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Ribellione dei Sindaci a Cremona. Vittoria spettacolare!

Cremona

Cremona. Palazzo Municipale

A Cremona Sindaci determinatissimi riescono a sventare i progetti di privatizzazione dell’acqua.

Ribellione dei sindaci di Cremona!!!!!!!!!!!!!

E’ successo quello che non osavamo sperare!!!

Il presidente dell’Amministrazione Provinciale Salini con pressioni enormi esercitate in questi giorni sui sindaci di tutto il territorio ha cercato disperatamente di far mancare il numero legale oggi alla Conferenza dei Comuni, convocata l’ultimo giorno possibile per l’espressione del parere obbligatorio e vincolante. Purtroppo per lui ha fatto i conti senza l’oste, ovverosia la correttezza di alcuni sindaci (pochi ma buonissimi) della sua stessa parte politica. Che si sono presentati ugualmente, garantendo così il RAGGIUNGIMENTO DEL NUMERO LEGALE! Certificata la presenza iniziale di 62 sindaci su 115 i lavori sono iniziati, un sindaco è scappato (evidentemente era una “lepre”) e si è persa un’ora di dibattimento preliminare poiché il presidente della Conferenza, sindaco Leni, sosteneva che non raggiungendo i sindaci presenti con la sommatoria delle loro quote la maggioranza qualificata (50 per cento più uno degli abitanti della provincia, pari a 362.061/2=181.031) necessaria per votare l’approvazione del piano d’ambito era inutile votare. Alla fine, siccome di fronte a lui c’era una assemblea ferma nel pretendere la messa ai voti dei punti all’ordine del giorno, ha tentato il colpo basso e ha dichiarato conclusa l’assemblea, scappando letteralmente dalla sala con una invero mirabile accelerazione, accompagnato da risate, sguardi allibiti e improperi dei colleghi e degli astanti. A quel punto l’intera assemblea, ribellatasi al sopruso inaudito (poiché il gioco era ormai scoperto), ha continuato la sessione regolarmente registrando l’uscita (meglio la fuga) di un sindaco (Leni) e ha messo ai voti il piano d’ambito, che ha riscosso l’UNANIMITA’ di voti CONTRARI!!!

E’ stata in seguito messa ai voti ed approvata all’unanimità la destituzione del presidente della Conferenza sindaco Leni ed immediatamente dopo approvata all’unanimità anche la destituzione del cda dell’Ufficio d’Ambito.

Non abbiamo mai visto tanti sindaci così arrabbiati e compatti: e però le ragioni c’erano tutte, poiché il comportamento del presidente Leni, spalleggiato vanamente dal direttore generale dott. Boldori, era la letterale goccia che ha fatto traboccare un vaso riempito di tanti soprusi e comportamenti antidemocratici e lesivi della dignità di sindaci e cittadini succedutisi nelle ultime settimane. Molte persone stasera hanno commentato che non avevano mai assistito a una indegnità simile.

Tornando al piano d’ambito: la votazione finale non raggiunge in peso ponderale la quota necessaria a bocciarlo ufficialmente, ma (secondo le valutazioni dei più, noi compresi) non importa poiché:

1) i sindaci si sono espressi in una assemblea validamente convocata entro i termini previsti, corroborata dal numero legale previsto dalle norme (anzi superato di due unità) ed hanno espresso un parere che deve essere dunque considerato vincolante: questo impedirà al presidente Salini di invocare la norma del silenzio-assenso;

2) la legge regionale prevede che il piano d’ambito per essere approvato riceva il 50 per cento +1 di voti a favore. Questo piano d’ambito ha avuto (in ordine di tempo) 102 sindaci che ne chiedevano unanimemente la revoca e, una settimana più tardi, l’unanime contrarietà di 60 sindaci per un totale di più di 137.000 voti/abitante. Voti a favore: 0.

Tecnicamente il presidente Salini potrebbe arrampicarsi sui vetri e portare ugualmente il piano d’ambito in Regione, appellandosi al fatto che quel piano non è stato ufficialmente bocciato. E probabilmente lo farà, poiché per lui ottenere la privatizzazione del servizio per qualche ragione che cominciamo ad intuire bene (e come noi l’hanno intuito molti sindaci) è vitale. Ma dovrà dimostrare che quel piano è stato approvato, senza poter portare neppure mezzo voto a favore. E trovandosi di fronte a sbarrargli la strada, da stasera, 60 sindaci letteralmente indignati e inviperiti.

Il presidente Salini dopo questa sera ha perso la faccia ed ogni credibilità politica.

Si tratta di una VITTORIA SPETTACOLARE!!!!!!!!!!!! Noi stessi eravamo quasi certi che i sindaci non sarebbero stati presenti in numero sufficiente perché sappiamo che le pressioni che hanno ricevuto sono state terrificanti. E invece i sindaci della provincia di Cremona questa sera hanno dato una sonora, storica, brillante, commovente lezione di democrazia a tutti i loro colleghi assenti (a cominciare dai sindaci dei due centri più popolosi della provincia, pure loro ormai squalificati e delegittimati agli occhi dei loro amministrati) e hanno dimostrato ai cittadini che non si fanno mettere i piedi in testa. Hanno lasciato l’aula della Conferenza tra due ali di popolo dell’acqua che li applaudiva fragorosamente!

Questa è una grande serata per l’acqua pubblica, aperta da un corteo partecipatissimo e accompagnata da un presidio come sempre numeroso, chiassoso e allegro.

La vittoria di questa sera è senz’altro dei sindaci del territorio, ma non sarebbe stata possibile senza la meravigliosa risposta corale e la spinta commovente di centinaia di cittadini.

A tutti loro va il grazie dell’intero popolo dell’acqua nazionale.

Siamo contenti di poter dire che a Cremona questa sera i sindaci si sono riuniti ai loro cittadini.

Da domani si lavora al percorso successivo, questa sera si festeggia.

Dedichiamo questa nuova vittoria a Umberto Chiarini, che ci ha lasciato questa estate e sarebbe stato sicuramente con noi ad esultare questa sera.

LA SVOLTA – DONNE CONTRO L’ILVA un film di Valentina D’Amico

Immagine anteprima YouTube

Tra le collaborazioni: Report Rai 3, Il Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano.
Ha scritto su Repubblica di Bari e Nuovo Quotidiano di Puglia; ha lavorato come radio giornalista a Radio Popolare Salento emittente locale del Network della storica Radio Popolare di Milano per cui ha lavorato come corrispondente; è stata direttore responsabile de L’Impaziente, periodico salentino di inchiesta e controinformazione.
Ha realizzato e prodotto la video inchiesta “Morire di banca” sulla difficoltà di accesso al credito bancario come causa principale del ricorso all’usura con testimonianze dirette delle vittime; un video sulle extraordinary rendition con la testimonianza di Ruhal Ahmed, cittadino britannico di origine pakistana, rinchiuso a Guantanamo; un documentario storico, “1940-1945. Gli anni della memoria”, con interviste ai reduci della seconda guerra mondiale e riprese d’archivio, per il comune di Presicce (Le) e distribuito nelle biblioteche della Provincia di Lecce.

Il video è tratto dal seguente link:

www.viaemiliadocfest.tv

Valentina D’Amico, 1974, leccese, vive e lavora a Roma.
Giornalista professionista, freelance.

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Earthlings (Terrestri)

Earthlings (Terrestri)

EARTHLINGS (Terrestri) è un documentario sull’assoluta dipendenza dell’umanità dagli animali (usati come compagnia, come cibo, come vestiario, per divertimento e per la ricerca scientifica) ma illustra anche la nostra completa mancanza di rispetto per questi cosiddetti “fornitori non umani”. Il film è narrato dall’attore Joaquin Phoenix, nomitato dall’Academy Award (GLADIATOR) e la colonna sonora è di Moby, artista acclamato dalla critica. Attraverso uno studio approfondito svolto all’interno di negozi di animali, allevamenti di animali domestici, rifugi, ma anche negli allevamenti intensivi, nell’industria della pelle e della pelliccia, in quella dello sport e dell’intrattenimento, e infine nella professione medica e scientifica, EARTHLINGS usa telecamere nascoste e filmati inediti per tracciare la cronaca quotidiana di alcune delle più grandi industrie del mondo, che basano i loro profitti interamente sugli animali. Potente e informativo, EARTHLINGS è un film che fa riflettere ed è finora il più completo documentario mai prodotto sulla correlazione tra la natura, gli animali e gli interessi economici degli umani. Ci sono molti film ben fatti sui diritti animali, ma questo li supera tutti. EARTHLINGS deve essere visto! Molto raccomandato!

Guarda l’ intero documentario


War on democracy

War on Democracy è il primo film per il cinema realizzato da John Pilger, giornalista pluripremiato, autore e realizzatore di documentari, che ha cominciato la sua carriera nel 1958 nella sua terra natale, l’Australia, prima di trasferirsi a Londra negli anni 60. E’ stato corrispondente e reporter di guerra in prima linea, a partire dalla guerra del Vietman nel 1967. E’ un critico spassionato delle avventure militari ed economiche all’estero dei governi occidentali.
“E’ troppo facile per i giornalisti occidentali – dice Pilger – valutare l’umanità in termini di utilità ai ‘nostri’ interessi e seguire le agende dei governi che definiscono tiranni buoni e cattivi, vittime degne di nota e non, e presentano le ‘nostre’ politiche come sempre benevole, quando di solito è vero il contrario. Il lavoro del giornalista, prima di tutto, è guardare la propria società nel suo stesso specchio”.
Pilger crede anche che un gornalista dovrebbe essere guardiano della memoria pubblica e spesso cita Milan Kundera: “La lotta della gente contro il potere è la lotta della memoria contro l’oblio”. Pilger ha passato diverse settimane a girare in Venezuela e la pellicola contiene un’intervista esclusiva al presidente venezuelano Hugo Chavez.
In questa pagina la prima parte del documentario, e al seguente link troverete gli altri contributi.

Niente da archiviare

Genova, 20 luglio 2001. Documentario sul G8 e sulla morte di Giuliano, avvenuta insieme alle repressioni e alle violenze su innocenti della scuola Diaz, sotto il governo Berlusconi. “Nel Luglio del 2001 a Genova si è verificata la più vasta e cruenta repressione di massa, una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente” Amnesty International

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