Corteo di protesta alla ditta Berté “Troppi silenzi dopo il disastro”  

Corteo di protesta alla ditta Berté  “Troppi silenzi dopo il disastro”   

Corteo di protesta alla ditta Berté
“Troppi silenzi dopo il disastro”
 
MORTARA – Il fumo non c’è più, ma il rischio per la salute rimane. Lo ha denunciato Alda La Rosa, presidente dell’associazione Futuro sostenibile, nel corso della manifestazione che si è tenuta sabato scorso in via Fermi, proprio davanti al deposito della Eredi Bertè posto sotto sequestro dopo il 6 settembre scorso, data dell’incendio alla montagna di rifiuti. Catasta di immondizia che si è trasformata in un cumulo di materiale combusto, forse ancora più pericoloso di prima. “Con la pioggia i liquami e le ceneri finiscono direttamente in fognatura – è il grido d’allarme di Alda La Rosa – e sappiamo che il depuratore di AsMortara non è in grado di smaltire tutte le sostanza tossiche presenti nel percolato. Per tutelare la salute degli abitanti di Mortara è urgente coprire con teli impermeabili robusti, come quelli che si utilizzano per coprire le discariche, tutti gli accatastamenti”. Invece la situazione è ben diversa. L’area presenta attualmente preoccupanti criticità per i cumuli di materiale combusto di varia origine. Pneumatici, detriti di materiale edile, plastica, legno, ferro e altro ancora. Chi lavora nei pressi di via Fermi ancora oggi sente odori nauseanti e permane il dubbio che queste esalazioni siano nocive. I lavoratori e gli abitanti della zona denunciano irritazioni agli occhi e alla gola a seconda delle condizioni meteorologiche, oltre al sollevamento di polveri nelle giornate di vento
Fonte: http://www.informatorelomellino.it/

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