Categoria: Manifestazioni

No allo sfruttamento e al lavoro nero

ABOUBAKAR SOUMAHORO

Vi dico cosa vogliono nascondere rispetto allo sfruttamento dei braccianti nella filiera agricola. Diffidate di chi ci vuole imbrogliare. Avanti per un’alleanza tra braccianti, contadini e consumatori. Domani Sciopero e marcia dei braccianti ore 8 da Torretta Antonacci “Ex ghetto Rignano” alla Prefettura di Foggia. #Primaglisfruttati #BerrettiRossi

Vi dico cosa vogliono nascondere rispetto allo sfruttamento dei braccianti nella filiera agricola. Diffidate di chi ci vuole imbrogliare. Avanti per un'alleanza tra braccianti, contadini e consumatori. Domani Sciopero e marcia dei braccianti ore 8 da Torretta Antonacci "Ex ghetto Rignano" alla Prefettura di Foggia. #Primaglisfruttati #BerrettiRossi

Pubblicato da Aboubakar Soumahoro su Martedì 7 agosto 2018

Intervento di Maurizio Acerbo segr. Prc

 

Pubblicato da Maurizio Acerbo su Mercoledì 8 agosto 2018

Stragi di caporalato e di lavoro nero

Rifondazione Comunista

I 12 lavoratori nell’agricoltura morti oggi, durante  un incidente stradale che ha dinamiche  simili a quello che ha visto morire altri 4 giovani sabato scorso, non hanno perso la vita per fatalità.

Sono vittime del caporalato e dello sfruttamento che perdura, nella Capitanata come in gran parte del paese che odia i migranti ma poi li fa lavorare  per 12 ore al giorno a due euro l’ora.

Questa è la realtà, non la “pacchia” descritta dal ministro degli interni Salvini nella sua continua campagna razzista.

Il governo invece di bloccare le navi umanitarie combatta le condizioni con cui questi uomini e donne vengono sfruttati.

Mercoledì 8 agosto  Rifondazione  Comunista sarà al corteo, già previsto, che partirà la mattina alle 10 da S.Severo, nei  pressi dell’ex ghetto di Rignano e indetta dall’Usb e a quello organizzato per il pomeriggio con partenza da Foggia dai sindacati confederali e associazionismo.

Rifondazione Comunista, si unisce al lutto delle famiglie e degli amici dell”ennesima strage e continua a restare al fianco di chi resiste.

Superstrada Vigevano-Malpensa. Domenica il festival per opporsi

Tratto da: l’INFORMATORE del 21 giugno 2018

Cassinetta: una giornata di incontri con il comitato no tangenziale.

CASSINETTA – superstrada da Vigevano-Malpensa, domenica il secondo festival per dire “no”.

Dalle 10 fino a sera ci sarà una manifestazione con mercato contadino e degli artigiani.

“Tra il Parco Agricolo Sud e il Parco del Ticino – scrivono i vertici del comitato “No tangenziale” – Rete di salvaguardia territoriale – tante persone da anni si sono mobilitate contro l’asfaltatura a doppia corsia dell’ultimo polmone verde alle porte di Milano.

“No Tangenziale, senza se e senza ma” è il grido deciso che è sempre emerso dalle assemblee, dai presidi e dai cortei da quasi 20 anni.

Un no senza compensazioni, senza mitigazioni, esteso a qualsiasi progetto che preveda nuovo asfalto e cemento.

In tutti questi anni il nostro movimento è cresciuto ed ha proposto alternative per migliorare la viabilità.

Domenica saremo a Cassinetta per una giornata di festa, di dibattiti, riflessioni, confronti.

Per il piacere di esserci e per continuare a costruire relazioni e dare forza a questa comunità.

Siamo fermamente convinti che le risorse economiche pubbliche devono essere utilizzate per riqualificare le strade esistenti, per potenziare il servizio pubblico e per realizzare reti di piste ciclabili di interconnessione tra i comuni”.

Perché quindi fare una nuova manifestazione ora che anche il Cipe ha dato l’ok definitivo?

“Abbiamo un nuovo Governo e un nuovo ministro dei trasporti – proseguono gli organizzatori – e il successo elettorale di una parte degli appartenenti al nuovo governo è dovuto anche al no alle grandi opere. Cosa succederà adesso che si apprestano a governare? Ecco perché vogliamo riportare l’attenzione su questo inutile spreco di denaro pubblico”.

c.n.

In ventimila a Roma contro il governo: «Prima gli sfruttati»

di Roberto Ciccarelli

Il corteo. Corteo Usb per la «giustizia sociale». Abo Soumahoro: «La pacchia è finita per Salvini». Ricordato Soumaila Sacko ucciso in Calabria. In piazza, tra gli altri, Potere al Popolo, Eurostop, Rifondazione Comunista. A Padova manifestazione Adl Cobas.

In ventimila hanno partecipato alla manifestazione indetta a Roma dall’Unione Sindacale di Base (Usb) dedicata a Soumaila Sacko, il bracciante maliano e sindacalista Usb ucciso nella piana di Gioia Tauro mentre raccoglieva delle lamiere per costruirsi una baracca nel campo di San Ferdinando. «Prima gli sfruttati» era lo slogan, stampato sullo striscione d’apertura disegnato da Zerocalcare, è la citazione rovesciata della parola d’ordine razzista «prima gli italiani» usato come passepartout della politica pentaleghista al governo.
In negativo, lo sfruttamento restituisce un’unità che va oltre le appartenenze nazionali.
Contiene l’elemento unificante in cui possono riconoscersi italiani e stranieri che rivendicano tutele e diritti per tutti: la solidarietà internazionalista e la condivisione della stessa condizione sociale.
È il controcanto alla contrapposizione artificiale tra immigrati e autoctoni, intensificata dalla propaganda e dagli urlatori da social media.
È un buon segno perché chiarisce l’equivoco di fondo grazie al quale il potere mantiene intatte le diseguaglianze e le accresce.
IL RAGIONAMENTO è sofisticato, considerata la polarizzazione del dibattito esistente, manel corteo di ieri era onnipresente.
È stato sottolineato nei comizi finali in piazza San Giovanni e negli slogan urlati nei megafoni da uomini statuari e orgogliosi arrivati dal Mali o dalla Costa d’Avorio che lavorano a 1,5 euro al giorno nelle campagne pugliesi o calabresi. Parole ripetute come un mantra che mette i brividi: «No razzismo»; «Tocca uno, tocca tutti», «Schiavi mai». In mano, insieme a folte bandiere Usb, questi lavoratori reggevano cartelli con queste scritte: «Reddito di base incondizionato», «No lavoro gratuito», «No Jobs Act, No Fornero». Emidia Papi, sindacalista Usb ha ricordato che il problema dello sfruttamento in agricoltura riguarda anche i lavoratori italiani e il caso di Paola Clemente, morta di fatica nei campi di Andria. «Il problema della grande distribuzione, che fissa prezzi sempre più bassi per i prodotti è alla base dello sfruttamento».
 UN’ONDA DI ENTUSIASMO è stata prodotta dall’intervento di Aboubakar Soumahoro, dirigente Usb, in piazza San Giovanni. Concreto e colto, acuminato e combattivo, il sindacalista italo-ivoriano di 38 anni ha declinato con eloquenza le linee di un pensiero politico che supera i confini delle identità politiche acquisite, ma che ancora si esita a declinare in una politica comune.
Il concetto ricorrente nel ragionamento è stato la «giustizia sociale», un appello alla solidarietà contro la guerra tra poveri. «La solidarietà non è buonismo – ha detto Abo – ma è uno strumento di costruzione che mette insieme ciò che stanno dividendo: bianchi contro neri, etero contro gay e lesbiche.
Un bracciante deve invece camminare gomito a gomito con un rider, i precari e tutti gli invisibili».
Il riferimento è all’elaborazione critica dell’eredità subita del «colonialismo» e dello «schiavismo», ma non contrapposta all’identità sessuale. Questo è un ragionamento sulla composizione sociale di una forza lavoro che intreccia molteplici identità e non contrappone, come avviene anche a «sinistra», diritti civili e diritti sociali.
IL RIFERIMENTO al «meticciato» nei discorsi in piazza, è un veicolo di una politica intesa come coalizione tra istanze molteplici: «Noi riteniamo che non esiste giustizia sociale senza anti-sessismo, anti-razzismo e anti-fascismo – ha aggiunto Abo – La solidarietà è la carne viva della nostra società e guarda ai bisogni comuni e connette le istanze materiali: come uguale lavoro e uguale salario. Noi partiamo da qui».
Soumahoro ha inoltre decostruito l’imbroglio linguistico di chi usa la grammatica dei diritti per contrapporre gli oppressi.
E ha denunciato il «linguaggio barbaro e incendiario di chi ritiene che si può parlare di diritti senza argomentarli con la giustizia sociale».
«Altro che taxi del mare – ha aggiunto – siamo di fronte alla banalizzazione dei concetti della solidarietà». «Non possiamo solo difenderci, noi dobbiamo andare all’attacco.
Diciamo a Salvini che la pacchia è finita per lui, noi vogliamo giustizia».
INSIEME AL CORTEO «contro il razzismo istituzionale di Salvini & Co.», indetto a Padova da Adl Cobas con associazioni, sindacati (Cub Poste e Cobas Scuola), centri sociali (Pedro) e partiti (Coalizione civica), quello di ieri a Roma è stato «il biglietto da visita» per l’autunno di un’opposizione embrionale. In attesa di sviluppi, si spera larghi, la tragedia di un sindacalista maliano ha mobilitato realtà in lotta nella logistica, nelle campagne e per il diritto alla casa.
Padova, manifestazione in memoria di Soumaila Sacko
Sono i soggetti oggi nel mirino del «contratto di governo» fuori e dentro i confini. «Sono 20 anni che ci stanno abituando alla guerra tra poveri: ora dicono che se fermano un barcone avremo una casa e il lavoro. È una falsità ignobile, la respingiamo» sostiene Giorgio Cremaschi (Eurostop). «Con la Flat Tax il governo toglierà soldi dalle tasche dei lavoratori – ha aggiunto Viola Carofalo (Potere al Popolo) – Il problema non sono i migranti o gli occupati di casa. Ci vuole lavoro sicuro e redistribuzione delle ricchezze». «Il razzismo e la xenofobia di Salvini è un prezzo che non dobbiamo pagare, rischiamo di essere ricordati per avere abbandonato centinaia di migliaia di persone» sostiene Eleonora Forenza (europarlamentare di Rifondazione).
da il manifesto, 17 giugno 2018

Giovanni Russo Spena: comizio in ricordo del compagno Peppino Impastato

Intervento del compagno Giovanni Russo Spena, relatore della Commissione parlamentare che ha ricostruito la verità sull’assassinio di Peppino, al comizio finale in ricordo del compagno Peppino Impastato a Cinisi. In questi anni non abbiamo dimenticato, non abbiamo lasciato Peppino nelle mani dei suoi assassini, perché la lotta continua!

Intervento del compagno Giovanni Russo Spena al comizio finale in ricordo del compagno Peppino Impastato.

Pubblicato da Rifondazione Comunista Partinico su mercoledì 9 maggio 2018

Video manifestazione antifascista e antirazzista di ieri sera a Pavia

 

Presidio e poi corteo #Antirazzista e #Antifascista molto participato ieri sera a #Pavia con #ANPI ribelle, forze politiche e cittadini per dire no alla deriva razzista di stampo fascistoide che sta istericamente travolgendo il paese. https://t.co/Rnc01ee7tc

MAI PIU’ FASCISMI E RAZZISMI! Manifestazione a Pavia

MAI PIU’ FASCISMI E RAZZISMI!

L’atto di terrorismo fascista e razzista accaduto sabato a Macerata è di una gravità inaudita e non può lasciarci indifferenti.
Venerdì notte a Pavia un gruppo di ragazzi marocchini è stato picchiato e insultato solo per il colore della pelle.
È ora di dire basta all’ondata di odio e violenze xenofobe e a tutte le forme di fascismo e razzismo.

Invitiamo tutte e tutti gli antifascisti pavesi a scendere in piazza sabato, 10 febbraio, in piazza Vittoria, per dire no ad ogni forma di razzismo e per costruire insieme una mobilitazione permanente contro l’offensiva neofascista.

Sabato, 10 febbraio, ore 16,30, Piazza Vittoria – Pavia
Siamoci!

Sabato 10 Rifondazione a Macerata: tutte/i in piazza contro violenza, fascismo e razzismo

Sabato 10 Rifondazione a Macerata: tutte/i in piazza contro violenza, fascismo e razzismo
Pubblicato il 7 feb 2018
Macerata – Prc: «Sabato 10 a Macerata contro violenza, fascismo e razzismo»
Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, candidato di Potere al Popolo, e Stefano Galieni, responsabile Pace e immigrazione di Rifondazione Comunista, dichiarano:
«Rifondazione Comunista sarà in piazza a Macerata con Potere al popolo contro violenza, fascismo e razzismo raccogliendo l’appello dell’ANPI alla mobilitazione.
Quello che è avvenuto a Macerata sabato 3 febbraio è un puro atto di terrorismo fascista e razzista. I mandanti morali e i responsabili politici vanno ricercati in tutte le forze che incitano sistematicamente all’odio razziale. Chi gli ha dato in questi anni sempre più spazio e legittimità dovrebbe riflettere sulle proprie responsabilità. La spregiudicatezza nella ricerca di facile consenso o di audience sta avvelenando e imbarbarendo il nostro paese.
L’atroce assassinio di Pamela Mastropietro non giustifica un tentativo di strage di persone innocenti. Il tentativo di indicare nell’immigrazione la causa di un atto terroristico e del moltiplicarsi di episodi di razzismo è un modo da parte della destra di sottrarsi alle proprie responsabilità.
Sabato 10 febbraio dobbiamo essere in tante e tanti a manifestare contro la violenza, per ricordare Pamela e chiedere che sia fatta piena luce sull’omicidio, per dire no al fascismo e al terrorismo. Sarà un momento per schierarsi in maniera netta e totale contro i tanti portatori d’odio di questo paese, quelli dalla testa rasata e quelli in felpa che siedono al Parlamento europeo come Salvini, quelli che inneggiano ad “identità e difesa della razza” (80 anni dopo l’abominio delle leggi razziali) e i pregiudicati come Berlusconi che additano come criminali centinaia di migliaia di persone che in molti casi non possono regolarizzarsi soltanto a causa della fallimentare legge sull’immigrazione che ci ha lasciato in eredità. Difendiamo i valori alla base della convivenza civile e della democrazia».
7 febbraio 2018
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