«Il Prc/SE per una lista della Sinistra di alternativa alle elezioni regionali lombarde».

«Il Prc/SE per una lista della Sinistra di alternativa alle elezioni regionali lombarde».

Il Comitato Politico Regionale del Prc/SE della Lombardia riunitosi il 30 dicembre 201, dopo ampia discussione relativa alle prossime elezioni regionali sottolinea la gravità della situazione dal punto di vista della democrazia e della libertà di voto, inquinata e stravolta dall’esorbitante numero di firme da raccogliere per la presentazione delle liste elettorali regionali e dalle regole per la certificazione che si configura come una vera e propria selezione a monte della libera espressione della volontà degli elettori e delle elettrici e una tutela impropria di chi è già presente nelle istituzioni.
La denuncia di questo vulnus costituirà un tratto fondante della nostra campagna elettorale a difesa della Costituzione e della democrazia.
Il Cpr da pieno mandato alla Segreteria per procedere alla costruzione di una lista unitaria della sinistra di alternativa insieme a tutte quelle forze e quei soggetti che condividono la nostra collocazione politica e che, al di là del nome che verrà scelto, si dichiareranno disponibili a costruire insieme a noi una lista antiliberista.
[O.d.g Approvato ad unanimità dal Comitato Politico Regionale del 30/12/2017]
«Ordine del Giorno approvato ad unanimità dal Comitato Politico Regionale del Prc/SE Lombardia riunitosi il 30/12/2017».

Il Comitato Politico Regionale del Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia, riunitosi il 30/12/2017 denuncia con forza il gravissimo vulnus alla democrazia perpetrato tramite l’abnorme numero di firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali e la modalità prevista per la autenticazione delle firme stesse.
Per le elezioni regionali le forze politiche non attualmente presenti in consiglio regionale con propri gruppi sono obbligate a presentare circa 20 mila firme certificate, praticamente equivalenti a quelle necessarie per le elezioni politiche in tutta Italia.
Questo non è un fatto tecnico, è una scelta politica di quelle forze già presenti nelle istituzioni che corrompe la libera competizione elettorale e la possibilità di un ricambio nella rappresentanza politica, un privilegio ignobile e antidemocratico di conservazione dell’esistente.
Tollerare in silenzio che questo accada in Lombardia e non farne un caso nazionale è una cecità politica che tutte le forze che si richiamano alla Costituzione stanno avallando.
Rifondazione Comunista non sta in questo coro e farà di questo punto un tratto della propria battaglia politica nazionale e regionale.
[approvato ad unanimità dal Comitato Politico Regionale del 30/12/2017]

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