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Mortara: serata per l’artista MICHELE PROTTI

protti_02Vogliamo dedicare una serata della nostra rassegna “ In direzione ostinata e contraria” giunta al penultimo appuntamento ad un artista mortarese che vuole con i suoi dipinti raccontare la realtà attraverso la sua indole anarchica e il suo essere artista senza scendere o accettare compromessi: Michele Protti.

L’appuntamento e’ fissato per la sera di venerdi 27/5/2011 alle ore 21,15 presso la sede di Rifondazione di Mortara in Via Cadorna ,5.

“Io non cerco né trovo, ci dice Protti, gli oggetti che entrano nei miei quadri, ma li “incontro” nel mondo, li rielaboro e poi li reintroduco nel “mio mondo”, che è la parete bianca a cui li appendo. Cerco di intuire le forme, i volumi del materiale che ho raccolto, le loro storie segrete, cerco cose di uso quotidiano, scarti finiti inopinatamente tra i rifiuti e abbandonati. Ascolto in silenzio le emozioni, le suggestioni che questo materiale riesce a trasmettermi, poi comincio a trasformarli.

Recupero quei frammenti di quotidianità che sono stati gettati, rifiutati, ( noi stessi tutti i giorni siamo cestinati e rifiutati da altri esseri umani), tracce di oggetti che toccano una dimensione psicologica che è anche politica.”

Il suo lavoro può ascriversi a quella corrente di artisti del novecento che hanno adoperato e adoperano sistematicamente o occasionalmente i rifiuti e che annovera artisti di tutto il mondo.

Michele Protti che a breve esporrà tre sue opere nel castello di Sartirana in una rassegna collettiva dal titolo “Italia – identità artistiche, identità nazionale”, fa parte di una generazione di pittori mortaresi di sicuro valore nazionale.

Seguirà lettura collettiva di un’ opera di Protti che esporremo per l’occasione.

Adriano Arlenghi

Serata per un artista mortarese: MICHELE PROTTI

Vogliamo dedicare una serata della nostra rassegna “ In direzione ostinata e contraria” giunta al penultimo appuntamento ad un artista mortarese che vuole con i suoi dipinti raccontare la realtà attraverso la sua indole anarchica e il suo essere artista senza scendere o accettare compromessi: Michele Protti.

L’appuntamento e’ fissato per la sera di venerdi 27/5/2011 alle ore 21,15 presso la sede di Rifondazione di Mortara in Via Cadorna ,5.

Io non cerco né trovo, ci dice Protti, gli oggetti che entrano nei miei quadri, ma li “incontro” nel mondo, li rielaboro e poi li reintroduco nel “mio mondo”, che è la parete bianca a cui li appendo. Cerco di intuire le forme, i volumi del materiale che ho raccolto, le loro storie segrete, cerco cose di uso quotidiano, scarti finiti inopinatamente tra i rifiuti e abbandonati.

Ascolto in silenzio le emozioni, le suggestioni che questo materiale riesce a trasmettermi, poi comincio a trasformarli.

Recupero quei frammenti di quotidianità che sono stati gettati, rifiutati, ( noi stessi tutti i giorni siamo cestinati e rifiutati da altri esseri umani), tracce di oggetti che toccano una dimensione psicologica che è anche politica.

Il suo lavoro può ascriversi a quella corrente di artisti del novecento che hanno adoperato e adoperano sistematicamente o occasionalmente i rifiuti e che annovera artisti di tutto il mondo.

Michele Protti che a breve esporrà tre sue opere nel castello di Sartirana in una rassegna collettiva dal titolo “Italia – identità artistiche, identità nazionale”, fa parte di una generazione di pittori mortaresi di sicuro valore nazionale.

Seguirà lettura collettiva di un’ opera di Protti che esporremo per l’occasione.

Adriano Arlenghi

0384/92896

“Un altro giro di giostra”

220px-Tiziano_TerzaniVogliamo per le serate intitolate a Fabrizio De Andre’ “ In direzione ostinata e contraria” dedicare il nostro appuntamento mensile a quello che riteniamo uno dei più incredibili viaggiatori giornalisti del nostro tempo: Tiziano Terzani.

Lo faremo alle 20,45 il giorno 29/4/2011 con appuntamento davanti alla sede di Rifondazione Comunista di Mortara sita in Via Cadorna, 5.

Si raccomanda la puntualità perchè ci trasferiremo in un locale vicino attrezzato.

Sarà una serata in cui poesia, pieces teatrali, filmati racconteranno questo giornalista che pensava che i problemi dell’umanità potessero essere risolti da una congiura di poeti , da persone insomma capaci di lasciare il cuore volare, liberando la propria fantasia, senza la pesantezza del quotidiano.

Un fiorentino di quelli veraci per cui viaggiare era diventato un modo di vivere che affronta anche l’ultimo viaggio , il più impegnativo, il più intenso come lui dice nel suo libro, forse il più conosciuto al grande pubblico “Un altro giro di giostra”, senza carte geografiche con cui orientarsi.

Ma con la consapevolezza che l’ultimo pezzo di strada ognuno lo deve fare da solo: i maestri, i guru, le religioni servono, certamente, ma sono come gli ascensori che ti permettono di non fare le scale. Sul tetto quando ti prepari a diventare nuvola , quell’ultimo pezzo dice Terzani va fatto a piedi , da soli.

Uno scrittore pacifista che si era trovato nei luoghi e nei momenti in cui la Storia era passata nel continente asiatico, tra guerre e rivoluzioni, sperimentando di persona le nuove forme di organizzazione sociale e di ripensamento critico del sistema occidentale.

Adriano Arlenghi

Difendiamo la scuola pubblica

LOREDANA FRALEONE, responsabile politiche conoscenza Prc – Fed. della sinistra

Scuola pubblica bene comune!

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Lettera aperta sulla venuta di Gheddafi alla Sapienza

(clicca sul link)

http://www.ateneinrivolta.org/internazionale/lettera-aperta-sulla-venuta-di-gheddafi-alla-sapienza

Un tour culturale per la Lomellina

risaiaUn tour culturale per la Lomellina. A torto considerata  terra prima di riso e poi di rudo. C’e’ una ricchezza inesplorata  e non valorizzata  in questa terra, spesso sconosciuta anche ai tanti che ci vivono.
Si tratta del  suo patrimonio artistico e urbanistico, fatto di chiese e castelli che grondano di storia, di  arte, di cultura. Della sua gente tra la quale  si annoverano tanti esperti del territorio, capaci di vivisezionarlo in modo suggestivo e professionale in ogni sua sfumatura   e con tanta voglia di raccontarsi e raccontare.
Esiste la possibilità’ di creare e costruire  sui saperi e sull’ambiente un nuovo sviluppo capace di non distruggere il territorio, di non consumarlo,  ma all’opposto  di dargli  il compito , certo complicato ma non impossibile, di inventare una nuova narrazione del futuro? Che faccia leva sulla green economy, sul turismo culturale, sulla responsabilità’ sociale di impresa, sulla tutela ecologica?
Magari con un pensiero all’Expo Universale di Milano ormai alle porte.
Perchè’ questo sogno sia un po’ più realtà le nostre due associazioni di Legambiente in Lomellina , “Il Colibri”  e “L’airone” unitamente al contributo creativo dell’Ecomuseo  del Paesaggio lomellino con sede a Ferrera e della Biblioteca civica di Valle Lomellina, hanno pensato di realizzare un tour culturale. Per andare  alla scoperta dell’arte tra le nostre risaie. In particolare  un viaggio per ammirare la pittura murale e egli affreschi nelle chiese lomelline.
L’iniziativa gratuita,  aperta a tutti,  e’ fissata  per domenica 6/3/2011, quando ci troveremo alle ore 9,30 con auto private al punto di partenza previsto  in Piazza Corte Granda  a Valle  .
Qui  visioneremo gli affreschi  quattrocenteschi della chiesetta di Santa Maria di Castello, poi ci sposteremo a Langosco dove  visiteremo la Madonna con Bambino e Santi di San Bernardo di Mentone, passeremo da Candia  per ammirare lo stupendo  affresco  dell’Adorazione dei Magi nella Chiesa di San Michele .
Infine gli affreschi della chiesetta di S. Rocco a Sant’Angelo di  Lomellina .
Qui la Proloco ci offrirà  a modico  prezzo, 10 euro, un happening culinario  con specialita’ gastronomiche locali.
Alle 14 il tour riprenderà .Termineremo a Mortara verso le ore 17, dopo avere visitato Madonna del Campo e l’Abbazia di Sant’ Albino. L’iniziativa di Legambiente si inserisce in una imanifestazione  nazionale di valorizzazione dellnostro patrimonio artistico denominata “Abbracciamo la cultura”.
La nostra guida sarà lo storico Giuseppe Castelli con il contributo della Dott. Simona Spinella mentre a Mortara avremo la presenza di Padre Nunzio De Agostini . Saranno distribuite  guide turistiche sulle  opere viste. E non mancherà l’occasione di conoscere le attività dell’ecomuseo , questo incredibile  regno della cultura materiale e immateriale che a Ferrera ospita la memoria collettiva di una comunità e del suo habitat. E questa presenza è sicuramente degna di nota. Il suo lavoro sul territorio ricorda quella frase del libro “Le Memorie di Adriano” nel quale la scrittrice  Margherite Yourcenair  invitava  a  costruire biblioteche o musei anche nel tempo presente, cosi  come una volta si costruivano granai. Dove ammassare riserve dell’etica e del bello  in attesa di un inverno che da molti indizi, suo malgrado, lei stessa sentiva arrivare.

 

adriano 0384/92896

Medi e universitari nel corteo Cgil: «Per un futuro libero da precarietà»

Medi e universitari nel corteo Cgil: «Per un futuro libero da precarietà»

http://www.liberazione.it/news-file/Medi-e-universitari-nel-corteo-Cgil—Per-un-futuro-libero-da-precariet—–LIBERAZIONE-IT.htm#article-photo-gallery

http://www.liberazione.it/news-file/Le-immagini-della-manifestazione—LIBERAZIONE-IT.htm

LAVORO

Medi e universitari nel corteo Cgil: «Per un futuro libero da precarietà»

di Daniele Nalbone

Roma 27/11/2010. Manifestazione nazionale della Cgil per il lavoro, i diritti e la democrazia.  Foto Impronte

«Per un futuro dignitoso, libero da precarietà e sfruttamento». Parte da queste rivendicazioni la partecipazione degli studenti medi e universitari della Rete della Conoscenza e della Rete degli Studenti al corteo della Cgil. Sono arrivati da tutta Italia per prendere parte a una grande giornata di mobilitazione inserita proprio in mezzo alla discussione alla Camera sul ddl Gelmini. Contemporaneamente, gli studenti autorganizzati delle scuole di Roma, al grido di «noi non siamo la Cgil» ma senza alcuna volontà di rompere un movimento che confermano essere «più unito che mai» hanno manifestato, in corteo non autorizzato, da piazza Trilussa, quartiere Trastevere, fino al Campidoglio oltrepassando cordoni di polizia che non sono riusciti a fermare la rabbia studentesca. Quindi Lecce con la contestazione a Gianfranco Fini. Palermo con un corteo di oltre tremila studenti appartenenti a oltre trenta scuola in agitazione. E ancora, Napoli e Perugia. Con Bologna e Milano pronte a scattare all’inizio della settimana. Anche ieri la mobilitazione di scuole e università non si è placata. Ma veniamo alla cronaca.
Sono le 8,30. Manca più di mezz’ora alla partenza del corteo che da piazza della Repubblica raggiungerà piazza San Giovanni. Gli studenti sono già lì, «a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici» ci spiegano i portavoce della Rete della Conoscenza. Insieme a loro, insieme alla Flc Cgil, i ricercatori precari. «Siamo scesi per qualche ora dai tetti per essere qui in piazza» scherzano. Le politiche di questo governo non hanno tolto il sorriso a questa che si definisce una «generazione ribelle». Sono in piazza «per reagire, con i lavoratori, alla più grande riforma dello stato sociale degli ultimi trent’anni che questo governo sta mettendo in campo». Una riforma «fatta di piccole e costanti martellate all’apparato di diritti»: dalla privatizzazione della conoscenza al “modello Pomigliano”, «non si vogliono più masse consapevoli ma persone mansuete, servi e ricattabili». Sono studenti, ma parlano di Collegato Lavoro, un provvedimento «che cambierà la nostra vita e quella dei lavoratori in maniera indifferenziata». Il corteo si muove. I ragazzi sono sparsi per tutte le vie di Roma. La Rete degli Studenti sottolinea come la loro scelta di partecipare a un corteo “sindacale” è dovuta al fatto che «questo Governo ha scelto la strada della divisione sociale. Noi, invece, vogliamo andare in direzione opposta e lavorare per l’unità delle lotte». Un’unità che, però, non può “appiattirsi” sulla piattaforma di mobilitazione messa in campo dalla Cgil. Per questo gli studenti hanno deciso di non confluire a Piazza San Giovanni ma di fermarsi prima, all’altezza di via Emanuele Filiberto, e di dar luogo a una sorta di assemblea “di piazza”. Contemporaneamente da piazza Trilussa, cuore della Roma trasteverina, oltre cinquemila studenti autorganizzati delle scuole occupate e in mobilitazione ha dato vita a un corteo non autorizzato che ha paralizzato ulteriormente il traffico della Capitale. Percorso il Lungotevere, il corteo ha superato, all’altezza della Bocca della Verità, un ingente schieramento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa avanzando con le braccia alzate. Quindi, ha raggiunto il Campidoglio e ha “occupato” la scalinata che porta al Palazzo Comunale. Contemporaneamente a Lecce, come già accaduto due settimane fa a Bari, l’oggetto della rabbia studentesca è stato Gianfranco Fini. L’occasione è stata la partecipazione del presidente della Camera alla riunione allargata del Senato accademico dell’Università del Salento. Così, mentre fuori dall’ateneo, occupato da venerdì pomeriggio, centinaia di persone erano riunite in presidio, all’interno gli studenti hanno prima letto un documento contestando le dichiarazioni di un Fini che si è detto pro-riforma e ha annunciato il voto favorevole del gruppo di parlamentari di Futuro e Libertà per l’Italia, quindi abbandonando l’aula in segno di protesta non appena il presidente ha preso parola. A Palermo, invece, oltre tremila studenti hanno manifestato ieri mattina per le vie della città dopo l’annullamento del corteo in programma per il pomeriggio a causa dell’incontro saltato con il provveditore al quale avrebbero consegnato le proposte di cambiamento della scuola pubblica. Così davanti al teatro Politeama è stato celebrato il funerale della scuola pubblica. Quindi, nel pomeriggio, assemblea-fiume cittadina all’istituto Pareto per organizzare le mobilitazioni della settimana che sta per aprirsi. Una settimana che si preannuncia calda. A Napoli, dove ieri è stato occupato simbolicamente il tetto della facoltà di Giurisprudenza della Federico II, per tutta la giornata odierna si terrà un’assemblea sui temi della riforma Gelmini. Quindi, lunedì e martedì, assemblee e riunioni in attesa delle votazione finale sulla riforma dell’università. A Perugia, invece, la giornata di ieri è stata caratterizzata dall’occupazione del Palazzo dei Priori, sede del Comune, da dove è stato calato uno striscione: «No Gelmini, ricostruiamo il futuro». E se Bologna si sta preparando alla grande assemblea del 29 (ore 19, via Zamboni 38) per dar vita a una grande manifestazione martedì 30 novembre (ore 11, piazza Verdi) alla quale è chiamata a scendere in piazza tutta la città, Milano risponderà martedì con un nuovo, grande corteo per una nuova, grande giornata di protesta. Una protesta che avrà il suo centro a Roma: martedì prossimo, infatti, Montecitorio sarà invaso per l’ennesima volta. «La Gelmini e Tremonti hanno un’unica possibilità per salvarsi» avvertono gli studenti: «dimettersi».

in data:27/11/2010 Liberazione

Festival di San Remo: dichiarazione di Paolo Ferrero Prc – Fed

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Lo stabilimento OMSA di Faenza (RA) sta per essere chiuso

Lo stabilimento OMSA di Faenza (RA) sta per essere chiuso

(tratto da una mail da una lavoratrice della Omsa)

E’ con grande tristezza che inoltro questa mail…

La stessa cosa è successa alle lavoratrici della Perla, che ora ha trasferito la produzione in Cina, della Mandarina Duck, ecc.

Anche se il nostro caro presidente del consiglio parla di segni positivi ho la netta impressione che quest’anno e i prossimi a venire saranno davvero disastrosi per l’Italia.

Amiche e amici, vi porto via un po’ di tempo raccontandovi quello che sta succedendo in questi giorni a Faenza, più o meno nell’indifferenza generale.

Lo stabilimento OMSA di Faenza (RA) sta per essere chiuso, non per mancanza di lavoro, ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all’estero della produzione per maggiori guadagni.

Il proprietario dell’OMSA, il signor Nerino Grassi, ha infatti deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia, dove ovviamente la manodopera, l’energia e il carico fiscale sono notevolmente più bassi.

Questa decisione porterà oltre 300 dipendenti, in maggior parte donne e non più giovanissime, a rimanere senza lavoro.

Le prospettive di impiego nel faentino sono scarse e le autorità hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti, salvo poi spendere fiumi di parole di solidarietà adesso che non c’è più niente da fare.

Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dell’azienda, al freddo, notte e giorno, in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari, (tentativo documentato anche da Striscia la Notizia sabato scorso, ma ad onor del vero il servizio è stato brevissimo e piuttosto superficiale).

Trovo sempre più allucinante che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori dall’essere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada non appena si profili all’orizzonte l’eventualità di un guadagno più facile.

Le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali con loro, boicottando i marchi – Philippe Matignon – Sisi – Omsa – Golden Lady – Hue Donna – Hue Uomo – Saltallegro – Saltallegro Bebè – Serenella – e vi sarebbero grate se voleste dare il vostro contributo alla campagna, anche solo girando questa mail a quante più persone potete se non altro per non alimentare l’indifferenza.

Le lavoratrici OMSA ringraziano quindi per l’aiuto e il supporto che vorrete dargli quali ennesime vittime di una legislazione che protegge sempre più gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendenti.

“I NONNI NON POSSONO ESSERE DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI”

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(Tratto dallo “Spi insieme)

“I NONNI NON POSSONO ESSERE DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI”

“Sono tre gli interventi urgenti per salvare questo paese: una seria manovra fiscale dove si abbia il coraggio di tassare le rendite e i grandi patrimoni, con un serio progetto contro l’evasione fiscale; utilizzare le risorse così recuperate per una politica a favore dei redditi e delle pensioni; avere un’idea nuova sia di politica industriale che di contrattazione sociale, perché di certo non possono essere i nonni gli ammortizzatori sociali di questo paese in crisi”. Così Carla Cantone, segretario generale Spi nazionale, durante l’attivo dei delegati Spi che si è tenuto a Bormio in occasione dei Giochi di Liberetà. Con lei erano presenti Nino Baseotto e Anna Bonanomi, rispettivamente segretario generale Cgil e Spi Lombardia.

Cantone ha ricordato come l’Italia detenga una serie di record negativi in Europa: è, infatti, il paese con i più bassi salari e pensioni ma con più lavoro nero ed evasione fiscale; con più morti sul lavoro e più aziende che portano all’estero la produzione. Un paese dove si avanza la proposta di assicurazioni private per i non autosufficienti: “potremmo parlare di fondi integrativi, ma prima – ha sottolineato la leader nazionale – tutti devono essere messi in grado di avere l’assistenza di cui necessitano, così come garantisce la Costituzione”.

Allo Spi e alla Cgil tocca far la loro parte per favorire un cambiamento, una parte che inizia all’interno della confederazione stessa che, dopo il Congresso, deve mostrare di aver ritrovato l’unità, che passa poi attraverso la ricostruzione del rapporto unitario con Cisl e Uil per arrivare a un rafforzamento della contrattazione che Spi, spesso con Fnp e Uilp, fa sul territorio e che deve trovare il pieno appoggio della Cgil.

“Dobbiamo essere sempre di più fra le gente che ormai è stufa di questo governo che non sa fare il suo mestiere. E ci saremo nelle prossime settimane in tutta Italia e poi a Roma con la Cgil per una grande manifestazione”. ■