La reazione/1
Per i bambini disabili i centri sono utili
Come giustamente evidenziava tale articolo, il Comune di Vigevano pone delle restrizioni, come da regolamento, circa l’età che i bambini normodotati o disabili medio-gravi devono avere per poter accedere al servizio dei centri estivi. La conseguenza di ciò è che parte dei bambini disabili che frequentano ancora la scuola primaria hanno ricevuto il ben servito e i loro genitori sono stati invitati a portare i loro figli altrove. Sì, ma dove? Il nostro assessore alle politiche sociali risponde di rivolgersi all’apposito servizio che si occupa di minori disabili senza fornire un’alternativa concreta e soddisfacente a bambini che di fatto traggono giovamento da un servizio di cui hanno in passato sempre fruito.
Attenersi alla lettera al regolamento significa inserire il pilota automatico circa una questione che meriterebbe un’attenzione e una sensibilità diversa, visto che i destinatari del servizio sono persone. L’assessore continua dicendo che «le persone conoscono le regole solo quando da esse vengono toccate personalmente…». Io direi che le persone cercano di cambiare le regole quando da esse vengono penalizzate nei propri diritti. Un regolamento dovrebbe avere caratteristiche dinamiche tali per cui un cambiamento non rappresenta un venir meno alle regole, ma semplicemente andare in contro alle esigenze di problematiche presenti nel territorio.
Alcuni bambini disabili risultano fuori età pur frequentando ancora la scuola primaria poiché non hanno ancora raggiunto gli obiettivi minimi per poter accedere al grado scolastico successivo. Quindi, chi l’ha detto che l’aver superato di soli sei mesi il dodicesimo anno di età possa mettere in condizione un disabile di non poter socializzare con altri bambini?
Preciso quella che ritengo sia un’ovvietà per chi, come me, lavora con questi bambini… Molte volte l’età cronologica non corrisponde all’età cognitiva del bambino. Per cui anche se il bambino che abbiamo davanti sembra un dodicenne “attempato” in realtà cognitivamente risulta essere molto più piccolo. Durante l’anno scolastico i bambini disabili inseriti nelle classi, pur avendo qualche anno in più rispetto ai compagni, si sono inseriti positivamente nel contesto divenendone parte integrante. Proprio l’integrazione è il perno delle attività su cui gira il lavoro di insegnanti e genitori, che desiderano dare a questi bambini gli strumenti per diventare parte della società in maniera dignitosa.
I centri estivi non dovrebbero essere un discorso a parte ma un’occasione di crescita e di sperimentazione in un contesto differente. Invece la rigidità con cui si pensa a questo servizio rischia di tramutarlo in un parcheggio dove piazzare i propri figli al termine della scuola… Un parcheggio, che a differenza di altri presenti nel territorio, non ha nemmeno un grande ritorno economico.
Lettera firmata
La reazione/2
Disabilità: un mondo tutto da scoprire
In questo mese stanno avendo luogo in tutta la nazione (Vigevano inclusa) seminari di informazione utili a chiarire il ruolo della psicologia nei confronti della disabilità. Questa manifestazione (denominata “Mip”) è alla sua quinta edizione annuale, e oltre mille psicologi e psicoterapeuti stanno erogando e erogheranno (fino al 31 maggio) colloqui gratuiti a tema psicologico in tutta la nazione. In Lombardia i professionisti coinvolti in questa interessante iniziativa sono trecento, e quindici sono di Vigevano. Il tema conduttore di questa edizione, “Il concetto di energia psichica”, denota il punto chiave per aprire la porta del mondo invisibile dei disabili. Infatti in questi incontri gratuiti viene valorizzata l’intenzione, attuata dai professionisti del settore, di fare comprendere che i disabili fanno parte del mondo e non devono essere considerati un mondo a parte.
Cambiando soggetto ma restando in argomento, sarebbe interessante che nel convegno “Vivi Vigevano” (che avrà luogo venerdì 25 maggio, dalle 8,30 alle 12,30 al cinema Odeon sito a Vigevano) oltre ai diversi argomenti già in programma possa anche essere descritto l’argomento “disabilità” in modo che i giovani studenti possano comprendere il disagio della disabilità (in ogni forma di presenza) e fare entrare la stessa nel loro programma inerente ad un futuro migliore della città di Vigevano. In questo modo studenti e non potranno anche capire che una persona disabile oltre che con i problemi comuni deve convivere e lottare contro le difficoltà pratiche e morali indotte con prepotenza da questo disagio.
Evitando in questo modo di ripetere situazioni analoghe a quella del bambino disabile a cui è stata negata la possibilità di frequentare i centri estivi comunali solo perchè aveva superato di sei mesi l’età prevista.
Relazione di un uomo disabile.
Gianluca Castelbuono