Ottavia Piccolo e l’Anpi fermati a Venezia – Il racconto dell’attrice

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Un fazzoletto dell’Associazione dei partigiani ritenuto sospetto dalla polizia. Il racconto dell’attrice. La solidarietà della presidente Carla Nespolo

     

«Sono stata bloccata dalla polizia perché avevo al collo un fazzoletto dell’Anpi. Se non fosse preoccupante per il nostro Paese, quanto accaduto sfiorerebbe il ridicolo». Commenta così a PatriaOttavia Piccolo, notissima attrice di cinema e teatro, impegnata in tante battaglie civili, quanto le è successo sabato sera al Lido di Venezia, poco prima della premiazione del Leone d’oro.

Come sono andati i fatti?

Alcuni partiti e associazioni, tra cui l’Anpi, avevano promosso un presidio-testimonianza per denunciare gli infortuni sul lavoro e le morti bianche, un tema gravissimo e serio di cui troppo poco si parla. L’iniziativa era stata autorizzata, a una certa distanza dal tappeto rosso. Era tutto in regola. Nessuno pensava di creare disturbi o disagi. Sono arrivata presto e così ho deciso di entrare al Palazzo del Cinema. Volevo recarmi all’Excelsior, altro luogo storico della Mostra, per far visita ad alcuni amici della televisione. E lì, all’ingresso del Palazzo, ai controlli per la sicurezza sono stata fermata da un giovane funzionario della polizia di Stato. Pensavo volesse solo controllare la borsa. Invece mi ha vietato di entrare. Indicava il mio collo. Lì per lì non riuscivo a capire.

E poi?

Mi hanno detto che non potevo entrare con quel fazzoletto. Ho spiegato che era il fazzoletto dell’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, alla quale sono iscritta. Ho chiesto se conoscevano l’Anpi e cosa rappresentava. Niente da fare. Non mi facevano passare con quel fazzoletto. Continuavano a ripetermi che dovevano controllare. Ero basita, poi mi sono indignata, sono una cittadina libera e orgogliosa di indossare il fazzoletto dell’Anpi, sarei entrata comunque; per nulla al mondo mi sarei tolta quel fazzoletto e se me lo avessero imposto non so proprio come avrei reagito. Finalmente un’altra funzionaria della polizia è intervenuta e dopo un poco mi hanno dato il via libera. Se non ci fosse da piangere per il nostro Paese, ci riderei su. Probabilmente anche la polizia è vittima spaventata del clima molto poco accogliente, violento e rabbioso che si respira in Italia.

La Presidente nazionale dell’Anpi, Carla Nespolo, le ha espresso solidarietà unita al ringraziamento per il forte e concreto attaccamento ai valori dell’antifascismo, della Resistenza e all’ANPI.

Ringrazio di cuore la presidente Nespolo e l’Anpi tutta. Saperlo è il modo più bello per cominciare una nuova giornata. E aggiungo: Resistenza sempre!