Genova: “Loro la crisi, noi la speranza”

Genova: “Loro la crisi, noi la speranza”
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I veri creditori siamo noi!

Dieci anni fa a Genova chiedevamo la cancellazione del debito estero dei paesi impoveriti e la fine degli aggiustamenti strutturali imposti su quei popoli dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale con insostenibili costi sociali ed ambientali. (…) Da quegli anni però qualcosa è cambiato: oggi siamo noi cittadini e cittadine d’Europa a dover chiedere conto del nostro debito pubblico e degli effetti delle manovre finanziarie imposte dal patto per l’euro e dalla Banca centrale europea sui nostri diritti.

Oggi la stragrande maggioranza degli aiuti del Fmi sono diretti ai paesi europei, mentre altri paesi quali l’Egitto hanno rifiutato gli aiuti delle istituzioni di Bretton Woods, perché le condizioni macroeconomiche annesse sono contrarie al pubblico interesse. Oggi i nostri diritti fondamentali ed i beni comuni subiscono un attacco senza precedenti, in nome del pareggio di bilancio e dell’uscita dalla crisi prodotta dallo strapotere dei mercati finanziari (…). Ci dicono che non c’è alternativa. I movimenti del Sud del mondo ci mostrano invece che un’alternativa esiste.

Abbiamo il diritto di sapere e rivendichiamo il nostro diritto di non pagare i debiti odiosi e illegittimi prodotti da chi ha costruito la propria ricchezza con la corruzione e la gestione del potere economico e finanziario con l’unico scopo di soddisfare ragioni private. Se per pagare il debito pubblico si accumula un debito sociale ed ecologico per queste generazioni e quelle a venire, questo debito non va pagato.

Abbiamo pertanto anzitutto il diritto di sapere come questo debito si è accumulato e quali sono le responsabilità politiche; di conoscere quale parte di questo debito non va pagata perché legata a corruzione, fughe di capitali, speculazioni finanziarie, investimenti fallimentari in infrastrutture inutili alla collettività, spese militari; quale può essere rinegoziata; e quale andrà pagata, facendo tesoro delle proposte alternative formulate da campagne quali quella di Sbilanciamoci.

Sia in Grecia che in Irlanda, come in Spagna e Francia, movimenti sociali e cittadini chiedono la convocazione di una commissione pubblica di “auditing” del debito, sulla scorta delle esperienze fatte in paesi quali l’Ecuador e il Brasile (…). Un “auditing” del debito italiano è il primo passo per costruire una soluzione politica alla crisi, (…) che deve necessariamente essere affrontata con maggior democrazia e partecipazione e dovrà essere improntata su principi di giustizia sociale, economica ed ambientale.

Per questo ci opporremo all’introduzione del vincolo di pareggio di bilancio nella Costituzione italiana, giacché quella Costituzione è alla base dei nostri diritti fondamentali che non potranno mai essere messi allo stesso livello degli interessi dei mercati finanziari. A questo sarà necessario aggiungere altre proposte a livello europeo, quali l’adozione di un’imposta sulle transazioni finanziarie, l’abolizione dei paradisi fiscali, la creazione di un’agenzia europea di rating, modalità di indirizzo e controllo politico sulla Banca centrale europea, un’agenzia fiscale europea, l’emissione di Eurobonds ed il sostegno a programmi virtuosi di spesa per il rilancio della piena e buona occupazione, una riconversione ecologica dell’economia, un welfare europeo fondato sul reddito di cittadinanza.

Crediamo che la soluzione al problema della crisi debba passare attraverso (…) un rilancio del progetto politico dell’Unione europea, un progetto incompiuto, mentre procede a gran forza l’altra Europa, quella del patto di stabilità, del patto dell’euro. Un rilancio che passa necessariamente attraverso maggior partecipazione e coinvolgimento diretto dei cittadini e cittadine d’Europa (…).

Per questo oggi crediamo che debba partire proprio da Genova un messaggio chiaro. Questa crisi provocata dalle speculazioni finanziarie noi non la vogliamo pagare né farla pagare alle generazioni a venire.

Primi firmatari:

Francesco Martone, Raffaella Chiodo, Nicola Vallinoto, Maurizio Gubbiotti, Luca Basile, Vittorio Agnoletto

27/07/2011

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