(Riceviamo da Edmondo Posa – rappresentante sindacale unitario Elnagh – la sintesi della vertenza che volentieri pubblichiamo integralmente. Invitiamo i nostri lettori a commentare le conclusioni.)
Ciao Rino,
ti scrivo come da mia promessa due righe riguardanti il presidio e la risoluzione della vertenza Sea Elnagh Trivolzio, poi a te il compito di sintetizzare o correggere la mia bozza.
Premetto nulla si sarebbe raggiunto senza l’appoggio del Sindaco di Trivolzio, del PRC di Pavia e Vigevano, della cittadinanza di Trivolzio e di tutti coloro che anno fatto visita al presidio e l’hanno sostenuto.
La divido in due punti :
1) Presidio dalla SEA-Elnagh di Trivolzio (PV) dal 5 Dicembre 2011Come sapete Bridgepoint ha deciso di chiudere lo stabilimento lombardo, cancellando 130 posti di lavoro. L’amministratore delegato Di Costanzo ci ha lasciati a casa da un giorno all’altro aprendo una procedura di mobilità in data 05/12/2011.
Abbiamo reagito a questa decisione unilaterale dell’azienda creando un presidio permanente, costituito da due tende e un container, dove ogni notte a turno rimane qualcuno di noi.
Abbiamo reagito a questa decisione unilaterale dell’azienda creando un presidio permanente, costituito da due tende e un container, dove ogni notte a turno rimane qualcuno di noi.
Questo presidio rappresenta il nostro urlo per la difesa del posto di lavoro, stiamo davanti ai cancelli 24 ore su 24 perché non lasceremo spegnere dall’oggi al domani una azienda che nel territorio progetta e costruisce camper e le roulotte dà più di 60 anni, dal 5 Dicembre pretendiamo un contratto di solidariètà e delle risposte dall’azienda sui motivi di continue scelte finalizzate alla chiusura del sito produttivo di Trivolzio.
Fino a questo momento tutti gli incontri con l’azienda sono stati inconcludenti, l’unica cosa a cui sembrano interessati è la chiusura.
Sono state fatte delle proposte per evitare i licenziamenti come l’applicazione di un contratto di solidarietà (lavorare meno, lavorare tutti) ma oggi l’obiettivo di Bridgepoint è chiaro: chiudere Trivolzio. Era comparso un possibile compratore per il marchio, ma sembrava interessato solo a quello.In questi anni di difficoltà sia i lavoratori sia il sindacato che li rappresenta hanno dato fiducia alla realizzazione di un piano industriale in cui lo stabilimento di Trivolzio doveva essere un polo produttivo ad alto contenuto tecnologico e di modello del gruppo SEA.
Credevamo nell’Azienda Elnagh era per tutti noi il futuro nostro e delle nostre famiglie.
Per affrontare le situazioni di difficoltà economiche del gruppo come lavoratori di questo sito abbiamo pagato:
- Un anno Cigs per il trasferimento dello stabilimento dalla sede storica di Zibido S.G.(Mi) a Trivolzio (PV)
- Due procedure di mobilità volontarie con l’uscita di 70 lavoratori per la prima e 13 per la seconda.
- Perdita della realizzazione dei reparti di falegnameria e di pannelleria interni.
- Congelamento del premio di Produzione fino al 2009 poi mai più ripristinato.
- Esternalizzazione della mensa interna.
- Trasferimento in toscana dell’ufficio tecnico e sviluppo prodotto.
- Esternalizzazione del magazzino service del gruppo.
Con questi sacrifici i soldi per strapagare i manager o per spericolate e fallimentari operazioni finanziarie si sono sempre trovati.
Ora servirebbero investimenti per superare una crisi, sembra invece che stiano chiedendo finanziamenti per chiudere.
Si preferisce chiudere uno stabilimento dove in questi anni ci siamo impegnati, anche con lotte sindacali importanti, ad elevare le condizioni di sicurezza, di qualità, di professionalità e a fermare il precariato.Il Presidio ha dimostrato anche che con la crisi, la SEA potrebbe tenere in piedi tutti e tre gli stabilimenti utilizzando gli ammortizzatori sociali, invece di pagare 130 lavoratori al 100% fino ad oggi senza lavorare
In un momento di crisi, è naturale pensare prima alle proprie famiglie,eppure abbiamo ricevuto una grande solidarietà da parte di altri lavoratori ,di gente comune, il nostro presidio è diventato un punto di riferimento per tutti quelli che stanno lottando per difendere il lavoro; tanti ci hanno portato sostegno e non solo con le parole, sono stati con noi al freddo, ci hanno aiutato a rafforzare il presidio. Hanno capito che se noi teniamo duro, sarà più difficile per gli speculatori passare sopra le vite di altri.Se Trivolzio chiude, forse si salverà Poggibonsi e S. Giustino? Se Trivolzio chiude, forse chiuderà anche Poggibonsi e rimarrà solo S.Giustino?
Forse il futuro di SEA è un unico grosso sito dove il sindacato e quindi i diritti dei lavoratori non esistono?
Il Presidio rappresenta non solo un appello alla solidarietà verso chi è più in difficoltà, ma è anche un appello all’unità tra i vari stabilimenti contro una direzione aziendale incapace e avida.In questi 75 giorni i 130 lavoratori di Elnagh hanno dimostrato due cose:
1. Lottare per il posto di lavoro.
2. Lottare con tenacia e perseveranza senza utilizzare nessuna forma di violenza.
2. Lottare con tenacia e perseveranza senza utilizzare nessuna forma di violenza.
Chiunque è venuto a trovaci a Trivolzio PV in Via dell’industria 5 ne ha avuto la prova .
Saluto di lotta a tutti.
2) Mobilità dalla SEA-Elnagh di Trivolzio (PV) avviata il 5 Dicembre 2011
Dopo il presidio e i vari incontri in prefettura senza aver raggiunto nessuna intesa si è arrivati al primo incontro in Regione Lombardia in data 16 Febbraio alle ore 14,30
Nel primo incontro l’azienda non aveva intenzione di concedere 12 mesi di Cigs, avevano l’esigenza di chiudere lo stabilimento di Trivolzio e il totale trasferimento delle attività negli altri stabilimenti del gruppo.
La posizione dell’azienda non soddisfava le richieste dei sindacati e delle Rsu nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
Il rappresentante della Regione Lombardia si è subito reso conto delle difficoltà e ha diviso i tavoli separando le parti in due stanze da uan parte l’azienda e dall’altra il sindacato e le RSU.
Il rappresentante della regione decide un aggiornamento per le 16 al giorno successivo visto l’impossibilità di decisioni imminenti delle parti.
La mattina seguente assemblea con tutti i lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento di Trivolzio dove con votazione si decide di smantellare parte del presidio come gesto di buona volontà per trovare una intesa.
Alle 16,00 del 17 Febbraio 2012 in regione il legale dell’azienda presenta, visto il segnale positivo dei lavoratori di liberare i cancelli,la bozza di un accordo dove si prospetta un 12 mesi di CIGS e poi la deroga del termine della mobilità al 26 Febbraio 2013.
La bozza viene rivista e corretto in alcune parti sia dai sindacati che dall’azienda e alle 19,00 circa viene definito il testo definitivo.
L’importante era definire e chiudere “positivamente” per 130 lavoratori..
Alle ore 22,00 circa si è arrivati alla chiusura CON LE FIRME DEL VERBALE DI ESAME CONGIUNTO della procedura.
In sintesi per:
- i 130 lavoratori 12 mesi di CIGS e la mobilità volontaria fino al 26 Febbraio 2013 poi la mobilità per tutti i restanti
- per la SEA chiusura dello stabilimento di Trivolzio e risoluzione della procedura di mobilità per tutti i 130 lavoratori.
Rino fammi sapere se ti sono sufficienti queste mie due righe e quando e dove posso venire a trovarti.
Il mio contatto email e cell l’avete se è necessario sostegno per lottare e salvare i posti di lavoro sono disponibile.
Saluto tutti e a presto.
Edmondo Posa.
Ti ringrazio per la mail e per la tua sensibilità e disponibilità di lotta per difendere i diritti sindacali conquistati. Emotivamente sono molto amareggiato per le conclusioni della vertenza. Speravo in una risoluzione più efficace nella difesa dei 130 posti di lavoro. Con l’accordo raggiunto dopo il periodo di mobilità non si sà con certezza quale futuro avranno i dipendenti Elnagh. Personalmente ho fatto ben poco per voi. Un video su You tube che è stato di visto da 120 persone e pubblicato sul nostro sito l’evolversi della vertenza con le tue mail. Come circolo Prc di Vigevano ci impegneremo per la buona riuscita dello sciopero della Fiom del 9 marzo. Hasta la victoria siempre!
Compagni, chi lotta rischia di perdere ma chi non lotta, ha perso in partenza. Un saluto a tutti i lavoratori della Elnagh e un grande in bocca al lupo, stima e ammirazione per i compagni del PRC che hanno dimostrato di essere connessi al proprio territorio e le sue problematiche. hasta siempre compagni
nasser