Mese: aprile 2014

Aldrovandi, al congresso Sap ovazione per agenti condannati. La madre di Federico: “Paura e ribrezzo”. Ferrero (Prc): “Schifosi, intervenga il governo”

Aldrovandi, al congresso Sap ovazione per agenti condannati. La madre di Federico: “Paura e ribrezzo”. Ferrero (Prc): “Schifosi, intervenga il governo”
Ben cinque minuti di applausi e ovazione per tre dei quattro agenti condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi: Paolo Forlani, Luca Pollastri ed Enzo Pontani. E’ quanto accaduto nel pomeriggio di oggi, 29 aprile, durante il congresso nazionale del Sap, il sindacato autonomo di Polizia, in corso a Rimini.

I tre agenti presenti al congresso del Sap sono stati condannati dalla Corte di Cassazione il 21 giugno del 2012 per eccesso colposo in omicidio colposo a tre anni e sei mesi, tre anni dei quali coperti dall’indulto.

«Sono allibita, è una cosa terrificante. Non se quelle mani che applaudono mi fanno più paura o ribrezzo. Forse entrambe le cose», sono le prime parole della mamma di Federico Aldrovandi, Patrizia Moretti.

«Come fanno i tutori dell’ordine – ha detto ancora la madre di Federico interpellata dall’AGI – ad applaudire questi agenti condannati? È una cosa terrificante», le parole della donna che ha assicurato di rivolgersi al capo dello Stato Giorgio Napolitano per chiedergli se è possibile che in uno Stato succedano episodi simili.

Nell’esprimere la mia solidarietà e quella dei compagni e delle compagne di Rifondazione Comunista a Patrizia, vorrei fare due considerazioni. Questo applauso ci dice che una parte della polizia è fatta da individui schifosi che applaudono chi ha ucciso a sangue freddo un diciottenne indifeso. Un applauso di questo tipo ce lo si potrebbe aspettare in una riunione della mafia, in una riunione di criminali, difficile immaginare come uomini e donne che dovrebbero garantire l’applicazione della legge possano applaudire chi ha ucciso a sangue freddo un ragazzo indifeso. In secondo luogo questo applauso ci dice che c’è un problema politico: una parte della polizia ha maturato un tale spirito di corpo da ritenersi in guerra con la società italiana, da considerare nemici coloro che stanno dall’altra parte. Non solo nelle manifestazioni, ma anche per strada. Questo pone un problema politico di prima grandezza perché parla della crisi verticale della democrazia. Di fronte a questo livello di degrado io non penso che occorra passare ad urlare ACAB. Non tutti i poliziotti sono espressione di questa sottocultura criminale e non ci possiamo permettere una situazione in cui ACAB diventi la realtà. Per questo il Ministro degli interni e il capo della polizia devono intervenire duramente. cosa dicono Pansa e Alfano? Quell’applauso non è un fatto privato, è un atto politico e come tale deve essere punito. Per questo vorremmo sentire la voce di altri poliziotti, perché i primi nemici dei poliziotti democratici sono i poliziotti che applaudono gli assassini di un ragazzo di 18 anni.

Diario di viaggio di Nicoletta Dosio: Vigevano 26 aprile

Diario di Viaggio: Vigevano 26 aprile
27 aprile 2014Diario di viaggioredazione
Lasciamo Bussoleno e la festa in strada che parla di Resistenza passata e presente: ci attende un’altra piazza dove si parlerà di un’ unione europea nata male e andata avanti peggio, un’Europa da distruggere, per costruire l’altra Europa , quella della pace nella giustizia sociale.
Ci accoglie una regione di risaie che si stende dal Vercellese, al Novarese, fin sotto le colline dell’Oltrepo. Terra nera e acque: E’ cominciato l’allagamento dei terreni; per il momento sono grandi pozze, ma presto sarà un mare.
Vigevano, la città che conobbi nei romanzi di Lucio Mastronardi, ci attende in una piazza del sabato pomeriggio, splendidamente rinascimentale, gremita di gente a passeggio, di caffè affollati.
I compagni hanno preparato un palco con striscioni e bandiere rosse al vento, tra cui spicca la scritta NO TAV, insieme all’arcobaleno della pace e alla bandiera palestinese. Sul fondo il ritratto di Hugo Chavez, cui è intitolato il Circolo PRC.

Dal palco si alzano nell’aria festiva le note delle canzoni popolari, canti sempre attuali che raccontano le trincee maledette, la dura vita delle mondine, lo sberleffo ribelle di chi non si arrende.
Qui batte il cuore operaio e contadino di una cultura che resiste alla becera grettezza leghista e nulla ha da spartire con l’opportunismo di un centrosinistra transgenico.
Perché esiste un’altra faccia di quest’apparente serenità e benessere: la delocalizzazione dell’artigianato del cuoio verso continenti dove manodopera e materie prima non costano niente e dove si può inquinare impunemente; una precarietà fatta di fabbrichette che mettono gli operai in cassa integrazione e li richiamano al lavoro solo se accettano di vedersi abbassare la qualifica e lo stipendio.
E che dire di quanto succede nella scuola dell’obbligo, che, secondo la Costituzione, dovrebbe essere gratuita e non discriminatoria? La disparità comincia fin da piccoli. In ossequio al patto di stabilità, il Comune ha negato la mensa scolastica gratuita ai bambini le cui famiglie non possono pagare. Succede cosi che in una scuola elementare esistano differenti locali – mensa: quello al primo piano, pulito, chiaro e arioso, con pasti caldi per i paganti; l’altro nel seminterrato, umido e sporco, per gli scolari che si portano il pranzo da casa, i poveri, per la maggior parte figli di immigrati.
E’ sera quando ripartiamo. La strada costeggia per un tratto la ferrovia da sempre a binario unico, “con treni scarsi e perennemente in ritardo, croce dei tanti pendolari” racconta chi ci accompagna. Eppure era stata stanziata un’ingente somma per il raddoppio della tratta e l’allargamento del ponte ferroviario; “soldi spariti nel nulla, senza che mai nessuno ne chiedesse conto”.
L’ultima luce si spegne nelle acque morte delle risaie; uccelli acquatici stanno immobili lungo gli argini.
Penso a mia madre che, tredicenne, venne in questi luoghi, la più piccola delle mondine; lei che precocemente conobbe fatica e sfruttamento, la nostalgia di casa, ma anche la solidarietà delle compagne che le davano una mano quando la fatica era troppa.
“Alla mattina appena alzata in risaia mi tocca andar/e tra gli insetti e le zanzare un duro lavoro mi tocca far,/ il capo in piedi con il bastone/ e noi curve a lavorar…”
Le canzoni non parlano solo del passato, ma dell’oggi, di altri poveri, venuti da lontano, con altri volti e storie, ma ugualmente sfruttati.

 

Menù del 1° maggio alla Cooperativa Portalupi

 

Ristorante

Ogni settimana nel week-end una proposta sempre diversa caratterizza il menù a disposizione per i cinquanta coperti ospitati dalla Cooperativa Portalupi. La Cooperativa realizza menù particolari in occasioni di feste ed eventi, proponendo per il sabato e per il pranzo della domenica piatti ricchi e deliziosi della nostra cucina semplice e casalinga. A disposizione per i mesi estivi anche un ampio spazio esterno con cortile alberato. Per prenotazioni contattare lo 0381/346333 oppure il 342/6489617.

In occasione del pranzo della domenica, una volta al mese, intendiamo proporre alla clientela dei menù regionali. Sperando che l’iniziativa trovi gradimento visitate il sito per scoprire la prossima regione !

Menù di giovedì 1° maggio

Menù

SI PREGA DI PRENOTARE

PRIMI
Pansotti di magro al sugo di noci € 6.00
Risotto agli asparagi € 6.00

SECONDI
Tris di arrosti ( coniglio, puntine di maiale, fusi di pollo ) € 7.00
Vitello tonnato € 6.50
Torta salata di radicchio, patate e provola € 5.00

CONTORNI
Insalata mista € 2.50
Patate al forno € 2.50

DOLCI
Macedonia con gelato € 3.50
Strudel di pesche sciroppate e crema € 3.50

BUON 1° MAGGIO !

BUON APPETITO DALLA COOPERATIVA PORTALUPI

 

25 aprile 2014, Milano marea rossa

25 aprile 2014, Milano #marearossa

Aprile 26
Scritto da Maso Notarianni
TAG correlati: liberazione, 25 aprile, milano, #marearossa, partigiani, bandiere,
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Ieri a Milano è stata una bellissima giornata. Una bellissima manifestazione con uno spezzone enorme de L’Altra Europa con Tsipras. Difficile dire quanti fossimo, qualcuno ne ha contati tra i 6 e i 7mila dietro il nostro striscione.

Un risultato straordinario per i numeri, ma anche perché dietro allo striscione eravamo tutti insieme, uniti per un solo obiettivo.
Abbiamo distribuito oltre 35mila volantini, e solo questo numero ci dice quanto sia stata apprezzata da tutta la Milano democatica la nostra presenza così grande e bella.
Vorrei anche io mandare un forte abbraccio a tutt* coloro che dal Comitato provinciale, dal Comitato nazionale e dai Comitati di zona, con esiguità di mezzi economici e di risorse umane, hanno reso possibile questo straordinario risultato. Un esito che darà a molti di noi le energie per continuare quest’inizio di campagna elettorale e per procedere uniti e coesi per costruire una società in cui le persone vengono prima di tutto.

[youtube]http://youtu.be/rIHSt_gY4NE[/youtube]

La resistenza continua

Domani Rifondazione Comunista sarà in piazza, lo saremo con una presenza unitaria della lista “L’Altra Europa con Tsipras”, per onorare la memoria e il sacrificio dei partigiani, perchè la Resistenza è più che mai attuale. Come vent’anni fa, saremo in piazza domani a Milano, contro chi vuole stravolgere la Costituzione, ieri Berlusconi e Bossi, oggi Renzi con l’appoggio di Berlusconi. Proprio nella giornata del 25 aprile vogliamo denunciare in modo chiaro che i pericoli per la democrazia oggi non arrivano solo da destra ma anche da Renzi e dalla maggioranza del PD, che ha fatto una alleanza con Berlusconi finalizzata proprio allo stravolgimento della Costituzione e alla definizione di una legge elettorale ultramaggioritaria che viola la sentenza della Corte Costituzionale ed è peggio della Legge Acerbo varata dal fascismo dopo la marcia su Roma.1800206_10152320435399194_540319847653672640_n

L’Altra Europa con Tsipras apre la campagna elettorale: #primalepersone

L’Altra Europa con Tsipras apre la campagna elettorale: #primalepersone
23 aprile, Milano, piazza degli Affari.

Una grande giornata! No. Non stiamo parlando di indice Mib o di quotazioni di Borsa., ma della lista Altra Europa per Tsipras che proprio da qui ha lanciato la campagna elettorale per le europee.

Alle 18 si inizia con la conferenza di Barbara Spinelli, Marco Revelli e il capolista Curzio Maltese: “Basta con questa Europa dell’austerity che rinfocala i populismi e dimentica lo spirito delle origini della comunità europea. Occorre tornare a quello spirito o c’è il rischio di una nuova Weimar. Questa lista è nata guardando alla Grecia…da quell’esempio si capisce quanto è malata l’Europa: il ritorno dei nazionalismi, le politiche dettate dalla finanza attaccano al cuore l’idea stessa di democrazia nel continente. Noi siamo l’unica proposta di governo dell’Europa, non siamo una proposta di testimonianza ma vogliamo andare al Parlamento Europeo per contare e per ridare dignità alla politica, intesa come quella che si occupa del benessere dei cittadini europei afflitti da disoccupazione, precarietà e nuove povertà. Noi siamo una proposta, l’unica transnazionale, che quindi unisce la comunità e non la divide come invece gli altri soggetti che scaricano sull’UE tutte le colpe quando invece sono loro ad aver compromesso il processo di unificazione per la ristrettezza delle loro visioni politiche. Sosteniamo quindi il bisogno di un’altra Europa certo, ma senza facili demagogie autoassolventi. In Italia la Lista Tsipras non può non denunciare la grave situazione dei media, bloccati e attenti a ridurre a teatrino la politica più di quello che è già e quindi a occultare qualsiasi nuova proposta avvallando la riduzione della politica a falso bipolarismo in salsa, questa volta, Grillo-Renzi. Con altri media, siamo sicuri l’Altra Europa potrebbe aspirare, grazie alla concretezza delle sue proposte, agli stessi lusinghieri risultati oltre il 10% che raccoglie in Grecia, Spagna, Portogallo e altri paesi”.

Subito dopo, tutti sul palco, sfilata dei candidati della circoscrizione del Nord Ovest, ognuno dei quali ha lasciato un breve pensiero sotto forma di tweet. “E’ la nuova sinistra che esce dal chiuso delle proprie sedi e si presenta proprio davanti alla Borsa, di fronte al nemico”, o anche: “questa lista è il futuro di tutta la sinistra”. “Noi siamo la democrazia in Europa, quelli che mettono prima le persone”, dicono dal palco, sottolineando la necessità di “ricostruire lo spirito di comunità”. Poi tutti a ballare il famoso sirtaki di Zorba il Greco.