Mese: dicembre 2012

APPOGGIO E SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI DI “ INSIEME PER PAVIA” VITTIME DI INTIMIDAZIONI CRIMINALI

Già il nostro Comitato Politico Federale , riunitosi a Pavia il 28 dicembre aveva deciso di esprimere vicinanza e solidarietà ai compagni Veltri, Maurici e Giovannetti per le intimidazioni subite nei giorni scorsi. Il consigliere comunale di Pavia Veltri ha avuto la macchina incendiata, l’Avvocato Maurici ha subito, sul portone dello studio, il disegni di croci minacciose. Giovannetti ha avuto l’abitazione messa a soqquadro. Ora si aggiunge il tentativo di incendio, chiaramente doloso, ancora nell’abitazione di Giovanni Giovannetti.

Queste tre persone hanno in comune il fatto di essersi spese in importanti battaglie sul terreno della lotta contro le infiltrazioni mafiose a Pavia, contro le speculazioni edilizie e per la salvaguardia del territorio. Queste battaglie, alle quali il Partito della Rifondazione Comunista ha cercato di dare il suo contributo, avevano portato ad alcuni importanti risultati. E’ chiaro che ci dovranno essere indagini accurate, ma riteniamo che la radice delle intimidazioni rivolte contro queste persone sia da ricercarsi proprio nella loro meritoria attività. Il Partito della Rifondazione Comunista che , ricordiamolo, ha avuto, come lista alleata, la lista di “insieme per Pavia” nelle elezioni provinciali del 2011, oltre a impegnarsi sempre più a fondo nella medesima lotta dei compagni colpiti dalle intimidazioni di stile mafioso, fa appello ai cittadini e a tutte le forze che hanno a cuore una città “che resiste”, perché siano stroncati tutti questi episodi.

Per la federazione Provinciale di Pavia

del Partito della Rifondazione Comunista

Il Segretario

Giuseppe Abbà

la-casa-in-fiamme

Solidarietà e vicinanza con Giovannetti contro il vile attentato mafioso

Apprendiamo solo ora che, stanotte la casa di Giovanni Giovannetti è stata data alle fiamme e rimaniamo davvero sconvolti dalla villania tipicamente mafiosa di questo ennesimo atto intimidatorio nei suoi confronti e nei confronti dei suoi due sodali Maurici e Veltri. Dove il primo si è trovato dipinta la croce a morto sulla porta del suo studio per ben due volte non più di un mese fa e il secondo con la macchina ridotta ad un mucchio di cenere qualche giorno addietro. Ci pare di vivere in una “Zona Franca” dove le leggi vengono dettati dai criminali più violenti in barba al rispetto delle regole e della convivenza civile. Viviamo in una società dove i cittadini onesti si trovano quasi soli a doversi difendere da questa sorta di giungla urbana dove vige la legge del più violento. Rifondazione Comunista Pavia esprime la sua piena solidarietà e vicinanza a Giovannetti, Maurici e Veltri e chiede a questa città un sussulto d’orgoglio. Una risposta democratica e civile ma ferma e decisa. Se oggi lasciassimo Giovanni, Franco e Walter da soli, domani sarebbe troppo tardi anche per noi. Una risposta dalla città va data contro questi atti e le persone devono mettere la propria faccia per dire no a tutto questo. Si tratta della nostra città e del modo con cui la nostra comunità ha deciso di convivere, non possiamo lasciarla alla mercé di un branco di predoni senza scrupoli e in balia alle mafie.

Rifondazione Comunista Pavia

Gli auguri di fine anno di Rifondazione Comunista

Buona fine d’anno compagne e compagni. Buon anno nuovo. Abbiamo bisogno di tutte e tutti voi, come sempre, per fare in modo che la sinistra comunista, che Rifondazione Comunista sia protagonista dell’azione politica e sociale dei prossimi mesi.
Saranno settimane durissime, in cui la nostra organizzazione dovrà fare del suo meglio per contribuire in modo fattivo all’affermazione di “Rivoluzione Civile”.
Siamo convinti che la lista otterrà un grande risultato perché è l’unica lista di sinistra che possa votare chi vuole dire di NO alle politiche di Monti per il futuro e a chi non si accontenta delle grada del primo populista di turno che non dice mai una parola sul lavoro e non si schiera mai con i lavoratori e le lavoratrici.
Avanti, dunque, compagne e compagni nel 2013 per fare della sinistra italiana nuovamente un luogo di partecipazione sociale, democratica, antifascista, laica e anticapitalista.
BUON ANNO DI CUORE!!!

Auguri di buon anno a Josè Mujica

Mentre i leader di altri paesi poveri vivono in lussuosi palazzi e i parlamentari risiedono in suite di hotel a 5 stelle, il presidente dell’ Uruguay, Josè Mujica, primo presidente al mondo ad aver donato il 90% del suo stipendio ai poveri, vive in un antico casale situato a pochi chilometri di distanza dalla capitale .
77 anni, vegetariano, vive con sua moglie e il suo cane a tre zam pe in una casa colonica semi fatiscente e il il bene più prezioso in possesso di questo contadino part-time è il suo vecchio “maggio lino”.
Il carismatico presidente uruguaiano José Mujica si è rifiutato di adattare il suo stile di vita alle “trappole della ricchezza “ che deri vano dall’essere la figura più potente del paese.
Non vi è alcuna possibilità che si verifichino a suo carico scandali per spese non giustificate o per evasione fiscale poiché trattiene per sé a malapena il 10% dello stipendio (circa 7.500, cioè molto meno di un insignificante consigliere regionale o di uno oscuro deputato italiano) mentre il 90% lo devolve ai bisognosi!
Senza scorta e cortei di auto blindate, l’unico segno del suo importante ruolo è rappresentato dalla coppia di agenti di polizia che fanno guardia fissa alla fine del suo viottolo di casa..
Josè Mijuca, ex della sinistra rivoluzionaria, in un’intervista alla BBC ha candidamente dichiarato: “Mi chiamano il presidente più povero del mondo, ma io non mi sento povero. I poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso e vogliono sempre di più. E’ una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c’è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi”.

Ingroia, Gino strada: “Una persona onesta e degna della massima fiducia”

“Non voto da trent’anni. Mi piacerebbe tornare a farlo, questa volta. Ma devo ancora decidere”. Gino Strada, il fondatore di Emergency, in questi giorni è a Khartum, la capitale del Sudan, dove segue il centro di cardiochirurgia. Il suo nome è stato fatto da Antonio Ingroia, tra i possibili candidati della lista per il “Quarto Polo”. E lui non sembra voler rispedire al mittente la proposta. Alessandro Gilioli ha ospitato una sua intervista sul suo blog.

“Per quello che lo conosco, Ingroia mi sembra una persona onesta e degna della massima fiducia – dice Strada -. Sto seguendo questo movimento arancione con interesse. Mi interessa soprattutto che ci sia una forza politica che metta al centro del suo programma e delle sue pratiche concrete la pace e i diritti del cittadino. Comunque, vedremo”. Parole confortanti che non mancano però di mettere l’accento su una delle questioni più delicate, quella della formazione delle liste. “Se vedessi che questo movimento arancione diventa un centro di raccolta differenziata dei trombati delle ultime elezioni e dei loro apparati, diciamo che smetterebbe di interessarmi”. Il ragionamento è sulla ferita che nel governo Prodi/2006 ha prodotto la vicenda della partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan. “All’indomani della grande manifestazione di Roma per la pace – dice nell’intervista a Gilioli – nel 2006, il centrosinistra è andato al governo e ha confermato la scelta della guerra. Inclusi alcuni dei politici che erano con noi a quel corteo”. “L’Italia è in guerra da più di dieci anni – aggiunge Strada – e nessuno dice niente. Una cosa inimmaginabile in nessun Paese civile. Ma lo sa lei che ogni anno spendiamo un miliardo di euro per tenere quattromila soldati in Afghanistan? Un miliardo di euro! Io non so come possano accettare questa cosa le persone che non hanno un lavoro o una casa, che non arrivano alla fine del mese”.

Quarto giorno di lotta nel Sulcis

Dalla politica per gli operai nel Sulcis nessun segnale, ma arriva con forza la solidarietà di Paolo Ferrero, Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista: “La giornata di Natale i lavoratori della ex Rokwool l’hanno passata murati vivi dentro una miniera di Iglesias, nel Sulcis. Stanno lottando contro la regione che prima ha firmato un accordo per reinserirli nelle aziende di bonifica del sito minerario e poi gli ha proposto una assunzione di una azienda che non da alcuna garanzia di continuità produttiva. I lavoratori – continua il Segretario – hanno giustamente rifiutato e adesso la giunta regionale di destra sta facendo una campagna stampa contro i lavoratori dicendo che rifiutano il lavoro. Oltre al danno la beffa! Denunciamo questa situazione intollerabile in cui la giunta regionale vuole mantenere precari i lavoratori solo per poterli ricattare, anche sul piano elettorale”.

Tanta è anche la solidarietà da parte delle persone.
“Ma non è quella che cercavamo – spiega Ivano Sais, ventiduenne di Villamassargia, portavoce della protesta dei “Figli della Crisi. – La gente si ferma, ci porta di tutto, capisce il nostro messaggio e la nostra protesta pacifica. Qui ci alterniamo, siamo una cinquantina ma le adesioni stanno aumentando, non solo dal Sulcis. Per venerdì prossimo – aggiunge – si sta organizzando una iniziativa con operai, artigiani, commercianti del territorio. E poi – continua – siamo sempre in contatto con i lavoratori della Rockwool che stanno lottando come noi. A casa i nostri genitori ci seguono con preoccupazione, ma anche tanto orgoglio. Sono ovviamente giu’, avrebbero voluto passare con noi le feste, ma condividono la nostra decisione. Dobbiamo stare qui, lottare e far capire che questa e’ la nostra terra e da qui non vogliamo essere costretti ad andare via”.

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