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L’acqua non si privatizza. Difendiamo il risultato referendario di 27 milioni di cittadini Italiani

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COMUNICATO STAMPA

Si scrive Maxiemendamento, si legge Privatizzazione

Il Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua sta seguendo da settimane il rimpallo tra BCE e Governo italiano sulle misure da attuare che seguono una politica di cosiddetta austerity per pareggiare il debito. Tra queste norme vi è un attacco forte al risultato referendario di giugno: pur escludendo formalmente il servizio idrico si ripropone un intervento di privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali. L’anticostituzionale Maxiemendamento presentato mercoledì non fa altro che confermare questa tendenza.

La verità è che le politiche di austerity colpiranno i cittadini e le cittadine italiane, lasciando tranquilli i poteri forti che da anni ci stanno proponendo la ricetta delle privatizzazioni, della messa a profitto dei beni comuni e delle nostre stesse vite.
Riteniamo inaccettabili questi provvedimenti e sappiamo che vogliono ignorare la richiesta della popolazione italiana di cambiare rotta ed uscire da questo sistema.

Per questo il 26 novembre, con la Manifestazione nazionale a Roma, saremo di nuovo piazza per difendere il risultato referendario, chiedere l’approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico e lanciare la campagna di “Obbedienza civile”: se il referendum continuerà ad essere ignorato, verrà praticata dal basso l’abolizione dei profitti garantiti dalle bollette, obbedendo così al mandato della maggioranza assoluta dei cittadini italiani.

Siamo convinti che l’acqua sia un paradigma e che il popolo italiano questo lo sappia e che, per la prima volta dopo anni, si sia espresso chiaramente. Chi fa finta di non vederlo o di dimenticarlo non fa altro che mettersi nel campo di chi impoverisce, privatizza e precarizza la nostra società.
Noi abbiamo detto che bisogna cambiare.

Con noi l’hanno detto 27 milioni di italiani.
Indietro non si torna.



Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
ufficiostampa@acquabenecomune.org
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax. 06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00
www.acquabenecomune.org
www.referendumacqua.it

Risposta di Giuseppe Abbà all’articolo apparso su “Il Lunedì” riguardante Carlo Giuliani

Pavia 25 Luglio 2011

Su “Il Lunedì” del 25 Luglio 2011 è apparso uno scritto ignobile. A firma di Gianni Cerutti questo scritto definisce Carlo Giuliani, ucciso da un carabiniere durante il G8 del 2001 a Genova, un “delinquente” e si spinge fino a definire “giusta” la sua uccisione. Queste affermazioni ci riempiono di una profonda indignazione. Tutti sanno, o dovrebbero sapere, la storia delle giornate di Genova di 10 anni fa. Il vertice del G8 fu contestato da un amplissimo movimento formato da centinaia di associazioni, dalla Fiom, dalla rete Lilliput, da Rifondazione Comunista, da ambientalisti e da molti altri che sostenevano le idee, come si disse allora di “Un Altro Mondo Possibile”. Di fronte al predominio delle multinazionali e del capitale finanziario, di governi succubi e complici ad essi con le gravi conseguenze di rapina delle risorse, di guerre, di impoverimento dei lavoratori, di restrizione della democrazia si era levato un movimento (partito da Seattle nel 1999 e sviluppatosi nel resto del mondo) che cercava di mandare avanti idee e soluzioni diverse da quelle delle classi dominanti.

Ebbene, a Genova, il governo di allora, uguale a quello di oggi, decise di passare alla repressione violenta. Sono a tutti note le cariche ingiustificate di polizia e carabinieri e di altre cosiddette forze dell’ordine, la vicenda della scuola Diaz, i pestaggi indiscriminati contro persone inermi, le gravi violenze perpetrate a Bolzaneto contro gli arrestati, i lacrimogeni con gas proibiti dalle convenzioni internazionali, tutti episodi che hanno visto anche alcune condanne della Magistratura. Negli avvenimenti del 2001 a piazza Alimonda ci fu una carica ingiustificata dei carabinieri contro un corteo autorizzato e, negli scontri che ne seguirono, fu ucciso da un carabiniere Carlo Giuliani.

Ora, naturalmente, si più essere o meno d’accordo sul movimento altermondialista, sulla necessità o meno di opporsi ai potenti, ma definire un ragazzo ucciso da un colpo di arma da fuoco un “delinquente” e addirittura definire “giusta” la sua uccisione dimostra l’assoluta disumanità di chi ha scritto queste parole, nonché il riemergere di quel concetto fascista per cui, alle proteste, si risponde con il manganello o con il piombo.

Giuseppe Abbà

Segretario Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra

VIGEVANO (PAVIA): DAL 24 AL 26 GIUGNO LA TERZA EDIZIONE DELLA FESTA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA E DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

raccolta firme per referendum acqua festa 2010

raccolta firme per referendum acqua festa 2010

Comunicato stampa

VIGEVANO (PAVIA): DAL 24 AL 26 GIUGNO LA TERZA EDIZIONE DELLA FESTA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA E DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

Si avvicina l’appuntamento con la terza edizione della Festa di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra di Vigevano, che quest’anno apre sotto lo slogan “Il capitalismo non funziona. Vivere è un’altra cosa”, una frase “ripresa” da uno striscione esposto nelle scorse settimane in una delle piazze in rivolta della Spagna

L’evento si terrà infatti da venerdì 24 giugno a domenica 26 giugno presso la cooperativa Portalupi, in via Ronchi 7 alla frazione Sforzesca di Vigevano, con il sostegno della sezione di Vigevano dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) e della gruppo locale dell’associazione culturale Punto Rosso.

Come è ormai diventata tradizione, saranno politica, cultura, musica, teatro, arte e buona cucina gli “ingredienti” di questo appuntamento organizzato dal circolo cittadino del Prc.

Si comincia venerdì 24 giugno alle ore 18,30 con l’apertura della festa sancita dall’”aperitivo musicale” di Alessandro Di Maio al pianoforte. Alle ore 22 sarà la volta dello spettacolo teatrale di Maledirezioni che presenterà “Countdown – Il pessimista è uno che si è informato”, un progetto di Martina De Santis, Carlotta Origoni e Sara Urban, con la regia di Carlotta Origoni e, sul palco, Martina De Santis e Sara Urban. Sarà uno spettacolo sull’Italia e sui fatti dell’attualità italiana degli ultimi due anni. “Entro una cornice cronologica, che dal 31 dicembre 2008 arriva sino a oggi, all’oggi della replica dello spettacolo, – spiegano a Rifondazione Comunista – seguiamo gli accadimenti avvenuti nel nostro Paese e apriamo alcuni sipari sul nostro presente. Parlare dell’Italia oggi significa riflettere sui grandi temi della politica, della corruzione, del precariato, della cultura. Significa parlare di chi sta al potere, di chi governa, ma anche di noi cittadini, di noi italiani. Lo spettacolo vuole anche essere un “ritratto per frammenti” dell’Italia che è nelle strade, l’Italia che ognuno di noi vive tutti i giorni: un ritratto del paese reale, ovvero quello degli italiani”.

Sabato 25 giugno, alle ore 17,30, è in programma un “aperitivo letterario” con la presentazione del libro “Il pane bianco” di Onorina Brambilla Pesce, partigiana e presidente onoraria dell’Associazione degli ex-combattenti volontari antifascisti nella guerra di Spagna. Il volume sarà presentato da Giovanna Capelli, della Segreteria regionale del Prc. Onorina Brambilla Pesce (nome di battaglia “Sandra”) racconta con semplicità e quasi distacco, ma con un linguaggio crudo ed essenziale, avvenimenti della sua vita di partigiana come l’arresto a Milano, la vita nel campo di Bolzano, le torture, la richiesta alla madre di quel pane bianco, che era la cosa che più desiderava. “Questo libro – sottolinea l’autrice – l’ho scritto per i giovani, sono loro la speranza per il futuro del nostro Paese”. Sempre sabato 25 giugno alle ore 21,30 inizierà una serata dedicata alla punk music con i gruppi “Sick dogs” (genere punk rock) ed “Ashpipe” (genere antifascist ska-punk), I vigevanesi “Sick dogs” si definiscono una band musicalmente minimale, con sonorità démodé e sporche e rimandi al punk 77 ed al garage rock. Gli “Ashpipe”, che hanno suonato in Italia, Germania e Svizzera con molte band, hanno pubblicato nel 2008 l’album “Waiting for wave” per l’etichetta tedesca “Diffidati Records” ed hanno appena finito di registrare il loro secondo album che uscirà per la fine di quest’anno.

Altro momento significativo della festa sarà domenica 26 giugno, alle ore 12, quando ci sarà l’appuntamento con il “Pranzo in rosso ricordando Genova 2001″ insieme a Vittorio Agnoletto, che alle 15 presenterà il libro “L’eclisse della democrazia – Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova” scritto a quattro mani con Lorenzo Guadagnucci. “Genova, luglio 2001: un ragazzo di 23 anni ucciso dai carabinieri, 93 persone pestate e arrestate sulla base di prove false alla scuola Diaz, decine di fermati torturati nella caserma di Bolzaneto… – ricordano a Rifondazione Comunista – Dieci anni dopo, tutte le verità sul G8 di Genova, teatro della più violenta repressione di massa degli ultimi decenni, secondo la definizione di Amnesty International”.

Alle ore 18 di domenica 26 giugno è in programma un “aperitivo musicale resistente” con Marco Villani, mentre alle ore 21 porterà il suo saluto alla festa Basilio Rizzo, capolista della lista “Sinistra per Pisapia” a Milano. Dal 1983 consigliere comunale di Milano, esponente storico della sinistra ed ambientalista, si è sempre impegnato dalla parte dell’altra Milano contro il malgoverno e la corruzione. Con inizio alle ore 22 di domenica, infine, si terrà il concerto del gruppo “Augustico Folk”, una band che si ispira all’esperienza musicale di Augusto Daolio, leader storico dei Nomadi, ed alle sonorità del folki.

La festa ospiterà anche una mostra di pittura intitolata “Vibrazioni”, con l’esposizione dei dipinti dell’artista vigevanese Giampaolo Spedicato, opere “condizionate” soprattutto dal suo interesse per le forme ed i colori di un’immagine più che dal significato intrinseco della stessa.

Come per ogni festa di partito che si rispetti, sarà attivo il servizio cucina con menù tradizionali e vegetariani, aperto nei seguenti orari: dalle ore 12 alle 14,30 per il pranzo (escluso venerdì 24 giugno) e dalle ore 20 alle 22 per la cena. Gli organizzatori della festa ricordano che è gradita la prenotazione telefonica al numero 0381-346333 dal lunedì al venerdì (escluso martedì) dalle ore 21, nonché sabato e domenica dalle ore 10.

Per ulteriori informazioni sull’iniziativa è possibile visitare il sito internet www.rifondazionevigevano.it. L’evento è presente anche su Facebook cercando “Festa di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra”.

E’ gradita la prenotazione: cell. 3396465858

Incontro pubblico dei candidati alla Provincia a Pavia

incontro teresio a pavia

Appello per finanziare la campagna referendaria per l’acqua pubblica

logo referendum acqua (300x300)Sono state raccolte 1.400.000 firme per il referemdum sull’acqua pubblica , un movimento straordinario , unitario e partecipato . Due quesiti sono stati ammessi e il 12 giugno si andrà al voto.

Il quorum può essere raggiunto. Ma c’è il silenzio dei mezzi di comunicazione e, purtroppo , per il momento, dei tanti che fanno opinione, delle persone importanti e note che sono necessarie per il successo del referendum. Pochi sanno quando si voterà e come si voterà . Occorre dunque molta , molta informazione. E occorrono risorse economiche. Il Comitato di Milano e provincia per il referendum ha lanciato una campagna di sottoscrizione .

Seguendo il principio: “che ciascuno faccia la sua parte”, noi sottoscriviamo con nostri contributi . Complessivamente ci impegnamo per 4550 euro. Segnaliamo inoltre a tutti l’urgenza di attivare la sottoscrizione, capillarmente, con l’impegno di molti, anche come promotori. Lo facciamo con convinzione: il referendum è una sfida , va affrontata con slancio ed entusiasmo . Lì ci si conta , li si vince o si perde.

“Loro” inquinano i mari con il petrolio e avvelenano l’aria , a “loro”, noi contrapponiamo un nostro simbolo : l’acqua è vita e difendiamo i beni comuni , e il diritto all’aria pulita , al cibo , alla terra . Ne dipende la sopravvivenza stessa dell’umanità e del pianeta.

Il referendum è anche questo.

Franco Calamida – Emilio Molinari – Basilio Rizzo – Elena Paciotti – Massimo Florio – Augusto Bianchi – Giulio Leghissa – Giancarlo Peterlongo – Fabio Malcovati – Piero Basso – Roberto Biorcio – Silvano Piccardi – Luigi Campolo – Silvana Barbieri – Joan Haim – Renato Sacristani – Edoardo Bai.

Per i versamenti di donazione: c/c intestato Comitato Milanese Acquapubblica, IBAN IT 42 A 05018 01600 000000 137066

causale : Donazione Referendum Acqua – Milano e Provincia

Il saluto dell’ANPI Nazionale alla manifestazione del 2 aprile indetta da Emergency

Lampedusapubblicata da A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia il giorno mercoledì 30 marzo 2011 alle ore 16.57

L’Anpi è senza esitazione dalla parte dei popoli che si liberano da quei regimi dittatoriali e oppressivi che giungono a sparare sui propri concittadini. Il Mediterraneo e il Medio Oriente possono essere all’alba di una nuova stagione. Per questo sono assai grandi le responsabilità delle organizzazioni democratiche, dei governi, degli organismi sovranazionali.

Prendiamo atto della risoluzione dell’ONU per la Libia, in difesa di quel popolo, ma siamo fermamente convinti che “l’Italia ripudia la guerra come mezzo per la soluzione delle controversie internazionali.” Non si esce dalle crisi attuali e nemmeno si aiuta la costruzione di nuove realtà statuali democratiche né con la guerra dall’alto né dal basso.

Devono tornare pienamente in campo la diplomazia, la politica e la cooperazione internazionale, colpevolmente assenti finora, per responsabilità dei governi UE – Italia in prima fila – che pure si erano impegnati per favorire la creazione di una area di cooperazione economica e istituzionale. Questo processo va ripreso e messo al centro di una nuova politica nel Mediterraneo. A questa politicapotranno collegarsi i nuovi gruppi dirigenti che quei Paesi e quei popoli sceglieranno in piena autonomia e libertà.

Roma, il 30 marzo 2011

Censura contro i comunisti

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Lunedì 28 febbraio è convocato il comitato politico federale del prc – federazione di Pavia

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Ammortizzatori sociali. Rischiano di trovarsi all’inizio del 2011 prive di copertura per esaurimento fondi regionali.

fiom dirittiPubblichiamo il comunicato della FIOM

Home >> Sindacale > Cig > Nota che autorizza le Regioni a proseguire nel 2011

Pubblichiamo la nota con cui la Dott.ssa Mancini autorizza le Regioni a proseguire nel 2011 nel pagamento degli ammortizzatori in deroga a valere sui residui del 2010, in attesa degli stanziamenti derivanti dalla legge di stabilità attualmente in discussione in Parlamento (complessivamente sono previsti 1.000 milioni di euro).

Anche se approvati a dicembre i nuovi fondi, infatti, saranno spendibili dalle amministrazioni regionali solo dopo che sarà stipulata una nuova Intesa Governo Regioni (quella precedente copriva solo il biennio 2009/2010) e di conseguenza firmati i protocolli bilaterali che assegneranno le risorse alle singole regioni.

Questa procedura potrebbe prolungarsi per alcuni mesi e prevedibilmente non prima della fine di febbraio sarà possibile per le regioni impegnare i fondi del 2011 (previsione ultraottimista).

La situazione quindi si presenta critica anche per il precipitare sulla deroga di tutte le situazioni in cui si sono esaurite sia la CIGO che la CIGS per crisi.

Vi prego di segnalare alla Fiom nazionale, Ufficio sindacale (b.pettine@fiom.cgil.it) con la massima urgenza quali situazioni rischiano di trovarsi all’inizio del 2011 prive di copertura per esaurimento fondi regionali.

Ufficio sindacale Fiom nazionale

Roma, 7 dicembre 2010

la nota

http://www.rainews24.it/it/video.php?id=21356 Video corteo Fiat Mirafiori

5 lettere interessanti da Liberazione

Per sedersi al tavolo dei vincitori…

Lacrime

ipocrite

Cara “Liberazione”, ho visto la trasmissione di Lucia Annunziata con La Russa e Fassino, che pena! Pazienza La Russa, noto guerrafondaio, ma sentire Fassino – concorde con D’Alema nel bombardare la Serbia – sostenere che la “nostra” è una missione di pace e che quindi, con o senza bombe, bisogna restare… Neanche un cenno all’articolo 11 della nostra Costituzione. Fanno finta di non sapere che i talebani sono stati organizzati dagli americani in chiave anti-sovietica. Ora basta con le menzogne. Il vero scopo della missione è quello di poter gestire le immense risorse energetiche, petrolio, gas, materie prime; potersi sedere al tavolo delle trattative con tutti gli occupanti, pagando qualsiasi prezzo. Basta con le ipocrite lacrime al ritorno delle bare, sarebbe ora si dicesse chiaramente come stanno le cose…

Giuseppe Rogliatti via e-mail

Quando gli Usa

se ne andranno…

Gentile direttore, trentaquattro sino ad oggi (sino ad oggi) i militari italiani uccisi in Afghanistan. Ho guardato con attenzione tutti i cognomi, per appurare se vi fosse tra loro il figlio o il nipote di qualche nostro uomo politico, al fine di esprimergli il mio dolore per la perdita, ma anche per rimproverarlo, qualora avesse qualche responsabilità riguardo alla permanenza dei nostri soldati in quel Paese. Infatti, non avrebbe avuto alcun diritto di mettere a repentaglio la vita di un suo parente anche per la più giusta delle cause; così come lo Stato non ha alcun diritto di mettere a repentaglio la vita dei soldati sia pure per la più giusta delle cause. Mi dispiace per il Presidente della Repubblica, e per il ministro La Russa, e per tutti coloro che sostengono la necessità della presenza nei nostri militari in Afghanistan, ma la necessità di mettere a repentaglio la vita dei soldati, sussiste solo e unicamente qualora si tratti di difendere la patria. Lo Stato non può permettersi di essere altruista e generoso sulla pelle dei nostri giovani. Credo poi sia superfluo rilevare che la giustezza della nostra guerra in Afghanistan è relativa alla giustezza della guerra americana in quel Paese. Quando Obama deciderà di ritirare i marines, anche il governo italiano deciderà il ritiro delle truppe.

Miriam Della Croce via e-mail

Bazooka

e Afghanistan

Caro direttore, un bazooka fatto ritrovare vicino alla procura di Reggio Calabria per sottolineare, anche se non ce n’era bisogno, la capacità offensiva del crimine organizzato. Altri militari italiani uccisi in Afghanistan, dove erano stati mandati in missione “di pace”. Sono due episodi molto diversi che però fanno emergere, ancora una volta, un paradosso angosciante. Come possono le nostre massime istituzioni – dalla presidenza della Repubblica al Parlamento e al Governo – avere ancora tanta presunzione e malafede da pretendere di portare pace, sicurezza e democrazia in quel paese – o in qualunque altro – quando non sono capaci di garantire la sicurezza dei cittadini nel loro stesso territorio?

Renzo Butazzi via e-mail

Le litanie

di La Russa

Cara “Liberazione”, puntuale come il destino ecco il ministro Ignazio La Russa proclamare, nobilmente irato, che, nonostante le dolorosissime perdite di quattro giovani militari, l’Italia non si farà intimidire dai talebani ma continuerà a combatterli in nome della democrazia e della pace. Mi domando: ma come fa questo signore a non rendersi conto che questa ripetitività del cordoglio, questo troppo esibito viso dell’armi, questa esaltazione a buon mercato dell’eroismo e della pace appariranno ai cittadini che hanno cuore e ragione come un’insopportabile litania? Non si rende forse conto, questo rodomonte al riparo in ben protetti fortilizi, che con quel suo viso (mi sia permessa questa scivolata lombrosiana) egli sembra incarnare la negazione stessa della democrazia e della pace?

Gino Spadon via e-mail

“Fare futuro”

a scuola

Caro direttore, domenica 10 ottobre si è conclusa la seconda edizione della manifestazione “Dire giovani dire futuro”, svoltasi presso il Palazzo dei congressi dell’Eur a Roma. L’iniziativa, promossa è patrocinata da enti ed istituzioni come il ministero della Gioventù, il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati e numerosi partners pubblici e privati. E’ una kermesse alla quale partecipano scuole medie e scuole superiori di tutta Italia con spettacoli teatrali, esibizioni musicali, iniziative multimediali. Erano presenti lo scrittore Federico Moccia, accolto da una ovazione, e figure istituzionali come il Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini… Sarebbe già sufficiente l’eccessiva ridondanza data al termine “Futuro”, che riecheggia ovunque nelle ampie sale e corridoi del palazzo dei congressi, per lasciar intendere una qualche relazione con la fondazione vicina al Presidente della Camera, Fare Futuro. In una delle sale allestite per la manifestazione, un gruppo piuttosto nutrito di militari in mimetica invitano i ragazzi ad entrare nello stand in cui si sta simulando una azione di sminamento in campo di guerra; è evidente che nell’ambito di una manifestazione scolastica, si promuovono attività militari con l’ausilio di mezzi in dotazione in azioni di guerra… visto che in guerra siamo pienamente coinvolti e che stiamo subendo da tempo una logica culturale pericolosa secondo cui esiste un occidente democratico, sviluppato, che “deve controllare” quella parte del mondo, non altrettanto democratica, con la guerra. Che risultato può avere questo tipo di messaggio sulle masse di adolescenti? Ad un capitano dell’Esercito presente nello stand, ho domandato se qualche ragazzo o qualche docente, avesse fatto notare che l’articolo 11 della Costituzione recita: “L’Italia ripudia la guerra…”, e che forse, in un contesto del genere, questa dimostrazione fosse quanto meno fuori luogo: pare proprio di no. Tra le presenze istituzionali spiccava lo stand del Senato della Repubblica. Alunni e docenti assistono ad una breve dimostrazione dell’attività che si svolge in Aula. Al termine lo stuart del Senato offre del materiale divulgativo e finalmente regala una copia della Costituzione. Che bello! Anzi no. Ne offre prima una “vecchia” e poi un’altra “nuova”. Mi mordo le labbra e domando: «Scusi, nuova in che senso?». Mi risponde che è nuova perché alcuni articoli sono stati cambiati e che comunque è il momento di cambiarla perché «quella di prima è troppo vecchia!». Certamente è un bel problema se per quattro giorni, a migliaia di ragazzi, la Costituzione è stata presentata come “vecchia”. Dal canto mio non ho potuto fare a meno di replicare che a qualunque tentativo di smantellamento della “vecchia” Costituzione, resisteremo!

Angelo Colone via e-mail

12/10/2010