Categoria: News

Le città devono essere luoghi sicuri

23 Agosto 2026

Per sentirle casa, devono essere vivibili e attraversabili da tuttə senza differenze economiche, di posizionamento politico e orientamento. Devono essere luoghi di crescita senza sentirsi inadeguatə, diversə, sbagliatə.

A Vigevano quella discriminazione quotidiana fatta di fischi, commenti omofobi e insulti verbali è sfociata ancora una volta nell’aggressione fisica.

Noi siamo incazzatə e indignatə. L’indifferenza di fronte a fatti come questi è ciò che ogni giorno ci allontana da quella Vigevano che vorremmo, una città composta da cittadinə che l’attraversano, costruendo quella sicurezza sociale e collettiva per una città che vuole curare e curarsi.

Non possiamo più stare in silenzio. Non possiamo più stare a guardare. La nostra solidarietà va tutta al ragazzo di 24 anni, in maniera incondizionata. Qui ripetiamo con più rabbia e risolutezza che vogliamo una Vigevano più sociale, più solidale, più sicura.

Non domani, questa città la vogliamo adesso.

VIGEVANO BENE COMUNE

GIOVANI COMUNISTI/E

RIFONDAZIONE COMUNISTA VIGEVANO

Il Nobel per la pace ai bambini di Gaza: un riconoscimento per tutta l’infanzia in guerra

15 Agosto 2026

Tratto da Avvenire: https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/il-nobel-per-la-pace-ai-bambini-di-gaza-un-premio-per-tutta-linfanzia-in-guerra_111905

Copia dell’Appello pubblicato giorni fa su “AVVENIRE” dal prof. EUGENIO MAZZARELLA, chiedendovi di proporlo al voto dei Vostri Consigli Comunali.

All’appello ha aderito anche il nostro segretario Maurizio Acerbo.


di Eugenio Mazzarella

Non ci sono solo i bambini di Gaza tra le vittime innocenti delle guerre: ci sono i bambini israeliani uccisi nel raid sanguinario di Hamas del 7 ottobre 2023 e quelli che sono morti successivamente nelle prigioni dei terroristi. Ci sono i bambini ucraini e quelli russi, ci sono i piccoli iraniani e sudanesi.

Dare il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, uccisi perché non l’hanno avuta la pace, e che stanno ancora morendo perché la pace promessa non è arrivata, «è un atto di verità e di giustizia». Lo ha detto bene ad Avvenire padre Ibrahim Faltas, frate francescano direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa, ed ha colto benissimo il senso della proposta: «Riconoscere ai bambini di Gaza il premio Nobel per la pace significa dare ancora valore alla parola pace, significa fermare nella storia il diritto alla memoria per i bambini che non potranno diventare adulti e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore e all’odio».

Non ci sono solo i bambini di Gaza tra le vittime innocenti delle guerre: ci sono i bambini israeliani uccisi nel raid sanguinario di Hamas del 7 ottobre 2023 e quelli che sono morti successivamente nelle prigioni dei terroristi. Ci sono i bambini ucraini e quelli russi, ci sono i piccoli iraniani e sudanesi. L’infanzia in guerra, tutta e di tutti i tempi, si può riconoscere nella candidatura al Nobel. Il premio per la Pace che non hanno avuto, per la mancanza di pace di cui sono morti, è un premio all’infanzia in tutte le guerre, ai bambini ridotti all’oscenità, con le loro madri, della categoria – l’ipocrisia della lingua di chi li uccide – dei “danni collaterali”.

La lingua ne uccide più della spada. È vero. E mai come oggi lo vediamo nel mare di menzogne in cui anneghiamo, in cui si inabissa l’etica, la politica, il diritto internazionale. Una menzogna che ci prende alla gola. Ma se è vero questo, è vero anche che la lingua può salvarne più della spada, se è parola di pace. E questa parola dobbiamo dirla. Perché è parola “non uccidere”, è parola la pace, il “patto”, il com-promesso che la sa promettere insieme ai propri popoli, è parola quella della diplomazia che le guerre le evita o le chiude. Diamo parola ad Oslo, alla pace nella memoria dei bambini cui è stata negata e che nella pace negata hanno perso la vita. E diamo parola ad Oslo alla nostra coscienza, denunciando noi stessi, l’omertà delle nostre omissioni di pace, di dialogo, di fraternità. Non c’è niente che somigli ad un uomo, all’uomo migliore che possiamo essere, che un bambino.

Fatelo vivere quel bambino, fateli vivere i bambini. Il Maestro della civilizzazione cristiano-europea i bambini li benediceva, nonostante i consigli ciechi dei suoi stessi discepoli, che volevano allontanarli, perché fastidiosi, dalla sua vista. Imponeva loro le mani e chiedeva che li si lasciasse venire a Lui, «perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 19,13-15). Non faceva altro che riprendere al dettaglio della necessità di ogni giorno, il Salmo 8, dove la gloria del Signore, la sua forza contro i suoi nemici, gli odi e l’assassinio che ne viene, sale a Lui e si afferma «dalla bocca dei bimbi e dei lattanti». Chi salva un bambino, salva il seme degli uomini. Lo si dica ad Oslo, diamo giustizia e verità ai nostri figli. Siamo stanchi di vedere in braccio a troppe madri sudari bianchi che sono fagotti con dentro, lavati del loro sangue, i loro bambini, piccoli sudari bianchi per nascondere a Dio cui li presentano la vergogna del sangue versato.

RIFONDAZIONE: FESTA NAZIONALE DAL 26 AL 30 AGOSTO ci vediamo a Limena (Padova)!

4 Agosto 2026

In un tempo segnato da guerre, disuguaglianze, precarietà e attacchi ai diritti, c’è ancora più bisogno di incontrarsi, discutere, organizzarsi e lottare.

La Festa Nazionale di Rifondazione Comunista sarà cinque giorni di politica, dibattiti, cultura, musica, socialità e ottima cucina, ma soprattutto un luogo di partecipazione, confronto e costruzione collettiva.

Questa Festa nasce grazie allo straordinario impegno della Federazione di Padova, dei Circoli, delle compagne e dei compagni, delle volontarie e dei volontari che, con passione e militanza, stanno lavorando per rendere possibile un appuntamento fondamentale per tutto il Partito. A loro va il nostro più sentito ringraziamento.

 Pra’ del Donatore – Via Magarotto 27, Limena (PD)

 26–30 agosto 2026

 Sarà l’occasione per rafforzare il nostro impegno comune, costruire iniziative, rilanciare le lotte e dare forza a un’alternativa fondata sulla pace, sulla giustizia sociale, sul lavoro, sui diritti, sull’uguaglianza e sulla difesa dell’ambiente.

 Anche il vostro contributo è importante.

Sostenete la Festa con una donazione e aiutateci a costruire insieme questo grande momento di partecipazione.

Tax-the rick day: 31 ottobre. 20 eventi. 20 regioni. Una stessa idea

1° Agosto 2026

Mancano esattamente 3 mesi. La risposta del Paese è già fortissima: abbiamo superato le 63.000 firme!

Ma non ci fermiamo qui. La raccolta firme per la legge d’iniziativa popolare sull’imposta sui grandi patrimoni si concluderà il 13 novembre, e per darci la spinta finale faremo qualcosa di mai visto: il 31 ottobre saremo in piazza con 20 eventi in contemporanea, uno in ogni regione d’Italia!

Musica, dibattiti, cultura e socialità per ribadire un concetto semplice: Ricchi non abbiate paura, è solo equità!

NON HAI ANCORA FIRMATO?
Puoi farlo adesso in due modi semplici:

* Online con SPID/CIE tramite il link in bio
* Ai banchetti presenti nelle piazze e nei mercati di tutta Italia!

Nel frattempo stiamo componendo la mappa nazionale degli eventi del 31 ottobre, e vogliamo farlo insieme a voi.

Il riccio

25 Luglio 2026

Adriano Arlenghi

Ieri sera, partecipando alla simpatica e partecipata iniziativa della pastasciutta antifascista per la pace dei Piccolini di Vigevano, ho avuto la bellissima occasione di incontrare un gruppo di ragazze e ragazzi pieni di energia e di idee che stavano vendendo i libri un tot al chilo e che hanno appena editato e dato alle stampe il primo numero di un nuovissimo giornalino che si chiama Il Riccio.

Il giornale per ora di una sola pagina, di grande dimensione, vuole essere come loro stessi raccontano una voce libera e tagliente di controinformazione e di pensiero critico. E’ firmata dal collettivo Lapis, una realtà giovane che in passato aveva già promosso una serie di iniziative di approfondimento molto stimolanti. Sicuramente interessante è stato conoscere a fondo, dalla loro voce, il loro punto di vista, in un mondo che sta diventando drammaticamente sempre più vecchio anche nella mentalità e nella chiusura verso il futuro.

Così mi sono fatto regalare una copia di questo primo numero uscito proprio in questi giorni, e ho trovato tra le righe parole che meritano di essere lette e condivise da tutti noi, perché ci ricordano che la passione civile non è morta. Tutto a partire da una presentazione iniziale che dice: “vi starete chiedendo, ma voi chi siete? Siamo un gruppo di ragazze e ragazzi, ecco la risposta, che vogliono informarsi scambiarsi opinioni, discutere attorno a tematiche di politica e attualità perché siamo stanche di vedere la nostra città affondare mentre l’Europa si sposta a destra e il mondo brucia tra disillusione e disinformazione che rendono tutto sempre più stretto e soffocante. Per questo noi, il collettivo Lapis, abbiamo deciso di svegliarci e di restituirvi le nostre riflessioni con Il Riccio, una voce di controinformazione che ora tenete tra le mani”

Proseguendo nella lettura, si scopre l’ispirazione profonda che anima questo progetto e richiama direttamente la grande filosofia classica “quando ci viene ricordato che così come Socrate fu il tafano che ronzava nelle orecchie dell’Atene dormiente, noi saremo il riccio che punge le coscienze rassegnate della nostra città” , Così ecco che in questo primo numero che si chiude con un cruciverba … di sinistra, una riflessione profonda e coraggiosa rubrica intitolata : oggi vi parleremo di… ,che si apre con l’evocazione di uno spettro che si aggira per l’Italia.

Questo spettro è l’indifferenza e l’apatia, che dilagano ovunque. Quelli di Lapis si chiedono come si fa a cambiare le cose e affermano con forza che la risposta sta in una vecchia parola, un termine che fa paura: il comunismo. Un concetto su cui tanto è stato scritto e su cui il giornale sceglie di raccontare cosa significa davvero per loro, questa parola complicata. Smontando la propaganda liberale che per anni lo ha associato solo alla dittatura e alla violenza, per riscoprirne invece il valore storico e ideale legato alle lotte del Partito Comunista Italiano fondato nel 1921 e baluardo dei diritti di tutte e tutti.

Come la sanità gratuita, lo sciopero, il divorzio e l’aborto, conquistati da chi si faceva chiamare comunista, “un’eredità da portare avanti non come un mondo sorpassato o assimilabile allo stalinismo o al modello nordcoreano, ma come la convinzione profonda che una società non possa essere fondata sulle disuguaglianze, dove pochi ricchi hanno troppo e molti non hanno niente”. Parola intesa quindi come pratica di vita “che deve essere ripresa, per informarsi, analizzare, comprendere, decostruire i pregiudizi e avere il coraggio di dire no, io non ci sto, devo fare qualcosa, dobbiamo cambiare le cose scendendo dalla macchina dell’individualismo e del consumo, un’auto infuocata che sta bruciando il pianeta”

E nella prima pagina troviamo poi un’intervista molto stimolante curata dalla redazione a Edoardo Casati, dell’esecutivo nazionale dei Giovani Comunisti che approfondisce ulteriormente questi temi cruciali, e l’indicazione a seguire la loro pagina Instagram, per non perdere i prossimi numeri e le attività di questo collettivo.
Un collettivo di giovani straordinario, che a me appare pieno di sogni e di utopie esattamente come ero io e come erano i giovani della mia generazione.

Un collettivo che dimostra come la gioventù vigevanese e naturalmente non solo quella, sappia ancora pensare, lottare e sognare in grande. Un giornale mi dice una ragazza con i capelli azzurri , con un grande entusiasmo e tanta voglia di danzare e cambiare la vita, pensato per i giovani alle 16 e 25 anni. Un tema alla volta, con un glossario per spiegare le parole e appunto un cruciverba per dimostrare che si può unire l’impegno politico e il piacere di stare insieme.

In questo contesto, io non do assolutamente alla parola sogno o utopia un significato di pura speranza o illusione. Tutt’ altro. Ricordo le parole di Umberto Eco: costruire significa prima di tutto pensare e strutturare un mondo; non si fa un testo o un’opera d’arte come si genera per puro istinto, ma definendo prima le regole del gioco. Insomma in un tempo in cui manca il pensiero e il pensiero critico in particolare, questi ragazzi vanno contro corrente e sognano , e sanno benissimo che ogni costrutto umano, arte o figlio che nasce, prima deve essere immaginato, appunto sognato.

Saranno loro a costruire le architravi del futuro. E io non ho dubbi che sarà un futuro capaci di nuovi possibili.

QUEST’ANNO LA PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA SI FA IN DUE PER DARVI PIU’ POSSIBILITA’ DI PARTECIPA ZIONE

22 Luglio 2026

La #reteantifascista con le associazioni Libera Vigevano – presidio Giorgio Pedone.EMERGENCY Arte Il Faro Sostenibilità Equità Solidarietà Area Soci Coop Vigevano e i sinndacati Spi Cgil Pavia CGIL Pavia SUNIA Pavia organizza il 24/07 alle 19,30 al Parco Berlinguer dei Piccolini e Sabato 25/07 lle ore 19,30 alla Cooperativa Portalupi
La Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi nasce nei giorni immediatamente successivi al 25 luglio 1943 per celebrare la caduta del regime fascista e l’arresto di Benito Mussolini .
Questo storico evento, promosso dalla famiglia contadina dei Cervi a Campegine (Reggio Emilia), è diventato nel tempo uno dei simboli più importanti di condivisione, libertà e Resistenza in Italia.
Vi aspettiamo

Sabato 25 luglio in Coope torna la Pastasciutta Antifascista!

18 Luglio 2026

🍝 Piatto gratuito per tutte le persone che lo vorranno, come da tradizione. Sarà possibile, per chi vuole, dare un’offerta facoltativa!
🌱 Per chi ha ancora fame, ci saranno anche taglieri vegani e onnivori
✨Tutti e tutte a tavola dalle 19 alle 21, ma la serata continua con chiusura alle ore 02:00, come tutti i Sabati.

Un grazie speciale a @occhialistilosi l’artista che ha illustrato la locandina di questa edizione interpretando uno degli eventi più importanti per la cooperativa. Inoltre, con il suo collettivo @brus.ride organizza un giro simbolico in bicicletta con arrivo direttamente in Coope, tutte le informazioni le trovate sulla loro pagina!

Vi aspettiamo!

Anpi Vigevano: 24 luglio 2026 pastasciutta antifascista per la Costituzione

17 Luglio 2026

Il contesto storico.

La destituzione di Mussolini il 25 luglio 1943 fu accolta con entusiasmo da gran parte della popolazione italiana, che sperava nella fine della guerra e della dittatura. I fratelli Cervi, contadini antifascisti di Campegine, trasformarono quella gioia in un gesto concreto: cucinare quintali di pasta e offrirla gratuitamente a chiunque si presentasse in piazza.
Quel gesto è diventato un simbolo della Resistenza e della solidarietà popolare.

Il ricordo. La scomparsa di MARILENA CATOZZO

9 Luglio 2026

Nei giorni scorsi ci è giunta notizia della prematura scomparsa di una cara amica e compagna, Marilena Catozzo.

Da qualche anno non risiedeva più in Vigevano, ma nella nostra città aveva mantenuto legami di amicizia.

Per un lungo periodo è stata l’anima della Biblioteca per Ragazzi, dove ha lavorato con passione e competenza per poi occuparsi nel nostro Comune.

L’abbiamo conosciuta e frequentata negli anni Settanta quando, spinta dalla curiosità e intelligenza, si era avvicinata agli ambienti dell’allora nuova sinistra, tanto da fare poi attività militante nella sezione vigevanese del PdUP per il Comunismo.

Marilena era dotata di un carattere dolcissimo sempre disponibile ad aiutare e ascoltare il prossimo, era simpatica e autoironica.

Ecco, Marilena: vorremmo che tutte le persone che ti hanno conosciuta ti possano ricordare e che nella loro memoria possa risuonare la tua risata cristallina.

Siamo vicini al tuo compagno e a chi ti ha voluto bene,

GIOVANNI GREGORIO, ANNA BRUNO, PATRIZIA TESSITORE, VLADIMIRO LIONELLO.