Mese: settembre 2012

La Federazione della Sinistra del Consiglio Regionale Lazio pronti a dimettersi

“La Fds del Lazio è pronta a ritirare i propri rappresentanti dal Consiglio regionale, consapevole però, come le forze che hanno promosso l’iniziativa delle dimissioni, dell’estrema difficoltà di raggiungere il numero necessario per lo scioglimento del consiglio.

La Fds tiene a precisare di non essere presente nell’ufficio di presidenza, dove la minoranza è rappresentata solo da Pd e Idv, e che ha votato all’unanimità la delibera di aumento dei contributi per l’attività dei gruppi.

E’ ormai evidente a tutti come la pessima gestione della giunta Polverini, che ha messo “il carico da undici” alle politiche antipopolari dei governi Berlusconi e Monti, sia inquinata anche da un uso privatistico dei fondi destinati all’attività politica. La magistratura si occuperà di accertare le responsabilità in questo senso, per quanto ci riguarda tutti possono verificare sul nostro sito il bilancio del gruppo. I prossimi giorni sarà discussa la mozione di sfiducia, alla giunta Polverini, presentata da tutta l’opposizione, è necessaria una mobilitazione dal basso in tutto il territorio, per rafforzare la richiesta di dimissioni di un governo regionale che è una vergogna per tutti gli abitanti del Lazio”. E’ quanto affermano il capogruppo e il consigliere regionale della Federazione della Sinistra, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile.

Anche in Brianza si lotta contro la devastazione del territorio con inutile autostrade

Federazione della Sinistra - Monza e Brianza
Domenica 30 settembre 2012 – Desio
NO Pedemontana
Per la Brianza e per il paese un’altra mobilità è possibile !!!

Manifesto No Pedemontana

Da quasi 70 anni è in corso un delirante progetto di cementificazione del nord della Brianza; oggi questo progetto si materializza con un’autostrada di circa 157 km. che dovrebbe collegare gli aeroporti di Malpensa e di Orio al Serio.

Sarà una striscia di cemento e asfalto che occuperà, consumandolo, circa 12 km2 del già cementificato territorio brianzolo.

  • Questa opera devasterà parte dei 5 parchi sovracomunali producendo ulteriore danno nel danno.
  • Il traffico generato sarà causa di ulteriore inquinamento vanificando gli sforzi, che molti comuni stanno facendo, per la viabilità leggerà e sostenibile.
  • Come tutte le grandi opere c’è il rischio concreto che siano portatrici di malaffare e di infiltrazioni mafiose.

OPPORSI NON E’ SOLO UN FATTO DI CIVILTA’ MA SIGNIFICA LOTTARE PER UN MODELLO SVILUPPO ALTERNATIVO CHE STIMOLI L’USO DEL MEZZO PUBBLICO E DELLA FERROVIA.

Bisogna cioè intensificare le opere di connessione della Brianza al nord Milano (MM1 – MM2 e MM5) e riprendere il cosiddetto “protocollo del ferro” e lì investire. Ad esempio, ripristinare la metrotramvia Milano-Limbiate e la Milano–Seregno e disporre per i pendolari materiale rotabile decente, con maggiori frequenze ed in orario.

La Federazione della Sinistra Monza e Brianza aderisce ed invita i cittadini a partecipare il 30 settembre a Desio dalle ore 15:00 alla grande manifestazione contro la Pedemontana.

Con lo stesso impegno e con la stessa determinazione siamo impegnati con i comitati che si oppongono ad un altro orrore viabilistico: la TANGENZIALE ESTERNA EST MILANO (TEEM). In coerenza con quanto stiamo facendo con il sostegno dal popolo della Val Susa in lotta da più di vent’anni contro la TAV.

Presidio a Mortara contro l’autostrada Broni – Mortara

Martedì 25 settembre nella sala consiliare del comune di Mortara alle 14,30 ha inizio la prima Conferenza di Servizi per il 2 tratto dell’Autostrada Broni-Stroppiana.
Per sostenere i sindaci Lomellini e la Provincia di Pavia che sono contrari all’autostrada il Coordinamento dei Comitati contro la Broni-Mortara ha indetto un presidio che chiede una presenza di circa 1 ora dalle 14 alle 15 davanti al comune di Mortara in piazza Martiri della Libertà. E’ la prima volta che una Conferenza di Servizi della Regione Lombardia si tiene non a Pavia ma a Mortara.

Come saprete in Lomellina i sindaci, tranne Castello d’Agogna, si sono dichiarati contrari a questo 2 tratto.

Per il 1 tratto risultano ancora favorevoli pochi comuni. A quest’ultimi chiediamo di analizzare a fondo i 3600 file del 1 tratto e i 5000 del 2 tratto per potere poi spiegare pubblicamente, ai propri concittadini, agli abitanti della Lomellina, le ragioni del loro sì al di là del solito ritornello <porta sviluppo>.

PER SOSTENERE IL NO DEI SINDACI E DELLA PROVINCIA DI PAVIA CI TROVIAMO MARTEDI’ 25 settembre alle 14 DAVANTI AL COMUNE DI MORTARA, PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA’..

Presidio a Mortara contro l'autostrada Broni – Mortara

Martedì 25 settembre nella sala consiliare del comune di Mortara alle 14,30 ha inizio la prima Conferenza di Servizi per il 2 tratto dell’Autostrada Broni-Stroppiana.
Per sostenere i sindaci Lomellini e la Provincia di Pavia che sono contrari all’autostrada il Coordinamento dei Comitati contro la Broni-Mortara ha indetto un presidio che chiede una presenza di circa 1 ora dalle 14 alle 15 davanti al comune di Mortara in piazza Martiri della Libertà. E’ la prima volta che una Conferenza di Servizi della Regione Lombardia si tiene non a Pavia ma a Mortara.

Come saprete in Lomellina i sindaci, tranne Castello d’Agogna, si sono dichiarati contrari a questo 2 tratto.

Per il 1 tratto risultano ancora favorevoli pochi comuni. A quest’ultimi chiediamo di analizzare a fondo i 3600 file del 1 tratto e i 5000 del 2 tratto per potere poi spiegare pubblicamente, ai propri concittadini, agli abitanti della Lomellina, le ragioni del loro sì al di là del solito ritornello <porta sviluppo>.

PER SOSTENERE IL NO DEI SINDACI E DELLA PROVINCIA DI PAVIA CI TROVIAMO MARTEDI’ 25 settembre alle 14 DAVANTI AL COMUNE DI MORTARA, PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA’..

Fiat chiude ma Fabbrica Italia continuerà ad ammazzare i diritti

Autore: Fabio Sebastiani

Cinque ore di colloquio per non portare a casa niente. L’incontro di ieri tra il Governo e la coppia Sergio Marchionne e Lapo Elkann, vera e propria triste parodia di “Attenti a quei due”, è stato un autentico disastro. Un disastro per il Bel Paese, ma soprattutto per i lavoratori della Fiat. Bene che vada si andrà avanti a quote crescenti di cassa integrazione. In più, rottamazione di qualche linea di produzione e aiuti sui mercati stranieri.  Nessuno che abbia chiesto il conto a Marchionne, ovviamente. Di investimenti, poi, non c’è nemmeno l’ombra. Per Melfi e Pomigliano ci si attacca addirittura ai fondi europei. Così siamo rassegnati al declino. Solo che prima delle elezioni non si può dire. “Bisogna lavorare per l’export” ripete stancamente l’Ad di Fiat, rimettendo in campo un vecchio leit motiv il cui obiettivo è in realtà il costo del lavoro. Il Governo da parte sua non ha il becco di un quattrino. E non lo nasconde. Si chiude quindi? La prospettiva è quella del congelamento, per ora. Si tira a campare. A pagare saranno sempre i soliti, che non solo si ritroveranno senza una busta paga degna di questo nome e con la prospettiva del licenziamento, ma dovranno sopportare un regime normativo da “stato di polizia”. E intanto si pensa a come spolpare il cadavere. Non è proprio tutto da buttar via in fondo. Intanto, nessuno ha detto che Fabbrica Italia, ovvero tutto l’apparato di regole contrattuali e “relazioni sindacali” viene messo da parte. Anzi, a quanto sembra Mario Monti è pronto a farne la base per il cosiddetto “Patto per la produttività”. Alcuni passaggi raggiunti nel nuovo accordo dei chimici, per esempio, sono molto illuminanti: congelamento degli aumenti retributivi e part time imposto ai senior vicini alla pensione in cambio di una estensione della precarietà per chi verrà assunto; nonché, deroghe a non finire al contratto nazionale. La Cgil per il momento ha sospeso il giudizio e il segretario della Filctem-Cgil si è addirittura dimesso dopo la firma. Insomma, siamo all’applicazione dell’accordo del 28 giugno, articolo 8 (quello dettato dalla Fiat al ministro Sacconi) compreso.

Monti si frega le mani, ovviamente. Non gli pare vero poter “addottare” in pieno il modello Fabbrica Italia senza dover portare in giro l’odiatissima faccia di Sergio Marchionne. Ora si apre una partita interessante che vede al centro ancora una volta il sindacato, e la Cgil in particolare, da una parte; e dall’altra alcune grosse crepe che si stanno aprendo nel fronte imprenditoriale. Per il momento siamo alla rissa generale (come scrive Ettore Livini su Repubblica). Monti l’ha capito ed è pronto a fare il punto di riferimento per la ricerca di un nuovo equilibrio. La Cgil dovrà invece ancora fare i conti con un fronte unitario letteralmente a pezzi. A lei decidere se il quadro si può ricomporre inseguendo la Cisl sul suo terreno oppure se occorre cambiare passo. In fin dei conti l’occasione c’è. Nei lunghi mesi che ci separano dalle elezioni si potrebbero tornare ad agitare elementi di contenuto che farebbero impallidire il nulla pneumatico delle segreterie dei partiti. Quegli elementi concreti che riguardano la condizione materiale delle persone che nessuno ha mai voluto prendere seriamente in considerazione.


Vandalizzata la macchina di una compagna dei Giovani Comunisti di Pavia

COMUNICATO NAZIONALE DI SOLIDARIETA’ ALLA COMPAGNA ALTRUI

“Durante la notte, la macchina di una compagna dei Giovani Comunisti di Pavia, Roberta Altrui, dirigente provinciale e regionale della giovanile e del Partito della Rifondazione Comunista, è stata trovata vandalizzata con delle spranghe. L’auto ha i vetri distrutti e la carrozzeria rigata.
La nostra compagna, impegnata da anni in prima linea nella lotta contro il neofascismo, insieme ad altri GC pavesi, è stata protagonista della manifestazione antifascista di massa, che è seguita ad una nuova ondata di aggressioni squadriste in città.
L’atto intimidatorio ai anni della nostra compagna, precede la venuta di Roberto Fiore a Spessa po prevista per sabato 22 settembre. Le autorità pubbliche consentono a forze eversive, che non si ric

onoscono nella Costituzione e nelle leggi dello Stato, di sfilare e compiere impunemente aggressioni ed initimidazioni ai danni delle forze giovanili, operaie ed antifasciste.
Con questa nota, l’intera organizzazione nazionale dei Giovani Comunisti solidarizza con la propria compagna e si impegna a costruire eventi locali ed una mobilitazione regionale in Lombardia per sostenere i GC e tutti gli antifascisti pavesi.
Le aggressioni e le botte dei fascisti, sono la risposta del capitalismo alla lotta di classe. Non dimentichiamo gli insegnamenti della Resistenza italiana.
Non daremo tregua al fascismo!”

Daniele Maffione – Responsabile Antifascismo, Direzione nazionale Giovani Comunisti

Castelnuovo Scrivia: Prima grande vittoria contro lo schiavismo

E’ solo un primo passo – ma davvero importante -nella lunga , infinita e complicatissima vertenza della lotta dei braccianti di Castelnuovo Scrivia che in questi mesi estivi ha riempito le pagine dei media nazionali e che ha consentito l’apertura delle indagini della Procura di Torino, affidate al Giudice Guariniello. Ieri la buona notizia: è arrivato il parere positivo alla richiesta di permesso di soggiorno per tutti i lavoratori irregolari ex dipendenti della ditta Lazzaro che hanno denunciato la riduzione in schiavitù ( azione portata avanti dalla Cgil e dall’Asgi in seguito alla lotta e alle testimonianze dei migranti). Ne siamo davvero felici e, pur non nascondendoci che restano molti problemi ancora da affrontare, dalla reale ricollocazione lavorativa (oggi per soli 3 mesi e a carico della Provincia), alla riscossione degli arretrati dovuti per tutti i lavoratori (procede il lavoro del sindacato con le vertenze individuali) e alla necessità di fare un’ampia ed approfondita riflessione sulle condizioni lavorative dei braccianti nelle nostre campagne, ci pare davvero un passo importante perché evidentemente riconosce la fondatezza della denuncia.
A seguito di questa vicenda nella nostra zona oggi si profilano meno nero, più assunzioni, controlli sulle condizioni lavorative e maggiore coscienza dei propri diritti. Occorre però tenere alta la guardia e l’attenzione sia sul caso Lazzaro (e sui suoi sviluppi) sia sulle condizioni lavorative del bracciantato nella provincia di Alessandria, come testimonia anche l’enorme afflusso di migranti clandestini che approdano ogni giovedì allo sportello legale del Presidio di Castelnuovo Scrivia.. molti chiedono informazioni sulla “sanatoria”, altri denunciano lavoro sommerso e condizioni lavorative pesanti..sono davvero tanti.
Come Prc Tortona auspichiamo che le indagini su questo caso facciano il loro corso e restino in mano alla Procura di Torino e che venga fatta piena luce sulle responsabilità di una vicenda così grave.
Speriamo che tutto ciò si concluda con la riappropriazione dei diritti per cui questi lavoratori hanno lottato e lottano con determinazione ; un primo importantissimo passo è stato fatto, ora vedremo il resto.
Se mettersi in gioco fino in fondo – con relativo carico di polemiche, denigrazioni e denunce- è servito anche solo in parte a sottrarre questi uomini e queste donne ai Cie e alle espulsioni, alla schiavitù, e a mantenere un po’ più di attenzione su quello che succede nel lavoro in campagna..bene, pensiamo ne sia valsa la pena. Ne vale la pena.
PRC TORTONA

Alla Lagor, si applica la riforma Fornero

di Nicolò Ollino

Alla Lagor di Cerro Tanaro, provincia di Asti, si applica la Riforma Fornero del lavoro. Deteniamo infatti il triste primato della prima città che licenzia, dopo lo scassinamento dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, per motivazioni economiche quindi oggettive ed incontrollabili quindi molto spesso false e discriminatorie. Come è successo per esempio nel caso di Vittorio Gaffodio, 45 anni, Rsu FIOM/CGIL (come un altro licenziato, il terzo ad ogni modo è un ex FIOM, insomma: dei rompicoglioni da far fuori). A Vittorio il medico prescrisse l’impossibilità di svolgere il turno di notte in azienda per problemi di salute ma Vittorio da quando lavorava li alla Lagor afferma di aver fatto al massimo una settimana complessiva nel giro di vari anni di turno di notte.

Fatto sta che qualche giorno dopo la trascrizione del referto medico arriva la convocazione del lavoratore e la comunicazione di pre-licenziamento, abbinata alla promessa di un indennizzo, di qualche mese di assegno di disoccupazione. Ora si è in attesa della comunicazione del licenziamento vero e proprio e intanto la FIOM di Asti grazie alla prontezza e tenacia dei compagni dirigenti locali Bonaudi e Morabito ha fatto partire la querelle legale e ha dato risonanza mediatica alla tragedia sociale di cui stiamo trattando, prendendo anche parte a trasmissioni nazionali come L’Ultima Parola e L’Infedele.
Queste cose Bonaudi (Segr. Prov. FIOM) e Gaffodio le hanno raccontate al PRC di Asti il 16 di Settembre al dibattito conclusivo di una splendida Festa Rossa Provinciale molto partecipata, dibattito seguitissimo cui prendemmo parte anche Paolo Ferrero ed io, analizzando la crisi e le false risposte che il governo da alla crisi, aggravandola giorno dopo giorno.
Stamattina, mercoledì 19 Settembre, la FIOM ha indetto un’assemblea a Cerro Tanaro con corteo di protesta davanti alla Lagor. Nella grande affluenza di lavoratori, curiosi, cittadini ed esponenti politici e sindacali, spiccava una folta e preparata delegazione di Rifondazione, FdS e Giovani Comunisti. Noi saremo con questi lavoratori nella loro e nostra lotta, non li lasceremo soli, continueremo più che mai l’opposizione contro il Governo dei banchieri e dei padroni che non fa altro che addossare il costo della crisi sulle spalle dei più deboli e quindi non fa altro che generare disagio sociale come quello che ora affligge le famiglie dei tre licenziati in tronco. Ribatteremo al tentativo di intimidazione e di instaurazione di un clima di terrore da servitù della gleba e quando la lotta si farà più dura ci ricorderemo le parole di Vittorio “mi hanno licenziato perché sono della FIOM e mi son sempre fatto valere, ma tornassi indietro farei tutto di nuovo come ho fatto”.

Segretario PRC Asti

Operai PRC Pomigliano: Oggi inizia l'autunno caldo! Alla larga i politicanti

Stamane è ripresa la mobilitazione a Pomigliano d’Arco. I cassintegrati FIAT dello stabilimento napoletano hanno deciso di sfilare in corteo per le vie della città di Pomigliano per raggiungere il comune cittadino – reo di aver appoggiato il piano Fabbrica Italia ed il “referendum” proposto da Marchionne – per poi proseguire la mobilitazione sotto la sede della UILM e successivamente organizzando un blocco stradale.
“E’ solo l’inizio di un autunno caldo” dichiara il segretario del circolo PRC di fabbrica Domenico Loffredo che prosegue: “oggi abbiamo avuto modo di vedere il livello di rabbia espresso dai lavoratori, con momenti di tensioni sotto il comune e il lancio di uova alla sede UILM, ma la mobilitazione è appena iniziata, proseguirà già a partire da domani”.
Sulle prospettive della lotta poi aggiunge: “Abbiamo bisogno di chiarezza sul piano di Marchionne, ci sorprendono le esternazioni di diversi esponenti politici che sembra siano caduti dalle nuvole. Eppure sono anni che noi appoggiamo le tesi della FIOM rispetto al fallimentare piano di FIAT per il rilancio del settore auto in Italia. Si vede che si avvicinano le elezioni, ed ora tutti si preoccupano dei lavoratori! Noi confidiamo sulla classe operaia, non ci faremo fregare da questi pseudo politicanti dell’ultima ora. Solo alcune forze politiche possono rivendicare insieme ai lavoratori una nuova fase e noi siamo tra questi per il nostro impegno costante in questa importante vertenza.
Il governo si assuma le sue responsabilità programmando una via d’uscita, che per noi è strettamente legata al lancio di nuovi modelli ecosostenibili. Se FIAT non ha soluzioni adeguate si proceda alla nazionalizzazione sotto controllo operaio di un’ azienda regalata anni fa alla famiglia Agnelli”.-Il circolo PRC FIAT AUTO Pomigliano D’arco-

Oltre le sbarre – progetto di adozione a distanza delle famiglie dei detenuti politici in Turchia

Cari amici, care amiche che avete a cuore la causa kurda,

il progetto delle adozioni a distanza delle famiglie di detenuti politici  (progetto “Oltre le sbarre”, come da allegato) che portiamo avanti dal 1999
insieme alle organizzazioni della società civile kurda e turca (che ci forniscono i nominativi delle persone da affidare) e che riguarda 111  famiglie adottate da altrettante famiglie e/o associazioni italiane, oggi sta conoscendo un momento di particolare difficoltà per i rinnovi (scadono ogni anno),
dovuto forse a situazioni di crisi e difficoltà economiche.

Però ci sembra particolarmente importante mantenere in vita questo progetto, vista la situazione che si è prodotta nel Kurdistan turco: ad oggi sono ben
10.000 i prigionieri politici in Turchia e decine d’altri vengono arrestati quotidianamente. I nuovi detenuti dell’ “operazione KCK” sono in gran parte
sindaci, parlamentari, giornalisti, avvocati, studenti, attivisti dei diritti umani ed altri. In breve, sono detenuti 5 parlamentari kurdi, 34 sindaci, 104 giornalisti, oltre 700 studenti, più di 2.000 bambini e migliaia di attivisti all’interno delle sovraffollate carceri turche, molti di loro senza processo.

Il progetto “Oltre le sbarre” vuole andare avanti sostenendo tutte le famiglie in affido: il contributo di 31 euro mensili (372 annuali) serve come sostegno economico minimo alla famiglia, serve per affrontare i lunghi spostamenti dei famigliari per raggiungere i loro parenti in carcere e serve per pagare i legali.

Per questo vi chiediamo di attivare un’adozione a distanza (da soli, se potete, o in gruppo, basta volerlo!) o dare continuità agli affidi che avete già a Vs. carico.

Sarebbe un peccato rinunciare, noi che in Italia e in Europa siamo stati i primi, proprio nel momento in cui altri si stanno attivando in questo senso, seppur con solo lettere di solidarietà (progetto Nameyen Pistgiri).

Faccio un appello perchè questa mia mail susciti un dibattito e delle risposte.

Spas, un abbraccio,

p. l’associazione
Antonio Olivieri