati fuori. A Marzo si andrà a votare…
Nessuno si farà carico dei bisogni popolari.
Nessuno parlerà di disuguaglianze sociali, di diritti negati, di democrazia sui territori.
Nessuno racconterà la parte propositiva e solidale, che vive dappertutto nella penisola.
NESSUNO CI RAPPRESENTA, FACCIAMOLO NOI! Dal nord al sud, nelle città e nelle province, il popolo che ogni giorno subisce decisioni scellerate, che produce la ricchezza di cui pochi beneficiano, che ogni giorno migliora i contesti in cui viviamo.
Da troppo tempo ormai la sinistra è lontana dal popolo, si perde in inutili accrocchi invece di risolvere i problemi reali delle persone. L’annullamento dell’assemblea che sabato avrebbe dovuto dare seguito al percorso del Brancaccio, per cui tante e tanti avevano profuso impegno in buona fede, è stata l’ennesima dimostrazione. Noi che siamo stati cacciati dal Brancaccio, vogliamo accogliere tutti, dare modo a tutte quelle forze pulite, alle assemblee territoriali, di riaprire una strada.
Questo paese sta diventando depresso, cattivo, risentito. Incontriamoci, dimostriamo che la lotta ci dà un senso, ci dà speranza!
Trasformiamo il teatrino elettorale in una dichiarazione di esistenza di tutti gli esclusi.
SABATO MATTINA ALLE 11 A ROMA ASSEMBLEA POPOLARE! A breve indicazioni sul luogo preciso. Forza che sto paese lo cambiamo!

Contaminati ambientali conoscerli per controllarli

Contaminati ambientali conoscerli per controllarli

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Sinistra, Acerbo (Prc): «Grande amarezza per annullamento assemblea Brancaccio. Restiamo d’accordo con obiettivi iniziali del percorso»

Sinistra, Acerbo (Prc): «Grande amarezza per annullamento assemblea Brancaccio. Restiamo d’accordo con obiettivi iniziali del percorso»

COMUNICATO STAMPA
SINISTRA – ACERBO (PRC): «GRANDE AMAREZZA PER ANNULLAMENTO ASSEMBLEA DEL BRANCACCIO DI MONTANARI E FALCONE. RESTIAMO D’ACCORDO CON GLI OBIETTIVI INIZIALI DEL PERCORSO»
«Con grande amarezza – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – stamattina abbiamo preso atto dell’annullamento dell’assemblea che avrebbe dovuto rilanciare il percorso del Brancaccio.
Tomaso Montanari ha ricostruito le circostanze che hanno portato alla decisione.
Invece di investire sul Brancaccio, cioè la creazione di una lista unica a sinistra davvero innovativa e non solo partitica, MDP-SI-Possibile hanno preferito un accordo di vertice su un profilo politico ambiguo che prelude a liste che riprodurranno gli attuali gruppi parlamentari.
Noi abbiamo sempre pubblicamente condiviso i criteri proposti da Tomaso e Anna per costruire liste innovative e aperte e che dessero il segno di una rottura con i governi del centrosinistra e gli errori del passato. Non condividiamo la scelta di annullare assemblea perchè riteniamo che il Brancaccio abbia tutto il diritto di proporre contenuti e metodi per costruire lista unitaria.
Comprendiamo il momento e non ce la prendiamo con l’ingenerosa simmetria tra il comportamento di MDP-SI-Possibile e la nostra coerente partecipazione al percorso.
Noi fin dal primo momento abbiamo detto che solo sul terreno di una “sinistra nuova e radicale” come quella proposta al Brancaccio a giugno avremmo partecipato a una lista “unica” ed è per questo che non ci siamo seduti ai tavoli tra partiti.
Eravamo e siamo convinti, come Tomaso Montanari e Anna Falcone hanno ripetuto mille volte, che unità, radicalità, partecipazione e rinnovamento delle liste siano elementi indispensabili per costruire una proposta credibile per milioni di persone di sinistra che non votano più o si sono rivolti verso il M5S.
Tomaso Montanari lo attesta scrivendo che il nostro è “l’unico partito” rimasto nel percorso che lui e Anna Falcone hanno promosso.
Continueremo a lavorare nello spirito del Brancaccio e delle cento assemblee che si sono svolte: per una lista unitaria della sinistra antiliberista, alternativa al Pd e alle altre destre, che si batta per un programma di attuazione della Costituzione, costruita con la democrazia e la partecipazione dal basso».
13 novembre 2017

SUL PROBLEMA FANGHI, ECOTRASS E MANCATO RICORSO

SUL PROBLEMA FANGHI, ECOTRASS E MANCATO RICORSO

Mortara, 11 novembre 2017

SUL PROBLEMA FANGHI, ECOTRASS E MANCATO RICORSO
L’ipocrisia dell’Amministrazione Comunale di Mortara riguardo al gravissimo problema dei fanghi è stato dimostrato ancora una volta da alcuni fatti:

1) NEL CONSIGLIO COMUNALE DI MORTARA DI MARTEDI’ 7 NOVEMBRE la maggioranza leghista più un consigliere della loro lista collaterale, dopo vari maldestri tentativi di rinviarla o di stravolgerla, hanno bocciato la mozione di Giuseppe Abbà (Consigliere Comunale del nostro partito) che chiedeva alla Regione Lombardia di annullare la sua recente decisione di portare i limiti degli idrocarburi nei fanghi a 10.000 milligrammi per chilo: tale limite abnorme è destinato a pesare gravemente sulla situazione della nostra zona, sui cui terreni viene sparso UN QUARTO DEI FANGHI PRODOTTI IN ITALIA.

2) Diverse decine di comuni della provincia di Pavia hanno deciso di ricorrere al TAR contro la grave delibera regionale sugli idrocarburi nei fanghi. Il Comune di Mortara NON HA ADERITO a questa iniziativa, evidentemente per “non disturbare il manovratore MARONI”.

3) Quando, nell’agosto di quest’anno, la Conferenza dei servizi dell’Area Vasta (provincia di Pavia) ha autorizzato l’ECOTRASS ad installarsi a Mortara nell’area CIPAL, il Sindaco dichiarava che avrebbe fatto ricorso al TAR. A tutt’oggi non c’è alcuna traccia di ricorso al TAR da parte del Comune contro la fabbrica dei fanghi.

4) L’Amministrazione Comunale di Mortara continua ad annunciare che imporrà una distanza di 500 metri dalle abitazioni per lo spandimento dei fanghi nel(Pianonregolatore). Naturalmente il PGT è di là da venire (recentemente l’Amministrazione Comunale ha fatto votare la proroga di un anno).

Sarebbe bastata una semplice ordinanza, che altri comuni hanno emesso, per aumentare le distanze dalle abitazioni. Inoltre, per bloccare l’ECOTRASS si poteva già da gran tempo mettere una norma nel Piano di Governo del Territorio che prevedesse espressamente:” SUL TERRITORIO COMUNALE NON SONO POSSIBILI INSEDIAMENTI DI TRATTAMENTO FANGHI O RIFIUTI”.

Abbiamo sempre chiesto questa norma, ma la Giunta comunale si è sempre rifiutata di accettarla, non rispondendo neanche alle sollecitazioni in questo senso.

Tutto ciò accade in un territorio colpito da vari fattori inquinanti, dai fanghi agli incendi. Ricordiamo che sulla ditta Bertè, giocando allo scaricabarile, il Comune non ha controllato nulla; eppure LA PRIMA AUTORITA’ SANITARIA DEL COMUNE è proprio IL SINDACO.
Non c’era bisogno di sofisticati strumenti, bastava osservare ad occhio nudo l’abnorme accumulo dei rifiuti.
Mobilitiamoci per dire basta a tutto ciò.

Teresio Forti
Circolo di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista

L’intervento del baby-sindaco dopo la decisione del Palazzo «Una bella esperienza purtroppo finita male»

L’intervento del baby-sindaco dopo la decisione del Palazzo  «Una bella esperienza purtroppo finita male»

Un intervento molto interessante pubblicato sull’Informatore di Vigevano di giovedì 9 novembre 2017
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Nella foto a sinistra, EDOARDO CASATI

L’intervento del baby-sindaco dopo la decisione del Palazzo

«Una bella esperienza purtroppo finita male»

Avrei voluto cogliere l’occasione per ringraziare tutti i consiglieri del Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi di Vigevano durante l’elezione del nuovo sindaco dei ragazzi ma dato che questa occasione non ci sarà, lo faccio in questo modo: ringrazio e saluto tutti coloro che ci hanno appoggiato e tutti i consiglieri che si sono con me impegnati in questi due anni di attività.

Come ho già detto, mi è molto dispiaciuto che la giunta Sala abbia deciso di cancellare il Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi perché mi sembra un modo per chiudere ogni rapporto e ogni comunicazione con la parte più giovane della città.

Nonostante abbia appreso dai giornali che si stia pensando ad un altro progetto che coinvolgerà alcuni studenti degli istituti della città, penso che il Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi avrebbe potuto fare da portavoce tra i giovani e gli adulti.

Non solo, ritengo che sia un modo per far approcciare alla politica “giovani leve”.

Il mio percorso da consigliere prima e successivamente da sindachino in seguito, durato quindi 4 anni, è stato molto bello, educativo e formativo: mi ha aiutato a crescere e a coltivare e rafforzare le mie idee.

Nel corso del mio mandato non abbiamo potuto portare a termine molti progetti che avevamo proposto in campagna elettorale e che avevamo presentato nelle scuole.

Siamo stati fermati senza una motivazione chiara (per dirla tutta a volte senza neanche una motivazione) dicendoci solo che erano irrealizzabili, tipo ad esempio non ho potuto avere a disposizione un indirizzo mail per poter essere direttamente contattato, organizzare una giornata multi etnica, attrezzare giardini e aree pubbliche in modo che i bambini possano divertirsi in aree sorvegliate da educatori volontari, una navetta che dal centro storico porti al Parco del Ticino per delle visite guidate, organizzare dei mercatini dei libri usati il cui ricavato potrebbe essere utilizzato per acquistare o fare piccole migliorie nelle scuole…

Un’altra cosa che mi ha parecchio infastidito è che gran parte dei miei discorsi durante gli eventi istituzionali venivano “ritoccati” e proprio perché ho rafforzato le mie idee che posso dire che quelle espresse nei discorsi probabilmente erano in disaccordo con quelle della giunta e che per tale ragione venivano rivisti. Sarebbe bello che ognuno potesse esprimere il proprio pensiero!

Ho inoltre purtroppo notato che molte volte non c’è stata collaborazione da parte delle scuole che non comunicavano al loro interno, tra gli studenti, ciò che organizzavamo dimostrandoci in questo modo il loro disinteresse.

La stessa non considerazione, a mio avviso, c’è stata anche da parte del Comune: tutti gli impegni pubblici nel corso dei 4 anni sono stati sempre gli stessi, senza considerare il fatto che ad esempio, poteva essere interessante invitare il Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi alla mostra dei Lego, oppure alla giornata dedicata alla sport (quella organizzata subito dopo l’incendio alla Bertè) proprio perché erano iniziative che avrebbero potuto interessare i più giovani.

Devo inoltre dire che questo ultimo anno è stato molto particolare anche per quanto riguarda le manifestazioni: l’assenza del Sindaco sia durante il 25 aprile che il 2 giugno mi ha molto rattristato e sono arrivato alla conclusione che nulla dovrebbe distogliere da questi impegni un primo cittadino solo per il rispetto del passato e delle persone che hanno dato la loro vita per costruirlo.

Insomma tanti aspetti negativi ma un’esperienza comunque più che positiva e quindi il mio sincero ringraziamento va, oltre ai consiglieri, anche a tutti quelli che ci hanno appoggiato e seguito, nella speranza che il comune di Vigevano possa ritornare sui suoi passi e ripristinare il Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi.

Un caro saluto a tutti!

Edoardo Casati
Ultimo sindaco del Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi di Vigevano

È iniziato il processo a carico di Fabio Vettorel, attivista italiano in carcere da 4 mesi. Fabio era tra le decine di manifestanti arrestati durante le manifestazioni #NoG20 ad #Hamburg.

È iniziato il processo a carico di Fabio Vettorel, attivista italiano in carcere da 4 mesi. Fabio era tra le decine di manifestanti arrestati durante le manifestazioni #NoG20 ad #Hamburg.

Fonte: https://www.facebook.com/ilsalto.net/posts/1508016899290845

È iniziato il processo a carico di Fabio Vettorel, attivista italiano in carcere da 4 mesi. Fabio era tra le decine di manifestanti arrestati durante le manifestazioni #NoG20 ad #Hamburg.
Riportiamo integralmente la sua dichiarazione rilasciata in aula. Una dichiarazione da leggere tutta di un fiato.
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«Signora giudice, signori giudici popolari, signora procuratrice, signor assistente del tribunale per i minori,
Voi oggi siete chiamati a giudicare un uomo. Lo avete chiamato “aggressivo criminale” e “irrispettoso della dignità umana”. Personalmente non mi curo degli appellativi che mi attribuite. Io sono solo un ragazzo di buona volontà.
Prima di tutto vorrei dire che probabilmente i signori politicanti, i signori commissari di polizia e i signori magistrati pensano che incarcerando e arrestando qualche ragazzetto si possa fermare il dissenso nelle strade. Probabilmente lor signori pensano che le prigioni bastino a spegnere le voci ribelli che dovunque si alzano. Probabilmente lor signori pensano che la repressione fermerà la nostra sete di libertà. La nostra volontà di costruire un mondo migliore.
Ebbene, essi si illudono. Ed è la storia che dà loro torto.
Perché innumerevoli ragazzi e ragazze come me sono passati per un tribunale come questo.
Infatti oggi è Amburgo, ieri era Genova, prima ancora era Seattle.
Voi cercate di arginare le voci di rivolta che ovunque si alzano con ogni mezzo “legale”, con ogni mezzo “procedurale”.
Comunque sia, qualunque sarà la decisione di questo tribunale, essa non inciderà sulla nostra protesta. Ancora tanti ragazzi e tante ragazze, mossi dai medesimi ideali, scenderanno nelle strade d’Europa. Incuranti delle prigioni che con tanto affanno vi sforzate di riempire di detenuti politici.
Ma veniamo al dunque, signora giudice, signori giudici popolari, signora procuratrice, signor assistente del tribunale per i minori.
Veniamo al dunque.
Come potrete immaginare io oggi voglio avvalermi del mio diritto di non rilasciare dichiarazioni in merito allo specifico fatto di cui sono imputato. Tuttavia vorrei porre l’attenzione su quali siano le motivazioni che spingono un giovane operaio originario di una remota cittadina delle Prealpi orientali a venire ad Amburgo.
Per manifestare il proprio dissenso contro il vertice del G-20.
G-20. Solo il nome ha in sé qualcosa di perverso.
Venti tra uomini e donne esponenti dei venti paesi più ricchi e industrializzati del globo si siedono attorno a un tavolo. Si siedono tutti insieme per decidere il nostro futuro. Sì, ho detto bene: il nostro. Il mio, come quello di tutte le persone sedute in questa stanza oggi, come quello di altre 7 miliardi di persone che abitano questa bella Terra.
Venti uomini decidono della nostra vita e della nostra morte.
Ovviamente a questo grazioso banchetto la popolazione non è invitata. Noi non siamo che lo stupido gregge dei potenti della Terra. Succubi spettatori di questo teatro dove un pugno di uomini tengono in mano un’umanità intera.
Io, signora giudice, ho pensato molto prima di venire ad Amburgo.
Ho pensato al signor Trump e ai suoi Stati Uniti d’America che sotto la bandiera della democrazia e della libertà si ergono poliziotti del mondo intero. Ho pensato ai tanti conflitti accesi dal gigante americano in ogni angolo del pianeta. Dal Medio Oriente all’Africa. Tutti per accaparrarsi il controllo di questa o quella risorsa energetica. Poco importa se poi a morire siano sempre i soliti: civili, donne e bambini.
Ho pensato anche al signor Putin. Nuovo zar di Russia. Che nel suo paese viola sistematicamente i diritti umani e si fa beffe di qualunque opposizione.
Ho pensato ai Sauditi e ai loro regimi fondati sul terrore, con cui noi occidentali facciamo affari d’oro.
Ho pensato a Erdogan che tortura, uccide, imprigiona i suoi oppositori.
Ho pensato anche al mio paese, dove a colpi di decreti legge ogni governo cancella senza tregua i diritti di studenti e lavoratori.
Insomma, eccoli qui i protagonisti del sontuoso banchetto che si è tenuto ad Amburgo lo scorso luglio. I più grandi guerrafondai e assassini che il mondo contemporaneo conosca.
Prima di venire ad Amburgo ho pensato anche all’iniquità che flagella oggi il pianeta. Mi sembra quasi scontato infatti ribadire che l’1 % della popolazione più ricca del mondo detiene la stessa ricchezza del 99% più povero. Mi sembra quasi scontato ribadire che gli 85 uomini più ricchi del mondo detengono la stessa ricchezza del 50% della popolazione mondiale più povera. 85 uomini contro 3 miliardi e mezzo.
Queste poche cifre bastano a rendere l’idea.
E poi, signora giudice, signori giudici popolari, signora procuratrice, signor assistente del tribunale per i minori, prima di venire ad Amburgo ho pensato alla mia terra: a Feltre. Il luogo dove sono nato, dove sono cresciuto e dove voglio vivere. La cittadella medioevale è incastonata come una gemma nelle Prealpi orientali. Ho pensato alle montagne che al tramonto si tingono di rosa. Ai bellissimi paesaggi che ho la fortuna di vedere dalla finestra di casa. Alla bellezza che travolge questo luogo.
Poi ho pensato ai fiumi della mia bella valle violentati dai tanti imprenditori che vogliono le concessioni per costruire centrali idroelettriche. Incuranti dei danni alla popolazione e all’ecosistema.
Ho pensato alle montagne colpite dal turismo di massa o diventate luogo di lugubri esercitazioni militari.
Ho pensato al bellissimo posto dove vivo che sta venendo svenduto ad affaristi senza scrupoli. Esattamente come tante altre valli in ogni angolo del pianeta. Dove la bellezza viene distrutta nel nome del progresso.
Sulla scia di tutti questi pensieri ho deciso dunque di venire ad Amburgo a manifestare. Per me venire qui è stato prima un dovere che un diritto.
Ho ritenuto giusto oppormi a queste scellerate politiche che stanno spingendo il mondo verso il baratro.
Ho ritenuto giusto battermi perché qualcosa sia almeno un po’ più umano, dignitoso, equo.
Ho ritenuto giusto scendere in piazza per ribadire che la popolazione non è un gregge, e nelle scelte essa deve essere interpellata.
La scelta di venire ad Amburgo è stata una scelta di parte. La scelta di stare dalla parte di chi chiede diritti e contro chi li vuole togliere. La scelta di stare dalla parte di tutti gli oppressi del mondo e contro gli oppressori. La scelta di combattere i potenti grandi e piccoli che usano il mondo come fosse un loro gioco. Incuranti che poi a farne le spese sia sempre la popolazione.
Ho fatto la mia scelta e non ho paura se ci sarà un prezzo da pagare ingiustamente.
Tuttavia c’è anche un’altra cosa che voglio dirvi, che voi mi crediate o meno: a me la violenza non piace. Però ho degli ideali e per questi ho deciso di battermi.
Non ho finito.
In un’epoca storica in cui dovunque nel mondo si alzano nuove frontiere, si stende nuovo filo spinato, si alzano nuovi muri dalle Alpi al Mediterraneo, trovo meraviglioso che migliaia di ragazzi da ogni parte d’Europa siano disposti a scendere insieme nelle strade di un’unica città, per il proprio futuro. Contro ogni confine. Con l’unico comune intento di rendere il mondo un posto migliore di come l’abbiamo trovato.
Perché signora giudice, signori giudici popolari, signora procuratrice, signor assistente del tribunale per i minori, perché noi non siamo il gregge di venti signorotti. Siamo donne e uomini che vogliono avere il diritto di disporre delle proprie vite.
E per questo combattiamo e combatteremo».

Bocciata la mozione Abbà che chiedeva di bocciare i nuovi limiti agli idrocarburi Fanghi, Mortara non farà ricorso

Bocciata la mozione Abbà che chiedeva di bocciare i nuovi limiti agli idrocarburi Fanghi, Mortara non farà ricorso

DALLA PROVINCIA PAVESE DI OGGI:

Bocciata la mozione Abbà che chiedeva di bocciare i nuovi limiti agli idrocarburi Fanghi, Mortara non farà ricorso

MORTARA

La maggioranza boccia la mozione che chiedeva di ricorrere al Tar contro la delibera regionale che ha aumentato a 10mila milligrammi per chilogrammo il limite di idrocarburi presenti nei fanghi per l’agricoltura. La seduta del consiglio comunale dell’altra sera, in cui erano assenti per la Lega il sindaco Marco Facchinotti e Silvia Piani, è stata movimentata.
Gli animi si sono surriscaldati quando Giuseppe Abbà (Rifondazione comunista) ha presentato la mozione sul limite di idrocarburi presenti nei fanghi. «Ho chiesto – spiega Abbà – perché Mortara non ha partecipato al ricorso contro la Regione sul tema dell’innalzamento della soglia di idrocarburi ricordando che la normativa nazionale fissa questo limite a 50 milligrammi».
La maggioranza composta dalla Lega Nord e dalla civica “Viviamo Mortara” ha risposto che la mozione non era discutibile per via di un errore nell’unità di misura e così Abba ha chiesto di cambiare unità.

abba
«A quel punto – prosegue Abbà – la maggioranza ha scelto di presentare una serie di emendamenti, ma in questo modo si sarebbe stravolto il senso della mia mozione».

Alla fine la mozione è stata bocciata da Chiara Merlin, Daniele Bianchi, Laura Mazzini, Sergio Santini, Alberto Gregotti, Rachele Buttazzoni e Alberto Capra (Lega) e Michele Mazzitello (Viviamo Mortara).
Hanno votato a favore Abbà, Laura Gardella (Viviamo Mortara), Marco Barbieri (Pd), Daniela Bio e Fabrizio Giannelli (Forza Italia) e Paola Amedea Savini (civiche “Savini sindaco”).

«Ho fatto presente – conclude Abbà – che non ci sarebbe stato nulla di male a ricorrere contro la Regione, governata dalla Lega: così la maggioranza appare a favore dei fanghi».

Per Barbieri la maggioranza «ha dimostrato di non voler aprire su temi sensibili solo perché affrontati dalla minoranza, marcando una separazione tra maggioranza e opposizione: non c’è stata la volontà di confrontarsi».

Umberto De Agostino

ACERBO (PRC/SE): «Sinistra: non consegniamo il Brancaccio a D’Alema e Bersani»

ACERBO (PRC/SE): «Sinistra: non consegniamo il Brancaccio a D’Alema e Bersani»

08/11/2017

Comunicato stampa

ACERBO (PRC/SE): «Sinistra: non consegniamo il Brancaccio a D’Alema e Bersani»

Il documento condiviso da MDP, Possibile e SI non ci pare prefigurare quella sinistra nuova e radicale che si era auspicata nelle assemblee del Brancaccio.
Non lo è sul piano programmatico, non lo è sul piano del profilo politico e nemmeno su quello del rinnovamento.
Non c’è tra gli obiettivi nemmeno l’abolizione della legge Fornero!
Non c’è scritto che non ci saranno alleanze col Pd dopo le elezioni.
Non c’era bisogno di scomodare migliaia di persone in decine e decine di assemblee per fare una lista tra MDP, possibile e Si.
Per quanto riguarda Rifondazione Comunista non vi sono nel documento che circola condizioni per una nostra convergenza. Se volevamo contrattare qualche seggio in una lista con la vecchia leadership del centrosinistra telefonavamo a D’Alema e Bersani. Non siamo parlamentari ossessionati dalla rielezione e abbiamo la consapevolezza che senza rottura con un fallimentare passato di pseudoriforme antipopolari e comportamenti cinici non si ricostruisce una sinistra popolare.
Ci interessa un processo che motivi all’impegno e al voto i tanti elettori di sinistra che si sono rivolti al M5S o verso l’astensionismo.
Consegnare il Brancaccio a Bersani e D’Alema non ne riconquisterà nemmeno uno ma di certo fara’ allontanare proprio quel poco di sinistra sociale che in questi anni ha contrastato il neoliberismo e difeso diritti e beni comuni.
Confidiamo che dall’assemblea nazionale del Brancaccio del 18 novembre emergano contenuti e regole all’altezza degli obiettivi che ci si era dati: chi ha governato negli ultimi 25 anni faccia un passo indietro, il programma sia di radicale rottura col neoliberismo a partire dalla cancellazione dello stillicidio di leggi che hanno distrutto i diritti di chi lavora e dalla disobbedienza ai trattati europei che contrastano con la nostra Costituzione.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-Se

Corteo di protesta alla ditta Berté “Troppi silenzi dopo il disastro”  

Corteo di protesta alla ditta Berté  “Troppi silenzi dopo il disastro”   

Corteo di protesta alla ditta Berté
“Troppi silenzi dopo il disastro”
 
MORTARA – Il fumo non c’è più, ma il rischio per la salute rimane. Lo ha denunciato Alda La Rosa, presidente dell’associazione Futuro sostenibile, nel corso della manifestazione che si è tenuta sabato scorso in via Fermi, proprio davanti al deposito della Eredi Bertè posto sotto sequestro dopo il 6 settembre scorso, data dell’incendio alla montagna di rifiuti. Catasta di immondizia che si è trasformata in un cumulo di materiale combusto, forse ancora più pericoloso di prima. “Con la pioggia i liquami e le ceneri finiscono direttamente in fognatura – è il grido d’allarme di Alda La Rosa – e sappiamo che il depuratore di AsMortara non è in grado di smaltire tutte le sostanza tossiche presenti nel percolato. Per tutelare la salute degli abitanti di Mortara è urgente coprire con teli impermeabili robusti, come quelli che si utilizzano per coprire le discariche, tutti gli accatastamenti”. Invece la situazione è ben diversa. L’area presenta attualmente preoccupanti criticità per i cumuli di materiale combusto di varia origine. Pneumatici, detriti di materiale edile, plastica, legno, ferro e altro ancora. Chi lavora nei pressi di via Fermi ancora oggi sente odori nauseanti e permane il dubbio che queste esalazioni siano nocive. I lavoratori e gli abitanti della zona denunciano irritazioni agli occhi e alla gola a seconda delle condizioni meteorologiche, oltre al sollevamento di polveri nelle giornate di vento
Fonte: http://www.informatorelomellino.it/

Ilva Genova, Prc: «Gli operai hanno ragione, sosteniamo l’occupazione»

Ilva Genova, Prc: «Gli operai hanno ragione, sosteniamo l’occupazione»

Ilva Genova, Prc: «Gli operai hanno ragione, sosteniamo l’occupazione»
Pubblicato il 6 nov 2017
COMUNICATO STAMPA
ILVA – PRC: «GLI OPERAI HANNO RAGIONE, SOSTENIAMO OCCUPAZIONE»
«Rifondazione Comunista sostiene la lotta dei lavoratori dell‘Ilva – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – che hanno deciso di dare inizio all‘occupazione dello stabilimento di Genova Cornigliano e la posizione assunta dalla Fiom. Basta con la ritirata e la svendita dei diritti a multinazionali. Vanno tutelati posti di lavoro e respinti licenziamenti, va rifiutata l’applicazione del Jobs Act. Se una multinazionale e la Marcegaglia pensano dopo i Riva di continuare a fare affari sulla pelle dei lavoratori e della salute, è doveroso rispondere con la richiesta di nazionalizzazione di un’industria strategica. Sosteniamo la lotta dei lavoratori senza se e senza ma».
6 novembre 2017

COMUNICATO DELLA ASSEMBLEA PROVINCIALE – PAVIA 27 OTTOBRE 2017 ALLEANZA POPOLARE PER LA DEMOCRAZIA E L’UGUAGLIANZA – 100 piazze per il programma

COMUNICATO DELLA ASSEMBLEA PROVINCIALE – PAVIA 27 OTTOBRE 2017 ALLEANZA POPOLARE PER LA DEMOCRAZIA E L’UGUAGLIANZA – 100 piazze per il programma

COMUNICATO DELLA ASSEMBLEA PROVINCIALE – PAVIA 27 OTTOBRE 2017
ALLEANZA POPOLARE PER LA DEMOCRAZIA E L’UGUAGLIANZA – 100 piazze per il programma
In provincia di Pavia si è formato un coordinamento che, a partire dall’appello nazionale di Anna Falcone e Tomaso Montanari “Per la Democrazia e l’Uguaglianza”, sta strutturandosi nei territori mediante discussioni e assemblee locali. I portavoce del coordinamento pavese sono quattro Paolo Ferloni, Stefania Costa Barbé, Massimo Gallina e Adriano Arlenghi. Si tratta dei medesimi promotori dell’appello regionale “Per un’alleanza popolare anche in Lombardia”. L’obiettivo è quello di costruire un programma elettorale e una Lista civica e di sinistra, che si proponga come alternativa al centro sinistra sia nelle prossime elezioni politiche che in quelle regionali
Alla prima assemblea organizzativa hanno partecipato oltre cinquanta persone, in parte persone attive in comitati e associazioni non politiche, in parte esponenti dei partiti MDP, Possibile, Sinistra Italiana e
Rifondazione Comunista.
Le relazioni introduttive e gli interventi hanno trattato diverse tematiche generali: dall’antifascismo, al disarmo, al comportamento etico dei rappresentanti eletti nelle istituzioni, da un’idea collettiva di bellezza e felicità, alla vittoria a difesa della costituzione nel referendum del 4 dicembre.
Numerosi interventi si sono incentrati sul tema ambientale. Pur se il territorio provinciale offre prodotti di eccellenza agricola (dal riso al vino), le decisioni regionali e la inettitudine dell’ente di area vasta stanno riducendo la nostra provincia ad essere la pattumiera della Lombardia. Uso abnorme di fanghi in agricoltura, inceneritori di rifiuti, consumo di suolo, inquinamento e nessuna manutenzione sono problematiche ben presenti e presidiate solo da comitati e associazioni ambientaliste, ma non dalle istituzioni e dagli enti di controllo. Per contrastare questa tendenza, urge la costruzione di una alternativa nel governo regionale della Lombardia tolga la gestione dei servizi locali e il governo del territorio dalla logica del profitto.
Sul piano politico si è ripetutamente sottolineata l’esigenza di dare corpo a una sinistra unitaria, innovativa nei modi e nelle forme di coinvolgimento ‘dal basso degli elettori’ , con un programma che segni una inversione di rotta rispetto alle scelte liberiste fatte dai governi negli scorsi decenni (privatizzazioni, sanità, scuola , diritti del lavoro, pensioni ecc.). Una proposta in grado di aggregare il consenso anche di coloro che negli anni si sono allontanati dall’impegno e dalla partecipazione al voto per sfiducia o perché attanagliati dai problemi quotidiani indotti dalla crisi e dalle politiche monetaristiche.
Il calendario segna ora appuntamenti ravvicinati, il 18 Assemblea Nazionale, a fine novembre Assemblea regionale (per la quale sono già al lavoro singoli tavoli tematici per la formulazione del programma). In provincia di Pavia si faranno vari incontri locali per arrivare, alla prossima assemblea provinciale a discutere e indicare i candidati di circoscrizione.
L’impianto e il radicamento che si stanno formando attorno al progetto sono comunque pensati per mantenersi e svilupparsi nel tempo, sui modelli di Syriza, di Podemos e della Linke e di altre esperienze unitarie della sinistra di altri Paesi europei e che si riconoscono nel GUE del Parlamento Europeo.
Paolo Ferloni tel 333 8759491 mail paolo.ferloni@unipv.it
Stefania Costa Berbé tel 329 9451520 mail comitatoagriter@libero.it
Massimo Gallina tel 392 4241470 mail masgallina2@gmail.com
Adriano Arlenghi tel 340 0667971 mail a.arlenghi@alice.it

Per riportare gli italiani alla politica ci vuole una nuova politica

Per riportare gli italiani alla politica ci vuole una nuova politica

Per riportare gli italiani alla politica ci vuole una nuova politica
La vittoria delle destre nelle elezioni Siciliane e la sconfitta cocente del Partito Democratico dimostrano come sia definitivamente tramontata una stagione politica fondata su un centro-sinistra che, avendo imitato la destra, è stato inevitabilmente superato dall’originale.
È per questo che il PD di Renzi non ha più né i numeri, né la credibilità, per porsi come interlocutore politico a Sinistra. Diverso per il M5S, la cui affermazione, se dovesse essere confermata a livello nazionale, cambierebbe definitivamente i rapporti di forza nel panorama politico, facendo non solo tramontare il mantra del “voto utile” del PD, ma prefigurandone altri ben più utili e rappresentativi, nonché nuove maggioranze possibili nel futuro Parlamento, fondate sull’attuazione della Costituzione e alternative alla “grande coalizione” Renzi-Berlusconi che – a questo punto – potrebbe non avere più i numeri per governare.
Il primo e più allarmante dato che, però, arriva delle elezioni siciliane è la crescita, ormai costante, dell’astensionismo, che ha superato la soglia critica del 50%: la maggioranza assoluta degli aventi diritto non vota perché non si riconosce nella proposta politica o perché ha perso ogni fiducia nelle istituzioni così come rappresentate. Da qui bisogna ripartire per costruire, per le prossime elezioni politiche, un progetto nuovo e una lista unitaria civica e di Sinistra che ambisca a rappresentare i cittadini prima ancora che le singole forze. Una politica dei pochi, che rinunci a dare voce ai più, non può essere, infatti, coerente con il progetto di attuazione della Costituzione, che è il mandato consegnato dagli italiani dopo il voto referendario del 4 dicembre. Men che meno con una forza che ambisca a rappresentare una seria alternativa per il futuro del Paese. Per invertire la rotta rispetto alle politiche degli ultimi governi serve la mobilitazione di tanti e di tutti coloro che hanno pagato il prezzo della crisi senza averne determinato le  cause.
Il risultato della Sinistra e di Claudio Fava – cui va riconosciuto l’importante merito di aver riportato nell’assemblea siciliana una rappresentanza che mancava da tempo – è il primo dei “Cento passi” che abbiamo davanti, ma non basta. Dobbiamo avere il coraggio di costruire insieme un progetto più ambizioso e più ampio, in cui la “maggioranza invisibile” del Paese possa identificarsi.  L’obiettivo che ci siamo prefissi, fin dal 18 Giugno, per le prossime elezioni e per la stagione che si dovrà aprire a partire da esse, è creare uno spazio pubblico in cui confrontarsi tutti, per unire le forze in un progetto politico più grande della somma dei singoli pezzi. Un percorso capace di costruire “la via italiana” per il cambiamento già verificatosi in Spagna con Podemos e nel Regno Unito con Corbyn: combattere le profonde diseguaglianze e le scandalose ingiustizie che offendono la vita delle persone e impediscono il realizzarsi di una democrazia compiuta nel nostro Paese. Per farlo è imprescindibile la più ampia partecipazione dei cittadini e di quei movimenti, comitati e associazioni che lavorano da anni nei territori sui bisogni e per i diritti delle persone.
Per questo rilanciamo con forza l’obiettivo di una lista unica, civica e di Sinistra, che trovi solide basi in un programma innovativo e senza compromessi, in un metodo trasparente e condiviso per la scelta di candidati e leadership. Un progetto che parli delle persone, delle loro priorità, delle loro vite, del diritto a costruire insieme un mondo nuovo, più giusto e più uguale.
Il testo che oggi è stato reso pubblico è solo il punto di partenza per un percorso che dovrà immediatamente allargarsi a tutte le forze che vorranno condividerlo e migliorarlo (a partire dall’Altra Europa e da Rifondazione Comunista), e che dovrà darsi regole chiare per le decisioni assembleari su programma, leadership e candidature.
E’ il tempo del coraggio, non della paura. Le persone non aspettano altro: tornare ad essere protagoniste di una nuova stagione politica, di un nuovo “umanesimo sociale” fondato sul primato della dignità e dei diritti sui mercati e sui poteri economici. Il momento è, più che mai, adesso.
Anna Falcone e Tomaso Montanari

Elezioni Sicilia, Acerbo (Prc): «Perde il PD, non la sinistra. La lista Fava con il determinante contributo di Rifondazione Comunista ha una buona affermazione. Ha vinto l’astensione perché la politica sta impoverendo questo paese».

Elezioni Sicilia, Acerbo (Prc): «Perde il PD, non la sinistra. La lista Fava con il determinante contributo di Rifondazione Comunista ha una buona affermazione. Ha vinto l’astensione perché la politica sta impoverendo questo paese».

COMUNICATO STAMPA
Elezioni Sicilia, Acerbo (Prc): «Perde il PD, non la sinistra.
La lista Fava con il determinante contributo di Rifondazione Comunista ha una buona affermazione.
Ha vinto l’astensione perché la politica sta impoverendo questo paese».
Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiara:
«La sonora sconfitta del PD nelle elezioni siciliane è una buona notizia: un partito che da anni fa politiche di destra è stato bocciato dagli elettori. Perde il PD, non ha perso la sinistra.
I risultati siciliani evidenziano la rovinosa crisi del renzismo. L’altissima astensione – più della metà degli aventi diritto al voto – testimonia la crescente distanza e sfiducia nei confronti di politica e istituzioni.
La crescita del M5S dimostra che in aree vaste dell’elettorato c’è una domanda di rottura e cambiamento che non possiamo liquidare con supponenza.
Il buon risultato della lista unitaria della sinistra alternativa e di molte esperienze civiche e di movimento “Cento passi per la Sicilia” con Fava evidenzia che, se la sinistra si mostra con volti e storie non responsabili di pessime esperienze di governo, riesce a rimotivare una parte del suo potenziale elettorato. A questa lista il PRC-SE ha dato un contributo determinante e generoso, del quale ringraziamo tutte le nostre compagne ed i nostri compagni siciliani. La Sinistra dopo dieci anni rientra nell’ Assemblea Regionale con un programma importante che ha parlato ai soggetti colpiti dalla crisi ed agli ultimi, offrendo una prospettiva di radicale cambiamento e questo è un fatto storico assai importante.
In un contesto come questo, ci appare sempre più indispensabile una sinistra nuova e radicale che possa parlare all’elettorato astensionista e a quello che affida la propria protesta al M5S.
Questo è possibile solo con un progetto che proponga un’alternativa di società, comportamenti coerenti, un programma di radicale rottura con le politiche liberiste che hanno impoverito il paese e che quindi offra una prospettiva a quella metà di popolazione italiana che non va più a votare».
6 novembre 2017

Maurizio Acerbo alla celebrazione del centesimo anniversario della rivoluzione d’ottobre

Maurizio Acerbo alla celebrazione del centesimo anniversario della rivoluzione d’ottobre

#1917 non capita tutti i giorni di parlare da una tribuna dalla quale Lenin enunciò le Tesi d‘aprile davanti al soviet di Pietrogrado. L‘ho fatto stamattina. Eccovi l‘intervento che ho letto:
Cari compagni del Partito Comunista della Federazione Russa vi ringrazio a nome delle compagne e dei compagni del Partito della Rifondazione Comunista per l’invito, l’ospitalità e la perfetta organizzazione con cui ci avete accolto nella città che un tempo portava il nome di Lenin.
Con grande emozione intervengo in una sala e in un edificio che furono teatro di avvenimenti fondamentali nel corso della rivoluzione russa e in cui in storici momenti prese la parola Lenin.
Siamo qui riuniti per celebrare il centesimo anniversario di una rivoluzione che secondo il grande storico Eric Hobsbawm ha avuto un impatto più profondo e vasto della stessa rivoluzione francese durante un secolo che è stato “il più rivoluzionario della storia”. Dovremmo accostarci a questa lunga vicenda storica con lo stesso spirito con cui Marx e Engels studiarono per tutta la vita proprio la rivoluzione francese, con la stessa profondità con cui Antonio Gramsci rinchiuso nelle carceri fasciste rifletteva sulla sconfitta della rivoluzione d’Occidente dopo aver profetizzato nel 1926 in una lettera al comitato centrale del partito comunista russo le conseguenze drammatiche della spaccatura del suo gruppo dirigente. Come ci hanno insegnato Marx e lo stesso Lenin non dobbiamo nasconderci problemi, difficoltà, errori, contraddizioni. Imparare dalle vittorie e dalle sconfitte.
Comprendere i processi storici è fondamentale per rinnovare la teoria e la pratica.
Come in altre epoche di restaurazione l’ideologia e la propaganda dominanti – che sono quelle delle classi dominanti come insegnava Marx – demonizzano la rivoluzione come il male assoluto. Non solo cercano di occultare le grandi conquiste dei movimenti socialisti e comunisti ma a leggere le loro ricostruzioni sembra che la violenza sia stata introdotta nella storia dai rivoluzionari in un mondo in cui regnavano pace, giustizia e armonia.
Presentano gli ideali socialisti e comunisti in quanto tali come portatori di guerra e repressione. Noi sappiamo che non è questa la verità storica, che la rivoluzione russa fu un prodotto della guerra mondiale scatenata dalle potenze imperialiste e di ingiustizie secolari divenute inaccettabili. I bolscevichi dovettero lottare contro nemici feroci appoggiati dalle potenze capitalistiche. Il contesto storico segnò i caratteri della rivoluzione ed è troppo facile esprimere giudizi a posteriori. Se i bolscevichi si affermarono rispetto ai loro concorrenti degli altri partiti socialisti fu perché riuscirono a interpretare e a dare voce ai bisogni e alle aspirazioni di enormi masse di soldati, operai, contadini. I bolscevichi seppero imparare dall’esperienza pratica delle masse, individuando le parole d’ordine e il programma capace di mobilitarle e indirizzarle. Se in Ottobre non avessero rovesciato il governo provvisorio non sta scritto da nessuna parte che la rivoluzione avrebbe avuto uno sviluppo pacifico e democratico. Assai più verosimile che qualche generale zarista reazionario l’avrebbe schiacciata.
Il crollo dei regimi socialisti dell’Europa orientale e la disintegrazione dell’URSS non cancellano il valore storico della Rivoluzione del 1917 ne’ giustificano l’annuncio della «fine o morte del comunismo» che tra il 1989 e il 1991 è diventato il ritornello ripetuto dalle classi dominanti e dai loro mass média.
Da comunisti democratici e libertari non possiamo che rendere omaggio alle donne e agli uomini che furono protagonisti di un evento e di un processo rivoluzionario che fecero tremare le classi dominanti e ispirarono la lotta di liberazione di milioni di oppressi in tutto il mondo.
la spinta della Rivoluzione d’Ottobre e la sfida rappresentata dall’esistenza dellURSS costrinsero le classi dominanti capitalistiche progressivamente ad accettare il suffragio universale, lo sviluppo della democrazia, dello stato sociale e il riconoscimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il riferimento all’Ottobre fu fondamentale per L’antifascismo e la Resistenza antinazista che portarono dopo il 1945 all’approvazione di costituzioni democratiche assai avanzate come in Italia.
E come dimenticare che la rivoluzione diede il via alle lotte che posero fine al colonialismo e resero inaccettabile il razzismo? La rivoluzione russa diceva ai popoli colonizzati che la loro rivolta non era condannata inevitabilmente alla sconfitta. Come non rendere omaggio a una rivoluzione che sancì l‘eguaglianza tra i sessi, mise in discussione la sottomissione delle donne, legalizzò il divorzio e l‘aborto, abolì le leggi contro gli omosessuali, le discriminazioni contro gli ebrei, proclamo’ il diritto all’autodeterminazione dei popoli?
Nel celebrare l’Ottobre non rimuoviamo le tragedie, le contraddizioni e il carattere autoritario che progressivamente assunse l’esperienza della costruzione del socialismo. Lenin in «Stato e rivoluzione » scriveva: « The state is a power above society and alienating itself more and more from it », Marx insegnava che «l’emancipazione dei lavoratori deve essere opera dei lavoratori stessi ». Quella matrice radicalmente democratica che animava lo slogan «tutto il potere ai soviet” dovette fare i conti con le difficoltà sovrumane che la rivoluzione dovette superare dentro la guerra civile. La stessa evoluzione verso un sistema a partito unico derivo’ dalla situazione che si era determinata con la rottura con gli altri partiti socialisti in una situazione di eccezionale emergenza più che da una scelta ideologica predefinita.
Il nesso democrazia-socialismo è per noi essenziale per ricostruire un progetto di trasformazione nel XXI secolo.
Come disse Enrico Berlinguer in uno storico discorso in occasione del sessantesimo anniversario della rivoluzione d’Ottobre: «l’esperienza compiuta ci ha portato alla conclusione che la democrazia è oggi il valore universale sul quale fondare un’originale società socialista”.
Il compagno Chavez citava le lettere dell’anarchico Kropotkin a Lenin in cui consigliava di dare più spazio all’autogoverno.
Si trattava delle riflessioni di militanti e dirigenti che certo sentivano fortemente il legame con la Rivoluzione d’Ottobre e intendevano portarne avanti gli ideali.
In queste giornate sentiamo il dovere di rendere omaggio ai tanti comunisti protagonisti dell’Ottobre che furono assassinati durante il periodo del terrore staliniano
Ma non dimentichiamo le terribili condizioni storiche in cui si sviluppò un esperimento rivoluzionario senza precedenti, le enormi realizzazioni, la modernizzazione di cui è statalo capace in una società arretrata e assediata. Di fronte all‘orrenda carneficina che aveva causato 18 milioni di morti nella prima guerra mondiale Lenin e i suoi compagni guidarono un‘insurrezione vittoriosa e un rivolgimento sociale senza precedenti. L‘ordine sociale capitalista, imperialista, militarista, oscurantista, patriarcale, colonialista e razzista che i bolscevichi sfidarono era responsabile di crimini, miserie e ingiustizie disumane che nessun Libro Nero oggi ricorda ed elenca.
Contro un senso comune reazionario che vuole imporre un capitalismo predatorio come unico mondo possibile, difendiamo la grandezza di una rivoluzione che intendeva porre fine a guerra, miseria e sfruttamento.
Oggi le contraddizioni del capitalismo continuano a essere enormi.
In un mondo in cui il capitalismo globale suscita come un apprendista stregone guerre, fondamentalismi religiosi, nazionalismi, razzismo non possiamo che considerare attualissima la rivoluzione che adottò nel 1918 come inno della Repubblica dei Soviet l’Internazionale.
Viva la rivoluzione d’Ottobre!
Viva il #comunismofuturo!

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VIGEVANO: AMBIENTE E SOCIETA’, CONFERENZA DEL COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG”

VIGEVANO: AMBIENTE E SOCIETA’, CONFERENZA DEL COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG”

Comunicato stampa

VIGEVANO: AMBIENTE E SOCIETA’, CONFERENZA DEL COLLETTIVO CULTURALE “ROSA LUXEMBURG”

“La questione ambientale e la questione sociale nella società e nelle istituzioni”.

E’ questo il tema al centro della nuova conferenza a ingresso gratuito della “Scuola di cultura e politica” promossa dal collettivo culturale “Rosa Luxemburg” – Rete delle Alternative di Vigevano.

L’incontro si terrà venerdì 10 novembre con inizio alle ore 21 presso la Sala polivalente “Giuseppe Franzoso” della Biblioteca Civica “Lucio Mastronardi” in corso Cavour 82 a Vigevano.

Relatore della serata sarà Antonio Bruno, già consigliere provinciale e consigliere comunale di Genova per liste unitarie di sinistra e della società civile, ed esponente della Rete delle Alternative.

Bruno porterà la sua esperienza da attivista del movimento ambientalista e partecipante costante ai Forum Sociali Mondiali, proponendo anche la sua analisi sull’enciclica di Papa Francesco “Laudato si'”.

Attualmente Antonio Bruno è al lavoro per la partecipazione italiana al prossimo Forum Sociale Mondiale che si svolgerà nel 2018 a Salvador de Bahia in Brasile.

La conferenza successiva della “Scuola di cultura e politica” è in programma venerdì 1 dicembre (stesso luogo e stesso orario dell’incontro di venerdì 10 novembre). In questa occasione il saggista e musicista Massimiliano Lepratti terrà una relazione sul tema “Arte, cultura, politica. Il mondo a partire da Fabrizio De André”.