Il Giuseppe e le case popolari

Tratto da: L’INFORMATORE LOMELLINO
GIUSEPPE ABBA’

 La legge 167 del 1962 introdusse i Piani di Edilizia Economica Popolare.

Lo scopo fondamentale era quello di fornire all’ente pubblico, gli strumenti concreti per programmare gli interventi nel settore della casa, e per incidere tramite questi, sull’assetto del territorio urbano, contrastando la speculazione fondiaria e indirizzando lo sviluppo edilizio con i piani di zona da realizzare su aree espropriate, all’edilizia economica e popolare.

Per la prima volta l’esproprio era utilizzabile non solo per i terreni destinati per i terreni pubblici, ma anche per quelli destinati a residenza, e veniva stabilita un’indennità di esproprio inferiore al valore di mercato, fissata al valore che le aree avevano sul mercato due anni prima dell’adozione del piano PEEP.

Questo doveva consentire ai comuni (e agli enti, istituti e cooperative costruttori case popolari, cui potevano essere assegnati i terreni edificabili) di acquisire ad un costo relativamente contenuto aree più centrali e di dotarle di tutti i servizi sociali necessari, che dovevano essere previsti nello stesso piano di zona.
Si prevedeva, infine, di innescare un processo di finanziamento a rotazione: i comuni, ottenendo i terreni a basso prezzo e rivendendoli (una volta urbanizzati) agli assegnatari pubblici e privati, avrebbero potuto ricavare fondi da reinvestire in acquisto di altre aree ed in costruzione di servizi.
Il bisogno di case sono un elemento fondamentale di attenzione per chi non può permettersi economicamente di accedere al libero mercato, elemento di forte solidarietà, di welfare sociale.

A Mortara tuttavia qualcosa non funziona, le case sono abbandonate e non assegnate. Questo non va per nulla bene. Ci pensa Rifondazione di Mortara ad aprire in questa settimana un dibattito e a denunciare il tema con questo video di Giuseppe Abbà.

Infine se posso fare una considerazione finale , vorrei anche dire che mentre il panorama cittadino registra grandi levate di scudi e grandi manovre per quisquiglie Giuseppe non si dimentica mai che la città vive anche di tante solitudini, di tanta gente che fa fatica per sbarcare il lunario e che non possiede nemmeno la possibilità di abitare una casa popolare decente.

Ecco questa capacità di guardare alle cose che non fanno notizia ma che rivestono i bisogni essenziali della vita di tanti è un merito che non è mai stato in discussione.

Forse è per questo che in un intervista di qualche tempo fa, ma neanche tanto vecchia, i mortaresi interpellati hanno risposto in alta percentuale pensando che fosse ancora lui il Sindaco della città, anche se è da lustri che Giuseppe non riveste ruoli istituzionali.

L’Informatore Lomellino in edicola oggi gli regala una pagina in cui il tema e l’attenzione per gli altri si sviluppano con forza. Un motivo in più per acquistare il giornale.