Gianluca Schiavon*
L’estate sta volgendo a conclusione ed è utile un primo parziale bilancio delle attività svolte.
Le feste di Liberazione e della Federazione della Sinistra sono aumentate quantitativamente e qualitativamente oltre le aspettative.
Limitandoci ad una valutazione meramente numerica, le feste del Partito o della Federazione – in qualsiasi modo chiamate – sono già oggi di più di quelle organizzate nel 2009. Sono organizzate in tutti i territori, tanto in quelli in cui esiste una presenza istituzionale in Regioni ed Enti locali, quanto in quelli in cui la presenza è molto ridotta. Ci sono comitati regionali – Toscana in primis – che ne hanno già realizzato una dozzina con risultati positivi anche in termini di autofinanziamento.
Molte iniziative hanno visto il coinvolgimento di collettivi studenteschi, comitati ambientalisti, soggetti dell’autorganizzazione sociale. I temi ricorrenti sono stati la crisi economica e sociale non meno dell’attacco alla Costituzione e dell’involuzione in senso autoritario della rappresentanza politica.
La sensazione positiva è che il corpo attivo del Partito e, ove già nati, gli organismi della Federazione abbiano ben compreso la necessità di uno scatto, di uno sforzo eccezionale sia per le difficoltà della fase politica generale sia per lo stato e per le difficoltà ancor più preoccupanti della Sinistra e del Partito.
E le feste testimoniano che c’è ancora un capitale di valore inestimabile: la militanza intesa come scelta consapevole di dedicare alle proprie buone idee un po’ di tempo e di risorse personali. Emerge anche la voglia di far sentire un punto di vista altro, fuori dai circuiti mediatici e, per ora, fuori dalla rappresentanza parlamentare. Emerge quindi il bisogno di dare forza a Liberazione tanto come giornale del Partito, in senso stretto, quanto come strumento utile alla lotta e al dialogo politico a sinistra.
Impegno militante che non si è ovviamente limitato alle sole feste, ma che si è sostanziato in una presenza visibile e organizzata negli scioperi generali e categoriali di Cgil e Usb, nella campagna a difesa dei diritti dei lavoratori a Pomigliano, nei presidi contro la legge bavaglio, nei banchetti di raccolta firme per i quesiti referendari sull’acqua pubblica. Tutti appuntamenti che hanno contribuito a ricostruire relazioni con i referenti di classe e a intessere rapporti con settori di opinione pubblica meno politicizzata in senso tradizionale.
In questo ultimo scorcio di estate ci sono molto impegni da onorare e campagne da organizzare. La prima data da appuntare nelle nostre agende è quella di riapertura di scuole e Atenei nei quali si riaprirà la mobilitazione per bloccare le controriforme o i tagli. Altra data fondamentale è il 29 settembre, giorno in cui a Bruxelles si riunirà il Consiglio europeo degli affari economici e finanziari e nel contempo il movimento si riunirà – anche grazie alla Confederazione europea dei sindacati – in una grande manifestazione continentale per contrastare le politiche della Bce e affermare l’Europa dello Stato sociale e dello sviluppo. Il 16 ottobre, infine, giorno in cui Fiom e tutti i soggetti politici scenderanno in piazza contro la crisi economica e l’attacco al diritto al lavoro e del lavoro.
Ci prepariamo a queste scadenze attraverso incontri politici di tutto rilievo: le tante feste ancora da svolgere (per esempio a Milano, Torino e Venezia), il campeggio nazionale Alternativa rebelde a Sapri e la prima festa nazionale della Federazione della Sinistra a Roma. Appuntamenti nei quali dimostrare il massimo della radicalità della proposta e costruire il massimo della sintonia per cacciare Berlusconi e i suoi sodali, critici o lealisti, dal governo nazionale.
Il campeggio organizzato da Gc e Fgci è un evento rilevante per decine di giovani da tutta Italia per l’elaborazione e la formazione politica nonché per l’aggiornamentto delle pratiche di conflitto. La festa nazionale si svolgerà per venticinque giorni nel quartiere di San Lorenzo e sarà un impegno gravoso, a cominciare per il Coordinamento romano della Federazione, ma appagante per il fitto programma politico e culturale. Una tappa del percorso che porterà al congresso nazionale e una sede anche utile alla socializzazione tra compagne e compagni,quindi alla creazione di un collettivo meno eterogeneo.
*responsabile nazionale Manifestazioni e feste
21/08/2010 Liberazione