Mese: ottobre 2016

“Terremoti ed altro, un grande piano nazionale di messa in sicurezza e manutenzione”

Tratto da: controlacrisi.org
Intervento di Domenico Moro

Mentre l’Italia è devastata da nuove scosse di terremoto, Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici, e il ministro Padoan discutono se e in che misura le spese per il terremoto di agosto in Italia centrale possano essere defalcate dal computo del deficit di bilancio. Il punto imprescindibile, per Bruxelles, è, come sempre, rientrare nei limiti di bilancio. Francamente, ciò è ormai intollerabile. È ora di dire basta con il tira e molla tra governo Renzi e Commissione europea per una manciata di milioni per le spese per il terremoto, mentre si prevedono nella legge di bilancio super e iperammortamenti fiscali che andranno a beneficio soltanto delle grandi imprese.

Più che di permessi della Commissione europea a includere nella legge di bilancio cifre non esorbitanti, c’è bisogno di un grande piano di ricostruzione nazionale, che metta in campo risorse adeguate (miliardi e non poche centinaia di milioni) per la messa in sicurezza del territorio italiano da terremoti e alluvioni e per la manutenzione della infrastruttura stradale e ferroviaria. Proprio pochi giorni fa a Lecco è crollato un cavalcavia stradale e, mentre le autostrade, costruite con i soldi pubblici e ora a gestione privata, aumentano le tariffe, le autostrade ancora pubbliche subiscono crolli, come quello che ha interessato l’anno scorso un tratto dell’autostrada Palermo-Catania. Ma basta guardare alla situazione del manto stradale in tutta Italia, persino a quello della Capitale e dalla sua provincia, per rendersi conto di quanto sia degradata la rete sotto il controllo pubblico, dopo anni di investimenti zero, a causa del Fiscal compact europeo, che ha prodotto il pesante decurtamento dei trasferimenti statali agli enti locali (-50% ai comuni).

Invece, per quanto riguarda la sicurezza ferroviaria non dimentichiamo la tragedia accaduta in Puglia a luglio, che causò ventitre morti. Secondo l’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (Ansf) gli stanziamenti del governo per la messa in sicurezza sono inadeguati: non basteranno, secondo il direttore dell’agenzia, Gargiulo, i 300 milioni promessi dal ministro Del Rio, ma, ad una prima e prudenziale stima, ne serviranno almeno 500. Intanto, la situazione è talmente pericolosa che, per le tratte ancora non adeguate agli standard, l’Ansf propone il limite di velocità di appena 50 chilometri all’ora, che l’associazione dei gestori privati delle ferrovie rifiuta.

C’è un modo per combattere la disoccupazione e la crescita del debito, creando nuovi posti di lavoro e buona crescita del Pil: salvare vite umane, abitazioni, infrastrutture vitali e il nostro patrimonio storico. Ma, per fare questo, bisogna superare questa Europa: i suoi assurdi vincoli di bilancio e i suoi metodi di funzionamento, il Patto di stabilità in primis, in modo da mettere in atto una politica economica pubblica finalmente espansiva. Una politica che non si incentri tanto sulla riduzione dei tassi d’interesse, che va soprattutto a favore dei profitti, ma che si incentri soprattutto sulla ripresa massiccia degli investimenti pubblici, mediante un piano gestito direttamente dallo Stato. È in questo senso che si può e si deve parlare di ripristino della sovranità popolare e democratica, in opposizione ad un sovrannazionalismo europeista esclusivamente del capitale.

In definitiva, le ultime e dolorose vicende italiane ci parlano di una questione più generale. Il problema centrale cui dare risposta è quale sviluppo e quale crescita vogliamo. Più precisamente, il tipo di sviluppo e di crescita è strettamente collegato a come, per chi e cosa produrre. In altre parole, è connesso a uno sviluppo che sia utile al Paese, in termini certamente, in primo luogo, di sicurezza, ma anche, più in generale, di soddisfazione dei bisogni della collettività (ad esempio: diritto all’abitare e alla mobilità), mediante l’allargamento del perimetro dell’attività pubblica in economia e la riduzione del campo, ora predominante, dei rapporti di produzione privati.

SU DI TONO !“la musica rock di qualità al Teatro Verdi di Cassolnovo

Da SABATO 5 NOVEMBRE Ritorna con la seconda edizione di SU DI TONO !“la musica rock di qualità al Teatro Verdi di Cassolnovo
Rock nella sua accezione più ampia ovvero prog, blues, pop, canzone d’autore e jazz fino al rap sarà protagonista dei sabati di Novembre a Cassolnovo –
L’amministrazione comunale, l’ assessorato alla cultura e spettacoli di CASSOLNOVO con la collaborazione dell’associazione ALAMBRADO ripropone dopo il buon successo dello scorso anno SU DI TONO ! , Buone vibrazioni Live, una serie di 4 concerti che con inizio alle 21.30 porteranno ai cassolesi una varietà di generi e artisti di grande qualità al teatro Verdi , un ambiente particolarmente adatto ad una ricezione attenta della musica ead una partecipazione appassionata del pubblico che potrà avere un rapporto “ intimo “con gli artisti quasi da poterli toccare con mano .
In particolare il 12 Novembre salirà sul palco il grande cantautore veronese MASSIMO BUBOLA con la sua Eccher Band , sicuramente tra i più importanti autori di canzoni , probabilmente quello che meglio incarna lo spirito folk rock , lo dimostrano “il cielo d’Irlanda,” “Fiume Saint creek”, “Quello che non ho”…e le migliori traduzioni dei brani di Bob Dylan ( Avventura a Durango…)spesso a fianco di Fabrizio DE ANDRE’.

Ma altre ed importanti sono le novità a cominciare dall’entrata a tutti i concerti che sarà ad OFFERTA LIBERA con le offerte che saranno destinate esclusivamente ad implentare i beni e le attrezzature dell scuole del comune di Cassolnovo e del Molino del Conte ; una scelta precisa dell’Amministrazione di sostenere la Scuola pubblica ma anche di dare la possibilità a tutti di assisterè a spettacoli di valore senza costi onerosi come del resto sta facendo con la stagione teatrale cercando di portare in teatro i cassolesi di età diverse con tutti mezzi possibili..
Altra novità è quella di creare un apposita serata dove far esibire le migliori band emergenti del nostro territorio selezionante con cura per originalità della proposta musicale e per i testi privilegiando quelli in italiano ,, caratteristica peraltro comune un po’ a tutte le band della rassegna .
In questo senso sia gli ABITUDE rock & pop , prog che gli SNATCH HEAVVY BLUES BAND che saranno di scena il 19 novembre pur con pregevoli innovazioni proseguono il loro percorso musicale mantenendosi sulla via maestra del rock anni 60-70 così come il quartetto della talentosa cantante sulla grande pache si esibiranno , danso spazio a band che peridiligono le produzioni originali e non le ben più comode cover .Su questa linea anche il gruppo della talentosa cantante Francesca DE MORI con Tazio Forte al piano che il 26 proporrà il suo jazz swing n’ progressione nel concerto di chiusura della rassegna
Non ultima in quanto ad importanza anche la collaborazione organizzativa di molti giovani sotto la guida dell associazione ALAMBRADO , che in passsato è stata attiva protagonista della scena rock e della cultura undreground non solo lomellina con l’organizzazione di concerti , rassegne , festival proprio deicati all’ “altra musica “.

Tra le novità proprio proposte dai giovani , oltre alla selezione delle band c’è anche l’introduzione di una serata interamente dedicata al RAP ealla cultura hip hop , la prima ad approdare in un teatro in Lomellina .Saranno proprio le migliori gangsta rap di Vigevano Cassolnovo e dintorni ad esibirsi nella serata di apertura il 5 Novembre sabato prossimo .
STREET OPERA , Hip Hop RAP con
Altra China Crew, DJ VILE, CASOTTA RECORDS , DOUBLE C ecc…
A coordinare la serata Bushi che con i suoi ALTRA CHINA CREW , collettivo o posse che dir si voglia, nato da un anno e che comprende Easy M,Zetaz, Wasabi,John Doe, Stige tutti con all’attivo già produzioni personali e che si apprestano a registrarne una collettiva . Insieme a loro molti altri a cominciare dai CASOTTA RECORD.a DOUBLE C, altro cassolese.
A confezionare magicamente i tappeti sonori, drum n bass sarà DJ VILE , un nome una garanzia il quarantenne catapultato direttamente dal bronx catanese da diversi anni sulla ribalta vigevanese , è valente dj di lunga esperienza che sa asseblare ricomporre scratchare sulle onde sonore di hip hop, r’n’b’, funk e naturalmente rap a raffica
Una scena quella hip hop in forte crescita nel nostro territorio in questi ultimi anni che annovera artisti molto giovani , addirittura adolescenti a fianco di altri più “maturi ” , caratterizzata da proposte le più variegate sia come tendenza di testi che di musica ,un melting pot che spesso ha come unico scopo quello di parlare del presente, delle menate quotidiane , per dirla con le parole dei Casotta “ non c’è tema fisso , c’ è un idea, ma .forse un sogno insomma solo ragazzi che fanno musica e la fanno bene” . Ma qua e la tra le parole e i versi di molti testi si possono ritrovare caratteristiche comuni.
In RICORDA IL NOME il gran bel video fatto in strada dagli Altra China new si scorgono diverse e forti critiche sociali, anche se loro non lo ammetteranno mai “l’ultima ruota del carro spinge più delle ruote di scorta..mentre i partiti già scremati come latte sui mercati..e poi sta merda è paraffina che ti secca ..” . inni alla forza del rap come unico linguaggio possibile “il rap è un paradosso ma è tosto.. sta roba suona più forte delle bombe.. , terzine come cingoli,, rime ..arte…confessare..” infine chiari messaggi di appartenenza , , voglia di essere una comunità perlomeno diversa se non alternativa a quella che esiste ,che è lontana anni luce da come vorrebbero che fosse; una comunità che parla anche in codice “ Il rapper è chi ti insulta senza fartelo sapere…questo è un clan ..alieno come kriptonite…è dal 1993 che sto aspettando il sole ..oppressione …”
Una serata quindi quella di sabato prossimo che promette di essere molto scoppiettante con i rapper che prima si esibiranno da soli e nei loro gruppi e poi si confronteranno con gli altri a colpi di strofe e beat improvvisate
Lo stesso titolo della serata STREET OPERA, HIP HOP/RAP è significativa di chi pur contrastando anche le normali programmazioni del teatro, l’ultimo appuntamento dedicato proprio all’Operetta e all ‘opera con i Maestri Cantori di Vigevano , vuole comunque confrontarsi in uno spazio più “accademico” e visibile di quelli underground frequentatiabitualmente, mostrando l’esigenza di esprimersi e comunicare anche al di fuori della sola cerchia di fans e di adepti della grande famiglia dell’Hip Hop .
L’entrata è ad offerta libera destinata alle scuole di Cassolnovo e Molino del Conte ma è possibile prenotare i posti al 3335740348.
C A S S O L N O V O PV TEATRO VERDI Via Oberdan 6
Su di tono ! 2016 vol 2
Buone VIBRAZIONI LIVE di RAP, ROCK, BLUES , JAZZ e Canzone d’AUTORE
Sabati di Novembre 2016 ore 21.30
5 Novembre
STREET OPERA , Hip Hop RAP con
ALTRA CHINA CREW, DJ VILE, CASOTTA RECORDS , DOUBLE C ecc…

Prossimo appuntamento
12 novembre MASSIMO BUBOLA & Eccher Band
Da “Fiume Sand Creek” a” il cielo d’Irlanda “ un mito della canzone d’autore italiana
Info 3335740348

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IL “Costa”un servizio che deve essere difeso

Dall’Informatore di Vigevano di giovedì 27 ottobre 2016

L’appello

Il “Costa”, un servizio che deve essere difeso L’argomento di questo messaggio che invio alla cortese attenzione del Direttore dell’Informatore Vigevanese è relativo al nostro “Civico Istituto Musicale Luigi Costa” che di seguito per brevità riassumerò in Costa.

Prima di entrare nel merito del messaggio, credo sia opportuno introdurre la questione.

La nostra Amministrazione Comunale, ormai da tempo, ha intenzione di chiudere o quanto meno a disinteressarsi del nostro Costa.

Il primo tentativo è stato arginato grazie alla lungimiranza della nostra compianta Luisa Rossi Rivolta che, grazie al trasferimento dei Giudici di Pace in Palazzo Roncalli, ha potuto traslocare l’Istituto nella sede attuale di Palazzo dell’Esposizione in Piazza Calzolaio d’Italia. (Ricordo ai distratti che era “provvisoriamente “, da circa 30 anni, sistemato con elevati costi di pigione nei locali del Negrone in corso Milano dopo aver dovuto lasciare la sede di nascita, il Cagnoni, per la nota ristrutturazione).

Il risparmio ottenuto, forse, ne ha permesso la sopravvivenza fino ad ora ma, non essendoci più Lei, che ha curato con passione l’insieme degli aspetti culturali della nostra città, siamo di nuovo al possibile smantellamento forse attraverso una forma di privatizzazione che di fatto, partendo dal mancato rinnovo dei contratti che legano al Comune e non a terzi i Maestri, che tengono i corsi agli allievi, permetterà la dispersione di quello che io considero bene di tutti, o meglio della cittadinanza vigevanese.

Nella sostanza questo messaggio all’Informatore vuole essere una richiesta di aiuto, anche sul metodo da usare, per evitare che il nostro Costa, quello dei cittadini intendo, venga alienato dalla struttura del Comune e ceduto con la giustificazione che bisogna contrarre le spese comunali.

Il Costa è stato ed ancora è parte della cultura della città da ormai quasi un secolo e mezzo. Se potessimo paragonare la vita della città ad un albero, il Costa è una delle sue radici, non un ramo da potare. Solo chi voglia compromettere la vita dell’albero penserebbe di estirparne le radici.

Un ulteriore aspetto positivo che mi ha motivato a scrivervi è l’avere constatato l’efficacia di un Vostro articolo quando la tomba stessa del nostro illustre concittadino Luigi Costa (guarda il caso) venne inopinatamente messa in vendita come un qualsiasi loculo con contratto scaduto. L’articolo fece emergere l’errore (???) e tutto tornò nell’apparente normalità.

Ora, non cercherò di raccontarvi la giustificazione di costi e di spese che devono quadrare, non ha mai fatto parte del mio bagaglio culturale, ma cercherò di spostare l’attenzione su quello che questo istituto ha al suo interno, beni che si sono conservati e accumulati nel tempo grazie alla passione oltre la capacità dei moltissimi maestri che nel tempo si sono succeduti alla sua direzione.

Il Costa non è solamente quello spazio dove bambini, ragazzi e adulti vigevanesi, si sono ritrovati per studiare musica, ma rappresenta la custodia di gran parte della memoria storica musicale vigevanese.

Vi sono conservati strumenti; alcuni di pregevole valore storico, quali un violino costruito dal liutaio de Coppi di Mantova verso la metà dell’ottocento donato all’istituto dal Maestro Anito Cervio alla sua morte (si ha notizia di due soli esemplari al mondo ed il nostro è l’unico che è sicuramente firmato).

Durante l’ultima mostra di liuteria in cui su richiesta degli organizzatori è stato prestato ed esposto, è risultato l’oggetto più studiato e analizzato della mostra stessa.

Tra le cose che sono rappresentative della vita vigevanese ci sono alcune cartelle che raccolgono immagini di vita d’altri tempi quali i documenti originali con i quali i notabili di allora raccomandavano ai direttori dell’epoca i ragazzi orfani che pur avendo attitudini musicali non potevano permettersi il pagamento della retta. Ci sono allegati i certificati di povertà.

La capacità di saper suonare uno strumento è stato per molto tempo una delle garanzie di poter contare su di un sussidio economico quasi certo evitando o magari solo allontanando i gorghi della povertà.

La “libreria del “Costa” (in fase di catalogazione, dopo che con l’ultimo trasloco è stata ricompattata) è composta sia da volumi, sia da spartiti, sia da supporti propriamente musicali quali dischi, cd e nastri magnetici (musicassette).

I volumi, nella quasi totalità, sono propriamente bibliografici sulla vita e/o le opere dei compositori e musicisti che ne hanno decretato la grandezza, ce ne sono in forma romanzata, enciclopedica e altri volumi come risultato della rilegatura annuale delle riviste periodiche sulla vita musicale italiana di fine ottocento.

Discorso a parte meriterebbe l’analisi dei moltissimi spartiti che si sono accumulati nel tempo che a loro volta spaziano dalla musica classica, operistica con bellissime copertine, e via via su per li rami direbbe il poeta.

Alcuni spartiti sono ancora manoscritti altri vere rarità. Abbiamo, per fare un esempio, di quantità e non ancora di qualità, ricevuto quale lascito tutti gli spartiti che la Signora Motta ha accumulato nel tempo (un intero armadio). La Signora oltre ad essere musicista lei stessa ha conservato accuratamente tutta la musica scritta, che il suo maestro “Zampinetti” le aveva lasciato oltre agli spartiti che il Maraschi (credo fosse il marito ma non ne sono sicuro) dopo la chiusura del negozio di corso Cavour conservava nel magazzino. Insomma, buona parte di tutta la musica scritta nello spazio temporale che va dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento. Una particolarità; nel toglierli dall’impacchettamento per inserirli in armadio, è uscito uno spartito che ha attirato la mia attenzione (era la metà del 2014) si titolava “Simplon March” ed era stata appositamente scritta e pubblicata da A. Leonardi in occasione dell’expo di Milano del 1906 in coincidenza appunto con l’apertura della galleria del Sempione che, quale opera ardita del tempo, coronava l’expo stesso che era dedicato ai trasporti. La catalogazione di tutti questi beni è ancora in corso (su base di lavoro volontario ovviamente). La parte musicale si compone prevalentemente degli lp di musica classica che la famiglia del compianto Maestro Rota ci ha lasciato a cui si è aggiunto recentemente il mondo del Jazz. Il concittadino Enzo Fresia, scomparso alcuni anni fa, è vissuto nel mondo del Jazz divenendone uno dei maggiori esperti italiani in campo mondiale. La famiglia ci ha pertanto donato tutta a sua raccolta di musica. Essa spazia dal Blues degli anni 20 americani fino ai compositori italiani che gli inviavano i loro CD in anteprima per riceverne consigli e giudizi. L’abbandono, da parte del Comune, della responsabilità diretta nella conservazione dei beni del Costa potrebbe, in estrema ratio portare, al depauperamento se non alla perdita di tutto quanto fortunosamente preservato, depauperamento per incuria o peggio. Quello che mi risulta difficile da capire nel contesto, è che la vita culturale della città è vivace. Spazio per il teatro di ricerca, la biblioteca che organizza incontri e presentazioni, le stagioni musicali e teatrali del Cagnoni lo spazio culturale della Fondazione di Parma e Piacenza in San Dionigi, settimane culturali promosse dal Comune stesso e molto altro. Perché dunque, se possono coesistere tutte queste realtà culturali ed il Comune non fa mancare a nessuna di esse il proprio patrocinio, ad una realtà antica quale il “Costa”, non dovrebbe essere garantito spazio e visibilità. Ci sarebbero i presupposti per essere una delle colonne portanti della cultura cittadina e non qualcosa da nascondere ed eventualmente da alienare.

Per concludere, spero che l’Informatore possa, ancora una volta, essere il mezzo con cui la società civile ricorda all’Amministrazione che esistono servizi e valori imprescindibili, tra cui annovero il nostro Costa, i quali sono parte intrinseca del tessuto sociale della città di Vigevano.

Alessio Milesi

Rifondazione organizza i ricorsi all’INPS per recuperare il maltolto sulle pensioni. Contro la legge Fornero e per dire No al referendum sulla Costituzione.

Pubblicato il 27 ott 2016

di Roberta Fantozzi

 

La controriforma Fornero delle pensioni ha rappresentato uno dei più violenti attacchi alle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, delle donne, dei giovani, degli ultimi decenni.

L’aumento fino a oltre 6 anni dell’età pensionabile significa per molte e molti non riuscire a sopportare la fatica quotidiana di un lavoro che si prolunga fino a 67 ed anche fino a 70 anni. Le donne pagano il prezzo più alto per la cosiddetta “equiparazione” a tappe forzate mentre continua a gravare su di loro il doppio lavoro produttivo e riproduttivo. I giovani vengono tenuti fuori dal mondo del lavoro perché la controriforma ha bloccato il ricambio generazionale: negati nella possibilità di costruirsi una vita e un futuro.

La controriforma Fornero ha rappresentato anche un attacco alle condizioni di vita di coloro che erano già pensionate e pensionati con il blocco delle rivalutazioni sulle pensioni in essere, se queste pensioni erano nel 2012 superiori a tre volte la minima, cioè superiori a 1405 euro lorde, circa 1200 euro netti. Un blocco che ha interessato non solo il 2012 e 2013, ma ha reso permanente nel tempo la riduzione del valore delle pensioni.

La Corte Costituzionale con la sentenza del 30 aprile 2015 ha dichiarato illegittimo il blocco delle rivalutazioni, in particolare con riferimento ai “trattamenti pensionistici di importo meno elevato”, in nome del principio di uguaglianza (articolo 3 della Costituzione), del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori ad avere una retribuzione in “ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” (art.36 della Costituzione), al diritto dei lavoratori a “mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”(art.38 della Costituzione).

Il governo Renzi per rispondere alla sentenza della Corte ha varato un provvedimento a maggio 2015 che in nessun modo consente di recuperare il reddito perduto, neppure per quello che riguarda le pensioni di importo medio-basso. Per le pensioni di 1200 euro netti il rimborso è stato meno della metà del dovuto. Complessivamente a fronte di “risparmi” pari a circa 17 miliardi ne sono stati restituiti poco più di 2.

 

Per questo Rifondazione Comunista organizza nei suoi circoli i ricorsi all’Inps per recuperare il maltolto.  Questo per noi è parte di una mobilitazione più generale per la cancellazione della controriforma Fornero. I provvedimenti annunciati dal governo Renzi per la prossima legge di bilancio confermano l’impianto della legge Fornero, con eccezioni limitate e non risolutive dei problemi drammatici creati dalla controriforma, né è accettabile in nessun modo che le persone si indebitino con le banche per poter andare in pensione con la cosiddetta Ape.

 

Questo impegno si salda anche a quello contro la “riforma” costituzionale del governo Renzi. E’ evidente che la controriforma della Costituzione punta a chiudere il cerchio delle politiche neoliberiste.  Se passa il SI’ non si potrà neppure più organizzare la mobilitazione e il conflitto contro leggi profondamente ingiuste come la Fornero. Il contingentamento dei tempi (70 giorni) per il voto delle leggi definite prioritarie dai governi, la concentrazione di ogni potere nell’esecutivo, il taglio drastico degli spazi e dei diritti delle opposizioni, mirano a distruggere ogni possibilità delle persone di organizzarsi per far valere i propri diritti, blindando ancora di più le istituzioni rispetto ai bisogni sociali. Come dice JPMorgan vanno rottamate quelle Costituzioni che “prevedono la tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori” e “il diritto di protestare se sono proposte modifiche dello status quo”.

 

Recuperiamo il maltolto, diciamo NO alla controriforma della Costituzione!

 

 

Scarica il volantino fronte/retro in formato JPG e PDF:

COSTITUZIONE TEMPI 2016

PDF COSTITUZIONE TEMPI 2016

PENSIONI MALTOLTO

PDF PENSIONI MALTOLTO 2016

A tutte le federazione è stato inviato il materiale per i ricorsi.

 

 

Grandi opere sistema mafioso. Il Movimento No Tav porta democrazia al Parlamento europeo

Grandi opere sistema mafioso. Il Movimento No Tav porta democrazia al Parlamento europeo

Pubblicato il 27 ott 2016

Al Parlamento europeo di Strasburgo più di centocinquanta persone hanno partecipato all’iniziativa “La sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli sulla linea ad Alta Velocità Torino-Lione. Rispettare i diritti umani e fermare lo spreco”, organizzata dai parlamentari Curzio Maltese e Eleonora Forenza del gruppo GUE/NGL (Gruppo della sinistra unitaria europea). Una sala attraversata dal Movimento No Tav, sindaci della zona ed eurodeputati di vari gruppi politici e nazionalità hanno partecipato alla consegna della sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli da parte di una rappresentanza del Movimento No Tav, ai Vice Presidenti Dimitrios Papadimoulis (GUE/NGL) e Ulrike Lunacek (GREENS/EFA), che certifica la violazione dei diritti umani in Val di Susa attraverso la militarizzazione della zona e la repressione violenta dei cittadini e dei movimenti. Curzio Maltese, che ha introdotto l’evento, ha sottolineato che: “sulle grandi opere c’è in Europa un sistema omertoso e mafioso. Siamo qui per affrontare il grande spreco di soldi pubblici di questo progetto scellerato e l’assurda criminalizzazione a cui è sottoposto il movimento No Tav”. “La costruzione di quel cantiere – ha proseguito Eleonora Forenza – ci parla ogni giorno di un processo decisionale che è espropriato dalle mani, dalle teste e dai corpi di quelli che dovrebbero essere i veri titolari: cioè chi vive quei territori. Questo è un giorno importante perché la lotta del movimento No Tav è entrata direttamente nel Parlamento europeo, una pratica democratica che dovrebbe ripetersi quotidianamente in questi palazzi”. Nicoletta Dosio, in collegamento via Skype, offre l’esempio vivente della violenza che stanno subendo gli abitanti della Val di Susa. Dosio con la sua scelta politica di disobbedire agli arresti domiciliari esercita una forma di resistenza che dimostra la differenza tra legalità e legittimità. Il suo caso si inserisce perfettamente nel sistema architettato dai promotori delle grandi opere che, come sintetizza Livio Pepino (ex magistrato italiano e pubblico ministero nella sessione del Novembre 2015 del Tribunale Permanente dei Popoli) si basa su tre fondamentali passaggi: “Prima si ignorano e scavalcano le istanze delle popolazioni locali, poi si procede alla diffusione di dati falsi per influenzare l’opinione pubblica e i decisori politici, infine si reprimono e criminalizzano gli stessi cittadini che lanciano l’allarme sugli abusi a cui loro stessi e i loro territorio sono sottoposti”. L’audizione sulla linea Torino-Lione è stata anche l’occasione per discutere di altre grandi opere in costruzione nell’Unione europea, che mettono in pericolo la sostenibilità economico-ambientale e la salute dei cittadini, grazie alle testimonianze, tra le altre, di Victor Pachon (Comitato CADE, Paesi Bassi del Nord, Francia), Thomas Dubreuil (avvocato, comitato Notre Dame des Landes, Francia), Mike Geddes (rappresentate del comitato britannico “Stop High Speed 2) e Ruut-Maaria Rissanen che ha parlato delle infrastrutture nella regione di Tampere, Finlandia. Nelle tre ore di audizione si sono alternati molti interventi, tra cui Italo di Sabato (Osservatorio sulla repressione), di Paolo Prieri (Presidio Europa No Tav) che ha definito le grandi opere come “un atto di prepotenza nei confronti dell’ambiente e delle persone” e della sindaca Ombretta Bertollo che ha voluto ribadire quanto sia importante l’ascolto delle popolazioni locali: “la porta dei sindaci è sempre aperta, gli abitanti vengono a bussare il giorno stesso se c’è qualcosa che non va. L’Europa è in estrema sofferenza perché non sente le ragioni dei suoi cittadini”. A dire la loro anche molti eurodeputati come Karima Delli (GREENS, Francia) che ha invitato i presenti “a non fermare mai la mobilitazione”; Marco Valli e Daniela Aiuto (Movimento 5 Stelle, Italia) i quali hanno denunciato che “l’Unione europea è la casa del conflitto di interessi, mentre deve tornare a essere la casa dei cittadini”. Tania Gonzalez (GUE/NGL, Spagna) ha svelato il fallace argomento per cui a grandi opere infrastrutturali corrisponde maggiore sviluppo: “Continuano a dirci che abbiamo bisogno di opere sempre più imponenti eppure la Spagna è piena di autostrade non utilizzate o aeroporti senza aerei”, Merjia Killonen (GUEN/NGL, Finlandia) ha invece dichiarato che: “come eurodeputata e come coordinatrice del gruppo per la Commissione trasporti mi vergogno del modo in cui usiamo le risorse pubbliche e del fatto che in Europa si ignorino così palesemente i diritti fondamentali delle popolazioni locali”.

KURDISTAN – FORENZA (ALTRA EUROPA-GUE): «ARRESTO SINDACI DIYARBAKIR è ATTO GRAVISSIMO: LA COMUNITà INTERNAZIONALE INTERVENGA»

«Stanotte sono stati arrestati la cosindaca e il cosindaco di Diyarbakir. Un atto gravissimo, che si aggiunge agli altri arresti di parlamentari e sindaci della comunità curda – dichiara Eleonora Forenza, deputata europea dell’Altra Europa – GUE/NGL – . Solleverò la questione al Parlamento Europeo chiedendo la liberazione immediata della rappresentanza di Diyarbakir. La comunità internazionale non può assistere senza muovere un dito alle continue violazioni dei diritti del popolo curdo da parte del governo turco, governo al quale invece l’Ue continua a dare miliardi per fermare i migranti…Serve la massima mobilitazione anche della società civile per protestare contro questi ultimi arresti e un clima repressivo senza precedenti contro i Kurdi».

26 ottobre 2016

Goro, Ferrero: «Barricate contro donne e bambini e voto favorevole ai trattati Ue: la barbarie avanza e si chiama Lega»

Pubblicato il 25 ott 2016

di Paolo Ferrero –

Barricate contro donne e bambini che scappano dalla guerra e voto favorevole ai trattati europei e al pareggio di bilancio in Costituzione. La barbarie avanza e si chiama Lega Nord.
Le politiche neoliberiste che la Lega Nord  ha condiviso in tutti questi anni producono miseria e paure che adesso gli stessi leghisti cavalcano propagandando la guerra tra i poveri. Tipica continuazione dello squadrismo che quasi un secolo fa insanguinò la romagna: roboanti parole rivoluzionarie per fare al meglio gli interessi dei potenti mettendo i poveri gli uni contro gli altri.