Mese: marzo 2010

I Balcani in casa

Spero di no, ma quello che si profila dopo questa tornata elettorale, è un Paese che inizia a somigliare sempre più alla Jugoslavia Post-Tito.
La lega che conquista le regioni più importanti del nord, Il Pd che si barrica sull’ Appennino, ed un sud con subbugli ancora poco chiari, ma che potrebbe scivolare in tentazioni federaliste, delineano un futuro di conflitti sempre più localistici.
A tutto ciò si somma un’ opinione pubblica assente, culturalmente quasi analfabeta, e pericolosamente individualista a cui interessa poco di tutto.
Come ci siamo finiti in questa situazione non è dato sapersi, forse il caso, forse un’italia che non vuole essere unita e che inconsapevolmente serve il nostro territorio a potenze estere festanti.
Non sarebbe la prima volta.

Rico

Se il giornalismo spegne il cervello

Quale logica guidi l’ insigne giornalista Ilvo Diamanti, non è dato sapersi.
Nell’ articolo titolato “Se la televisione spegne la vita” una delle penne più autorevoli di Repubblica, elenca delle soluzioni, a lui plausibili, per porre fine all’ anomalia mediatica italiana.
Ecco la vera chiosa dell’ articolo, miracolo della confusione che serpeggia nel nostro paese, con catastrofi maggiori nelle fila dell’ elettorato di sinistra:
“Che si privatizzi la Rai. Che il mercato prenda il posto di un duopolio divenuto mono-polio.
Asfissiante e asfittico. ”
E quindi le medesime parole del Premier o della P2, o meglio dell’ establishment conservatore italiano, che si privatizzi la Rai.
Cosi domani ci si compra pure quella e il problema non si pone più.

Rico

Alessandro Di Maio. Perchè mi sono candidato in Rifondazione Comunista.

Alcuni giorni fa in un piccolo e molto carino locale di Parona mi hanno chiesto di volermi esibire in alcune serate di piano e voce… La cosa mi ha ovviamente fatto molto piacere, primo perchè chi me lo chiedeva era una bella ragazza, poi sono sempre felice quando mi chiedono di fare piano e voce… Mi sono subito chiesto però in un contesto del genere: un locale minuscolo dove oltre a me ed il pianoforte possono starci al massimo 20 persone compreso il barista, cosa potessi inventare per dare emozioni maggiori alla gente… il fatto che sia piccolo mi permette di incontrare la gente e di potergli quasi sussurrare nelle loro orecchie. Ho pensato di scrivere un piccolo spettacolo parlato e cantato al pianoforte… il tema? … beh quello è venuto da se ascoltando per caso una vecchia canzone di Jannacci. Lo spettacolo si chiamerà “roba de barbun” e parlerà di “strada e della gente che vi si incontra: ma la più umile… la più piccola.”…
La gente che io amo tanto e che mi piace guardare negli occhi per alcuni secondi senza dover deviare lo sguardo perchè è con quello sguardo che incontri davvero la gente… se c’è una parte della mia vita in una mia celebre canzone (non ispirata a me, vi tranquillizzo!) è proprio la ricerca dello sguardo altrui, chi mi conosce lo sa bene, a volte fraintesa e travisata.
Sono cresciuto povero. I sacrifici dei miei genitori e dei miei fratelli maggiori mi hanno permesso di studiare, i miei stessi sacrifici mi hanno riscattato poi anche economicamente ed ora che ho comprato una bella casa quasi autonoma, fuori dalle case popolari dove sono cresciuto, la gente mi manca ancora di più. Le voci semplici e meridionali dei lavoratori e dei loro padri ormai pensionati… l’odore di minestre semplice.. Tutto questo c’è ancora anche a Vigevano in certi condomini di lavoratori come quello in via degli orti in cui sono cresciuto.

Il locale di Parona è piccolo e mi permetterà di sussurrare alla gente le storie di barboni, lavoratori, prostitute e marinai che sto raccogliendo attraverso canzoni dei migliori cantautori…
il locale è piccolo come è piccola Rifondazione Comunista… ed anche essa mi permetterà a malapena di sussurrare nelle orecchie della gente… di quei 20 compreso il barista che forse mi voteranno al consiglio comunale le stesse storie di lavoratori, di immigrati e di poveracci…
Perchè c’è bisogno di un vero partito di vera sinistra al consiglio comunale. Qualcuno che non
abbia alcun problema a dire che si può essere comunisti anche solo per poesia… anche se
i nuovi tecnici trovassero tutto questo antico e se non prenderemo che i voti dei nostri parenti e di qualche amico… se anche il barista votasse a destra od un altro gruppo di pseudo sinistra (che però non può permettersi di esprimerlo chiaramente…) io continuerò coerentemente a parlare di gente e di poesia… di povertà e di poesia… di lavoratori e di disoccupati…
“roba de barbun” sarà il mio motto al consiglio comunale!

Metteteci lo ZioGiovane al consiglio comunale e vi prometto che appena entrerò in consiglio
mi videoriprenderò col telefonino mentre esordirò con un bellissimo: “CIAO CAVISSIMI !!!!!!”… promesso!!!!!

VOTA RIFONDAZIONE COMUNISTA
VOTA ROBERTO GUARCHI SINDACO
VOTA ALESSANDRO DI MAIO AL CONSIGLIO COMUNALE