Mese: settembre 2017

ANCORA PROBLEMI ALLA CASA DI RIPOSO “ALCESTE CORTELLONA”

MORTARA, 30 settembre 2017

ANCORA PROBLEMI ALLA CASA DI RIPOSO “ALCESTE CORTELLONA”

Per parecchi anni ormai abbiamo chiesto che venissero risolti i problemi accumulatisi alla Casa di riposo “Alceste Cortellona” di Mortara.

Le risposte da parte del Presidente e del Consiglio d’Amministrazione sono sempre state negative.

Negli ultimi tempi siamo venuti a conoscenza di ulteriori “criticità” nell’Istituto.

Ultimamente si è svolta un’ ASSEMBLEA DEI DIPENDENTI per ribadire, da parte sindacale, la richiesta di un incontro al Presidente e al Consiglio d’Amministrazione.

Tale richiesta, già presentata più volte in precedenza, non ha mai avuto risposta. Inoltre viene segnalato che il cosiddetto “rappresentante dell’opposizione” (Cornero) che, in realtà, ha sempre appoggiato la gestione del Presidente Ganimede, non si è pronunciato in proposito.

La richiesta di incontro nasce da alcune ulteriori problematiche:

1) Nel tempo, ben dieci infermieri si sono dimessi: ci sembra un fatto sproporzionato che, evidentemente, è la conseguenza di una cattiva gestione dell’Istituto, nonché di cattivi rapporti tra il personale infermieristico e la Presidenza.

2) Anche diversi ospiti hanno preferito trasferirsi in altre case di riposo.

3) Al 31 dicembre scadrà l’accordo con le cooperative stipulato a suo tempo e ciò si accompagna ad una serie di problemi, sia per i dipendenti fissi, sia per quelli delle cooperative, tuttavia nulla viene detto dal Presidente, in merito alle intenzioni future che riguardano tale importante aspetto.

Constatiamo ancora una volta che, in risposta ai problemi di un’istituzione cara ai cittadini mortaresi, ci si ostina a negare ogni discussione, con comportamenti di stile padronale, arrivando a far mancare la democrazia interna (non solo nel rapporto con i dipendenti, ma anche impedendo la costituzione di un comitato parenti).

Gli amministratori del “Cortellona” sono nominati direttamente dal Sindaco di Mortara; perciò l’Amministrazione Comunale non può “lavarsene le mani” bensì deve intervenire almeno per ripristinare un minimo di dibattito democratico.

Teresio Forti

del Circolo di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista

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Iniziative dei Giovani Comunisti contro il G7 a Torino

Oggi, inizia a Torino il ciclo di iniziative dei GC contro il G7 di Torino, all’interno del percorso ReSet G7.

Il primo appuntamento è oggi alle ore 18.00 presso la Cavallerizza Irreale, con il dibattito sull’evoluzione della repressione con il Decreto Minniti, iniziativa che si inserisce all’interno della campagna di solidarietà che portiamo da mesi avanti per la liberazione dei 5 compagni arrestati con la sola colpa di essere italiani ad Amburgo a seguito dei fatti del G20 e detenuti ingiustamente in attesa del processo.

Stiamo lavorando ad una diretta streaming sulla nostra pagina Facebook nazionale.

Interverranno:

* Haidi Giuliani

* Italo Di Sabato (osservatorio repressione)

* Davide Rosci

* Fina Fontana (mamma di Emiliano Puleo ancora detenuto ad Amburgo dal g20)

* Nicoletta Dosio

Coordina: Andrea Ferroni (portavoce nazionale Giovani Comunisti/e)

Le mobilitazioni proseguiranno inoltre Venerdì 29, con la nostra partecipazione al corteo studentesco con partenza dalle 9.00 da Porta Susa e Sabato 30, con il corteo in partenza dalle 15.00 da Largo Toscana.

La richiesta che facciamo a chi viene alla manifestazione di sabato 30 è quella di arrivare, se possibile, a Torino già in mattinata presso i locali della federazione del PRC, Via Salerno, 15a.

Ricordiamo inoltre che c’è la possibilità di pernottare in federazione per chi ne avesse bisogno.

Ci vediamo a Torino!

Andrea Ferroni – portavoce nazionale Giovani Comunisti/e

Nicolò Martinelli – responsabile organizzazione Giovani Comunisti/e

http://www.prctorino.org/2-non-categorizzato/847-rifondazione-comunista-in-piazza-a-torino-contro-il-g7-dei-padroni-del-mondo#.WczabRmDi7w.facebook

Le Cento piazze per partire dai territori e non dai tatticismi

Le Cento piazze per partire dai territori e non dai tatticismi

Pubblicato il 27 set 2017

Dalla Costituzione, dalle città, dalle piazze: un’alternativa al modello neoliberista.

Dal prossimo week end l’iniziativa “Cento piazze per il programma”. Non c’è più tempo.

Precarizzazione della vita e del lavoro, emergenze sociali, crescita esponenziale delle diseguaglianze, razzismo e odio per il “diverso” – prodotti delle politiche neoliberiste degli ultimi 20 anni – sono in aumento.

Occorre una netta inversione di tendenza con l’obiettivo di costruire un’alternativa sociale, culturale, economica e politica.

Oggi è necessario e possibile dare vita ad un’esperienza radicata nel Paese che sviluppi una proposta di cambiamento radicale rispetto alle politiche proposte dal Pd, dal Movimento 5 Stelle e dal centrodestra.

Un nuovo polo politico che si fondi sul ripristino e l’estensione dei diritti di tutte e tutti, rovesciando il modello di economia diseguale imperante.

Le sue radici sono nell’attuazione della Costituzione, come ci indica e chiede chiaramente il risultato del Referendum del 4 dicembre. E per attuare la Costituzione è necessario lavorare con un nuovo metodo basato sulla partecipazione dal basso, innanzitutto a partire dalla definizione del programma. Una partecipazione vera e non preordinata, che rifiuti leadership calate dall’alto, e valorizzi, al contrario le idee di tutte e tutti: chi ha tessere e chi non ce le ha, chi è amministratore pubblico e chi no, chi ha fatto e fa esperienze civiche o di cittadinanza, chi milita nei movimenti e nelle associazioni, e chi in questi anni ha rinunciato anche a votare.

Con questo manteniamo aperto il dialogo con chi lavora per gli stessi obiettivi, ma per costruire una nuova idea di Paese, mettendoci definitivamente alle spalle equilibrismi e tatticismi, che neutralizzano partecipazione e portano solo alla costruzione di accrocchi senza anima.

Per questo l’iniziativa “100 piazze per il programma”, che si svolgerà nelle prossime settimane, è una tappa decisiva del percorso lanciato dal Brancaccio, e si interconnette strettamente con l’iniziativa itinerante della carovana delle “Piazze dell’alternativa”, portata avanti in questi mesi dalla Rete delle città in comune: dalla lotta al patto di stabilità alla difesa e rilancio del welfare, dalle politiche per una accoglienza degna alla disobbedienza ai decreti Minniti-Orlando, dalla riappropriazione del ruolo degli enti locali alla difesa del patrimonio pubblico e naturale dal cemento e dalla speculazione,dalla riduzione della spesa militare ad una politica di pace nel mediterraneo e nel mondo.

Primi temi di un lavoro più ampio che continuerà a svilupparsi già nei prossimi giorni. Partire dalle città, dalle proposte e dalle vertenze che comitati, associazioni, movimenti portano ogni giorno avanti con passione e determinazione, valorizzare le buone pratiche che, insieme alle esperienze diffuse sul territorio, decine e decine di amministratori e amministratrici provano a sperimentare negli enti locali: questo è il primo passaggio per la costruzione di uno spazio pubblico diffuso nel quale trovano spazio la partecipazione e il protagonismo dal basso, e anche il primo mattone di un programma credibile e coerente per una reale alternativa.

Per questo invitiamo tutte e tutti in ogni città a moltiplicare gli appuntamenti delle “Cento piazze”, proseguendo con altri appuntamenti nelle settimane successive, in vista della assemblea nazionale di novembre: un incontro che farà una prima sintesi delle proposte e lancerà la seconda fase del percorso.

Un percorso sempre più necessario ed urgente.

Alleanza popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza Rete delle Città in Comune

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28 SETTEMBRE:LA GIORNATA DEL LIBERO ABORTO E DELLA LIBERA CONTRACCEZIONE

28 SETTEMBRE:LA GIORNATA DEL LIBERO ABORTO E DELLA LIBERA CONTRACCEZIONE

27 settembre 2017

LA GIUNTA LEGHISTA DELLA LOMBARDIA , IN PERFETTA CONTINUITA’ CON FORMIGONI, SI STA DISTINGUENDO PER LA CRUDELE E PERVICACE MISOGINIA CON CUI ORGANICAMENTE RENDE INEFFICACE IL PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE, A PARTIRE DAL DECIDERE SE ESSERE O NO MADRI E DI CONSEGUENZA AVERE LIBERO E GRATUITO ACCESSO ALL’ABORTO E ALLA CONTRACCEZIONE.

UNA LEGGE NAZIONALE GARANTISCE QUESTA FACOLTA’, LA LEGGE 194, GIA’ SOTTOPOSTA A REFERENDUM  DALLE FORZE CLERICOFASCISTE E DIFESA DA UN GRANDE VOTO POPOLARE.

QUESTA LEGGE IN  LOMBARDIA VIENE IN REALTA’ INAPPLICATA , PROPRIO DA QUEL SISTEMA SANITARIO « AVANZATO E MODERNO « CHE MARONI AFFERMA ESISTERE GRAZIE AL CENTRO-DESTRA.

L’ALTO NUMERO DI DOTTORI OBIETTORI DI COSCIENZA FA IN MODO CHE NELLA MAGGIOR PARTE DEGLI OSPEDALI NON SI POSSA PRATICARE NESSUNA IVG , A QUESTO SI AGGIUNGE LA OBIEZIONE DI COSCIENZA DEI FARMACISTI ALLA VENDITA DELLA PILLOLA DEL GIORNO DOPO GLI OSTACOLI , L’OBBLIGO DEL RICOVERO PER L’ABORTO FARMACOLOGICO, LA CHIUSURA DEI CONSULTORI E LA INADEMPIENZA DI QUELLI ESISTENTI RISPETTO ALLE LORO FUNZIONI.

ANCHE QUESTA E’ UNA VIOLENZA CONTRO LE DONNE CHE IMPEDISCE LORO DI DECIDERE DELLA PROPRIA VITA.

UNA VIOLENZA ISTITUZIONALE . PER DENUNCIARLA E RIMUOVERLA CI TROVIAMO GIOVEDI’ 28 SETTEMBRE  ALLE 18,30 DAVANTI ALLA REGIONE LOMBARDIA, ADERENDO ALLA MOBILITAZIONE INDETTA DA “NON UNA DI MENO “, E ALLE SUA PIATTAFORMA .

GIOVANNA CAPELLI SEGRETERIA REGIONALE PRC/SE_ LOMBARDIA  

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Germania, un voto da brividi. Ma c’è la Linke

Germania, un voto da brividi. Ma c’è la Linke

Roberto Musacchio

il 25 settembre 2017

Un brivido attraversa l’Europa. Fa veramente paura vedere che in quel Parlamento che ha vissuto epoche tragiche andranno a sedersi quasi 100 esponenti di un partito, l’Afd (Alternativa per la Germania), che quelle epoche ripensa in modi raccapriccianti. Non solo. Che per il nostro presente, a suo modo tragico, ha pensieri che inquietano. La repulsione per i migranti, che ha soppiantato quella per l’euro, prima di tutto. Questo è il veleno che accompagna il quarto successo consecutivo della “Muti” Merkel che così supera il suo mentore Khol. Lo paga a caro prezzo con la Cdu che fa un record negativo di voti, scendendo  al 33%, con un quasi meno 10%, insieme alla Csu che in Baviera  perde dal 49% al 39%. Come accadde le scorse elezioni con i liberali che uscirono dal governo con la Merkel uscendo dal Parlamento, tocca ora alla Spd uscire con le ossa rotte dall’abbraccio con la Cancelliera. Con poco più del 20% quella di Schultz è una debacle storica. Sarebbe impietoso prendersela solo con l’ex Presidente del Parlamento Europeo che pure ha la colpa di aver condiviso, e fatto condividere al PE, tutte le scelte sciagurate di questi anni. In realtà la Spd dovrebbe chiedere già a Schroeder, il.leader delle “riforme” sul lavoro, conto di questa bancarotta. La Spd all’Est è ridotta al 14%, addirittura quarta forza. È stata, questa Spd, un partito prono e strumento alla e della globalizzazione liberista e di come essa si realizzava nella forma europea. E insieme un partito nazionalista al servizio dell’egemonismo ordoliberista tedesco. Dovrebbe, Schultz, in questo momento di sconfitta totale ripensare alle parole e alle cose dette e fatte contro la Grecia di Tsipras e pentirsi amaramente.

Cdu e Spd pagano un conto salato all’Afd. Più di un milione di voti passa dalla Cdu alla Afd. 500 mila li da’ la Spd. Purtroppo quasi 400 mila anche la Linke. Ma alla Afd cedono tutti anche liberali e verdi.

E un milione di voti arriva dal non voto.

La Afd va al 20% all’Est. Ma sta al 12% in Baviera. A dire della pericolosità di un coagularsi di voti che vanno sommando le rabbie dei “ricchi” e dei “poveri”. In un Paese come la Germania dove i rilevatori statistici dicono che un’ampia maggioranza sa di star bene. Ma dove l’ordoliberismo ha reso questo “star bene” inquieto perché consapevole del carattere guerresco del suo realizzarsi tra minijob in casa e espansionismo nel Mondo. Manda segnali inquietanti dunque questo elettorato tedesco che sta bene ma ha paura. Vota Afd. Colpisce anche la Muti Merkel. Affossa la grande coalizione, diventata piccola piccola. Ma indica anche un’altra governabilità.  I liberali si riprendono i voti andati alla Merkel, più di un milione.

E i verdi vedono “premiata” la disponibilità a governare con lei data in campagna elettorale prendendo qualcosa in più dei sondaggi con l’8,9%.

Due nuovi forni sono aperti per Merkel. La trattativa sarà lunga e difficile ma la governabilità sarà spinta anche dall’incubo della destra. D’altronde il sistema proporzionale tedesco si conferma un buon sistema capace di riarticolare la rappresentanza politica. Il voto è cresciuto di quasi 5 punti arrivando sl 75,9%. Si passa a sei partiti considerevolmente rappresentativi ed anche più vicini nelle proporzioni. Il rischio di instabilità c’è ma il rischio della stabilità  anche. Ironizzo sul definirlo rischio perché c’è il rischio che Merkel continui a fare lo stesso pane in forni diversi. Magari ancora più duro per inseguire l’Afd. Il problema invece per la Germania e l’Europa è tornare a fare un buon pane.

Lo ha capito la Linke che, in questa situazione, prende un voto importantissimo. 4milioni e 293 mila. Il 9,2%, secondo miglior risultato della sua storia. Un voto anche diverso dal passato. All’Est si attesta oltre il 16%, davanti alla Spd. E all’Ovest raggiunge il 7% con addirittura il 6,1% in Baviera. A Berlino dopo un anno di governo guadagna e supera il 19%. Prende 400 mila voti dalla Spd. Un milione dalla astensione. Quasi 200 mila dai verdi. E quasi 100 mila dalla Cdu. Sta al 9% tra i diciottenni. Un nuovo blocco di cambiamento in controtendenza a quello della Afd. Ha fatto una campagna elettorale tutta sul sociale e a difesa dei migranti. Ha proposto un’altra Europa. Una campagna coraggiosa che ha dovuto fare i conti con la Spd che rimaneva succube di Merkel e con i verdi che si candidano a diventarlo. Un voto di speranza che sta in sintonia con quello di Melenchon in Francia e tanti altri della sinistra radicale in Europa. Che, come scritto qualche giorno fa da Le Monde, si candida a far rinascere la sinistra dalle macerie del socialismo europeo.

In Germania ora il rapporto tra Linke e Spd è passato da uno a tre a uno a due e la Spd sta sotto all’Est.

Forse la tracotanza verso la Linke finirà.  La Spd ha detto che andrà all’opposizione. Mi auguro che mantenga la parola. E provi a ripensarsi, Non sarà facile perché la sua bancarotta è quella del socialismo europeo e viene da lontano.

Mentre sono sempre più vicine le elezioni europee dove per la Sinistra Europea c’è il compito di far avanzare una proposta che metta insieme tutti coloro che si battono contro le politiche di chi ha riportato inquietanti fantasmi nella nostra Europa.

Seregno: Salvini non scrive niente su arresto del suo amico sindaco?

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Seregno: Salvini non scrive niente su arresto del suo amico sindaco?

Pubblicato il 26 set 2017

Salvini non scrive niente su arresto del suo amico sindaco di Seregno? Neanche una parola su facebook e nemmeno un tweet.

Eppure lo conosceva bene il sindaco di Forza Italia, un altro campione della demagogia xenofoba di destra viene arrestato e indagato insieme a un’intera comitiva di amici di Salvini.

Quella di Seregno è una delle tante amministrazioni di Lega e centrodestra che da anni in Lombardia e Veneto come nel resto d’italia collezionano un numero di inchieste giudiziarie che nemmeno un clan della camorra napoletana riesce a competere.

Mentre aizzano la gente contro gli immigrati continuano a farsela con i delinquenti veri. Non se ne può più del buonismo di Salvini e della Lega che continuano con i loro voti a portare nelle istituzioni personaggi corrotti e collusi con la criminalità organizzata.

Basta con questo buonismo per cui grazie alle leggi salva-ladri votate dalla Lega i politici corrotti se la cavano sempre con pochi giorni di custodia cautelare e prescrizioni brevi.

L’arresto del sindaco di Seregno ci ricorda ancora una volta che la vera emergenza italiana non è l’immigrazione ma la corruzione e l’intreccio tra politica e criminalità.

E’ ora di approvare leggi severe contro i corrotti a partire dalla confisca dei beni.

Sapete quanti poveri italiani potremmo aiutare con i soldi e i beni immobili che hanno accumulato i tanti compari di Salvini?

Basta con questi politicanti che se la prendono con i mendicanti e fanno affari con i mafiosi!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea 

In ricordo di Carlo Masoero: uomo, Compagno, amico

In ricordo di Carlo Masoero: uomo, Compagno, amico

Pubblicato il 25 settembre 2017

di Fabio Panero

Carlo se ne andato durante il viaggio che da tempo preparava e attendeva: è morto in montagna, nella parte indiana dell’Himalaya, a causa di una caduta accidentale.

Il suo corpo è stato trovato il 24 settembre, esattamente cinque anni dopo la scomparsa, per un brutto male, della sua amata moglie Vera.

Carlo si era formato politicamente nel movimento studentesco genovese, poi il P.C.I., la nuova sinistra, Democrazia Proletaria, fu tra i fondatori di Rifondazione Comunista, nel 1991.

Venne nel cuneese per fare l’insegnante, prima alle medie poi al liceo, ed a Fossano sono nati 5 dei suoi 6 figli.

Per anni si occupò di migranti fondando un giornale “Di tutti i colori” che ha avuto una grande importanza nel cuneese e non solo.

Carlo era un militante di grande preparazione culturale ma anche d’azione: tante e tanti sono stati ospiti a casa sua, oltre al giornale gli sportelli sociali che si occupavano delle difficoltà e delle esigenze dei  migranti, tanti riunioni ed iniziative.

Carlo era profondamente antirazzista, per lui era una discriminante: per anni “gli ho fatto il filo” chiedendogli un impegno diretto della direzione politica di Rifondazione in Provincia: Carlo era un Comunista che odiava “le liturgie di partito”, le riunioni inutili. Era diretto, sincero, diceva quello che pensava, senza giri di parole, e faceva quello che diceva. Aveva coraggio e si buttava in prima persona.

Poi un bel giorno, qualche anno fa, si presentò in sede e con l’ironia che lo contraddistingueva mi disse che aveva deciso di farmi “da segretario”…. Cominciò così il lavoro assiduo nella direzione del Partito, accettò anche di entrare a far parte del Comitato Politico Regionale del Piemonte (per darmi una mano, diceva..) poi la battaglia per il diritto casa, con la nascita dello sportello casa, poi l’Unione Inquilini. Tante assemblee, la battaglia vinta contro il tentativo di vendere all’asta le case popolari.

Quando decidemmo di occupare il Consiglio Comunale di Cuneo per chiedere con forza la liberazione del Palazzo Uffici Finanziari, lui dormì in una tenda di fronte al Municipio, in segno di solidarietà.

Poi la lotta internazionalista a fianco della Grecia, messa sotto attacco dalla troika europea, si inventò l’associazione di amicizia Cuneo-Grecia, i viaggi per stabilire un gemellaggio serio e duraturo con ilo centro di “Solidarity for All” del Pireo (Atene).

Era ovunque, sempre in movimento. Mentre facevamo un’iniziativa già pensava a quelle seguenti. Mi ripeteva spesso che dovevamo essere come una colonna partigiana, mobilissimi, militanti, usando la tattica del “mordi e fuggi”. Carlo era una Compagno che approfondiva tutto: si preparava seriamente ad ogni riunione, ad ogni iniziativa, non era malato di “liderismo”, anzi, spesso i suoi silenzi, la sua capacità di ascolto, il suo sguardo pesavano più di tante parole. Era diretto, preciso, non le mandava a dire.

Pensava ai particolari: ricordo quando una volta decidemmo di occupare simbolicamente uno stabile pubblico in disuso per alcuni giorni, mi fece notare che avevamo pensato a tutto per resistere ma non ai nostri bisogni fisici.

Carlo approfondiva tutto, anche i rapporti umani: sapeva essere duro (in primis con se stesso) ma di una generosità e di una dolcezza infinite.

Distingueva i militanti tra quelli che hanno bisogno di “pasti regolari” e quelli che possono saltare i pasti pur di far politica, da buon genovese lui andava avanti con un pezzo di focaccia.

Credeva e praticava il conflitto sociale senza perdere di vista la rappresentanza politica. Aveva “fiuto” le azzeccava tutte, la battaglia per la “liberazione” del Palazzo Uffici Finanziari è stata una sua pensata.

Ogni tanto lo sfottevamo per questo suo incaponirsi, per questo suo martellare continuo sulle cose da fare: era ironico, sapeva divertirsi anche degli sfotto’altrui. Quando discutevi duramente immancabile era la telefonata o la mail del giorno dopo, per chiarirsi.

Amava la precisione e la puntualità (alle riunioni esordiva spesso dicendo “scusatemi se sono puntuale” quando i quarti d’ora accademici spesso diventavano mezze ore per aspettare tutti quanti).

Aveva una preparazione fisica invidiabile, camminava moltissimo in montagna, faceva bagni tutto l’anno al mare ed il nonno a tempo pieno: le nostre telefonate con sottofondo di bambini piangenti mi mancheranno moltissimo. Non l’ho mai sentito lamentarsi: quando non ce la faceva più chiudeva gli occhi e faceva un pisolino, lì dove si trovava.

Ci ha lasciato un vuoto enorme, umano e politico, ed un sogno che accarezzava da anni: trasformare la nostra sede di Cuneo in un vero Centro Sociale, una “casa di quartiere” con servizi, sportelli sociali ed iniziative politiche culturali, doposcuola.

Ci siamo sentiti mentre stava partendo per questo ultimo viaggio, che aveva preparato minuziosamente. Mi diede le consegne per telefono sulle cose che dovevo fare in sua assenza. Gli dissi di godersi il viaggio e di stare tranquillo che non avremo perso tempo in sua assenza. Era spesso in giro per l’Europa avendo figli sparsi un po’ ovunque.

Era contento perché tra voli e coincidenze sarebbe riuscito a tornare sabato 30 settembre, per la nostra Festa in Rosso di Cuneo.

Carlo era così, sempre un passo avanti.

Ciao Carlo, uomo, Compagno, amico.

compagno

Emiliano libero: campagna raccolta fondi

Emiliano libero: campagna raccolta fondi

Pubblicato il 23 set 2017

Emiliano Puleo, militante di Rifondazione Comunista di Partinico (PA) ingiustamente detenuto ad Amburgo da circa tre mesi per i fatti del G20, dovrà rimanere in carcere almeno fino al processo.

In questi lunghi mesi la solidarietà è stata l’unica arma che abbiamo avuto a disposizione per rompere il silenzio assordante su questa vicenda; ora però ti chiediamo anche un sostegno economico per sostenere la campagna per la sua scarcerazione e per continuare a rendere possibili le visite periodiche dei compagni del circolo (con costi molto elevati per i biglietti aerei e per il soggiorno), vitali per chi si trova in carcere in un paese straniero.

Abbiamo fatto tanto, vogliamo continuare a fare di più ma le nostre sole risorse, sostenute anche dai familiari di Emiliano, non sono più sufficienti.

Aderisci a questo appello e aiutaci a sostenere le moltissime spese che ci troviamo ad affrontare come circolo.

– Puoi donare tramite bonifico al seguente conto intestato a Valentina Speciale, segretaria del circolo PRC di Partinico: IT04T0760105138226592926602 Causale: sostegno campagna Emiliano libero  

– Oppure una ricarica alla carta postpay n. 5333171050185764 (specificare il seguente codice fiscale: SPCVNT88S55G348D) presso Ufficio postale, siti Poste Italiane; app Postepay, app PosteMobile, ricevitorie Sisal, tabaccherie.

 

Valentina Speciale, segretaria del PRC circolo Peppino Impastato Partinico (PA)

Giacomo Minore, tesoriere del PRC circolo Peppino Impastato Partinico (PA) tel. 3294967597

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