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Verso il Forum Mondiale dell’acqua, da Milano a Marsiglia

Verso il Forum Mondiale dell’acqua, da Milano a Marsiglia

Verso il Forum Mondiale dell’acqua, da Milano a Marsiglia
Il 3/4 febbraio a Milano, con un convegno internazionale organizzato dal movimento dell’acqua italiano e da numerose ONG e associazioni, con il patrocinio del Comune di Milano, al quale porterà il suo messaggio il Sindaco Giuliano Pisapia,   inizieremo a ragionare attorno al 6° Forum Mondiale dell’Acqua che si svolgerà a Marsiglia nel mese di Marzo.
Il movimento internazionale dell’acqua, come sempre, non mancherà questo appuntamento, con un occhio interno al “Forum ufficiale”e fuori, con il Forum alternativo. Ma molte cose sono cambiate. Questa volta non ci potranno  presentare come un gruppo di velleitari “No Global dell’ultrasinistra”. Questa volta abbiamo alle spalle il voto, all Forum del 2009, di 36 governi e l’identico voto, anche se non vincolante, dell’ONU che ha dichiarato: che l’acqua è un Diritto Umano.
Ma sopratutto arriviamo forti e legittimati da voti popolari, come quello di 27 milioni di italiani che hanno detto che l’acqua deve essere pubblica e senza profitti e quello della città di Berlino contro l’arroganza della multinazionale Veolia. Ci arriviamo con la città di Parigi che ha ripubblicizzato il proprio servizio, con Napoli che si appresta a farlo e una opinione pubblica che, malgrado la crisi finanziaria, ha cominciato ad aver coscienza di cosa voglia dire: Acqua diritto umano e Bene Comune.
Ma ciò che vogliamo dal convegno di Milano è un salto ancora maggiore. Sì!
Perché alle spalle abbiamo anche un altro voto straordinario: quello alle giunte di Napoli e di Milano, nate sotto il segno del referendum e della partecipazione.
Perché a Marsiglia le “città dell’acqua” possono (e devono) giocare un ruolo da protagonisti, dentro e fuori il Forum ufficiale.
Perché nella cittadina di Aubagne si terrà il Forum delle Autorità Locali che andranno a Marsiglia e in questa assiste Milano e Napoli possono con Parigi essere al centro di una aggregazione di comuni per il diritto all’acqua e contro la sua mercificazione, capace di tessere relazioni con i governi sensibili. In una parola possono assumere un ruolo politico internazionale che nessuna città italiana ha mai assunto finora, piegate, come sono da tempo, da una politica nazionale miserevole e provinciale, indifferente ai grandi temi che travagliano il mondo e le città del domani.  Milano sopratutto, che si prepara ad Expo, dove proprio i temi del cibo, dell’energia e del paesaggio urbano hanno come fondamento l’acqua, non può sottrarsi all’ambizione di svolgere un ruolo autonomo da grande città, dentro a quei problemi che il futuro drammaticamente riserverà alle grandi città.  Dal momento che le istituzioni internazionali ci dicono che a metà del secolo il 70% della popolazione mondiale vivrà in grandi città e megalopoli, con tutto ciò che comporta in servizi: acqua potabile, energia, rifiuti e trasporti e chi li gestirà.
Noi non ci nascondiamo l’obbiettivo per cui lavoriamo in questo convegno milanese. E’ quello che si determini  un “asse” tra Napoli e Milano: l’asse delle città dell’acqua pubblica. Un asse per un cambio di paradigmi culturali. L’inizio di una risposta a chi pensa di risolvere la crisi svendendo il patrimonio di un paese e facendo finta di non sapere che risorse come l’acqua vanno esaurendosi. Un punto di riferimento autorevole per i comuni italiani, per le aziende che non hanno ancora svenduto ai privati e vogliono associarsi.
Un asse che a Marsiglia, dove si decide la politica mondiale dell’acqua, dove l’ONU stenta ad assumerne la sua legittima direzione, voglia svolgere un ruolo attivo in una battaglia di civiltà. E ci sia permesso di continuità con il voto che ha espresso le loro giunte, le speranze che hanno suscitato. Che ci faccia sentire, una volta tanto, orgogliosi di essere cittadini delle nostre città e del nostro paese.
Emilio Molinari
28.1.2012

Retorbido: incontro pubblico con GHERARDO COLOMBO

Retorbido: incontro pubblico con GHERARDO COLOMBO

Retorbido

Retorbido 2

Cantosociale: concerti per la giornata della memoria. DAI CAMPI DEL DOLORE

Cantosociale: concerti per la giornata della memoria. DAI CAMPI DEL DOLORE

cantosociale 3+1 e moni ovadiai  CANTOSOCIALE
Presentano nell’ambito delle manifestazioni della
GIORNATA DELLA MEMORIA 2012
il concerto-tematico dei

DAI CAMPI DEL DOLORE

Storie, Canti, Musiche, Memorie di Deportazione
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ENTRATA LIBERA

26 GENNAIO ore 9.30 e ore 21.00
GAMBOLO’(PV) Auditorium Scuole Medie

27 GENNAIO ore 14.30
ROBECCHETTO CON INDUNO  mi Auditorium Scuole Medie

27 GENNAIO ore 9.30 e 21.15
CANEGRATE Aula Consiliare

28 GENNAIO ore 21.00
GAGGIANO (MI) Auditorium Comunale

I CANTOSOCIALE
Presentano nell’ambito delle manifestazioni della
GIORNATA DELLA MEMORIA 2012
il concerto-tematico dei

DAI CAMPI DEL DOLORE

Storie, Canti, Musiche, Memorie di Deportazione
————————–
” Poiché grazie a Dio  abbiamo avuto a Dachau  alcune giornate di gelo
, abbiamo finalmente potuto  risolvere il problema degli esperimenti
di sopravvivenza  di soggetti esposti all’aria aperta  a temperature
bassissime. I soggetti immersi in acqua a temperatura  da 2° a 10°
sono stati poi lasciati all’aperto a temperature di diversi gradi
sotto lo zero….Per più di 260 esperimenti ho registrato 98 casi
mortali…in alcuni casi i soggetti, per lo più prigionieri russi o di
razza zingara,  sono sopravvissuti  contro ogni ragionevole
previsione.”
dal Rapporto provvisorio concernente  gli esperimenti di ipotermia nel
campo di Dachau”
inviata dal resp Dr Rascher ad Himmler  4 Aprile 1943.
———————————
CARCANO Piero voce recitante, canto, animazione, percussioni, kazoo…
GRISOLIA Vittorio violino, mandolino, flauti etnici, ocarine, baghèt,
armonica a bocca …
ROTA Gianni chitarra acustica, flauto traverso, voce, percussioni…
BURATTI Davide contrabbasso, basso elettrico, voce
ANZALDI Cristian chitarra classica, elettrica, fisarmonica, banjo,
percussioni,voce …
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IL gruppo dei CANTOSOCIALE in collaborazione con l’associazione
culturale ALAMBRADO e l’Archivio di storia Orale e Popolare “Fiorella
Scaglioli” presenta DAI CAMPI DEL DOLORE un concerto-testimonianza in
memoria e per tener viva la memoria dell’Olocausto e tutte le le
vittime dei Lager:.
I diversi percorsi  che hanno portato le vittime della follia nazista
ai Campi dell’Orrore: dagli ebrei ai rom ai russi  ,agli omosessuali ,
a quelli politico sindacali , i renittenti alla leva ,i disertori, i
religiosi, gli asociali, i disabili, i malati di mente.
Un percorso dalla cattura al viaggio alla vita nei campi di
concentramento caratterizzato dall’orrore e talvolta dalla speranza e
poi  il lavoro massacrante , la fame , la paura, la morte. Nello
spettacolo  che è al terzo anno di repliche dopo essere stato
rappresentato in numerosi centri del nord Italia,le storie , i
pensieri, le testimonianze emergono dai monologhi costituiti da
letture di poesie e da racconti e soprattutto canti e canzoni che li
contestualizzano. Una lettura frutto di ricerche  sul filo della
memoria e del racconto orale in linea con il lavoro che accompagna da
sempre i Cantosociale. I canti e le musiche di diversa provenienza
anche etnica, provengono in gran parte dai lager e sono  spesso frutto
di rifacimenti di canzoni d’epoca,popolari e militari, di melodie che
venivano cantate addirittura dagli stessi aguzzini delle SS e venivano
poi riproposte dai deportati con nuovi testi dissacranti. forti da
testimonianze, poesie che entrano nei monologhi e soprattutto da canti
e canzoni.. Canti divenuti in gran parte simbolo in diverse nazioni,
dell’opposizione all’occupazione nazista;capaci di aggregare  persino
accompagnare talvolta atti di  ribellione. Alcuni canti sono in forma
di preghiera corale, per infondere speranza e forza morale a dispetto
delle condizioni tragiche in cui si era costretti vivere. Versi di
incredibile forza riescono a parlare d’amore a dispetto dell’orrore,
come la “Ninnananna del crematorio” scritta da un deportato costretto
a portare il cadavere del proprio figlio e della moglie dalla camera a
gas all’inceneritore,  altri addirittura riescono ad ironizzare anche
sulle camere a gas.  Non mancheranno le musiche persino le danze della
tradizione popolare yddish e zingara . Per  questo sono state
appositamente recuperate dall’oblio alcune canzoni d’autore
appositamente riarrangiate ,come del resto gli altri brani di
repertorio. Tra queste “Se il cielo fosse bianco di carta” di Ivan
Della Mea, un omaggio all’autore recentemente scomparso tratto dalla
lettera del ragazzo galiziano Chaim lanciata oltre il filo spinato del
lager di Pustkow e straniera come “Yellow Triangle”del cantautore
irlandese Christy Moore sui diversi triangoli cuciti sui cappotti che
contraddistinguevano le diverse categorie di deportati e “Tredici
milioni di uomini “ dei Cantacronache sull’assurdità del genocidio
ebreo.
Musiche e brani originali dei Cantosociale infine riporteranno  alla
giusta attenzione anche  le vicende degli I. M. I., gli internati
militari italiani catturati e costretti al lavoro coatto nei campi dai
nazifascismi, il loro rifiuto ad aderire al nazifascismo dopo l’8
settembre li obbligherà a umiliazioni, lavoro duro e soprattutto la
fame e per molti oltre 60.000 su 600.000 li porterà alla morte.Per
finire canzoni originali del gruppo( alcune frutto di rielaborazioni
di poesie d’autore) toccheranno  gli altri gruppi di  deportati;
appunto gli asociali, i malati di mente, i poltici-sindacali…
info:www.cantosociale.it     PieroCarcano cell: 3335740348
email: pierocarcano3@gmail.com   pagina  facebook:cantosociale

I CANTOSOCIALE attivi da dieci anni sul territorio nazionale con
concerti, lezioni, animazioni culturali in vari contesti; dai teatri
alle biblioteche dalle piazze ai centri sociali alle strade;
partecipano spesso a feste popolari, rassegne e festival musicali e
sono ben conosciuti anche nelle scuole di diverso grado, dalle materne
alle superiori oltre che per gli spettacoli specifici su argomenti
storici, anche per i numerosi laboratori di animazione alla lettura,
di ricerca e teatralizzazione della cultura orale e popolare. In
particolare il lavoro in questi anni realizzato sulla Storia del
nostro Paese con specifici spettacoli-tematici  :dai  Deportati nei
Lager, alla Resistenza, dal Risorgimento alla 1^ Guerra Mondiale
frutto di ricerche storiche oraliste differenziate per territorio, li
ha fatti apprezzare in tutta Italia. Del gruppo ormai consolidato
fanno parte Vittorio Grisolia , violinista e pluristrumentista
(ocarine, baghèt, flauti popolari, mandolino, armonica a bocca…) di
valore assoluto nel panorama del folk italiano. Fondamentale anche
l’apporto di Christian Anzaldi, trentenne novarese , stimato maestro
di chitarra è noto per la sua vivace attività musicale in gruppi rock,
pop ,blues dell’area novarese –milanese. La sua molteplice versatilità
strumentale dalla fisarmonica alle diverse chitarre acustiche ed
elettriche oltre a dobro, banjo ha arricchito di colori e timbri la
musica del gruppo.Recentemente ha arruicchito l’organico Davide
Buratti apprezzato contrabbassista di estrazione jazzistica ben
conosciuto anche in ambito cantautorale. Il nucleo storico è composto
dall’istrionico Piero Carcano che oltre a scrivere i testi, cantare,
suonare kazoo e percussioni, recita e anima (quando è il
caso)conducendo “empaticamente” per mano il gruppo in simbiosi con il
pubblico. A fianco a lui Gianni Rota, l’inseparabile
“fratello”artistico, grintoso, ritmico e sensibile accompagnatore con
la chitarra acustica, suadente ricamatore di melodie al flauto
traverso nonché cantante dalla voce ruvida e “nera”. Il bresciano è un
vero e proprio “rambler” di strada al servizio del gruppo, capace di
districarsi in ogni situazione. I Cantosociale pur privilegiando
l’aspetto emotivo e sociale del canto e della musica con gli anni
hanno affinato le interpretazioni riuscendo gradualmente a
caratterizzarsi di un suono distintivo : un ” corposo, appassionato e
contagioso folk” capace di permeare di forza emotiva e sensibilità le
diverse situazioni performanti. info : www.cantosociale.it Piero
Carcano cell: 3335740348 email: pierocarcano3@gmail.com

I musicisti :
Carcano Piero : voce,percussioni,kazoo
Grisolia Vittorio: violino, mandolino, flauti pop., baghèt, armonica bocca
Rota Gianni:chitarra acustica ed elettrica ,flauto, percussioni,voce
Buratti Davide contrabbasso, basso elettrico, voce
Anzaldi Cristian : fisarmonica, chitarre elettriche e acustiche, banjo …

pierocarcano3@tiscali.it       tel 3335740348
www.cantosociale.it
facebook: cantosociale

www.cantosociale.it

Giuseppe Invernizzi. Racconti delle Brigate di Solidarietà Attiva sul territorio nelle zone alluvionate della Liguria

Giuseppe Invernizzi. Racconti delle Brigate di Solidarietà Attiva sul territorio nelle zone alluvionate della Liguria

In un periodo nel quale la solidarietà è emarginata e quasi bandita dal nostro vocabolario, sentirsi vicine persone lontane centinaia di kilometri fa piacere e ti dice che il tessuto sociale è ancora vivo. Cosi ci ha raccontato un cittadino genovese subito dopo l’ultima alluvione in Liguria.

E ancora ” Parlo da Genova, città per metà colpita da un evento che di catastrofico ha le morti degli innocenti ma che soprattutto paga con una moneta pesantissima lo scempio fatto da tutte le gestioni succedute sul nostro territorio. Costruire case, costruire parcheggi, muri e togliere ai fiumi il naturale alveo forzandoli dentro gabbie di cemento ha fatto sì che
una tragedia annunciata diventasse realtà.
Al tempo dell’emergenza ho ricevuto  telefonate  ci dice ancora il nostro interlocutore da molti compagni sparsi sul territorio nazionale,  tra cui diverse anche dal pavese ,che mi chiedevano come fare per  dare una aiuto attivo alla popolazione. Tra le voci molte venivano da quella rete di aiuto che si chiama Brigate di Solidarietà Attiva , sparse  in tutta Italia e pronte a fronteggiare le emergenze di ogni tipo sul nostro territorio. “Queste brigate hanno amici che non fanno parte di questo o quel partito anche se molti sono di Rifondazione.  Esse risalgono alla pratica dell’autorganizzazione e della  mutualità, pratica che ci arriva direttamente dalle lotte fatte nei primi del ‘900 e anche prima dai braccianti agricoli e dalla formazione delle Società di Mutuo Soccorso.

Le brigate di solidarietà sono dunque una realtà ben presente e strutturata anche in Lomellina  e diversi pavesi  sono stati  a spalare macerie e fango in mezza Italia dopo il terremoto E non si sono limitati a spalare fango e a soccorrere chi aveva perso tutto, ma  si sono anche  interrogati  su come evitare in futuro altre tragedie in un Paese che ha  su questo versante, la
tutela del territorio, cosi poca cura di se.

Giuseppe Invernizzi,  dornese e altri amici racconteranno la loro esperienza con le Brigate  in un incontro di parole e filamti che si terrà  venerdi 13/1/2012 alle ore 21,15 presso la sede di Rifondazione di Mortara in Via Cadorna. L’iniziativa si iscrive nella serie ” In direzione ostinata e contraria” ed e’ libera e aperta a tutti.

Rifondazione Comunista Mortara

Indignados a Pavia

indignados a Pavia

Manovra e crisi. Incontro pubblico con RAMON MANTOVANI (Prc) e GIANCARLO SACCOMAN (Cgil) il 6 ottobre a Vigevano

Manovra e crisi. Incontro pubblico con RAMON MANTOVANI (Prc) e GIANCARLO SACCOMAN (Cgil) il 6 ottobre a Vigevano

volantinoramon2011

Giro della Padania, Paolo Ferrero tra i manifestanti cuneesi del Prc

Giro della Padania, Paolo Ferrero tra i manifestanti cuneesi del Prc
SDRAIATI PER TERRA PER DIFENDERE L’UNITà DEL PAESE ANCHE DALLA CIALTRONERIA.

Maurizio Pagliassotti
Mondovì
Il Giro della Padania è arrivato ieri a Mondovì, provincia di Cuneo, all’una di pomeriggio, ed ha incrociato uno sbarramento di uomini e donne decisi a difendere l’unità del paese anche dalla cialtroneria


La manifestazione dei militanti del Prc al Giro della Padania

Maurizio Pagliassotti
Mondovì
Il Giro della Padania è arrivato ieri a Mondovì, provincia di Cuneo, all’una di pomeriggio, ed ha incrociato uno sbarramento di uomini e donne decisi a difendere l’unità del paese anche dalla cialtroneria. Circa cento militanti cuneesi di Rifondazione Comunista si sono sdraiati per terra pochi attimi prima che la carovana ciclistica arrivasse nel centro della cittadina, e per pochi istanti hanno bloccato la corsa.
Le forze dell’ordine, schierate con un imponente numero di uomini, hanno tentato di allontanare i manifestanti prima con le buone e poi con le cattive. E’ volato qualche spintone ma è stato evidente che, anche tra chi difende lo Stato, serpeggia malcontento verso questa manifestazione politica mascherata da evento sportivo. «Siamo d’accordo con voi – dicevano alcuni militari mentre tentavano di spostare alcune donne che si erano sdraiate per terra – però per cortesia spostatevi, devo fare il mio lavoro» Ovviamente, quando sono arrivate le ammiraglie che precedevano i corridori, i cortesi inviti a sloggiare sono stati sostituiti da mezzi decisamente più rozzi. Ne ha fatto le spese un’anziana signora: trenta giorni di prognosi. Vano tentativo di convincere chi era ben determinato a bloccare tutto.
Sdraiato per terra anche il segretario del Prc, Paolo Ferrero: «L’obiettivo di costituire la Padania è eversivo, uguale a ciò che volevano ottenere le Brigate Rosse: lo smembramento dello Stato Italiano. Noi di Rifondazione Comunista siamo qua in mezzo ad una strada perché siamo contro questo obiettivo e siamo contro lo sperpero di soldi pubblici a fini politici, a maggior ragione durante una crisi così dura. A noi piace lo sport, ed in particolare le corse ciclistiche, ma è bene sottolineare che nessuna forza politica ha mai organizzato con soldi pubblici la propria manifestazione sportiva a fini propagandistici».
I manifestanti, che al mattino avevano aderito al corteo della Cgil a Cuneo, si sono trovati davanti al comune di Mondovì verso mezzogiorno e lì hanno aspettato l’arrivo della corsa, all’ultimo momento deviata affinché non ci fosse contatto. Stratagemma inutile perché una rapida corsa ha permesso ai manifestanti di raggiungere un punto di passaggio obbligato, su un ponte distrutto dalle truppe di occupazione nazifasciste nel 1945.
Davanti ai corridori è stato srotolato uno striscione che riportava gli articoli cinque e dodici della Costituzione Italiana, ovvero l’indivisibilità della nazione, e il tricolore come simbolo unico per tutti. Fabio Panero, segretario provinciale del Prc di Cuneo, anch’egli tra coloro che si sono fatti portare via a braccia dai carabinieri, ha commentato: «Se i padani vogliono smaltire con il ciclismo i chili di troppo ammucchiati durante i vent’anni di potere romano lo possono fare, ma dovrebbero pagarsi autonomamente le manifestazioni di partito. In un momento in cui il governo di destra, di cui la Lega Nord fa parte a pieno titolo, partorisce una finanziaria antipopolare e classista, trovo allucinante che si sperperi denaro pubblico per una corsa di regime: la Padania non esiste né a Mondovì né altrove».
Un appesantito Renzo Bossi aveva dato il via ieri alla manifestazione di fronte a pochi militanti leghisti. Tutto verde: maglia del Trota, divise degli organizzatori, sponsor tra cui Alitalia e la regione Trentino Alto Adige.
Il cosiddetto Giro della Padania, dura cinque giorni e terminerà a Venezia. Visto il successo della protesta, Paolo Ferrero invita alla mobilitazione lungo tutto il percorso della gara. «Questo ennesimo colpo all’unità d’Italia deve essere ostacolato. Nei prossimi giorni vi saranno altri momenti come questo». Anche ad Alassio ci sono state contestazioni e sono stati esposti diversi striscioni di protesta da parte di giovani aderenti alla Sinistra Alassina, simpatizzanti di Rifondazione Comunista. Oggi seconda tappa da Loano, in Liguria a Vigevano. Si entra in territorio leghista duro, ma le contestazioni non mancheranno.

07/09/2011

Notte bianca a Pavia il 3 settembre

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Festa di “Liberazione” a Voghera dal 2 al 6 settembre

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Programma festa di Rifondazione Comunista di Bubbiano

Festa Bubbiano