Lavoro/Precarietà Archivio

Acqua pubblica ma decide il mercato!

Acqua pubblica ma decide il mercato!

Acqua pubblica ma decide il mercato!!!

Nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale del 2011 la Provincia di Pavia ha cambiato colore, ma non è cambiato l’approccio alla gestione del Servizio Idrico Integrato già in essere al tempo della giunta di centrodestra. Il PD, che governa ora la Provincia con SEL e Poma, nella fase di costituzione dell’Ufficio d’Ambito ha confermato incarichi e fiducia piena al medesimo Presidente e al medesimo Direttore che furono nominati dal centrodestra con Poma presidente, ai tempi dell’AATO!!! Nel 2009 solo una sentenza della Corte Costituzionale aveva bloccato l’iter per l’appalto del servizio a soggetti privati. Ora, la Giunta Bosone ha definitivamente approvato un modello di gestione che prevede … l’affidamento del servizio a un soggetto privato! La differenza sta solo nel fatto che trattandosi di S.r.l. – società consortile – interamente a capitale pubblico, si intende procedere mediante affidamento diretto, evitando la gara. Ma non cambia la sostanza. Secondo il modello Bosone, la gestione dell’acqua deve produrre dividendi, con tanti saluti per la tutela della risorsa, per una tariffazione sociale e per investimenti a carico della fiscalità generale – come previsto nella proposta di legge di iniziativa popolare presentato dal Forum dei Comitati già dal 2007. La Giunta e il Consiglio Provinciale di Pavia, insieme alla Conferenza dei Comuni e al CdA dell’Ufficio d’Ambito, hanno inoltre approvato il nuovo modello di tariffa proposta dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (contro il quale pende il ricorso presentato dal Forum e da Federconsumatori avanti al TAR Lombardia). Vediamo che in altri territori, pur retti da amministrazioni di centro sinistra come l’ATO 3 della Toscana, i sindaci della provincia di Piacenza, e quelli della provincia di Reggio Emilia, la proposta AEEG è stata sonoramente bocciata; alla fine anche l’Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna ha deliberato la sospensione della decisione in merito alla tariffa. Ma, a quanto pare, il PD pavese e SEL, grandi sbandieratori di slogan, sono piuttosto diversi dai rossi toscani ed emiliani e non credono più ai “beni comuni” ma affidano tutto alla “generosità” del mercato, acqua pubblica compresa. La Federazione PRC di Pavia, chiede il ritiro delle delibere approvate e sollecita un ripensamento sul modello adottato dalla Amministrazione Provinciale in pieno contrasto con quanto richiesto con i Referendum da circa 209.000 (oltre il 93% dei votanti) elettori della provincia di Pavia.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Pavia

E se la fabbrica la comprassimo noi?

E se la fabbrica la comprassimo noi?

La provinciaTratto da: La Provincia Pavese

«In pensione prima ma con meno soldi»

«In pensione prima ma con meno soldi»

ECONOMIA

«In pensione prima ma con meno soldi»

È l’uovo di Colombo. O la scoperta dell’acqua calda. La riforma della riforma Fornero sulle pensioni che il ministro del Welfare Giovannini ha tirato fuori dal cappello prevede che si possa andare in pensione prima dell’età fissata dalla legge tutt’ora in vigore ma con meno soldi. La chiamano flessibilità, ma è solo l’ennesima beffa ai danni di tanti lavoratori e lavoratrici che potranno così scegliere tra lasciare il lavoro e morire di fame o restare per portare a casa comunque un assegno che sarà, se va bene, il 60 per cento della retribuzione. Per non dire che il drastico innalzamento dell’età pensionabile è stato sempre giustificato col fatto che si vive più a lungo e che dunque anche l’età lavorativa deve allungarsi di conseguenza. Hanno cambiato idea? Scherzavano? Insomma, continua la persecuzione dei pensionati e il governo Letta non fa eccezione.
La proposta di riforma trova apprezzamento nella Cisl e nello Spi Cgil. «Abbiamo sempre sostenuto – dice il segretario confederale Cisl Maurizio Petriccioli – la necessità di restituire ai lavoratori la possibilità di scegliere il momento in cui accedere al pensionamento, ferma restando la fissazione di una finestra rappresentata da un’età minima e massima in cui esercitare tale libertà». «E’ un bene – afferma il segretario generale Spi-Cgil Carla Cantone – che si riapra la discussione sulla riforma delle pensioni. Purché però ci sia un confronto con le organizzazioni sindacali perché le scelte unilaterali hanno sempre prodotto disastri». Di tutt’altro avviso Paolo Ferrero, segretario del Prc: «L’idea del ministro del Lavoro di scambiare flessibilità di accesso alla pensione in cambio di un taglio degli assegni è un’idea da matti. Prima la Fornero ha elevato in modo assurdo l’età per andare in pensione e adesso ci dicono che si può anche andare in pensione prima ma bisogna accettare di tagliarsi la pensione. E’ un comportamento criminale che mette i lavoratori di fronte alla scelta di avere pensioni da fame o di rischiare di morire prima di arrivarci».
Invece, il ministro Giovannini ha frenato sulle ipotesi di modifica dell’altra riforma Fornero, quella del lavoro, che tante critiche, da una parte e dall’altra, ha sollevato. Letta la considera troppo rigida e vorrebbe introdurre maggiore flessibilità nella possibilità di utilizzare i contratti a tempo determinato, ma Giovannini vuole andarci cauto. Bisogna stare «molto attenti» ha detto il ministro in una audizione al Senato, a toccare una riforma «che sta finalmente producendo una serie di effetti voluti». Le modifiche – ha precisato – dovranno essere «limitate e puntuali». Giovannini ha fatto riferimento al monitoraggio pubblicato dall’Isfol sugli effetti della riforma Fornero, secondo il quale nel quarto trimestre si sarebbe registrato un calo consistente delle collaborazioni (-25,1% tendenziale, -9,2% congiunturale) a fronte di un aumento dei contratti a termine (+0,7% tendenziale, +3,7% congiunturale). «La flessione degli avviamenti con contratto di collaborazioni – scrive l’Isfol – sembra riconducibile ai maggiori vincoli imposti dalla riforma, la quale esclude la possibilità di stipulare contratti di lavoro a progetto per lo svolgimento di mansioni esecutive o ripetitive, scoraggiando l’utilizzo del lavoro parasubordinato, laddove vi siano mansioni più consone al lavoro dipendente». Che è, appunto, la tesi di Letta, ma «abbiamo solo un colpo da sparare – ha detto Giovannini – dobbiamo centrare l’obiettivo».

in data:15/05/2013

Mario chiede aiuto!

Mario chiede aiuto!
Tratto da: “Liberazione on-line” 13 maggio 2013
SOCIETÀ
Mario chiede aiuto
Lettera in redazione

Ci arriva in redazione questa lettera. La leggiamo e la rileggiamo; non sappiamo niente di Mario, ma la sua lettera non riusciamo a collocarla lì insieme alle altre, tutte a noi molto care, nell’apposita rubrica. Con questa non ce la facciamo. Nella sua dignità, franchezza e semplicità la lettera di Mario è un grido di dolore e di accorata richiesta di aiuto; anche il drammatico frammento – di una vita, di una persona, di un giovane – che rispecchia la condizione di impotenza e frustrazione – molto vicina alla disperazione – in cui versano ormai milioni di persone in Italia. Milioni di ragazzi come Mario. Già, quel 40 per cento che risulta senza lavoro e senza speranza di trovarlo. Come Mario. Milioni di persone che vivono da 700 euro in giù. Milioni di persone che non sanno più come pagare il mutuo della prima (e ultima) casa da 50 mq e nemmeno più come saldare il conto della spesa (quella di prima necessità).
Lettere come questa di Mario ne dovrebbero arrivare a valanga sui tavoli dei sordi ciechi bugiardi e senzacuore che dicono di governarci.
Compagni, questa è la lettera di Mario. Se qualcuno di voi ha qualche lavoro da proporre, una mano da dare, un aiuto da offrire – Mario ha il diploma di ragioniere, parla inglese, esperto di informatica, ma è pronto per qualsiasi altro tipo di impiego, anche part time – telefoni a Liberazione, si faccia vivo. Grazie!

Gentilissimo Direttore Dino Greco,
sono Mario, un ragazzo di Roma, disperatamente in cerca di lavoro, la prego di leggere queste poche righe senza cestinare il tutto.
Ho perso il lavoro a dicembre 2012 e da quel momento la mia vita è precipitata.
Dopo tanti sacrifici per poter acquistare una piccola casa con mutuo di 30 anni, la banca procederà entro luglio al pignoramento, non sono più in grado di pagare la rata mensile del mutuo, circa 500 euro, non ho altre case o proprietà, mia madre vive con me dopo la morte di mio padre, e con la sua piccolissima pensione di reversibilità di 400 euro al mese non riusciamo più a sostenerci.
Se la banca ci porterà via la casa non ci rimane che la strada, neanche la macchina perché ho dovuto fermare l’assicurazione non potendola più pagare, ma la strada.
Non abbiamo alternative.
Non abbiamo neanche parenti che ci possano ospitare, tutta la famiglia di mia madre è a Napoli.
Siamo soli.
La prego Direttore, non mi sarei mai permesso di scriverle ma la disperazione ha preso ormai il sopravvento, sono un ragazzo che ha sempre affrontato la vita con energia e solarità superando anche prove durissime come un tumore che mi ha colpito nel 2011 e fortunatamente risolto con intervento, anche in quella circostanza ho lottato con tutto me stesso e non mi sono mai arreso, ma ora non so proprio come fare, non ho armi per combattere.
Il mutuo, le bollette, le spese di tutti i giorni, come si combattono senza stipendio? Passo tutto il giorno ad inviare curriculum alle aziende, per lettera, per mail, andando di persona e stando tutto il giorno per strada in cerca di lavoro…ma niente.
Nessuno risponde, nessuno. Il mercato del lavoro per noi giovani è completamente fermo; figuriamoci per mia madre, anche lei ha perso il lavoro due anni fa e non riesce a trovare niente, perché quando sentono che ha 56 anni le rispondono che è vecchia.
Non so più a chi rivolgermi per un lavoro e spesso mi passano per la testa idee non belle, ma solo il pensiero di finire per strada mi paralizza e penso che sarebbe meglio farla finita, non sarebbe più vita.
Le scrivo perché sono da anni un affezionato lettore del suo giornale, non c’era mattina che non lo comprassi, lo portavo con me in ufficio, e lo leggevo nella pausa pranzo, ora neanche questo posso fare, non ho i soldi per comprarlo, ma continuo ogni tanto a leggerlo su Internet.
Le chiedo di cuore di darmi una mano, non chiedo la luna, solo di lavorare, riprendermi la mia vita, i miei sogni, le mie speranze, i miei progetti…solo un lavoro.
Non cestini questa mia lettera, la prego.
Legga il mio curriculum, ho maturato una lunga esperienza in materia di segretariato, impiegato amministrativo, receptionist, ma va bene qualsiasi altro lavoro.
Nella seranza che prenda in considerazione questa mia disperata richiesta, attendo fiducioso un suo riscontro per un colloquio conoscitivo.
La prego mi aiuti.
Grazie infinitamente.
(Lettera firmata)

in data:13/05/2013

Ferrero, il Prc a fianco della Fiom il 18 maggio

Ferrero, il Prc a fianco della Fiom il 18 maggio

Ferrero, il Prc a fianco della Fiom il 18 maggio

«Contro il governo Letta-Alfano non bastano le parole, occorre la più larga mobilitazione: per questo aderisco convintamente alla manifestazione indetta dalla Fiom per sabato 18 maggio, alla quale parteciperò insieme ad una vasta rappresentanza di Rifondazione comunista. Colgo l’occasione per invitare tutti e tutte a partecipare. Il lavoro è la prima emergenza nazionale ma il governo con le sue politiche di austerità continua a produrre disoccupati oltre a voler aggravare la precarietà attraverso il peggioramento della riforma Fornero. Contro l’austerity e per il lavoro invitiamo tutti a scendere in piazza il 18 maggio».

in data:13/05/2013

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“Schiavi mai”

“Schiavi mai”

GIOVEDI’ 16 maggio

ad Alessandria – presso Casa di Quartiere

via Verona 116 – Borgo Rovereto

SERATA PER LA SOLIDARIETA’ MIGRANTE

con i braccianti di Castelnuovo Scrivia, Rosarno e Saluzzo

ore 21.00 – CONCERTO degli EGIM gruppo di musica popolare

Seguirà proiezione del video “SCHIAVI MAI” sulla lotta dei 74 giorni

dei braccianti marocchini dell’agricola agricola dei Lazzaro di Castelnuovo Scrivia

Alla serata parteciperà con un intervento DON PIERO MONTECUCCO della

Comunità del Carmine di Voghera, redattore della rivista Pretioperai

Durante il pomeriggio, avverrà lo sbarco delle arance biologiche e dei prodotti della

campagna di acquisto solidale organizzata da SOS Rosarno a sostegno della Cassa

di Resistenza dei braccianti di Castelnuovo Scrivia

La serata prevede l’entrata ad offerta

a cura del Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia

Info: Antonio (335/7564743) Daniela (347/1817312)

Fiom. Roma 18 maggio 2013, manifestazione nazionale

Fiom. Roma 18 maggio 2013, manifestazione nazionale

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AGGIORNAMENTI SULLA SITUAZIONE DEI BRACCIANTI IN LOTTA A CASTELNUOVO SCRIVIA

AGGIORNAMENTI SULLA SITUAZIONE DEI BRACCIANTI IN LOTTA A CASTELNUOVO SCRIVIA
AGGIORNAMENTI SULLA SITUAZIONE DEI BRACCIANTI IN LOTTA A CASTELNUOVO SCRIVIA
Le vertenze sindacali, le cause di lavoro e le indagini della Procura di Torino (Pm Guariniello) procedono molto molto lentamente…alcuni lavoratori devono recuperare somme di 20 – 30 – 40.000 euro e non vedono arretrati da mesi!
I lavoratori ex- Lazzaro, terminati i mesi di ricollocazione previsti dall’Ex Assessore Prov.le al Lavoro, sono di nuovo senza occupazione, tranne 3 che lavorano nella logistica di Rivalta Scrivia.
Le Istituzioni, Provincia e Prefettura in primis, non hanno dato finora risposta all’emergenza, anzi il Prefetto si è rifiutato di incontrare i lavoratori (cosa che riteniamo molto grave!), sottoposti a grave sfruttamento.
I braccianti di origine marocchina ribellatisi l’estate scorsa stanno andando avanti grazie ai fondi raccolti dalla Cassa di Resistenza istituita dal Presidio e con gli aiuti delle associazioni più sensibili.
I Sindaci della zona, sollecitati dal Presidio, si son detti disponibili a un incontro con gli agricoltori per verificare possibilità di ricollocazione (ricomincia la stagione in campagna), ma per ora non è successo nulla.
Nel frattempo, in piena emergenza soldi e lavoro, con molte bollette ovviamente non pagate, arrivano le prime ingiunzioni di sfratto e persino 2 multe per “violazione delle leggi sull’immigrazione” e ..questo, nonostante i migranti abbiano segnalato all’anagrafe di Castelnuovo Scrivia la presenza di parenti, ospiti in casa o cambi di residenza…come fatto anche in passato.
Giungono quotidianamente da altre aziende agricole della zona segnalazioni di casi simili al caso Lazzaro, che stiamo raccogliendo.
Si rischia di creare un precedenti importante se nel penale vi fosse una sentenza di condanna per gli sfruttatori!
Chiediamo a tutti di far girare il video che ricostruisce la storia della lotta di Castelnuovo, girato da noi del Presidio Permanente e di tenere alta l’attenzione su questa vicenda.
Se le denunce dei mesi scorsi a tutti noi, le multe e gli sfratti DI OGGI ai nostri fratelli e sorelle migranti sono un tentativo di intimidire i braccianti ribelli e i solidali che lottano con loro, se sono un modo per fermare chi ha reso visibili le condizioni di schiavismo dei braccianti nel tortonese (come in tutta Italia), HANNO SBAGLIATO I CONTI.
Troveranno ancora il Presidio sulla loro strada, insieme a tutti quelli che conducono lotte simili – a Saluzzo, a Rosarno, ad Alessandria, a Piacenza, a chi lotta per la casa e per il lavoro, alle associazioni e a tutti i solidali che ci sono vicini…contro mafie ed omertà. TUTTI UNITI!
Il Presidio, con i suoi avvocati, ha presentato ricorso contro sfratti, la sentenza ci sarà nei prossimi giorni, in ogni caso non staremo fermi, nessuno andrà in mezzo ad una strada, nessuno di coloro che hanno mostrato a tutti cosa sono coraggio e dignità si farà calpestare.
Vi terremo aggiornati nelle prossime settimane, per ora chiediamo a tutti di far girare il video (presto disponibile in versione integrale su internet) e queste notizie il più possibile. La lotta continua!
Castelnuovo Scrivia, 26 aprile 2013 Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia

Primo maggio di lotta!

Primo maggio di lotta!

1° maggio 1

1° maggio 2

Giovedì 18 aprile a Vigevano manifestazione con presidio dei metalmeccanici Pavesi

Giovedì 18 aprile a Vigevano manifestazione con presidio dei metalmeccanici Pavesi

Fiom Vigevano

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