Mese: febbraio 2016

CORRUZIONE IN LOMBARDIA- PATTA (PRC/SE): «SCOPIAMO VIA MARONI»

_prcMilano, 29 febbraio 2016

COMUNICATO STAMPA

CORRUZIONE IN LOMBARDIA- PATTA (PRC/SE): «SCOPIAMO VIA MARONI»

Domani, martedì 1° marzo, in occasione del voto della mozione di sfiducia nei confronti di Maroni, il PRC della Lombardia sarà presente con un proprio presidio davanti alla sede del consiglio regionale per chiedere le dimissioni del Presidente della Regione.

Maroni è stato colpevolmente inattivo di fronte al dilagare delle irregolarità denunciate da tempo dal comitato per la trasparenza della Regione.

Ha lasciato prosperare per anni le concessioni e gli appalti ai privati dentro cui, come è noto, sono cresciuti esponenzialmente i casi di corruzione.

Di fronte all’estensione del malaffare che in Lombardia è oramai una malattia infettiva endemica, la giunta leghista ha inviato alla Corte dei conti una sola segnalazione.

Le ramazze di Maroni e i “calci in culo” di Salvini vengono agitati, ogni volta che qualcuno del loro giro viene preso con le mani nel sacco, per trasmettere l’immagine abbondantemente usurata di una lega incorruttibile, ma poi si lascia che tutto riprenda come prima: nuovi arresti, poltrone e consulenze agli amici, ticket e malasanità per i cittadini.

Il PRC invita tutti al presidio di domani all’entrata di palazzo Pirelli, in via Fabio Filzi, alle ore 10. È d’obbligo dotarsi di ramazza.

Maroni dimettiti!

Milano, 29 febbraio 2016

Ai danse. Benvenuto straniero!

05 Marzo ore 21.00 – TEATRO VERDI di Cassolnovo (PV)12764610_1290058867676976_4633790358003093836_o

Conobbi Clara per caso, ad un pranzo di autofinanziamento durante il quale colsi l’occasione di pubblicizzare la rassegna letteraria proposta dalla biblioteca del mio Comune.
Mi parlò del libro che aveva pubblicato da poco e, quando capii che narrava una storia di immigrazione, una storia vera di un medico palestinese che ancor oggi lavora presso l’ospedale di Vigevano, pensai subito “SI… questa è da presentare!!”

Chi parla oggi in Lomellina di immigrazione?

Inziai le ricerche tra i miei contatti e Adriano mi indicò una cooperativa sociale di Mortara che si occupa dell’accoglienza e dell’integrazione delle persone immigrate, in cerca di asilo e ancor più di un popolo che possa dar loro una speranza di futuro.
E poi ancora pensai ad associazioni laiche operanti nella zona e chiamai subito la dott.ssa Barettoni di Oltremare a Vigevano.

Ve lo ricordate “Natale con Mohamed”? Ce lo raccontava Gianni Cordone quasi 30 or sono, quando i primi nuclei di comunità oltremare, provenienti soprattutto da Marocco e Tunisia, si stanziarono anche a Vigevano e zone limitrofe, in cerca di un lavoro e una vita migliore.

Oggi molti vengono coi barconi dalla Libia e cercano asilo in terre di pace.

Un paese adeguatamente civile dovrebbe occuparsi non solo della loro accoglienza, bensì anche della loro integrazione e del riuscire ad offrire loro una possibilità di vita e di futuro.

Paghiamo le tasse da anni per arricchire le tasche della casta e per finanziare le guerre delle superpotenze, oppure le paghiamo per il futuro di tutte e di tutti?

Dalle barriere alzate nel nord Europa, a quelle issate nei singoli Comuni e ancor più nelle nostre menti, abbiamo pensato di organizzare insieme un momento di riflessione e dibattito su quella criticità che oggi troppi vedono solo come un problema: l’immigrazione.

E se si parlasse di ricchezza e di valore aggiunto che queste persone ci portano?

Parliamo di questo, ma facciamo anche festa ascoltando alcune loro musiche e danze, perché vogliamo offrire loro un’opportunità… non un’altra guerra!

Isabella Vierzi
Presidente comitato Biblioteca Comunale di Cassolnovo

CORRUZIONE IN LOMBARDIA, FERRERO E PATTA (PRC): “SCOPIAMO VIA MARONI, IL RESPONSABILE POLITICO: DIMISSIONI!”

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COMUNICATO STAMPA

CORRUZIONE IN LOMBARDIA, FERRERO E PATTA (PRC): “SCOPIAMO VIA MARONI, IL RESPONSABILE POLITICO: DIMISSIONI!”

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, e Antonello Patta, segretario regionale Lombardia di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, dichiarano:“Secondo la Corte dei Conti la corruzione in Lombardia è “talmente diffusa e ramificata da costituire una malattia infettiva epidemica, come un virus contagioso che si diffonde”.  Non a caso sono ben 9mila le segnalazioni giunte alla procura nel 2015, molte da parte di comuni cittadini.
Ma per la giunta del leghista Maroni sembra che il problema non esista: nel 2015 ha inoltrato una sola segnalazione di danno e risposto alle preoccupazioni della procura che in Regione tutto andava bene.
Eppure già nel 2014 il comitato per la trasparenza della Regione, guidato dall’ex generale della finanza Forchetti, aveva chiesto urgenti interventi considerata la prassi diffusa nelle aziende sanitarie di  “affidamenti diretti per somme superiori al limite consentito, reiterazione di proroghe, acquisti in economia per più anni dal medesimo fornitore  anziché  seguire le necessarie procedure previste dal codice dei contratti; carenza di controlli interni”
Un bubbone su cui per anni non si è voluto far niente e che, anzi, è cresciuto con le concessioni a privati negli ospedali della Lombardia che rappresentano in valore circa un terzo delle concessioni affidate nella sanità in tutta Italia: un miliardo e duecento milioni di euro.
Le ramazze della lega sono servite solo a mettere la polvere sotto il tappeto e così tutto continua come prima: appalti truccati, poltrone e consulenze agli amici, ticket e malasanità per i cittadini.
Scopiamo via il responsabile politico della corruzione in Lombardia: Maroni dimissioni!”
26 febbraio 2016

Difesa, Ferrero: «Mentre gli Usa spiano il Presidente del Consiglio, il governo dà il via libera ai droni Usa dalle basi siciliane. Renzi sta svendendo l’Italia»

Pubblicato il 23 feb 2016

di Paolo Ferrero –

Mentre gli USA hanno spiato anche il Presidente del Consiglio, il governo italiano da il via libera ai droni USA armati in partenza dalle basi siciliane. Sapevamo di essere i servi della Merkel ma evidentemente siamo anche una colonia degli USA e come tali veniamo trattati: Renzi non sta svendendo l’Italia, la sta regalando senza alcuna dignità. L’uso dei droni Usa in partenza da Sigonella ci fa entrare in guerra senza che i cittadini italiani lo sappiano, senza che il Parlamento ne abbia nemmeno discusso ed in piena violazione della Costituzione. L’unico tavolo su cui Renzi batte i pugni è quello del bar per ordinare da bere!

Campagna stop TTIP: appuntamento il 27 febbraio!

Pubblicato il 22 feb 2016

Rosa Rinaldi, Segreteria nazionale, Ambiente Territorio Beni Comuni

Il prossimo 27 febbraio si terranno in tutta Italia quattro riunioni macro-regionali della campagna StopTTIP a cui sia nazionalmente che sui territori siamo impegnate/i.

L’esigenza di queste riunioni nasce dalla necessità di un confronto collettivo sui passi avanti fatti in questi due anni dalla campagna e sulle prossime tappe da mettere in campo, a partire dalla consapevolezza che il 2016 è un anno decisivo per le sorti del TTIP e per la nostra campagna di contrasto allo stesso, che finora abbiamo sviluppato a livello territoriale in modo diffuso ed articolato.

E’ quindi giunto il momento di operare un salto di qualità e di discutere, assieme ai Comitati territoriali, della possibilità, a partire dall’ottimo lavoro sin qui prodotto nei territori, di costruire assieme una manifestazione nazionale di carattere europeo, da farsisabato 16 aprile a Roma.

Una manifestazione  che possa rappresentare un’adeguata risposta dal basso alla Commissione Europea e al Ministero del Commercio Usa – che provano un colpo di mano accelerando i tempi per il raggiungimento di un accordo. Un accordo puramente formale, attraverso una sorta di “legge delega” che descriva la cornice  che sarà perfezionata dai cosiddetti tecnici, a quel punto senza alcun potere di controllo e contrasto da parte dei cittadini europei, né delle istituzioni.

Un’accelerazione necessaria, dal punto di vista delle multinazionali e dei poteri economici che vogliono, in qualunque modo, raggiungere la stipula del trattato (TTIP) prima delle elezioni statunitensi, e scongiurarne il rinvio a dopo le elezioni statunitensi.

Per questo vi chiediamo di partecipare e di organizzare la nostra presenza da tutti i territori alle quattro assemblee “macroregionali”, un appuntamento importante di discussione collettiva, per capire assieme come costruire al meglio l’iniziativa nazionale per il 16 aprile, un appuntamento in cui chiediamo un contributo importante di presenze e idee alle compagne e ai compagni di Rifondazione Comunista.
Di seguito le indicazioni relative alle quattro assemblee che si terranno in contemporanea il 27 febbraio.
Nord-Est: Padova presso Banca Etica, sala “Impastato”, via Cairoli vicino Hotel Grand’Italia, dalle ore 10.00 alle ore 15.30

referenti:
Elena Mazzoni:

ellykurt@yahoo.it

Aram Gurekian
aramgk@gmail.com

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Nord-Ovest: Torino, dalle ore 10,30 alle ore 17 presso la Casa Umanista via Lorenzo Martini 4b (zona università Palazzo Nuovo)
referenti:
Paola Balestra
paola@boh2k.com
Francesco Panie
francesco.panie@gmail.com

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Centro: Romapresso il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, via S.Ambrogio 4 (da stazione Termini, bus 40 e 64 fino a Largo Argentina e poi 2 minuti a piedi). dalle ore 11 alle ore 17

referenti:
Marco Bersani
marcattac@email.it
Rosa Rinaldi
rosa.rinaldi@rifondazione.it

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Sud: Bari, sala della CGIL Puglia, via Calace 4, quartiere Stanic, dalle ore 10.30 alle ore 17.00

referenti:

Monica Di Sisto
moni.disisto@iol.it
Pietro Ruffolo
pietro.ruffolo@flai.it

 

NB. I comitati calabresi, che non si sono mai incontrati a livello regionale, si sono dati appuntamento, sempre il 27 febbraio, alle ore 17:30 presso il Parco 25 Aprile di Lamezia Terme. Chiaramente chi è più comodo può raggiungere Bari Referente Danilo De Salazar: danilo.desalazar@gmail.com
Confermare la presenza, scrivendo a: stopttipitalia@gmail.com,  e far girare questa nota  tra tutti  i contatti delle federazioni, oltre che, naturalmente tra gli iscritti e le iscritte
Grazie per l’attenzione e vi aspettiamo numerose e numerosi. 

 

ANCORA SULLA QUESTIONE FANGHI E RELATIVI CONTROLLI

Mortara, 21 febbraio 2016

Ho appreso, da una dichiarazione alla stampa dell’assessore provinciale all’ ambiente Michele Bozzano, che al corso di formazione indetto dalla Provincia di Pavia per l’apprendimento delle modalità di controllo dei fanghi, un corso per vigili urbani e per addetti alla vigilanza ambientale, il Comune di Mortara (assieme a molti altri) non ha aderito.

E’ appena il caso di ricordare che Mortara è uno dei comuni maggiormente investiti dal problema dei fanghi, sia per la richiesta di insediare al CIPAL l’ECOTRASS ( impianto trattamento fanghi), sia per lo smaltimento nelle campagne che in Lomellina ha raggiunto un quantitativo enorme e sproporzionato alle dimensioni del territorio.

Per questo sarebbe stato utile favorire la preparazione dei dipendenti pubblici addetti all’ambiente, approfittando del corso provinciale. Ho letto della richiesta dei vigili urbani per “arrotondare” lo stipendio con le ore straordinarie e dell’ipotesi del loro intervento in comuni vicini con convenzioni varie, ecc. ma sarebbe stato più utile utilizzare eventuali ore straordinarie per l’aggiornamento in materia ambientale.

Evidentemente l’Amministrazione Comunale di Mortara, in altre faccende affaccendata, ci sente poco da questo orecchio.

Sempre nel campo dei controlli: nel Consiglio Comunale aperto del 1 ottobre 2015 proponemmo di utilizzare il laboratorio dell’ Azienda Speciale Mortara per le analisi, vista l’insufficienza dei controlli da parte di altri enti. Il Presidente dell’ AS Ciaramella rispose che senz’altro si sarebbe attivato.

Ad oggi non ci risultano interventi o controlli utilizzando questo canale.

Ecco perché riteniamo che, al di là di prese di posizione di facciata, l’Amministrazione Comunale di Mortara non si impegni a fondo sul problema. Ad esempio bisognerebbe che il Piano di Governo del territorio fosse modificato, come sempre da noi richiesto, con una norma che preveda espressamente che ”sul territorio comunale non siano possibili insediamenti di trattamento fanghi o rifiuti”.

Inoltre bisognerebbe emettere un’Ordinanza che stabilisca distanze adeguate dalle abitazioni, nonchè un limite ai quantitativi. Il Sindaco di Mortara l’estate scorsa aveva semplicemente indicato degli orari di spandimento, e poi, spaventato, aveva addirittura ritirato l’Ordinanza.

Di fronte ad atteggiamenti simili non resta che continuare la forte mobilitazione in atto contro i fanghi e contro l’insediamento dell’ECOTRASS.

Teresio Forti

Circolo di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista

Il punto su.. Il contrasto alla povertà e le pensioni di reversibilità

Pubblicato il 19 feb 2016

Care compagne e cari compagni,

ecco il secondo numero de “Il punto su..” relativo alla legge delega contro la povertà e alla questione delle pensioni di reversibilità. Le smentite del governo non sono sufficienti perché la legge delega lascia aperta la possibilità ad un intervento di ridimensionamento delle prestazioni assistenziali e previdenziali per finanziare un intervento modestissimo e radicalmente inadeguato nel contrasto alla povertà.

un caro saluto

Roberta Fantozzi

area lavoro e economia – segreteria nazionale

Il punto su..

Il contrasto alla povertà e le pensioni di reversibilità

numero 2 – febbraio 2016

Il governo Renzi vuole mettere le mani sulle pensioni di reversibilità? Le smentite di Poletti e Padoan non tranquillizzano perché i contenuti della legge delega per il contrasto alla povertà che il governo vuole approvare lasciano la porta aperta a questa possibilità. Nel testo si parla infatti di risorse che vanno a finanziare il fondo per il contrasto alla povertà  e che devono derivare da non meglio definite operazioni di “razionalizzazione” sulle prestazioni assistenziali, comprese quelle di natura previdenziale. Da qualche parte dunque si taglierà.

Un intervento sulle pensioni di reversibilità sarebbe inaccettabile, come lo è la politica del governo nel contrasto alla povertà, non a caso improntata al cosiddetto “universalismo selettivo” richiamato dalla legge delega: l’orrendo ossimoro con cui si è teorizzato nei decenni scorsi che il welfare non poteva coprire tutti e che dunque non si trattava più di promuovere diritti universali ma al massimo prestazioni “caritatevoli” per le povertà estreme.

Di seguito una breve scheda per fare il punto su quello che il governo ha messo in campo sulle povertà, sul perché sarebbe gravissimo il taglio delle pensioni di reversibilità e sull’inaccettabilità della logica che continuamente il governo mette in campo: quella della guerra tra poveri, che mette in conflitto ultimi e penultimi, invece di intervenire sulle grandi disuguaglianze e mettere in campo politiche realmente redistributive.

1. E’ inaccettabile il modo in cui si interviene sulle povertà.

Gli interventi per il contrasto alle povertà previsti dalla legge di stabilità 2016 sono  totalmente inadeguati rispetto alla situazione di sofferenza sociale cresciuta esponenzialmente in questi anni.

Secondo i dati Istat relativi al 2014, infatti, sono 1 milione e 470 mila le famiglie in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni 102 mila persone, 7 milioni 815 mila persone sono invece in condizione di povertà relativa. I dati sono stabili rispetto all’anno precedente e concentrati geograficamente: la povertà assoluta si attesta al 4,2% al Nord, al 4,8% al Centro e all’8,6% nel Mezzogiorno. A fronte di questa situazione il governo ha stanziato 600 milioni aggiuntivi per il 2016 portando le risorse complessive a 1,6 miliardi e 1 miliardo per il 2017 portando le risorse complessive per quell’anno a 1,5 miliardi.  Dei 600 milioni aggiuntivi 220 sono destinati a finanziare l’Asdi, l’assegno di disoccupazione, e 380 il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva, misura attivata dal governo Letta e rivolta esclusivamente ai nuclei familiari con un minore). Il finanziamento complessivo per il Sia raggiunge complessivamente la cifra di 750 milioni per il 2016 (tra quanto era stato già stanziato e le nuove risorse) e di 1 miliardo per il 2017. Se fossero distribuiti sulla sola platea dei poveri assoluti, non dando nessuna risposta alla condizione di povertà relativa, le risorse stanziate dal governo comporterebbero 15 euro lorde mensili, conteggiando invece la sola platea dei nuclei familiari in povertà con un minore che sono circa 600.000, questo significa 104 euro mensili lorde per nucleo familiare. Va ricordato che la proposta di reddito di inclusione sociale avanzata dall’Alleanza contro la Povertà (Acli e Caritas) prevede risorse per 7 miliardi, mentre il reddito di dignità sostenuto da Libera per quanto non quantificato precisamente, nel prendere a riferimento le proposte esistenti in Parlamento (quella del Movimento 5 Stelle e quella di iniziativa popolare proposta da Bin, Sel, Prc ed altri, quantificate dall’Istat rispettivamente in 14,9 e 23,5 miliardi) si situa approssimativamente sulla cifra di 20 miliardi. La legge delega ipotizza un ampliamento degli interventi contro la povertà modesto, dopo il 2017, e finanziato dal taglio delle misure assistenziali e previdenziali vigenti.

2. Non si può usare nuovamente il sistema previdenziale per fare cassa.

Le pensioni di reversibilità, che già oggi vengono erogate in misura differenziata a seconda del reddito del coniuge superstite e delle diverse condizioni dei figli o dei congiunti, sono finanziate dai contributi versati.  Come abbiamo sottolineato più volte sono le pensioni a finanziare le casse dello stato e non viceversa, e questo accade dal 1996.

Riportiamo i dati tratti dal Rapporto sullo Stato Sociale 2015 relativi al complesso del sistema previdenziale. La spesa per il 2013 per le prestazioni IVS (invalidità-vecchiaia-superstiti) è stata di 201,6 miliardi. I contributi  versati sono stati pari a 181,2 miliardi. Le risorse rientrate nelle casse dello stato attraverso le tasse sono stare 41, 3 miliardi. In sostanza il rapporto tra cioè che è uscito dalle casse dello stato in termini di pensioni erogate e ciò che vi è entrato per i contributi e le tasse, è in attivo di 21 miliardi pari all’1,3% del PIL.

E’ dunque inaccettabile che si intervenga nuovamente usando le pensioni come un bancomat, quando invece va rimessa radicalmente in discussione la controriforma Fornero.

3. Il governo incrementa le disuguaglianze e poi interviene con una partita di giro interna alla riduzione del sistema di welfare.

Va ricordato che nella  legge di stabilità per il 2016 il governo Renzi ha eliminato le tasse sulle prime case dei ricchi, cioè sugli immobili di pregio, misura che da sola è costata 1,5 miliardi, favorito l’evasione fiscale con le norme sul contante, regalato una quantità stratosferica di risorse alle imprese (nel 2015 per effetto della precedente legge di stabilità si è trattato di circa 8 miliardi tra Irap, decontribuzione ed altre misure, che crescono nel 2016 e 2017, per ulteriori interventi, tra cui la riduzione della tassa sui profitti, cioè dell’Ires a partire dal 2017).

Parallelamente sempre nella Legge di Stabilità i tagli previsti sono di oltre 8 miliardi per il 2016 prevalentemente su sanità, regioni, servizi pubblici.

Tutto questo avviene in una situazione in cui la ricchezza è sempre più concentrata in poche mani.

Secondo il rapporto OCSE del maggio scorso (e i dati sono coincidenti, con poche e irrilevanti differenze, con quelli di altri istituti statistici) l’1% più ricco della popolazione italiana detiene il 14,3% della ricchezza nazionale netta, praticamente il triplo rispetto al 40% più povero, che ne detiene solo il 4,9%. 600.000 persone possiedono il triplo della ricchezza di 24.000.000 di persone.

Il 20% più ricco (primo quintile) detiene il 61,6% della ricchezza, e il 20% appena al di sotto (secondo quintile) il 20,9%. Il restante 60% si deve accontentare del 17,4% della ricchezza nazionale, con appena lo 0,4% per il 20% più povero. Il rapporto tra il primo e l’ultimo quintile è di 154 a 1.

Diciamo no a qualsiasi ulteriore riduzione delle prestazioni previdenziali.  Rilanciamo l’iniziativa per rimettere radicalmente in discussione la controriforma Fornero sulle pensioni, per istituire il reddito minimo come misura di reale contrasto alla povertà, per una politica redistributiva a partire dall’istituzione di un’imposta patrimoniale sulle grandi ricchezze.

 

 

Scheda a cura di Roberta Fantozzi – Febbraio 2016

Area Lavoro e Economia – Rifondazione Comunista www.rifondazione.it

Il circolo Prc di Vigevano esprime la propria solidarietà politica al consigliere comunale Luca Mazzola

Vigevano, 19 febbraio 2016

Il Circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista, riunito in data odierna, esprime la propria solidarietà politica al consigliere comunale Luca Mazzola per il grave tentativo di intimidazione messo in atto nei suoi confronti.
Condanniamo con forza ogni azione messa in atto contro la legittima attività propositiva e di controllo che spetta ad ogni eletto, ed al tempo stesso sollecitiamo l’intervento del Prefetto affinché intervenga sull’accaduto e si faccia garante dell’agibilità politica garantita dalla Costituzione alle forze democratiche.
La migliore risposta da dare a questo tipo di intimidazioni è quella di allargare la mobilitazione e la partecipazione dei cittadini, contrastando ogni tendenza autoritaria e costruendo l’alternativa senza perseguire “compromessi” al ribasso con chi ha una visione “assolutistica” del proprio ruolo pubblico.

Circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista

Piena solidarietà e sostegno del Prc ai lavoratori dell’inceneritore di Parona in lotta per la riconversione ecologica

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI PAVIA

COMUNICATO STAMPA
19 febbraio 2016

All’inceneritore di Parona la proprietà ha avviato le procedure di licenziamento collettivo per 27 dipendenti. Il PRC esprime piena solidarietà e sostegno alla lotta dei lavoratori che si trovano ora insieme al Sindacato a difendere il loro lavoro, il reddito delle loro famiglie, e si trovano a difendere il mantenimento di livelli occupazionali sempre più ristretti, nell’attuale fase di crisi economica, specialmente nel nostro territorio provinciale e in Lomellina.
Ma non si tratta solo di difendere il lavoro e i lavoratori. Si tratta, soprattutto, di prendere atto che va totalmente cambiato il modello gestionale di raccolta e smaltimento rifiuti rappresentato dall’impianto di Parona. Il modello è quello societario, in cui si fanno affari con scambi azionari, con il monopolio di servizi pagati tramite le bollette degli utenti, e sempre sostenuti anche da contributi pubblici. Gli addetti, operai, impiegati, tecnici vengono considerati ‘oneri’ un peso di cui alleggerirsi quando non si riesce a spingere al massimo la giostra degli utili. Nel caso dell’inceneritore di Parona vi sono alcuni fattori gestionali che incidono sui risultati di bilancio: l’impianto non riesce più a rientrare nei parametri stabiliti dalla Comunità Europea per consentire il riconoscimento del sovrapprezzo dell’energia elettrica (certificati verdi). Inoltre anche i Comuni più arretrati hanno attivato almeno parzialmente la raccolta differenziata. Infine, ma non ultimo, c’è da considerare la perdita dei conferimenti da ASM Voghera la quale, alla fine del 2014 aveva appaltato il servizio ad A2A. E c’è ancora un ultimo punto, precisamente il ‘fine vita’ delle caldaie; la prima ‘scade a fine 2017’, la seconda arriverà fino al 2022.
Nessuno dei fattori suindicati può considerarsi un fulmine a ciel sereno. Perciò si è indotti a pensare che la decisione della proprietà sia legata alla cessione di quote azionarie di LGH ad A2A. Il PRC è sempre in prima linea, nelle istituzioni e nelle lotte, per criticare e contrastare i processi di accentramento societari che favoriscono l’accumulo finanziario in poche mani e abbandonano le finalità di gestire i servizi nell’interesse generale del territorio, dell’ambiente, dei lavoratori e degli abitanti.
Il PRC, anche nel territorio Lomellino, è da sempre a fianco dei lavoratori nelle vertenze sindacali e a fianco dei movimenti ambientalisti nelle vertenze territoriali. Per questo, nel caso dell’impianto di Parona, riteniamo di dover lottare non solo per ragioni di solidarietà con i lavoratori, ma anche per sostenere la presa in carico di un nuovo modello da parte delle amministrazioni locali interessate. Sollecitiamo principalmente i Comuni, i Sindaci i Consiglieri, a rivendicare l’esercizio di una autorità che negli scorsi decenni hanno inopinatamente lasciato nelle mani di una società privata.
L’impianto di Parona, che la società privata vorrebbe continuare a spremere come un limone ancora nei prossimi anni, deve invece conoscere una fase di rigenerazione, mediante l’attivazione di una conversione ecologica. Gli Enti Locali, in primis quelli della Lomellina, devono porsi in grado di imporre alla Società un nuovo modello gestionale basato sulle cinque R : a) riduzione; b) raccolta; c) riutilizzo; d) riciclaggio; e) recupero. In questa direzione gli Enti Locali possono operare – anche autonomamente rispetto alle scelte di Lomellina Energia, per la salvaguardia dei posti di lavoro e per la realizzazione di un servizio di gestione rifiuti finalmente innovato.