Mese: giugno 2013

Il Sultano è nudo

POLITICA

Dunque il Tribunale di Milano non ha ritenuto credibile che Berlusconi – telefonando nottetempo in una caserma del capoluogo lombardo – volesse semplicemente scansare all’Italia un incidente diplomatico con l’Egitto per avere mancato di riguardo a quella che l’ex premier spacciava per la nipote di Mubarak; non ha creduto altresì – a differenza della maggioranza parlamentare della scorsa legislatura – che lo stesso ex premier fosse convinto di questa colossale bufala; non si è bevuto le menzogne prezzolate di karima “Ruby” el Mahroug e delle “Olgettine” sfilate davanti ai giudici per contraddire tutto quanto le intercettazioni avevano registrato dei loro più che eloquenti colloqui privati . Concussione e prostituzione minorile conclamate, dunque, per sette anni di carcere e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Sarà anche solo il primo grado di giudizio, ma è un colpo da fare stramazzare un cavallo, perchè si salda alla condanna a cinque anni confermata in appello  dai giudici del processo Mediaset e precede prossimi non meno rilevanti appuntamenti giudiziari, a partire da quello di Napoli per corruzione e compravendita di parlamentari.

Benché la cosa non stupisca neppure più, considerando quale verminaio sia diventata la Destra del nostro Paese, destano ugualmente raccapriccio le reazioni di compari, famigli, corifei allevati alla corte del Sultano che ora strepitano come ossessi cianciando di “democrazia oltraggiata” (Galan), di processo politico che “neppure avrebbe dovuto essere celebrato” (Santanché).  Ma la cosa più grave (e davvero intollerabile) l’ha vomitata il piduista Fabrizio Cicchitto (tessera 2232 della loggia del venerabile Maestro Licio Gelli) che ha commentato il giudizio dei magistrati come una “sentenza da Tribunale speciale”. Cicchitto sa cosa fu il Tribunale speciale, sa quale fosse il regime che ignobilmente serviva e sa chi e come e perché dovesse perseguitare. Paragonare il feudatario di Arcore agli uomini e alle donne caduti sotto i colpi del fascismo è una porcheria che bisognerebbe fargli ingoiare insieme ai denti. Ma lui non se ne cura, neppure per decenza, così la lingua va via sciolta. Il megafono del Capo parla oscuramente del “complotto editoriale-finanziario” che avrebbe guidato la mano dei giudici, “criminalizzando insieme a Berlusconi nove milioni di italiani”. Parla di “anomalia dell’italia rispetto al resto d’Europa”, non rendendosi conto che è proprio Berlusconi “l’anomalia” che fa del nostro paese un “unicum” in Europa.

Ora tutti si interrogano sulle conseguenze politiche della sentenza. Berlusconi farà saltare il governo oppure tirerà dritto sperando di convincere il Pd ad una soluzione (sempre meno immaginabile) che lo tiri fuori dai guai. Certo è che se la tesi dei “falchi ” dovesse prevalere e il Pdl aprisse la crisi, vorrebbe dire che il Pd è davvero baciato da una immeritata fortuna e che gli si offrirebbe una doppia chance: quella di chiudere l’alleanza con la destra e di riconsiderare la propria politica di alleanze, tornando a guardare verso il gruppone grillino per provare a tirar fuori qualcosa di decente. Ma per dare corpo a questa ipotesi, non del tutto peregrina, bisognerebbe avere in testa un’altra politica, un’altra linea, diverse da quelle a cui i Democrat hanno immolato la propria sorte.

Dino Greco

in data:24/06/2013

Il patto “faustiano” che il Sultano vuole fare col Pd

POLITICA

Il patto “faustiano” che il Sultano vuole fare col Pd

Ci risiamo. Dopo la sentenza della Consulta che dichiara insussistente il “legittimo impedimento” rivendicato da Berlusconi per ostacolare l’iter del processo Mediaset, toccherà alla Suprema Corte, presumibilmente entro l’inverno, chiudere il cerchio. Se – come pare probabile – le condanne di primo e secondo grado saranno confermate, diventerà operativa anche la sanzione accessoria che prevede l’interdizione perpetua del capo del Pdl dai pubblici uffici. L’articolo 66 della Costituzione prevede tuttavia che sia il Senato, cioè il ramo del parlamento ove siede il Caimano, a doverne confermare col voto la decadenza, spalancandogli contemporaneamente le porte del carcere.
L’uomo ora si indigna ed inveisce contro il “complotto persecutorio delle toghe rosse”, ma capisce che le urla e gli strepiti dei suoi “famigli” non lo porteranno lontano. E allora, da consumato piazzista (e da profondo conoscitore dei propri interlocutori e delle loro debolezze) tenta un baratto con il Pd. Che più o meno suona così: “Voi mi garantite che quando verrà l’ora vi opporrete alla mia decadenza; ed io – lealmente – garantirò la continuità del governo Letta-Alfano.
L’asimmetria della posta oggetto del possibile scambio è a dire il vero clamorosa: perché ognuno può capire come il sostegno all’esecutivo dovrebbe dipendere dalla realizzazione di un programma condiviso e non già dal salvacondotto eventualmente offerto all’ex premier per neutralizzare gli esiti delle sue disavventure giudiziarie. Ma che Berlusconi ponga il proprio interesse personale al di sopra di ogni altra cosa, ivi compresi i destini dell’Italia e degli italiani, è cosa nota sin dalla sua “discesa in campo” nel lontano 1994.
Dunque la strada è tracciata. E da qui in avanti, fra blandizie, minacce, ricatti, dovremo attenderci di tutto. Perché tutto sarà tentato.
Il 9 luglio andrà in scena un’anteprima, quando a palazzo Madama comincerà la discussione sull’ineleggibilità di Berlusconi. Ma su questo il Pd si è già pronunciato: voterà contro, malgrado il mastodontico conflitto di interessi che rende la posizione dell’ex premier un “unicum” nel mondo politico occidentale e benché il dissenso in casa democratica sia più forte di qualche semplice mal di pancia. In ogni caso, salvo sorprese, quello scoglio verrà superato. Ma altra e diversissima cosa sarà quando il Senato, con tre livelli di giudizio alle spalle e una sentenza passata definitivamente in giudicato, dovesse assumersi la responsabilità di vanificarne il responso, salvando di nuovo Berlusconi, sulla cui testa potrebbero nel frattempo cumularsi altre condanne, nel processo Rubi, per concussione e prostituzione minorile e in quello di Napoli, per corruzione e compravendita di parlamentari.
Come farebbe il Pd a reggere una prova simile senza scontare un contraccolpo nell’opinione pubblica di area progressista e una rivolta della propria base dalle conseguenze catastrofiche?
Se lo chiede anche un anonimo senatore democrat che confessa al cronista di Repubblica: “Se io voto per mandare al macero una sentenza definitiva contro Berlusconi, poi mi devo dare alla macchia. Con che faccia mi presento nel mio collegio? Non potrei nemmeno passeggiare per strada. Non esiste, il baratto che ci propone il Cavaliere non può essere accettato”.
Eppure ci sono altri, nel board di quel partito, che sarebbero pronti a qualsiasi acrobazia. E dal Colle stesso potrebbe venire qualche “consiglio” in termini di realpolitik. La vicenda politica italiana – come per un inestinguibile sortilegio – continua ad essere inchiodata alle sorti dell’uomo che volle farsi re. Ma il destino, in queste cose, non c’entra per nulla. Il Sultano di Arcore non ha fatto tutto da solo. Vi hanno concorso, in misura decisiva, la pulsione autodistruttiva della sinistra, la sconfitta “storica” del movimento operaio ridotto alla più desolante marginalità, la riduzione della democrazia al rito plebiscitario della scelta di capibastone a cui fideisticamente immolarsi.
Intanto le politiche di austerità si riproducono in automatico, con disarmante continuità, malgrado i rovesci economici e sociali di cui sono responsabili: soldi alle banche, tagli alla spesa sociale e ai salari, disoccupazione in crescita esponenziale, imposte indirette fuori controllo, tasse sul lavoro. E nessuna idea su come venire fuori dall’avvitamento recessivo cui ci condanna la sudditanza alla governance finanziaria europea che è alla radice del problema.
Servirebbe una rivoluzione. Ma chi la fa?

Dino Greco

in data:20/06/2013

Sabato 22 serata di musica jazz alla Coop. Portalupi

Alle ore 22 alla Coop. Portalupi del giorno 22 (durante la 5^ festa di Rifondazione Comunista di Vigevano) si esibirà il quartetto:

THE GUILTY LAB

The Guilty Lab. è una band jazz.

La band è fondata dal bassista Daniele Cortese nel 2008 con Antonio Vivenzio al pianoforte, Massimo Pintori alla batteria. Con questo e differenti lineup The Guilty Lab si esibisce in Italia, Svizzera e Francia.

The Guilty lab. nasce con l’intento di creare un vero e proprio laboratorio jazz, un luogo dove i musicisti con diversa esperienza possano creare musica esplorando, tramite composizioni originali, aree diverse, incentrate sul jazz che comprende sia il “free” e “latin”, ma anche vari elementi di R & B, e funk.

Nell’ Aprile del 2013 The Guilty Lab pubblica il suo primo disco dal titolo omonimo,

per la quale realizzazione collaborano, Marco Fior alla tromba, Giusy Lupis alla Voce e Andrea Bruzzone alla batteria.

Line up:

Marco Fior Tromba

Daniele Cortese Fretless Bass

Antonio Vivenzio Piano

Massimo Pintori Drum

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=54SYQMbvWtE[/youtube]

Benvenuto “Companero presidente” Nicolas Maduro!!

Benvenuto “Companero presidente” Nicolas Maduro!!

Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea dà il benvenuto a
Nicolás Maduro, Presidente eletto democraticamente in un processo elettorale
riconosciuto dal mondo intero per la sua trasparenza e correttezza e che ha
dovuto affrontare la violenta reazione di alcuni settori dell’opposizione
che non accettano la sconfitta e non vogliono riconoscere la volontà
popolare che sceglie il cammino della Rivoluzione Bolivariana, tracciato
dallo scomparso Comandante Hugo Chávez Frías.
Un cammino di liberazione costruito insieme ai processi rivoluzionari che
realizzano i governi socialisti dell’Alba, basato sui principi di
cooperazione solidale, complementare, ed egualitaria, antimperialista ed
anticapitalista, che sta emancipando l‘intero continente dall’imperialismo e
dai diktat del Fondo Monetario Internazionale.

In questa occasione inviamo un abbraccio al processo che vive la República
Bolivariana del Venezuela e diciamo al suo popolo che in questa Italia
colpita dal capitalismo selvaggio, la sinistra anticapitalista mantiene alta
la sua bandiera di lotta per il socialismo.
Alziamo le nostre bandiere per salutare il compagno Presidente Nicolás
Maduro da tutti gli angoli della nostra terra ed appoggiare il processo
bolivariano, lottando per un’Italia ed un mondo con giustizia sociale.
Rifondazione Comunista, da sempre a fianco del processo rivoluzionario
bolivariano sarà presente a Roma lunedì 17, alle ore 19,30 presso la “Sala
delle carte geografiche” per portare il suo saluto al Presidente Maduro ed
alla delegazione del governo bolivariano.
Viva la Rivoluzione Bolivariana !

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Acqua pubblica ma decide il mercato!

Acqua pubblica ma decide il mercato!!!

Nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale del 2011 la Provincia di Pavia ha cambiato colore, ma non è cambiato l’approccio alla gestione del Servizio Idrico Integrato già in essere al tempo della giunta di centrodestra. Il PD, che governa ora la Provincia con SEL e Poma, nella fase di costituzione dell’Ufficio d’Ambito ha confermato incarichi e fiducia piena al medesimo Presidente e al medesimo Direttore che furono nominati dal centrodestra con Poma presidente, ai tempi dell’AATO!!! Nel 2009 solo una sentenza della Corte Costituzionale aveva bloccato l’iter per l’appalto del servizio a soggetti privati. Ora, la Giunta Bosone ha definitivamente approvato un modello di gestione che prevede … l’affidamento del servizio a un soggetto privato! La differenza sta solo nel fatto che trattandosi di S.r.l. – società consortile – interamente a capitale pubblico, si intende procedere mediante affidamento diretto, evitando la gara. Ma non cambia la sostanza. Secondo il modello Bosone, la gestione dell’acqua deve produrre dividendi, con tanti saluti per la tutela della risorsa, per una tariffazione sociale e per investimenti a carico della fiscalità generale – come previsto nella proposta di legge di iniziativa popolare presentato dal Forum dei Comitati già dal 2007. La Giunta e il Consiglio Provinciale di Pavia, insieme alla Conferenza dei Comuni e al CdA dell’Ufficio d’Ambito, hanno inoltre approvato il nuovo modello di tariffa proposta dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (contro il quale pende il ricorso presentato dal Forum e da Federconsumatori avanti al TAR Lombardia). Vediamo che in altri territori, pur retti da amministrazioni di centro sinistra come l’ATO 3 della Toscana, i sindaci della provincia di Piacenza, e quelli della provincia di Reggio Emilia, la proposta AEEG è stata sonoramente bocciata; alla fine anche l’Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna ha deliberato la sospensione della decisione in merito alla tariffa. Ma, a quanto pare, il PD pavese e SEL, grandi sbandieratori di slogan, sono piuttosto diversi dai rossi toscani ed emiliani e non credono più ai “beni comuni” ma affidano tutto alla “generosità” del mercato, acqua pubblica compresa. La Federazione PRC di Pavia, chiede il ritiro delle delibere approvate e sollecita un ripensamento sul modello adottato dalla Amministrazione Provinciale in pieno contrasto con quanto richiesto con i Referendum da circa 209.000 (oltre il 93% dei votanti) elettori della provincia di Pavia.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Pavia

Buon compleanno Comandante Che

14/06/1928 – 14/06/2013

Buon compleanno Compagno Che

«Il ritratto del Che fu, agli occhi di milioni di persone, il ritratto stesso della suprema dignità dell’essere umano. […] Che Guevara, se così si può dire, esisteva già prima di essere nato. Che Guevara, se così si può affermare, continuò ad esistere anche dopo morto. Perché Che Guevara è solamente l’altro nome di ciò che c’è di più giusto e degno nello spirito umano. Ciò che spesso vive addormentato dentro di noi. Ciò che dobbiamo risvegliare per conoscere e per conoscerci, per unire l’umile passo di ognuno di noi sulla strada di tutti»

Josè Saramago, Breve riflessione su una foto del Che.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=VkLkbtTxtHo[/youtube]