Serpenti in Tasca Archivio

LETTERA DI LUCIANA LITIZZETTO AD ANDREA BIAVARDI, DIRETTORE DEL MENSILE “FOR MEN”

Luciana_LittizzettoLo confesso.
Ho ceduto alla tentazione di comprare la nuova rivista maschile ‘For men magazine’.
Del resto, come potevo resistere agli affascinanti argomenti annunciati dalla copertina (che, tra parentesi, ritrae un tizio con una faccia da pirla e un asciugamano di spugna bianca che fa tanto ‘figo da spogliatoio’ )?

Almeno quattro i titoli memorabili:
- ‘Falle dire basta stanotte!’
- ‘Ricco entro Pasqua: 15 idee geniali’
- ‘Trucchi: mangi il doppio diventi la metà ‘
- ‘Smetti di fumare e voli ai Caraibi’.

Non vorrei deludere il geniale direttore Andrea Biavardi, ma a far dire ‘BASTA’ a una donna siete già tutti bravissimi da soli poichè di solito ne abbiamo abbastanza dopo i primi tre minuti.
La vostra difficoltà sta nel farle dire ‘ANCORA!’, al limite.
Ci pensi su, per il prossimo numero.

Riguardo allo slogan ‘Ricco entro Pasqua’ beh, signor Biavardi, se vuole fare le cose fatte bene, nel prossimo numero alleghi anche due simpatici gadgets: passamontagna e chiave inglese.
Alla promessa ‘Mangi il doppio e diventi la metà ‘, invece, tenderei anche a credere. Bisogna vedere la metà di cosa. Io se mangio il doppio, signor Biavardi, divento l’esatta metà del Partenone, in effetti.

Infine, sempre in copertina, campeggia la scritta ‘Smetti di fumare e voli ai Caraibi’.
Guardi signor direttore, io non ho mai conosciuto uno che abbia smesso di fumare e che sia andato in un’isola tropicale a festeggiare. In compenso ho sentito un sacco di gente che ha cominciato a fumare sostanze illecite e s’è fatta certi viaggi senza neanche uscire di casa che lei neanche si immagina.

Ma questo è solo l’inizio.
Una si illude che il peggio sia già tutto in copertina e invece no, il meglio è all’interno!

A pagina 52 c’è un avvincente e istruttivo servizio con tanto di foto redazionali su ‘come slacciarle il reggiseno’ che tiene conto dei vari modelli (classico, seduttivo, sportivo…).
A parte l’intelligenza del servizio in sè, vorrei soffermarmi sul consiglio per slacciare rapidamente il modello sportivo, che è:
’se lei è spiritosa dacci un taglio con le forbici!’.
Biavardi, io le garantisco che sono una donna alquanto spiritosa, ma se un uomo che magari conosco da poco, in un momento di intimità mi tira fuori dal taschino un paio di forbici, io come minimo penso che sia il mostro di Milwaukee e nella migliore delle ipotesi gli assesto un calcio nelle palle che il mese dopo il soggetto in questione passa dal suo For Men Magazine a Donna Moderna.

A pagina 50 poi, si tocca l’apice grazie ad un servizio che affronta la spinosa questione: ‘Se l’iguana domestico ci prova con tua moglie’.
Nell’articolo si sostiene infatti che ci sono diversi casi di molestie sessuali da parte di iguana nei confronti di donne con il ciclo.
Senta signor Biavardi, lei l’ha mai vista una donna col ciclo? Mi segua signor direttore, non parlo di una donna in sella al motorino. Parlo della donna in quei giorni lì. Ecco guardi, io in quei giorni ho la cera del cugino IT e l’affabilità di Godzilla, non mi si avvicinerebbe a meno di cento metri un velociraptor si figuri un iguana.

E infine, l’apoteosi vera e propria: il test ’sei uno stallone o una schiappa?’.
Le domande sono tra le cose più esilaranti che io abbia mai letto in vita mia. In pratica sei ritenuto uno stallone se rispondi sì a domande come questa:
‘Ti è mai capitato di farlo con una donna e poco dopo, con la sua compagna di stanza?’
‘Un sacco di volte! Alla casa di riposo ‘Domus Mariae’.
O ‘Di essere chiamato da una donna che ti chiede se può venire da te alle nove del mattino?’
Sì certo, da una rappresentante della Folletto.

Mi fermo qui. Donne, consoliamoci: noi una volta al mese avremo pure le nostre cose, ma loro una volta al mese hanno For Men Magazine in edicola.
Mica lo so chi sta peggio!!

Saluti

‘Ndrangheta: una commissione vigilirà sull’Asl di Pavia

(tratto da Inforete 20-09-2010 10:50)
‘Ndrangheta: una commissione vigilerà sull’Asl di Pavia
L’ha istituita il prefetto dopo l’arresto per mafia del direttore sanitario Chiriaco: dovrà verificare se ha utilizzato il suo ruolo di vertice per favorire l’associazione mafiosa

Le agenzie non avevano ancora finito di battere le notizie sull’arresto del direttore sanitario dell’Asl Carlo Antonio Chiriaco (nella foto), indagato per concorso in associazione mafiosa, che già nel pomeriggio di quel 13 luglio il vertice dell’azienda si affrettava a diramare un comunicato stampa «al fine di sgomberare ogni dubbio ed ogni possibile errata interpretazione»: l’inchiesta, assicurava il direttore generale Simona Mariani, «non riguarda né l’attività di  questa Azienda sanitaria locale né tutte le attività connesse al ruolo istituzionale rivestito dal direttore sanitario all’interno di questa azienda, trattandosi esclusivamente di contestazioni a lui imputate di carattere personale, totalmente estranee alla funzione da lui ricoperta in Asl».
Ad avere dubbi sul ruolo di Chiriaco ora è anche il ministero dell’Interno visto che, dopo poco più di due mesi, il prefetto di Pavia Ferdinando Buffoni  su delega del Viminale, ha istituito una commissione d’indagine chiamata a fare luce proprio su questi aspetti e verificare se sia stata «strumentalizzata da Chiriaco la posizione di assoluto rilievo occupata dallo stesso nell’organigramma dell’Asl». Sono stati nominati tre commissari: il viceprefetto vicario Riccardo Argentieri, l’ex questore di Pavia Giovanni Calesini  e l’ex dirigente della Regione Lombardia Lucio Mastromatteo, già a lungo direttore generale degli Spedali Civili di Brescia. Dovranno accertare tra l’altro se Chiriaco ha utilizzato il suo ruolo per procurare ricoveri sicuri in provincia, sotto falso nome, a boss della ‘ndrangheta come il latitante Francesco Pelle, che proprio a Pavia, alla Maugeri, venne scovato nel settembre 2008. La commissione ha tre mesi per preparare una relazione da inviare al prefetto.

Non ci sono più api a Savona

giIPOL00030620100825Checchino Antonini

Non ci sono più api a Savona. A stento ci crescono i licheni e le piogge acide ammazzano gli alberi. Ma soprattutto la gente, a Savona, muore più che in altri posti. Via Diaz, via Griffi, via Pertinace – nei comuni di Vado Ligure e Quiliano – sono dei cimiteri. «Ci sono malattie che si verificano in 2-3 casi ogni 300mila abitanti e qui ne trovi due, tre, nello stesso palazzo». Dati angoscianti spiegati a Liberazione da Paolo Franceschi, medico pneumologo all’ospedale di Savona, referente scientifico della commissione salute e ambiente dell’ordine dei medici provinciale e membro dell’associazione internazionale dei medici per l’ambiente. Franceschi è di Quiliano che, con la vicina Vado, è occupata da una quarantina d’anni da una gigantesca centrale a carbone che occupa l’aria e il paesaggio. Ha 49 anni e faceva le elementari mentre costruivano la centrale dove prima c’erano orti e vi cresceva l’albicocca tipica, quella di Valleggia. 8mila abitanti Vado e altrettanti Quiliano ma la zona industriale su cui la centrale ha le ricadute è abitata da 75mila persone. La centrale è proprio nel centro abitato: la gente vive, lavora, va a scuola tra frastuono e fumi e polveri. E s’ammala e crepa. Quando fu costruita i due paesi vennero “compensati” uno con un palazzetto dello sport, l’altro con uno stadio. Ma, i 550 addetti originari si sono ridotti a 250 dopo la privatizzazione dell’Enel. Ci lavora meno gente di quanta ne ammazza. Produce già molta più energia di quanta ne serva alla provincia ma ora i padroni privati la vorrebbero ampliare. La Tirreno Power preme da un paio d’anni almeno. Tirreno power, 100 milioni di utili netti l’anno, è controllata da Cir Sorgenia che, a sua volta fa capo alla holding di De Benedetti. Ossia della tessera numero uno del Pd. E’ proprio a lui che i comitati no coke hanno indirizzato dieci questioni contenute in una lettera aperta i cui primi firmatari sono, tra gli altri, Maurizio Maggiani, Carlotto, Ferrero, Staino. Margherita Hack, De Magistris, Agnoletto, Paolo Cacciari, Diliberto, Cannavò.

Dieci domande, come quelle che un noto quotidiano di De Benedetti rivolse a Berlusconi e che invece balbetta sui misfatti del carbone. Ecco le domande in sintesi. La versione completa è consultabile su Liberazione on line. Perché si ostina nel progetto di ampliamento di fronte alla contrarietà di una città intera? Perché non ammette che le centrali a carbone uccidono? Perché ampliare quando il protocollo di Kyoto prevede di smantellare il carbone (tanto saranno i cittadini a pagare le multe)? Perché gli impianti non sono allineati alle normative? Perché negare che l’ampliamento aumeterà l’inquinamento? E’ vero che la centrale sarà utilizzata anche come inceneritore di rifiuti? Perché accetta il paradosso che il controllo delle emissioni alle ciminiere sia eseguito dalla stessa Tirreno Power? Perché rifiuta il confronto con i comitati, i medici e la città? Perché ampliare quando già si produce energia per cinque città grandi come Savona? Perché non investire nel metano e nelle rinnovabili?

Perché il carbone è, senza dubbio, la fonte energetica più inquinante. Lo ha scritto il Nobel Carlo Rubbia. E la centrale di Savona produce l’80% delle polveri sottili primarie e secondarie deell’area, il 65% degli ossidi di azoto e il 91% degli ossidi di zolfo, quelli delle piogge acide. E poi c’è il 90% delle emissioni di mercurio: le cozze di Vado hanno più veleni e metalli pesanti dei loro cugini liguri. Riprende Franceschi:«Non c’è una una zona in Liguria con i valori dei tumori maligni più alti». E le morti per tumore (a polmoni, vescica e laringe) sono solo un terzo del totale, poi c’è il record di bambini asmatici e allergici, di morti per infarto, ictus, emorragie cerebrali, ischemie. E molte volte nelle cartelle cliniche le morti per cancro diventano blocchi respiratori.

«Abbiamo notato una sovrapponibilità molto pecisa tra le zone rosse delle aree inquinate e quelle con maggiore mortalità». Le zone rosse corrispondono alla Val Bormida, all’area di Vado-Quiliano-Savona e a Varazze dove si registra la sovrapposizione tra la centrale di Vado (660 megawatt a carbone e 780 a gas naturale) e quella di Genova (300 megawatt, inquina come tutte le fabbriche e tutte le macchine della provincia). Più che dalla potenza l’inquinamento dipende da tecnologia adoperata. Ma non esiste il carbone pulito spacciato dalla propaganda di Enele Tirreno Power. Due gruppi della centrale funzionano ancora con tecnologie anni ‘60, 4 volte più inquinanti delle migliori tecnologie moderne. L’inquinamento di Savona è pari a una città cinque volte più grande. Solo la turbogas inquina più di tutto il porto e di tutte le fabbriche. Il “civilissimo” Texas, ad esempio, mantiene la pena di morte ma nel 2006 ha bocciato il progetto di 17 nuove centrali a carbone “pulito”. In California non ce n’è neanche una.

Anziché ampliare, Tirreno Power dovrebbe «depotenziare e metanizzare», dice a Liberazione, Franco Zunino, ingegnere, ex assessore regionale all’Ambiente per Rifondazione comunista. Come chiede la città. La Regione mantiene il 27% del carbone rimasto in Italia. La Giunta ha già dato parere negativo nella valutazione di impatto ambientale ma, non accadeva da almeno 10 anni, è stata smentita dal ministero dell’Ambiente. Ora ha impugnato al Tar il decreto nazionale «perché in contrasto col piano energetico regionale che punta sulle rinnovabili e non sull’ampiamento del fossile ed è in contrasto col piano di risanamento della qualità dell’aria. La Regione, su mia delibera, non darà l’intesa in conferenza dei servizi, il Via, infatti, non basta». Da parte sua l’azienda fa sapere che «De Benedetti, che non ha alcun ruolo in Tirreno Power».

25/08/2010 Liberazione :evil:

Il centro sinistra, la guerra bipartisan e Niki Obama

La settimana scorsa la Camera dei Deputati ha dato via libera con l’appoggio pieno del PD alla proroga ed al rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero. La vergogna è che di fatto il centro sinistra italiano, ( tranne qualche manovra tattica dell’IDV che questa volta ha votato contro), da tempo sostiene in maniera bipartisan l’aumento delle spese militari. Basta semplicemente pensare che nemmeno un balbettio ha accompagnato la procedura d’acquisto di cento F35 che ha significato una spesa che si aggira sopra i 16 miliardi di euro. Ma non è finita. La relazione tecnica al provvedimento chiarisce che si registra un aumento del contingente italiano impegnato in Afghanistan. La decisione – riporta il bollettino web della Camera – si collega alla revisione della strategia in Afghanistan annunciata dal presidente degli Stati Uniti Obama il 1° dicembre scorso e alle conseguenti decisioni concordate in sede Nato”. Una candida ammissione di ’sovranità limitata’: governo e parlamento italiano si conformano alle decisioni della Casa Bianca commenta giustamente peace reporter. Oggi Vendola ha annunciato che si candida alle primarie del centro sinistra per essere l’Obama bianco, per quanto riguarda il profilo politico dello schieramento che lo sosterrà se dovesse vincere il passo è già fatto, chiunque vada a governare saranno bombe, sai che belle poesie poi che ci faremo sopra.
controlacrisi.org

http://www.controlacrisi.org

Colpo alla ’ndrangheta, trecento arresti in tutta Italia. In carcere Carlo Antonio Chiriaco

(tratto dalla Provincia Pavese)

Il direttore dell’Asl di Pavia con l’avvocato Tributarista Giuseppe Neri e l’imprenditore edile di Pavia Francesco Bertucca, è accusato di essere tra i capi dell’organizzazione

Carlo Antonio Chiriaco Carlo Antonio Chiriaco

PAVIA. Concorso in associazione mafiosa e corruzione. Sono le accuse che hanno portato in carcere, ieri, il direttore dell’Asl di Pavia, Carlo Antonio Chiriaco, l’avvocato Tributarista Giuseppe Neri, e l’imprenditore edile di Pavia Francesco Bertucca. L’i nchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano, che ha portato a 300 arresti in tutta Italia, 160 in Lombardia, ha tolto il velo su una presunta rete di cellule legate alla ’ndrangheta e sugli intrecci tra criminalità organizzata e affari in Lombardia. La Dda avrebbe individuato 15 organizzazioni locali in Regione, di cui una a Pavia.

Chiriaco (difeso dall’avvocato Maria Teresa Zampogna), Neri (difeso dagli avvocati Roberto Rolla di Como e Maurizio Sorisi) e Bertucca (avvocato Antonio Savio) sarebbero stati punto di riferimento, secondo gli inquirenti, della “locale” a Pavia (per locale si intende un luogo in cui sono presenti una o più ‘ndrine), insieme a Rocco Coluccio, biologo e imprenditore residente a Novara, anch’egli finito in manette ieri mattina. La cellula, secondo gli inquirenti (l’indagine è coordinata dal pm Ilda Boccassini), aveva il compito di fare da collegamento tra la Calabria e il nord e infiltrarsi, come le altre, negli affari della Regione (appalti o sanità) ma anche solo consentire la conservazione dell’organizzazione regionale denominata “La Lombardia”.

La struttura, gerarchica, seguiva riti e cerimonie ben precise. Gli inquirenti hanno contato 40 riunioni, per conferire incarichi e “ doti”, negli ultimi due anni. Come quello a Paderno Dugnano, nella sala intitolata a Falcone e Borsellino, in cui Neri si sarebbe speso per candidare al vertice dell’organizzazione Pasquale Zappia. Gli uomini della guardia di finanza di Pavia si sono presentati ieri all’alba nell’abitazione di Chiriaco a Torre D’I sola. Si sono poi spostati all’Asl, dove c’è stata una prima perquisizione. I carabinieri del comando provinciale, intanto, sono andati a San Martino, a casa di Giuseppe (noto come “Pino”) Neri, avvocato con studio in centro a Pavia e considerato dagli inquirenti il capo della ‘ndrangheta in Lombardia. Bertucca, queste sono le accuse, avrebbe avuto invece il ruolo di direzione della “ locale”, con compiti di decisione e coordinamento.

L’inchiesta vede indagati, con l’accusa di corruzione elettorale, anche l’assessore comunale al Commercio di Pavia Pietro Trivi e l’i nfermiere Mimmo Galeppi. In una conversazione telefonica si fa riferimento a soldi inseriti in una busta (si parla di 2mila euro) che sarebbero serviti a comprare preferenze elettorali. A Chiriaco sono stati sequestrati case, terreni e società: 38 immobili sparsi tra Pavia, Torre D’Isola e in Liguria, e anche 10 conti correnti. Sarebbero stati trovati anche 500mila euro di contanti depositati per favorire «attraverso le sue conoscenze – ha spiegato la Boccassini in conferenza stampa – l’associazione di cui faceva parte».

Alcuni immobili e società risulterebbero intestati alla figlia di Chiriaco, Eva, a cui gli investigatori hanno sequestrato un computer. «Rispetto ad altri arresti ho apprezzato la discrezione dei militari che hanno usato tutte le cautele possibili durante la perquisizione all’Asl – si limita a dire l’avvocato di Chiriaco, Maria Teresa Zampogna -. I militari erano in borghese e il mio cliente è stato trattato con umanità». Perquisizioni anche nei Comuni di Pavia, Borgarello e San Genesio e controlli anche in alcuni istituti bancari di Pavia. Chiriaco, dal carcere di Torino, si dice «innocente e fiducioso nella magistratura».

(14 luglio 2010)

“Roma ladrona…” Qui non si taglia? Le diciotto pensioni d’oro agli ex parlamentari pavesi

PAVIA. Sono diciotto gli ex deputati e senatori eletti in provincia di Pavia che percepiscono la ricca pensione parlamentare.
C’è chi, come Stefano Losurdo, è stato sia deputato, sia senatore per dodici anni per Alleanza nazionale e che incassa un assegno mensile di 4.725 euro lordi (netti sono comunque più di 3mila) e chi percepisce il «minimo sindacale» di 3.108 euro lordi avendo versato per 5 anni.
Le regole nel corso degli anni sono cambiate. Oggi, dopo la modifica del 2008, chi fa almeno una legislatura completa (cinque anni) ha diritto ad incassare la pensione. Ma in giro per l’Italia c’è chi, nella Prima Repubblica, ha fatto un solo giorno alla Camera, poi ha pagato i contributi volontari per cinque anni e incassa tremila euro di pensione tutti i mesi.
In tutto, lo scorso anno, sono stati spesi 138 milioni di euro per le pensioni dei deputati e 81 milioni per quelle dei senatori.
Ricevono la pensione da anni il pavese Carlo Pisati e il vigevanese Silvio Magistroni, che benché siano rimasti in parlamento meno di due anni (tra il 1992 e il 1994), incassano 3.108 euro mensili. Lo slogan dell’epoca dei due leghisti era «Roma ladrona», ma oggi, anche loro, possono godere di alcuni – legittimi – privilegi.
Stesso discorso vale per Luisella Cavallini, eletta nella Lega Nord nel marzo ’94, passata nel novembre del ’95 al Gruppo Lega Italiana Federalista. Anche il suo mandato è finito dopo due anni (con le elezioni del ’96), ma percepisce, sempre legittimamente, la pensione (3.108 euro mensili).
In quella tornata elettorale (1994), che vide la morte della Dc e l’apparizione di Forza Italia, furono eletti anche l’ex patron della Necchi spa (più tardi dichiarata fallita) Giampiero Beccaria (Forza Italia), che divenne sottosegretario al ministero del Lavoro (3.108 euro anche per lui),

Mario Masiero, sempre Forza Italia (10 anni in parlamento e una pensione di 4.725 euro), oltre a Giancarlo Malvestito (Lega) ed Enzo Ravetta (Lega), che non risultano percepire pensioni come ex parlamentari.
Per aver passato dieci anni alla Camera Luigi Gastaldi, ex patron del Voghera Calcio, incassa 4.725 euro al mese.
Nello stesso modo non percepisce la pensione Piero Giovanolla che restò in Senato del ’92 al ’94.
Nel 1994 arrivò alla Camera, eletto nelle liste di Forza Italia, anche l’attuale presidente della Camera di commercio, Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, che ha versato 15 anni di contributi e riceve un assegno mensile (sempre lordo) di 6.590 euro.
Il parlamentare pavese con la maggiore anzianità resta comunque Virginio Rognoni, 32 anni alla Camera, diversi con incarichi di governo al ministero dell’Interno e a quello della Giustizia.
Nel campo della sinistra sono Romana Bianchi (20 anni e una rendita di 8.455 euro) e il medese Francesco Soliano (15 anni al Senato e 6.590 euro di pensione) i due esponenti di più lungo corso. L’ex sindaco di Pavia Piera Capitelli ha alle spalle 10 anni alla Camera (e un asegno mensile di 4.725 euro).
Per cinque anni è stato alla Camera – ma eletto a Carrara – Elio Veltri, ex sindaco di Pavia ed ex consigliere regionale.
Giovanni Azzaretti, uno dei democristiani di più lungo corso in provincia di Pavia ha passato anche cinque anni al Senato. Oggi incassa 3.108 euro per quell’antica esperienza che cumula con la pensione di medico (dirigente per anni al San Matteo) e quella di consigliere regionale (5 anni). L’assegno di 3.108 euro arriva anche a Renato Garibaldi e Luigi Panigazzi eletti entrambi nelle file del Partito socialista nell’ormai lontano 1983.
Tra gli ex parlamentari ci sono anche Paolo Affronti, anche lui pensionato, mentre sono lontani Francesco Adenti e Cristina Bevilacqua, giovane deputata del Pci nel 1987, oggi impegnata in politica a Firenze.

(07 giugno 2010) Tratto da “La Provincia Pavese”

Io voglio essere intercettato!

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Io voglio essere intercettato.
Voglio essere intercettato perchè non ho nulla da nascondere.
Lo voglio perchè se lo fossi annoierei a morte i miei intercettatori, perchè non ho mai e non infrango le regole dei nostri codici nè della costituzione.
Lo voglio perchè sono un “coglione” di sinistra che crede nell’onestà e nella solidarietà.
Lo voglio perchè le intercettazioni smascherano le mafie e le malefatte dei potenti.
Voglio essere intercettato perchè non mi vergogno di ciò che sono e che dico anche in privato.
Perchè, nonostante tutto, credo di vivere ancora in una democrazia con una Costituzione che garantisca
l’uguaglianza e le libertà individuali.
Per questi motivi: io voglio essere intercettato:

Cosa rimproverare ad un neonato.

Immaginiamo i genitori, i parenti e gli amici tutti.
Immaginiamo una culla ed un bimbo appena nato.Tutti i commenti saranno favorevoli, amorevoli e pieni di speranza.
La speranza appunto anima gli occhi di chi guarda il nascituro.
Tutto è nuovo, in divenire , puro inquanto non sozzato dal tempo.
Ciò che si vede nel piccolo in culla è la proiezione di noi stessi, e di ciò che ci auspichiamo per lui.
Altra cosa è come crescerà, come si formerà, quali errori compirà e perchè,  e via discorrendo.
La vita, non sempre facile potrebbe riservargli la qualsiasi.
Che uomo sarà stato si vedrà nel tempo, a prescindere dalle belle parole e speranze dei genitori, parenti e amici tutti.
Per cui diamo un benvenuto a nuovi nascituri movimenti politici.
Per adesso il figlio loro è il più bello di tutti.
Accontentiamoli, sono pieni di speranza.

Rico

I Balcani in casa

Spero di no, ma quello che si profila dopo questa tornata elettorale, è un Paese che inizia a somigliare sempre più alla Jugoslavia Post-Tito.
La lega che conquista le regioni più importanti del nord, Il Pd che si barrica sull’ Appennino, ed un sud con subbugli ancora poco chiari, ma che potrebbe scivolare in tentazioni federaliste, delineano un futuro di conflitti sempre più localistici.
A tutto ciò si somma un’ opinione pubblica assente, culturalmente quasi analfabeta, e pericolosamente individualista a cui interessa poco di tutto.
Come ci siamo finiti in questa situazione non è dato sapersi, forse il caso, forse un’italia che non vuole essere unita e che inconsapevolmente serve il nostro territorio a potenze estere festanti.
Non sarebbe la prima volta.

Rico

Se il giornalismo spegne il cervello

Quale logica guidi l’ insigne giornalista Ilvo Diamanti, non è dato sapersi.
Nell’ articolo titolato “Se la televisione spegne la vita” una delle penne più autorevoli di Repubblica, elenca delle soluzioni, a lui plausibili, per porre fine all’ anomalia mediatica italiana.
Ecco la vera chiosa dell’ articolo, miracolo della confusione che serpeggia nel nostro paese, con catastrofi maggiori nelle fila dell’ elettorato di sinistra:
“Che si privatizzi la Rai. Che il mercato prenda il posto di un duopolio divenuto mono-polio.
Asfissiante e asfittico. ”
E quindi le medesime parole del Premier o della P2, o meglio dell’ establishment conservatore italiano, che si privatizzi la Rai.
Cosi domani ci si compra pure quella e il problema non si pone più.

Rico