Mese: marzo 2014

Diario dei tavoli della Valle/3. Oggi si canta Gianna Nannini

Pubblicato il 29 mar 2014

di Rosa Rinaldi – il manifesto – #Firmeaostacoli.

Per le vie di Aosta, spiegando e convincendo. Ci avevano dato un obbiettivo: quota 2.200/2.300 per martedì-mercoledì, siamo andati molto oltre applausi, sor­risi, abbracci! A fine gior­nata nella piazza Des Fran­chi­ses esplode la gioia. Abbiamo girato il ver­sante e rag­giunto la “cima”, siamo a quota 2.236 firme! Subito Fran­ce­sco però ci ricorda che in mon­ta­gna quando la meta è vicina e vedi la vetta il cam­mino è più fati­coso, quindi devi abbas­sare lo sguardo e con­ti­nuare a cam­mi­nare. Epperò, gli diciamo tutti in coro, «facci gioire almeno il tempo di una pausa!». Già la mat­tina si pre­sen­tava bene, il sole tor­nato, caldo, sulla valle è stato un incen­tivo alla pas­seg­giata per le vie di Aosta, e spie­gando e con­vin­cendo abbiamo accom­pa­gnato tanti ai tavoli e rac­colto un numero più che con­si­de­re­vole di firme. Ci ave­vano dato un obbiet­tivo: quota 2.200/2.300 per martedì-mercoledì, noi, irri­ve­renti come siamo, abbiamo deciso di disob­be­dire pro­po­nen­doci di andare subito oltre quella tappa, e siamo riu­sciti nell’impresa. Paolo Fer­rero ci ha rag­giunti e dopo pochi e fug­ge­voli saluti si è imme­dia­ta­mente messo a volan­ti­nare. Lo rin­gra­ziamo per la sua pre­senza che ha por­tato un po’ di tele­ca­mere di tv locali e un po’ di gior­na­li­sti. Domani (oggi, ndr) si tor­nerà a par­lare di noi e que­sto è un aiuto for­mi­da­bile, rispetto all’invisibilità denun­ciata dai Garanti alla pre­si­dente della Rai.

Ai tavoli si sono avvi­ci­nate gio­vani mamme con i bimbi in car­roz­zina, una si è fer­mata a con­ver­sare con me dei suoi studi, delle sue spe­ranze della vita in pro­vin­cia, «ma io — ha detto — non mi arrendo e ti dirò, pur essendo una can­zone di qual­che anno fa, a me piace molto, mi faceva sognare, quella della Nan­nini che dice ’ragazzo dell’Europa non pianti mai ban­diera..’. Mi ha sem­pre emo­zio­nata, mi dava l’idea di una sto­ria da costruire, di nuove gene­ra­zioni, pio­nieri di una società migliore. Non so se l’Altra Europa che inten­dete allude a que­sto ma ci voglio cre­dere per­ché ne ho biso­gno». Che dire, una bella con­ver­sa­zione, di fronte alle avver­sità non ci si ras­se­gna e si va avanti, con­ti­nuando a cer­care in ogni per­tu­gio la pos­si­bi­lità che possa acca­dere. La guardo, le sor­rido e rac­co­gliendo il gioco caduto di mano alla bimba le dico: «Hai ragione, siamo costrette a ripar­tire dal sogno, a cer­care ancora altri­menti saremmo dav­vero dispe­rate, non pos­siamo ras­se­gnarci all’inaridimento». Ci salu­tiamo e mi pro­mette di tor­nare, se può, con un’amica, la porta a firmare.

Ora, tor­nati alla base, con­trol­liamo che sia tutto pronto per domani (oggi, ndr), i tavoli nei comuni dove andrà il gruppo di Novate Mila­nese venuto ad aiu­tarci, e i tavoli ad Aosta ai quali ci avvi­cen­de­remo con i depu­tati di Sel che ci rag­giun­ge­ranno. Chie­diamo con­ferma al locale dove Nico­letta Dosio verrà, dopo la rac­colta firme, per un incon­tro «tra le Valli» sulla mobi­lità neces­sa­ria, per esem­pio per i pen­do­lari della Valle d’Aosta, e le opere inu­tili e dan­nose di un Tav per le merci. Un aperi-dibattito, a Vine­rita. Un discorso, una chiac­chiera e la musica di Beppe Barbera.

Bene, que­sta gior­nata s’è con­clusa e bene, e tutto è pronto per domani.

Per­ché dopo le 2.236.…la firma continua!

 

Banchetti per raccolta firme per la lista “L’altra Europa con Tsipras” in Provincia di Pavia

[youtube]http://youtu.be/ZU60K5M-9gs[/youtube]

PROVINCIA DI PAVIA

VIGEVANO

–       Sabato 29 marzo dalle 9,00 alle 12,00 piazza mercato

–       Domenica 30 marzo dalle 9,00 alle 12,oo in piazza Ducale

PAVIA

–       Mercoledì 26 marzo dalle 15,00 alle 18,00 Piazza Vittoria vicino a negozio Spagnoli

–       Domenica 30 marzo dalle 15,00 alle 18,00 Parco della Vernavola, ingresso da via Torretta

–       Domenica 30 marzo dalle 15,00 alle 18,00 piazzale Minerva.

VOGHERA

–       Martedì 25 marzo dalle 9,00 alle 12,00 piazza mercato sotto i portici angolo via Grattoni

–       Venerdì 28 marzo dalle 9,00 alle 12,00 piazza mercato sotto i portici angolo via Grattoni

–       Sabato 29 marzo dalle 16,00 alle 18,30 via Emilia angolo via Plana

MORTARA

–       Venerdì 28 marzo dalle 9,00 alle 12,00 piazza mercato

CASORATE

–       Giovedì 27 marzo dalle 8,30 alle 12,30 piazza mercato

–       Domenica 30 marzo dalle 8.30 alle 12.30,  P.za Contardi

S. MARTINO SICCOMARIO

Sabato 29 marzo dalle 9,00 alle 13,00  c/o  “LA POTABILE”

GAMBOLO’

Domenica 30 marzo in piazza del Municipio dalle 9,00 alle 18,00

Renzi, il modello sindacale resta quello forgiato da Marchionne". Intervento di Giorgio Cremaschi

Renzi, il modello sindacale resta quello forgiato da Marchionne”. Intervento di Giorgio Cremaschi

Già prima delle ultime elezioni politiche, di fronte alle contestazioni sulla passività della CGIL da quando si era insediato il governo Monti, Susanna Camusso aveva risposto che il sindacato da solo non avrebbe potuto farcela. Per questo era indispensabile una sponda politica, che tutto il gruppo dirigente del maggiore sindacato italiano identificava nella vittoria di Bersani. Si sa come è andata.

Allontanatasi la sponda politica, per non essere travolta dalla piena del torrente della crisi, la CGIL ha cercato di aggrapparsi a CISL UIL e Confindustria. La dottrina delle “parti sociali” che nasce nella CISL e nel mondo democristiano, è stata immediatamente adottata. Si sono sottoscritti appelli sul fisco assieme alle associazioni delle imprese, appelli che cancellavano la diversità degli interessi sociali sul tema centrale della riduzione delle tasse. Si è pronunciata quasi simultaneamente alle imprese la sfiducia verso il nullismo del governo Letta. E soprattutto si è sottoscritto l’accordo del 10 gennaio sulla rappresentanza, un patto corporativo dove le principali organizzazioni dei lavoratori e delle imprese decidono di escludere dal sistema contrattuale chi non é d’accordo con loro.

Ora è proprio il ruolo delle parti sociali che viene aggredito dal governo e quando Susanna Camusso, per difendersi dagli attacchi di Renzi, deve dichiarare che non è vero che sia d’accordo con Squinzi, ammette un doppio fallimento, quello della ricerca della sponda politica e quello del ruolo lobbistico delle “parti sociali”.

Il governo Renzi é il tentativo forse estremo da parte di banche finanza e poteri forti,italiani ed europei, di continuare e persino radicalizzare la politica di austerità con un pò di consenso in più. Per questo fa proprio il populismo liberista, sperando così di trovare quel sostegno nell’opinione pubblica che Monti e Letta hanno rapidamente perduto.

Così si annuncia la lotta alla precarietà del lavoro, ma poi la si estende con i provvedimenti concreti. Si promettono soldi in busta paga, ma si lasciano a secco pensionati e disoccupati, per questi ultimi ci sarà il lavoro se il sindacato non si oppone. E infine si annunciano privatizzazioni e tagli di lavoro pubblico. Insomma il programma di Renzi è una combinazione tra i diktat della Troika e le rivendicazioni dei Tea party, il movimento populista di destra estrema negli Usa.

L’ attacco alla casta sindacale è parte integrante di questa operazione consenso verso politiche economiche liberiste, ed è possibile anche perché la CGIL in questi anni ha perso enormemente in credibilità. Il suo gruppo dirigente, quando ha rinunciato a lottare contro la riforma Fornero delle pensioni e la manomissione dell’articolo18, ha segato la pianta che lo sosteneva. E Renzi ora attacca da destra.

Il congresso avrebbe potuto essere una occasione di vera riflessione sulla crisi della CGIL, invece è stato un percorso di autotutela burocratica, sanzionato da un 97% a favore della lista Camusso che non solo è politicamente ridicolo e numericamente falso, ma è soprattutto la fotografia di una organizzazione che si dice bugie su sé stessa.

L’attacco di Renzi non solo mette in crisi la strana coppia Camusso Squinzi, ma anche quella della rottamazione tra il Presidente del consiglio e Landini. Il modello sindacale del governo, esaltato dal ministro Poletti ex capo di quelle coop licenziatrici di migranti, è quello di Marchionne. Gli operai di Melfi che ballano sulle musichette del terribile spot della Fiat, potrebbero fare la stessa danza per la campagna elettorale del presidente del consiglio. Il modello e la cultura sono le stesse.

È difficile dunque che rimanga in piedi il fronte degli innovatori contro quello dei conservatori, visto che Landini è stato conosciuto dal grande pubblico proprio per il suo scontro con Marchionne.

Le strane coppie sono quindi destinate alla implosione, ma non basta questo per far si che il sindacato riesca a trovare una via credibile di ricostruzione del proprio ruolo.

Perché questo avvenga ci vogliono atti costituenti che richiedono rotture di linea politica e di pratiche abitudinarie.

Si deve rompere con l’Europa delle banche e del fiscal compact, e costruire un’azione sindacale di contrasto continuo e diffuso alle politiche di austerità.

Si deve rompere con il sindacalismo burocratico e ricostruire la grande funzione del sindacato come organizzatore sociale.

Si deve rompere con i palazzi e dunque oggi con il collateralismo con il partito democratico.

Una CGIL che praticasse queste tre rotture nella sua azione quotidiana diventerebbe un eccezionale punto di riferimento per chi oggi paga tutti costi della crisi.

Ma i gruppi dirigenti e gli apparati del più grande sindacato italiano hanno paura dei costi politici e organizzativi di questa scelta, preferiscono la sponda dell’autoconservazione anche con gli insulti di Renzi, piuttosto che rischiare il mare aperto. E così affondano.

Dino Greco: Da Majakovskji una poesia-lezione sull’importanza del “giornale comunista”

Questo scriveva nel 1927, con molta passione ed altrettanta lucidità, il grande Vladimir Majacovskji.Non credo fosse un visionario. Egli traduceva, con folgorante forza poetica, un messaggio politico di primaria importanza, a cui dedicarono speciale energia e in ogni tempo tutti grandi rivoluzionari: il posto insostituibile che spetta alla stampa comunista, alla lotta delle idee, alla costruzione di una visione critica del mondo, alla necessità di persuadere che un mondo nuovo è davvero possibile.

Oggi, con poca passione ed ancor minore lucidità, abbiamo smarrito il senso di quel messaggio e spesso anche la fiducia in noi stessi. Allora tutto diventa più difficile, ed anche le cose più semplici (e necessarie) paiono fuori della nostra portata. Così ci si consegna con rassegnazione ad una lenta agonia.

Certo, la volontà non è tutto. Ma il campo del possibile si dilata o si restringe, la fantasia si espande o ristagna a seconda di quanto si crede davvero nel progetto politico di cui ci si dichiara portatori.
Il giornale sono le nostre mani, i nostri occhi, l’aiuto quotidiano nel lavoro quotidiano.
La guerra occhieggia dalla bocca dei cannoni,
astute reti tendono i borghesi.
Giovani del Komsomol, state in guardia,
seguite per la pace il nostro giornale.
Non basta leggerne gli articoli,
da altri lati accostatevi.
Fa che le pagine arrivino ai giovani,
fa propaganda, spiega
e ristampa nei giornali murali.
Questioni difficili, allegre ed ambigue,
in giorni di lavoro e in giorni di festa,
ha posto studiato e risolto
la Komsomolskaia pravda.
Compagni Vania compagne Mascia,
il giornale è il vostro parente più prossimo.
Fate quindi il vostro lavoro,
diffondendo le copie di resa.
Tutti, dalle città con le rosse ciminiere,
fino al più remoto piccolo borgo,
tutti voi, cellule e circoli, comitati e sale di lettura,
reclutate migliaia di nuovi abbonati,
solleciti della tiratura,
come della vostra stessa crescita;
e ogni giovane comunista diventi un abbonato
della Komsomolskaia pravda!

Vladimir Majakovskji (Mosca 1927)

"Ci atterremo al voto delle tute blu", Landini dal palco dell'assemblea Fiom: strappo con la Cgil

 

“Quando si creano le condizioni e il consenso si possono respingere i disegni gravi”. Inizia così il suo intervento Maurizio Landini all’assemblea nazionale del delegati che oggi si è tenuta a Roma, ricordando l’anniversario della marea Cgil che ha invaso il Circo Massimo nel 2002 contro l’attacco all’articolo 18. Non a caso, perché quella marea fermò, per un po’, un attacco senza precedenti ai diritti del lavoro. Un’assemblea, particolare, quella all’Eur di oggi perché ha presentato a tutta la Fiom i nuovi eletti nei direttivi regionali e territoriali della Fiom. Una assemblea quindi del gruppo dirigente diffuso dei metalmeccanici, mai convocata prima, come ci tiene a dire Landini.
Due segnali chiari, quindi lanciati all’indirizzo della Cgil per dire, in ben cinquanta minuti di intervento dedicati tutti a questo tema, che la democrazia per i rossi della Fiom continua ad avere una centralità straordinaria. Non lo è solo perché servirà ad affrontare le “scelte importanti che vogliamo fare”, chiosa Landini. Lo è perché con tutta evidenza la Fiom ha deciso di portare avanti la sua battaglia in Cgil “fino in fondo”. Lo strappo sul 10 gennaio ad opera di Susanna Camusso rischia di lasciare un segno profondo nella storia del più grande sindacato italiano dei lavoratori. E, a quanto dice Landini dal palco, non solo perché va a toccare la conta dei dirigenti nel sindacato. Il punto è il passaggio epocale che sta per investire la condizione del lavoro, fino all’idea stessa della confederalità e, appunto, di democrazia.Il primo guanto di sfida è sulla gestione della cosiddetta consultazione sull’accordo. Il referendum sul testo unico sulla rappresentanza proseguira’ tra i lavoratori metalmeccanici fino al 7 aprile, in modo da avere i risultati prima del congresso nazionale della Federazione delle tute blu, che si terra’ a Rimini dal 10 al 12 aprile.
“Vi invito tutti da qui ai primi di aprile – ha detto Landini – ad andare fabbrica per fabbrica a distribuire il testo, perche’ i lavoratori devono conoscerlo e non leggere delle sintesi su volantini che hanno fatto addirittura a fumetti”. Lo schema di Landini è chiaro: visto le scorrettezze sulla consultazione sugli accordi precedenti (28 giugno 2011 e 31 maggio 2013) stavolta le tute blu voteranno in modo certo, e autogestito. “E noi ci atterremo a quel voto”. Una dichiarazione di guerra che Landini aveva già fatto nei giorni scorsi ma che ripetuta dal palco dell’assemblea nazionale ha tutt’altro sapore. “Noi come Fiom saremo vincolati dall’esito del voto che tutti i metalmeccanici esprimeranno”, dice Landini tra gli applausi della sala. Ma tra le critiche alla Cgil LAndini ci infila anche qualche “appunto” sull’andamento del congresso, di cui non solo non conoscono ancora i dati delle votazione ma che in qualche caso riservano sorprese molto sgradevoli per la Fiom, come il fatto di aver preso il 35% sugli emendamenti e poi non vedersi riconosciuto alcun delegato al congresso.

Di frecce nella faretra il leader della Fiom ne ha molte. A partire dalla sentenza della Consulta sulla vicenda Fiat, “non coerente con l’accordo del 10 gennaio”. E le usa senza risparmio. “La Cgil nel 2009 non firmò l’accordo separato con il Governo. La Cgil non firmò perché era contro arbitrato, Ipca, sanzioni, mancato pronunciamento dei lavoratori e deroghe”, fa notare. E’ evidente che il testo firmato da Susanna Camusso nel gennaio del 2014 ha introdotto una contraddizione perché prevede almeno l’arbitrato, e le sanzioni contro gli stessi delegati. Sollevare l’argomento della coerenza per Landini è facile. “Senza i delegati eletti dai lavoratori non esiste né la Fiom né la Cgil”, sottolinea. Ma il ragionamento non è solo della “vertenza democrazia” che vede la Cgil come controparte della Fiom. Landini mette il dito nella piaga quando parla della crisi della rappresentanza del sindacato. Un crinale pericoloso che sta portando le relazioni sindacali tutto in mano alla “proprietà dell’azienda”. “Un aziendalismo che rompe la solidarietà tra le categorie e il pluralismo sindacale”, dice.Landini poi si rivolge al Governo avvertendolo che per il momento la scelta è quella di “andare a vedere” cosa ha da dire sulla ripresa economica. Ma la linea del Piave è molto netta: “Non c’è scambio tra occupazione da una parte e diritti e democrazia dall’altra”. Il punto vero è che è del tutto inutile “precarizzare” senza creare le basi dello sviluppo.

“Noi diciamo a Renzi che siccome lui vuole cambiare il nostro Paese noi siamo pronti, anche noi lo vogliamo cambiare perche’ cosi’ non funziona. E noi sfidiamo Renzi su cambiamento, ci vogliamo confrontare nel merito”, dice il segretario della Fiom. “Pensiamo che sia importante che ci ascolti- ha detto ancora Landini- . Ma noi non chiediamo che per decidere debba ascoltare noi, lui ha il diritto di decidere il punto e ascoltarci. Se lo fa bene, se non lo fa e dovesse andare avanti su un’altra strada, noi facciamo il nostro mestiere, cioe’ proviamo a far cambiare idea al Governo perche’ pensiamo che c’e’ bisogno di un cambiamento. È un atteggiamento autonomo e rispettoso e soprattutto colgo un elemento di novita’”. Landini ricorda che sono 20 anni che abbiamo governi che fanno delle chiacchiere “ma non cambiano e anzi peggiorano”. Quindi, “una volta che uno dice di voler cambiare questo Paese, noi cosa dovremmo mantenere? Le pensioni che ci hanno cancellato? La precarieta’? I salari bassi, che la gente non ci arriva? Cosa dobbiamo difendere? Noi lo dobbiamo cambiare questo Paese, quindi siamo pronti a confrontarci. Spetta al Governo scegliere con chi vuol cambiare il Paese. Con chi lavora? Con chi paga le tasse? Noi siamo pronti. Lo vuole fare contro di noi? A quel punto li’ decideremo quale iniziativa fare”.
La Fiom è pronta ad unificare il mondo del lavoro, e alla Confindustria e al Governo chiede di mettere carburante negli investimenti e di cambiare le politiche. Innanzitutto, cominciando ad impedire la chiusura delle aziende, magari con il rifinanziamento dei contratti di solidarietà, la penalizzazione della delocalizzazione e un nuovo intervento pubblico. “Misureremo questo governo per quello che concretamente faranno”, conclude tra gli applausi Landini.

 

 

Tortona in Comune

    Cari/e,

          alle elezioni comunali del 25 maggio, a Tortona, parteciperà una lista di sinistra, alternativa,

          che porta il nome di “tortonaincomune”, la cui candidata sindaca è la prof. Stefanella Ravazzi

(in allegato  potete leggere il programma della lista).

          Questa lista non è finanziata da nessuno, vuole portare nelle stanze del potere una ventata di aria fresca,

          ma, soprattutto, vuol far partecipare alla gestione della “cosa” pubblica la popolazione del tortonese.

         

          Per questo, abbiamo bisogno di sostegno e di aiuto.

         

          Questa cena conviviale ha questo obiettivo. Prenota subito. Puoi farlo al seguente numero telefonico

          Antonio (tel. 335/7564743)

 

     Cena  28 marzo ore 20.30 presso  Soms  di Carbonara Scrivia

Antipasto “calabro”

–         Affettati misti

–         Insalata di peperoni e melanzane alla griglia con acciughe calabre

–         Verdurine in agrodolce

–         Torte salate

–         Insalata russa

Primi

–         Risotto  con funghi e salsiccia

–        Tagliatelle fatte in casa  al ragù

Secondi

–         Parmigiana

–         Arrosto di maiale

–         Patate arrosto

 Macedonia 

Torte/crostate

Caffè

Costo 20 euro a persona (bevande incluse)

PROGRAMMA AMMINISTRATIVE 2014 LISTA CIVICA DI SINISTRA “TORTONA IN COMUNE”

          

 

CONCETTI FONDANTI

 

Valori della Costituzione della Resistenza, della laicità.

Il Comune può liberare fondi da dirottare sulle Politiche Sociali e del Lavoro:

–                     tagliando super-consulenze esterne, bonus dirigenziali, compensi agli amministratori, sprechi di gestione;

–                     combattendo duramente in modo permanente, l’elusione e l’evasione fiscali;

–                     programmando lavori pubblici a favore del cittadino e non grandi opere inutili, dispendiose, invasive.

 

 

AMBIENTE   E  BENI COMUNI

 

Stop alle privatizzazioni; ripubblicizzazione di alcuni servizi essenziali;

acqua pubblica: applicazione dell’esito referendario; difesa dei beni comuni; revisione e riduzione delle   tariffe dei servizi comunali;

no al Terzo Valico, opera inutile costosa e dannosa per la salute e per l’ambiente, stop alle cave e alla cementificazione del territorio; contrasto alle ecomafie e alle agromafie;

no al nucleare e all’amianto, no al bio-digestore; sì alle bonifiche ambientali ed incentivi alla raccolta differenziata e al porta a porta, promozione e campagna informativa per una loro reale diffusione; riduzione dei rifiuti alla fonte; riciclaggio e riutilizzo dei materiali; premialità alla differenziata virtuosa;

no alla centrale idroelettrica sul torrente Scrivia, soggetto ad una perenne carenza d’acqua;

impegno al riutilizzo degli immobili  e dei capannoni logistici esistenti prima di nuove concessioni edilizie;

controllo continuo della qualità dell’aria e dell’acqua,  della terra, contrasto al forte inquinamento della nostra zona;

stop all’urbanistica declinata in base all’interesse dei privati; blocco del traffico; riqualificazione bioarchitettonica; parcheggi gratuiti; risanamento e valorizzazione dei centri storici; riqualificazione delle periferie;

disseppellimento e smaltimento delle migliaia di bidoni di rifiuti altamente inquinanti, presenti lungo le rive del Torrente Scrivia fin dal 1986, causa prioritaria dell’alta incidenza dei tumori nella zona; l’iniziativa è da concertare con i comuni della bassa Valle Scrivia che già si sono attivati in tal senso;

rilancio del servizio di trasporto pubblico.

 

 

LAVORO/ POLITICHE DEL LAVORO

 

Corsi comunali gratuiti di formazione e riqualificazione professionale;

stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione;

patrocinio legale gratuito ed incentivi per i giovani che avviano attività di piccolo artigianato e commercio;

valorizzazione del turismo culturale, agricolo-gastronomico e delle bellezze naturali del territorio;

rivitalizzazione del piccolo commercio;

paniere di prodotti a prezzo calmierato concordato dal Comune con la piccola e grande distribuzione, privilegiando prodotti a Km Zero e biologici;

trasparenza nelle cooperative di servizio e di produzione; garanzia del rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro; inserimento lavoratori portatori di handicap; concessione di terreni agricoli comunali a cooperative di disoccupati/inoccupati;

produzione della “buona occupazione”: creazione di nuovi posti di lavoro nel rispetto dell’ambiente: raccolta differenziata e porta a porta; manutenzione del verde e del territorio e valorizzazione delle risorse artistiche e culturali della città;

collaborazione con le parti sociali, sindacali e produttive.

 

 

POLITICHE SOCIALI

 

Blocco degli sfratti  (anche per morosità dovuta a cause oggettive) sul territorio comunale e garanzia del passaggio da casa a casa: nessuno per strada;

incentivi e sgravi fiscali a chi affitta a canone socialmente equo;

sgravio delle imposte ai piccoli proprietari che favoriscono il blocco degli sfratti;

permanenza della sede INPS a Tortona con gli attuali orari di apertura.

 

 

DIRITTI CIVILI, TRASPARENZA DELLA GESTIONE COMUNALE

 

Bilancio partecipativo: uso delle risorse e dei fondi comunali deciso insieme ai cittadini;

uso costante di strumenti quali il Consiglio Comunale aperto e le assemblee di quartiere;

riprese video dei consigli comunali senza filtro;

trasparenza degli atti amministrativi e consultazione dei cittadini su questioni rilevanti per la città;

norme anti-conflitto di interesse per gli amministratori pubblici;

registro comunale per le unioni di fatto e per il testamento biologico;

sportello migranti; corsi gratuiti di italiano;

sportello anti-violenza su donne e minori da gestire insieme all’ASL e alle associazioni che lavorano sul tema;

bilancio di genere; sportello per le pari opportunità  gestito da donne;

politiche sociali rivolte al nucleo familiare di qualsiasi orientamento e al singolo;

rispetto dei diritti degli animali (antivivisezione).

 

 

SANITA’

 

Difesa del presidio pubblico sanitario, luogo della salute intesa come processo partecipativo e di responsabilità collettiva;

difesa e rinforzo dell’ospedale territoriale, delle sue competenze e delle sue eccellenze;

collaborazioni interistituzionali (assistenza comunale, sanità regionale);

collaborazioni con le Università italiane;

approfondimento degli studi epidemiologici territoriali (alta incidenza tumorale);

applicazione  del compito comunale di programmazione socio-sanitaria con funzioni di indirizzo finalizzato all’assistenza territoriale e alla continuità delle cure;

potenziamento della domiciliarità, supportata da frequenze mediche ed infermieristiche, da sostegno economico per le necessità di igiene e cura delle persone e della casa; ripristino prelievi a domicilio da parte degli operatori sanitari addetti;

potenziamento dei consultori e dei servizi di igiene mentale;

ampliamento compiti dei medici di famiglia, garanzia per i luoghi della medicina in associazione, forma che favorisce l’aumento dell’orario di apertura degli studi medici e dell’assistenza domiciliare;

promozione comunale dell’educazione alla Salute, dell’educazione sanitaria nelle scuole, finalizzate a sviluppare la cultura della prevenzione (soprattutto rivolta ai giovani), per il superamento delle barriere architettoniche e per l’invecchiamento attivo;

sportello di informazione e assistenza sanitaria agevolata ambulatoriale per animali domestici anche a tutela della salute pubblica;

valorizzazione del volontariato non come sostituto del ruolo pubblico, ma sentinella di rappresentanza di coloro che non hanno voce;

garanzia di continuità per il Tribunale del Malato.

 

 

SCUOLA

 

Difesa del Presidio Pubblico Scolastico come spazio e luogo della conoscenza, della socializzazione e dell’interazione culturale;

controllo della qualità e del servizio mense con prevalenza di cibo biologico da produttori locali ed uso di materiale eco-compatibile, nel rispetto delle diverse culture;

monitoraggio costante delle condizioni degli edifici scolastici;

riprogrammazione della struttura organizzativa precedente al dimensionamento e alla verticalizzazione che hanno portato tagli al personale (docente ed ATA) e al finanziamento del F.I.S (Fondo dell’ISTITUZIONE SCOLASTICA);

difesa, potenziamento, ampliamento del tempo prolungato e del tempo pieno;

revisione e riduzione dei parametri relativi al tariffario dei servizi scolastici (pre-scuola, post-scuola, mense e trasporto, iscrizioni);

finanziamenti comunali su progetti di mediazione culturale nelle scuole.

 

 

CULTURA, ARTE, SPORT

 

Promozione di una società multietnica e solidale, dello scambio e del confronto tra le diverse culture, nel rispetto dell’altro;

promozione ed incentivazione di chi a Tortona fa teatro, musica, pittura e arti visive, cinema, sport, all’interno della valorizzazione delle risorse intellettuali;

collaborazione con esperti e professionisti artistico-musicali;

ripubblicizzazione del Teatro Civico e dell’Accademia Musicale Lorenzo Perosi;

valorizzazione e largo utilizzo dei musei tortonesi e del Teatro DellePiane, oggi cattedrale nel deserto, (potrebbe diventare una sorta di “Casa degli Artisti” ?) come  centro polifunzionale polivalente culturale;

accessibilità agli eventi culturali per tutti, con sconti ed agevolazioni per le fasce a basso reddito;

strutture sportive comunali ad accesso libero in ogni quartiere;

recupero di spazi comunali da affidare in autogestione alle associazioni culturali;

promozione di eventi culturali territoriali sempre nell’ambito di un ampio respiro provinciale, regionale, nazionale, europeo  ed internazionale.

 

 

 

 

 

 

Banchetti per raccolta firme a sostegno della lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” in Provincia di Pavia

Siamo in evoluzione continua !! Ecco l’elenco aggiornato dei banchetti. Forza gente, pare proprio che qualcosa si muova …

BORGARELLO

Sabato 22 marzo dalle 8.30 alle 13.00 nei pressi di villa Mezzabarba

 

LANDRIANO

Sabato 22 marzo dalle 9 alle 12 c/o il mercato

 

TORREVECCHIA PIA

Sabato 22 marzo dalle 15,00 alle 18,00  davanti al carrefur .

 

STRADELLA

Domenica 23 marzo dalle 9.00 alle 12.30,  P.za Trieste in prossimità del bar Alternative.

 

VIGEVANO

Domenica 23 marzo dalle 9,00 alle 12,oo in piazza Ducale

 

PAVIA

       Domenica 23 marzo dalle 15,00 alle 19,00 Piazzale San Giuseppe

       Mercoledì 26 marzo dalle 15,00 alle 18,00 Piazza Vittoria vicino a negozio Spagnoli

       Domenica 30 marzo dalle 15,00 alle 18,00 Parco della Vernavola, ingresso da via Torretta

       Domenica 30 marzo dalle 15,00 alle 18,00 piazzale Minerva.

 

VOGHERA

       Martedì 25 marzo dalle 9,00 alle 12,00 piazza mercato sotto i portici angolo via Grattoni

       Venerdì 28 marzo dalle 9,00 alle 12,00 piazza mercato sotto i portici angolo via Grattoni

       Sabato 29 marzo dalle 16,00 alle 18,30 via Emilia angolo via Plana

 

MORTARA

       Venerdì 28 marzo dalle 9,00 alle 12,00 piazza mercato

 

CASORATE

       Domenica 23 marzo dalle 8.30 alle 12.30,  P.za Contardi

       Giovedì 27 marzo dalle 8,30 alle 12,30 piazza mercato

       Domenica 30 marzo dalle 8.30 alle 12.30,  P.za Contardi

 

S. MARTINO SICCOMARIO

Sabato 29 marzo dalle 9,00 alle 12,00 via Emilia angolo via Plana

 

GAMBOLO’

Domenica 30 marzo dalle 9,00 alle 18,00

Odg Comitato politico nazionale del Prc sul governo Renzi

Odg Cpn sul governo Renzi

Il CPN del PRC del 14 e 15 marzo in relazione alla formazione del governo Renzi e ai primi provvedimenti assunti o annunciati:

1) denuncia il processo di ulteriore e gravissima involuzione neoautoritaria insita nell’Italicum. La legge elettorale concordata da Renzi e Berlusconi, è in realtà uno sbarramento alla democrazia perché nega il principio di rappresentanza democratica.

In continuità col porcellum, già bocciato dalla Corte costituzionale, ha evidenti profili di incostituzionalità, un altissimo premio di maggioranza, soglie di sbarramento per chi non si allea con Renzi o Berlusconi (dall’ 8% al 12%) che espellono dalla rappresentanza dodici milioni di elettori, nessuna norma in favore della democrazia di genere.

L’Italicum porta a compimento il processo di distruzione della democrazia rappresentativa e della repubblica parlamentare iniziato negli anni ’90. C’è un profondo intreccio fra i caratteri antidemocratici dell’Italicum e la volontà di espellere dai luoghi della rappresentanza chi sta dalla parte delle classi popolari ed esprime il dissenso dalle politiche neoliberiste della Troika, sostenute in Italia dalla grande coalizione tra centrodestra e centrosinistra.

Il medesimo carattere neoautoritario è rintracciabile nella volontà espressa a più riprese dal Renzi di negare legittimità alle organizzazioni sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali, ed in generale di sostituire i meccanismi populisti e plebiscitari al ruolo dei soggetti collettivi organizzati. In questa logica neoautoritaria vanno letti tanto i tentativi di ripristinare la legge Fini-Giovanardi, per quanto chiaramente bocciata dalla Corte Costituzionale, quanto il divieto per coloro che occupano immobili di chiedere la residenza e di allacciarsi ai pubblici servizi, con l’obiettivo di colpire i movimenti e le lotte per la casa.

 

2) I provvedimenti annunciati sul terreno economico costituiscono un insieme in cui accanto ad interventi dal carattere limitatamente redistributivo, si opera per la definitiva precarizzazione dei rapporti di lavoro mentre proseguono le politiche di privatizzazione e di taglio dei servizi.

Riteniamo gravissima l’estensione dell’acausalità del contratto a termine a tre anni. Si potrà prorogare più volte un contratto dalla durata brevissima e al termine dei tre anni sostituire il lavoratore con un nuovo assunto sempre a termine. Come è grave l’intervento sull’apprendistato, attraverso il quale si sancisce per il datore di lavoro la possibilità di assumere nuovi apprendisti beneficiando dei fortissimi vantaggi retributivi e contributivi, senza avere l’obbligo di stabilizzare neppure in parte i vecchi apprendisti, come era sinora.

Si sancisce una sorta di lavoro “usa e getta” che mina la possibilità di organizzare la soggettività delle lavoratrici e dei lavoratori, si accelera il processo di sostituzione tra ciò che resta del lavoro stabile con lavoro precario e povero, senza che per altro si determino elementi di contrasto alla precarietà attraverso l’istituzione di strumenti di sostegno quali il reddito minimo

 

Accanto a questo l’intervento sull’Irpef – se sarà confermato – rappresenta il riconoscimento tardivo ma di un qualche impatto dell’avvitamento della crisi per la compressione dei consumi interni, per salari tra i più bassi d’Europa, per il crollo della capacità di consumo delle famiglie. L’innalzamento della tassazione sulle rendite finanziarie a livello europee – se sarà fatta- è un provvedimento corretto anche se la destinazione delle risorse alla riduzione neppure selettiva dell’Irap, continua ad identificare l’origine dei problemi della nostra struttura produttiva nel fisco, senza fare i conti con il fatto che – come per i salari – anche il costo complessivo del lavoro in Italia è tra i più bassi d’Europa.

 

Ma l’intervento annunciato non risolverà la crisi del paese, diversamente da quanto affermato da Renzi.

Da un lato il provvedimento sull’Irpef non compensa in nessun modo l’entità delle politiche restrittive deliberate nel corso degli ultimi anni i cui effetti continuano a dispiegarsi, dall’altro gli oltre 30 miliardi previsti per le privatizzazioni dal governo Letta e quelli sulla spending review di Cottarelli con i 35 miliardi di tagli al 2016, sono provvedimenti che annunciano entrambi un’ulteriore riduzione del perimetro pubblico. Nel primo caso facendo cassa su quel che resta dell’apparato produttivo anche in quei settori, dai trasporti all’energia, che sarebbero decisivi per un rilancio e una riconversione del sistema produttivo, nel secondo, se le poste restano quelle, con un ulteriore affondo su servizi e lavoro pubblico, già massacrati in questi anni.

L’intervento annunciato da Renzi oltre alla precarizzazione integrale dei rapporti di lavoro ha peraltro due fortissimi aspetti negativi.

Il primo riguarda le stesse politiche fiscali. Che nella situazione attuale non si ragioni neppure di un’imposta patrimoniale è inaccettabile. Ricordiamo che secondo gli stessi dati della Banca d’Italia, la disuguaglianza nel nostro paese, cresciuta durante la crisi, ha raggiunto livelli insostenibili: i dati disaggregati mostrano che l’1% ricchissimo delle famiglie (poco più di 240.000 unità familiari ) da solo detiene il 15% della ricchezza per un valore pari a 1292 miliardi di euro, mentre il 50% delle famiglie più povere cioè 12milioni e 230.000 famiglie non ne detiene che il 9,4% per un valore pari a 810 miliardi. Poco più di 600.000 persone possiedono un patrimonio pari ad una volta e mezzo quello di 31 milioni di persone.

Una patrimoniale progressiva a partire dai 700.000 euro potrebbe generare un gettito tra i 30 e i 35 miliardi, cioè molte risorse in più di Imu e Tasi, ma diversamente da queste colpendo solo il 10% più ricco della popolazione e segnatamente il 5% dei ricchissimi.

Si regalano invece nuove risorse alla proprietà immobiliare attraverso l’abbattimento della cedolare secca che avrebbe un senso se i benefici per il canone concordato andassero insieme all’eliminazione dei privilegi per chi affitta a canone libero.

Né è accettabile che dai benefici fiscali vengano esclusi i pensionati in essere, in un paese in cui 7 milioni e mezzo di persone ricevono pensioni inferiori ai 1000 euro mensili.

Neppure nei provvedimenti annunciati da Renzi c’è un piano per creare lavoro. Lo sblocco di risorse (già stanziate) per scuola e dissesto idrogeologico, potrà avere un qualche impatto ma sarà del tutto insufficiente in un paese in cui i disoccupati effettivi sono 6 milioni.

 

Il CPN di Rifondazione Comunista impegna il partito a promuovere:

 

–       la più ampia opposizione all’Italicum e per il proporzionale.

–       la denuncia degli interventi annunciati da Renzi di aumento della precarietà,  di repressione dei movimenti di lotta e per la casa, l’assenza di un piano per creare occupazione.

– una campagna di mobilitazione per ottenere un congruo aumento delle pensioni e l’istituzione di un reddito minimo per i disoccupati.

–       il rilancio del Piano per il Lavoro, e dei nodi fondamentali su cui si articola: investimenti pubblici e assunzioni dirette, riduzioni d’orario e abrogazione della controriforma Fornero sulle pensioni, salario e reddito minimi.

 

La Segreteria nazionale