Mortara: catena umana contro l’insediamento dell’ECOTRASS

Mortara: catena umana contro l’insediamento dell’ECOTRASS

Adriano Arlenghi

7 giugno 2017

Il manifesto di una comunità non indifferente sul balcone del Teatro. Le mani dei tanti che l’avevano firmata ieri con i colori pastello sono state lavate dalla pioggia. La pioggia, tuttavia, non ha potuto togliere dal cuore delle circa 150 persone che hanno attraversato la città ieri in vari momenti della giornata la loro indignazione per una scelta che temiamo ormai presa. L’arrivo in città di una nuova azienda che crea e sparge fanghi.

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Ecco il nostro comunicato ai giornali delle ore 12.

Comunicato stampa

Perdere il senso del luogo dove si vive è una delle cose peggiori che possano accadere ad una città, ad una comunità. Succede quando la città o il territorio vengono investite da scelte e politiche e pratiche inquinanti, depauperatrici degli ecosistemi umani e naturali.

Così è per i fanghi e così sta accadendo nel disinteresse quasi generale in Lomellina. E’ probabile il parere favorevole ,tra pochi giorni o settimane, all’insediamento di una nuova azienda che tratta e vende fanghi: Eco Trass. Una scelta che, se effettuata andrà ad arricchire il titolo di “Lomellina pattumiera della Lombardia”. I motivi della nostra opposizione, i motivi per cui vogliamo tutelare la nostra salute, il nostro ambiente sono noti.

Per questo ieri siamo scesi in piazza. Era nostro dovere etico dire “basta”. Siamo persone comuni, siamo insegnanti, professionisti, pensionati, giovani, anziani, uomini e donne che abitano da sempre in questa terra. Per questo non siamo indifferenti al suo destino. Per questo sempre più spesso facciamo nostro il motto che fu di Don Milani. “ I care”, mi interessa , mi appartiene.

Dire basta. Lo abbiamo detto ieri davanti alle telecamere della televisione regionale, nel pomeriggio giocando ad una diversa rappresentazione del futuro con i nostri bambini con maschere, bolle, mani colorate, percussioni, sino a quando un temporale estivo ha annacquato i nostri colori ma non la nostra determinazione, la nostra passione. Alle 19 abbiamo creato una catena umana di un centinaio di persone che ha attraversato la città sino a Piazza Trento dove abbiamo offerto a tutti una risottata “senza fanghi”. Con una azione di disobbedienza civile abbiamo appeso e fatto scendere sulla piazza dal balcone del teatro il nostro” Ora basta”, decine di mani colorate, il manifesto della nostra indignazione.

Non potevamo non venire in piazza e chiamare la gente ad essere con noi. Non potevamo fare finta di niente e pensare alle vacanze. Non potevamo stare in silenzio accettando passivamente l’ennesimo sfregio alla nostra città, alla nostra comunità. Non è stato un gioco . Ci è costato, tutto questo, tanta fatica, abbiamo speso mari di parole per spiegare a tanti, per capire . Siamo andati ovunque in ogni cantone della Lomellina per raccontare il valore di una terra ecologicamente non deturpata. Con la consapevolezza che di fronte a scelte politiche miopi e sbagliate non potevamo semplicemente stare a guardare. Non potevamo farlo dopo avere guardato negli occhi i nostri bambini e anche i ragazzi delle scuole medie locali che avevamo a classi intere incontrato lunedì scorso ed aver capito che non era sufficiente offrire loro un’esistenza dorata in una terra dei fuochi, insalubre e carica di natura violentata.

La politica deve essere più responsabile delle proprie scelte. Questo abbiamo voluto affermare ieri, con forza , con determinazione. Non eravamo soli, c’erano con noi tanti amici che ci hanno spronato dai social ad andare avanti, c’erano in piazza gli amici di Vigevano Sostenibile con le loro magliette arancioni, quelli del Wwf. In una giornata difficile dal punto di visto meteorologico e per l’ impegno lavorativo.

Non è facile cogliere e rappresentare il pensiero di una città, di una comunità. Questo è certo. Ci sembra però di aver percepito una sempre più profonda e impaziente richiesta di discontinuità.

“Ora basta” ci dicono e ci scrivono molti. Ora basta l’abbiamo urlato nel primo pomeriggio di ieri in Piazza del Municipio davanti alle telecamere della televisione, ora basta l’abbiamo scritto sul lenzuolo bianco appeso sul Teatro . Invitiamo il sindaco di Mortara a non toglierlo. E’ il simbolo di una città che parla di etica, di resilienza, di una nuova dimensione di futuro.
Sgocciola, ancora oggi sgocciola, non per la pioggia caduta ieri, sgocciola di dignità, coerenza e legalità, valori che esso vuole rappresentare. Per questo chiediamo che rimanga lì per sempre: è il manifesto della nostra indignazione.

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